I Clisteri di fumo di tabacco 🍃


Nel Settecento si credeva che l’intestino fosse l’ultimo organo del corpo umano a rimanere in vita, e che un clistere a base di fumo (con quello che veniva chiamato “soffietto rettale”) potesse servire da misura salvavita per chi lottava tra la vita e la morte.

Dal 1740 in poi, le insuflazioni rettali a base di fumo furono impiegate al posto della respirazione bocca a bocca per rianimare gli annegati in fiumi e canali, ma anche per curare altri malanni, come mal di testa, ernie, crampi addominali, persino il colera. Si credeva che attraverso i muscoli intestinali, il fumo potesse essere pompato fino ai polmoni, per rimetterli in uso.

Finché nel 1811, si scoprirono gli effetti nefasti della nicotina sul cuore, e gli insoliti kit di salvataggio vennero fortunatamente abbandonati.

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#scienza #medicina #storia 💙

La lista della spesa di Michelangelo


La lista della spesa di Michelangelo è un manoscritto redatto da Michelangelo Buonarroti conservato nel Museo Casa Buonarroti di Firenze.
Il documento è datato 1518 ed è stato redatto sul retro di una lettera, in cui Michelangelo elenca tutti i prodotti di sua necessità per il suo servitore, realizzando a fianco del nome un piccolo schizzo del prodotto, presumendo che il suo servo fosse analfabeta.

#Curiosity

Non è solo un modo di dire


🐕 Vivono sulle coste selvagge dell’Oceano Pacifico della Colombia Britannica. Sono i lupi di mare (Canis lupus columbianus), geneticamente distinti dalla specie continentale (come hanno provato diversi studi del DNA). Anche il loro comportamento è differente: i lupi di mare nuotano da isola a isola e cacciano diversi animali marini.

Sono più piccoli dei loro parenti lupi grigi.

I lupi di mare sono eccellenti nuotatori: uno di loro è stato osservato nuotare per 12 km.

#curiosità
@FillYourMind
by @sclerogang

📋 Il decalogo per vivere bene


📋 Il decalogo per vivere bene

🔹 Non sentirti assolutamente certo di nulla.
🔹 Non pensare che valga la pena procedere nascondendo la realtà dei fatti, perché è sicuro che essa verrà alla luce.
🔹 Non cercare di scoraggiare la riflessione perché è sicuro che ci riuscirai.
🔹Quando sei confrontato da una opposizione, anche se dovesse trattarsi di tuo marito o dei tuoi figli, cerca di superarla con la discussione e non con l’imposizione, perché una vittoria ottenuta con la forza è fittizia e illusoria.
🔹 Non avere alcuna venerazione per l’altrui autorità, in quanto si possono sempre trovare altre autorità ad essa contrarie.
🔹 Non utilizzare il potere per sopprimere opinioni che ritieni dannose, perché così facendo saranno le opinioni a sopprimere te.
🔹Non aver paura di essere eccentrico nelle tue idee perché ogni idea ora accettata è stata una volta considerata eccentrica.
🔹Trova più gusto in un dissenso intelligente che in un consenso passivo, perché, se apprezzi l’intelligenza come dovresti, nel primo caso vi è una più profonda consonanza con le tue posizioni che non nel secondo.
🔹 Sii scrupolosamente sincero, anche se la verità è scomoda, perché è ancora più scomodo il tentare di nasconderla.
🔹 Non provare invidia per la felicità di coloro che vivono di illusioni, perché solo uno sciocco può pensare che in ciò consista la felicità.

  • BERTRAND RUSSELL, Un decalogo liberale –

#riflessione #bertrandrussell #felicità

CHI HA I CAPELLI ROSSI SOFFRE DI PIÙ?


SI….A provarlo è un singolare test condotto dall’anestesiologo Edwin B. Liem (Università di Louisville) su un gruppo di 60 donne, 30 delle quali dotate di capelli rossi. Coloro che presentavano rutilismo, cioè avevano peli e capelli ramati, si sono rivelate particolarmente sensibili al “dolore termico”: le rosse iniziano infatti a percepire dolore già intorno ai 6 °C, un valore piuttosto alto se confrontato con le temperature più basse (0 °C ) che le more sono in grado di sopportare.
ANESTESIA POCO EFFICACE. Da tempo in ambiente chirurgico gira voce che i pazienti con capelli rossi, specie se donne, siano meno reattivi ai farmaci anestetici. Un altro studio di Liem ha dimostrato che le rosse sono in effetti più resistenti agli effetti analgesici della lidocaina sottocutanea, un comune anestetico locale, di cui sarebbe pertanto necessario un dosaggio superiore del 20%. Adesso i ricercatori stanno indagando in che modo la modulazione del dolore sia correlata con una mutazione del gene recettore della melanocortina 1 (MC1R), responsabile appunto del rutilismo.

Fonte Rivista FocusD&R

Hugo Boss ed Hitler


📊

Fondata nel 1923 a Metzingen, Hugo Boss è stato nel 1933, dopo aver aderito alla campagna del partito nazional socialista Tedesco, fornitore ufficiale dei gruppi SS tedeschi nel reparto abbigliamento.

