L’estate sta finendo , Tag


lestatestafinendotag

Le regole per partecipare al Tag sono semplici :
 
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  • Ora rispondo alle DOMANDE

     

    Qual è la foto più rappresentativa di questa estate 2016 (non necessariamente delle vacanze)

    035

  • Qual è la tua vacanza ideale? L’hai mai fatta?

si …. relax in compagnia di mio marito, bei posti, poca gente e cibo buono

 

Cosa ti mancherà di più di questa estate 2016?

nulla…. è stata carica di stress e problemi

Sei stato in vacanza quest’estate? Se sì, dove?

si, una settimana a Medjugorie e poi qualche giro fuori porta…

In vacanza preferisci andare sempre negli stessi posti (perché ti trovi bene, ti piacciono, conosci le persone) o cambiare destinazione ogni anno?

cambierei sempre se potessi girare come vorrei….

Quale periodo dell’anno preferisci per le vacanze? 

giugno o settembre-

nomino:

pinuccia

maria

dora

silvia

ines

 Image du Blog sonnette.centerblog.net
buon fine settimana a tutti voi ♥

•♣•♠• 21 settembre


origine da

dal web

domenica 21 settembre 1924  viene  Inaugurata la prima autostrada del mondo: E’ Vittorio Emanuele III in persona a inaugurare a Lainate la nuova «via per sole automobili» che collega Milano a Varese. E’ il primo tratto della futura Autostrada dei Laghi, la prima autostrada a pedaggio della storia.

•♣• 19 settembre


origine tratto dal web

 1982 Viene introdotto l’uso dell’emoticon: In una discussione su come esprimere il proprio stato d’animo on line, il professor Scott Fahlman, ingegnere informatico della Carnegie Mellon University, posta un messaggio con un codice formato da “due punti”, “trattino” e “parentesi tonda chiusa” da leggere ribaltato su un lato, per sottolineare il tono ironico di quello che si sta dicendo.

 

il santo :

https://nsdellanevebolzaneto.wordpress.com/2016/09/19/san-gennaro/

Miracolo di San Gennaro?


San Gennaro è il santo patrono di napoli- venerato dalla chiesa-

nel  Duomo sono custodite due ampolle contenenti una sostanza allo stato solido,

che la tradizione afferma essere sangue del santo, e che si liquefà tre volte all’anno.

si crede che San Gennaro sia nato verso l’anno 272 probabilmente a benevento  –

bè la storia del santo la potete trovare qui http://www.santiebeati.it/dettaglio/29200

io ho fede, ma questa cosa proprio non l’ho mai sentita vera nel mio cuore

peccherò, ma non credo al miracolo della liquefazione… per me è solo dovuto a fattori quali 

la temperatura, il movimento, insomma reazioni chimiche…

e poi chi lo dice che è davvero sangue del santo?

il popolo napoletano? …ah bè…

mi dispiace ma credo potrebbe essere anche una miscela di sostanze…

perchè la chiesa non si preoccupa di far eseguire test su questa reliquia? 

e non diciamo per non profanarla… temo che pensino alla reazione del popolo napoletano in caso di smentita.

Eppoi altro fatto che ho scoperto oggi leggendo e che mi lascia qualche perplessità è che

In altre chiese della città di Napoli sangui di vari santi sono prodigiosi.

Sangue di Santa Patrizia

Nella chiesa di S. Gregorio Armeno si liquefa ogni 25 agosto sin dal secolo XVII, miracolosamente. Corre intorno ad esso una storiella. Un devoto della santa, desiderando possedere una reliquia della medesima, trasse nascostamente un dente dal teschio del suo santo corpo, che da cento anni era in un’urna. Ne sgorgò del sangue, che raccolto e custodito divenne oggetto di venerazione e di meraviglia.

Sangue di S. Giovanni Battista

Fu un dono di Carlo I al monastero di S. Arcangelo a Baiano, ed ogni 29 agosto, dall’anno 1554 si liquefa, come cosa viva.

