La macchina da scrivere


info dal web

Il 10 giugno 1868 viene ricordato come il “giorno” della macchina per scrivere. Brevettata dal giornalista ed editore americano Christopher Latham Sholes, questa macchina, il cui aspetto non muterà per molti anni, utilizza un nastro impregnato d’inchiostro, un rullo portacarta e, soprattutto, mostra la tastiera cosiddetta “Qwerty”. Questo curioso nome si ricava dalle lettere dei primi sei tasti a sinistra della fila superiore della tastiera, che raggruppa le lettere più frequenti ai lati, e distanzia quelle che compongono le parole più comuni perché siano battute con entrambe le man.
ecco la mia prima macchina da scrivere🙂 correva l’anno 1977
Underwood_315_typewriter

11 thoughts on “La macchina da scrivere

  1. pensa io ho ancora una Klein-Adler dalla mia nonna e dal 1950 … e funziona ancora.. oggi parlo con gianni… magari ci troviamo un posto da metterlo in mostra ci vorrebbe una piccola vetrina per evitare il polvere

    felice giornata cara Rosa

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    • Gli studiosi della materia affermano che la macchina da scrivere è stata inventata più di venti volte, se si considerano le varie scoperte effettuate fino al raggiungimento del brevetto dell’inventore Sholes (1868).
      In effetti, non è facile ripercorrere a ritroso e citare tutti coloro che si sono interessati alla scoperta della macchina da scrivere, sia per lo spazio di tempo intercorso dalla prima scoperta conosciuta, sia per la mancanza di elementi utili allo scopo.- Comunque, tra le tappe fondamentali di questo lungo e meraviglioso cammino della scoperta della macchina per scrivere possiamo evidenziare alcune date, mettendo in risalto qualche inventore:
      1454
      Il tedesco Johannes Gutemberg inventa la stampa a caratteri.
      1575
      Il tipografo italiano Francesco Rampazzetto esegue una serie di esperimenti per ottenere una forma di scrittura simile alla stampa e inventa un sistema di “scrittura tattile”, basato su elementi montati su aste che configurano dei caratteri in rilievo.
      1714
      L’ingegnere inglese Henry Mill inventa una macchina con i tasti in rilievo che permette l’impressione dei caratteri disposti in ordine alfabetico.
      1823
      L’italiano Pietro Conti di Cilavegna costruisce la prima macchina capace di scrivere manovrata da una tastiera, a cui dà il nome di tachigrafo o tachitipo.
      1829
      Lo statunitense Austin Burth costruisce una macchina a tasto unico, la TIPOGRAPH.
      1833
      Il francese Xavier Progin realizza una macchina a tastiera completa senza carrello, la “Plume ktypographique”, formata da 66 leve articolate, disposte in circolo, che fungono da tasti con i corrispondenti segni alfabetici.
      1843
      Lo statunitense Charles Thumber realizza il “CHIROGRAPHER”.
      1855
      L’italiano Giuseppe Ravizza brevetta una macchina a “scrittura invisibile”, che battezza Cembalo Scrivano per la sua somiglianza con la tastiera di pianoforte. La macchina viene presentata alle esposizioni industriali di Novara e di Torino nel 1856, ma non fu apprezzato e valutato il valore della invenzione. Al primo modello del 1855 susseguì, con migliorie varie, la costruzione di ben altri 16 modelli e nel 1881 il Ravizza riuscì a costruire un Cembalo scrivano con la scrittura visibile .-
      In rispetto alle altre macchine da scrivere prodotte fino all’epoca, nel Cembalo scrivano si notano delle novità di rilievo, quali: il telaio mobile; la tastiera orizzontale; il dispositivo dell’interlinea; il campanello di fine riga; e, il nastro inchiostrato.
      1864
      Peter Mitterhofer (1822-1893). Nato e vissuto nel villaggio tirolese Parcincs (allora Austria) imparò da padre il mestiere di falegname e di carpentiere rilevando precocemente le sue grandi doti di capacità e abilità inventive. Costruì 5 modelli di macchine da scrivere, di cui due prevalentemente in legno con caratteri a punte di aghi e tre con caratteri in metallo. Con i modelli in legno, a piedi, si recò per ben due volte a Vienna per chiedere sostegno all’imperatore Francesco Giuseppe I. Contrariamente alle sue aspettative, i consulenti dell’imperatore non riuscirono a comprendere il reale valore attuale e in prospettiva dell’invenzione. Deluso, rassegnato e senza alcun conforto economico, il Mitterhofer si ritirò nel suo paese d’origine, dove mori povero e solitario. (Cerca Museo di Parcincs)
