Divina misericordia -la prima domenica dopo Pasqua


Il disegno essenziale di questo quadro è stato mostrato a suor Faustina nella visione del 22 febbraio 1931 nella cella del convento di Płock. “La sera, stando nella mia cella – scrive suor Faustina – vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido (…) Dopo un istante, Gesù mi disse, Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù confido in Te” Tre anni dopo a Vilnius Gesù ha spiegato il significato dei raggi: “I due raggi rappresentano il Sangue e l’Acqua” Non si tratta qui di un qualche effetto artistico, ma di una simbologia del quadro estremamente profonda.

Agli elementi essenziali del quadro appartengono le parole poste in basso: “Gesù, confido in Te“.  “Gesù mi ricordò (…) che queste tre parole dovevano essere messe in evidenza” Gesù ha definito un altro particolare di questo quadro, ha detto infatti: “Il Mio sguardo da questa immagine è tale e quale al Mio sguardo dalla croce”

Il cosiddetto “luogo teologico” è stato indicato dallo stesso Gesù, legando la benedizione del quadro e la sua pubblica venerazione alla liturgia della prima domenica dopo Pasqua. La Chiesa legge in quel giorno il Vangelo sull’apparizione di Gesù risorto nel Cenacolo e sull’istituzione del sacramento della penitenza (Gv 20, 19-29).

A questa scena del Cenacolo si sovrappone l’avvenimento del Venerdì Santo: la crocifissione e la trafittura del Cuore di Gesù con la lancia. “Entrambi i raggi uscirono dall’intimo della Mia misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia” Gesù ha spiegato poi che “il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime”

Le promesse legate alla venerazione dell’immagine.

Gesù ha definito con molta chiarezza tre promesse:

– “L’anima che venererà questa immagine, non perirà” :cioè ha promesso la salvezza eterna.

– “Prometto pure già su questa terra (…) la vittoria sui nemici” : si tratta dei nemici della salvezza e del raggiungimento di grandi progressi sulla via della perfezione cristiana.

– “Io stesso la difenderò come Mia propria gloria” nell’ora della morte : ha cioè promesso la grazia di una morte felice.

Il primo quadro della Divina Misericordia fu dipinto a Vilnius, nel 1934, dal pittore Eugenio Kazimirowski.

Santa Faustina nacque il 25 agosto 1905, terza di dieci figli, da Marianna e Stanislao Kowalski, contadini del villaggio di Glogowiec (attualmente diocesi di Wloclawek). Al battesimo nella chiesa parrocchiale di lwinice Warckie le fu dato il nome di Elena. Fin dall’infanzia si distinse per l’amore, per la preghiera, per la laboriosità, per l’obbedienza e per una grande sensibilità verso la povertà umana. All’età di nove anni ricevette la Prima Comunione; fu per lei un’esperienza profonda perché‚ ebbe subito la consapevolezza della presenza dell’Ospite Divino nella sua anima. Frequentò la scuola per appena tre anni scarsi. Ancora adolescente abbandonò la casa dei genitori e andò a servizio presso alcune famiglie benestanti di Aleksandrow, lodl e Ostrowek, per mantenersi e per aiutare i genitori.
Fin dal settimo anno di vita avvertì nella sua anima la vocazione religiosa, ma non avendo il consenso dei genitori per entrare nel convento, cercava di sopprimerla. Sollecitata poi da una visione di Cristo sofferente, partì per Varsavia dove il 10 agosto del 1925 entrò nel convento delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia. Col nome di Suor Maria Faustina trascorse in convento tredici anni in diverse case della Congregazione, soprattutto a Cracovia, Vilnius e Plock, lavorando come cuoca, giardiniera e portinaia.
All’esterno nessun segno faceva sospettare la sua vita mistica straordinariamente ricca. Svolgeva con diligenza tutti i lavori, osservava fedelmente le regole religiose, era riservata, silenziosa e nello stesso tempo piena di amore benevolo e disinteressato. La sua vita apparentemente ordinaria, monotona e grigia nascondeva in sè una profonda e straordinaria unione con Dio.
Gli anni della sua vita religiosa abbondarono di grazie straordinarie: le rivelazioni, le visioni, le stigmate nascoste, la partecipazione alla passione del Signore, il dono dell’ubiquità, il dono di leggere nelle anime, il dono della profezia e il raro dono del fidanzamento e dello sposalizio mistico.
La missione di Suor Faustina consiste in tre compiti:
– Avvicinare e proclamare al mondo la verità rivelata nella Sacra Scrittura sull’amore misericordioso di Dio per ogni uomo.
– Implorare la misericordia Divina per tutto il mondo, soprattutto per i peccatori, tra l’altro attraverso la prassi delle nuove forme di culto della Divina Misericordia indicate da Gesù: l’immagine di Cristo con la scritta: Gesù confido in Te, la festa della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua, la coroncina alla Divina Misericordia e la preghiera nell’ora della Misericordia (ore 15). A queste forme del culto e anche alla diffusione della devozione alla Divina Misericordia il Signore allegava grandi promesse a condizione dell’affidamento a Dio e dell’amore attivo per il prossimo.
– Ispirare un movimento apostolico della Divina Misericordia con il compito di proclamare e implorare la misericordia Divina per il mondo e di aspirare alla perfezione cristiana sulla via indicata da Suor Faustina. Si tratta della via che prescrive un atteggiamento di fiducia filiale in Dio, che si esprime nell’adempimento della Sua volontà e nell’atteggiamento misericordioso verso il prossimo.
Suor Faustina, distrutta dalla malattia e da varie sofferenze che sopportava volentieri come sacrificio per i peccatori, nella pienezza della maturità spirituale e misticamente unita a Dio, morì a Cracovia il 5 ottobre 1938 all’età di appena 33 anni. La fama della santità della sua vita crebbe insieme alla diffusione del culto della Divina Misericordia e secondo le grazie ottenute tramite la sua intercessione. Negli anni 1965-67 si svolse a Cracovia il processo informativo relativo alla sua vita e alle sue virtù e nel 1968 iniziò a Roma il processo di beatificazione che si concluse nel dicembre del 1992. Il 18 aprile del 1993, sulla piazza di San Pietro a Roma, il Santo Padre Giovanni Paolo II l’ha beatificata e il 30 aprile 2000, Anno del Gande Giubileo del 2000, l’ha canonizzata.
Le reliquie di Suor Faustina attualmente sono sparse nel mondo in varie chiese. La tomba con i pochi resti corporali sono conservati nella cappella della casa a Cracovia dove si recava a pregare. Le reliquie sono anche esposte nel Santuario della Divina Misericordia, Chiesa Santo Spirito in Sassia.

