Amare ed essere amati


(Albert Camus)

Non essere amati è una semplice sfortuna; la vera disgrazia è non amare.

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La magia del fuoco


(Rabindranath Tagore)

Tocca la mia vita con la magia del tuo fuoco
rendila preziosa col suo cocente dono di dolore.
Adopera questo mio corpo come lampada
da innalzare nel tuo tempio,
e lascia che la sua fiamma bruci in canti
durante la notte e durante il giorno.
Lascia che le stelle vibrino nella mia oscurità,
lungo il corso del tuo tocco,
durante le ore di veglia nella notte.
La nera caligine svanirà dai miei occhi,
ovunque si volgano vedranno tutto nella tua luce,
il mio dolore salirà in alto, fino al tuo altare,
in una fiammante esplosione.

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Che cosa si usava una volta come anticoncezionale?


Ogni epoca ha cercato una propria soluzione: le donne egizie per esempio creavano “tappi” con escrementi di coccodrillo e miele per impedire allo sperma di penetrare nell’utero, le greche usavano invece pozioni da bere o applicare in loco a base di olio di cedro o unguenti di piombo mischiati con olio di oliva. Le romane si affidavano invece a rimedi “magici” come mettere un ragno sotto l’ascella. Mentre nel Medioevo si pensava che il tè di semi fermentati, di alberi senza frutto, avesse qualità contraccettive. I rimedi rinascimentali infine non erano meno bizzarri: prevedevano un cuore di salamandra messo vicino alle ginocchia o una formula magica da appendere al collo.

Fonte Rivista FocusD&R

#Domande #Curiosità

Plogging


⁣# http://www.surfrider.org

Dalla Svezia arriva il plogging
Agli scadinavi piace far tendenza soprattutto quando si tratta di benessere ed ecologia. Arriva così dalla Svezia un nuovo trend per i patiuti del fitness: il “plogging”. il termine nato dalla fusione di “jogging” e “pick p” (raccoglitore), indica una nuova modache sta contagiando gli sportivi svedesi, cioè la corsa abbinata alla raccolta dei rifiuti trovati lungo il tragitto. Ne beneficia l’ambiente e anche il fisico: piegarsi a raccogliere l’immondizia, dicono gli esperti di plogging, permette infatti di eseguire una serie di movimenti ulteriori che completano l’allenamneto quotidiano.

#Curiosità

San Pasquale ƸӜƷ


Parrocchia "Nostra Signora della Neve" Bolzaneto ♦

 il nome Pasquale è di origine cristiana ed è molto usato anche nel femminile Pasqualina; veniva dato ai bambini nati il giorno di Pasqua, ma le sue lontane origini sono ebraiche (Pesah = passaggio) volendo indicare il passaggio del popolo ebraico del Mar Rosso e il passaggio dell’angelo di Iahweh che salvò, segnandone le case con il sangue sacro dell’agnello, i primogeniti ebrei per distinguerli da quelli egiziani destinati alla morte nell’ultima piaga d’Egitto.

Nato in Spagna nel 1540, fin da bambino venne inviato dai genitori a fare il pastore presso un ricco possidente, che ammirato dalle qualità del piccolo gli propose di adottarlo come proprio figlio.

Ma Pasquale era attirato dalla vita mistica e, rifiutata la generosa offerta, imparò a leggere da autodidatta grazie ad un libro di preghiere forse donatogli dal suo stesso padrone. La leggenda narra che lo stesso padrone lo mandò a rubare dell’uva nel fondo…

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L’amore imperfetto di una madre


Auguri ad una parte delle mamme del mondo.

probabilmente non sarete d’accordo con quanto penso, e vi chiederete se ho avuto un infanzia difficile…

no, la mia infanzia è stata serena, è che crescendo mi sono disincantata e ho visto il mondo per come è…chi mi conosce sa che sono madre, e chi mi conosce bene sa che non dico queste cose per giudicare e penso che la differenza tra una madre buona e una cattiva non sta nel commettere errori, ma in ciò che si fa degli errori commessi.
Non me la sento proprio di comprenderle tutte nell’augurio della festa della mamma perchè

Ci sono mamme che non hanno l’istinto materno, e dovrebbero astenersi dal volerlo diventare
Ci sono mamme che non avrebbero il diritto di esserlo.
ci sono madri cattive e ci sono cattive madri
Ci sono mamme che sono state il dolore dei loro figli.
ci sono madri frustate che riversano sui figli tutte le loro ansie e paturnie
Ci sono mamme che hanno abbondanato il loro figlio.
Ci sono mamme che a tutti i costi hanno voluto assecondare questo loro desiderio egoistico andando contro ogni progetto di Dio e torturandosi fisicamente e psicologicamente hanno si creato una vita… ma per amore di chi? per amore proprio…
ci sono mamme che non hanno saputo ascoltare le parole non dette del loro figlio adolescente
ci sono mamme prese dalla carriera che non si accorgono di essere egoiste
ci sono mamme che non hanno cresciuti figli autonomi e sicuri di sè
ci sono mamme che non hanno amato davvero il padre dei loro figli
ci sono mamme che annoiate dal routine di un bebè, cercano di piazzarlo a destra e a manca per avere un pò di libertà
ci sono mamme che durante la gravidanza non si sono curate dello stato di salute del proprio figlio continuando a fumare, bere e anche fare ben altro.
Ci sono mamme che lasciano il loro cucciolo nel lettone con loro a tempo indeterminato
Ci sono mamme che pur di non sentirlo piangere lo prendono in braccio al primo wuè wuè–
Ci sono mamme che permettono ai loro figli di giocare persino con il cibo – basta che stiano buoni
Ci sono mamme che dicono “no” senza spiegare il perchè-
Ci sono mamme che con i loro figli parlano male del loro papà

evidentemente la mamma perfetta non esiste —
se non Una sola…alla quale noi non possiamo nemmeno paragonarci lontanamente.
Quindi lavoriamo in noi stesse affinché possiamo essere per i nostri figli
una mamma da cui trarre esempio pur combattendo con i nostri limiti poiché infallibili non siamo, ma migliori si possiamo diventarlo.

concludo qui perché la lista diventa lunga… e penso a tutte le donne eccezionali che sono Madri e Mamme con la M maiuscola… e di conseguenza oggi il mio augurio va ad ogni mamma imperfetta affinché possa crescere e rendersi conto dell’importanza che ha nella vita del proprio figlio..
Le mamme eccezionali oggi non hanno bisogno del mio augurio,
ma va a noi con le nostre debolezze e mancanze

