IL RONFO’


IL RONFO’  Dove i nonni raccontavano storie e le nonne facevano da mangiare

E’ l’angolo più caldo e accogliente della cucina delle case liguri, dove si faceva da mangiare e si raccontavano le favole: qualcuno fa risalire fantasiosamente la parola al ronfare del gatto di casa che inevitabilmente vi si acquattava. Invece prende il nome dall’americano Sir Benjamin Thompson, Reichgraf von Rumford (e già dal nome si capisce che fu un tipo dalla vita avventurosa) che “inventò” un particolare focolare molto adatto per le cucine verso la fine del Settecento. Furono probabilmente gli emigranti d’oltreoceano ad introdurre il termine nella parlata dei genovesi del XIX secolo, allargandone l’impiego a tutti i tipi di cucina in muratura. 

dal webAll-Cucine

il postribolo nel vecchio fun center


Nel XV secolo, nell’area compresa tra la Maddalena e la chiesa di Santa Caterina si trovavano, oltre al postribolo, anche due taverne, il bagno “degli Spinola” (accanto al Fonte Moroso), almeno 6 ospizi (nel senso di alberghi) e un vasto spiazzo dedicato al gioco della palla. Insomma, non appena varcato il Portello, ci si ritrovava in una sorta di antesignano dei “fun center” del mondo contemporaneo. Tutto sparì con il tracciamento di Strada Nuova. Probabilmente, già i contemporanei trovavano divertente il fatto che il postribolo (di proprietà comunale) si trovasse dietro la chiesa dedicata alla Maddalena e a fianco alla fontana detta Fonte Moroso o Amoroso; in realtà le motivazioni della localizzazione erano essenzialmente di ordine pratico più che toponomastico: il postribolo andava ad occupare un’area residuale compresa all’interno delle mura cittadine, di scarso valore ma “strategicamente” vicina al Castelletto. Gli armigeri della guarnigione erano intatti tra i frequentatori abituali dei “servizi” offerti nella zona.download