Sangue di Santo Stefano Protomartire

Nessuno avrebbe pensato mai di raccogliere il sangue di quel primo martire cristiano, circa duemila anni fa… ma qualche viaggiatore napoletano avrà approfittato della confusione tra gli ebrei persecutori per riportare a casa una così rara merce. Senonché la storia dice che detto sangue solo dall’anno 1561 dapprima si liquefaceva nella chiesa di S. Gaudosio, verso gli ultimi giorni di settembre, ed in seguito in quella di Santa Chiara il giorno 3 agosto d’ogni anno.

Sangue di S. Luigi Conzaga

È un sangue meno antico ma non per questo meno “prodigioso”. Esso è custodito e si liquefa nella chiesa dell’Ordine al quale apparteneva il santo, nel giorno 21 giugno, sua ricorrenza festiva.
da http://camcris.altervista.org/sangenn.html

Conclusione Congresso Eucaristico


Genova, oggi ha abbracciato l’Italia intera con il  saluto conclusivo della messa del congresso eucaristico in  piazzale Kennedy. Era gremito di gente- si dice che eravamo 32 mila: io non so quantificare, si eravamo in tanti ma in un silenzio fatto per ascoltare, ascoltare l’omelia, ascoltare la risacca delle onde del mare, e magari la gioia nel nostro cuore nel ricevere Gesù Eucaristia.

Vi lascio il testo dell’omelia del Card. Bagnasco

Arcidiocesi di Genova

Congresso Eucaristico Nazionale

Domenica 18.9.2016

OMELIA

Tu non ci hai abbandonato in potere della morte,

ma, nella tua misericordia, a tutti sei venuto incontro

perché coloro che ti cercano ti possano trovare” (Prece Eucaristica IV)

Cari Fratelli e Sorelle nel Signore

Distinte Autorità

Cari Confratelli nell’Episcopato, nel Sacerdozio e nel Diaconato

Il vangelo racconta come Dio non s’arrenda davanti alla storia infranta degli uomini: vi entra e le dà una nuova direzione. Il Congresso Eucaristico rende presente questa storia in forma corale e pubblica, annunciando che Gesù è il Signore, Colui che ai poveri proclama “il vangelo di salvezza, la libertà ai prigionieri, agli afflitti la gioia” (Prece Euc. IV).

Questo è l’annuncio che attraversa i secoli, con il quale oggi il Santo Padre Francesco ci incoraggia a uscire incontro a ogni uomo. Come Chiesa italiana, a lui rivolgiamo il nostro pensiero affettuoso e grato: il vincolo della preghiera e lo sguardo a Gesù-Eucaristia ci rendono uno in quella inscindibile comunione di affetti e intenti, che nella liturgia trova fonte e culmine.

Genova, a sua volta, è lieta di ospitare il Congresso; lieta e onorata per la presenza di ciascuno di voi e delle Chiese che rappresentate. Un grazie cordiale va a quanti hanno collaborato alla sua realizzazione: Amministratori e Istituzioni, volontari e Sacerdoti.

1. Nel cuore dell’uomo, di ogni uomo, è viva l’attesa di una “pienezza” di felicità e di un “per sempre” nell’amore; attesa più grande di ciò che è temporale e puramente mondano.

È questa fame dell’anima che spinge la folla a seguire Gesù, nell’intuizione che le sue sono parole autentiche – “parole di vita eterna” – che svelano e portano a compimento il mistero dell’esistenza. Ora, in ogni rapporto di comunione, soprattutto sponsale, viene il momento in cui – da sole – le parole non bastano più. Si fa allora prepotente l’esigenza del dono totale di sé, che quelle parole invera. L’Eucaristia è proprio questo dono, dove la Parola si fa Carne e Sangue, Pane che nutre di grazia la vita, principio e forza di un nuovo modo di stare nel mondo. Entrare nel dinamismo eucaristico significa lasciarsi plasmare da Cristo, affidarsi al suo amore obbediente, farsi condurre dallo Spirito, che ci porta “a cantare esultanti ad una sola voce il tre volte santo” (cfr Prefazio IV Prece). Mangiare questo Pane non può, quindi, ridursi a un’abitudine, né a un gesto di amicizia fraterna; è aprirsi a Colui che è così grande da farsi tanto piccolo! È divenire come la goccia d’acqua versata nel calice del vino fino a ritrovare se stessi nel mistero di Dio, capaci di nuove relazioni con tutti.

