notte magica


La celebrazione del Natale è un evento spirituale molto importante e nasconde un significato più profondo di quello che siamo abituati a dargli distratti dalle nostre usanze e da riti più pagani che spirituali.
E’ collegata al solstizio d’inverno che, a sua volta, rappresenta una porta, l’ingresso simbolico ad uno stato superiore di consapevolezza.

Nel solstizio d’inverno abbiamo la notte più lunga ed il giorno più breve dell’anno. Il sole tocca, a mezzogiorno, il punto più basso dell’orizzonte e muore per poi rinascere. Da quella data le ore di luce cominciano ad aumentare ed il Sole torna ad illuminare “la notte” perpetuando e rinnovando il ciclo infinito della vita. In questo evento si legge la vittoria della “luce” dell’anima, della fede, sul buio dell’ignoranza, dell’assenza dell’ispirazione divina.
Dicembre è, in natura, un mese di preparazione per la nuova vita, ancora tutto è fermo nel freddo dell’inverno, però sotto la superficie c’è il seme del prossimo raccolto. Le tradizioni provengono dalle usanze popolari e questa del Solstizio esiste da tempi veramente lontani. La notte del 21 dicembre è stata sempre considerata la notte più magica dell’anno, da trascorrere tra grandi feste e sacrifici di ringraziamento agli dei.

Dalla Siberia all’Inghilterra, dai popoli europei a quelli del mediterraneo, era tutto un fiorire di riti che celebravano quest’unione tra il grande buio e la luce. Il Sole era ritenuto un Dio o, meglio, la personificazione di una deità e il diminuire del suo calore e della sua luce veniva considerato quasi un segno di declino da sconfiggere. I popoli antichi erano legati ai cambiamenti della terra e degli astri e ad essi attribuivano il buon risultato dei loro raccolti. Tali festeggiamenti venivano fatti  anche per ringraziare il calore della luce solare che tornava a nutrire le piantagioni.
La data del 25 dicembre non è stata scelta a caso ed è legata ad eventi astronomici e ad antiche forme di religione, ciascuna delle quali vedeva nel Sole un’immagine divina. Nei culti di vari paesi è narrata l’uscita dal grembo oscuro della terra di un “raggio solare”….. di qualcuno veramente speciale venuto per riportare la Luce sulla terra.
Questa data segnava la nascita d’importanti divinità, come ad esempio il Dio Mitra, festeggiata in Persia, o la nascita di Osiride e di suo figlio Oro in Egitto. In Babilonia si celebrava il dio Tammuz, figlio della dea Istar, rappresentata con il bimbo in braccio e un’aureola di dodici stelle attorno alla testa. L’elenco potrebbe continuare ma quello che a noi serve notare è che quelle citate sono tutte divinità “solari”, appartengono cioè ad un mito, ad un Dio solare.

Ma perché la data di queste nascite sacre, collegate al solstizio, è il il 25 e non il 21?
Probabilmente perché nei giorni dal 22 al 24 dicembre il Sole, nel suo moto apparente, sembra fermo (Solstitium significa “Sole fermo”) e per tre giorni circa sorge sempre allo stesso punto, poi il 24 mostra di riprendere il cammino avviandosi, di giorno in giorno, verso l’altro momento forte del suo percorso: il Solstizio di Estate.
Il nostro Natale è legato alla tradizione dell’antica Roma e dovrebbe coincidere con la festa del Sole Invitto: il dies Natalis Solis Invicti. Il primo Natale del Sole Invitto venne festeggiato a Roma e in tutto l’impero il 25 dicembre del 274 d.C. per ordine dell’ Imperatore Aureliano. Su questa festa si sovrappose poi il Natale cristiano.
Ma questa ricorrenza, dentro di noi, nel nostro inconscio collettivo, non è la semplice sovrapposizione di una festa cattolica su credenze, miti e riti dell’antichità ma un insieme di profondi simbolismi spirituali che emergendo dai nostri bisogni interiori si perpetuano di generazione in generazione da tantissimi anni.
La nascita di Gesù Cristo a Betlemme rappresenta il simbolo, l’archetipo della nascita della coscienza spirituale nella nostra consapevolezza umana, perché quando ci risvegliamo alla luce del Sole ed usciamo dalle tenebre interiori, date dalle cattive abitudini, dall’indifferenza, dall’egoismo, ritroviamo il valore della vita e la nostra serenità.
Simbolismo del natale
La similitudine tra il Sole e il Divino Bambino viene ben illustrata da un mio caro amico, studioso di storia e filosofia che la descrive in questo modo: “così come il sole rinasce e la sua luce sconfigge il freddo e le tenebre donando di nuovo la vita al mondo materiale, nello stesso modo il Cristo invincibile (immortale) rinasce e la sua luce, che è amore per il prossimo, sconfiggendo il freddo del peccato originario e le tenebre del peccato attuale, dona di nuovo vita (eterna salvezza) nel mondo spirituale”.