24 giugno San Giovanni


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 Tra la fine dell’XI e l’inizio del XII sec. si verificano a Genova due eventi di grande rilievo: nasce il Comune e i Genovesi partecipano trionfalmente alla prima Crociata. Genovesi, Baresi e Veneziani da tempo erano alla ricerca delle reliquie di San Nicola a Myra, in Asia minore; al ritorno dalla prima crociata, sotto la guida di Guglielmo Embriaco, i Genovesi sbarcarono in quei luoghi scoprendo di essere stati preceduti dai Baresi. Temendo un raggiro dei monaci scavarono comunque sotto l’Altare Maggiore e rinvenirono così le ceneri di San Giovanni Battista; l’arrivo delle Ceneri a Genova su tre vascelli nel 1098 fu un avvenimento memorabile per la città e viene rievocato dalla suggestiva Sfilata del Corteo Storico in occasione della Regata delle Repubbliche Marinare che si svolge ogni anno, a rotazione nelle quattro città.
Alla fine del Duecento si istituì la Confraternita intitolata a San Giovanni, con il compito di accompagnare le reliquie al Molo in caso di tempesta in mare; nel 1327 la Repubblica proclamò il Santo Patrono di Genova, affiancandolo a San Giorgio e San Lorenzo, decretando una processione da tenersi ogni anno.
Già da prima dell’XI secolo si ha notizia di come sulle piazze principali di Genova e nei paesi di tutta la Liguria si accendessero enormi falò attorno ai quali schiamazzavano i popolani; erano, queste, tradizioni sopravvissute al paganesimo, che il 24 Giugno celebrava la festa di Fors Fortuna e con i fuochi della notte del 23 voleva allontanare gli spiriti maligni e le streghe che uscivano dai loro antri per danneggiare i raccolti e uccidere bestiame e uomini. La Chiesa continuò a condannare più volte tali rituali, ma vista l’impossibilità di cancellarli, decise la via “accomodante” di trasformare i falò in fuochi sacri e rievocativi dell’elogio di Cristo per il Battista: “Egli era lume ardente e illuminante” (Giov, V, 35).
Ancora oggi l’antica tradizione prosegue e la notte della vigilia della festa di San Giovanni la città si anima con giochi di strada, falò nelle piazze e fuochi d’artificio sul mare. Il 24 Giugno, alla presenza delle massime Autorità civili e religiose, di numerose Confraternite che sfilano con preziose vesti portando i pesanti crocifissi in mezzo alla folla, esce dalla Cattedrale  la solenne e spettacolare Processione che si dirige al Porto Antico; qui il Cardinale benedice il mare con le Reliquie  del Battista al suono delle sirene delle navi.
I vangeli affermano che san Giovanni  era figlio di Zaccaria e di Elisabetta e fu generato quando i genitori erano in tarda età.   (figli di genitori anziani furono anche Isacco, figlio di Abramo ). La sua nascita fu annunciata dallo stesso arcangelo Gabriele che diede l’annuncio a Maria; quando questa andò a visitare Elisabetta, il nascituro balzò di gioia nel ventre materno. Per aver conosciuto direttamente Gesù, Giovanni è ricordato come “il più grande dei profeti”. Luca lo colloca in un quadro storico ben preciso, donandoci nomi e cognomi dei protagonisti politici di quel tempo (Luca 3,1-2), riconducibile al periodo corrispondente agli anni 27 e 28 dell’era volgare, sotto l’impero  di Tiberio -Elisabetta allora era nel sesto mese; questo ha permesso agli agiografi di fissare la nascita di Giovanni tre mesi dopo il concepimento di Gesù, e sei mesi prima della sua nascita; e da Agostino sappiamo che la celebrazione della nascita di Giovanni al 24 giugno era antichissima nella chiesa cattolica africana: unico santo, insieme alla Vergine Maria, di cui si celebra non solo la morte   ma anche la nascita terrena.
Il Battista morì a causa della sua predicazione. Egli condannò pubblicamente la condotta di Erode Antipa, che conviveva con la cognata Erodiade; il re lo fece prima imprigionare, poi, per compiacere la bella figlia di Erodiade, Salomè, che aveva ballato ad un banchetto, lo fece decapitare e la sua testa fu portata su un vassoio e data alla ragazza che la diede alla madre. I suoi discepoli saputo del martirio, vennero a recuperare il corpo, deponendolo in un sepolcro; l’uccisione suscitò orrore e accrebbe la fama del Battista. La festa della Natività di S. Giovanni Battista fin dal tempo di s. Agostino (354-430), era celebrata al 24 giugno, per questa data si usò il criterio, essendo la nascita di Gesù fissata al 25 dicembre, quella di Giovanni doveva essere celebrata sei mesi prima, secondo quanto annunciò l’arcangelo Gabriele a Maria.
Secondo la tradizione della Chiesa Cattolica,il suo sepolcro venne profanato dai pagani che bruciarono il corpo disperdendo le ceneri.
il capo del Santo è ora conservato nella Chiesa di San Silvestro in Capite a Roma.Il piatto che secondo la tradizione avrebbe accolto la testa del Battista è custodito a Genova, nel Tesoro della cattedrale di San Lorenzo, assieme alle ceneri del Santo .
È patrono dell’Ordine di Malta.
Dato il suo impegno religioso molti cominciarono a pensare che egli fosse il Messia tanto atteso, ma Giovanni assicurava loro di essere solo il Precursore: “Io vi battezzo con acqua per la conversione, ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io non sono degno neanche di sciogliere il legaccio dei sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”.
Da tutta la Giudea, da Gerusalemme e da tutta la regione intorno al Giordano, accorreva ad ascoltarlo tanta gente considerandolo un profeta; e Giovanni in segno di purificazione dai peccati e di nascita a nuova vita, immergeva nelle acque del Giordano, coloro che accoglievano la sua parola, cioè dava un Battesimo di pentimento per la remissione dei peccati, da ciò il nome di Battista che gli fu dato.
Anche Gesù si presentò al Giordano per essere battezzato e Giovanni quando se lo vide davanti disse: “Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato dal mondo!” e a Gesù: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?” e Gesù: “Lascia fare per ora, poiché conviene che adempiamo ogni giustizia”.
Allora Giovanni acconsentì e lo battezzò e vide scendere lo Spirito Santo su di Lui come una colomba, mentre una voce diceva: “Questo è il mio Figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuto”

“Mandà a da do cù in ciappa”