L’azienda si arricchì e crebbe cominciando ben presto a fornire uniformi ai nazisti. Cominciò con le camicie brune, simbolo del partito e delle SA, la sua milizia. Poi, dopo la presa del potere da parte della Nsdap a seguito della vittoria elettorale di Hitler nel 1933, la ditta di Hugo Boss divenne una delle principali produttrici di uniformi per la Wehrmacht, per le SS, e per la Hitlerjugend, la gioventù nazista.

Nel 1945, con la sconfitta della Germania nella seconda guerra mondiale, Hugo Boss, accusato di aver sostenuto la causa nazista, fu condannato a pagare una multa e privato del diritto al voto.

Tacchino


🦃 In inglese, tacchino (turkey) ha lo stesso nome della Turchia. In turco si chiama “hindi”, ovvero “indiano”. In Portogallo, è conosciuto come “peru”. In arabo, l’uccello è chiamato “uccello greco”. In Grecia si chiama “pollo francese” e in Francia l’etimologia del nome è “pollo indiano”. Il tacchino non è indigeno di nessuno di questi paesi

Leone


Il leone è un tipo davvero focoso. Pensate che durante la stagione degli amori il leone si accoppia con una femmina ogni quindici minuti per una settimana di fila, ciò significa che arriva ad avere circa 672 accoppiamenti, ricordiamo però che la stagione dell’amore non c’è tutti gli anni quindi il leone, nonostante la sua grande capacità e resistenza, si prende poi una pausa di due anni tra una stagione e l’altra!

#Curiosità

L𝓪 𝓿𝓲𝓻𝓰𝓸𝓵𝓪 è 𝓵𝓪 𝓹𝓸𝓻𝓽𝓪 𝓰𝓲𝓻𝓮𝓿𝓸𝓵𝓮 𝓭𝓮𝓵 𝓹𝓮𝓷𝓼𝓲𝓮𝓻𝓸.


“Se l’uomo sapesse realmente il valore che ha la donna andrebbe a quattro zampe alla sua ricerca.”

Se sei donna, certamente metteresti la virgola dopo la parola “donna”.
Se sei uomo, certamente la metteresti dopo la parola “ha”.

5 maggio


Ei fu. Siccome immobile, 
dato il mortal sospiro, 
stette la spoglia immemore 
orba di tanto spiro, 
così percossa, attonita 
la terra al nunzio sta, 
muta pensando all’ultima 
ora dell’uom fatale; 
né sa quando una simile 
orma di pie’ mortale 
la sua cruenta polvere 
a calpestar verrà. 
Lui folgorante in solio 
vide il mio genio e tacque; 
quando, con vece assidua, 
cadde, risorse e giacque, 
di mille voci al sònito 
mista la sua non ha: 
vergin di servo encomio 
e di codardo oltraggio, 
sorge or commosso al sùbito 
sparir di tanto raggio; 
e scioglie all’urna un cantico 
che forse non morrà. 
Dall’Alpi alle Piramidi, 
dal Manzanarre al Reno, 
di quel securo il fulmine 
tenea dietro al baleno; 
scoppiò da Scilla al Tanai, 
dall’uno all’altro mar. 
Fu vera gloria? Ai posteri 
l’ardua sentenza: nui 
chiniam la fronte al Massimo 
Fattor, che volle in lui 
del creator suo spirito 
più vasta orma stampar. 
La procellosa e trepida 
gioia d’un gran disegno, 
l’ansia d’un cor che indocile 
serve, pensando al regno; 
e il giunge, e tiene un premio 
ch’era follia sperar; 
tutto ei provò: la gloria 
maggior dopo il periglio, 
la fuga e la vittoria, 
la reggia e il tristo esiglio; 
due volte nella polvere, 
due volte sull’altar. 
Ei si nomò: due secoli, 
l’un contro l’altro armato, 
sommessi a lui si volsero, 
come aspettando il fato; 
ei fe’ silenzio, ed arbitro 
s’assise in mezzo a lor. 
E sparve, e i dì nell’ozio 
chiuse in sì breve sponda, 
segno d’immensa invidia 
e di pietà profonda, 
d’inestinguibil odio 
e d’indomato amor. 
Come sul capo al naufrago 
l’onda s’avvolve e pesa, 
l’onda su cui del misero, 
alta pur dianzi e tesa, 
scorrea la vista a scernere 
prode remote invan; 
tal su quell’alma il cumulo 
delle memorie scese. 
Oh quante volte ai posteri 
narrar se stesso imprese, 
e sull’eterne pagine 
cadde la stanca man! 
Oh quante volte, al tacito 
morir d’un giorno inerte, 
chinati i rai fulminei, 
le braccia al sen conserte, 
stette, e dei dì che furono 
l’assalse il sovvenir! 
E ripensò le mobili 
tende, e i percossi valli, 
e il lampo de’ manipoli, 
e l’onda dei cavalli, 
e il concitato imperio 
e il celere ubbidir. 
Ahi! forse a tanto strazio 
cadde lo spirto anelo, 
e disperò; ma valida 
venne una man dal cielo, 
e in più spirabil aere 
pietosa il trasportò; 
e l’avvïò, pei floridi 
sentier della speranza, 
ai campi eterni, al premio 
che i desideri avanza, 
dov’è silenzio e tenebre 
la gloria che passò. 
Bella Immortal! benefica 
Fede ai trïonfi avvezza! 
Scrivi ancor questo, allegrati; 
ché più superba altezza 
al disonor del Gòlgota 
giammai non si chinò. 
Tu dalle stanche ceneri 
sperdi ogni ria parola: 
il Dio che atterra e suscita, 
che affanna e che consola, 
sulla deserta coltrice 
accanto a lui posò.

