Perché il frutto della castagna si apre a croce?


Un’antica leggenda narra di un piccolo paese di montagna i cui abitanti,
molto poveri, non avendo di cui mangiare si rivolsero a Dio

pregandolo di dar loro di cui sfamarsi.

Il buon Dio, sentite le loro preghiere, diede loro una pianta da

cui poter raccogliere frutti nutrienti

da poter mangiare: il castagno, ma il Diavolo visto quello che Dio

aveva fatto per impedire che la gente potesse

raccogliere i frutti, li avvolse in un guscio spinoso.

Gli abitanti del piccolo paese, presi dallo sconforto,

ritornarono nuovamente a pregare Dio ed egli, sceso in mezzo a loro

fece il segno della croce e i gusci spinosi, come per miracolo si aprirono,

e da quel giorno i frutti di questa pianta si aprirono a croce.

Annunci

I colombi di venezia


Sai da dove vengono i colombi di Venezia? Pare che ogni anno una certa parrocchia portasse in dono al doge una coppia di colombi, e una volta i due uccelli riuscirono a scappare e a rifugiarsi dentro la basilica di San Marco. Allora venne stabilito che restassero liberi e fossero nutriti a spese della Repubblica. E naturalmente si moltiplicarono, fino a diventare tanti quanti sono oggi

❀_♥_✿_♥_❀__✿

La leggenda del sempreverde


Nei tempi passati, al termine dell’estate, un uccellino si ferì ad un’ala, restando così da solo nel bel mezzo del bosco. Non potendo più volare, restò praticamente in balia dell’inverno, che già faceva sentire i suoi primi geli. Cosi, domandò ad un enorme faggio di potersi rifugiare tra i suoi grandi rami, sperando di poter passare l’inverno al riparo dal cattivo tempo. Ma il faggio, altezzosamente, rifiutò all’uccellino un piccolo riparo tra le sue fronde. Intristito, l’esserino continuò a girovagare nel bosco, trovando di lì a poco un grosso castagno e, speranzoso, ripeté la stessa domanda. Ma anche quest’albero rifiutò all’uccellino la sua protezione. Così, nuovamente s’incammino nell’oscurità della foresta, alla ricerca di un riparo. Di li a poco si sentì chiamare: 

Uccellino vieni tra i miei rami, affinché tu possa ripararti dal freddo”. 

Stupito, l’uccellino si voltò e vedendo che a parlare era stato un piccolo pino, saltò lestamente su uno dei suoi rami. Subito dopo anche una pianta di ginepro offrì le sue bacche come sostentamento per il lungo inverno. L’uccellino ringraziò più volte per tale generosità, che gli permise così di superare la cattiva stagione. Dio, avendo osservato tutto, volle ricompensare la generosità del pino e del ginepro, ordinando al vento di non far cadere loro le foglie, e quindi da quel giorno furono “sempreverdi” .