Nel medioevo una delle torture genovesi maggiormente utilizzate era quella di “mandà a da do cù in ciappa” ovvero andare a sbattere il posteriore su una pietra. Questa pena, riservata soprattutto ai debitori insolventi, consisteva nel chiudere i condannati in una gabbia con le terga nude rivolte verso i passanti che li osservavano compiaciuti e divertiti. Per rendere questa punizione ancor più dolorosa e avvilente i condannati venivano issati ad un paio di metri di altezza da terra, con una corda e fatti inaspettatamente precipitare con il posteriore nudo su di una lastra di pietra….che da questo momento in poi prenderà il nome di “ciappa”…

Nel Quattrocento i debitori insolventi venivano incarcerati nella prigione della “Malapaga” (nome significativo!): il tragitto passava a fianco della “Calpa Piscium”, una loggetta al posto dell’odierno palazzo della Raibetta, che serviva da mercato del pesce; parte “integrante” della punizione consisteva nel denudare le natiche del debitore e “farle sbattere” violentemente sulle lastre d’ardesia su cui veniva esposta la merce… umiliazione più che dolore fisico… faceva meno male, ma in più c’era la puzza di pesce che rimaneva addosso per giorni!TORTURE GENOVESI

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Rughe


Le rughe non sono solo sintomo del tempo che è volato via, apportando modifiche al nostro volto in modo fisiologico ma inevitabile. Non sono solo indizio di vecchiaia, spesso ci riferiscono sofferenza e stanchezza. Per tutto ciò c’è la chirurgia plastica che risolve la situazione, ma a livello psicologico non abbiamo nulla. Io penso che un animo buono con la presenza di Dio  dentro sè: illumina lo sguardo, e rende incantevole un sorriso. Poiché l’esterno è lo specchio del nostro “io” ecco che la miglior cosmesi è detergere a fondo il nostro cuore: eliminando ogni traccia di impurità quali l’odio, l’orgoglio, l’egoismo esasperato, la lussuria…Quindi ravviviamo la nostra bellezza e la nostra freschezza dello spirito e avremo sicuramente un volto meno arcigno e più sereno

Giugno: mese del Sacro cuore di Gesù


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L’immagine del Sacro Cuore di Gesù ci ricorda il cuore della nostra fede, Dio ci ama con tutto il cuore e noi, quindi, dobbiamo amare lui con tutte le nostre forze. Gesù ha un cuore che ama oltre ogni misura. E tanto ci ama, che soffre quando il suo grande amore non è corrisposto.

La Chiesa dedica il mese di giugno al Sacro Cuore di Gesù, affinché noi lo amiamo, onoriamo e imitiamo soprattutto in questi 30 giorni.

Dobbiamo vivere in questo mese, mostrando a Gesù con le nostre opere che lo amiamo, che corrispondiamo al grande amore che Egli ha per noi e ci ha mostrato offrendo se stesso alla morte per noi, rimanendo nell’Eucaristia e aprendoci la via della vita eterna . Ogni giorno ci avviciniamo a Gesù o ci allontaniamo da da Lui che mai cessa di amare.

Dobbiamo vivere ricordandoci che ogni volta che agiamo: che cosa farebbe Gesù in questa situazione? cosa gli detterebbe il suo cuore? Dobbiamo agire in questo modo per un problema in famiglia, sul lavoro, nella nostra comunità, con i nostri amici, ecc. Dobbiamo quindi valutare se le opere o le azioni che stiamo per fare ci allontanano o ci avvicinano a Dio.

Sia casa che al lavoro un quadro del Sacro Cuore di Gesù ci aiuta a ricordare il suo grande amore e imitarlo in questo mese di giugno e per tutto l’anno.

Origine della devozione al Sacro Cuore di Gesù Santa Margherita Maria Alacoque era una monaca dell’Ordine della Visitazione. Aveva un grande amore per Gesù. E Gesù aveva un amore speciale per lei.

Le è apparso in diverse occasioni per dirle quanto ha amato lei e tutti gli uomini e quanto male fanno al  suo cuore gli uomini che si allontanano da lui con il peccato. Durante queste visite alla sua anima, Gesù le ha chiesto di insegnarci ad amare di più, ad avere la devozione, la preghiera e, soprattutto, di avere un buon comportamento in modo che il suo Sacro Cuore non soffrirà di più con i nostri peccati.