L’ode il Cinque Maggio fu scritta, di getto, in soli tre o quattro giorni, dal Manzoni commosso dalla conversione cristiana di Napoleone avvenuta prima della sua morte (la notizia della morte di Napoleone si diffuse il 16 luglio 1821 e fu pubblicata nella “Gazzetta di Milano”).

dal web

Il marito geloso


Il marito telefona a casa dall’ufficio.
Risponde una bambina.
“Ciao cara, sono papà, è lì la mamma?”
“No, è di sopra in camera con lo zio Franco”
“Ah… ma tu non hai uno zio Franco…”
“Sì che ce l’ho, è di sopra in camera con la mamma”
“Ah, okay. Ascolta cosa devi fare: vai di sopra, fuori dalla porta della camera della mamma, e dì che hai visto la macchina del papà che è tornato prima dal lavoro”
“Va bene”
.(un paio di minuti dopo….)
“Ho fatto quello che mi hai detto, papà”
“E cosa è successo?”
“La mamma è saltata fuori dal letto nuda e correva in giro urlando. Poi è inciampata nel tappeto, è caduta dalle scale e credo che sia morta”
“Oddio! E dove è lo “zio Franco”?”
“Anche lui è saltato fuori dal letto nudo e urlando. Poi ha aperto la finestra sul giardino ed è saltato di sotto nella piscina, ma si è dimenticato che l’avevi fatta svuotare ed è morto anche lui”
“Piscina??? Oh cavolo ho sbagliato numero!

Perché Maggio è il mese della Madonna?


La storia del mese mariano comincia nel Medioevo con il tentativo di cristianizzare le feste pagane in onore della natura in fiore.

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Evocando la Madonna, la creatura più alta, si potevano unire i temi della natura e della Santa Vergine. Anche il beato Enrico Susso di Costanza (secolo XIV) componeva saluti con i quali dedicava la primavera in genere e maggio in particolare alla Vergine.

La pratica delle prime devozioni risale al secolo XVI. A Roma fu San Filippo Neri a delineare il futuro mese mariano insegnando ai giovani ad ornare le statue della Madonna nel mese di maggio, a cantar lodi in suo onore e a compiere atti di virtù e di mortificazione.

Nasce il “fioretto di maggio”, gli altarini e le funzioni serali …

Ma vediamo più in dettaglio il perché Maggio è mese mariano.

 

Come la maggior parte delle grandi tradizioni popolari, la “marianità” del mese di maggio  non ha un “inventore” ma è piuttosto il risultato di una armoniosa fusione di tradizioni svariate.

Vediamo quali elementi si sono fusi per far sì che maggio diventasse universalmente il “mese della Madonna”!

 Maggio è il mese dell’amore.

Lo è fin dall’antichità. Non solo perché la bellezza della stagione suggerisce pensieri “romantici”,  ma anche per un motivo molto più concreto e pratico:  dopo i rigori dell’inverno (ai quali, con la diffusione del Cristianesimo si aggiunsero i rigori della Quaresima)  lo sbocciare della bella stagione (e, sempre con il diffondersi del Cristianesimo, del tempo pasquale)  diventava l’occasione per organizzare feste popolari: occasione privilegiata per gli incontri fra giovani  e quindi per il nascere di affetti e di progetti matrimoniali.

La letteratura colta e popolare poi insisté molto su questo abbinamento fra maggio e amore, contribuendo così a rafforzarlo e a radicarlo nell’immaginario collettivo.

 Maggio è anche il mese delle rose.

Per la verità adesso non lo è più, da quando l’innesto con una varietà di piccole rose orientali (sec. XIX)

ha dato alle nostre rose la caratteristica che mancava, e cioè la rifiorenza.

Adesso abbiamo rose da aprile a novembre, ma un tempo le rose erano proprie del solo mese di maggio,  il che accentuava la loro preziosità e anche la particolare bellezza di questo mese: e anche questo è un elemento che predispone il terreno alla marianità di maggio.

 Ma ecco subentrare un fatto importantissimo, e cioè la grande “svolta medievale” della devozione mariana.

