Scusa ma ti chiamo amore


Ieri  io e Simona siamo andate al cinema a vedere ” Scusa se ti chiamo amore”, incuriosite dal boom di incassi che la stampa gli attribuisce.  Io ero particolarmente interessata a vedere l’interpretazione di  Raoul Bova che secondo me è l’attore italiano piu’ bello in assoluto e uno dei piu’ bravi.
Pensavo che dato l’argomento trattato e l’età dei protagonisti la storia coinvolgesse sia Simona che me.
Ma non è stato affatto così
Personalmente ho trovato la storia banale e scontata, mi dispiace per il mio attore del cuore che è stato tirato dentro questo film…ma mi sono pentita di aver buttato via 15 €.
Il regista ha fatto una descrizione degli adolescenti di oggi…forse come realmente sono- non so – ma veramente sciappi ( come dice simo)…io ho 39 anni e mi ricordo benissimo com’eravamo a 17 anni…un altro mondo da quello di oggi (che non mi piace) e che quasi fa  passare la voglia di fare figli..
Il fatto è che il film non ha fatto nemmeno presa su una ragazzina di 14 anni…quindi mi chiedo…
che tipo di adolescenti ci sono in giro?
La storia è tanto semplice quanto banale: lui investe una ragazzina che moolto sfacciatamente gli sale in macchina mettendo i piedi sul cruscotto  e pretendeno di farsi accompagnare a scuola xkè in ritardo. Da qui inizia la storia che lei lo convince a fargli da taxista per essere portata di qua’ e di là. Il massimo è quando si fa accomapagnare ad una importantissima gara di surf a cui a quanto pare partecipa solo lei!! E qui lo bacia…mah..Poi segue una scena che sono a letto (abbastanza tranquilla) ma che non ho capito bene se era un sogno o un incubo.
La recitazione della ragazza e’ infelice almeno tanto quanto la sua vocina..(perchè non l’hanno doppiata???) quanto mi dava sui nervi!!!!!!!ah…dimenticavo che c’è l’amico idiota di Raoul (Alex nel film) che si fa tutte le donne che gli capitano sotto tiro comprese le mogli dei piu’ cari amici., c’è anche l’amico d’ufficio  cardiopatico .che aiuta il nostro Alex grazie ad una email a liberarsi definitivamente della fidanzata traditrice doppio giochista e super bugiarda.
Aggiungo solo : un film per adolescenti” mocciosi”…-mi raccomando Raoul non scendere mai piu’ cosi’ in basso

6 pensieri su “Scusa ma ti chiamo amore

  1. mamma mia, che brutto sto film..Grazie perchè letto questo non andrò sicuramente io a vederlo! Mi auguro che almeno ti sia consolata a vedere il bel Roul!! Cmq già hai proprio ragione, sembra davvero di stare su un altro mondo quando ci accorgiamo di  come stanno crescendo gli adolescenti di oggi..Ciao!!

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  2. Ah…il film ora l\’ho capito…
    Ma anche tu Rosa..aspettarlo in tv l\’anno prossimo no, eeeehh!!?? Ahahah..
    E non ti dico, perchè lo dai, dove vederlo già ora..oltre al cinema..eheheh..scusa!
    Cmq seriamente parlando..io ne avevo sentito parlare in una trasmissione tv..
    Anche quella di altissimo livello..ahah..e cmq hanno fatto un giro di interviste di ragazzine
    per chiedere se hanno visto il film e che ne pensano di ragazze che escono con uomini molto più grandi di
    loro e quelle "belle belle" se ne sono uscite tutte col fatto che i ragazzi della loro età(verissimo!!) sono molto meno maturi di loro (si dice da sempre..ma così comportandosi, le ragazze stanno velocemente correndo ai ripari comportandosi come i loro immaturi coetanei!)
    E cmq tutte, forse meno una, hanno detto che è uno sballo stare coi più grandi, perchè così le portano a feste per grandi, le portano via per fine settimane o per intere settimane..e poi cmq regali e soldi a iosa..e macchina..e e e..insomma ci stanno per soldi!!!
    I maschi saranno immaturi..ma le ragazze hanno proprio delle belle mire per il loro avvenire!
    E nel frattempo che vita!
    Ma soprattutto..dove sono i genitori mentre loro vanno via per il week_end?
    Baci, Sabry
     