Le promesse del Sacro Cuore di Gesù Gesù ha promesso a S. Margherita Alacoque, che se una persona prende la comunione il primo Venerdì del mese, per nove mesi consecutivi, otterrà queste grazie:

1. Vi darò tutte le grazie necessarie al vostro stato (sposato/a, celibe, vedova/o o religioso/a). 2. Io stabilirò la pace nelle loro famiglie 3. Conforto in tutte le afflizioni. 4. Sarò il loro rifugio in vita e specialmente in punto di morte. 5. Benedirò la loro attività. 6. I peccatori troveranno misericordia. 7. I tiepidi diventeranno fervorosi. 8. Il devoto salirà rapidamente a grande perfezione. 9. Benedirò i luoghi dove l’immagine del mio Cuore sarà esposta e venerata. 10. Vi darò la grazia di convertire i cuori più induriti. 11. Coloro che propagheranno questa devozione avranno i loro nomi scritti nel mio Cuore di non saranno mai cancellati. 12. La grazia della penitenza finale: non moriranno in disgrazia e senza ricevere i Sacramenti.

 

“Il mondo dei pazzi”


Fu nel parco di un manicomio che incontrai un giovane con il volto pallido e bello, colmo di stupore.
E sedetti accanto a lui sulla panca, e dissi:
“Perché sei qui?”.
E lui mi rivolse uno sguardo attonito e disse:
“È una domanda poco opportuna, comunque risponderò.
Mio padre voleva fare di me una copia di se stesso, e così mio zio.
Mia madre vedeva in me l’immagina del suo illustre genitore.
Mia sorella mi esibiva il marito marinaio come il perfetto esempio da seguire.
Mio fratello riteneva che dovessi essere identico a lui: un bravissimo atleta.
Ed anche i miei insegnanti, il dottore in filosofia, e il maestro di musica, e il logico,erano ben decisi:
ognuno di loro voleva che io fossi il riflesso del suo volto in uno specchio.
Per questo sono venuto qui.
Trovo l’ambiente più sano.
Qui almeno posso essere me stesso.”
E di scatto si volse verso me e chiese:
“Anche tu sei qui a causa dell’educazione e dei buoni consigli?”
Ed io risposi:” No, sono qui in visita”.
E lui disse:
” Ah, ho capito. Vieni dal manicomio dall’altra parte del muro”.

(Khalil Gibran – da “Il mondo dei pazzi”)

Ma perché tutti i giorni?


 

Ho sentito spesso la seguente riflessione: “E’ strano che la Madonna appaia tutti i giorni a Medjugorje, lei che è normalmente così discreta! Dubito che sia veramente Lei!” Ho notato che le persone che parlano così hanno in genere più di 60 anni. Non ho mai udito un giovane esprimersi così. Come si spiega? Lo capirete subito rispondendo ad un piccolo questionario che propongo alle persone che hanno questi dubbi. Le loro risposte sono spesso le stesse.

–        Quando eravate bambini, a scuola, c’erano forse più del 60% dei vostri compagni di scuola i cui genitori erano divorziati e che soffrivano di gravi ferite interiori?

–        Oh, no! C’erano al massimo uno o due bambini figli di divorziati.

–        All’età di 10 anni, vi portavano in classe dei preservativi e vi spiegavano come servirvene?

–        A 10 anni, non ne conoscevo neanche l’esistenza!

–        Quando eravate piccoli, avevate in continuazione le cuffie sulle orecchie, con accesso illimitato a qualsiasi tipo di programma violento, perverso, pornografico o satanico? Sapevate che certe musiche contengono dei messaggi subliminali che incitano alla perversione ed al suicidio…

–        Oh, no! All’epoca mia nessuno usava le cuffie.

–        Vi veniva proposta della droga all’uscita da scuola? C’erano degli spacciatori fra di voi?

–        Personalmente, non ho visto niente di simile, anche se gli spacciatori probabilmente esistevano già.

–        Nella vostra “Scuola cattolica”, vi si accompagnava per esempio a Disneyland il Venerdì Santo?

–        Impensabile! Ai miei tempi le feste cristiane venivano rispettate, ed il mio prof di religione era praticante.

–         Quando eravate adolescenti, vi hanno mai picchiato per strada senza ragione? Oppure ricattato senza che la Polizia, impaurita, intervenisse?

–        Questo esisteva, ma molto raramente

–        Ed il “Gay Pride” esisteva?

