prometti a te stesso


Prometti a te stesso di essere così forte che nulla potrà distruggere la serenità della tua mente. Prometti a te stesso di parlare di bontà, di bellezza e di amore ad ogni persona che incontri,
di fare sentire a tutti i tuoi amici che cè qualcosa di grande in loro,
e di lottare perché il tuo ottimismo diventi realtà.
Prometti a te stesso di pensare solo al meglio, di lavorare per il meglio,
di aspettarti solo il meglio.
Prometti a te stesso di dimenticare gli errori del passato per guardare a quanto di grande puoi fare in futuro, di essere sereno in ogni circostanza e di regalare un sorriso ad ogni creatura che incontri, di dedicare così tanto tempo a migliorare il tuo carattere da non avere tempo per criticare gli altri.
Prometti a te stesso di essere troppo nobile per lira, troppo forte per la natura, troppo felice per lasciarti vincere dal dolore.

Festa dell’Europa


Il giorno europeo o festa dell’Europa si celebra il 9 maggio di ogni anno. Questa data ricorda il giorno del 1950 in cui vi fu la presentazione da parte di Robert Schuman del piano di cooperazione economica, ideato da Jean Monnet (cosiddetta Dichiarazione Schuman), che segna l’inizio del processo d’integrazione europea con l’obiettivo di una futura unione federale.

La data coincide anche con il giorno che segna, de facto, la fine della Seconda guerra mondiale: il 9 maggio è infatti il giorno successivo alla firma della capitolazione nazista, quando furono catturati Hermann Göring e Vidkun Quisling.

Il Consiglio d’Europa ha celebrato il 5 maggio come “Giorno dell’Europa” fino dal 1964, ricordando la propria fondazione avvenuta il 5 maggio 1949.

La Comunità Economica Europea adottò invece come “Giorno dell’Europa” il 9 maggio in occasione del summit tenutosi a Milano nel 1985, in ricordo della proposta che Robert Schuman presentò il 9 maggio 1950 per la creazione di un nucleo economico europeo, a partire dalla messa in comune delle riserve di carbone e acciaio, come primo passo verso una futura Europa federale indispensabile al mantenimento della pace.

Il giorno coincide con la Giornata della Vittoria dell’Unione Sovietica (quella di molti paesi europei occidentali cade l’8 maggio).

dal web

Curiosità di oggi


SapeviChe

A cavallo fra diciottesimo e diciannovesimo secolo i pompieri dovevano necessariamente possedere una barba completa.

Poiché non erano ancora stati inventati i macchinari respiratori, era pratica diffusa inumidirsi completamente i peli del volto per poi avvolgerli e stringerli tra i denti come un panno.

In questo modo costituivano una specie di filtro rudimentale naturale in grado di intrappolare le polveri cineree di maggiori dimensioni.

📚 Fonte

🧠Sapiens³

Tienimi il posto


Tienimi l’ultimo posto, Dio.
Quello che non dà troppo nell’occhio,
in fondo alla tavola,
più vicino ai camerieri che ai festeggiati.

Perché non so stare con le persone importanti.
Non so vincere.
Non sono capace a far festa come gli altri.

Tienimi l’ultimo posto, Dio.
Quello che nessuno chiede.
Giù, in fondo al bus sgangherato
che trasporta i pendolari della misericordia
ogni giorno
dal peccato al perdono.

Tienimi l’ultimo posto, Dio.
Quello in fondo alla fila.
Aspetterò il mio turno
e non protesterò se qualche prepotente
mi passerà davanti.

Tienimi l’ultimo posto, Dio.
Per me sarà perfetto
perché sarai tu a sceglierlo.
Sarò a mio agio.
e non dovrò vergognarmi
di tutti i miei errori.
Sarà il mio posto.
Sarà il posto di quelli come me.
Di quelli che arrivano ultimi,
e quasi sempre in ritardo,
ma arrivano
cascasse il mondo.
Tienimi quel posto, Dio mio.

Eric Pearlman

Curiosità dal mondo


⁣L’isola dei Fagiani, il posto che cambia stato ogni 6 mesi

L’isola dei Fagiani è un isolotto che sorge nel fiume Bidasoa, che segna il confine tra Francia e Spagna. Considerata un luogo neutrale durante tutto il medioevo, lo diventò ufficialmente nel 1856, quando fu stabilito che l’isola sarebbe stata amministrata insieme dai due stati. Per la precisione, la Spagna si occupa dell’isola dal 1° febbraio al 31 luglio, mentre la Francia dal 1° agosto al 31 gennaio.

@GanzialateSpaziali

🐠🐟 LE ORIGINI DEL PESCE D’APRILE 🐟🐠


Le origini del pesce d’aprile non sono certe, anche se sono state proposte diverse teorie. Prima dell’adozione del calendario Gregoriano, nel 1582, il Capodanno era celebrato tra il 25 marzo (la vecchia data dell’equinozio di primavera) e il 1 aprile.
Una delle ipotesi più accreditate vuole dunque che, a seguito del cambiamento di calendario, non tutti si abituarono alla modifica e vennero quindi additati come gli “sciocchi d’aprile”.
Da qui l’origine burlesca dell’1 aprile.

LA STORIA
In Europa, i festeggiamenti del primo d’aprile diventano usanza intorno alla fine del 1500: pochi anni dopo l’adozione del nuovo calendario Gregoriano. Nella Francia di Re Carlo IX e nella Germania degli Asburgo, la tradizione prende il via e si diffonde poi in Inghilterra (nel XVIII secolo) e negli altri stati europei.
La leggenda vuole che molti francesi, contrari a questo cambiamento o semplicemente sbadati, continuassero a scambiarsi regali tra marzo e aprile, festeggiando il Capodanno come ai vecchi tempi.
Dei burloni iniziarono così, per sbeffeggiarli, a consegnar loro regali assurdi o vuoti durante feste inesistenti. Nel regalo vuoto si poteva trovare un biglietto con scritto “poisson d’avril”: pesce d’aprile, in francese.
In Italia l’usanza dell’1 aprile è recente: risale agli anni tra il 1860 e il 1880. La prima città ad accogliere l’abitudine francese fu Genova, dove la passione per gli scherzi d’aprile sbarcò nel suo porto così vivace. La tradizione si radicò prima tra i ceti medio-alti, poi prese piede anche tra il resto della popolazione.
Fonte: http://www.focusjunior.it

I sermoni al parlamento italiano.


«Dev’esserci qualcosa di sbagliato nel cervello di quelli che trovano gloriosa o eccitante la guerra. Non è nulla di glorioso, nulla di eccitante, è solo una sporca tragedia sulla quale non puoi che piangere.»
– Oriana Fallaci

Dobbiamo dedicare la vita a prosciugare la fonte della guerra: le fabbriche di munizioni.
Albert Einstein, intervista, 1932

Premetto con il dire che trovo assurda questa opportunità di fare una videoconferenza al parlamento italiano con il premier di un paese in guerra, e per correttezza avrei voluto fosse stata data la stessa occasione all’altro leader.

N.B. le parti in grassetto sono le mie riflessioni

Che cosa ha detto il presidente dell’Ucraina, Zelensky, al Parlamento italiano. Il testo integrale

Caro popolo italiano,

oggi ho parlato con Papa Francesco e lui ha detto parole importanti.

Capisco il desiderio di pace come quello di difesa della propria patria, tutti hanno il dovere di difenderla.

Gli ho risposto dicendogli che il nostro popolo è stato costretto a trasformarsi in un esercito perché a causa dello spargimento di sangue sparso dall’esercito nemico. ( Ma quando mai??? Il problema in Ucraina nasce nel 2014 con prima il rovesciamento del presidente filo russo Janukovyc a favore di una presidenza Porosenkofilo filo europea (colui che firmò l’intesa del patto di ingesso in zona UE) e fortemente sponsorizzata dagli americani, che volevano destabilizzare l’area particolarmente strategica per la Russia. Da quel momento è stato un escalation di tensioni che vi ricordo hanno portato 8 anni di guerra civile, guerra che era già in corso all’interno del paese (Donbass ) e dove accadeva di tutto. L’annesione alla Russia probabilmente mette fine a 8 anni di guerra civile e porterà stabilità nel paese, sempre che gli americani attraverso le forze Nato non decidano di fare guerra. In questo caso l’instabilità si propagherà in Europa, non di certo a casa dei mandanti, gli USA).

A Firenze ho parlato e ho chiesto di ricordare il numero 79, il numero di bambini uccisi ora salito a 117, questo è il prezzo della procrastinazione di questa guerra.

La morte di questi innocenti davvero la scarichi tutta sul tuo nemico?

Sono migliaia le vite di feriti oltre alle case abbandonate. Nei quartieri delle città seppelliscono i morti nelle fosse comuni. 117 purtroppo non sarà il numero finale.

