Festa della Repubblica ⛲ 🎶


Il compleanno del nostro paese non può passare in sordina, certo ci potrebbero essere piu’ motivi per festeggiare per gli italiani- uno in particolare sarebbe la ripresa economica del paese in cui ogni uomo possa lavorare per vivere con dignità senza essere schiavo come in questi tempi dei trattamenti economici, dei ricatti, e dell’impossibilità di pensare ad un futuro relativamente prossimo.

Ma nel contempo non dimentichiamo il nostro passato, le nostre vittorie  recenti – ad esempio che le donne In Italia  votarono per la prima volta nel corso delle elezioni amministrative del marzo e aprile 1946 e, successivamente, per il celebre referendum monarchia/repubblica (2 giugno 1946).

Ieri, in occasione della festa della Repubblica è stato possibile visitare alcuni palazzi della città con un’apertura straordinaria.

Non mi sono lasciata sfuggire l’occasione di ammirare il nostro palazzo della Regione, dove qui potrete leggere brevemente la sua storia.

Mi limito solo ad aggiungere che tra gli urbanisti del tempo si accese una lunga disputa su come inserire la nuova costruzione nella piazza piu’ importante della città, visto che il teatro Carlo Felice, il Palazzo della Borsa e Palazzo Ducale con lo stile neoclassico avrebbe dovuto creare un insieme armonico.

Una limitazione al progetto fu inserita dalla Curia genovese: in quanto decise che avrebbe permesso la costruzione del palazzo solo al patto che sarebbe rimasta ben visibile la cupola della Chiesa di Sant’Ambrogio o Chiesa del Gesù come si preferisce chiamarla. In effetti ogni città ha la sua piazza piu’ importante con una chiesa importante, noi a Genova abbiamo trovato un compromesso per far contenti Curia e Comune.

Vi allego qui le foto degli interni con alcune opere esposte, aggiungo solo che il tavolo del famoso G8  del 2001 che era a Palazzo Ducale ora si trova nella sala di rappresentanza del Palazzo della Regione adeguatamente modificato aggiungendo  od eliminando qualche “spicchio” per l’uso attuale.

https://www.youtube.com/watch?v=gZv99R76N24
https://www.youtube.com/watch?v=4b27SGGTB7I

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«Lo Spirito Santo è il respiro di Dio».


Il mondo ha bisogno di uomini e donne non chiusi, ma ricolmi di Spirito Santo. La chiusura allo Spirito Santo è non soltanto mancanza di libertà, ma anche peccato. Ci sono tanti modi di chiudersi allo Spirito Santo: nell’egoismo del proprio vantaggio, nel legalismo rigido – come l’atteggiamento dei dottori della legge che Gesù chiama ipocriti –, nella mancanza di memoria per ciò che Gesù ha insegnato, nel vivere la vita cristiana non come servizio ma come interesse personale, e così via. Invece, il mondo ha bisogno del coraggio, della speranza, della fede e della perseveranza dei discepoli di Cristo. Il mondo ha bisogno dei frutti, dei doni dello Spirito Santo, come elenca san Paolo: «amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22). Il dono dello Spirito Santo è stato elargito in abbondanza alla Chiesa e a ciascuno di noi, perché possiamo vivere con fede genuina e carità operosa, perché possiamo diffondere i semi della riconciliazione e della pace. Rafforzati dallo Spirito – che guida, ci guida alla verità, che rinnova noi e tutta la terra, e che ci dona i frutti – rafforzati nello Spirito e da questi molteplici doni, diventiamo capaci di lottare senza compromessi contro il peccato, di lottare senza compromessi contro la corruzione, che si allarga sempre più nel mondo di giorno in giorno, e di dedicarci con paziente perseveranza alle opere della giustizia e della pace.

 

Papa Francesco

Invocazione allo Spirito Santo

Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell’intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò ch’è sviato.

Dona ai tuoi fedeli
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa, dona gioia eterna.