–        Oh no! Invece noi andavamo in processione con i nostri vestiti della Prima Comunione per la Festa del Corpus Domini, gettando petali di rose a Gesù Eucarestia. Ma adesso è proibito, “creerebbe problemi alla circolazione”.

–        Da ragazzi e adolescenti, parlavate fra amici delle modalità per il “suicidio assistito”? Conoscevate  i giochi di ruolo?

–        Sconosciuti!

–        Quando siete andati all’Università, quanti compagni di scuola si erano già suicidati?

–        Nessuno! Ma si sentiva parlare di rarissimi casi.

–        Quando avevate 5 anni,vi veniva proposto di cambiare sesso? Vi veniva detto che ci si poteva sposare con una persona dello stesso sesso?

–        Impensabile!

–        Da bambini, avevate la possibilità legale di far arrestare uno dei vostri genitori dichiarando che vi aveva picchiato?

–        Comincio a capire, suora…

–        Aspetta, non ho ancora finito! Quando eravate adolescenti, potevate andare in un night club? Se sì, correvate il rischio di risvegliarvi un mattino nel letto di uno sconosciuto, senza ricordarvi nulla della notte passata, dopo aver ingurgitato del LSD mischiato ad una bevanda che vi era stata generosamente offerta?

–         Scusi.. Di che si tratta?

–        E non parlo dei “Festival di Satana” e delle loro catastrofiche conseguenze sui giovani! Non ho neanche menzionato l’aborto e l’eutanasia. Ebbene, sappiatelo, i vostri nipoti fra i 4 ed i 25 anni sono oggi bombardati da questo genere di proposte che li sciupano e talvolta li distruggono. Quindi… Continuerete a rimproverare alla Madre di Dio che è anche loro Madre di apparire ogni giorno per 3 minuti per benedirli, aiutarli e pregare per loro mentre Satana, lui lavora 24 ore su 24?

–        Non ci avevo pensato… ci rifletterò….

–        Non basta riflettere

Vi supplico, proteggete i vostri ragazzi e permettete al cielo di proteggerli! Questo tempo è molto critico, siate pronti!

 

Cara Gospa,

Tu imperturbabile, appari ogni giorno da 36 anni, nonostante tutto quello che si dice di te. GRAZIE! Ti prego, continua a venire in mezzo a noi, abbiamo troppo bisogno di te! Grazie per tutto il bene che hai fatto dal 24 giugno 1981, grazie per tante vite salvate, per tante famiglie riconciliate, tante vocazioni al matrimonio cristiano o al sacerdozio, per tanti cuori che hanno potuto scoprire la pace. Grazie per tanti poveri consolati, che hanno finalmente ritrovato il gusto di vivere! La lista dei ringraziamenti sarebbe lunghissima. Carissima Gospa, mentre si avvicina la fine delle tue apparizioni, e la rivelazione dei segreti non dovrà ancora aspettare a lungo, ti prego, rafforza ancora la grazia delle tue apparizioni e degnati di perdonare la nostra colpevole indifferenza ai tuoi richiami. Ti supplichiamo, non ti stancare di stringerci al tuo Cuore materno e immacolato! Vergine di Fatima e di Medjugorje, prega ancora Tuo Figlio, che per la sua infinita misericordia ci preservi dalla corruzione, dalle calamità,  dalle guerre e soprattutto dalla morte dell’anima. A Te, sua Madre, Egli ha dato un tale Potere sul suo Cuore! Egli non resiste a nessuna delle tue suppliche. Sì, Madre amorosa, degnati di rispondere alla nostra invocazione. Ti amiamo tantissimo!

 

 

Suor Emmanuel +

Tradotto dal francese

La suocera


Un tale va in vacanza in Terra Santa con la moglie e suocera.
Durante la vacanza la suocera muore! Si reca quindi con la moglie da un becchino del posto, il quale spiega loro che possono trasportare il corpo in patria per $5000, oppure seppellirla in Terra Santa per solo $150.
L’uomo dice “Ce la portiamo a casa”.
E il becchino “Ne siete sicuri??? E’ una grossa spesa e potreste fare per molto meno una bella sepoltura qui!”
L’uomo risponde “Guardi, 2000 anni fa hanno seppellito un tizio qui, e dopo tre giorni questo è risorto!
Meglio non rischiare!!!”