Fatti un esame di coscienza e vedi di far possibile di non mietere altre vittime al tuo popolo

Perché la Russia devasta la vita dei nostri civili? L’esercito russo non smette di uccidere e distruggere le città come Mariupol simile alla vostra città di Genova. Immaginate una Genova bruciata dalla quale scappano persone in macchine e pullman, un esodo per cercare di salvarsi.

Chissà come mai, uno stratega della comunicazione ha usato come termine di paragone proprio Genova, certo per il numero di abitanti simili a Mariupol, per il fatto che è una città di mare, ma soprattutto perché la ferita del crollo del ponte Morandi è ancora aperta, e sa benissimo come sia piu’ efficace toccare sentimenti cosi profondi di dolore.

Parlo da Kiev, la capitale da cui inizia la nostra cultura, quella di un grande popolo ora al limite della sopravvivenza e che dopo aver affrontato queste tragedie ha finalmente bisogno di una pace permanente, come la meriterebbe qualsiasi altra città del mondo.

La realtà però è che Kiev è colpita da missili e sirene aeree che suonano in continuazione. I russi saccheggiano i nostri beni, questo è già avvenuto nella storia con i nazisti proprio in Europa. Minano i porti, distruggono tutto.

Hai la coscienza pulita? Tu non hai fatto lo stesso in Donbass? Non sto dicendo che la guerra sia un atto giusto e dovuto, non lo è mai… ma certo è che tu bello mio hai tirato assai la corda e chi di spada ferisce di spada perisce, ricorda

Bisogna fare il possibile per garantire la pace dopo una sola persona al comando ha scelto di iniziare questa guerra.

Non si fermeranno all’Ucraina, il loro obiettivo è quello di influenzare l’intera Europa inficiando i valori della democrazia e della libertà, l’Ucraina è il cancello dell’esercito russo, ma la barbarie entrerà mai!

Non devi farci delle previsioni: gli eventi si susseguono sempre per causa/effetto.

certo è, che sei i nostri governati sono cosi polli come te ( e lo sembrano assai) avremo presto di cui preoccuparci

Noi ucraini vi siamo stati vicini durante la pandemia inviandovi i nostri medici cosi come voi durante l’ultima alluvione ci avete dato una grande mano.

Non si rifaccia ciò che si è fatto

L’invasione dura da 27 giorni, l’Europa deve continuare a emanare nuove sanzioni affinché l’ Ucraina non cerchi altri militari in giro per il mondo, serve mettere pressione alla Russia.

riassumendo,ci stai dando il sunto sul “dovete fare e non dovete fare.” Tutto ciò è un dictact di ricatti e “consigli”.

L’Ucraina è stata da sempre esportatrice di grano e prodotti indispensabili per le materie prime, per il cibo. Come possiamo seminare e avere una ricca raccolta se il nostro primo assillo è quello di difenderci dagli attacchi di artiglieria che non smettono mai? I prezzi cresceranno e le persone avranno bisogno di aiuto.

Conoscete bene gli ucraini, sapete che è un popolo di pace. Sapete chi ha voluto la guerra!

chi non ha colpe scagli la prima pietra

Dobbiamo bloccare tutto, congelare i loro beni, conti, immobili e gli attivi di tutti coloro che prendono decisioni in Russia. Dovete sostenere anche l’ embargo contro le navi russe che entrano nei vostri porti. Non dovete permettere eccezioni a nessuna banca russa.

Grazie, non abbiamo bisogno dei tuoi ammonimenti.

La guerra deve terminare al più presto e insieme a voi, l’Italia, l’Europa ricostruiremo l’Ucraina. Ammiro la vostra sincerità e forza nelle relazioni e so che valore ha per voi il significato della famiglia. Grazie per accogliere tanti profughi, 70.000 ucraini che sono stati costretti a fuggire, 25.000 sono bambini. In Italia è nato il primo bimbo ucraino scappato dalla guerra.

Vogliamo un’Ucraina di pace e voi dal primo giorno di guerra, voi ci avete sostenuto” Gli ucraini lo ricorderanno sempre!

Gli aiuti al popolo civile mi sembrano doverosi, ma sai, prima di venire a ricostruirti l’Ucraina, noi Italiani, avremmo molto da risolvere qui: famiglie terremotate che vivono ancora nei container, sistemare la sanità, sistemare le nostre autostrade, abbassare le tasse, creare posti di lavoro, aiutare le famiglie in difficoltà che crescono ogni giorno di piu’… quindi, caro amico, vedi che <Li guai di la pignata li sapi la cucchiara>, e queste sono priorità rispetto al vostro teatro, almeno per noi.

Grazie, Gloria Ucraina!

fonte:https://www.startmag.it/mondo/ecco-il-discorso-integrale-di-zelensky-al-parlamento-italiano/

Il discorso integrale del presidente del Consiglio Mario Draghi a Montecitorio dopo l’intervento di Zelensky

Presidente Zelensky, Presidente Casellati, Presidente Fico, caro ambasciatore dell’Ucraina, Senatrici e senatori, Deputate e deputati. A nome del Governo e mio personale, voglio ringraziare il Presidente Zelensky per la sua straordinaria testimonianza.

Ecco, appunto potresti parlare sono a nome tuo, e non mio dato che non mi rappresenti

Dall’inizio della guerra, l’Italia ha ammirato il coraggio, la determinazione, il patriottismo del Presidente Zelensky e dei cittadini ucraini. Il vostro popolo è diventato il vostro esercito, lei ha detto.

Non credo davvero che gli italiani lo definiscano coraggio e patriottismo, ha fatto un sondaggio per sapere cosa ne pensiamo?

L’arroganza del Governo russo si è scontrata con la dignità del popolo ucraino, che è riuscito a frenare le mire espansionistiche di Mosca e a imporre costi altissimi all’esercito invasore.

Arroganza è credere che l’Ucraina sia fermamente convinta di esser la vittima e di non aver responsabilità in questa guerra

La resistenza di Mariupol, Kharkiv, Odessa – e di tutti i luoghi su cui si abbatte la ferocia del Presidente Putin – è eroica. e forzata

Oggi l’Ucraina non difende soltanto se stessa.

Difende la nostra pace, la nostra libertà, la nostra sicurezza

Difende quell’ordine multilaterale basato sulle regole e sui diritti che abbiamo faticosamente costruito dal dopoguerra in poi.

L’Italia vi è profondamente grata.

La solidarietà mostrata dagli italiani verso il popolo ucraino è enorme.

Penso agli aiuti sanitari, alimentari, e di ogni genere che i nostri concittadini hanno inviato da subito verso l’Ucraina.

E penso all’accoglienza dei rifugiati – oltre 60.000 dall’inizio della guerra, la maggior parte dei quali donne e minori.

Gli italiani hanno spalancato le porte delle proprie case e delle scuole ai profughi ucraini, con quel senso di accoglienza che è l’orgoglio del nostro Paese.

Continueremo a farlo, grazie al lavoro incessante e alla grande professionalità delle Regioni, dei Comuni, della Protezione Civile, degli enti religiosi, di tutti i volontari.

Perché davanti all’inciviltà l’Italia non intende girarsi dall’altra parte.

Il Governo e il Parlamento sono in prima fila nel sostegno all’Ucraina. Magari, potremmo evitare di inviare armi, che dici?

Sin da subito, abbiamo offerto aiuti finanziari e umanitari e abbiamo risposto, insieme ai partner europei, alle richieste del Governo ucraino di assistenza per difendersi dall’invasione russa.

Siamo pronti a fare ancora di più. …..Insomma…. anche no

Abbiamo attivato corridoi speciali per i minori orfani e ci siamo impegnati in particolare per il trasferimento di persone fragili e malate.

Voglio ringraziare di nuovo il Parlamento – la maggioranza e il principale partito di opposizione – per aver approvato queste misure con unità e convinzione.

Nel decreto approvato venerdì, abbiamo poi stanziato nuovi fondi per finanziare lo sforzo di accoglienza verso i cittadini ucraini.

Vogliamo aiutare i rifugiati non solo ad avere una casa, ma anche a trovare un lavoro e a integrarsi nella nostra società.

Come hanno fatto i 236.000 ucraini che già vivono in Italia, a cui va ancora una volta tutta la mia vicinanza.

Le sanzioni che abbiamo concordato insieme ai nostri partner europei e del G7 hanno l’obiettivo di indurre il Governo russo a cessare le ostilità e a sedersi con serietà, soprattutto con sincerità, al tavolo dei negoziati.

Le sanzioni alla Russia sono solo una bella pugnalata agli italiani, e per questo certo non ti ringrazieremo

Davanti alla Russia che ci voleva divisi, ci siamo mostrati uniti – come Unione Europea e come Alleanza Atlantica.