_❀_♥_✿_♥_❀__✿

IL CORPO SOMATIZZA I MALESSERI DELLO SPIRITO


Il nostro corpo somatizza nella sua materia quello che lo spirito subisce in tutta la nostra anima, quello che il nostro inconscio tace, lo urlano le nostre malattie dolori e malesseri. La malattia è un conflitto tra la personalità e l’anima.1379933_238552499631554_1234779739_n
Quando ti manca calore affettivo, basta una minima frescata di vento freddo e subito prendi un raffreddore. Il raffreddore “cola” quando il corpo non piange. Forti mali di schiena (ovvio non causati da un peso caricato male) ti dicono che stai subendo un dolore, porti con te un peso un trauma una tristezza immensa; il mal di gola “tampona” ti assale sicuramente quando hai tanti dolori da sfogare ed afflizioni da dire e non hai con chi confidarti. Quando una persona non la sopporti, non la digerisci e la devi sopportare ti viene acidità allo stomaco, le coliche spesso sono rabbie accumulate che non riesci a sfogare.
Il diabete “invade” quando la solitudine ti attanaglia. Il cancro ti divora come l’odio che corrode l’amore mancato. Il corpo ingrassa quando sei insoddisfatto o dimagrisci quando ti senti logorato. Dubbi preoccupazioni ansietà ti portano via il sonno e soffri di insonnia. Se non trovi un senso alla tua vita la pressione del cuore rallenta o accelera quindi ipotensioni e pressioni alte al cuore sono sbalzi che ti condizionano l’umore e le forze. Il nervosismo aumenta i respiri, come se ti mancasse l’aria, donde dolori al petto ed emicranie (molti fumatori prendono aria extra dal fumo fatidico ed effimero che li rilassa in maniera compensatoria ma illusoria) La pressione “sale” quando la paura imprigiona. Quando ti senti sopraffatto di un problema che sei ai limiti, allora la febbre ti assale, le frontiere dell’immunità sono all’erta. Le ginocchia “dolgono” quando il tuo orgoglio non si piega. le artrosi vengono quando la tua mente non si apre, sei troppo rigido e i muscoli ti si contraggono. I crampi indicano che stai subendo una situazione ai limiti della sopportazione. La stitichezza ti indica che hai residui nel tuo inconscio, hai segreti che ti otturano (quanta merda ci teniamo dentro che non è utile) e non trovi chi ti comprenda senza giudicarti. la diarrea è un atto di difesa dell’organismo che vuole eliminare ciò che percepisce come dannoso (come il vomito) vale per i virus ma anche per le situazioni, i sentimenti… forse chi ha diarrea non riesce a trattenere o assimilare.
La malattia non è cattiva, ti avvisa che stai sbagliando cammino. Ascolta il tuo corpo ed impara a guarire con il tuo spirito, non c’è altra medicina che la tua stessa natura non possa darti. E’ ovvio che non generalizziamo, non è un catalogo farmacologico ma una linea guida… chi una preoccupazione la somatizza nella testa (emicrania) chi nello stomaco (indigestione).—dal web

I campanili delle alpi


In un villaggio alpino vi era un paesetto la cui cappella era senza campane. Un giorno, comparve un signore che, discorrendo alla buona con i pastori, promise per l’anno dopo, un bel regalo. Infatti dopo un anno, riapparve portando una campana per la cappella. Fu un giorno di gioia per i montanari che volevano regalare a quel signore burro, formaggio, tutto quello che avevano; ma lui non volle nulla.

Il giorno seguente pèrò incontrarono ancora quel signore ed ecco comparire un vecchio che, rivoltosi al benefico sconosciuto gli disse: 

“Ti conosco; tu sei il diavolo. Perché hai regalato quella campana?”

Il diavolo non poté negare e disse che aveva fatto quel dono affinché i montanari andassero alla cappella solo quando erano chiamati dalla campana e così avrebbero pregato meno; prima invece vi andavano troppo presto e pregavano di più. La campana fu tenuta, ma i montanari continuarono a pregare a lungo, perché il diavolo non raggiungesse il suo scopo e fosse beffato.

Il diavolo è protagonista di molte leggende piemontesi; è cattivo, nemico degli uomini, trasporta enormi macigni da un luogo all’altro, costruisce strani rifugi o distrugge quel che ha fatto l’uomo. Anche il Rocciamelone, nelle Alpi Graie, ha la sua antica leggenda; essa dice che era impossibile giungere in cima al monte perché vi stavano dei demoni i quali, per difendere un tesoro raccolto lassù, gettavano sassi su chi volesse salirvi. Un giorno, il marchese Arduino, con vari sacerdoti vi salì ed a quella vista i diavoli fuggirono, ma il tesoro purtroppo non fu trovato!