Dal profeta del vento 💨💨💨


Nessuno è creato dalla Vita come sostegno per I vostri sogni, perché due occhi Non sono fatti per guardare l’uno verso l’altro, ma entrambi verso la stessa Direzione; diventando così ognuno luce per l’altro. Crescete comprendendo Questo, e troverete, assieme a ciò che cercavate, anche ciò che non cercavate. Ma dopo questo, non dubitate più. Se dubitate che sia Amore, infatti, già non è
Amore. E non calcolate. Se calcolate I vostri passi, infatti, già non è Amore.
Non appoggiatevi all’altro con tutto il vostro peso. Ma posatevi come un raggio Di Sole su una foglia. E come una foglia accogliete l’altro raggio di Sole. Non riversate sull’altro tutta la vostra nostalgia : egli non è in grado di contenerlo, né mai voi potreste contenere il suo.
Non valutate l’altro per ciò che non potrebbe mai avere, o finirete per Svalutare voi. E tutto questo non è Amore. Non precipitate l’uno dentro l’altro, Ma tenendovi per mano camminate insieme..Sarete sottoposti a molte prove, e spesso l’orgoglio vi chiederà di scegliere sé Al posto dell’Amore. Ma non ritiratevi da queste battaglie, perché altre non ve Ne sono di più utili per voi. Se vincerete, avrete vinto. Se perderete Combattendo e affilando il cuore, avrete vinto.
vedrete  Spesso andare in frantumi tutti I vostri sogni. Ma sarà allora che potrete Dischiudere davvero le vostre ali.
Non maledite gli eventi, perché siete voi che avete in mano il timone del vostro Destino. E non sarà rompendo questo vostro vaso e dicendo addio all’amato, che Le vostre radici troveranno nuova forza Siete voi che dite, quando non vi sentite amati: l’Amore è finito. Quella è Invece la stagione in cui comincia. Poiché il valore di chi governa la nave è Nel condurla anche controvento. Siete voi che dite, quando finiscono le sensazioni: Ma io non amo più. Non Scambiate però l’Amore con le sue sole sensazioni. Poiché il valore di chi Governa la nave è nel condurla talvolta anche a vele sgonfie.
Dividendo in due un germoglio non si hanno due vite, ma nessuna. Pensando di Incontrare nuove gioie incontrereste dolori maggiori di quelli cui voltate le Spalle. Perciò tornate a guardare verso chi vi aspetta, ma non per dirgli: Tu Non mi ami. Bensì: lo non so amarti. Questo è necessario per far scendere L’Amore sull’amato. Alzate lo sguardo sulle virtù dell’altro, perché avete passato il tempo senza Conoscervi. Ma se poteste entrare, e a volerlo potreste, nella mente di chi vi ha Accompagnato, per sfogliare insieme il libro della vostra vita, scoprireste Quanto siano belle in realtà tutte quelle pagine già scritte, e quanto potrebbero essere Belle tutte quelle ancora bianche.

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Il cavallo 🐴


Image and video hosting by TinyPicUn giorno, il cavallo di un contadino cadde in pozzo.
Non si ferì ma non potè uscire con le proprie forze,
per molte ore nitrì disperato
mentre il contadino pensava al da farsi.
Poi prese una decisone crudele: il cavallo era già vecchio e il pozzo secco che bisognava chiudere.
Non valeva la pena  sprecare energia x tirare fuori il cavallo dal pozzo.
Allora chiese aiuto per interrare vivo il cavallo.
Cominciarono a gettare terra nel pozzo
il cavallo si rese conto immediatamente delle loro intenzioni e pianse disperatamente.
Tuttavia, dopo che ebbero gettato molta terra il cavallo si calmò.
Il contadino guardò in fondo al pozzo e vide che ad ogni palata di terra
che cadeva sopra la schiena , il cavallo la scuoteva, salendo sopra la stessa
che cadeva ai suoi piedi.
Così riuscì ad arrivare alla bocca del pozzo e ad uscire da solo.
La vita ti getta addosso molta terra, soprattutto se sei già in un pozzo…
il segreto è scrollarsi la terra che abbiamo sulle spalle e salirci sopra.
Ciascuno dei nostri problemi è un gradino che ci conduce alla cima!

