furbo futin


C’erano tre fratelli e uno di loro era di un giudizio mai visto. Così, tra loro, sorgevano spesso discussioni e disaccordi, cosicché decisero di dividersi. Futin, il più furbo, andò via con sua moglie e gli altri due continuarono a vivere insieme.

Dopo un anno, questi due decisero di andare a trovare Futin: avevano voglia di rivederlo.

Futin era alla finestra, li vide arrivare e avvertì la moglie:

«Ci sono i miei fratelli. Nascondi la pentola.»

La pentola bolliva sul fuoco. Sua moglie la prende e la mette dentro la credenza.

Da lì a pochi minuti i due entrano, si baciano e si abbracciano. Futin si avvicina alla credenza, l’apre e si vede la pentola che bolliva ancora.

I suoi fratelli restano a bocca aperta dallo stupore: una pentola che bolle dentro la credenza!

«Ma senti Futin! C’è la pentola che bolle dentro la credenza!»

«Sì, è una pentola fatta così».

«Ce la devi vendere», dice uno dei due fratelli.

«Ma sì!»

Infatti accetta, fanno un contratto, gli pagano la pentola e se ne tornano a casa con la pentola, che secondo quanto aveva assicurato Futin, era in grado di bollire dentro la credenza.

Il giorno dopo si alzano per andare a lavorare nei campi, e prima di uscire di casa parlano con le loro mogli.

«Potete stare a letto finché volete! Basta che voi guardiate la pentola a mezzogiorno, quando torniamo. È sufficiente.»

«Sì, va bene», rispondono le donne.

Così esse se ne stanno a letto, si raccontano delle favole, ridono e scherzano, al caldo delle coperte.

A mezzogiorno in punto si alzano, aprono la credenza per fare la minestra, ma la pentola resta fredda.

«Ma, come mai! Cosa facciamo?»

Arrivano a casa i due uomini credendo di trovare pronto da mangiare: avevano sempre una gran fame, invece… «Quella pentola che ci avete portato non va bene». «Non ha bollito come ci avevate detto.»

«Futin ci ha ingannati», esclamarono. «Andiamo a riportargli la pentola e vedrai cosa gli diremo…»

E così fanno. Futin, che per caso era alla finestra, vede i due fratelli da lontano.

«Attenta», dice alla moglie, «arrivano i due e mi pare che abbiano la pentola.»

Poi soggiunse.

«Adesso io esco e porto con me questo coniglio. Quando arrivano qui e ti chiedono dove sono, tu rispondi che sono andato nei campi. Se ti dicono di chiamarmi, tu libera l’altro coniglio. Poi ci penso io!»

Lui esce con un coniglio sulle spalle e un altro resta in gabbia. Quasi nello stesso tempo entrano i due fratelli.

«Vogliamo vedere Futin! Quel lazzarone ci ha ingannati»

«Perché?», chiede con finta sorpresa la moglie.

«Per questo, questo e questo. Mandalo a chiamare, subito! Gli ritorniamo la sua pentola e poi sentirai…»

«Va bene», dice la donna, «aspettate che adesso lo chiamo.»

Va alla gabbia, apre e libera il coniglio che esce di corsa.

«Adesso il coniglio va a chiamarlo.»

Il coniglio, naturalmente, se ne è andato per i fatti suoi, ma Futin arriva con l’altro in braccio.

«Ma, come fai ad avere il coniglio in braccio?», gli domandano i due fratelli.

«È quello che mia moglie ha mandato a chiamarmi… Questa brava bestiola, quando è mezzogiorno corre a chiamarmi, sempre! Beh, e adesso che son qui cosa volete?»

Ma i due si sono dimenticati di litigare per la pentola, presi dalla meraviglia per il coniglio e lo vogliono a tutti i costi.

«Bene, pagatemelo», acconsente Futin.

Glielo pagano subito e via di ritorno con il coniglio. Appena arrivati, parlano con le loro mogli.

«Questa sì che è una bella sorpresa per voi! Noi andiamo nei campi, voi mollate questo coniglio e il coniglio ci viene a chiamare.»

«Bene, questa sì che è bella!», esclamano le due donne.

Il giorno dopo gli uomini vanno nei campi, sono là ormai da tempo, viene mezzogiorno, arriva l’una, sono le due, arrivano le quattro del pomeriggio (loro non hanno orologio); ormai è sera, ma non si vede nessun coniglio! La bestiola, invece di andare a chiamarli, se ne era andata per i fatti suoi. I due si convincono di essere stati ingannati ancora una volta; e tornano da Futin.

Futin li vede tornare.

«Eh», dice alla moglie, «ci sono i miei fratelli. Sono qui! Questa volta, mi ammazzano, di sicuro. Non so cosa mi faranno!»

Poi, gli venne un’idea. Lì, in casa, c’era una ragazza di diciassette, diciott’anni che veniva a trovare sua moglie!

«Aspetta, aspetta», disse alla moglie. «Tu vai a nasconderti e tu», spiegò alla ragazza, «tu… quando entrano, rispondi due, tre parole e poi taci. Al resto ci penso io.»

La ragazza si mette al posto della moglie e subito entrano i due fratelli.

«C’è mio fratello?» (Parlano così perché vedono che c’è una forestiera).

«Non so… Io sono sua moglie, cosa volete?»

«Parlargli!»

Allora lei chiama Futin che entra subito.

«Ma dov’è tua moglie?»

«Mia moglie? L’ho ammazzata.»

«Ma sei matto? Cosa hai fatto? E questa qui, chi è?»

«Mia moglie! Io l’ho ammazzata e lei è rimasta giovane… Fate così anche voi, ammazzate le vostre mogli e vedrete che rinasceranno giovani.»

Non hanno più in mente il coniglio, tornano a casa, prendono le mogli e:

«Dobbiamo ammazzarvi!»

«Ma siete matti?», e le donne si mettono a piangere e gridare.

Loro non ci badano e le ammazzano. Accorre la polizia, li prendono e li mettono in prigione per un bel pezzo. Dopo tanti anni, i due fratelli escono di prigione.

«Bisogna che andiamo da Futin!»

Così fanno e trovano in casa la moglie, quella vera.

«Futin è là», spiega la donna. Vanno e lo prendono. Futin si mette a gridare:

«Avete ragione! Annegatemi, annegatemi!»

Allora lo mettono dentro un sacco e se lo trascinano dietro.

Dopo un po’ di strada, si sono stancati e si sono seduti sotto l’ombra di un salice.

«Meglio che ci riposiamo un po’!»

«Riposiamoci.»

Avevano lasciato il sacco con Futin un po’ discosto da loro e lì vicino un pastore pascolava le sue pecore.

Futin gridava:

«Aiuto, aiuto!»

Il pastore si avvicina e guarda.

«Che cos’è? Chi siete? Cosa fate lì?»

«Mi hanno chiuso nel sacco perché devo andare a sposare la figlia del re».

«Vieni fuori che mi ci metto io nel sacco, se tu non vuoi starci!»

Futin esce e il pastore entra nel sacco. I due fratelli non si erano accorti di niente, lo prendono su e lo buttano in mare.

Al ritorno, non vedono Futin là che pascolava le pecore! E c’erano altri animali, cavalli…..

I due fratelli vogliono pecore e animali anche loro…

«Allora vi debbo gettare in mare…»

Mette i fratelli nel sacco e li porta al mare.

«Più lontano dalla riva vi butto, più animali grossi troverete… Ho visto buoi, cavalli da corsa, bestie grosse insomma…»

«Va bene», gli raccomandano i due, «buttaci in là, lontano…»

Così i due fratelli annegano e lui rimane solo.

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