Desideri


Una donna sta passeggiando in un bosco alla ricerca di funghi, quando
s’ imbatte in un’antica lampada ad olio; inizia subito a strofinarla e
appare il Genio: “Posso avere i miei tre desideri?”
“No. A causa dei cattivi tempi, della recessione, della
globalizzazione, dell’inflazione, degli scioperi e di tutte le altre
menate mondiali, oggi come oggi posso offrirti un solo desiderio
da esaudire.”
La donna allora prende una cartina geografica e dice: “In tal caso,
vorrei la pace in Medio Oriente. Vedi questa cartina? Vorrei che
questi Paesi la smettessero di farsi la guerra!”
Il Genio butta un occhio alla cartina e sbotta: “Ma accidenti, questi
paesi sono in guerra da tempi lontanissimi! Non credo di poterci fare
niente, sono potente ma non così tanto! Assolutamente niente da fare.
Non pensarci neppure! Neanche se chiedessi l’aiuto del mio Maestro
potrei riuscire a realizzare questo desiderio. Lascia perdere!
Dai, chiedimi qualche altra cosa.”
La donna ci pensa un po’, e poi dice: “Non sono mai riuscita a trovare
l’uomo giusto: un uomo sensibile e affettuoso, colto ed intelligente,
che mi faccia ridere, che mi rispetti, che sappia capirmi e sostenermi,
che sia un amante premuroso e mi riempia di complimenti, che mi faccia
sentire bella e desiderata, che non passi tutto il tempo a guardare il
calcio in tv, che mi porti ogni giorno la colazione a letto e
che non mi tradisca…”
E il genio sospirando: “… Dai qua, fammi rivedere un po’
sta cazzo di cartina…!

Everybody wants to rule the world


Benvenuto nella tua vita
Non si torna indietro
Anche quando dormiamo
Noi vi troveremo
Agendo in base al tuo miglior comportamento
Volta le spalle a madre natura
Tutti vogliono governare il mondo

E’ il mio progetto personale
E’ il mio rimorso
Aiutami a far rendere al massimo
La libertà e il piacere
Nulla dura per sempre
Tutti vogliono governare il mondo

C’è una stanza dove la luce non ti troverà
Tenendoci per mano, mentre i muri crollano
Quando lo faranno, io sarò proprio dietro di te

Così felice che ce l’abbiamo quasi fatta
Così triste che dovevano svanire
Tutti vogliono governare il mondo

Non posso sopportare questa indecisione
Sposato con una mancanza di visione
Tutti vogliono governare il mondo
Di’ che non avrai mai mai mai mai bisogno
Un titolo, perché ci credi?
Tutti vogliono governare il mondo

La libertà e il piacere
Nulla dura per sempre
Tutti vogliono governare il mondo

Festa dell’Europa


Il giorno europeo o festa dell’Europa si celebra il 9 maggio di ogni anno. Questa data ricorda il giorno del 1950 in cui vi fu la presentazione da parte di Robert Schuman del piano di cooperazione economica, ideato da Jean Monnet (cosiddetta Dichiarazione Schuman), che segna l’inizio del processo d’integrazione europea con l’obiettivo di una futura unione federale.

La data coincide anche con il giorno che segna, de facto, la fine della Seconda guerra mondiale: il 9 maggio è infatti il giorno successivo alla firma della capitolazione nazista, quando furono catturati Hermann Göring e Vidkun Quisling.

Il Consiglio d’Europa ha celebrato il 5 maggio come “Giorno dell’Europa” fino dal 1964, ricordando la propria fondazione avvenuta il 5 maggio 1949.

La Comunità Economica Europea adottò invece come “Giorno dell’Europa” il 9 maggio in occasione del summit tenutosi a Milano nel 1985, in ricordo della proposta che Robert Schuman presentò il 9 maggio 1950 per la creazione di un nucleo economico europeo, a partire dalla messa in comune delle riserve di carbone e acciaio, come primo passo verso una futura Europa federale indispensabile al mantenimento della pace.

Il giorno coincide con la Giornata della Vittoria dell’Unione Sovietica (quella di molti paesi europei occidentali cade l’8 maggio).

dal web

Preghiera per chiedere sapienza e forza


Padre, nel silenzio di questo giorno che nasce, vengo a chiederTi pace, sapienza e forza.
Oggi voglio guardare il mondo con occhi pieni damore; voglio essere paziente, comprensivo, umile, dolce e amorevole; voglio vedere tutti i Tuoi Figli dietro le apparenze, come Tu Stesso li vedi, per poter apprezzare lamore di ognuno.
Chiudi i miei pensieri, le mie orecchie e la mia bocca ai giudizi, e che in me ci siano solo pensieri che dicano bene.
Voglio fare sentire la Tua presenza a tutti quelli che mi avvicinano. Rivestimi della Tua bontà, Padre, fa che durante questo giorno io rifletta Te.
Amen.

Tu che ne sai


Che ne sai…
di quei dolori tatuati
che non si cancelleranno mai,
di quelle lacrime nascoste
delle domande senza risposte,
di un destino prepotente
dove non puoi fare niente,
delle notti dove non si dorme mai
tu… che ne sai,
di un sorriso recitato
quando il cuore è lacerato,
della paura costante
dell’ansia asfissiante,
dell’incertezza del domani
di quando tremano le mani,
della vita che non accetto
di un cuore che scoppia nel petto,
di quello che non dimenticherai
tu… che ne sai,
di tutte le volte che mi sento morire
di chi grida ma non riesce a capire,
di un silenzio pieno di spine
di quegli occhi che vedono la fine,
di quei giorni tutti uguali
nell’essere un angelo senza le ali,
sorrido per non annegare in quel mare di guai
e tu parli… parli… ma che ne sai.

da PensieriParole <https://www.pensieriparole.it/poesie/amore/poesia-306658>

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Giornata di pioggia, ma non importa… davanti a tanta bellezza si ci ricorda solo di una cosa…..

che  la natura,  è il vicario di Dio onnipotente.

