ricordo flash


oggi all’improvviso mi è balzato alla memoria un particolare, che voglio tenere caro, x questo lo scrivo, per paura di dimenticarlo con il passare dei giorni…mi sono ricordata dell’ultima sera che papà era qui a genova, che ha mangiato qui da noi,  la sera stessa che sarebbe partito x la calabria, con mio marito che l’accompagnava in macchina – cosi poi avrebbe avuto un mezzo con cui muoversi giu’ in paese. tutto quello di cui che sto x scrivere si è svolto giorno 27 agosto 2010:

nel pomeriggio andai a casa sua, xkè voleva un consiglio su quali giacconi portarsi, dato  che aveva previsto che sarebbe stato giu’ almeno fino a natale…cosi andai ed insieme scegliemmo i capi messi in discussione- parlando del piu’ del meno mi fece vedere dove aveva risposto la sua fede nuziale, in un cassettino sul comò, e mi disse.. <te lo dico che la metto qui.. perchè magari nn vorrei che quando viene mamma  x distrazione venga persa..> -al che io scherzando ma nn troppo gli dissi: -“pa’ se temi che venga buttata via, dalla a me, te la conservo io, e quando la vorrai saprai che ce l’ho io…” lui tutto contento me la consegno’- intanto si fece l’ora di cena e mangiammo tutti e quattro assieme, ad un certo punto uscii io- con le mie domande cretine…e chiesi a tutti quale era il primissimo ricordo che avevano della loro infanzia… incominciai io con il mio, poi simona, poi lillo ed infine il nonno… che si perse nel raccontarci episodi che io in  42 anni non glieli avevo mai sentire ricordare- finito di mangiare, vedevo mio marito che aveva il pensiero di andare, x finire di caricare la macchina e x partire dato che anche pioveva forte– stranamente, invece,  noi continuavamo a ricordare e a chiaccherare, io insaziabile di sapere cose nuove, e lui contento di raccontarle con novizia di particolari. “perdere tempo in chiacchere”  x me è cosa strana, perchè generalmente sn super veloce a sparecchiare la tavola e a rassettare la cucina, ma quella sera, invece, il tempo x me non esisteva.papà mi raccontò di quando era piccolo che andava lungo il letto del fiume x raccogliere i bussolotti ( o cartucce?) sparati…era tempo di guerra..papà era del giugno del 1940- per poi aprirli e ricavare della polvere da sparo.. quando ne avevano a sufficienza, la usavano x far saltare le pietre del fiume x fare la calce che poi rivendevano ai muratori…qui lui diceva di avere avuto sui 4 o 5 anni…penso andasse con suo fratello piu’ grande… era tanto piccino che era che in dialetto calabrese  i muratori lo chiamavano stefanejo…(stefanino), io quella sera scoprii questa parte della vita di mio padre, della quale nn ne ero a conoscenza.nel frattempo si fecero le nove e decisero di andare, mi pregò di non uscire x raggiungerli a salutare visto la pioggia…ma io che nn do mai retta a nessuno – lavai i piatti cosi loro ebbero il tempo di caricare la macchina e poi andai…pioveva – ero preoccupata x il viaggio : 1200 km con la pioggia stancano…e lillo non si era riposato, aveva smesso di lavorare come sempre..ci salutammo con il magone in gola…a me le partenze fanno sempre un brutto effetto, e li seguii con lo sguardo finchè vidi sparire la macchina nel buio della via, ma papà all’altezza dell’edicola tirò fuori la mano e ci fece ciao. io e simona tornammo a casa, io con gli occhi pieni di pianto, perchè i pensieri volano e quando si lascia qualcuno x un pò di tempo e si è lontani si è consapevoli che potrebbe accadere qualsiasi cosa, mi ingoiai le stille di dolore e cercai in fondo al mio cuore un motivo x sorridere e nn rattristire  ancor di piu’ simona, quella sera dormì con me nel lettone, come quando era piccolina. ho voluto scrivere questa testimonianza x non dimenticarla, e per dimostrare che tutto ha il suo perchè… quel parlare di cose mai dette, quella sera, cosi all’improvviso e senza un motivo particolare, ha avuto il suo senso… che ho capito dopo… semplicemente perchè dopo non ne avremmo avuto piu’ tempo…

ciao pà.

noi..giusto qualche settiman prima.. 🙂

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9 thoughts on “ricordo flash

  1. Rosa,se chiudi gli occhi solo per un secondo e sfiori il monitor lo sentirai opaco quasi umido,mi hai donato una lacrima con questo tuo suggestivamente emotivo racconto di Vita,te ne sono grato,una lettera così descritta toglierà altre emozioni ad altri amici ma Rosa essere amici significa anche gioire con te mentre ci si asciuga gli occhi.
    Massimo (un mega abbraccione tutto per Te ).

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