La esaminiamo in tre passaggi:

 

1. Nei primi secoli del Cristianesimo la Madonna era stata oggetto di grandi riflessioni teologiche:  e fu giusto, perché la cristianità doveva avere ben chiaro il ruolo della Madonna,  il suo legame unico e irripetibile con il Salvatore, la sua reale maternità e la sua perpetua verginità.

 

2. Il Medio Evo, che pure fu epoca di grandi crudeltà,  fu anche epoca di meravigliose intuizioni e di eccezionale passione religiosa.

Fra le grandi intuizioni del Medio Evo ricordiamo (anche se questo non avveniva sempre, ovviamente…!)

la straordinaria valutazione della donna.

Pensiamo alla cavalleria, pensiamo al nostro Dolce Stil Novo: la donna era vista come creatura angelica,

come tramite fra l’uomo e Dio, come “Signora” alla quale consacrare la propria vita  in un rapporto d’amore che spesso era tutto ideale e spirituale.

Ripeto, questo non era la norma, ma era un elemento molto presente, se non nella prassi, almeno a livello di convinzione.

 

3. Per uno stupendo disegno della Provvidenza gli animi imbevuti di questa mentalità  (magari anche solo a livello superficiale) finirono per orientare verso Maria questo concetto altissimo della donna,  e così Maria divenne oggetto non più soltanto di riflessione teologica, ma di appassionato e delicato amore.

I Santi (che sono sempre i grandi profeti di ogni secolo) cominciarono a rivolgersi alla Madonna come innamorati,  fiorivano le cattedrali e le opere d’arte ispirate alla Madonna, per non parlare delle feste e del folklore…

Sì, la Madonna fu veramente la regina del Medio Evo!

Anzi, lo stesso appellativo Madonna nasce proprio in quest’epoca: Mea domina, Signora mia.

Non per niente nelle altre lingue diventerà Notre Dame, Our Lady, Nuestra Señora, Nossa Senhora…

 A questo punto fiorisce spontaneo l’abbinamento: maggio è il mese dell’amore,  Maria è la donna amata per eccellenza:  dunque Maggio è il mese di Maria!

 Dal Medio Evo in poi il fiorire progressivo di tradizioni in questo senso è stato insieme conseguenza e causa

di questa bella equivalenza. E’ vero che ci sono voluti dei secoli per arrivare alle forme di devozione odierne.

Ma le radici profonde sono qui, in questo abbinare Maria e amore.

 Ma a questo punto sta bene anche qualche data!

La prima documentazione scritta della marianità di maggio compare in una composizione del re-poeta Alfonso di Castiglia (morto nel 1284) e in uno scritto del beato Susone (morto nel 1336).

Nel secolo XIV a Parigi il primo maggio si celebrava una paraliturgia mariana.

Possiamo però supporre che nell’animo popolare la marianità di maggio fosse già ben presente:  è con il Medio Evo tra l’altro che nasce il Rosario: siccome alla donna amata si offrono ghirlande di rose,  ecco che a Maria si offrono ghirlande di Ave Maria.

Il legame del Rosario con maggio (anche se non è l’unico che caratterizza questa preghiera mariana) è evidente, se non altro nella denominazione.

 

Nel ‘500, forse per arginare il carattere pagano delle feste primaverili, i predicatori  e i pastori d’anime incoraggiarono con forza il maggio mariano: tra essi spicca San Filippo Neri.

 

Nel ‘600 fioriscono pubblicazioni specifiche sul mese di maggio, che nel ‘700 ha ormai trovato una stabile caratterizzazione  e una prassi comune fatta di preghiere, canti, pratiche devote da distribuire lungo il mese, testi di meditazione abbinati ai vari giorni.

I Mesi di Maggio si moltiplicano ovunque, nelle tipografie come nella pratica della vita quotidiana !

 

Il secolo XIX accentua la marianità di maggio e così pure la prima metà del ‘900.

Oggi, dopo alcuni decenni di doloroso oscuramente della marianità di maggio e della devozione mariana in generale, sembra di assistere a un bel rifiorire dell’amore per la Madonna, con le debite conseguenze, ì maggio compreso.

E concludendo ci accorgiamo di non avere risposto con precisione alla domanda:

Quando è nato il maggio mariano?

Ma non è possibile farlo con esattezza, ed è bello che sia così:  perché abbinare maggio alla Madonna, non fu l’intuizione di un singolo,  ma un’esigenza del cuore di tutto un popolo semplice e innamorato.