2. La gente di Cafarnao aveva chiesto al Signore: “Dacci sempre questo pane”; e il Signore nel consegnarci questa preghiera vi aggiunge un aggettivo, destinato a dare un timbro a tutta la vita: “Dacci il ‘nostro’ pane quotidiano”. L’Eucaristia ci pone nel “noi” che è la Chiesa, comunità di fratelli che invocano il pane dell’anima per saper spezzare anche il pane materiale della giustizia e della pace.

La carità rivela che nell’Eucaristia abbiamo incontrato il Signore e non noi stessi; che abbiamo adorato Dio e non il nostro io. Le opere di misericordia, tanto raccomandate dal Papa in quest’Anno santo, sono infatti opere eucaristiche: scandiscono la lunga tradizione della Chiesa, ne rendono attuale la storia e interpellano tutta la nostra esistenza.

È in questa luce che, come Vescovi delle diocesi italiane, abbiamo voluto far coincidere questa domenica, nella quale il nostro Congresso giunge al culmine, con un gesto di concreta condivisione con quanti sono stati duramente colpiti dal terremoto in alcune zone del centro Italia. Alla popolazione tutta, ai cari Pastori di quelle Chiese e al loro Clero, confermiamo anche così la nostra vicinanza fraterna.

Cari Amici,

la forza del Pane eucaristico ci congeda da Genova con un preciso mandato missionario, in linea con il tema che abbiamo voluto per il nostro Congresso e da cui discende uno stile di vita per noi e per le nostre comunità: “L’Eucaristia, sorgente della missione”.

In particolare, a voi giovani – facendo nostre le parole che Papa Francesco vi ha rivolto a Cracovia – noi Pastori ripetiamo: non scoraggiatevi mai, l’umanità ha bisogno di voi, di “giovani svegli, desiderosi di rispondere al sogno di Dio e a tutte le aspirazioni del cuore” (Veglia GMG).

A voi famiglie, che siete Chiesa domestica e scuola accogliente di vita in tutte le sue fasi, giunga la nostra voce di ammirata riconoscenza. Lasciatevi incontrare dal Signore e custodite la Sua amicizia: una famiglia che prega non potrà mai essere semplicemente disperata né cadere totalmente in preda alla discordia.

A voi diseredati della vita, da qualunque parte veniate, rinnoviamo la nostra prossimità: il Dio dell’amore ci spinga a camminare insieme, nella promozione della stessa dignità e nella responsabilità di un comune destino.

A voi, persone consacrate, giunga la nostra gratitudine: abbiamo bisogno dei vostri voti, che ci dicono che Dio basta a riempire il cuore. E a voi claustrali, che avete scelto come mondo il perimetro dei vostri monasteri, chiediamo di esserci sentinelle vigilanti nel crepuscolo, anticipatrici dell’aurora.

A voi, carissimi sacerdoti e diaconi, che siete in mezzo al nostro popolo ogni giorno, confermiamo la nostra stima e amicizia: vi chiediamo umilmente di non farci mai mancare il vostro affetto. La nostra unità è il primo annuncio del Vangelo.

Come comunità ecclesiale, vogliamo infine rivolgerci al nostro amato Paese, a quanti guardano a questo grande cenacolo con l’attesa di una parola particolare. Vorremmo dirvi che vi siamo sinceramente vicini, che ci state a cuore, che ci anima una piena disponibilità a incontrarvi; insieme con voi ci sentiamo pellegrini verso casa. Siamo Pastori di una Chiesa esperta in umanità: la nostra voce è discreta, ma ora – come una vela al largo, sostenuta dal vento dello Spirito – prende vigore e proclama : “O uomini che ci ascoltate: la nostra gioia è grande e si chiama Gesù!”.

Angelo Card. Bagnasco

Inviato Speciale del Santo Padre Francesco

Arcivescovo di Genova e Presidente della C.E.I.