Dove si vede qualche grosso macigno in bilico, si dice che ve l’abbia portato il diavolo. Così tra l’alta Val Sesia e la valle di Gressoney c’è un grosso macigno che si chiama il “sasso del diavolo”. Narra una leggenda che il diavolo, vedendo che i montanari di Gressoney stavano costruendosi una chiesa, volle distruggere l’opera cominciata e andò presso la Sesia, a prendere quel macigno e sulle spalle se lo portò verso la valle di Gressoney per lanciarlo dall’alto, sulla chiesa nascente e seppellirla. Mentre andava con quel carico, si sentì stanco, tanto stanco che per riprendere fiato dovette posare il macigno a terra. Quando fece per rimetterlo sulle spalle, il macigno non si mosse; si era attaccato alla terra in tal modo che neanche il diavolo riusciva a staccarlo. Furibondo gli diede un gran pugno che lo
spaccò e infatti oggi, il “sasso del diavolo” presenta un’enorme fenditura.  

da un libro

_❀_♥_✿_♥_❀__✿

Così nacque Monferrato


La leggenda narra di una nobile coppia di Sassonia che si impegnò a compiere un pellegrinaggio fino a Roma, qualora le fosse donata la gioia di un figlio. Aleramo nacque durante il pellegrinaggio, nei pressi di Acqui Terme e subito rimase orfano dei genitori, assaliti da una delle bande di briganti che infestavano la zona. Il giovane divenne un coraggioso cavaliere al servizio dell’imperatore Ottone I di Sassonia e si innamorò di sua figlia Alasia. I due innamorati, non avendo il consenso dell’imperatore, furono costretti a fuggire e raggiunsero i luoghi natii di Aleramo, che si adattò a fare il carbonaio. Il cavaliere, però tornò a prestare servizio presso l’esercito imperiale, durante alcune rivolte scoppiate nel Nord Italia. Venuto a conoscenza della cosa, Ottone decise di perdonare i due giovani, concesse ad Aleramo il titolo di marchese e gli promise tanta terra quanta fosse riuscito a percorrerne in soli tre giorni di sfrenata cavalcata. Quella terra è il Monferrato: durante la prova, infatti, Aleramo usò un mattone (mun, in dialetto) per ferrare (frà, in dialetto) il cavallo, dando così il nome a quel territorio.

Ogni anno, dal 1985, questa leggenda rivive attraverso una gara ippica, che ripercorre il tracciato di Aleramo lungo tutto il Monferrato Alessandrino. 

dal web

Il consumo d’acqua a cui non pensiamo


ero a conoscenza del consumo d’acqua intrinseco alle cose e ai cibi che compriamo… ma non immaginavo che 

per un paio di jeans servissero 11 mila litri di acqua…

ma ci pensate? ….

forse la prossima volta che acquisteremo un jeans che non è davvero necessario ricordiamocelo…

tanto è inutile averne otto paia nell’armadio…quando usciamo ne indossiamo sempre uno alla volta!!! 😛

http://contiamoci.com/p/46:jeans

div05

La polenta di Molare


Il nome di Molare è noto anche per una manifestazione ultra centenaria che ogni anno richiama migliaia di turisti provenienti da diverse parti d’Italia e alcuni anche dall’estero. E’ la sagra del polentone. La tradizione narra che in tempi lontani, gli abitanti delle sperdute frazioni intorno a Molare, si recassero il primo giorno di quaresima di ogni anno, nella chiesa parrocchiale. Si narra che un anno, mentre i pellegrini si accingevano a rientrare nelle loro abitazioni, furono sorpresi da una forte nevicata che li costrinse a rifugiarsi sotto una tettoia, al freddo, in attesa di riprendere il cammino. Mentre la nevicata infuriava, passò nelle vicinanze della chiesa, la carrozza del conte Gajoli Boidi, il quale volle invitarli nelle cucine del suo castello, ordinando alla servitù polenta e baccalà per tutti. I pellegrini, trovandosi poco a loro agio all’interno del castello, chiesero di poter gustare il dono sotto la tettoia che era stata il loro rifugio contro la neve e così il pranzo continuò in allegria, tra la curiosità di molti abitanti.

In anni successivi qualcuno pensò di rievocare il gesto, preparando in piazza la grande polenta e distribuendola a tutti i presenti fra canti e balli. Una festa che con il passare degli anni si è trasformata in una grande manifestazione folcloristica.  

