L’origine del benessere


(Alan Cohen)

Noi pensiamo di essere tristi
perché non riceviamo amore.
Non è così.
Noi siam tristi perché non diamo amore.
Siamo nati per amare.
Il nostro benessere non dipende
dall’amore degli altri nei nostri confronti,
ma dall’amore che noi doniamo.

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•♣•♠• 21 settembre


origine da

dal web

domenica 21 settembre 1924  viene  Inaugurata la prima autostrada del mondo: E’ Vittorio Emanuele III in persona a inaugurare a Lainate la nuova «via per sole automobili» che collega Milano a Varese. E’ il primo tratto della futura Autostrada dei Laghi, la prima autostrada a pedaggio della storia.

•♣• 19 settembre


origine tratto dal web

 1982 Viene introdotto l’uso dell’emoticon: In una discussione su come esprimere il proprio stato d’animo on line, il professor Scott Fahlman, ingegnere informatico della Carnegie Mellon University, posta un messaggio con un codice formato da “due punti”, “trattino” e “parentesi tonda chiusa” da leggere ribaltato su un lato, per sottolineare il tono ironico di quello che si sta dicendo.

 

il santo :

https://nsdellanevebolzaneto.wordpress.com/2017/09/19/san-gennaro/

fede


Fede è: cercare colui che non conosci;
conoscere colui che non vedi;
vedere colui che non tocchi;
amare colui che già ti ha cercato,
ti ha conosciuto, ti ha visto,
ti ha toccato, ti ha amato.

E’ fidarsi di chi si è già fidato di te

IL GIOVANE MONACO E LA PICCOLA CIVETTA


dal web
C’era una volta in una comunità di monaci un giovane allievo desideroso di progredire rapidamente sulla via della santità. Durante la giornata andava con gli altri monaci al lavoro e, nei momenti di pausa, ne approfittava per far visita alla vecchia chiesina del villaggio. Un giorno, mentre si stava avvicinando al luogo sacro per pregare, il giovane monaco notò in una spaccatura della roccia, vicino alla chiesa, una piccola civetta che sembrava incurante della sua presenza. Il giovane, incuriosito, si avvicino’ e si accorse che la civetta era cieca. “Come farà a procurarsi da mangiare questa povera bestiola?”, pensò, e si allontanò di qualche passo rimanendo in osservazione. Non trascorse molto tempo che un batter d’ali lo mise all’erta; ed ecco avvicinarsi veloce un falco che, con un pezzo di carne in bocca, si posò vicino alla civetta, lacero’ il cibo in tanti pezzetti, li diede alla civetta e volo’ via. Il giovane monaco, superato il primo momento di stupore, cominciò a riflettere: “Dunque il Signore si preoccupa anche di una piccola civetta cieca, e non le fa mancare il necessario per vivere….Ma allora vale la pena lavorare duramente l’intera giornata quando sappiamo che il Signore pensa a tutto e dispensa a tutti con infinita generosità?…Perché stare tanto in affanno per noi stessi?….Se il Signore provvede così ad un piccolo uccello insignificante, quanto più dovrà preoccuparsi di un uomo come me!….Quanto ho potuto osservare è sicuramente un segno dal Cielo”. E così, tra una riflessione e l’altra, il giovane decise di abbandonarsi alla generosità di Dio chiedendo l’elemosina alla porta della chiesa. Ma le cose non andarono come egli aveva immaginato: infatti le offerte nessuno le portava, lo stomaco reclamava, il Cielo sembrava indifferente ed egli non riusciva a capirne il perché. Quando i morsi della fame si fecero insostenibili il giovane tornò al monastero, dove fu accolto dal suo maestro, al quale raccontò ogni cosa. Allora il maestro scosse la testa e, sorridendo, gli disse: “Figliolo, quello che hai visto è sicuramente un segno dal Cielo. Ma il Signore, con quanto accaduto, non voleva spronarti a seguire l’esempio della civetta, che tra l’altro non aveva scelta, ma piuttosto quello del falco, che ha aiutato un suo simile colpito da tanta sventura. È il falco che dovevi imitare e non la civetta!”
Da una leggenda nordafricana