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Ogni congresso eucaristico porta con se iniziative importanti che verranno portate avanti dalla diocesi. Nel 1923 ci fu la costruzione di tre chiese dedicate al Santissimo Sacramento. Con questo congresso invece, nell’anno della misericordia si è pensato di orientarsi verso un’opera di carità- Si accrescerà il servizio per offrire cena alloggio notturno e prima colazione alle persone senza fissa dimora. L’arcidiocesi impegnerà di offrire altri 25 posti da aggiungere ai 28 già effettivi. La ristrutturazione delle strutture (una a levante ed una a ponente) attingerà dal contribuito del 8×1000.

Adorazione e la processione del Congresso Eucaristico


Alle16.45  di oggi il momento più significativo e suggestivo della giornata con la solenne Adorazione eucaristica nella cornice del Porto Antico. Una motovedetta della Capitaneria di Porto, recante il Santissimo Sacramento,—-prosegue qui

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il professore


Un professore ateo sfidò i suoi alunni con questa domanda:
– “Dio ha fatto tutto ciò che esiste?”
Uno studente rispose coraggiosamente: – “Si, l’ha fatto!”
– “Dio fece proprio tutto?”
– “Si, professore” – rispose il giovane.
Il professore replicò:
– “Se Dio ha fatto tutte le cose, allora Dio ha fatto il male, poiché il male esiste, e tenendo conto che le nostre azioni sono un riflesso di noi stessi, allora Dio è male.”
Lo studente si azzittì di fronte a tale risposta e il professore, felice, si gloriava di aver provato una volta in più che la Fede era un mito.
Un altro studente alzò la sua mano e disse:
“Posso farle una domanda, professore?”
– “Senza dubbio” gli rispose il professore.
Il giovane si alzò in piedi e domandò:
– “Professore, il freddo esiste?”
– “Ma che domanda è questa? Chiaro che esiste, lei per caso ha mai sentito freddo?”
Il ragazzo rispose:
– “In verità, professore, il freddo non esiste. Secondo le leggi della Fisica, ciò che consideriamo freddo, nella realtà è assenza di calore. Tutto il corpo o l’oggetto può essere studiato quando ha o trasmette energia, ma è il calore e non il freddo che fa in modo che tale corpo ha o trasmetta energia. Lo zero assoluto è l’assenza totale e assoluta del calore, tutti i corpi rimangono inerti, incapaci di reagire, ma il freddo non esiste. Abbiamo creato questo termine per descrivere come ci sentiamo quando ci manca il calore.”
– “E l’oscurità, esiste?” – Continuò lo studente.
Il professore rispose:
– “Ma è chiaro che si.”
Lo studente rispose:
– “Di nuovo signore si inganna, l’oscurità nemmeno esiste. L’oscurità è in realtà l’assenza di luce. Possiamo studiare la luce, ma l’oscurità no, il prisma di Newton decompone la luce bianca nei vari colori di cui si compone, con le sue differenti varietà d’onda. L’oscurità no, un semplice raggio di luce strappa l’oscurità e illumina la superficie che la luce tocca. Come si fa per determinare quanto buio è presente in un determinato spazio? Solamente con una base di quantità di luce in questo spazio, non è così? L’oscurità è un termine che l’uomo ha creato per descrivere ciò che succede quando non c’è presenza di luce.”
Finalmente, il giovane studente domandò al professore:
– “Dica, professore, il male esiste?”
Lui rispose:
– “Chiaro che esiste. Come ho detto all’inizio della lezione, vediamo ladri, criminalità e violenza tutti i giorni in tutte le parti del mondo, queste cose sono il male.”
Allora lo studente rispose:
– “Il male non esiste, professore, o almeno non esiste di per se. Il male è semplicemente l’assenza di Dio. E’, come nei casi precedenti, un termine che l’uomo ha creato per descrivere questa assenza di Dio. Dio non ha creato il male. Non è come la Fede o l’Amore, che esistono come esiste la Luce e il Calore. Il male è il risultato del fatto che l’umanità non ha Dio presente nei suoi cuori. E’ come il freddo che sorge quando non c’è calore, o l’oscurità quando non c’è la luce.”