Certo, tutti burattini comandanti dai fili manovrati dagli  yankee

Finora, queste sanzioni hanno colpito duramente l’economia e i mercati finanziari della Russia, e i patrimoni personali delle persone più vicine al Presidente Putin.

In Italia abbiamo congelato beni per oltre ottocento milioni di euro agli oligarchi colpiti dai provvedimenti dell’Unione Europea.

No, veramente avete colpito l’economia italiana: se i russi non compreranno piu’ qui… andranno altrove dove sono ben accetti ad arricchire le casse

Siamo anche impegnati per diversificare le nostre fonti di approvigionamento energetico, così da superare in tempi molto rapidi la nostra dipendenza dalla Russia.

Bè, ammettiamo onestamente, che comunque sarebbe stata una cosa da fare in realtà in un prossimo futuro

Allo stesso tempo, vogliamo disegnare un percorso di maggiore vicinanza dell’Ucraina all’Europa.

mah…. perchè dico io

Nelle scorse settimane è stato sottolineato come il processo di ingresso nell’Unione Europea sia lungo, fatto di riforme necessarie a garantire un’integrazione funzionante.

Voglio dire al Presidente Zelensky che l’Italia è al fianco dell’Ucraina in questo processo.

L’Italia vuole l’Ucraina nell’Unione Europea.

l’Ucraina ora non può dire che rispetta i principi di libertà, di democrazia,

dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, art. 6 TUE.

Quando l’orrore e la violenza sembrano avere il sopravvento, proprio allora dobbiamo difendere i diritti umani e civili, i valori democratici.

A chi scappa dalla guerra, dobbiamo offrire accoglienza.

Di fronte ai massacri, dobbiamo rispondere con gli aiuti, anche militari, alla resistenza.

la pace non si crea con le armi!

Al crescente isolamento del Presidente Putin, dobbiamo opporre l’unità della comunità internazionale.

L’Ucraina ha il diritto di essere sicura, libera, democratica.

L’Italia – il Governo, il Parlamento, e tutti i cittadini – sono con voi, Presidente Zelensky.

Grazie».

Aggiungerei: siamo con la popolazione sofferente, e confidiamo che vi ravvediate al piu’ presto per porre fine a questa disfatta, prima che qualche comico paesano si faccia prendere la mano dell’entusiasmo di giocare con i soldatini.

Vissero tutti felici e contenti?


Invece che con la frase «e vissero tutti felici e contenti» le fiabe tedesche finiscono con «se non sono morti, allora sono vivi ancora oggi».

La frase «und wenn sie nicht gestorben sind, dann leben sie noch heute», che assume un tono più inquietante rispetto alla versione italiana, avrebbe in realtà un significato positivo. Essa infatti darebbe un senso di realismo alle fiabe, spesso tramandate a voce, invitando il lettore/ascoltatore ad andare a cercare i protagonisti della storia che, se ancora vivi, potranno confermare il racconto.

Dal web

“IPOTETICAMENTE” a sua Santità Papa Francesco.


Sono rammaricata in questo mesi di guerra nel vedere come le comunicazioni in merito vengano abilmente manovrate e distorte.

Chi mi conosce sa quale sia il mio punto di vista, ma questo non è importante;

vorrei invece centrare l’attenzione sulla preghiera scritta dell’arcivescovo di Napoli per Papa Francesco sulla guerra in Ucraina.

Ecco cosa scriverei al Santo Padre se mi leggesse:

Santo Padre Francesco, mi permetto di scrivere le mie impressioni su alcuni aspetti della nostra vita sociale in cui da Lei mi sarei aspettata di più.

Mi riferisco per esempio alla lettura della preghiera per la pace scritta dall’arcivescovo di Napoli.

Sono rimasta basita da cattolica sentire da Lei queste parole:

“Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi misericordia di noi peccatori! Signore Gesù, nato sotto le bombe di Kiev, abbi pietà di noi! Signore Gesù, morto in braccio alla mamma in un bunker di Kharkiv, abbi pietà di noi! Signore Gesù, mandato ventenne al fronte, abbi pietà di noi! Signore Gesù, che vedi ancora le mani armate all’ombra della tua croce, abbi pietà di noi! Perdonaci Signore, se non contenti dei chiodi con i quali trafiggemmo la tua mano, continuiamo ad abbeverarci al sangue dei morti dilaniati dalle armi. Perdonaci, se queste mani che avevi creato per custodire, si sono trasformate in strumenti di morte. Perdonaci, Signore, se continuiamo ad uccidere nostro fratello, se continuiamo come Caino a togliere le pietre dal nostro campo per uccidere Abele. Perdonaci, se continuiamo a giustificare con la nostra fatica la crudeltà, se con il nostro dolore legittimiamo l’efferatezza dei nostri gesti. Perdonaci la guerra, Signore. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti imploriamo! Ferma la mano di Caino! Illumina la nostra coscienza, non sia fatta la nostra volontà, non abbandonarci al nostro agire! Fermaci, Signore, fermaci! E quando avrai fermato la mano di Caino, abbi cura anche di lui. È nostro fratello. O Signore, poni un freno alla violenza! Fermaci, Signore!”.

Come può notare ho evidenziato le due città menzionante dell’Ucraina.

In questa preghiera c’è una grave mancanza di rispetto e di umanità nel non ricordare tutte le vittime della guerra.

Non ci possiamo permettere di fare distinzione tra vittime.

Siamo tutti figli dello stesso Dio.

Credo proprio che lei l’abbia letta prima di proclamarla in tv, ma possibile che non si sia reso conto della gravità del pensiero espresso?

Avrei, altri concetti sui quali chiederle spiegazioni, ma la priorità oggi è questo dramma a cui stiamo prendendo parte: militarmente, economicamente, spiritualmente – siamo tutti responsabili se non gridiamo a gran voce che

per costruire la pace non ci devono essere forzature e ricatti, ognuno di noi è chiamato a rinunciare ad un poco delle proprie pretese e tendere la mano al nostro vicino iniziando a volersi rapportare con un dialogo onesto.

Altra rimostranza: a mio modesto avviso sarebbe l’ora di farla finita con le benedizioni delle armi da guerra, e dei missili.

In quinto comandamento ci dice: NON UCCIDERE.

Trovo giustissima la benedizione dei soldati, l’amministrare i sacramenti quali la comunione, confessione, estrema unzione, cresima a chi ne faccia richiesta.

Con rispetto a Sua Santità.

Rosa A.

Aumenti


22 l di diesel = 50 €

Scaffali vuoti all’ipercoop soprattutto quelli di pasta e farine.

Da: #Focus

COSA POSSO COMPRARE NEL MONDO CON UN EURO (E DOVE)?

CANADA:
UN BARATTOLO DI CIBO PER GATTI. Secondo una ricerca del 2018, in British Columbia del buon cibo per gatti costa meno che in ogni altro posto al mondo,appena1,29 dollari canadesi a barattolo (0,83 €).

CUBA:
UN BIGLIETTO DEL CINEMA. Nell’isola caraibica andare a vedere un film costa pochissimo per i nostri standard, e il biglietto oscilla tra uno e due pesos, ovvero da 85 centesimi a 1,70 euro.

VENEZUELA:
100 LITRI DI GAS. Nel Paese latino il gas viene venduto all’equivalente di un centesimo di euro al litro, estremamente economico se pensiamo che sulle nostre bollette costa dai 55 ai 70 centesimi.

Tempi duri


È stupefacente osservare come la maggior parte delle persone non legge, non si informa, non è interessata ad alcun approfondimento: in pratica non sa assolutamente nulla.
Ma non appena la televisione e la stampa generalista (oggi chiamate mainstream) raccontano una versione di una storia, la massa non esita a schierarsi ancora una volta senza sapere assolutamente nulla.
Questa massa è pericolosa perché è del tutto incapace al pensiero autonomo, fa tutto ciò che le viene detto di fare senza mai porsi alcuna domanda.

Ci hanno fatto bere la storia delle armi di distruzione di massa di Saddam, dell’antrace, dell’esportazione della democrazia consegnata a domicilio coi bombardieri militari e della “guerra umanitaria”.
Per indorare la pillola e far sentire meno il senso di colpa hanno raccontato delle “bombe intelligenti”, che poi se fossero state davvero intelligenti non si sarebbero mai sganciate da quegli aerei per finire inevitabilmente sulle case dei civili.
Hanno raccontato che dal fatidico 11 settembre il mondo era cambiato e che la paura da lì in avanti sarebbe diventata il leitmotiv della quotidianità e su questo punto in effetti hanno mantenuto la parola data.
Isis, al-Qaeda, telebani, terroristi islamici di ogni risma, lupi solitari, l’Occidente sotto assedio, Kim Jong-un, ebola, l’aviaria, la suina…
Non appena pareva che si potesse tirare un po’ di respiro, attaccavano con l’emergenza ambientale perché l’ansia e il senso di colpa fossero sempre sufficientemente alimentati, tuttavia senza mai modificare l’economia neoliberista sfrenata.