 

Tratto da sito http://www.pastoralespiritualita.it/Articoli-Rubriche/Con-Maria-verso-Gesu/Perche-Maggio-e-il-mese-della-Madonna.html

La stage di Portella della Ginestra


1947: La stage di Portella della Ginestra – Pian della Ginestra è un luogo in aperta campagna nella provincia di Palermo.
L’1 Maggio 1947 la gente si riunisce per la terza volta dopo la guerra per festeggiare la festa del lavoro, la manifestazione è organizzata da socialisti e comunisti della zona, vittoriosi dopo le ultime elezioni.
Dato il clima festoso molti sono i bambini presenti.
Verso le 10 del mattino si sentono dei colpi che la gente interpreta come mortaretti di festeggiamento, sono invece scariche di fucile rivolte alla folla inerme.
11 saranno i morti, e 27 i feriti.
Due dei morti sono bambini, molte le donne.
La banda di assassini era capeggiata dal noto malvivente Salvatore Giuliano, ancora oggi considerato da molti un eroe in Sicilia, colluso con mafia e poteri forti dello stato

Oggi ho scoperto che:


💁🏻‍♀ I cavalli non possono vomitare. 🐴

Sembrerà strano, ma i cavalli non vomitano. Si differenziano dagli altri erbivori per il fatto di avere uno stomaco monogastrico (stomaco formato da una sola sacca). Ma il motivo per cui il cibo non può essere rigurgitato è dovuto al cardias, una valvola muscolare tra esofago e stomaco che si apre solo in una direzione, verso l’interno, la quale non permette al cibo di risalire.

Chiedi al torrente


 

di Gabriele Parodi e Paola Coraini

Premetto che ho letto questo libro scritto da amici con molta curiosità e sicura di imparare qualche cosa di nuovo. Mi dissocio da qualsiasi formazione politica estremista di ieri e di oggi.
Destra, sinistra sono concetti quasi astratti nella società in cui viviamo.
Ma la storia, è stata vissuta e noi oggi abbiamo il dovere di conoscere la verità.
E’ un libro dove apprendere ciò che sui libri di scuola non è stato mai menzionato, ma che onestamente noi adulti abbiamo intuito per onestà intellettuale.
Un grande lavoro di ricerca certosina tra tantissimi documenti d’archivio ed anche di testimonianze dirette.
Di alcuni episodi tristemente narrati ne ero a conoscenza, ma della maggior parte ne ignoravo l’accaduto.
Un libro che e’ quasi un saggio storico dove viene approfondito il passato delle stragi partigiane a Bolzaneto ed in Valpocevera.
Certo, si resta basiti leggendo di tanta crudeltà, ma francamente tutto questo disprezzo, male ed odio – subìto e raccontato non mi ha meravigliato perché si sa che le guerre rendono l’uomo disperati vigliacchi ed indisciplinati.
Il male non veste sono una divisa -come del resto il bene non si cela solo in chi indossa un fazzoletto rosso- gli esasperati ci sono sempre in ogni guerra, in ogni battaglia in ogni luogo ed in ogni data.
Certo è fermamente da condannare nel modo più’ assoluto il fascismo, ma qui gli autori hanno voluto dare risalto alle vittime cadute solo perché magari avevano in qualche modo qualche legame con qualche simpatizzante, in modo particolare alle donne che oltre ad essere uccise sono state barbaramente sterminate.
Ciò che fa male leggere in un saggio cosi preciso è ritrovarsi nell’ambientazione di cui si narra, perché è la nostra valle.
Ne risulta un dettagliato ed onesto resoconto di vittime e oppressori.
I morti sono esseri umani che devono essere ricordati per ciò che hanno fatto nella loro vita di bene e di male.
Tutti devono essere richiamati alla memoria, poi Dio li giudicherà per le loro azioni. ( per chi crede)
Gabriele, durante la presentazione del libro li ha definiti fantasmi in attesa di un posto della memoria dove riposare, e come dargli torto?
Su questi episodi si è taciuto per tutti questi decenni forse per evitare polemiche politiche o forse perché faceva troppo male ricordare e rinvangare il passato.
“”Colui che conosce solo un lato della questione, ne conosce ben poco.
(John Stuart Mill)””
La lettura scorre velocemente e facilmente pur trattando di argomenti cosi dolorosi.
Sono certa che non e’ intenzione degli autori inneggiare al fascismo e alle dittature totalitarie e non – ma informare soprattutto le nuove generazioni della cronaca avvenuta negli anni 1943/1945 nel nostro quartiere.
Consiglio di leggerlo soprattutto a chi come me, non ha mai sentito testimonianze diretti dai bolzanetesi degli anni della guerra.
leggendo si impara e si cresce.
il mio voto è 855887873_2241108002578371_3020078014495981568_n

Figli e genitori


Ogni figlio è padre della morte dei suoi genitori

C’è una rottura nella storia della famiglia, dove le età si accumulano e si sovrappongono e l’ordine naturale non ha senso:

È quando il figlio diventa il padre del Padre e la madre della Madre

È quando uno dei genitori che ti ha preso con forza della mano quando eri piccolo non può piu’ stare da solo.

È quando un genitore una volta figura ferma e insuperabile, si indebolisce e barcolla nel camminare e nell’esprimersi.

È quando uno dei genitori prima grande uomo forte o madre precisa ed attenta fallisce a mettersi i propri vestiti e non ricorda le sue medicine, e spesso non ricorda nemmeno chi sei e e come ti chiami-

E noi, come figli, non faremo altro che accettare che siamo responsabili di quella vita.
Quella vita che ci ha generato dipende dalla nostra vita per morire in pace.