Stimmate di San Francesco


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Il 17 settembre del 1224, si  recarono al Monte la Verna, Francesco e Frate Leone, per pregare. Francesco  all’età di 42 anni, quella sera si mise  un po’ distante da Frate Leone , per pregare Gesù Cristo. Frate Leone vide  una luce che arrivava dal cielo, era un Angelo Serafino, ( che significa: inviato, messaggero). Il Serafino scese lentamente verso Francesco che stava pregando, F.Leone poté vedere che portava le stimmate di Cristo, le quali furono impresse a Francesco: sulle mani, sul costato e nei piedi. Francesco adesso poteva realmente provare il dolore fisico di Cristo.

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Perchè si dice : “mi girano le palle”


L’origine dell’espressione non ha niente a che vedere con le “palle maschili! 
Deriva da un uso militare (C’è anche un libro di Mariano De Peron: Quando i soldati avevano le “palle girate”) e non è collegata all’umore dei soldati. 
La pratica di “girare le palle” (intese come pallottole) era stata adottata, all’epoca della prima guerra mondiale, da molti nostri soldati come modo sbrigativo e “alternativo” di rendere più letale il munizionamento. 
Invece di modificare la punta delle pallottole al fine di indurre effetti espansivi (ad esempio bucando la punta, , o segandola) i fanti più “industriosi” e meno attrezzati sfilavano le pallottole (le palle) dal bossolo e le reinserivano girate. Così facendo ottenevano due risultati: non solo ne avanzavano il baricentro, rendendole più stabili e precise nel tragitto verso il bersaglio, ma soprattutto le rendevano estremamente instabili e pronte a ribaltarsi al momento dell’impatto, determinando ferite estese e difficilissime da operare, anche quando non profonde. 
Questo munizionamento era proibito dalla convenzione di Ginevra e i soldati che avevano le “palle girate” erano, così, i più aggressivi… gente dalla quale era meglio stare alla larga. 
Ecco perchè poi quando si è nervosi si usa l’espressione “occhio che mi girano!”

bene…….. 

°*”˜˜”*°•✫🍃🌺🍃Nozze d’argento🍃🌺🍃 •°*”˜˜”*°•✫


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L’amore è paziente,
è benigno l’amore;
non è invidioso l’amore,
non si vanta,
non si gonfia,
non manca di rispetto,
non cerca il suo interesse,
non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
non gode dell’ingiustizia,
ma si compiace della verità.
Tutto copre,
tutto crede,
tutto spera,
tutto sopporta.
L’amore non avrà mai fine”.Risultati immagini per nozze argento gif

 
Inno all’amore (San Paolo)

 

   

 

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LA CATENA E IL PETTINE


C’erano una volta due sposi il cui amore non aveva smesso di crescere dal giorno del loro matrimonio.
Erano molto poveri, ma ciascuno sapeva che l’altro portava nel cuore un desiderio inappagato: lui possedeva un orologio da tasca d’oro, ereditato dal padre e sognava di comprare una catena dello stesso metallo prezioso; lei aveva dei lunghi e morbidi capelli biondi e sognava un pettine di madreperla da poter infilare tra i capelli come un diadema.

Col passare degli anni avevano dimenticato pettine e catena, non ne parlavano più, ma dentro di loro nutrivano segretamente il sogno impossibile.
Il mattino del ventesimo anniversario di matrimonio, il marito vide la moglie venirgli incontro sorridente, ma con la testa quasi rasata, senza i suoi lunghi e bellissimi capelli.
“Che cosa hai fatto cara?” chiese, pieno di stupore.
La donna apri le sue mani nelle quali brillava una catena d’oro.
“Li ho venduti per comprare la catena d’oro del tuo orologio”.
“Ah,tesoro, che cosa hai fatto?” Disse l’uomo,aprendo le mani in cui splendeva un prezioso pettine di madreperla.
“Io ho venduto il mio orologio per comprarti il pettine che desideravi”
Si abbracciarono,senza più niente,ricchi soltanto uno dell’altro.

la civiltà della forchetta


Ebbene si. La forchetta più antica è cinese, e risale a molto prima dell’utilizzo delle bacchette di legno. Era in osso, ed è stata ritrovata nel sito di Qijia, risalente ad un periodo stimato tra il 2400 ed il 1900 a.C. Altri esemplari sono stati ritrovati nelle tombe della dinastia Shang e delle successive dinastie imperiali.