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  3. x me kst film…è na vera skifezza anzi na munnezza…si direbbe a napoli…kmq mi hanno detto ke è un film da vedere ma adesso mi è paxata la voglia…km fanno a dire ke kst film è dedikato alla vita di gg…allora km dici tu…ma ke razza di adolescenti ci sn in giro….ho 23 anni e kuello ke vedo x strada mi fa paura o meglio mi disgusta…ragazzine + o meno l\’eta\’ di tua figlia ke si buttano…si lasciano andare x kose stupide,ragazzine ke (a modo loro)pensano di fare una kosa buona scendendo di kasa kn minigonne,shorts e kuant\’altro….i miei genitori mi hanno fatto crescere kn il senso della vita ed io gg km gg sn cresciuta kn la testa sulle spalle…un motivo in + x nadare avanti….beh ke dirti rosa….il mondo nn è + kuello di una volta…km dice la mia mamma prima nn c\’era niente ed era bello ora c\’è tutto e manka sempre kualkosa…un bacio maria

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  4. Avevo già chiaro in mente di non andare a vedere questo film(nonostante concordi con te sul bellissimo Raoul;) ….dopo aver letto questo post sono sempre più convinta che i  15 euro andrò  a spenderli da qualche altra parte!! Ciao buona giornata!!!

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  5.  
     