_❀_♥_✿_♥_❀__✿dal web 

“Encyclopedie”


dal web
il  16 ottobre 1747  è l’anno in cui ha inizio in Francia la stesura della famosa “Encyclopedie”, opera del filosofo Denis Diderot e del matematico Jean le Rond d’Alembert, che primi fra tutti donano ad un vasto numero di lettori la possibilità di avere sotto mano tutto il sapere umano,mai prima d’ora si era pensato a divulgare il sapere umano, che era sempre stato privilegio di pochi eletti. Il primo volume dell'”Encyclopedie” è pronto nel 1751, mentre uscirà nel 1772 l’opera completa composta di 28 volumi.1643546hcfvbtvsbb

12 ottobre


dal web

scopre l’America: Una data che cambiò la storia.

 

 1931 – Inaugurato il Cristo Redentore di Rio: Una delle sette meraviglie del mondo,

 era venerdì 12 ottobre 1810  e ci fu matrimonio: quello tra il principe Ludwig di Baviera e Teresa di Sassonia –Hildburghausen. Per le loro nozze si organizzarono cinque giorni di festeggiamenti a suon di musica, balli, parate militari e soprattutto della buona tavola.

Nacque così l’appuntamento annuale che più tardi prenderà il nome di Octoberfest, la più popolare festa al mondo dedicata alla birra. In realtà la birra comparve solo più tardi insieme alle prime giostre, a partire dal 1818 quando assunse le caratteristiche di un festival agricolo con tanto di fiera di cavalli e buoi.

 

 Risultati immagini per gif animata oktoberfest

Al termine della strada


(Joseph Folliet)

Al termine della strada,
non c’è la strada
ma il traguardo.

Al termine della scalata,
non c’è la scalata
ma la sommità.

Al termine della notte,
non c’è la notte
ma l’aurora.

Al termine dell’inverno,
non c’è l’inverno
ma la primavera.

Al termine della disperazione,
non c’è la disperazione
ma la speranza.

Al termine della morte,
non c’è la morte
ma la vita.