 

e che solo Dio poteva immaginare cosi tanta bellezza-

La stage di Portella della Ginestra


1947: La stage di Portella della Ginestra – Pian della Ginestra è un luogo in aperta campagna nella provincia di Palermo.
L’1 Maggio 1947 la gente si riunisce per la terza volta dopo la guerra per festeggiare la festa del lavoro, la manifestazione è organizzata da socialisti e comunisti della zona, vittoriosi dopo le ultime elezioni.
Dato il clima festoso molti sono i bambini presenti.
Verso le 10 del mattino si sentono dei colpi che la gente interpreta come mortaretti di festeggiamento, sono invece scariche di fucile rivolte alla folla inerme.
11 saranno i morti, e 27 i feriti.
Due dei morti sono bambini, molte le donne.
La banda di assassini era capeggiata dal noto malvivente Salvatore Giuliano, ancora oggi considerato da molti un eroe in Sicilia, colluso con mafia e poteri forti dello stato

Casa dello studente 🇮🇹


🌳🌼🥀 Oggi ho visitato la casa dello studente che é stata in mano ai fascisti come loro base logistica e luogo di tortura. Entrare in quelle celle ed immaginare quello che quei ragazzi hanno passato é davvero qualcosa di doloroso ed incomprensibile. Incomprensibile il coraggio, la forza e l’amore che avevano quei ragazzini di 20 anni o poco più per affrontare il destino a cui sapevano benissimo di andare incontro con la loro scelta. Quella generazione di giovani uomini e ragazze ha regalato le loro sofferenze a tutti noi- per un futuro diverso e migliore. Oggi i coetanei di quegli eroi non credo abbiano la consapevolezza che le loro scelte sociali faranno il futuro dei loro figli. Forse non ci pensano. Forse sono impegnati a fare i bulli con i più deboli, forse stanno giocando alla play….la loro superficialità sarà loro responsabilità. Ed in questi tempi strani – siamo proprio sicuri che il fascismo ce lo siamo davvero lasciato alle spalle? Buon 25 aprile sempre🇮🇹

La nascita di Roma


fonte: http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW107994&jp_pagecode=newsview.wp&ahew=contentId:jp_pagecode
e web

21 aprile: da 2766 anni è la data in cui si festeggia il Natale di Roma, la fondazione della città. Secondo la leggenda, narrata anche da Varrone, Romolo avrebbe infatti fondato la città di Roma il 21 aprile del 753 a.C. La fissazione di questo particolare giorno si deve ai calcoli astrologici del matematico e filosofo del I secolo a.C. Lucio Taruzio Firmano amico sia di Varrone che di Cicerone. Da questa data è derivata la locuzione latina Ab Urbe condita, ovvero “dalla fondazione della Città”, che scandiva la cronologia romana prima dell’adozione del calendario gregoriano, a partire dal quale gli anni vengono tradizionalmente numerati a partire dalla nascita di Cristo (Anno Domini). 

Nell’età moderna il 21 aprile è stato caricato di tanti e diversi significati. Culla di civiltà, madre dell’unità nazionale, idea mitica di un nuovo regime, valore di civica convivenza e di affratellamento dei popoli. Da festa locale, tipicamente romana (come lo era fino al 1870, con sfilate e spettacoli pirotecnici), il Natale di Roma divenne prima celebrazione nazionale della Roma Capitale (dal 1871 venne issata la bandiera italiana sulla torre del Campidoglio, nel 1875 sulla stessa torre fu “acceso”, a luce di magnesio, il disegno della Stella D’Italia, nel 1913 al sindaco Ernesto Nathan fu consegnata una targa commemorativa da parte di tutti i Comuni d’Italia), poi assurse a simbolo mitico di un’ideologia totalizzante, per tornare, poi, al suo nocciolo fondamentale di festa civica che mette in risalto la vocazione universale della città. Ma scorrendo la storia è comunque possibile trovare nelle celebrazioni del Natale di Roma, dal 1870 ad oggi, un comune denominatore al di là del carattere popolare, nazionale o ideologico che gli fu dato di volta in volta: l’ambito artistico e culturale (il concerto di Pietro Mascagni nel 1909, la “prima” dell’Inno a Roma di Giacomo Puccini nel 1919, le prolusioni accademiche sulla storia di Roma o il concorso internazionale di poesia latina dal 1911), l’inaugurazione di monumenti (a Galileo Galilei nel 1887, a Carducci nel 1909) e l’apertura di opere pubbliche (come, solo restando ai primi anni del XX secolo, il Ponte Gianicolense nel 1908 e la Passeggiata Archeologica nel 1917). Un sorta di filo conduttore che unisce la ricchissima storia di Roma, i suoi monumenti immortali, la sua indelebile cultura con i progetti e le nuove realizzazioni di una città che vuole essere sempre al passo con i tempi. 

Dal 1925, grazie al prezioso e privilegiato sguardo della rivista Capitolium, possiamo ripercorrere e raccontare l’evoluzione dei festeggiamenti della più importante festa laica della città negli ultimi 80 anni. 

Fu proprio in occasione del Natale di Roma del 1925 che uscì il primo numero di Capitolium “rassegna di attività comunali”: «Nel Natale di Roma, nel giorno della più insigne ricorrenza cittadina, proclamata festa nazionale, esce al pubblico il primo numero del Capitolium, dedicato tutto e solo alla celebrazione di questa data» scrisse nella prefazione della nuova rivista l’allora Governatore di Roma, Filippo Cremonesi. 

Il primo articolo di Capitolium, firmato da Corrado Ricci, è dedicato alla “liberazione” e recupero dei resti del Foro d’Augusto, che proprio il 21 aprile 1925 fu inaugurato con una solenne cerimonia dal Re Vittorio Emanuele III. Fra le varie manifestazioni, opere inaugurate ed atti di quel giorno, va segnalata la delibera adottata dal Comune di Roma per la trasformazione dell’Augusteo, o Corea come veniva chiamato all’epoca, in un grande auditorium per la musica classica. Già dal 1908 questo ospitava concerti sinfonici, e sarebbe dovuto diventare, secondo il progetto firmato dall’architetto Marcello Piacentini, una grande sala concerto con un aumento di capienza di oltre 1500 spettatori. Fortunatamente il progetto di trasformazione non entrò mai nella fase esecutiva. 
Durante il regime fascista al Natalis Urbis fu data una forte connotazione simbolica: una sorta di sacralità del culto di Roma che doveva “esaltare i fasti della rinnovata e purificata nazione Italiana”. Il 21 aprile, ora festa nazionale del Lavoro e della Nazione, divenne perciò l’occasione sia per esaltare la memoria della grandezza passata, che per mostrare i progressi, i grandi lavori, i progetti faraonici, le similitudini con la Roma imperiale che Mussolini vedeva nel compimento del suo progetto della Grande Roma. Così, a partire dal 1926, ai festeggiamenti classici (come l’illuminazione dei monumenti storici più significativi) furono affiancate cerimonie solenni (quali le sfilate delle scolaresche romane tra i monumenti dell’antica Roma e i ludi classici di attività fisica dei giovani) e soprattutto, provvedimenti e inaugurazioni a favore della città. 

