“Abbiamo fatto l’Italia, adesso bisogna fare gli Italiani!“.


si sa che i libri di storia, li scrivono i vincitori…
ma mi chiedo cosa ci hanno insegnato a scuola, e cosa continuano ad insegnare?
qual’è la verità?
non è che niente niente… tutte le difficoltà che oggi ha il sud è grazie all’unificazione dell’italia? Ma davvero i meridionali di 150 anni fa erano così sottomessi dai Re Borbonici?

Ebbene, al Sud negli anni del “regime” borbonico non si stava cosi male.
Qualunque tipo di protesta del popolo, qualunque tipo di resistenza verso i Garibaldini fu chiamato “volgare brigantaggio”, come si legge sui giornali dell’epoca, facendo così nascere la leggenda risorgimentale della “cattiveria” dei Borboni e della “bontà” dei principi piemontesi! Il Sud era un paese ben strutturato economicamente sulle sue basi . il meridione era il piú avanzato rispetto al nord e saggiamente i Borboni avevano scelto di trarre tutto il profitto possibile dai doni elargiti dalla natura e di proteggere la manifattura tessile . Erano infatti le casse del Regno delle Due Sicilie, e non quelle del Regno di Piemonte, a essere colme di liquidità! Il Regno di Piemonte non presentava il suo bilancio statale da due anni ormai, al contrario del Regno delle Due Sicilie che presentava da anni un bilancio ricco. Lo stato finanziario del meridione era ben solido nel 1860, considerando ora tutto ciò si comprendono meglio i meccanismi che hanno innescato la sua rovina. Con l’Unità l’erario statale del regno meridionale fu mandato letteralmente al collasso, in seguito a numerose “rapine”: l’abnorme debito pubblico dello stato piemontese procurato dalla politica bellicosa ed espansionista del Cavour (tre guerre in dieci anni!) doveva essere risanato . Al di là delle orribili stragi che l’Unità apportò, di un popolo massacrato e chiamato brigante solo perché proteggeva la sua terra, le genti del Sud pagano ancora ora il prezzo di essere state aggregate all’Italia e derubate dei loro beni piu’ preziosi…
dopo aver letto un pò di considerazioni a proposito… nn so piu’ se dire grazie Garibaldi…:-(

4 pensieri su ““Abbiamo fatto l’Italia, adesso bisogna fare gli Italiani!“.

  1. Infatti la storia viene scritta sempre dal punto di vista di chi scrive e dalla convenienza del momento. La realtà è sempre diversa. Buona domenica cara Rosa, un abbraccio!

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  2. Io voglio fare la mia considerazione all’opposto. Ho vissuto questa Italia e mi sento Italiano! Sento forte l’Unità d’Italia e avendo la possibilità la festeggerei. Però, appurando sempre più i dettagli dei fatti storici, la mia idea di come sia stata costruita l’Italia è cambiata. Il “nord del’Italia” prima dell’unione, era il sud. Per difendere i diritti il popolo meridionale ha dovuto passare alla protesta “fuori legge” subendo vessazioni, morte, sottomissione. Per cui, il sud indebolito dalla mano più forte dei Piemontesi, ha dovuto cedere alla repressione (oggi diremmo dittatoriale). L’azione di Garibaldi iniziata quasi per la mera mentalità dell’Avventuriero, ha trovato resistenza quasi nulla al sud. Tanta gente si aggregava, al suo passaggio, per provare la sensazione dell’avventura guidata da un personaggio ormai famoso. Ma molta gente povera si aggregava per sentirsi protagoniste e, soprattutto avere qualcosa da mangiare, visto che i Comuni e la gente locale, al passaggio di tanta gente in marcia (per dove?) contribuiva a rifocillarli. Oggi, non dovremmo dire grazie a Garibaldi e, se Gheddafi viene a chiederci i danni di guerra, se altre nazioni pretendono di essere risarciti dei danni di guerra subiti anni prima, oggi il nord, il GOVERNO ITALIANO, dovrebbe finalmente fare uno sforzo estremo e consistente, per risolvere la Questione Meridionale. Ognuno, però, si sente obbligato e parte in causa politicamente, invece non si dovrebbe votare nessun partito e nessun amico che li rappresenta. Fanno l’autostrada, e fanno una corsia di emergenza non una terza corsia. Fanno la ferrovia e si ferma a Napoli, Mandano contributi economici e non ci sono programmi seri e ben definiti. Chiudono gli ospedali paragonando la nostra sanità al loro sistema, mentre qui si muore e la gente per curarsi emigra. Poi c’è Bossi e la sua banda che minaccia continuamente l’Unità e il Democratico Governo Italiano, e nessuno gli dice niente…

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