2lkzcc7

Lo spaccapietre


In un’epoca lontana, molto lontana, in Giappone viveva un povero spaccapietre di nome Kogo. Anche se esercitava un mestiere molto faticoso, egli non era da compiangere; era giovane e forte, e mangiava tutti i giorni a sazietà.
Disgraziatamente Kogo era nato invidioso. Lui, povero kulì, condannato a spaccare pietre, sognava di diventare un daimio, ossia uno di quei ricchi signori che vedeva passare talvolta per le strade, in una lussuosa carrozza, circondati da numerosi servitori. E, ogni giorno, Kogo pregava il suo angelo custode di esaudire il suo desiderio.
Egli pregava con tanta fede, e il suo desiderio era così vivo che l’angelo custode decise di andare a perorare la sua causa presso l’Altissimo. E, con sua grande meraviglia, il Dio dell’universo gli concesse la facoltà di soddisfare tutti i desideri di Kogo.
Immediatamente, costui si trovò trasportato in una ricca dimora, vestito con abiti lussuosi e circondato da uno stuolo di domestici.
Per qualche mese, Kogo fu immensamente felice della sua nuova condizione di daimio. Gli piaceva passeggiare per le strade e vedere i suoi antichi compagni di lavoro e di miseria scostarsi rispettosamente al suo passaggio.
Un giorno, tuttavia, di caldo torrido, egli constatò che traspirava come un volgare kulì e che il sole era più potente dei daimi. Subito chiamò il suo angelo custode.
“Voglio diventare il Sole”, gli disse.
L’angelo custode, che voleva molto bene a Kogo, lo guardò con una certa tristezza, poiché capì che sarebbe stato un eterno insoddisfatto, e provò pena per lui. Ma lo esaudì anche questa volta.
E Kogo divenne il Sole. Egli si mise a brillare nel cielo con uno splendore particolare e era così preso del suo nuovo potere che inflisse al Giappone una delle estati più torride che questo Paese avesse mai visto.
Un giorno, mentre egli si era assopito, certamente stanco per aver brillato tanto, il suo splendore fu offuscato da una grossa nube scura che venne a frapporsi fra lui e la terra. Kogo convocò nuovamente il suo angelo custode e gli disse:
“Voglio diventare questa nube più forte del sole!”
Ancora una volta fu accontentato.
Signore della pioggia, egli riversò sul Giappone trombe marine che provocarono terribili inondazioni, spazzando via indifferentemente le case dei poveri kulì e i palazzi dei ricchi daimi. Kogo questa volta era veramente il più forte e per diversi mesi fu raggiante di felicità.
Tuttavia, proprio all’estremità del Giappone, di fronte al mare, c’era un immenso promontorio roccioso che si prendeva gioco dei suoi tifoni e dei suoi tornado. Kogo finì con l’adombrarsene. Intensificò i suoi assalti, le navi che si trovavano sul mare affondavano, la costa fu devastata. Ma quando, esausto, Kogo dovette fermarsi, la roccia appariva intatta nella sua orgogliosa potenza.
Furibondo, Kogo volle subito trasformarsi in questa roccia. E fu trasformato.
Poté così a sua volta contemplare l’oceano da tutta la sua altezza e veder sfilare davanti a sé navi e barche, simili a gusci di noce.
Aveva raggiunto il colmo della felicità. Almeno così credeva.
Infatti, una mattina, fu svegliato da un colpo come di piccone ed ebbe la sensazione che un pezzo della sua carne si staccasse da lui. Che cosa stava succedendo?
I colpi continuarono, e ogni colpo era accompagnato dalla stessa sensazione dolorosa.
Ferito nell’orgoglio, Kogo si lasciò andare a una collera terribile e urlò al suo angelo custode:
“C’è qualcuno che osa scalfire la mia potenza….. Voglio essere questo qualcuno!”
“Con piacere”, rispose consenziente e con voce ironica l’angelo custode.
E, nello stesso istante, Kogo si ritrovò, come agli inizi, spaccapietre.1131921685

La diga del Vajont 09 ottobre 1963


La diga è tristemente famosa per il disastro del Vajont del 9 ottobre 1963, quando una frana del monte Toc precipitò nel bacino, facendo traboccare lo stesso e inondando il paese di Longarone causando quasi 2.000 vittime.

 La diga non è crollata,si è formata solo una piccola crepa in centro e la potenza dell’acqua non è andata contro la diga ma è venuta a formarsi un onda anomala

(dal web…x ricordare)

8 ottobre


 dal web :

8 Ottobre 2001:
Aeroporto di Linate (Milano): due aerei – un Cessna e un MD 87 – si scontrano sulla pista. Nella sciagura perdono la vita 118 persone.

1958 Impiantato il primo pacemaker: Arne Larsson, colpito da arresto cardiaco a 43 anni, fu il primo uomo a vedersi impiantato un pacemaker, dispositivo elettrico in grado di regolare il battito del cuore. Lo stesso paziente ne ricevette altri 26 prima di morire a 86 anni.

A eseguire lo straordinario intervento fu il chirurgo svedese Ake Senning.

pacemaker_1954

I primi pacemaker, come quello impiantato nel petto di Larsson, utilizzavano batterie al nichel-cadmio, ricaricabili mensilmente, ed erano esterni. 

La svolta si ebbe con l’introduzione della miniaturizzazione. dal web

 

Felice anniversario con WordPress.com!