Il Natale di Roma diventò per il Governo ed il Governatorato una sorta di “vetrina” nazionale ed internazionale della propria attività “modernizzatrice”, la data nella quale inaugurare scuole, edifici pubblici, nuove strade, interventi archeologici e di recupero del patrimonio artistico. Tra i tanti si ricordano la fruizione pubblica di Villa Aldobrandini, Villa Celimontana e del Colle Oppio, i lavori per liberare il Teatro di Marcello, la sistemazione del colle capitolino e della zona del Velabro, la pavimentazione della Piazza del Campidoglio. 

Con lo scoppio e il proseguire della II Guerra Mondiale le celebrazioni divennero necessariamente più sobrie e sempre più sporadiche. E si indirizzarono esclusivamente sul carattere accademico e culturale. Se nel 1942 si tenne in Campidoglio l’adunanza generale dell’Accademia d’Italia, il 21 aprile 1943, mentre i capolavori e i monumenti del Campidoglio venivano messi “in sicurezza” (la statua di Marco Aurelio fu sistemata nel Tabularium, per ritrovare il suo posto al centro della piazza il 27 aprile 1945), scrittori e “romanisti”, tra cui Trilussa, Luciano Folgore, Silvio D’Amico, Aldo Fabrizi e Aristide Capanna, furono invitati nella redazione di Capitolium, ospitata allora nel palazzetto della Farnesina ai Baulari, ora sede del Museo Barracco. A fare gli onori di casa il direttore Lido Caiani e il comitato di redazione, tra cui spiccava il nome di Giuseppe Ceccarelli, meglio noto come Ceccarius. 

Dopo la liberazione e la nascita della Repubblica Italiana, il Natale di Roma si liberò dalle scorie dell’esaltazione e della pomposa retorica che fecero, per oltre vent’anni, del 21 aprile il simbolo più evidente di «quell’Italia romana ed imperiale», vagheggiata dal fascismo. La commemorazione tornò finalmente al nucleo originale della festa: quella della fondazione della città, della ricorrenza senza ulteriori valenze o specifici significati politici, del momento da dedicare allo studio e approfondimento della ricchissima, a volte poco conosciuta, storia dell’Urbe. Proprio per rimarcare la profonda diversità con i decenni precedenti, dalla fine degli anni ’40 al 1964, le celebrazioni per la Festa della Città si svolsero in quella che oggi chiameremo uno studiato “understatement”. Un’unica cerimonia in Campidoglio, solitamente nella Sala Orazi e Curiazi dei Musei Capitolini, che prevedeva un discorso ufficiale, tenuto da un noto studioso di romanità, e vari premi legati alla città. Come riporta fedelmente il quarto numero di Capitolium del 1962: «Il 21 aprile, in una solenne tornata in cui ben noti oratori celebrano la ricorrenza del Natale di Roma, viene consegnata ad illustri italiani e stranieri la grande medaglia d’oro del premio “Cultori di Roma”, viene conferito il premio giornalistico internazionale “Città di Roma” e proclamati i vincitori del “Certamen capitolinum”, concorso internazionale di prosa latina». 

Dal 1964 riprese la tradizione dei festeggiamenti che, non più solo relegati al Campidoglio e a una platea selezionata, voleva coinvolgere l’intera cittadinanza. «A cominciare dal 21 aprile 1964 – si legge su Capitolium di quell’anno – è stata ripristinata, oramai libera da ogni significato ampolloso ed estraneo al suo proprio valore civico, la festa del Natale di Roma. Una solenne cerimonia in Campidoglio (nella Sala degli Orazi e Curiazi, presenti le più alte cariche dello Stato, tra cui il presidente del Consiglio, Aldo Moro e una delegazione del Comune di Parigi) cori di bambini sulla Piazza al momento del suono della “Patarina” a mezzogiorno, consegne di Premi, inaugurazioni di opere pubbliche, l’inizio di visite guidate del Palazzo Senatorio, imbandieramenti delle strade commerciali sono i principali segni della giornata dedicata a sottolineare i motivi della civica convivenza». 
La volontà del Sindaco di allora, Amerigo Petrucci era quella di «riavvicinare la cittadinanza all’amministrazione», riattivare una tradizione che, «consunta negli anni del fascismo dal logorio della retorica e della forzatura politica», è una caratteristica propria di Roma, «unica città antica che celebri il proprio anniversario di fondazione». 

Da allora, insieme al discorso ufficiale da parte del Sindaco e di un’autorità (nel 1965 l’ex presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, nel 1966 il presidente del Consiglio Aldo Moro) o di importanti personalità della cultura e della società (Bruno Molajoli nel 1969, Giuseppe Petrilli nel 1973), divengono parte insostituibile delle celebrazioni, riallacciandosi così alla tradizione iniziata anni prima, i riconoscimenti che la città attesta a quanti, studiosi, filologi e giornalisti, dedicano studi, riflessioni ed opere a Roma e alla sua storia. Tra questi si impongono per importanza: la presentazione dell’annuale “Strenna dei Romanisti” (tradizione iniziata nel 1940), il premio “Cultori di Roma” (istituito dal Comune di Roma nel 1954) che viene assegnato alternativamente ad uno studioso italiano ed uno straniero che abbiano dedicato la propria esistenza, sia fisica che scientifica, alla conoscenza delle discipline relative alla civiltà e la cultura di Roma, il premio giornalistico internazionale “Città di Roma”, istituito dall’Associazione della Stampa romana nel 1959 e il concorso internazionale di prosa latina “Certamen capitolinum”, organizzato dall’Istituto di Studi Romani, giunto quest’anno alla sua 60ª edizione. A questi riconoscimenti vengono abbinate altre iniziative culturali quali l’apertura gratuita dei Musei e degli spazi artistici comunali, concerti nelle piazze cittadine, o manifestazioni una tantum, come la Mostra del Libro su Roma organizzata nel 1968 a Palazzo Braschi, con mille titoli di opere dell’editoria nazionale dedicati alla città. 

Accanto agli appuntamenti “istituzionali” tipici della giornata, dal 1964 ad oggi si sono registrati alcuni eventi speciali che hanno caratterizzato la Festa della fondazione di Roma: ad esempio, nel 1966 il dono, da parte della Camera di Commercio, della preziosa custodia in argento e oro del Libro d’Oro del Campidoglio; la solenne seduta del Consiglio Comunale nell’Aula di Giulio Cesare nel 1970, centenario di Roma Capitale, presenti il presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat e i Sindaci delle precedenti capitali dello Stato unitario, Torino e Firenze; il rinnovo del gemellaggio con Parigi, presente il Sindaco Jacques Chirac nel 1994, la collocazione sulla piazza del Campidoglio della copia della statua di Marc’Aurelio nel 1997, i 90 anni di Rita Levi Montalcini festeggiati insieme ai premi Nobel per la Pace con i versi di Cesare Pascarella recitati da Vittorio Gassman, nel 1999. Questo è stato l’ultimo Natale di Roma del secondo millennio. 