Ogni figlio è il padre della morte dei suoi genitori

Forse la vecchiaia del Padre e della Madre sono per noi il nostro ultimo insegnamento.
Un’occasione per restituire le cure e l’amore che ci hanno dato per decenni.

Quanto dolore per entrambi,  ma dobbiamo

trovare  le forze e dire a voce bassa bassa 
“SONO QUİ “

30 𝒂𝒏𝒏𝒊 𝒅𝒊 𝒊𝒏𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒊


Oggi sono 30 anni che siamo apparsi nella vita uno dell’altro:
piacevole causa di questo incontro fu una pizzata in compagnia –
(non abbiamo nemmeno una foto di quella sera);
chi l’avrebbe scommesso che ci saremmo presi per mano e tra lo scompiglio e il malumore di molti amici, noi siamo andati avanti per la nostra strada: abbiamo raccolto sacrifici, abbracciato esperienze dolorose ed accettato sempre sfide nuove anche se a volte con timore.
Quindi, coraggio ed avanti tutta sempre con tutto l’amore ed il rispetto di cui siamo capaci.

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Divina misericordia -la prima domenica dopo Pasqua


Il disegno essenziale di questo quadro è stato mostrato a suor Faustina nella visione del 22 febbraio 1931 nella cella del convento di Płock. “La sera, stando nella mia cella – scrive suor Faustina – vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido (…) Dopo un istante, Gesù mi disse, Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù confido in Te” Tre anni dopo a Vilnius Gesù ha spiegato il significato dei raggi: “I due raggi rappresentano il Sangue e l’Acqua” Non si tratta qui di un qualche effetto artistico, ma di una simbologia del quadro estremamente profonda.

Agli elementi essenziali del quadro appartengono le parole poste in basso: “Gesù, confido in Te“.  “Gesù mi ricordò (…) che queste tre parole dovevano essere messe in evidenza” Gesù ha definito un altro particolare di questo quadro, ha detto infatti: “Il Mio sguardo da questa immagine è tale e quale al Mio sguardo dalla croce”

Il cosiddetto “luogo teologico” è stato indicato dallo stesso Gesù, legando la benedizione del quadro e la sua pubblica venerazione alla liturgia della prima domenica dopo Pasqua. La Chiesa legge in quel giorno il Vangelo sull’apparizione di Gesù risorto nel Cenacolo e sull’istituzione del sacramento della penitenza (Gv 20, 19-29).

A questa scena del Cenacolo si sovrappone l’avvenimento del Venerdì Santo: la crocifissione e la trafittura del Cuore di Gesù con la lancia. “Entrambi i raggi uscirono dall’intimo della Mia misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia” Gesù ha spiegato poi che “il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime”

Le promesse legate alla venerazione dell’immagine.

Gesù ha definito con molta chiarezza tre promesse:

– “L’anima che venererà questa immagine, non perirà” :cioè ha promesso la salvezza eterna.

– “Prometto pure già su questa terra (…) la vittoria sui nemici” : si tratta dei nemici della salvezza e del raggiungimento di grandi progressi sulla via della perfezione cristiana.

– “Io stesso la difenderò come Mia propria gloria” nell’ora della morte : ha cioè promesso la grazia di una morte felice.

Il primo quadro della Divina Misericordia fu dipinto a Vilnius, nel 1934, dal pittore Eugenio Kazimirowski.

