impariamo a fare come i ricci


 

Durante l’era glaciale molricci 43ti animali morirono per il freddo.
I ricci se ne accorsero e decisero di unirsi in gruppo e aiutarsi. In questo modo si proteggevano, ma le spine di ognuno ferivano i compagni più vicini che davano calore. Perciò decisero di allontanarsi e iniziarono a congelare e a morire.
Così capirono che o accettavano le spine del compagno vicino oppure sparivano dalla terra e morivano in massa. Con saggezza decisero di tornare tutti insieme. In questo modo impararono a convivere con le piccole ferite che un compagno vicino può causare, dato che la cosa più importante era il calore dell’altro.

ricci 50

In questo modo sopravvissero…

Morale della Favola:
Le relazioni migliori non sono quelle con delle persone perfette, ma quelle nelle quali ogni individuo impara a vivere con i difetti degli altri e ad ammirarne le qualità.

 

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24 thoughts on “impariamo a fare come i ricci

  1. esatto esatto esatto esattissimo anzi dirò di più esattoooo
    con le persone che stai bene è bello tutto ma è bello anche pungersi ogni tanto e capirci poi subito,non sarà un difetto inteso come ferita a bloccare la stima il rispetto le ferite scompaiono i difetti pure e tutto riappare di nuova luce
    a presto mia adorata scrittrice di emozionanti sorrisi
    Massimo

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  2. E’ proprio così…..ognuno ha le sue spine, anche se magari non le vede……quindi meglio cercare di accettarsi a vicenda. Buon sabato cara Rosa, un abbraccio!

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  3. Ciao Rosa appena tornato dal ristorante, accendo il pc, sono 8 giorni in astinenza, mi siete mancati tutti Cari Amici, Amiche. leggere questa bellissima storiella
    piena di verità… Un abbraccio e buona domenica ciaoooo

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  4. Ciao Rosa. E’ tanto che non passavo a leggerti, ho poco tempo… Infatti sto facendo solo post come questi sulle canzoni, saluti, senza impegno di tempo, come invece lo sono quelli dell’altro blog, su astrofisica eccetera. Buon fine settimana, grazie del tuo saluto e serena notte 🙂

    Marghian

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      • Ciao Rosa. Piu’ che preoccuparmi -sono infatti serenissimo.- mi spiace non riuscire a fare nulla delle solite tre cose, “lavorare- fare la spesa – da mangiare- e i piatti”. Davvero, detta cosi’ puo’ sembrare una battuta, ma non trovo tempo per nulla (al di fuori delle cose doverose)
        Che brutto vivere da soli. Lo so, lo so, “problemi ce ne’, sempre e in ogni caso”, “non e’ tutto rose e fiori”, “ci sono i pro e i contro”, ^cosi’ mi dicono e cosi’ sarà. Pero…
        Ciao Rosa, sicuramente riuscirò a farti gli auguri proprio a Natale. Se no restiamo cosi’: con l’augurio di un felice Natale e di un sereno inizio anno. Ciao 🙂

        Marghian

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      • La lotta quotidiana dei nostri tempi, é vero siamo sempre di corsa e pare che il tempo non basti mai… Dici bene é così X tutti, ma io sto imparando ad eliminare tutto ciò che ritengo inutile il tempo é troppo prezioso e io me ne sono accorta “crescendo” , godiamoci ogni istante un saluto con amicizia

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  5. Ah, sapete di quel presunto fenomeno dei cosiddetti “cerchi nel grano” attribuito da alcuni agli extraterrestri? Un po’ e’ la mia materia. Voglio solo scrivervi che c’e una curiosa ipotesi scettica (cioè’ di quelle persone che non credono che c’entrino gli extraterrestri in pratica ) che dice che a produrre questi disegni sui campi di grano piegando le spighe siano… Ricci in amore, che rotolandosi.. 🙂 Mah…

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