Negli ultimi anni, il 21 aprile si è andato sempre più caratterizzando come data per l’inaugurazione di importanti opere pubbliche cittadine: la riapertura dei Musei Capitolini dopo il restauro e l’inaugurazione del passaggio sotterraneo sotto la piazza del Campidoglio nel 2000, l’inaugurazione dell’Auditorium Parco della Musica nel 2002, l’apertura del cantiere della Nuova Fiera di Roma nel 2004, l’inaugurazione del Museo dell’Ara Pacis e il concerto all’Auditorium con Papa Benedetto XVI e il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nel 2006, la collocazione della Lupa Capitolina nella Teca di Aymonino accanto alla statua del Marco Aurelio nei Musei Capitolini e l’inaugurazione del Macro Future al Mattatoio nel 2007, l’apertura del Nuovo Cinema Aquila al Pigneto nel 2008, l’inaugurazione del “Camminamento dei Fori Imperiali”, attraverso l’abbattimento della recinzione di cantiere che segnava il confine tra Sovraintendenza comunale e statale tra i Fori imperiali ed il Foro romano in prossimità della Basilica Emilia nel 2009. 

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Rea Silvia,figlia di Numitore e nipote di Amulio fu costrtta a diventarevestale e a fare quindi voto di castità, in modo da impedirgli di avere una discendenza.. Il dio Marte però s’invaghisce della fanciulla e la rende madre di due gemelli, Romolo e Remo. Il re Amulio, saputo della nascita, ordina subito l’assassinio dei gemelli per annegamento, ma il servo a ciò incaricato non trova il coraggio di compiere un tale misfatto e li abbandona sulla riva del fiume Tevere. Rea Silvia non subirà la pena di morte riservata alle vestali che infrangevano il voto di castità in quanto di stirpe reale, ma verrà confinata in isolamento dal re. La cesta nella quale i gemelli erano stati adagiati si arenerà, presso la palude del Velabro tra Palatino e Campidoglio (nei pressi dell’attuale foro romano) alle pendici di una delle creste del Palatino, il Germalus, sotto un fico, il fico ruminale o romulare, nei pressi di una grotta detta Lupercale dove i due vengono trovati e allattati da una lupa che aveva perso i cuccioli ed era stata attirata dal pianto dei gemelli- (secondo alcuni forse una prostituta, all’epoca chiamate anche lupae, di cui si ritrova oggi traccia nella parola lupanare), e da un picchio (animale sacro per i Latini) che li protegge, entrambi animali sacri ad Ares. In quei pressi portava al pascolo il gregge il pastore Faustolo (porcaro di Amulio) che trova i gemelli e insieme con la moglie Acca Larenzia (secondo alcuni detta lupa dagli altri pastori, forse in quanto dedita alla prostituzione) li cresce come suoi figli.
Una volta divenuti adulti e conosciuta la propria origine, Romolo e Remo fanno ritorno ad Alba Longa, uccidono Amulio, e rimettono sul trono il nonno Numitore. Romolo e Remo, non volendo abitare ad Alba Longa senza potervi regnare almeno fino a quando era in vita il nonno materno, ottengono il permesso di andare a fondare una nuova città, nel luogo dove sono cresciuti. Lo stesso Tito Livio aggiunge che del resto la popolazione di Albani e Latini era in eccesso, mentre Plutarco aggiunge:
« Decisero dunque di vivere per conto loro, fondando una città nei luoghi in cui erano cresciuti da piccoli. Questa risulta la spiegazione più plausibile. Ma nello stesso tempo la fondazione diventava per loro una necessità, poiché molti servi e altrettanti ribelli si erano raccolti attorno ad essi… »

Romolo vuole chiamarla Roma ed edificarla sul Palatino, mentre Remo la vuole battezzare Remora e fondarla sull’Aventino. È lo stesso Livio che riferisce le due più accreditate versioni dei fatti:
« Siccome erano gemelli e il rispetto per la primogenitura non poteva funzionare come criterio elettivo, toccava agli dei che proteggevano quei luoghi indicare, attraverso gli aruspici, chi avessero scelto per dare il nome alla nuova città e chi vi dovesse regnare dopo la fondazione. Così, per interpretare i segni augurali, Romolo scelse il Palatino e Remo l’Aventino. Il primo presagio, sei avvoltoi, si dice toccò a Remo. Dal momento che a Romolo ne erano apparsi il doppio quando ormai il presagio era stato annunciato, i rispettivi gruppi avevano proclamato re l’uno e l’altro contemporaneamente. Gli uni sostenevano di aver diritto al potere in base alla priorità nel tempo, gli altri in base al numero degli uccelli visti. Ne nacque una discussione e dal rabbioso scontro a parole si passò al sangue: Remo, colpito nella mischia, cadde a terra. È più nota la versione secondo la quale Remo, per prendere in giro il fratello, avrebbe scavalcato le mura appena erette [più probabilmente il pomerium, il solco sacro] e quindi Romolo, al colmo dell’ira, l’avrebbe ammazzato aggiungendo queste parole di sfida: «Così, d’ora in poi, possa morire chiunque osi scavalcare le mie mura». In questo modo Romolo s’impossessò da solo del potere e la città appena fondata prese il nome del suo fondatore. »

 

Curiosità sui 🐈🐈🐈


anticamente si pensava che i gatti trovati a bordo delle navi dovessero rimanere a bordo. Infatti buttare un gatto fuoribordo sarebbe di certo stato un gesto che avrebbe attirato la malasorte sulla navigazione, con tempeste e altri problemi, ecco perchè in genere i marinai proteggevano i gatti (anche perchè i gatti mangiavano i topi che attaccavano tutto e portavano serie malattie).