Oggi raccontano che ha totalmente ragione un fanatico, simpatizzante di gruppi estremisti filonazisti, ex attore trash che ogni giorno ricatta l’Europa chiedendole apertamente di entrare in guerra e di fare entrare l’Ucraina nella NATO, già continuamente allargatasi verso ad Est dal 1999, contravvenendo alla parola data.
Gli USA spingono, così Zelensky si sente forte e si permette di osare senza ritegno con i suoi toni aggressivi, esibendo sicumera e svelando tutte le intenzioni in campo.
È ora molto chiaro che questo conflitto sia stato pervicacemente voluto, provocato e sollecitato dagli amministratori delegati della NATO, cioè dagli USA, gli esportatori della democrazia, che da esso avevano e hanno tutto da guadagnare sul piano economico e strategico.
Putin, che santo non è intendiamoci, ha ammesso di essere stato messo nel sacco, ovvero di aver abboccato, ma di non avere molte alternative.

Ci raccontano anche che l’Italia, Paese che ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, come sancito dalla Costituzione, abbia accettato, per motivi umanitari naturalmente, di inviare armi in Ucraina, di fatto schierandosi militarmente e partecipando, se non con uomini, con mezzi militari.
Senza vergogna ci mostrano il ministro degli esteri della Repubblica italiana che dà del cane a Putin nel momento più critico e che nemmeno fa finta di chiedere scusa o di dimettersi.
Poi però, al loro via preparatevi a scatenare le bandiere della pace, ad assembrarvi in piazza a Firenze in barba a tutte le norme antivirus, col plauso, il sostegno e gli occhi gonfi di commozione e orgoglio del sindaco democratico della città medicea fino a ieri schierato a fianco degli odiatori seriali anti novax (intesi come categoria ontologica, chiaramente).

Bugie, bugie e ancora bugie, ma tanto la maggior parte delle persone che non legge, non si informa, non è interessata ad alcun approfondimento si beve tutto.
Klaus Schwab dichiara apertamente sul sito del WEF che la pandemia è stata il più grande esperimento sociale su scala planetaria? Tutto normale!
Ursula Albrecht insieme al marito von der Leyen di cui si fregia del blasonato cognome contribuiscono al fatturato da capogiro di Pfizer di questi ultimi 2 anni? Tranquilli, nessun problema!
Tuttavia per essere più sicuri, quegli sparuti giornalisti, professori, medici, filosofi e intellettuali che osano mettere in dubbio un certo tipo di narrazione vengono rapidamente accompagnati alla porta.

Certamente, tutta colpa del pipistrello e del pangolino, perché andrà tutto bene, ma distanziatevi socialmente, curate un virus letale con la vigile attesa, lasciate morire i vostri anziani da soli, accettate di non vederli per 2 anni, fate indossare le mascherine ai bambini nelle scuole, non fate fare attività sportive ai ragazzi, abbassate i pantaloni e assumete supposte grosse come missili rocket per salvare il Natale, poi la Befana e poi la Pasqua, fatevi controllare anche quando andate al cesso, accettate ogni qualsivoglia sopruso “per tornare presto alla normalità” e perché “ce lo chiede l’Europa”, celeberrimo slogan di nefasta montiana memoria.
Intanto fare un pieno all’auto è diventato costoso come noleggiare un jet executive, le aziende sono in ginocchio, le materie prime scarseggiano e la povertà avanza al galoppo.

Ormai la parabola storica dell’Occidente in toto è quella di una pluridecennale contrazione sociale, economica e soprattutto democratica, con una costante riduzione della rappresentatività della politica e degli spazi di agibilità della libera espressione.
E come accade sempre nelle situazioni di grave crisi, in Occidente ci preoccupiamo costantemente di spostare lo sguardo pubblico fuori di noi, dipingendo il nemico (Venezuela, Corea del Nord, Cina, Iran, ecc.) con i colori più tetri, in modo da far sospirare di sollievo le proprie cittadinanze (“per fortuna non siamo così brutti e cattivi!”), distogliendo l’attenzione dalla devastante e perdurante crisi interna (Cit. Prof. Andrea Zoch), complice l’agonizzante e autocelebrativo mondo giornalistico.

Oggi realmente “uno spettro si aggira per l’Europa”: lo spettro dell’incapacità, della mediocrazia e dell’autolesionismo dell’Unione Europea, che, fallimento dopo fallimento, bugia dopo bugia, sta preparando per le proprie popolazioni un futuro di assoluta miseria e graduale privazione delle libertà democratiche.

Stefano Manera

Lamette Gillette


SapeviChe

Le vecchie case americane potrebbero contenere migliaia di lamette all’interno delle proprie mura.

Nel 1903 Gillette commercializzò i primi rasoi di sicurezza, per permettere agli uomini di potersi radere a casa con facilità e presto si pose il problema dello smaltimento. Vennero utilizzati degli armadietti dei medicinali installati nei muri, dotati di fessure posteriori usate per gettare le lamette.

Il risultato è visibile nella foto scattata da Nancy Keenan, costruttrice di Atlanta, dopo la demolizione di una vecchia casa del 1920.

📚 Fonte

🧠Sapiens³

7+1 Marzo 2022


Premetto che non ho mai amato la festa della donna.
e NON l’ho mai festeggiata, e mi sento lontana mille anni dalla festa della donna, ribadisco che per me è una commemorazione di un triste evento, non certo l’occasione per trasgredire o festeggiare non so cosa.
Quest’anno però ho un motivo in piu’ per sorridere in questo giorno ed è la mia piccola Vittoria, la nostra piccola donnina di casa che ci scalda il cuore ogni giorno come un raggio di sole fa su una primula primaverile ricoperta di rugiada.
Unisco a lei il pensiero per mia figlia Simona, sangue del mio sangue che tra un sorriso, una carezza mille premure, ed un broncio è la <mia pienezza di vita>. Se non avessi avuto lei, non mi sarei salvata da sola per il vuoto di Martina.
Aggiungo il pensiero alla mia mamma che fino ai miei 20 anni è stato il fulcro della mia vita, poi siamo cresciute entrambe, ci siamo sempre volute un bene dell’anima e tra abbracci e scontri ora che non c’è piu’ non passa giorno che mi possa liberare dal suo pensiero.
Vedo i progressi che fa Vittoria, e penso a lei, penso che avrebbe potuto godere di questi momenti, avrebbe potuto gioire. La vita non va come vogliamo, va come deve andare, ma sono certa che non si perde nemmeno un sorriso di Vittoria, perché il mio cuore la invoca e condivide con lei ogni emozione.
Le mie nonne, sono state figure poco presenti nella mia vita, ma anche loro per me sono fondamentali per essere oggi ciò che sono: sono le mie radici, ed io onoro i miei avi in quanto sono il mio sangue.
Buona festa a noi donne, a noi fulcro della famiglia, e speranza dell’amore e dell’armonia famigliare.

nonna

mamma ed io
simona ed io
Vittoria ed io

Mercoledi delle ceneri,iniziamo la nostra scalata


Verso la fine del V° secolo, la chiesa introduce una innovazione nella celebrazione della Quaresima: il periodo quaresimale non inizia più alla domenica, ma al mercoledì, con l’imposizione delle ceneri sul capo dei fedeli in segno di penitenza e contrizione per le intemperanze carnevalesche.
Il Mercoledì delle Ceneri è il primo giorno della Quaresima, secondo il rito romano (in opposizione a quello ambrosiano in cui la Quaresima ancora oggi ha inizio la domenica successiva).
Le ceneri utilizzate per la celebrazione sono quelle ottenute bruciando le palme e gli ulivi benedetti l’anno prima nella Domenica delle Palme, il celebrante pronuncia inoltre la frase rituale “ricordati, uomo, che sei polvere ed in polvere ritornerai”.
Il Mercoledì delle Ceneri si celebra 46 giorni prima della Pasqua, è giorno di astinenza e digiuno, anche se questa parte del rito è sempre meno praticata.
Il conteggio dei 46 giorni inizia dallo stesso Mercoledi’ delle Ceneri e termina il Sabato che precede la Pasqua.