Obiettivo anniversario anno 7

Felice anniversario con WordPress.com!
Ti sei registrato su WordPress.com 7 anni fa.
Grazie per averci scelto. Continua così.
piu’ tre anni di wls…… è un’esperienza bellissima potermi confrontare con tutti voi♥ grazie amici e amiche che con pazienza e bontà mi seguite ♥♥♥

6 ottobre


Nel 1924 iniziano le trasmissioni radiofoniche: «URI (Unione Radiofonica Italiana).

 moulin_rouge

 e fu Inaugurato il Moulin Rouge: .

qn8dgi

 

1582: in Italia e in molti altri Paesi cattolici viene introdotto il Calendario Gregoriano: il giorno 6 Ottobre 1582 non esiste (il calendario viene spostato direttamente dal 4 ottobre al 15 Ottobre

 

Tuo marito ti rende felice? 💞 💖 💞


Durante un seminario per matrimoni, hanno chiesto a una donna:
– «Ti rende felice il tuo marito? Veramente ti rende felice?»
In quel momento il marito ha alzato leggermente il collo in segno di sicurezza: sapeva che sua moglie avrebbe detto di sì, perché lei non si è mai lamentata durante il suo matrimonio.
Tuttavia la moglie rispose con un sonoro:
– «no… Non mi rende felice»
Il marito la guardò con stupore, mentre la donna continuò il proprio discorso:
– «non mi rende felice… Io sono felice!
Che io sia felice o no non dipende da lui, ma da me.
Io sono l’unica persona da cui dipende la mia felicità.
Mi accorgo di essere felice in ogni situazione e in ogni momento della mia vita, perché se la mia felicità dipendesse da qualche persona, cosa o circostanza sulla faccia di questa terra, sarei in guai seri.
Tutto ciò che esiste in questa vita, cambia continuamente. L’essere umano, le ricchezze, il mio corpo, il clima, i piaceri, ecc. E così potrei continuare per ore, elencando una lista infinita.
Attraverso tutta la mia vita, ho imparato qualcosa;
Decido di essere felice e il resto lo chiamo ‘ esperienze ‘:
Amare,
Perdonare,
Aiutare,
Comprendere,
Ascoltare,
Consolare.
C’è gente che dice: ‘non posso essere felice perché sono malata, perché non ho soldi, perché fa troppo caldo, perché qualcuno mi ha insultato, perchè qualcuno ha smesso di amarmi, perché qualcuno non mi ha considerato, ma quello che queste persone non sanno è che si può essere felici anche essendo malati, anche se si è troppo sudati, anche se si è senza soldi, anche se si riceve un insulto, anche se qualcuno non ci ha apprezzato.

Inizia sempre la giornata con un sorriso e non lasciare che niente e nessuno la cancelli del tuo volto.

f3obg882e6f

La Liguria incontra Assisi


Prendono il via questo pomeriggio le celebrazioni per la Festa di San Francesco, patrono d’Italia, ad Assisi, alla presenza del Presidente di Regione Liguria, Giovanni Toti e degli assessori regionali Sonia Viale, Marco Scajola, Ilaria Cavo, Giacomo Giampedrone, Stefano Mai e dei Comuni liguri. Una cerimonia molto sentita che riveste un particolare significato in quanto…

via San Francesco, cerimonia ad Assisi con Toti e Bucci. Dalla Liguria olio e restauri — GenovaQuotidiana

30 settembre • ♠ •


dal web ho letto che
388913_10150368329591827_1675380533_n

30 ottobre 1970 La teleselezione telefonica è estesa a tutta l’Italia: è possibile chiamare qualsiasi numero telefonico semplicemente anteponendo al numero chiamato il prefisso, senza dover più passare dal centralino centrale. L’Italia si avvicina.

 

flintstones

venerdì 30 settembre 1960 

I Flintstones debuttano in Tv

 

Confessione 👵 💗 👴


Una nonnina di 98 anni, è sul letto di morte e fa una confessione al marito novantanovenne schiacciato dal dispiacere.
– Gerardo, amore mio, prima di chiudere per sempre gli occhi voglio rivelarti un segreto. Vai nel granaio e sulla seconda traversa a destra troverai un cartone. Vallo a cercare.
Il marito sorpreso da questa confessione, va nel granaio e dopo pochi minuti torna nella camera della moglie con la scatola.
La apre ed all’interno trova 2 piccole scatole:
una contiene 3 uova, mentre nell’altra trova 250.000 euro.
Alla vista dei soldi gli occhi si illuminano:
– Cosa vogliono dire queste 3 uova?
– Sai amore, siamo sposati da 78 anni ed ogni volta che facevamo l’amore e non arrivavo all’orgasmo mettevo 1 uovo nella scatola.
Il marito rimane soddisfatto nel sapere che in 78 anni di matrimonio aveva sbagliato solamente 3 volte, allora poco dopo chiede:
– e i 250.000 euro cosa sono?
– Beh, ogni volta che raggiungevo 12 uova, le andavo a vendere…

