Oggi ho scoperto che:


💁🏻‍♀ I cavalli non possono vomitare. 🐴

Sembrerà strano, ma i cavalli non vomitano. Si differenziano dagli altri erbivori per il fatto di avere uno stomaco monogastrico (stomaco formato da una sola sacca). Ma il motivo per cui il cibo non può essere rigurgitato è dovuto al cardias, una valvola muscolare tra esofago e stomaco che si apre solo in una direzione, verso l’interno, la quale non permette al cibo di risalire.

Annunci

Chiedi al torrente


 

di Gabriele Parodi e Paola Coraini

Premetto che ho letto questo libro scritto da amici con molta curiosità e sicura di imparare qualche cosa di nuovo. Mi dissocio da qualsiasi formazione politica estremista di ieri e di oggi.
Destra, sinistra sono concetti quasi astratti nella società in cui viviamo.
Ma la storia, è stata vissuta e noi oggi abbiamo il dovere di conoscere la verità.
E’ un libro dove apprendere ciò che sui libri di scuola non è stato mai menzionato, ma che onestamente noi adulti abbiamo intuito per onestà intellettuale.
Un grande lavoro di ricerca certosina tra tantissimi documenti d’archivio ed anche di testimonianze dirette.
Di alcuni episodi tristemente narrati ne ero a conoscenza, ma della maggior parte ne ignoravo l’accaduto.
Un libro che e’ quasi un saggio storico dove viene approfondito il passato delle stragi partigiane a Bolzaneto ed in Valpocevera.
Certo, si resta basiti leggendo di tanta crudeltà, ma francamente tutto questo disprezzo, male ed odio – subìto e raccontato non mi ha meravigliato perché si sa che le guerre rendono l’uomo disperati vigliacchi ed indisciplinati.
Il male non veste sono una divisa -come del resto il bene non si cela solo in chi indossa un fazzoletto rosso- gli esasperati ci sono sempre in ogni guerra, in ogni battaglia in ogni luogo ed in ogni data.
Certo è fermamente da condannare nel modo più’ assoluto il fascismo, ma qui gli autori hanno voluto dare risalto alle vittime cadute solo perché magari avevano in qualche modo qualche legame con qualche simpatizzante, in modo particolare alle donne che oltre ad essere uccise sono state barbaramente sterminate.
Ciò che fa male leggere in un saggio cosi preciso è ritrovarsi nell’ambientazione di cui si narra, perché è la nostra valle.
Ne risulta un dettagliato ed onesto resoconto di vittime e oppressori.
I morti sono esseri umani che devono essere ricordati per ciò che hanno fatto nella loro vita di bene e di male.
Tutti devono essere richiamati alla memoria, poi Dio li giudicherà per le loro azioni. ( per chi crede)
Gabriele, durante la presentazione del libro li ha definiti fantasmi in attesa di un posto della memoria dove riposare, e come dargli torto?
Su questi episodi si è taciuto per tutti questi decenni forse per evitare polemiche politiche o forse perché faceva troppo male ricordare e rinvangare il passato.
“”Colui che conosce solo un lato della questione, ne conosce ben poco.
(John Stuart Mill)””
La lettura scorre velocemente e facilmente pur trattando di argomenti cosi dolorosi.
Sono certa che non e’ intenzione degli autori inneggiare al fascismo e alle dittature totalitarie e non – ma informare soprattutto le nuove generazioni della cronaca avvenuta negli anni 1943/1945 nel nostro quartiere.
Consiglio di leggerlo soprattutto a chi come me, non ha mai sentito testimonianze diretti dai bolzanetesi degli anni della guerra.
leggendo si impara e si cresce.
il mio voto è 855887873_2241108002578371_3020078014495981568_n

Figli e genitori


Ogni figlio è padre della morte dei suoi genitori

C’è una rottura nella storia della famiglia, dove le età si accumulano e si sovrappongono e l’ordine naturale non ha senso:

È quando il figlio diventa il padre del Padre e la madre della Madre

È quando uno dei genitori che ti ha preso con forza della mano quando eri piccolo non può piu’ stare da solo.

È quando un genitore una volta figura ferma e insuperabile, si indebolisce e barcolla nel camminare e nell’esprimersi.

È quando uno dei genitori prima grande uomo forte o madre precisa ed attenta fallisce a mettersi i propri vestiti e non ricorda le sue medicine, e spesso non ricorda nemmeno chi sei e e come ti chiami-

E noi, come figli, non faremo altro che accettare che siamo responsabili di quella vita.
Quella vita che ci ha generato dipende dalla nostra vita per morire in pace.

Ogni figlio è il padre della morte dei suoi genitori

Forse la vecchiaia del Padre e della Madre sono per noi il nostro ultimo insegnamento.
Un’occasione per restituire le cure e l’amore che ci hanno dato per decenni.

Quanto dolore per entrambi,  ma dobbiamo

trovare  le forze e dire a voce bassa bassa 
“SONO QUİ “