“Ma che discriminazione, è una tua scelta”



(Articolo di Alessandro Bagnato che sottoscrivo)


Questo è il messaggio che il 15 febbraio invierò a tutti i miei contatti.
Da dicembre per lo Stato non ho il diritto di salire su un treno, su un pullman, su un aereo, non ho il diritto di entrare in un bar, di andare al ristorante, di dormire in un albergo, di entrare in una piscina o in un museo. Dal 1 febbraio non ho il diritto di entrare nei negozi, in banca, alle poste. Da oggi, 15 febbraio, non avrò più il diritto di lavorare e guadagnarmi da vivere. Mi è rimasto il diritto di entrare nei negozi alimentari e quello, nel caso non avessi qualche risparmio da parte, di morire di fame. Mi è rimasto anche il dovere di pagare le tasse. Divieto in più divieto in meno, in questa situazione si trova oggi qualche milione di persone in Italia, molte delle quali impediti di lavorare.
E’ una tua scelta, magari penserai, basta vaccinarsi e tutto finisce.
E’ vero. Proprio come era una scelta dei professori degli anni ‘30 la loro espulsione dalle Università, bastava prendere la tessera fascista e tutto finiva. Ed era una scelta dei cristiani la loro persecuzione, bastava sacrificare all’Imperatore e tutto finiva. Che dire poi di chi sceglieva di farsi torturare dall’Inquisizione, bastava abiurare e il dolore finiva. E oggi non è forse una scelta quella della donna di subire violenza sessuale? Basta concedersi all’aggressore è la violenza sparisce. Strani tempi questi, in cui se qualcuno minaccia di farti saltare la vetrina se non gli dai 100 euro lo chiami mafioso ma ti sembra normale che lo Stato privi dello stipendio chi non fa del suo corpo quello che è stato deciso dall’alto per lui.
Forse l’istinto ti fa dire che sono cose diverse. Lo sono, con elementi in comune: violenza e discriminazione per ragioni politiche. Se pensi che in questo caso ci siano invece delle ragioni mediche, mi spiace, non sei informato. Non ce ne sono mai state, era noto alla comunità scientifica ben prima che queste misure venissero inserite, ma ora tutti, persino i virologi di corte, lo ammettono candidamente in TV, questa settimana Crisanti e Bassetti.
Allora anche l’obbligo delle cinture di sicurezza è una discriminazione, ti sento ribattere. Davvero? Ti sembra la stessa cosa indossare delle cinture per qualche minuto o qualche ora e accettare un trattamento sanitario sul tuo corpo che ha esiti permanenti, esiti che le case produttrici dichiarano di non conoscere? E soprattutto: ti sembra che la pena prevista per non indossare le cinture sia paragonabile a quella che subisce chi non accetta di subire questo trattamento?
Ti chiederai perché sto scrivendo a te questo messaggio. Lo sto inviando a tutti miei contatti, senza escludere nessuno. So che raggiungerà tanti nella mia stessa condizione, che magari lo adatteranno e lo inoltreranno a loro volta. Raggiungerà altri che a questo ricatto hanno dovuto loro malgrado sottostare e altri che condividono ciò che scrivo e che pur non essendo nella mia situazione si stanno adoperando per fare cessare questo abominio. Ma il messaggio raggiungerà anche persone che lo accoglieranno con fastidio, alcune con molto fastidio. E’ a loro che soprattutto mi rivolgo.
Vedi, questa infamia finirà e i responsabili pagheranno per le loro colpe, come è sempre avvenuto nella storia quando lo Stato si fa tiranno. Ma nella storia è anche sempre avvenuto che la gente comune fuori dai palazzi se la sia poi cavata con queste frasi: non me ne ero accorto, avevo sottovalutato, non ero informato bene, non lo sapevo.
Ecco. Ora lo sai.
Italia, 15 febbraio 2022

Piantare in Nasso


Oggi ho scoperto che si dice “Piantare in Nasso” e non piantare in asso?

“L’espressione “piantare in Nasso” ha origine dalla mitologia greca: Arianna, dopo aver aiutato con il suo filo l’eroe ateniese Teseo a sconfiggere il Minotauro e ad uscire dal labirinto di Cnosso, fugge insieme agli ateniesi, ma viene abbandonata (“piantata”) da Teseo sull’isola di Nasso, per motivi che il mito non chiarisce. L’episodio è citato ad esempio da Ovidio nei Fasti e da Igino nelle Fabulae. “

Via Caterina Rossi


Sono sempre stata affascinata da tutti questi palazzi uguali in via Caterina Rossi a Sestri Ponente.

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Ho scoperto che nascono nel 1910 dove una volta c’era il viale delle Palme con un Grand Hotel di lusso poiché la cittadina era all’epoca una ridente stazione balneare e di turismo.
Ad inizio secolo diventò centro industriale ed arrivarono tantissimi operai, quindi l’hotel non aveva piu’ senso e furono costruite questi venti edifici che componevano un villaggio edificato da una cooperativa di operai.
Non vorrei sbagliarmi ma mi pare di ricordare che si era parlato di recuperare tutte le facciate dei palazzi, ma credo che non sia stato ancora fatto.
Non sono riuscita a capire nemmeno perché il nome della strada è dedicato a questa donna, di cui non so nulla: se qualche sestrino ha informazioni sarei curiosa di imparare.

Demone nero di Moneglia


Nel 1396, a Moneglia, fu eretta una chiesa votiva a San Giorgio, gestita dai francescani per circa due secoli.

La notte tra il 6 e il 7 gennaio, era scoppiata una terribile burrasca con tuoni e fulmini che squarciavano un cielo di nubi gonfie di pioggia. Il vento di mare fu tanto forte da portarsi via la croce del campanile della chiesa di San Giorgio e al suo posto, uscito da una saetta sulfurea, apparve un piccolo demone nero il quale prese a percorrere gli stretti vicoli del paese seminando rovine e disgrazie al punto che tutto il paese infuriato prese a inseguirlo con torce, forconi e amuleti.

Il demonio spaventato si tramutò allora in una bestia nera e si rifugiò in chiesa ai piedi di Sant’Antonio abate, protettore degli animali, ma il santo lo riconobbe e lo immobilizzò con il suo lungo bastone. Oggi il demone nero è ancora là tremante di paura, nel polittico della chiesa.

Sapiens³

MARIA BENEDETTI


Conosciuta in vita come Maria Benedetti, fu una donna molto anziana morta all’improvviso nel 1944, forse aggirandosi per botteghe; è solitamente descritta come spaesata, in cerca di indicazioni per tornare a casa sua, andata distrutta durante la II Guerra Mondiale.

Tra i famosi avvistamenti ci sono quelli del 1989 dove chiese indicazioni a dei ragazzi, scomparendo appena la persero di vista, o quello di un mendicante che si vide donare 100 lire del 1943. Nel 1994 invece venne vista da un parente, dal quale però scappò per poi essere investita da un auto, ma né la polizia, né i passanti trovarono nulla e venne vista in un bar, pagando con monete del 1940 e dimenticando un borsello contenente una chiave con un’immagine sacra: anche questa volta senza lasciare traccia.

Nel 1997 ci fu l’ultimo avvistamento, e gli esperti dicono che il prossimo avverrà proprio alla fine del 2022.

Regione: Liguria
Entità: Vecchina di Vico dei Librai

Dal web

4 febbraio 1966: Viene ufficialmente abolito l’Indice dei Libri proibiti.


4 febbraio 1966: Viene ufficialmente abolito l’Indice dei Libri proibiti.

Creato nel 1559 da Papa Paolo IV, l’indice proibiva una serie di testi, per lo più scritti da teologi protestanti, tacciati di eresia, reputati quindi sospetti o scandalosi.

Il decreto dell’Inquisizione puniva infatti con la scomunica chiunque avesse “scritto, stampato, venduto, comprato, dato in prestito o in dono, ricevuto, tenuto con sé o conservato uno qualsiasi dei libri scritti e elencati nell’Indice del Sant’Uffizio”

In circa 4 secoli di esistenza l’indice venne aggiornato almeno 20 volte (l’ultima nel 1959) e venne definitivamente abolito in seguito alle riforme del Concilio Vaticano II.

dal web

Basilisco e San Siro


Descritto nei Bestiari come avente testa, collo e petto di un gallo, con il corpo di un serpente, si dice il Basilisco nasca da un uovo deposto da un gallo appena compie 7 anni, poi covato da un rospo. Di dimensioni modeste, è letale per ogni forma di vita che incontri il suo sguardo ad eccezione della Donnola, unico animale che possa contrastarlo, mentre il canto del gallo gli è fatale. A metà del 300 San Siro di Genova affrontò un Basilisco che viveva in fondo al pozzo della città, avvelenando tutti col suo fiato; esorcizzandolo, lo costrinse ad uscire dal pozzo e lasciare Genova per non tornare mai più, sebbene molti vedano questo racconto come un’allegoria della lotta del Santo contro pagani ed eresie. Ancora oggi in Via San Siro a Genova esiste un bassorilievo del 1347 che recita Qui si trova il pozzo dal quale il beatissimo vescovo Siro fece uscire l’orribile serpente basilisco.

fonte: telegram

Il giorno della marmotta


Il Giorno della marmotta (Groundhog Day) è una festa celebrata negli Stati Uniti e in Canada ogni 2 febbraio.