L’ultimo posto


L’inferno era al completo ormai, e fuori della porta una lunga fila di persone attendeva ancora di entrare. Il diavolo fu costretto a bloccare all’ingresso tutti i nuovi aspiranti.
“E’ rimasto un solo posto libero, e logicamente deve toccare al più grosso dei peccatori”, proclamò. “C’è almeno qualche pluriomicida tra voi?”.
Per trovare il peggiore di tutti, il diavolo cominciò ad esaminare i peccatori in coda. Dopo un po’ ne vide uno di cui non si era accorto prima.
“Che cosa hai fatto tu?”, gli chiese.
“Niente. Io sono un uomo buono e sono qui solo per un equivoco”.
“Hai fatto certamente qualcosa”, ghignò il diavolo, “tutti fanno qualcosa”.
“Ah, lo so bene”, disse l’uomo convinto, “ma io mi sono sempre tenuto alla larga. Ho visto come gli uomini perseguitavano altri uomini, ma non ho partecipato a quella folle caccia. Lasciano morire di fame i bambini e li vendono come schiavi; hanno emarginato i deboli come spazzatura. Non fanno che escogitare perfidie e imbrogli per ingannarsi a vicenda. Io solo ho resistito alla tentazione e non ho fatto niente. Mai”.
“Assolutamente niente?”, chiese il diavolo incredulo. “Sei sicuro di aver visto tutto?”.
“Con i miei occhi!”.
“E non hai fatto niente?” ripeté il diavolo.
“No!”
Il diavolo ridacchiò: “Entra, amico mio. Il posto è tuo!”.

 

(Tratto da “Solo il vento lo sa” di Bruno Ferreo Editrice Elle Di Ci)

♠◘♠ 3 settembre


fonte tratta dal web

 ricordiamo che  nel 1982
in un attentato dinamitardo viene ucciso, all’età di 62 anni, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. nello stesso attentato perdono la vita la moglie, Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo. La strage sarebbe stata commissionata dalla mafia

é nata da poco la televisione, quando  a  settembre 1940, appare sullo schermo la prima trasmissione televisiva a colori realizzata a New York con la CBS dal geniale inventore americano Peter Carl Goldmark.

3 settembre 2010 il mio dolce papà era vittima di quel maledettissimo incidente ferroviario.

Giorno della festa solenne della Madonna di Polsi


Sulla Madonna di Polsi si raccontano molte leggende. Una di queste vuole che nel IX secolo alcuni monaci bizantini, in fuga dalla vicina Sicilia a causa delle incursioni saracene, si spinsero nel cuore dell’Aspromonte, ai piedi di Montalto, dove fondarono una piccola colonia ed una chiesa. A causa dell’estremo disagio procurato dalla lontananza con i più vicini villaggi, il sito fu però poi abbandonato
Un’altra leggenda, diffusissima, racconta che nell’XI secolo un pastore di nome Italiano, oriundo della cittadina di Santa Cristina d’Aspromonte, intento a cercare un toro smarrito in località Nardello, scorse l’animale che dissotterrava una croce di ferro; gli apparve quindi la Beata Vergine col Bambino che disse: Voglio che si erga una chiesa per diffondere le mie grazie sopra tutti i devoti che qui verranno a visitarmi.
Tutt’oggi all’interno del santuario vengono conservate la statua della Madonna della Montagna di Polsi, scultura in tufo di notevole bellezza e lucentezza, la Santa Croce e vari cimeli tra i quali la bara del principino di Roccella.

Uno dei più importanti Priori del Santuario fu Enrico Macrì che governò alla fine del 1800 per 33 anni. In quegli anni la chiesa del santuario venne restaurata ed arricchita.

La Madonna della Montagna di Polsi si venera anche a Capistrano (VV) la seconda settimana del mese di agosto.

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http://www.locride.altervista.org/polsi.htm