Papa Giovanni XXIII


dalla rete

Papa Giovanni XXIII: Per le cronache storiche è il Papa buono, che rivolgendosi ai fedeli in Piazza San Pietro disse: «Date una carezza ai vostri bambini e dite: “Questa è la carezza del Papa!”»

Nato a Sotto il Monte, piccolo borgo del bergamasco, e morto nella Città del Vaticano il 3giugno nel 1963, Angelo Giuseppe Roncalli venne eletto al soglio pontificio nel 1958, portando una ventata di evangelizzazione nella Chiesa Cattolica. 

Nel 2000 fu beatificato da papa Giovanni Paolo II. Entrambi sono stati proclamati “santi” il 27 aprile 2014.

Fu Papa dal 1958 al 1963-

La protesta di piazza Tienanme


Dal 15 al aprile al 4 giugno  1989, ci fu la rivolta di piazza Tien An Men, in Cina.
A provocare il primo accenno di protesta fu il funerale di Hu Yaobang.
Era un uomo liberale, 
Hu, ex delfino di Mao, voleva dare linfa vitale alla crescita economica, culturale e politica della Cina.
La sera stessa della sua morte, si radunarono tutte le persone che stimavano le idee d Hu, in Piazza Tien an men, a Pechino.
I manifestanti chiedevano al Partito di riabilitare la figura di Hu,dando spiegazioni ufficiali sulla situazione politica reale.

Tra il 18 e il 21 aprile, la folla gremì le strade di Pechino.
Ma il 22 aprile, giorno dei funerali di Hu….
In piazza Tien an men, nonostante le autorità avessero giurato severe punizioni, la protesta pacifista continuò e si divulgò.

Venne indetto uno sciopero generale all’Università di Pechino.
All’interno della leadership comunista cinese, non vi furono vedute univoche.
Il segretario generale del Partito, Zhao Ziyang, sembrò disponibile ad ascoltare con gli studenti.
Li Peng si convinse che la protesta fosse creata ad hoc, da agenti stranieri.
Per questo, la reazione fu dura.
Li Peng portò dalla sua parte Deng Xiaoping.

Una nuova manifestazione fu convocata per il 4 maggio.
Gli studenti non si fecero etichettare come marionette, al servizio di potenze straniere.
La data scelta coincise con l’anniversario del Movimento del 4 Maggio 1919, con il quale settanta anni prima gli studenti cinesi avevano lanciato il loro manifesto anti-imperialista.
Si organizzò la più vasta manifestazione di protesta, mai vista in Cina.
Zhao Ziyang era convinto che la protesta sarebbe morta con il passare dei giorni.

A Pechino, il 15 maggio fu attesa la visita del presidente sovietico Michail Gorbachev,  per cessare le ostilità politico-diplomatiche tra Mosca e Pechino.
IL MASSACRO DI PIAZZA TIEN AN MEN (PECHINO) Gorbachev venne considerato sinonimo di apertura e rinnovamento, 2 capisaldi che mancavano nella politica cinese.
Due giorni prima dell’arrivo del presidente sovietico, il 13 maggio, vari studenti, in Piazza Tien an men, fecero lo sciopero della fame.
La notte del 19 maggio, venne promulgata la legge marziale.
Le truppe militari cominciarono a muoversi verso il centro di Pechino.
Il 2 giugno, il Partito comunista decise di placare, con le armi, la manifestazione pacifista.
Il 3 giugno, i militari avanzarono verso Piazza Tienanmen.
È cominciò il massacro….

 Dopo una prima stima di 271 morti, inclusi i militari, e di circa 7.000 feriri, il governo cinese, infatti, non ha mai reso pubblico alcun documento in merito ai fatti di Tienanmen. Inizialmente la Croce Rossa cinese parlò addirittura di 2.600 morti e 30.000 feriti, ma fu subito costretta a ritirare le proprie stime.

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