17 settembre


1394: gli ebrei vengono espulsi dalla Francia per ordine di re Carlo VI
1630: fondata la città americana di Boston
1812: Mosca Brucia – l’incendio ha ormai inghiottito più della metà dell’intera città
1967: la CBS trasmette la prima di “Missione Impossibile”
1972: la CBS trasmette la prima puntata della serie televisiva M*A*S*H
1976: la NASA presenta il primo Space Shuttle: l’Enterprise
1978: Israele ed Egitto firmano gli Accordi di Camp David
1988: nella citta’ coreana di Seoul si apre la ventiquattresima edizione dei Moderni Giochi Olimpici
1991: Corea del Nord, Corea del Sud, Estonia, Lettonia, Lituania, Isole Marshall e Micronesia entrano a far parte delle Nazioni Unite

 LUNEDI 17 SETTEMBRE 1787

Firmata la Costituzione degli Usa

dal web

il fiore piu’ grande


Il più grande fiore della terra è la Rafflesia Arnoldii. Oltrepassa il metro di diametro e può superare gli 11 chili. Le piante del genere Rafflesia non presentano tronco, foglie o vere radici. Vivono in un rapporto di parassitismo con le piante del genere Tetrastigma (Vitaceae), all’interno dei tessuti delle quali propagano i propri austori. L’unica parte visibile al di fuori della pianta-ospite è il fiore: infatti, dato che si tratta di una pianta parassita, essa non ha bisogno della fotosintesi.Per il loro aspetto e soprattutto per il loro odore, i fiori ricordano la carne putrefatta; per questa ragione le popolazioni locali indicano la pianta con nomi traducibili come “pianta carne” o “pianta cadavere” . L’odore attira insetti come le mosche, che trasportano il polline dai fiori femminili a quelli maschili. Per quanto riguarda la diffusione dei semi, si pensa che la Tupaia ed altri mammiferi mangino i frutti della pianta e li disperdano nel terreno nei loro escrementi.

—-detto ciò, vi lascio il mio buon  fine settimana

Perchè si dice : “mi girano le palle”


L’origine dell’espressione non ha niente a che vedere con le “palle maschili! 
Deriva da un uso militare (C’è anche un libro di Mariano De Peron: Quando i soldati avevano le “palle girate”) e non è collegata all’umore dei soldati. 
La pratica di “girare le palle” (intese come pallottole) era stata adottata, all’epoca della prima guerra mondiale, da molti nostri soldati come modo sbrigativo e “alternativo” di rendere più letale il munizionamento. 
Invece di modificare la punta delle pallottole al fine di indurre effetti espansivi (ad esempio bucando la punta, , o segandola) i fanti più “industriosi” e meno attrezzati sfilavano le pallottole (le palle) dal bossolo e le reinserivano girate. Così facendo ottenevano due risultati: non solo ne avanzavano il baricentro, rendendole più stabili e precise nel tragitto verso il bersaglio, ma soprattutto le rendevano estremamente instabili e pronte a ribaltarsi al momento dell’impatto, determinando ferite estese e difficilissime da operare, anche quando non profonde. 
Questo munizionamento era proibito dalla convenzione di Ginevra e i soldati che avevano le “palle girate” erano, così, i più aggressivi… gente dalla quale era meglio stare alla larga. 
Ecco perchè poi quando si è nervosi si usa l’espressione “occhio che mi girano!”

bene…….. 

Stimmate di San Francesco


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Il 17 settembre del 1224, si  recarono al Monte la Verna, Francesco e Frate Leone, per pregare. Francesco  all’età di 42 anni, quella sera si mise  un po’ distante da Frate Leone , per pregare Gesù Cristo. Frate Leone vide  una luce che arrivava dal cielo, era un Angelo Serafino, ( che significa: inviato, messaggero). Il Serafino scese lentamente verso Francesco che stava pregando, F.Leone poté vedere che portava le stimmate di Cristo, le quali furono impresse a Francesco: sulle mani, sul costato e nei piedi. Francesco adesso poteva realmente provare il dolore fisico di Cristo.

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