Santa Faustina nacque il 25 agosto 1905, terza di dieci figli, da Marianna e Stanislao Kowalski, contadini del villaggio di Glogowiec (attualmente diocesi di Wloclawek). Al battesimo nella chiesa parrocchiale di lwinice Warckie le fu dato il nome di Elena. Fin dall’infanzia si distinse per l’amore, per la preghiera, per la laboriosità, per l’obbedienza e per una grande sensibilità verso la povertà umana. All’età di nove anni ricevette la Prima Comunione; fu per lei un’esperienza profonda perché‚ ebbe subito la consapevolezza della presenza dell’Ospite Divino nella sua anima. Frequentò la scuola per appena tre anni scarsi. Ancora adolescente abbandonò la casa dei genitori e andò a servizio presso alcune famiglie benestanti di Aleksandrow, lodl e Ostrowek, per mantenersi e per aiutare i genitori.
Fin dal settimo anno di vita avvertì nella sua anima la vocazione religiosa, ma non avendo il consenso dei genitori per entrare nel convento, cercava di sopprimerla. Sollecitata poi da una visione di Cristo sofferente, partì per Varsavia dove il 10 agosto del 1925 entrò nel convento delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia. Col nome di Suor Maria Faustina trascorse in convento tredici anni in diverse case della Congregazione, soprattutto a Cracovia, Vilnius e Plock, lavorando come cuoca, giardiniera e portinaia.
All’esterno nessun segno faceva sospettare la sua vita mistica straordinariamente ricca. Svolgeva con diligenza tutti i lavori, osservava fedelmente le regole religiose, era riservata, silenziosa e nello stesso tempo piena di amore benevolo e disinteressato. La sua vita apparentemente ordinaria, monotona e grigia nascondeva in sè una profonda e straordinaria unione con Dio.
Gli anni della sua vita religiosa abbondarono di grazie straordinarie: le rivelazioni, le visioni, le stigmate nascoste, la partecipazione alla passione del Signore, il dono dell’ubiquità, il dono di leggere nelle anime, il dono della profezia e il raro dono del fidanzamento e dello sposalizio mistico.
La missione di Suor Faustina consiste in tre compiti:
– Avvicinare e proclamare al mondo la verità rivelata nella Sacra Scrittura sull’amore misericordioso di Dio per ogni uomo.
– Implorare la misericordia Divina per tutto il mondo, soprattutto per i peccatori, tra l’altro attraverso la prassi delle nuove forme di culto della Divina Misericordia indicate da Gesù: l’immagine di Cristo con la scritta: Gesù confido in Te, la festa della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua, la coroncina alla Divina Misericordia e la preghiera nell’ora della Misericordia (ore 15). A queste forme del culto e anche alla diffusione della devozione alla Divina Misericordia il Signore allegava grandi promesse a condizione dell’affidamento a Dio e dell’amore attivo per il prossimo.
– Ispirare un movimento apostolico della Divina Misericordia con il compito di proclamare e implorare la misericordia Divina per il mondo e di aspirare alla perfezione cristiana sulla via indicata da Suor Faustina. Si tratta della via che prescrive un atteggiamento di fiducia filiale in Dio, che si esprime nell’adempimento della Sua volontà e nell’atteggiamento misericordioso verso il prossimo.
Suor Faustina, distrutta dalla malattia e da varie sofferenze che sopportava volentieri come sacrificio per i peccatori, nella pienezza della maturità spirituale e misticamente unita a Dio, morì a Cracovia il 5 ottobre 1938 all’età di appena 33 anni. La fama della santità della sua vita crebbe insieme alla diffusione del culto della Divina Misericordia e secondo le grazie ottenute tramite la sua intercessione. Negli anni 1965-67 si svolse a Cracovia il processo informativo relativo alla sua vita e alle sue virtù e nel 1968 iniziò a Roma il processo di beatificazione che si concluse nel dicembre del 1992. Il 18 aprile del 1993, sulla piazza di San Pietro a Roma, il Santo Padre Giovanni Paolo II l’ha beatificata e il 30 aprile 2000, Anno del Gande Giubileo del 2000, l’ha canonizzata.
Le reliquie di Suor Faustina attualmente sono sparse nel mondo in varie chiese. La tomba con i pochi resti corporali sono conservati nella cappella della casa a Cracovia dove si recava a pregare. Le reliquie sono anche esposte nel Santuario della Divina Misericordia, Chiesa Santo Spirito in Sassia.

Si recita con la corona del Rosario.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Padre Nostro, Ave Maria, Credo.

Sui grani del Padre Nostro si dice:

Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani dell’Ave Maria si dice:

Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Alla fine si dice tre volte:

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.

si termina con l’invocazione

O Sangue e Acqua ,che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi,confido in Te

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

-dal web-

Chernobyl 26 aprile 1986


 26  aprile 1986
da una centrale atomica di Chernobyl, URSS, esce una nube radioattiva che miete molte vittime, inonda l’intera Europa: uccide immediatamente, o quasi, 31 persone, molte saranno le persone colpite da leucemia, renderà inabitabili molte terre, sarà causa della nascita di bambini e animali deformi.

Ieri sera vedevo un documentario girato appunto 30 anni dopo… la foresta rossa, è sempre li in piedi secca e bruciata ma gli alberi non cadono, non si decompongono, il legno è duro come le pietre, il sotto bosco ricco di foglie secche è li da decenni non si decompone, non ci sono piu’ i microorganismi responsabili del processo. E li’ è concentrato un altissima percentuale di radioattività, se per disgrazia scoppiasse un incendio sarebbe un nuovo disastro ambientale decisamente catastrofico. Hanno fatto degli studi anche sugli animali, stranamente pare che si siano ambientati e riprodotti, ma non si sa bene con quali conseguenze fisiche. Ad esempio i lupi, che generalmente non attaccano gli uomini, sembrano essere piu’ aggressivi, i ragni non tessono tele uniformi, ma irregolari… che sia a causa di mutazioni genetiche? non si sono potuti svolgere molti studi perchè stare in quei settori è ancora molto pericoloso per la salute degli scienziati, nonostante le sofisticate schermature. Una nota che mi ha fatto male al cuore è stato nel scoprire che ci sono circa 150 persone che sono tornate ad abitare nelle zone piu’ critiche, nelle loro case da dove sono stati evacuati, per il semplice motivo che negli altri posti erano emarginati e ghettizzati perchè tendenzialmente ancora radioattivi, cosi hanno preferito isolarsi volontariamente piuttosto che essere emarginati. Non hanno acqua nè luce nelle case, si nutrono di ciò che coltivano nel terreno, nel terreno radioattivo, che non produrrà certo ortaggi sani, e la loro vita  è segnata cosi. Ora si sono impegnati a costruire un nuovo sarcofago di protezione del reattore numero 4 perchè quello vecchio si sta deteriorando velocemente, quello nuovo sarà fatto scivolare sopra e dovrà garantire una protezione da ulteriori radiazioni per altri 80 anni…

Io credo che Chernobyl sia stato molto piu’ grave rispetto a Fukushima, e l’uomo non ha ancora imparato la lezione .