Incentrata sul risveglio mattutino di un esemplare di marmotta americana, la festività consiste nell’osservare il suo rifugio: se l’animale esce e non vede la sua ombra perché il tempo è nuvoloso, l’inverno finirà presto; se invece vede la sua sagoma perché è una bella giornata, si spaventerà, tornerà di corsa nella sua tana e l’inverno continuerà per altre sei settimane.

Infatti, il cielo limpido nell’inverno nordamericano è associato a temperature molto basse, come vuole il detto «If Candlemas Day is bright and clear,
there’ll be two winters in the year», ovvero «Se il giorni della Candelora (2 febbraio) è limpido e sereno, ci saranno due inverni quest’anno».

📚 Fonte

🧠Sapiens³

I giorni della merla


Sono detti “Giorni della Merla” gli ultimi tre giorni di Gennaio (29-30-31).
La leggenda narra che inizialmente Gennaio contasse 28 giorni.
Alla fine di Gennaio, un giorno in cui un timido sole era apparso nel cielo, una coppia di merli decise di andare al palazzo del mese più freddo dell’anno per dirgli, ora che era finito il suo tempo, quel che pensavano di lui.
Arrivati al cospetto di Gennaio la merla comincio’ ad imprecare contro di lui concludendo “…ma ormai il tuo tempo è finito …non ti temiamo più”
Dopo la loro partenza Gennaio, indispettito, convinse il suo vicino di casa Febbraio a cedergli i suoi primi tre giorni, così che da allora Gennaio ne conta 31 e Febbraio 28.
E Gennaio ce la mise tutta e ce la mise tutta per rendere quei giorni freddissimi….
I poveri merli, che non se lo aspettavano e le cui piume erano parzialmente bianchi, non poterono fare altro che cercare riparo nei camini delle case da cui usciva il nero fumo del carbone , quando dopo tre giorni, all’ inizio di Febbraio, ne uscirono le loro piume erano tutte nere e grigio scuro.
Da allora Gennaio ha 31 giorni, Febbraio 28, i merli sono neri e gli ultimi tre giorni di Gennaio sono i più freddi dell’anno
http://www.lunario.com/index.php

La giornata della memoria di quest’ anno


📌 Alcuni docenti della scuola italiana, sulla base di logicissime considerazioni che vedono un tragico passato riproporsi con arrogante ferocia dinanzi ai nostri occhi, hanno suggerito di testimoniare l’orrore socio-politico di quest’ultimo anno attraverso un’iniziativa di pregevole spessore morale. Ve la propongo:

“Il 27 gennaio di ogni anno nelle scuole si tengono lezioni e conferenze in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Ovvero di chi venne discriminato dal regime e di chi si oppose ad esso.

Nella situazione attuale, che vede perpetrare ai danni degli studenti la più grave discriminazione dal tempo delle leggi razziali, tutto ciò ha il sapore di una recita ipocrita e di una beffa crudele. Molti ragazzi si troveranno a seguire le celebrazioni in didattica a distanza e in quarantena, in quanto allontanati da scuola solo perché si sono opposti a una legge discriminatoria.

Per questo proponiamo una forma di protesta, pacifica ma visibile, nei confronti di questi inaccettabili provvedimenti. Si tratta di non mandare a scuola bambini e ragazzi giovedì 27 gennaio e di giustificare l’assenza con la seguente dicitura:

Assente, nel Giorno della Memoria, per protesta nei confronti delle gravissime discriminazioni previste dai recenti provvedimenti legislativi.

Come scriveva Primo Levi, in ogni situazione “una facoltà ci è rimasta, e dobbiamo difenderla con ogni vigore perché è l’ultima: la facoltà di negare il nostro consenso”.

Si tratta di una protesta semplice, ma che, se effettuata da un numero consistente di genitori, potrebbe forse aiutare a sollevare il velo di silenzio in cui si sta consumando l’inaccettabile discriminazione di bambini e ragazzi nelle scuole italiane.

Vi invitiamo, perciò, a condividere e promuovere la proposta.”

Riflessione letta sul web, ma non ricordo la fonte esatta.

Italia fallita



Italia fallita. Ed
italiani con la i minuscola: sciagurati che con la loro complicità permettono la disfatta sociale e politica. Quando finirà tutto ( prima o poi succederà) loro saranno consapevoli che ci dovranno guardare negli occhi ed ammettere sì “ho sbagliato- ho permesso che i miei vicini venissero ghettizzati, mi sono girato dall’altra parte perché io era nella parte dei più, io ero nel giusto, loro no. Ed invece, eccomi a cospargere il mio capo di cenere.”
Ci incontreremo, ci vedremo, ci frequenteremo, ed io non vi disprezzo con l’astio che avete voi nei nostri confronti.
Ai negozianti: vedremo presto molte chiusure – potevate esser la differenza. C’è sempre un prezzo da pagare in conseguenza delle proprie scelte. Per tutto il resto c’è amazon😉🤣. Ad ogni male c’è il rimedio del tempo😉.
Il mio messaggio sarà sempre di tolleranza e benevolenza nella speranza che il bene vinca sempre sul male. Sono curiosa di vivere l’evolversi di tutta questa assurdità. Attendo con impazienza il momento che verrà per noi di uscire dall’unione europea ed eliminare l’euro, ce la faremo nei prossimi cinque anni? Non vedo all’orizzonte Uomini capaci di decisioni forti. Perché non fare un referendum ?

Tradizioni per l’ultimo dell’anno


1️⃣ In Germania, le persone, per predire il futuro, l’ultimo dell’anno sciolgono piccoli pezzi di piombo in un cucchiaio sopra una candela, quindi versano il liquido in acqua fredda. Le varie forme del Bleigießen (colata di piombo) che si visualizzano servono a rivelare cosa porterà l’anno che sta per cominciare.

Ad esempio, se il piombo forma una palla, la fortuna si farà strada, mentre la forma di una corona significa ricchezza; una croce significa morte e una stella porterà felicità.

Pâté de foie gras


 il pâtè

 di fegato sarà anche  un’indiscussa prelibatezza della grande cucina francese, e vanta antichissime origini, ma a me onestamente non mi stuzzica proprio;

il patè di fegato d’oca era già conosciuto dagli Egiziani nell’epoca dei faraoni.
In un affresco del 2500 a.C. scoperto a Sakkarah, vi è raffigurata la scena in cui sei egiziani sono indaffarati a ingozzare delle oche; questa abitudine era consueta anche presso gli antichi romani, che lo preparavano mischiandolo ad una miscela di fichi secchi tritati, latte e miele.
Col passare del tempo, il foie gras trova il suo massimo fulgore presso i reali di Francia, in particolare con Luigi XV e Luigi XVI, grazie a delle preparazioni raffinate come il prelibato “pasticcio di fegato grasso in crosta”.

La realtà delle fabbriche di “pate’ de foie gras” è sconosciuta a molte persone.

In queste fabbriche gli animali subiscono numerosi tipi di maltrattamento che vanno dall’assenza di norme igieniche, all’impossibilità di potersi muovere, all’alimentazione forzata,  e vi lascio tutto i dettagli alla vs immaginazione o alla vs voglia di documentarvi.

 

Nelle ultime due settimane di vita le oche e le anatre vengono nutrite più volte al giorno dalle 3 alle 8 volte con un pastone di cerali misti ad olio o di un pastone di mais cotto e salato con un tubo metallico di cirac 28 cm inserito nella gola che raggiunge direttamente il gozzo (causando gravi lesioni all’animale), la quantità di cibo è pari ad un terzo del loro peso, in questo modo il fegato raggiunge dimensioni fino a 10 volte superiore la dimensione normale. Questo trattamento è denominato “gavage” (ingozzamento) è causa negli animali una malattia al fegato denominata steatosi epatica.

Il fegato di questi animali è quindi malato.

 e qualcuno ancora lo compra e poi se lo mangia….
raffinatezze dei miei stivali….!!
pensate a ciò che fate entrare nel vs corpo… non contaminatelo….. sarebbe ora che che finisse questa crudeltà  e richiedere l’abolizione della produzione dello stesso.
in alternativa vi lascio questo piatto decisamente piu’ invitante a mio avviso.

Fitline!!! Che meravigliosa scoperta!‿︵‿︵ʚɞ‿︵‿︵ʚɞ


Ho provato con tantissime remore e molta diffidenza questo prodotto con mio marito.

Non ho mai creduto sull’efficacia degli integratori in generale, a parte alcuni e questo è uno di quelli che mi ha convinto a ricredermi.

Questo in particolare aiuta la pelle a reidratarsi dall’interno delle cellule, cosi pelle secca ed elasticità della pelle si riacquistano grazie al collagene.

Abbiamo notato evidenti miglioramenti sulla pelle del viso, ed in particolare sulle gambe di mio marito che ha sempre un problema di dermatite per quanto ha la pelle secca nonostante tutti i prodotti topici che usa.