    . Tenetevi persino le sparate pseudo-illuminate ("Alla gente piacciono le cose semplici" – e quali sarebbero le "cose semplici"?) che ci riducono tutti a una massa indistinta, senza carattere e senza un gusto privato. Pure questo vi lascio…
    S – Domani torno al lavoro. E domani l\’altro di nuovo. E poi ancora. La sera arrivo a casa così stanca che non ho quasi voglia di farmi da mangiare. E dovrei sentirmi in colpa perché il sabato sera guardo C\’è posta per te, o perché vado col fidanzato a vedere l\’ultimo film con Scamarcio? Ma chi si credono di essere questi?
    C – No, quello che mi fa arrabbiare, anzi, quello che mi dispiace, è scoprire che questo cinema non è solo "brutto" (perché recitato male, da attori che non sono attori; girato male, da un regista che non è un regista; scritto male, da gente che usa gli stereotipi come bastoni): è mortificante e diseducativo. Racconta di ragazzini che passano il sabato sera a sfondare macchine rubate commentando: "Certo, è sbagliato, ma che bello essere lì in mezzo". Solidarizza con una diciassettenne che seduce un ultra quarantenne dopo mezza giornata, infrange il codice della strada per pigrizia e dà del deficiente al vigile che le fa la multa. Dipinge le liceali romane come un branco di ninfette modaiole (ma tanto unite) che disprezzano il secchione di turno e decantano slogan come "basta che sia fico", con una superficialità che sconcerta.
    S – Il cinema deve portarmi via, in altri mondi. Deve farmi ridere e piangere e innamorare. Grazie Raoul perché sei bellissimo e bravissimo. E grazie Moccia perché con le tue storie, così normali e così vere, posso perdermi e sognare.
    C – Il cinema, l\’arte, dovrebbero stimolare il pensiero e la fantasia. Essere un passo avanti allo spettatore, e guidarlo alla scoperta d\’altri mondi, pensieri, idee. Quando questo non accade, sarebbe almeno bello che allo spettatore non rimanessero dieci passi indietro. Legandolo a un presente (sociale e televisivo) desolante, e spingendolo a imitare modelli posticci o, peggio, la parte più stanca di sé. 
     aggiungo una discussione presa da un sito locale non per dare risposte ma solo x stimolare la discussione
    Spettatrice – Io già lo so. Già lo so che tutti i giornalisti lo stroncheranno. Ma possibile che nessuno tra questi signori e signore sia più capace di sognare? Possibile che si debba sempre prendersela con Raoul Bova o Scamarcio solo perchè sono dei manzi da paura? Ma l\’avete visto quant\’è figo Raoul con quelle camicie attillatissime?
    Critico – Io già lo so. Già lo so che Scusa se ti chiamo amore (ma che è, un titolo o una conversazione?) farà un tornado di milioni. E non è mica che questo mi faccia arrabbiare in sé. Lo si dice sempre no? Facciamo i soldi con i film popolari e reinvestiamoli nel cinema di qualità. Poi, guardate, nemmeno mi fa arrabbiare che le donne perdano la testa per Raoul Bova. Già lo so prima di vedere il film che far l\’attore non è il suo forte. E, certo, vestito a quarant\’anni con certe camicie attillatissime sembra un po\’ un coglione. Ma, davvero, non è questo il problema…
    S – Io quando vado al cinema voglio stare tranquilla, voglio sentirmi felice. In questi film ci ritrovi la tua vita, solo più bella e più eccitante. Capitasse a me di incontrare uno come Raoul! Volevo una serata "miele" e una serata miele ho avuto. Fatevelo voi il sangue amaro se vi divertite. E poi lo dice anche la voce nel film: "alla gente piacciono le cose semplici".
    C – E non sono nemmeno le citazioni dozzinali da Shakespeare e Aristotele, da film e canzonette, sparpagliate alla rinfusa e senza cervello, come guarnizioni di Baci Perugina, per darsi un tono da intellettuali del popolo, quelli che "sanno", ma sanno anche parlare alla gente. Teneteveli. È da ipocriti, ma chissenefrega. Tenetevi persino le sparate pseudo-illuminate ("Alla gente piacciono le cose semplici" – e quali sarebbero le "cose semplici"?) che ci riducono tutti a una massa indistinta, senza carattere e senza un gusto privato. Pure questo vi lascio…
    S – Domani torno al lavoro. E domani l\’altro di nuovo. E poi ancora. La sera arrivo a casa così stanca che non ho quasi voglia di farmi da mangiare. E dovrei sentirmi in colpa perché il sabato sera guardo C\’è posta per te, o perché vado col fidanzato a vedere l\’ultimo film con Scamarcio? Ma chi si credono di essere questi?
    C – No, quello che mi fa arrabbiare, anzi, quello che mi dispiace, è scoprire che questo cinema non è solo "brutto" (perché recitato male, da attori che non sono attori; girato male, da un regista che non è un regista; scritto male, da gente che usa gli stereotipi come bastoni): è mortificante e diseducativo. Racconta di ragazzini che passano il sabato sera a sfondare macchine rubate commentando: "Certo, è sbagliato, ma che bello essere lì in mezzo". Solidarizza con una diciassettenne che seduce un ultra quarantenne dopo mezza giornata, infrange il codice della strada per pigrizia e dà del deficiente al vigile che le fa la multa. Dipinge le liceali romane come un branco di ninfette modaiole (ma tanto unite) che disprezzano il secchione di turno e decantano slogan come "basta che sia fico", con una superficialità che sconcerta.
    S – Il cinema deve portarmi via, in altri mondi. Deve farmi ridere e piangere e innamorare. Grazie Raoul perché sei bellissimo e bravissimo. E grazie Moccia perché con le tue storie, così normali e così vere, posso perdermi e sognare.
    C – Il cinema, l\’arte, dovrebbero stimolare il pensiero e la fantasia. Essere un passo avanti allo spettatore, e guidarlo alla scoperta d\’altri mondi, pensieri, idee. Quando questo non accade, sarebbe almeno bello che allo spettatore non rimanessero dieci passi indietro. Legandolo a un presente (sociale e televisivo) desolante, e spingendolo a imitare modelli posticci o, peggio, la parte più stanca di sé. 
     