Si recita con la corona del Rosario.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Padre Nostro, Ave Maria, Credo.

Sui grani del Padre Nostro si dice:

Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani dell’Ave Maria si dice:

Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Alla fine si dice tre volte:

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.

si termina con l’invocazione

O Sangue e Acqua ,che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi,confido in Te

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

-dal web-

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23 thoughts on “Divina misericordia -la prima domenica dopo Pasqua

  1. caro gesu\’,non farti assalire dallo sconforto, non pensare che non sei considerato,ho capito , stai pensando che se avessi scritto un post "leggero" con argomenti di moda, di soldi o d\’altro avrebbe riscosso piu\’ attenzione da parte dei lettori…ma sai che ti dico? … io penso che qualcuno l\’abbia letto,ma che è difficile commentare questo mistero grande che tu rappresenti,da parte mia, sono appagata… perchè poter scrivere anche di te, ricordarti nelle ns giornate cosi caotiche, dar la possibilità a chi vuole ascolatare di trasmettere la tuaparola, a mio avviso è già un semino che messo li nel cuore delle persone, aspetta solo un pò di sole e d\’acqua x germogliare e kissà magari diventare forte e possente come una quercia.grazie gesu\’ per ciò che mi dai grazie anche per ciò che non mi dai xkè ho capito che evidentemente non mi servegrazie xkè ti sento nel mio cuoregesu\’, confido in te!

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  2. Infatti, ho letto; colgo l’occasione per chiedere a Gesù misericordioso di vegliare su i piccoli, gli indifesi, i diseredati, i malati ecc, sono davvero tanti quelli che soffrono! Con la speranza che le preghiere dei puri di cuore arrivino al Signore. Grazie Rosa

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  3. Dal vangelo secondo Matteo (5,1- 12)Beati i misericordiosi,Perché troveranno misericordia,Beati i puri di cuorePerché vedranno Dio.Io dico: beato chi riesce a leggere con tanta chiarezza il proprio cuore e a vivere la vita con coraggio e coerenza.

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  4. cara rosa………..non aspetto neppure un minuto di più a commentare,…..sei grande….una grande donna di fede……hai ragione…stesso post…in questo siamo molto simili.sono appena tornata dalla mia MESSA domenicale….e l\’omelia del sacerdote è stata bellissima…Confidare in Gesù è una nostra grande opportunità, un piacere immenso….sì, Lui ci ascolta sempre…mettiamo nelle sue mani la nostra vita e saprà come farla crescere nell\’amore vero.Credere nella Sua Misericordia certa è qualcosa che ci riempie di grande gioia e amore, ci fa sentire parte di Lui e in Lui.Il Santo Rosario è la preghiera che granello dopo granello ci porta ad aumentare la sua presenza, ci porta a sentirci grandi nella fede.Cara Rosa, nel mio paese c\’è bisogno di preghiere per un bimbo molto ammalato, è piccolo, non ha neppure 2 anni….., ti prego di unirti a noi con la forza della preghiera per intercere presso Gesù Misericordioso per aiutarlo a diventare grandein questo Santo giorno…..AVE MARIA…..MADRE DI TUTTI NOI….AIUTALO…FELICE DOMENICA A TUTTI…………..MAMYLELLA

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  6. Pingback: la festa della Divina Misericordia | Parrocchia "Nostra Signora della Neve" ♦ Bolzaneto ♦

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  8. Vero, Rosa, oggi e’ “la domenica in albis- vestibus-“, in bianche ( vesti). Da quella usanza di allora, agli inizi della storia della Chiesa, le tuniche bianche dei battezzandi, e prima ancora da quella degli aspiranti senatori romani, deriva la parola “candidato”, appunto “vestito di bianco”. Ciao, buona serata.

    Marghian

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