Prima di prenderli ho fatto una bella ricerca su cosa avrei bevuto e sull’azienda.

Devo dire che mi ha tranquillizzato appurare con quanta serietà questa azienda lavori ed ora da un paio di settimane

lo stiamo bevendo in assoluta tranquillità sia per gli ingredienti, sia per l’etica aziendale che li commercializza.

Ci sono molti prodotti, che hanno suscitato ora la mia curiosità, piano piano li proverò e vi racconterò.

Se siete curiosi di sapere altro, o avete qualche cosa che volete risolvere chiedetemi pure,
quando si ha una chicca tra le mani è bello condividerla con gli amici♥

Buona giornata a tutti, e ricordate che a

Natale non dovete smettere mai di sognare…
ogni condizione fisica che crea problemi si puo’ risolvere

Super Auguri di Natale!

Qui nasceva Alberto Lupo


Genova 19 dicembre 1924: nasce, nel quartiere di Bolzaneto, Alberto Lupo, nome d’arte di Alberto Zoboli, attore e doppiatore di teatro, cinema e televisione, presentatore. Affascinante, dotato di rilevante presenza scenica e di una voce suadente, approda al cinema, nel 1954, con un ruolo nel film Ulisse, dopo aver iniziato la sua carriera a teatro nel 1946. Negli anni sessanta è protagonista indiscusso anche di fotoromanzi – riviste di racconti per immagini a uscita settimanale allora molto diffuse – come Bolero, Grand Hotel e Sogno. Alberto Lupo è stato l’interprete principale di diversi sceneggiati RAI, degli anni di Carosello, come l’indimenticato “La cittadella” del 1964. Ma il grande successo, in televisione, arriva nel 1971 quando viene scritturato per presentare “Teatro 10” insieme a Mina. Mitico il loro duetto per la sigla Parole Parole del programma, rimasta al primo posto nella hit parade dell’epoca per molte settimane.

Mina_alberto_lupo (1)

Di famiglia borghese (il padre dirigeva L’Istituto Gaslini di Bolzaneto) nacque a Bolzaneto in via Pastorino, e dimostrò fin dalla prima gioventù trascorsa a Pegli (una targa posta al civico 1 della Via Amerigo Vespucci ne ricorda la dimora) un vivo interesse per la recitazione, . A lui è dedicato con una targa il foyer del Teatro Rina e Gilberto Govi di Bolzaneto.

La lucciola di Natale


Ad adorare il bambino Gesù nella capanna di Betlemme insieme con gli altri animali accorsero anche gli insetti. Per non spaventare il piccolo restarono in gruppo sulla soglia. Ma Gesù, con un gesto delle rosee manine, li chiamò ed essi si precipitarono, portando i loro doni. L’ape offrì il suo dolce miele, la farfalla la bellezza dei suoi colori, la formica un chicco di riso, il baco un filo di finissima seta. La vespa, non sapendo che cosa offrire, promise che non avrebbe più punto nessuno, la mosca si offrì di vegliare, senza ronzare, il sonno di Gesù.

Solo un insetto piccolissimo non osò avvicinarsi al bambino, non avendo nulla da offrire.

Se ne stette timido sulla porta; eppure avrebbe tanto voluto dirgli il suo amore. Ma, mentre con il cuore grosso e la testa bassa stava per lasciare la capanna, udì una vocina: «E tu, piccolo insetto, perché non ti avvicini ?». Era Gesù stesso che glielo domandava. Allora, commosso l’insetto volò fino alla culla e si posò sulla manina del bambino.

Era così emozionato per l’attenzione ricevuta, che gli occhi gli si colmarono di lacrime. Scivolando giù, una lacrima cadde proprio sul piccolo palmo di Gesù. «Grazie», sorrise il bambinello. «Questo è un regalo bellissimo». In quel momento un raggio di luna, che curiosava dalla finestra, illuminò la lacrima. «Ecco è diventata una goccia di luce!», disse Gesù sorridendo. «Da oggi porterai sempre con te questo raggio luminoso. E ti chiamerai lucciola perché porterai con te la luce ovunque andrai».

La storia degli angeli dell’avvento ¤₪¤₪


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Gli angeli dell’Avvento sono quattro, proprio come le quattro settimane che preparano al Natale. Vengono in visita sulla Terra, indossando abiti di un colore diverso, ciascuno dei quali rappresenta una particolare qualità.

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L’angelo blu. Durante la prima settimana un grande angelo discende dal cielo per invitare gli uomini a prepararsi per il Natale. E’ vestito con un grande mantello blu, intessuto di silenzio e di pace. Il blu del suo mantello rappresenta appunto il silenzio e il raccoglimento.
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L’angelo rosso. Durante la seconda settimana un angelo con il mantello rosso scende dal cielo, portando con la mano sinistra un cesto vuoto. Il cesto è intessuto di raggi di sole e può contenere soltanto ciò che è leggero e delicato. L’angelo rosso passa su tutte le case e cerca, guarda nel cuore di tutti gli uomini, per vedere se trova un po’ di amore… Se lo trova, lo prende e lo mette nel cesto e lo porta in alto, in cielo. E lassù, le anime di tutti quelli che sono sepolti in Terra e tutti gli angeli prendono questo amore e ne fanno luce per le stelle. Il rosso del suo mantello rappresenta l’amore.Risultati immagini per gif animata angelo rosso
L’angelo bianco. Nella terza settimana un angelo bianco e luminoso discende sulla terra. Tiene nella mano destra un raggio di sole. Va verso gli uomini che conservano in cuore l’amore e li tocca con il suo raggio di luce. Essi si sentono felici perché nell’Inverno freddo e buio, sono rischiarati ed illuminati. Il sole brilla nei loro occhi, avvolge le loro mani, i loro piedi e tutto il corpo. Anche i più poveri e gli umili sono così trasformati ed assomigliano agli angeli, perché hanno l’amore nel cuore. Soltanto coloro che hanno l’amore nel cuore possono vedere l’angelo bianco… Il bianco rappresenta il simbolo della luce e brilla nel cuore di chi crede.Immagine correlata

L’angelo viola. Nella quarta e ultima settimana di Avvento, appare in cielo un angelo con il mantello viola. L’angelo viola passa su tutta la Terra tenendo con il braccio sinistro una cetra d’oro. Manca poco all’arrivo del Signore. Il colore viola è formato dall’unione del blu e del rosso, quindi il suo mantello rappresenta l’amore vero, quello profondo, che nasce quando si sta in silenzio e si ascolta la voce del Signore dentro di noi.dal web dividerdivider

 

corona dell’avvento

Ricordando l’avvento ¤₪


Sei il Dono del Padre  all’uomo infelice.

      Sei il Figlio che giunge per germogliare speranza

       Sei il Fratello che annuncia misericordia paterna. 

       Sei lo Sposo che si prende cura dell’uomo ingannato.

     Sei il Giorno   che viene dopo la notte tremenda.

        Sei la Pace   che scende dall’Alto.       

  Sei Giustizia di Dio  per l’uomo ingiusto.

     Sei la Verità che rallegra la vita.

     Sei la Misericordia che si stende feconda.   

  Sei la Parola  che comunica amore.

         Sei il Giudizio  che salva i peccatori.

Sei la Veste che copre la mia nudità.

VIENI, SIGNORE GESU’

Thanksgiving-day


Il Giorno del Ringraziamento (Thanksgiving Day in inglese) è una festa osservata negli Stati Uniti d’America (il quarto giovedì di novembre) e in Canada (il secondo lunedì di ottobre) in segno di gratitudine per la fine della stagione del raccolto.
Questa storica tradizione cristiana risale all’anno 1623
IL VIAGGIO DELLA MAYFLOWER
Ai tempi in cui ebbe inizio questa storia, andare dall’Inghilterra in America era un’impresa che richiedeva mesi di tempo e molto coraggio. Bisognava imbarcarsi su una nave di legno piccola, priva di comodità e abbastanza malsicura. Era proprio così la “Mayflower”, la nave che attraverso mille peripezie nel 1620 portò dalla città inglese di Plymouth alle coste del Massachusetts un gruppo di persone che non volevano più stare in Europa, dove la loro religione era perseguitata. Queste persone, che vennero chiamate “Pellegrini” volevano arrivare un po’ più a sud, la nave venne però spinta a nord da tempeste e gelidi venti. I suoi passeggeri morivano a uno a uno di stenti e malanni. Alla fine, decisero di sbarcare dove sarebbero approdati. La terra in cui arrivarono si rivelò dapprima poco ospitale. Era ormai quasi inverno e i Pellegrini cominciarono a costruire un villaggio di legno: lo chiamarono Plymouth. Quando arrivò la primavera, lavorarono la terra, aiutati dagli Indiani che già vivevano in quella zona e che insegnarono loro a coltivare il grano e ad allevare un animale che essi non avevano mai visto prima: il tacchino. Un anno dopo il loro burrascoso arrivo, i Pellegrini poterono fare il primo raccolto e, poiché erano molto religiosi, decisero di festeggiarlo ringraziando il Signore che aveva dato loro una terra generosa su cui vivere e lavorare. Il Giorno del Ringraziamento è, per gli Americani, un’ importante festa di famiglia, come il Natale in  quel giorno non si va né a scuola né al lavoro- ma si sta a casa con nonni, genitori, zii e cuginetti. In cucina, mamme nonne preparano un grandissimo pranzo a base di tacchino ripieno, con tanti buoni contorni, dolcetti farciti e budino freddo di zucca .
Il Giorno del Ringraziamento dà il via, in America, al periodo prenatalizio.

