26 Gennaio 1972 –


Vesna Vulovic, una hostess della compagnia aerea Jat, sopravvive dopo essere stata sbalzata fuori dall’aereo (esploso in volo), ad una quota di 10.163 metri.
Vesna, senza ausilio di paracadute, è precipitata al suolo rompendosi entrambe le gambe, tre vertebre e subendo traumi al capo, ma nonostante tutto è sopravvissuta e, con l’aiuto della chirurgia, ha riconquistato l’uso di una delle gambe.

notizia dal web

..quando si dice : ” non è la tua ora…”

Annunci

15 thoughts on “26 Gennaio 1972 –

  1. Ma ndò le vai a pescà stè notizie…. …sei un vulcano!!!!!
    e comunque hai detto giusto…NON ERA IL SUO MOMENTO per andarsene, è stata graziata…..ma sta Vesna dev’essere come i gatti!!!!!!! ……”Catwoman”! 🙂

    Mi piace

  2. Infatti la Rosa deve cambiare il titolo del Blog in “Fulmine del Giorno”… ne hai sempre notizie non si riesce stare dietro… hahahahah

    Mi piace

  3. ….secondo me col popò che si ritrova ………..è atterrata sul morbido
    scherzi a parte può davvero ritenersi miracolata.
    Buona giornata, con amicizia, Vito

    Mi piace

  4. 10000 metri. sono tanti non era proprio la sua ora, decisamente no. sai ad un mio amico.invece è caduto perchè il paracadute gli s’aperto male.lui si è rotto tutto bacino, gambe braccia e trauma celebrale. ma lo fortuna qualè stata che grazie a quel ricovero gli hanno scoperto un tumore appena sorto, che poteva diventare molto pericoloso. adesso il mio amico sta bene ha una leggera zoppia ma sta bene ciao un abbraccio nazz.

    Mi piace

  5. Una ragazza, paracadutista, cadde con il paracadute chiuso per mille metri e si salvo’, e forse con danni anche minori rispetto a Vesna .
    “Quando si dice…non e’ la tua ora”. Mio padre ne sapeva qualcosa. Stava lavorando in miniera, il suo lavoro quel giorno consisteva nel caricare del materiale su di una carriola, e trasportarlo dove doveva. Riempita la carriola di detriti, penso’ fra se’ indeciso: “ne carico un altro po’ , la carriola non mi sembra tanto piena…Ma no, la trasporto cosi’…”. Fatti tre passi, del materiale frano’ improvvisamente dietro di lui, seppellendo la pala e degli altri attrezzi. “Un altro secondo di indecisione, e sarei morto!”, diceva sempre. Certo, nulla di “miracoloso” o di prodigioso al confronto, ma e’ vero che non era proprio arrivata l’ora. Ciao.

    Marghian

    Mi piace

Rispondi ✿

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...