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La Madonna della Rivelazione


A Roma il 12 Aprile 1947, la Vergine Maria appare ad un propagandista anticlericale, Bruno Cornacchiola (1913-2001), tranviere romano, e ai suoi tre figli, Gianfranco, Carlo ed Isola, rispettivamente di 4, 7 e 10 anni in una grotta su una collina di eucalipti nella località Tre Fontane.L’uomo, nato in un quartiere malfamato di Roma, partecipa da volontario alla guerra civile di Spagna (1936-1939) dove, convinto da un militare tedesco luterano, abbraccia il Protestantesimo.
Si era recato sulla collina per preparare un discorso contro la Vergine Maria. Mentre prendeva appunti, i bambini giocavano. Improvvisamente la “Bella Signora” appare in una grotta , sopra un masso di tufo, prima ai tre bambini, poi al padre.
Al suo persecutore, che osteggiava la fede nell’Eucaristia, nell’Immacolata e odiava la persona del Santo Padre, Ella si presenta con un titolo tutto nuovo: Sono la Vergine della Rivelazione. La terra della Grotta, diventò terra di conversione, preghiera e miracoli come Lei aveva promesso: “Io convertirò i più ostinati con i miracoli che opererò con questa terra di peccato”.
Da allora la Grotta è meta d’incontro di migliaia di fedeli. Ogni 12 aprile si ricorda l’Apparizione con una solenne celebrazione. Memorabile rimane anche la processione del 5 ottobre 1947.
Nel 1956 il Vicariato di Roma, dopo aver consentito la costruzione di una cappella nel luogo dell’Apparizione per il culto, ne affida la custodia ai Francescani Minori Conventuali per il servizio religioso.
Nel 1997 il Santo Padre, Giovanni Paolo II, ha approvato la denominazione del Luogo in “Santa Maria del Terzo Millennio alle Tre Fontane”..  

 

numerologia


Le autostrade in Italia sono le seguenti:
 A1 Autostrada del Sole (Milano – Napoli)
A3 (Napoli – Reggio Calabria)
A4 Autostrada Serenissima (Torino – Trieste)
A5Autostrada della Valle d’Aosta (Torino – Aosta – Monte Bianco)
A6 La Verdemare (Torino – Savona)
A7 Autostrada dei Fiori (Milano – Genova)
A8Autostrada dei Laghi (Milano – Varese)
A9Autostrada dei Laghi (Milano – Como – Chiasso)
A10 Autostrada dei Fiori (Genova – Ventimiglia)
A11 Firenze-Mare (Firenze – Pisa Nord)
A12 Autostrada Azzurra (Genova – Rosignano / Civitavecchia – Roma)
A13 (Bologna – Padova)
A14Autostrada Adriatica (Bologna – Taranto)
A15Autostrada della Cisa (Parma – La Spezia)
A16Autostrada dei Due Mari (Napoli – Canosa)
A18 (Messina – Catania / Siracusa – Rosolini)
A19 (Palermo – Catania)
A20 (Messina – Palermo)
A21 Autostrada dei Vini (Torino – Piacenza – Brescia)
A22 Autostrada del Brennero (Brennero – Modena)
A23 Autostrada Alpe-Adria (Palmanova – Tarvisio)
A24 Strada dei Parchi (Roma – L’Aquila – Teramo)
A25Strada dei Parchi (Torano – Chieti)
A26 Autostrada dei Trafori (Voltri – Gravellona Toce)
A27 Autostrada di Alemagna (Mestre – Belluno)
A28 (Portogruaro – Pordenone – Conegliano)
Autostrada del Sale (Palermo – Mazara del Vallo)
A30 (Caserta – Salerno)
A31Autostrada della Val d’Astico (Piovene Rocchette – Vicenza)
A32 Autostrada del Frejus (Torino – Bardonecchia)
A33 Autostrada delle Langhe (Asti – Cuneo)
A91 (Roma – Fiumicino)
Autostrada Catania-Siracusa (Catania – Villasmundo)
Autostrade in costruzione
 
 Autostrade in costruzione
A28 (prolungamento fino all’A27)
A31 (Vicenza – Rovigo)
A33 (Asti – Cuneo)
BreBeMi (Brescia – Milano)
Pedemontana (Bergamo – Varese)
Raccordo Ospitaletto-Montichiari (By-pass di Brescia)
Variante di Valico (Bologna – Prato)
RA17 (Villesse – Gorizia)
 Numerazioni obsolete/riassegnate
ex A2, ora A1 (Roma – Napoli)
ex A4, ora A57 (Tangenziale di Mestre)
ex A16, ora A12 (Roma – Civitavecchia)
ex A17, ora A14 e A16 (Napoli – Bari)
ex A18, ora A4/A5 (Ivrea – Santhià)
ex A26, ora A4/A26 (Stroppiana – Santhià)
 Tangenziali
Questa lista elenca le tangenziali che sono classificate come autostrade.
A50 Tangenziale Ovest di Milano (San Giuliano Milanese – Rho)
A51 Tangenziale Est di Milano (San Donato Milanese – Usmate)
A52 Tangenziale Nord di Milano (Sesto San Giovanni – Paderno Dugnano)
A54 Tangenziale di Pavia (Pavia Nord – San Martino Siccomario)
A55 Tangenziali di Torino (Falchera – Rivoli – Trofarello)
A56 Tangenziale di Napoli (Napoli – Pozzuoli)
A57Tangenziale di Mestre (Dolo – Quarto d’Altino)
GRA Grande Raccordo Anulare (Roma)
RA 1 Tangenziale di Bologna (Bologna)
RA  15 Tangenziale di Catania (Catania)
 Trafori
Questa lista elenca i tunnel che sono classificati come autostrade e che hanno ricevuto una numerazione propria.
T1 Traforo del Monte Bianco
T2 Traforo del Gran San Bernardo
T4 Traforo del Frejus
 Numerazioni obsolete
ex T3, ora SP225 (Traforo di Bargagli-Ferriere)
StellaStellaStellaStellaStella
 
in questo lungo elenco vi siete accorti che mancano l’A17????
ovvio,  nella superstiziosissima Italia il 17 è un numero da cui ci si tiene alla larga. Si dice che negli aerei manchi la fila 17 (oltre alla numero 13), anche se penso che : la fila numero 17 rimane la numero 17 anche con un’altra etichetta: perché mai la sfiga (che come è noto ci vede benissimo) dovrebbe lasciarsi ingannare da uno stratagemma così grossolano?  perfino che l’autostrada A17 non esiste e si favoleggia di una imprecisata A16bis, anche se le cose non stanno proprio così: in effetti l’A17 esiste, è il raccordo Roma-Fiumicino, ma sui cartelli la sua indicazione è “A” senza alcun numero.
anche negli alberghi la stanza 17 non esiste..dicono non esista….mi informerò da chi è nel settore…mentre si dice che in quelli internazionali, non  esiste la camera con il n°13/113/213 eccetera, poichè solo in italia il 17 porta male —forse qui da noi il 13 porta bene forse a causa delle schedine …..   mahhh….chi ne sa di piu?
carissimi amici , vi lascio qui il mio buon fine settimana…nel caso in cui
non riuscissi a salutarvi personalmente…qui metereologicamente tempo incerto…
ma   di  sicuro c’è……—–> il mio sorriso  x voi….