Kangaroo word


Le parole canguro (o parole sgonfiabili), che contengono al loro interno un proprio sinonimo.

Gli inglesi le chiamano Kangaroo word, mentre in italiano vengono indicate con il nome “parole canguro” o “parole sgonfiabili”.

Si tratta di parole che hanno la proprietà di contenere un’altra parola, dal senso strettamente correlato (se non un vero e proprio sinonimo).
Quindi, anche tagliando via qualche lettera, il senso delle parole canguro non cambia.

Alcuni esempi:
“singolo” o “isolato” contengono la parola “solo”
“onorabile” contiene la parola “nobile”
“incontrovertibili” ha dentro “certi”
“accondiscendere” contiene “cedere”
“rincretinito” contiene la parola “inetto”
“equilibrato” può lasciar giù un po’ di lettere e rimanere “equo”
“passeggiata” contiene “gita”.

🐾

SARÀ IL NOSTRO SEGRETO


Un giorno, nel giardino dell’Eden, Eva disse a Dio…

“Signore, ho un problema”.

“Che problema, Eva?”

“Signore, so che mi hai creata e che hai provveduto per questo giardino bellissimo, e per tutti questi meravigliosi animali, e quell’allegro e buffo serpente… ma io non mi sento davvero felice”.

“Come mai, Eva?” fu l’immediata replica dall’alto.

“Signore, mi sento sola. E sono proprio stufa delle mele…”.

“Bene Eva, in questo caso ho una soluzione. Creerò un uomo per te”.

“Che cos’è un ‘uomo’, Signore?”

“Questo ‘uomo’ sarà una creatura difettosa, con molti aspetti negativi. Mentirà, ti prenderà in giro e sarà vanaglorioso, in pratica ti darà un sacco di problemi.
Sarà più grande di te e più veloce, e amerà cacciare e uccidere.
Avrà uno sguardo scioccamente curioso, ma visto che ti stai lamentando, lo creerò in modo che possa soddisfare le tue necessità.
Sarà scarso di intelletto e si impegnerà in occupazioni infantili come la lotta o prendere a calci una palla.
Non sarà molto sveglio ed avrà spesso bisogno dei tuoi consigli per pensare correttamente” .

“Sembra una cosa divertente!” commentò Eva ammiccando ironicamente. “Dove sta la fregatura?”

“Beh… lo puoi avere ad una condizione…”

“Quale?”

“Come ti ho detto, sarà orgoglioso, arrogante e autocompiacente…, perciò dovrai fargli credere che e’ stato creato lui per primo…, però ricorda…. è il nostro segreto…

Dante Alighieri: quali sono le sue espressioni usate oggi?🌿


Dante ci ha lasciato un patrimonio linguistico prezioso. Numerose sono le espressioni coniate dal poeta usate ancora oggi (magari senza saperlo!), espressioni utilizzate nella Divina Commedia.
Vediamo insieme quali sono tali espressioni

Galeotto fu … il libro e chi lo scrisse.
Espressione ripresa dal V canto dell’Inferno, nel cerchio dei Lussuriosi, dove Dante incontra Paolo e Francesca, i due “innamorati impossibili”.
Oggi l’espressione è usata per attribuire a una persona o cosa la causa di un altro avvenimento.
Stai fresco: espressione citata nel 117° verso del XXXIII canto dell’Inferno, dove i “peccatori stanno freschi”. Il suo significato è del tipo “aspetta e spera”;
Non mi tange: citazione usata da Dante nel II canto dell’Inferno. Si usa per dire “non mi interessa”;
Belpaese: parola coniata da Dante per definire la penisola italiana. L’espressione la troviamo nell’80° verso del XXXIII canto dell’Inferno.
Senza infamia e senza lode sta a indicare oggi qualcosa di mediocre. Come dire “nulla di che”, “senza nessuna particolare abilità“. Troviamo la frase nel III canto dell’Inferno. Essa è riferita agli ignavi, persone che durante la loro vita non avevano mai agito né nel bene né nel male;
Il Gran rifiuto: espressione presente nel 60° verso del III canto dell’Inferno, riferita all’abdicazione di Papa Celestino V. Oggi l’uso di questa è versatile e adattabile a diversi contesti;
Cosa fatta capo ha: citazione del 107° verso del XXVIII canto dell’Inferno, sta a significare che quando si inizia un’azione ha sempre una fine.

E ancora “Fatti non foste a viver come bruti…”; “Lasciate ogne speranza voi ch’intrate” e “Il fiero pasto”.

Tempi che vanno… parole che restano!

✍ Anche voi avete usato o utilizzate queste espressioni?