      1867
      John Patt (americano residente in Inghilterra) brevetta la sua macchina da scrivere (brevetto britannico 3163 del 1866 e Patent Usa 81.000 del 11.08.1868). Per mancanza di fondi e scarsirà economiche vende il brevetto a James Barlett Hammond
      1868
      Lo statunitense Christopher Latham Sholes, coadiuvato dai tipografi Samuel Soulè e Carlos Glidden, brevetta un modello di macchina per scrivere che ricorda per molti aspetti il Cembalo scrivano. Dal modello iniziale sviluppa diversi modelli più perfezionati; uno di questi viene presentato agli industriale Bendict e Philo Remington, il quale, prevedendo l’avvenire commerciale di questa invenzione, ne acquisisce i diritti e inizia la produzione su grande scala. (vedi altro articolo)
      1873
      Christofer Lathan Soles produce la prima macchina da scrivere nello stabilimento Remington;
      la macchina viene chiamata The type writer e presenta le caratteristiche: tastiera composta da 45 tasti disposti su quattro file, leve portacaratteri disposte in cerchio sotto al rullo, carrello ribaltabile a cerniera per poter leggere il foglio scritto. Con la denominazione REMINGTON n.1, viene presentata all’Esposizione Internazionale di Filadelphia nel 1876 e, segna l’inizio dell’era della macchina per scrivere.
      1880
      L’ingegnere Yost (che aveva collaborato alla realizzazione della Remington 1) inventa la Caligraph, la prima macchina per scrivere con la possibilità di scrittura in minuscolo oltre che in maiuscolo e con la barra spaziatrice. Da questo momento i brevetti si susseguono e le macchine vengono perfezionate.
      1889
      George Blickensderfer brevetta la sua invenzione la “Typeweel” che pesa kg.3,00 circa e gli valse l’appellativo di peso piuma. Si può considerare la prima macchina da scrivere portatile.- Questa macchina, per la sua ruotina con i caratteri anticipa di un secolo (anni 92) la pallina ruotante della IBM. Anche questo elemento di scrittura (ruotina) è intercambiabile e di facile sostituzione.-
      1891
      Thomas Oliver brevetta la sua macchina da scrivere (USA brevetto n. 450,107). Per la sua strana forma viene comunemente riconosciuta con l’appellativo macchina da scrivere con “Orecchie d’asino” o “Miss Horror”” da Guy Péràrd (typewriter.be/missdear.htm; www:typewriter.be) All’amico Guido ho fatto notare che l’appellativo miss bruttezza è inappropriato e penalizzante per l’originalità del modello
      1898
      La società Underwood introduce una macchina per scrivere alla quale viene applicato i “cinematico”, realizzato dallo statunitense di origine tedesca Franz Xavier Wagner; è la prima macchina a scrittura visibile con battuta frontale e, con le leve disposte a semicerchio.
      1908
      Camillo Olivetti fonda a Ivrea una società per la produzione di macchine per scrivere. Nel 1911 viene messo in commercio il primo modello, denominato M1 (vengono prodotti circa 6.000 esemplari) . Con lo sviluppo tecnologico i modelli diventano sempre più perfezionati ed evoluti e vengono inserite nuove funzioni. Le case costruttrici di macchine per scrivere si moltiplicano in tutto il mondo. Alla Remington e alla Olivetti si affiancano altr marche quali: Olimpia, Facit, Rank Xerox, Canon e IBM ed altre minori.
      1961
      L’IBM modifica il sistema di scrittura tradizionale introducendo l’elemento mobile di scrittura, (una pallina di materiale plastico rivestita di metallo su cui sono disposti i caratteri): questo si muove di uno spazio a ogni battuta sul foglio che resta fisso. L’elemento di scrittura, la famosa pallina, è intercambiabile. Con questo sistema è possibile sostituire l’elemento di scrittura con altri che presentano caratteri o passi di stampa diversi e scegliere il carattere desiderato per il documento che si deve digitare.
      1978
      L’Olivetti presenta la prima macchina per scrivere elettronica, la ET 101, alla quale seguiranno anno dopo anno modelli sempre più evoluti che offrono agli utenti la possibilità di creare, redigere e gestire qualsiasi tipo di testo e/o documento.

      –:-) dal web

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