Autore: Maria Santucci
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7 pensieri su “notte magica

  1. Molto interessante cara Rosa, anch’io conoscevo molte di queste interpretazioni e le trovo molto realistiche. ti auguro una serena giornata, un forte abbraccio!

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  2. Si festeggia il Natale il 25 Dicembre..semplicemente perchè Gesù è nato il 25 DICEMBRE!!! Ahaha!
    Tutte le altre feste precedenti e oracoli pagani servivano soltanto a dire Che DIO nasceva il 25 Dicembre..
    E che tutto il mondo (come oggi) avrebbe festeggiato sotto questa stella!
    Da dove si evince che gesù è nato il 25 Dicembre? (a parte che dalle locuzioni interiori di molti Santi della Chiesa Cattolica, di cui anche i Cattolici non sono tenuti a seguire dogmaticamente)…
    A tal proposito riporto un articolo scientificamente provato…tratto dal corriere della sera.
    Buona lettura!
    Gesù è nato proprio un 25 dicembre. Una scoperta straordinaria sul serio e che non può essere sospettata di fini apologetici cristiani, visto che la dobbiamo a un docente, ebreo, della Università di Gerusalemme.

    Vediamo di capire il meccanismo, che è complesso ma affascinante. Se Gesù è nato un 25 dicembre, il concepimento verginale è avvenuto, ovviamente, 9 mesi prima. E, in effetti, i calendari cristiani pongono al 25 marzo l’annunciazione a Maria dell’angelo Gabriele. Ma sappiamo dallo stesso Vangelo di Luca che giusto sei mesi prima era stato concepito da Elisabetta il precursore, Giovanni, che sarà detto il Battista. La Chiesa cattolica non ha una festa liturgica per quel concepimento, mentre le antiche Chiese d’Oriente lo celebrano solennemente tra il 23 e il 25 settembre. E, cioè, sei mesi prima dell’Annunciazione a Maria. Una successione di date logica ma basata su tradizioni inverificabili, non su eventi localizzabili nel tempo. Così credevano tutti, fino a tempi recentissimi. In realtà, sembra proprio che non sia così.

    In effetti, è giusto dal concepimento di Giovanni che dobbiamo partire. Il Vangelo di Luca si apre con la storia dell’anziana coppia, Zaccaria ed Elisabetta, ormai rassegnata alla sterilità, una delle peggiori disgrazie in Israele. Zaccaria apparteneva alla casta sacerdotale e, un giorno che era di servizio nel tempio di Gerusalemme, ebbe la visione di Gabriele (lo stesso angelo che sei mesi dopo si presenterà a Maria, a Nazareth) che gli annunciava che, malgrado l’età avanzata, lui e la moglie avrebbero avuto un figlio. Dovevano chiamarlo Giovanni e sarebbe stato «grande davanti al Signore».

