Visioni di Tagore


tagore_videoSe il giorno è finito

se gli uccelli non cantano più

se il vento ormai stanco è cessato

stendi su di me il velo dell’oscurità più fitta

come hai avvolto la terra nella coltre del sonno

e al tramonto teneramente hai chiuso i petali

dei fiori appassiti del loto.

Prima che il suo viaggio finisca

libera dalla vergogna e dalla povertà

il viandante che ha la bisaccia vuota,

le vesti lacere e polverose e ogni energia esaurita.

Rinnova la sua vita come un fiore

sotto il mantello della tua dolce notte.

 

 

Guardo la folla dei fratelli e chiedo

un posto in mezzo a tutti,

dove non c’è poltrona da pagare

né segno alcuno di separazione,

dove né onore c’è né disonore:

un posto in mezzo a tutti.

Dove non sono maschere né veli

e ognuno vede il volto del fratello

nella sua verità:

dove il «mio» non esiste né regna l’egoismo;

dove altissimo il dono del Signore

ricolmerà ogni cuore.

Guardo la folla dei fratelli e chiedo

un posto in mezzo a tutti.

Rabindranath Tagore.

 

Il sogno di un uomo nella sera e nella società: due

visioni tra religione e civiltà che abbiamo dimenticato.

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