Caso Tortora


dal web oggi ricordiamo una triste storia della nostra storia  giudiziaria italiana:

Alle 4 del mattino di venerdì 17  giugno 1983 i Carabinieri bussano alla porta del noto presentatore televisivo Enzo Tortora, presso l’Hotel Plaza di Roma. Per lui scattano le manette con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga.

Per Tortora, all’apice della carriera grazie al successo della trasmissione Portobello, inizia una lunga odissea giudiziaria destinata a concludersi quattro anni più tardi con la piena assoluzione. Si scopre che il castello delle accuse reggeva su un cognome, Tortona, trovato nell’agendina rossa di un camorrista e confuso con quello del presentatore. 

Il caso Tortora resta nell’immaginario collettivo il più eclatante caso di mala giustizia nei confronti di un cittadino.

L’arte e la natura non fanno rumore.


Arriva l’estate e  con il caldo e si sa si inizia a dormire poco e male.
Qui non ci facciamo mancare nulla tra la maleducazione delle persone e il <verso> notturno assai fastidioso dei gabbiani.
Eh si, mentre gli uccellini cinguettano al mattino e ti assicurano un dolce risveglio i gabbiani alle tre di notte gridano e concertano come se ci trovassimo in un cottage sulla costiera dell’oceano. ( E a questo non si riesco a pensare come porvi rimedio).
Vorrei invece ricordare alle persone che è buona regola parlare con un tono di voce regolare anche di giorno, ma di notte è praticamente doveroso, per tanto io non devo sentire per forza le confessioni all’amico o alla fidanzata della serata sotto le mie finestre – per questo, direi, ci sono luoghi più consoni.
Non dite che sono intollerante perché chi mi conosce sa bene quale sia la mia indole, ma onestamente a tutto c’è un limite.
Posso avere la libertà di andare a riposare?
Non esiste più il buon senso che dopo le 23 non ci siano più rumori molesti, non esiste più l’educazione di far giocare i bambini in modo normale.

Ecco… ma ora spiegatemi come può un bambino di cinque o sei anni giocare in piazza e nelle vie pedonali limitrofe fino ed oltre a mezzanotte gridando e gracchiando come un forsennato? …. ma ‘sti cactus di genitori si sono tutti rinco?

Primo a quell’ora i bambini devono dormire, secondo se li hanno educati a stare svegli fino a cosi tardi si prendano pure la briga di educarli a comportarsi civilmente: non giocano più svagandosi e ridendo con un tono di decibel sopportabile all’orecchio umano ma ormai si sganasciano come se non ci fosse un domani e se a qualsiasi ora del giorno va bene, di notte no….e sappiamo tutti quanto possa essere fastidiosa la vocina stridula di bambini carichi di energie.
Aggiungiamo anche che ho la fortuna di abitare vicino al teatro del nostro quartiere, il quale assicura arte e cultura proponendo un cartellone ricco di interessanti proposte, ma a mio avviso pecca in un solo punto: l’insonorizzazione estiva in modo particolare, e la conseguente climatizzazione.
Spesso con il caldo si rende necessario tenere le porte aperte e questo penalizza in principalmente gli artisti e il pubblico poiché la risposta acustica ovviamente si perde, e poi alla fine dello spettacolo quando si smonta tutto purtroppo in pochi hanno l’accortezza di usare un poco di riguardo con il tono della voce mentre caricano il materiale sui furgoni all’aperto.
 Il  problema potrebbe essere risolto con un buon impianto di climatizzazione cosi le porte resterebbe chiuse, e la buona educazione a fine spettacolo chiuderebbe degnamente la serata.

Il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato. I ricchi comprano rumore.
(Charlie Chaplin)

martedì 16 giugno 1903


 dal web 

Henry Ford fonda la casa automobilistica: 

Dopo i primi modelli realizzati in poche unità, il processo produttivo Ford introdusse due innovazioni tecnologiche che avrebbero rivoluzionato per sempre il sistema industriale: la catena di montaggio e il “nastro trasportatore”. Questi due aspetti, uniti al principio di riconoscere salari alti agli operai, sono alla base del fordismo-

Oggi la casa statunitense è, insieme a Toyota e Volkswagen, tra le prime tre al mondo in quanto a vendite. Nel primo trimestre del 2014 la Ford Focus è risultato il secondo modello di auto più venduto in assoluto.