Divina misericordia -la prima domenica dopo Pasqua


Il disegno essenziale di questo quadro è stato mostrato a suor Faustina nella visione del 22 febbraio 1931 nella cella del convento di Płock. “La sera, stando nella mia cella – scrive suor Faustina – vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido (…) Dopo un istante, Gesù mi disse, Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù confido in Te” Tre anni dopo a Vilnius Gesù ha spiegato il significato dei raggi: “I due raggi rappresentano il Sangue e l’Acqua” Non si tratta qui di un qualche effetto artistico, ma di una simbologia del quadro estremamente profonda.

Agli elementi essenziali del quadro appartengono le parole poste in basso: “Gesù, confido in Te“.  “Gesù mi ricordò (…) che queste tre parole dovevano essere messe in evidenza” Gesù ha definito un altro particolare di questo quadro, ha detto infatti: “Il Mio sguardo da questa immagine è tale e quale al Mio sguardo dalla croce”

Il cosiddetto “luogo teologico” è stato indicato dallo stesso Gesù, legando la benedizione del quadro e la sua pubblica venerazione alla liturgia della prima domenica dopo Pasqua. La Chiesa legge in quel giorno il Vangelo sull’apparizione di Gesù risorto nel Cenacolo e sull’istituzione del sacramento della penitenza (Gv 20, 19-29).

A questa scena del Cenacolo si sovrappone l’avvenimento del Venerdì Santo: la crocifissione e la trafittura del Cuore di Gesù con la lancia. “Entrambi i raggi uscirono dall’intimo della Mia misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia” Gesù ha spiegato poi che “il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime”

Le promesse legate alla venerazione dell’immagine.

Gesù ha definito con molta chiarezza tre promesse:

– “L’anima che venererà questa immagine, non perirà” :cioè ha promesso la salvezza eterna.

– “Prometto pure già su questa terra (…) la vittoria sui nemici” : si tratta dei nemici della salvezza e del raggiungimento di grandi progressi sulla via della perfezione cristiana.

– “Io stesso la difenderò come Mia propria gloria” nell’ora della morte : ha cioè promesso la grazia di una morte felice.

Il primo quadro della Divina Misericordia fu dipinto a Vilnius, nel 1934, dal pittore Eugenio Kazimirowski.

Santa Faustina nacque il 25 agosto 1905, terza di dieci figli, da Marianna e Stanislao Kowalski, contadini del villaggio di Glogowiec (attualmente diocesi di Wloclawek). Al battesimo nella chiesa parrocchiale di lwinice Warckie le fu dato il nome di Elena. Fin dall’infanzia si distinse per l’amore, per la preghiera, per la laboriosità, per l’obbedienza e per una grande sensibilità verso la povertà umana. All’età di nove anni ricevette la Prima Comunione; fu per lei un’esperienza profonda perché‚ ebbe subito la consapevolezza della presenza dell’Ospite Divino nella sua anima. Frequentò la scuola per appena tre anni scarsi. Ancora adolescente abbandonò la casa dei genitori e andò a servizio presso alcune famiglie benestanti di Aleksandrow, lodl e Ostrowek, per mantenersi e per aiutare i genitori.
Fin dal settimo anno di vita avvertì nella sua anima la vocazione religiosa, ma non avendo il consenso dei genitori per entrare nel convento, cercava di sopprimerla. Sollecitata poi da una visione di Cristo sofferente, partì per Varsavia dove il 10 agosto del 1925 entrò nel convento delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia. Col nome di Suor Maria Faustina trascorse in convento tredici anni in diverse case della Congregazione, soprattutto a Cracovia, Vilnius e Plock, lavorando come cuoca, giardiniera e portinaia.
All’esterno nessun segno faceva sospettare la sua vita mistica straordinariamente ricca. Svolgeva con diligenza tutti i lavori, osservava fedelmente le regole religiose, era riservata, silenziosa e nello stesso tempo piena di amore benevolo e disinteressato. La sua vita apparentemente ordinaria, monotona e grigia nascondeva in sè una profonda e straordinaria unione con Dio.
Gli anni della sua vita religiosa abbondarono di grazie straordinarie: le rivelazioni, le visioni, le stigmate nascoste, la partecipazione alla passione del Signore, il dono dell’ubiquità, il dono di leggere nelle anime, il dono della profezia e il raro dono del fidanzamento e dello sposalizio mistico.
La missione di Suor Faustina consiste in tre compiti:
– Avvicinare e proclamare al mondo la verità rivelata nella Sacra Scrittura sull’amore misericordioso di Dio per ogni uomo.
– Implorare la misericordia Divina per tutto il mondo, soprattutto per i peccatori, tra l’altro attraverso la prassi delle nuove forme di culto della Divina Misericordia indicate da Gesù: l’immagine di Cristo con la scritta: Gesù confido in Te, la festa della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua, la coroncina alla Divina Misericordia e la preghiera nell’ora della Misericordia (ore 15). A queste forme del culto e anche alla diffusione della devozione alla Divina Misericordia il Signore allegava grandi promesse a condizione dell’affidamento a Dio e dell’amore attivo per il prossimo.
– Ispirare un movimento apostolico della Divina Misericordia con il compito di proclamare e implorare la misericordia Divina per il mondo e di aspirare alla perfezione cristiana sulla via indicata da Suor Faustina. Si tratta della via che prescrive un atteggiamento di fiducia filiale in Dio, che si esprime nell’adempimento della Sua volontà e nell’atteggiamento misericordioso verso il prossimo.
Suor Faustina, distrutta dalla malattia e da varie sofferenze che sopportava volentieri come sacrificio per i peccatori, nella pienezza della maturità spirituale e misticamente unita a Dio, morì a Cracovia il 5 ottobre 1938 all’età di appena 33 anni. La fama della santità della sua vita crebbe insieme alla diffusione del culto della Divina Misericordia e secondo le grazie ottenute tramite la sua intercessione. Negli anni 1965-67 si svolse a Cracovia il processo informativo relativo alla sua vita e alle sue virtù e nel 1968 iniziò a Roma il processo di beatificazione che si concluse nel dicembre del 1992. Il 18 aprile del 1993, sulla piazza di San Pietro a Roma, il Santo Padre Giovanni Paolo II l’ha beatificata e il 30 aprile 2000, Anno del Gande Giubileo del 2000, l’ha canonizzata.
Le reliquie di Suor Faustina attualmente sono sparse nel mondo in varie chiese. La tomba con i pochi resti corporali sono conservati nella cappella della casa a Cracovia dove si recava a pregare. Le reliquie sono anche esposte nel Santuario della Divina Misericordia, Chiesa Santo Spirito in Sassia.