    Luca ha cura di precisare che Zaccaria apparteneva alla classe sacerdotale di Abia e che quando ebbe l’apparizione «officiava nel turno della sua classe». In effetti, coloro che nell’antico Israele appartenevano alla casta sacerdotale erano divisi in 24 classi che, avvicendandosi in ordine immutabile, dovevano prestare servizio liturgico al tempio per una settimana, due volte l’anno. Sapevamo che la classe di Zaccaria, quella di Abia, era l’ottava, nell’elenco ufficiale. Ma quando cadevano i suoi turni di servizio? Nessuno lo sapeva. Ebbene, utilizzando anche ricerche svolte da altri specialisti e lavorando, soprattutto, su testi rinvenuti nella biblioteca essena di Qumran, ecco che l’enigma è stato violato dal professor Shemarjahu Talmon che, come si diceva, insegna alla Università ebraica di Gerusalemme. Lo studioso, cioè, è riuscito a precisare in che ordine cronologico si susseguivano le 24 classi sacerdotali. Quella di Abia prestava servizio liturgico al tempio due volte l’anno, come le altre, e una di quelle volte era nell’ultima settimana di settembre. Dunque, era verosimile la tradizione dei cristiani orientali che pone tra il 23 e il 25 settembre l’annuncio a Zaccaria. Ma questa verosimiglianza si è avvicinata alla certezza perché, stimolati dalla scoperta del professor Talmon, gli studiosi hanno ricostruito la «filiera» di quella tradizione, giungendo alla conclusione che essa proveniva direttamente dalla Chiesa primitiva, giudeo-cristiana, di Gerusalemme. Una memoria antichissima quanto tenacissima, quella delle Chiese d’Oriente, come confermato in molti altri casi.
    Ecco, dunque, che ciò che sembrava mitico assume, improvvisamente, nuova verosimiglianza. Una catena di eventi che si estende su 15 mesi: in settembre l’annuncio a Zaccaria e il giorno dopo il concepimento di Giovanni; in marzo, sei mesi dopo, l’annuncio a Maria; in giugno, tre mesi dopo, la nascita di Giovanni; sei mesi dopo, la nascita di Gesù. Con quest’ultimo evento arriviamo giusto al 25 dicembre. Giorno che, dunque, non fu fissato a caso.

    Ma sì, pare proprio che il Natale a Ferragosto sia improponibile. Ne farò, dunque, ammenda ma, più che umiliato, piuttosto emozionato: dopo tanti secoli di ricerca accanita i Vangeli non cessano di riservare sorprese. Dettagli apparentemente inutili (che c’importava che Zaccaria appartenesse alla classe sacerdotale di Abia? Nessun esegeta vi prestava attenzione) mostrano all’improvviso la loro ragion d’essere, il loro carattere di segni di una verità nascosta ma precisa. Malgrado tutto, l’avventura cristiana continua.
    Vittorio Messori – Corriere della Sera del 09/07/2003

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  3. Ciao Rosa, molto interessante quello che ho letto, tante cose le ho apprese proprio leggendo questo post.
    Ti auguro una buona giornata, con amicizia, Vito

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  4. questa caro carlo, è la spiegazione che anche io ho sempre saputo senza entrare nel particolare della classe di zaccaria…
    ma fonti autorevoli a proposito di ciò dicono:
    Non si sa di certo né l’anno di nascita ne l’anno di morte di Gesù per questo si possono fare delle ipotesi.
    La data del 25 dicembre è solo nata per un motivo del dio sole e poiché Gesù ha detto di essere “la luce del mondo e l’apocalisse il sole senza tramonto la chiesa ha fissato in questo giorno la sua nascita.
    che poi coincida l’annunciazione con l’equinozio di primavera e quindi tutto il discorso fili secondo il ns ragionamento benissimo…
    ma ti confido che in realtà a me nn cambia nulla se era il 25 dicembre o il 1 dicembre o qualunque altro giorno…è nato…
    questo è …questo rimane…nel cuore di chi ha fede.. un abbraccio grandissimo ciao carletto!!!

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  5. ..riporto un ragionamento fatto da un’amica sicuramente piu’ dotta ed esperta di me… ma che a me non torna….lei dice:
    Consideriamo quanto dice la Scrittura.

    Il servizio al Tempio veniva fatto a turno da 24 sacerdoti
    (I Cronache 24:7-19) uno ogni 15 giorni, fra questi Abija
    era stato designato per l’ottavo turno
    (I Cronache 24:10).