Nel giorno del ringraziamento, in tutte le città americane si svolgono parate con carri allegorici e festeggiamenti di ogni tipo. Il Presidente degli Stati Uniti è solito celebrare il giorno di festa mangiando con i soldati.
Il giorno del ringraziamento viene festeggiato anche nello stato libero associato di Porto Rico

 

il giorno del ringraziamento….. | sorridi ....domani è un nuovo giorno ........

UN ASINO CHIAMATO CULO



Un prete partecipò ad una corsa di paese con un asino chiamato Culo, e vinse.
Il parroco era così contento che disputò altre corse e vinse ancora. Pochi giorni dopo, il giornale locale pubblicò una nota in terza pagina che riportava:
“Il Culo del parroco vincitore su tutti”.
Avvertito, il Vescovo si infastidì per quel trafiletto e ordinò che l’asino non uscisse dal recinto.
Il giorno seguente il giornale pubblicò in seconda pagina:
“Il Culo del parroco chiuso dal Vescovo”.
Arrabbiato, il Vescovo ordinò al pastore di sbarazzarsi dell’asino, e questi decise di regalarlo ad una suora di un convento vicino, ma il giornale lo scoprì e pubblicò in prima pagina:
“Appartiene ad una suora il miglior Culo del paese”
Leggendo questo il Vescovo svenne, ma altri prelati della Curia informarono la suora che doveva assolutamente liberarsi dell’asino, al che lei lo cedette ad un contadino per una modesta somma.
Il giornale titolò quindi a caratteri cubitali:
“Suora vende il Culo per 100 €”
Urlante ed esasperato, il Vescovo ordinò alla suora di ricomprare il somaro, portarlo alle pianure e lasciarlo allo stato brado, dichiarando alla fine pubblicamente che non era più in suo possesso.
La prima pagina si trasformò in:
“Suora annuncia che finalmente il suo Culo è libero”
I funerali del Vescovo si tennero due giorni dopo.
Conclusione: preoccuparsi dell’opinione pubblica può portare dolore e sofferenza, ed anche accorciare la vita per lo stress.
Morale: smettetela di preoccuparvi del Culo degli altri, pensate solo al vostro e godetevi la vita. ( Cit. Efisio Fa)

Organi e psiche


Ti si ammala il fegato: quanta cazzo di rabbia hai tenuto dentro, facendola esplodere contro di te?
Ti si ammala il pancreas: quanto avresti bisogno di quell’amore infantile che hai trasformato in corazza?
Ti si ammalano i polmoni: hai talmente tante lacrime trattenute che potresti creare un nuovo oceano.
Ti si ammala il cuore: a quanti hai permesso di spezzartelo?
Ti si ammala l’intestino: devi averne trattenuta di merda invece di restituirla ai legittimi proprietari.
Ti si ammala il cervello: hai mai fatto la vita che volevi e le scelte che volevi?
Ti si ammalano gli occhi: a furia di posare lo sguardo su quello che non ti piace!
Ti si ammala lo stomaco: ti sei fatta andar giù emozioni avariate, fingendo che fossero prelibate.
Ti si ammalano le ginocchia: hai passato la vita piegata.
Ti si ammalano le gambe: hai fatto sempre la strada che ti hanno dettato gli altri senza mai scegliere veramente per te.
Ti si ammalano i piedi: prova un po’ a pensare a chi ti ha tolto la terra da sotto i piedi.
Ti si ammala la schiena: per forza! Hai portato in groppa cani e porci.
Ti si ammala la pelle: te lo ricordi tutte le volte in cui sei stata un tappetino, uno zerbino?
Ti si ammala il collo: questo è per tutte le volte che non hai avuto il coraggio di girare la testa dall’altra parte e andartene via da ciò che ti faceva male.

Dal web.

Credo fortemente che sia un collegamento tra malattie e che ci sia una relazione tra organi e psiche.

Il corpo ci parla sempre, voi che ne pensate?

Un post che non si vorrebbe mai fare….


Impossibile credere che deve essere un addio.

Come cerchi nell'acqua

MARGHIAN

SALVE. IO SONO MARGHIAN .SONO UNA PERSONA DI 68 ANNI, ABITO A TERRALBA, UN CENTRO DELLA PROVINCIA DI ORISTANO IN SARDEGNA. VIVO DA…View Complete Profile

Marghian…il buon caro Marghian, sempre gentile, la persona in assoluto più “buona” nel senso vero della parola ci ha lasciato oggi….

Non ci posso credere mi ha scritto 2 giorni fa aggiornandomi che lo stavano dimettendo dall’ospedale….

Sono veramente troppi quelli che ci hanno lasciato, lui era una presenza costante, dolce, tenera, amico sin dai primi tempi del blog, non ho davvero parole, solo un grande vuoto e una profonda tristezza…..

Ciao amico mio, spero che ora ovunque tu sia, possa essere sereno e stare bene, tranquillo con la tua musica, un forte abbraccio, mi mancherai davvero tanto, un forte abbraccio.

silvia

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Sacra santa verità


_Scritto dal sacerdote cattolico GABRIEL VILA VERDE, attualmente in Brasile

Viviamo in un’epoca in cui vogliono che i preti si sposino e le persone sposate divorzino.
Vogliono che gli eterosessuali abbiano relazioni non vincolanti, ma che i gay si sposino in chiesa.
Perché le donne si vestano da uomini e assumano ruoli maschili e gli uomini diventino “fragili” come donne.
Un bambino con solo cinque o sei anni di vita ha il diritto di decidere se sarà un uomo o una donna per il resto della sua vita, ma un bambino sotto i diciotto anni non può rispondere dei suoi crimini.
Non ci sono posti per i pazienti negli ospedali, ma ci sono incentivi e sponsorizzazioni per chi vuole cambiare sesso.
C’è un supporto psicologico gratuito per chi vuole uscire dall’eterosessualità e vivere l’omosessualità, ma non c’è supporto da esso per chi vuole uscire dall’omosessualità e vivere la propria eterosessualità e se ci provano, è un crimine.
Essere a favore della famiglia e della religione è dittatura, ma urinare sui crocifissi è libertà di espressione.
Se non è la fine dei tempi, deve essere la prova…”
Più chiaro dell’acqua!

Va cosi, infatti


Lascia che le cose si rompano, smetti di sforzarti di tenerle incollate.
Lascia che le persone si arrabbino.
Lascia che ti critichino, la loro reazione non è un problema tuo.
Lascia che tutto crolli, e non ti preoccupare del dopo.
Dove andrò?
Che farò?
Nessuno si è mai perso per la via, nessuno è mai rimasto senza riparo.
Ciò che è destinato ad andarsene se ne andrà comunque.
Ciò che dovrà rimanere, rimarrà comunque.
Troppo sforzo, non è mai buon segno, troppo sforzo è segno di conflitto con l’Universo.
Relazioni
Lavori
Case
Amici e grandi amori.
Consegna tutto alla Terra e al Cielo, annaffia quando puoi, prega e danza ma poi lascia che sbocci ciò che deve e che le foglie secche si stacchino da sole.
Quel che se ne va, lascia sempre spazio a qualcosa di nuovo: sono le leggi universali.
E non pensare mai che non ci sia più nulla di bello per te, solo che devi smettere di trattenere quel che va lasciato andare.
Solo quando il tuo viaggio sarà terminato, allora finiranno le possibilità, ma fino a quel momento, lascia che tutto crolli, lascia andare.

[Claudia Crispolti]

Preso da chicca

Brooklyn Supreme


Brooklyn Supreme (1928-1948), il cavallo più pesante della storia.

Nato a Minneapolis, Minnesota, Brooklyn Supreme raggiunse negli anni ’40 il peso record di 1451 kg. Per la sua taglia, è anche accreditato da alcuni come cavallo più grande mai vissuto, misurando 2 m di altezza per 3.10 m di circonferenza. Per ferrare i suoi zoccoli furono necessari in tutto 76 cm di ferro.

Per la maggior parte della sua vita sotto i riflettori visse in Iowa, dove il padrone lo metteva in mostra al prezzo di 10 centesimi per spettatore.

🧠Sapiens³