Si recita con la corona del Rosario.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Padre Nostro, Ave Maria, Credo.

Sui grani del Padre Nostro si dice:

Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani dell’Ave Maria si dice:

Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Alla fine si dice tre volte:

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.

si termina con l’invocazione

O Sangue e Acqua ,che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi,confido in Te

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

-dal web-

Se solo sapessi


ANGES67KSe tu sapessi con quanto amore seguo i tuoi passi

Se tu sapessi con quanto amore
asciugo le tue lacrime
Se tu sapessi con quanto amore
ti prendo per mano affinché tu non cada
Se tu sapessi con quanto amore ti guardo
mentre annaspi nel caos della vita
E ogni istante, minuto, ora
della giornata ti sono accanto.

In ogni tuo respiro prende vita il mio battito d’ali

In ogni tuo sguardo prende vita il mio sorriso
Vorrei volare assieme a te,
e forse un giorno lo faremo
quando sarai consapevole della tua divinità
aprirai le ali e volerai felice
capirai cosa sono, e quanto ti amo.

Ora non volo ma cammino assieme a te
a fianco a te. Io sono il tuo angelo
quello della tua anima, del tuo cuore
quell’angelo che ogni mattina ti sveglia con un bacio

e ogni notte, apre le sue ali per riscaldarti il cuore.

Io sono il tuo angelo,
quello che mai ti abbandonerà
quell’angelo che aspetta solo un tuo …si….
per rivelarsi al tuo cuore.
Se tu sapessi con quanto amore guardo il tuo sguardo
che a volte è così triste e non ce la fa a vedere la luce.
Se tu sapessi con quanto amore stringo al tua mano
quando scrivi parole che non riesci a condividere
se tu sapessi con quanta gioia
mi stringo al tuo cuore quando regali un sorriso.
Se tu sapessi.. che ti sono accanto sempre
in ogni stante e maggiormente nei momenti difficili.
Raccolgo i ricordi più belli che a volte tendi a dimenticare
raccolgo l’amore seppellito nel tuo cuore
e te lo ripropongo attraverso gli incontri casuali958540m3goq4jdwx
attraverso il tuo stesso sguardo riflesso su di uno specchio.

Se solo sapessi quanto soffro insieme a te dell’amaro della vita
Vorrei accarezzarti con mani di carne..
ma lo sussurro a chi ti sta accanto..
vorrei dirti le parole più vere dell’amore,
ma lo suggerisco a chi ti regala una parola.
Vorrei vederti raccogliere tutto l’amore che semini
per sentirti soddisfatto della tua vita
ma come ogni cosa.. il tempo lascerà crescere il frutto che tu stesso hai fatto nascere.

Gioisci perché attraverso le tue mani
io regalo l’amore a chi ha la fortuna di incontrarti.
Tu non lo sai forse ma io sono il tuo angelo..
quello che mai ti abbandonerà e che è qui solo per te
e grazie a te può amare il mondo.

1kithbluangel

classifiche

Nella coppia le donne fanno la differenza!


E che differenza!!!

Si racconta che una volta il presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, andò a cena fuori con la moglie Michelle e, volendo fare qualcosa di diverso e fuori dalla routine, decise di andare in un normale ristorante e non, come al solito, in uno di lusso.
Seduti al tavolo, il proprietario si avvicinò e chiese alle guardie del corpo di permettergli di andare a salutare la moglie del presidente. E così fece.
Una volta andato via il proprietario, Obama chiese a Michelle:
«Perché quell’uomo aveva tanto interesse a salutarti?»
La moglie rispose:
«In gioventù quest’uomo è stato per lungo tempo innamorato di me.»
Il presidente disse:
«Ah, questo significa che se lo avessi sposato, oggi saresti la proprietaria di questo ristorante!»
Michelle rispose:
«No, tesoro… Se avessi sposato quell’uomo, lui sarebbe l’attuale presidente degli Stati Uniti d’America!»

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classifiche

 

Don Roberto Fiscer – Con quella faccia


27 marzo


27 marzo

790: inventate le stringhe per le scarpe
1841: primo collaudo di una locomotiva a vapore
1849: Joseph Couch brevetta il primo martello a percussione spinto a vapore
1855: Abraham Gesner brevetta il kerosene
1860: M. L. Byrn brevetta il cavatappi
1866: Andrew Rankin brevetta il pappagallo (orinatoio usato per le persone inferme)
1914: effettuata in Belgio la prima trasfusione di sangue andata a buon fine

dal web

campa cavallo



si dice campa cavallo
xkè c’era un contadino con il cavallo sfinito che sulla strada sassosa si stava x arrendere …
allora lo incoraggiò dicendogli…campa cavallino mio…finchè non spunta un filo d’erba fresca ed allora potrai sfamarti…

grazie agli amici che in questi gg di mia assenza si sn preoccupati…
tutto ok…grazie…sono solo un pò piu’ indaffarata….
ma sto bene, un grazie di cuore, vvb

pi greco day


chi cercava per oggi un pretesto x festeggiare eccolo:…pare che oggi in tutto il mondo diversi dipartimenti accademici celebrano il giorno di PI Greco, che nello stile anglosassone viene indicato con 3/14

  Introdotto nel 1706 dal matematico inglese William Jones, a renderlo famoso fu lo svizzero Eulero, genio dell’Illuminismo. L’applicazione più nota anche ai profani resta quella legata alla geometria piana, dove esprime il rapporto tra la circonferenza e il diametro di un cerchio o l’area di un cerchio di raggio uno. Dal mondo accademico statunitense arrivò l’idea di dedicargli una giornata celebrativa, la prima si tenne nel 1988 all’Exploratorium di San Francisco. La data venne ricavata dal valore approssimativo che gli viene dato, ossia 3,14. In questo giorno, nei dipartimenti di matematica di mezzo mondo ci si ritrova a gustare torte di frutta e biscotti che richiamano il simbolo del “pi greco”. Alla festa ha preso parte anche Google nel 2010, pubblicando un doodle locale (visibile in Italia e in numerosi paesi europei e di altri continenti).
 dal web