    I turni avevano inizio con il primo giorno dell’anno
    ebraico che inizia con il mese di Nissan (mese che va
    dal nostro 16 Marzo al 15 Aprile). Sappiamo perciò che
    l’ottavo turno di servizio al Tempio si svolgeva nella
    seconda parte del quarto mese religioso ebraico
    (cioè il mese di Tammuz) corrispondente al periodo
    da 1 al 15 Luglio.

    Zaccaria era “della muta di Abija” (Luca 1:5)
    quindi incaricato dell’ottavo turno.
    La Scrittura ci dice che nel suo primo giorno
    di servizio (il 1 Luglio) un angelo gli apparve
    per informarlo che avrebbe avuto un figlio (Luca 1:13).
    Quindi, come dice la Scrittura, Elisabetta rimase
    incinta proprio in quel giorno, il 1 Luglio.

    Al sesto mese di gravidanza di Elisabetta
    (il 1 gennaio, corrispondente al 15 del mese ebraico
    “Tevet”), l’angelo fu mandato da Maria per annunziarle
    che avrebbe avuto un figlio (Luca 1:26; Luca 1:36) e,
    come dice la Scrittura “in quei giorni Maria si levò e
    se ne andò in fretta nella regione montuosa, in una
    città di Giuda, ed entrò in casa di Zaccaria e salutò
    Elisabetta. E avvenne che come Elisabetta ebbe udito
    il saluto di Maria, il bambino le balzò nel seno; ed
    Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo, e a gran
    voce esclamò: Benedetta sei tu fra le donne, e
    benedetto è il frutto del tuo seno!” (Luca 1:39:42) –
    già il frutto era nel seno di Maria -.
    Possiamo star certi che Maria non dovette aspettare
    per rimanere incinta neanche un giorno dopo
    l’annuncio dell’angelo (Dio non tarda ad adempiere
    le sue promesse) e quindi la fine del sesto mese di
    gravidanza di Elisabetta fu anche l’inizio della
    gravidanza di Maria. Quindi possiamo fissare la data
    dell’incarnazione di Gesù al 1 di Gennaio.

    Tra la fine di Settembre e i principi di Ottobre nacque
    Gesù (personalmente mi attengo ad una durate “perfetta”
    di gestazione trattandosi di Gesù “perfetto uomo e
    perfetto Dio”) nacque Gesù. Questa data corrisponde
    al 30 Settembre, inizio della “festa delle Capanne o
    dei Tabernacoli” e considerando che Dio ha “tabernacolato”
    in mezzo agli uomini in Cristo, penso si possa accettare
    ciò come un ulteriore segno delle perfezioni di Dio.

    Il Calendario ebraico:

    (i mesi, per la comparazione con il calendario ebraico
    vanno considerati tutti di 30 giorni).
    Nissan 16 Marzo – 15 Aprile
    Iyyar 16 Aprile – 15 Maggio
    Silvan 16 Maggio – 15 Giugno
    Tammuz 16 Giugno – 15 Luglio
    Ab 16 Luglio – 15 Agosto
    Elvl 16 Agosto – 15 Settembre
    Tisri 16 Settembre – 15 Ottobre
    Marheshvan 16 Ottobre – 15 Novembre
    Kislev 16 Novembre – 15 Dicembre
    Tevet 16 Dicembre – 15 Gennaio
    Shevat 16 Gennaio – 15 Febbraio
    Adar 16 Febbraio – 15 Marzo
    We-Adar (mese intercalare ogni 2 o 3 anni).
    ——————–
    dico io che con questo ragionamento siamo sfasati fin dall’inizio… con il concepimento di elisabetta,
    comunque…… giorno piu’ giorno meno…vorrei tanto che gesù nascesse nei ns cuori ogni giorno che ci alziamo mettendo piede giu’ dal letto…anzi mi correggo… vorrei che tutti ne fossimo consapevoli che lui è con noi…che nasce anche se noi presi dai ns pensieri nn abbiamo tempo x accorgercene….:-(

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