     

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  6. non leggete il comm precedente xkè fra copia e incolla ne è uscito un casino
    volevo dire questo..
    aggiungo un commento tratto da un\’intervista e pubblicata su un sito locale..no per dare risposte ma solo per stimolare la discussione.Spettatrice – Io già lo so. Già lo so che tutti i giornalisti lo stroncheranno. Ma possibile che nessuno tra questi signori e signore sia più capace di sognare? Possibile che si debba sempre prendersela con Raoul Bova o Scamarcio solo perchè sono dei manzi da paura? Ma l\’avete visto quant\’è figo Raoul con quelle camicie attillatissime?
    Critico – Io già lo so. Già lo so che Scusa se ti chiamo amore (ma che è, un titolo o una conversazione?) farà un tornado di milioni. E non è mica che questo mi faccia arrabbiare in sé. Lo si dice sempre no? Facciamo i soldi con i film popolari e reinvestiamoli nel cinema di qualità. Poi, guardate, nemmeno mi fa arrabbiare che le donne perdano la testa per Raoul Bova. Già lo so prima di vedere il film che far l\’attore non è il suo forte. E, certo, vestito a quarant\’anni con certe camicie attillatissime sembra un po\’ un coglione. Ma, davvero, non è questo il problema…
    S – Io quando vado al cinema voglio stare tranquilla, voglio sentirmi felice. In questi film ci ritrovi la tua vita, solo più bella e più eccitante. Capitasse a me di incontrare uno come Raoul! Volevo una serata "miele" e una serata miele ho avuto. Fatevelo voi il sangue amaro se vi divertite. E poi lo dice anche la voce nel film: "alla gente piacciono le cose semplici".
    C – E non sono nemmeno le citazioni dozzinali da Shakespeare e Aristotele, da film e canzonette, sparpagliate alla rinfusa e senza cervello, come guarnizioni di Baci Perugina, per darsi un tono da intellettuali del popolo, quelli che "sanno", ma sanno anche parlare alla gente. Teneteveli. È da ipocriti, ma chissenefrega. Tenetevi persino le sparate pseudo-illuminate ("Alla gente piacciono le cose semplici" – e quali sarebbero le "cose semplici"?) che ci riducono tutti a una massa indistinta, senza carattere e senza un gusto privato. Pure questo vi lascio…
    S – Domani torno al lavoro. E domani l\’altro di nuovo. E poi ancora. La sera arrivo a casa così stanca che non ho quasi voglia di farmi da mangiare. E dovrei sentirmi in colpa perché il sabato sera guardo C\’è posta per te, o perché vado col fidanzato a vedere l\’ultimo film con Scamarcio? Ma chi si credono di essere questi?
    C – No, quello che mi fa arrabbiare, anzi, quello che mi dispiace, è scoprire che questo cinema non è solo "brutto" (perché recitato male, da attori che non sono attori; girato male, da un regista che non è un regista; scritto male, da gente che usa gli stereotipi come bastoni): è mortificante e diseducativo. Racconta di ragazzini che passano il sabato sera a sfondare macchine rubate commentando: "Certo, è sbagliato, ma che bello essere lì in mezzo". Solidarizza con una diciassettenne che seduce un ultra quarantenne dopo mezza giornata, infrange il codice della strada per pigrizia e dà del deficiente al vigile che le fa la multa. Dipinge le liceali romane come un branco di ninfette modaiole (ma tanto unite) che disprezzano il secchione di turno e decantano slogan come "basta che sia fico", con una superficialità che sconcerta.
    S – Il cinema deve portarmi via, in altri mondi. Deve farmi ridere e piangere e innamorare. Grazie Raoul perché sei bellissimo e bravissimo. E grazie Moccia perché con le tue storie, così normali e così vere, posso perdermi e sognare.
    C – Il cinema, l\’arte, dovrebbero stimolare il pensiero e la fantasia. Essere un passo avanti allo spettatore, e guidarlo alla scoperta d\’altri mondi, pensieri, idee. Quando questo non accade, sarebbe almeno bello che allo spettatore non rimanessero dieci passi indietro. Legandolo a un presente (sociale e televisivo) desolante, e spingendolo a imitare modelli posticci o, peggio, la parte più stanca di sé. 
     grazie e scusate x il pasticcio ma non riesco nemmeno a toglierlo
     

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