grappe

gratiarum cartusia GRA CAR // Beatrice I d’Este


Questo slideshow richiede JavaScript.

GRA CAR

LA CERTOSA DELLE GRAZIE è meglio conosciuta come la certosa di Pavia, fu fondata nel 1396 da Galeazzo Visconti per servire da mausoleo alla sua famiglia, ora è anche casa di una piccola comunità di sei  monaci cistercensi.

oggi l’edificio è di proprietà del demanio, x questo è assolutamente vietato fotografare all’interno. la facciata è un’opera di straordinaria bellezza, riccamente elaborata con statue di santi nelle nicchie, fogliame e ghirlande, c’è rappresentata in basso la vita di cristo.

l’interno è in stile gotico ma la parte del coro è stata rifatta nel rinascimento. le volte del soffitto sono di di un blu intenso  con le stelle dorate. nel refettorio si ritrovano i monaci una volta alla settimana di domenica x mangiare assieme, negli altri giorni i pasti vengono consumati nelle rispettive celle. nel chiostro grande (dove una volta c’era anche il cimitero-spostato in seguito a dei lavori e poi non + ristabilito nel posto originale) si profilano i tetti e i camini di 24 celle dove abitavano i certosini fino al 1968; l’interno di queste abitazioni è sorprendente x la massima sobrietà, si entra in una salettina dove c’era il focolare e il bagno arredata con un un tavolo fuori c’è  un piccolo giardino dove i monaci potevano godere nel vedere la natura crescere e fiorire sotto le loro mani, il cibo veniva offerto loro attraverso una ruota, in modo che i due confratelli non si potessero incontrare e chiacchierare. I pasti erano due d’estate e uno d’inverno, la giornata doveva trascorrere in clausura tra preghiere e lavori, adatti a soddisfare ogni bisogno del convento, poiché si dovevano mantenere con il lavoro delle loro mani. avevano solo mezza giornata all’anno a disposizione per poter dedicare ai famigliari, e anche quando uscivano x una passeggiata in preghiera solo se uno dei due monaci era anziano ed aveva bisogno di essere accompagnato uscivano  in due… altrimenti si era sempre soli. In una parte del transetto della basilica c’è il cenotafio di Ludovico il Moro e Beatrice d’Este in misure reali.

•☺• 26 settembre


origine dal web

1997 Terremoto in Umbria e Marche: Alle 2,33 e alle 11,42 due forti scosse rispettivamente di magnitudo 5.8 e 6.1 della scala Richter, con epicentro a Foligno, colpirono diverse zone dell’Umbria e delle Marche. 

Drammatico il crollo della volta giottesca nella Basilica di San Francesco ad Assisi in cui persero la vita quattro persone: la scena fu ripresa in diretta dall’emittente locale Umbria Tv e riproposta in tutti i telegiornali del mondo.

Per la ricostruzione sono stati impiegati circa 4 miliardi di euro.volta_cimabue

•♣•♠• 21 settembre


origine da

dal web

domenica 21 settembre 1924  viene  Inaugurata la prima autostrada del mondo: E’ Vittorio Emanuele III in persona a inaugurare a Lainate la nuova «via per sole automobili» che collega Milano a Varese. E’ il primo tratto della futura Autostrada dei Laghi, la prima autostrada a pedaggio della storia.

•♣• 19 settembre


origine tratto dal web

 1982 Viene introdotto l’uso dell’emoticon: In una discussione su come esprimere il proprio stato d’animo on line, il professor Scott Fahlman, ingegnere informatico della Carnegie Mellon University, posta un messaggio con un codice formato da “due punti”, “trattino” e “parentesi tonda chiusa” da leggere ribaltato su un lato, per sottolineare il tono ironico di quello che si sta dicendo.

 

il santo :

https://nsdellanevebolzaneto.wordpress.com/2017/09/19/san-gennaro/

fede


Fede è: cercare colui che non conosci;
conoscere colui che non vedi;
vedere colui che non tocchi;
amare colui che già ti ha cercato,
ti ha conosciuto, ti ha visto,
ti ha toccato, ti ha amato.

E’ fidarsi di chi si è già fidato di te

IL GIOVANE MONACO E LA PICCOLA CIVETTA


dal web
C’era una volta in una comunità di monaci un giovane allievo desideroso di progredire rapidamente sulla via della santità. Durante la giornata andava con gli altri monaci al lavoro e, nei momenti di pausa, ne approfittava per far visita alla vecchia chiesina del villaggio. Un giorno, mentre si stava avvicinando al luogo sacro per pregare, il giovane monaco notò in una spaccatura della roccia, vicino alla chiesa, una piccola civetta che sembrava incurante della sua presenza. Il giovane, incuriosito, si avvicino’ e si accorse che la civetta era cieca. “Come farà a procurarsi da mangiare questa povera bestiola?”, pensò, e si allontanò di qualche passo rimanendo in osservazione. Non trascorse molto tempo che un batter d’ali lo mise all’erta; ed ecco avvicinarsi veloce un falco che, con un pezzo di carne in bocca, si posò vicino alla civetta, lacero’ il cibo in tanti pezzetti, li diede alla civetta e volo’ via. Il giovane monaco, superato il primo momento di stupore, cominciò a riflettere: “Dunque il Signore si preoccupa anche di una piccola civetta cieca, e non le fa mancare il necessario per vivere….Ma allora vale la pena lavorare duramente l’intera giornata quando sappiamo che il Signore pensa a tutto e dispensa a tutti con infinita generosità?…Perché stare tanto in affanno per noi stessi?….Se il Signore provvede così ad un piccolo uccello insignificante, quanto più dovrà preoccuparsi di un uomo come me!….Quanto ho potuto osservare è sicuramente un segno dal Cielo”. E così, tra una riflessione e l’altra, il giovane decise di abbandonarsi alla generosità di Dio chiedendo l’elemosina alla porta della chiesa. Ma le cose non andarono come egli aveva immaginato: infatti le offerte nessuno le portava, lo stomaco reclamava, il Cielo sembrava indifferente ed egli non riusciva a capirne il perché. Quando i morsi della fame si fecero insostenibili il giovane tornò al monastero, dove fu accolto dal suo maestro, al quale raccontò ogni cosa. Allora il maestro scosse la testa e, sorridendo, gli disse: “Figliolo, quello che hai visto è sicuramente un segno dal Cielo. Ma il Signore, con quanto accaduto, non voleva spronarti a seguire l’esempio della civetta, che tra l’altro non aveva scelta, ma piuttosto quello del falco, che ha aiutato un suo simile colpito da tanta sventura. È il falco che dovevi imitare e non la civetta!”
Da una leggenda nordafricana

Stimmate di San Francesco


Questo slideshow richiede JavaScript.

Il 17 settembre del 1224, si  recarono al Monte la Verna, Francesco e Frate Leone, per pregare. Francesco  all’età di 42 anni, quella sera si mise  un po’ distante da Frate Leone , per pregare Gesù Cristo. Frate Leone vide  una luce che arrivava dal cielo, era un Angelo Serafino, ( che significa: inviato, messaggero). Il Serafino scese lentamente verso Francesco che stava pregando, F.Leone poté vedere che portava le stimmate di Cristo, le quali furono impresse a Francesco: sulle mani, sul costato e nei piedi. Francesco adesso poteva realmente provare il dolore fisico di Cristo.

 image