📋 Il decalogo per vivere bene


📋 Il decalogo per vivere bene

🔹 Non sentirti assolutamente certo di nulla.
🔹 Non pensare che valga la pena procedere nascondendo la realtà dei fatti, perché è sicuro che essa verrà alla luce.
🔹 Non cercare di scoraggiare la riflessione perché è sicuro che ci riuscirai.
🔹Quando sei confrontato da una opposizione, anche se dovesse trattarsi di tuo marito o dei tuoi figli, cerca di superarla con la discussione e non con l’imposizione, perché una vittoria ottenuta con la forza è fittizia e illusoria.
🔹 Non avere alcuna venerazione per l’altrui autorità, in quanto si possono sempre trovare altre autorità ad essa contrarie.
🔹 Non utilizzare il potere per sopprimere opinioni che ritieni dannose, perché così facendo saranno le opinioni a sopprimere te.
🔹Non aver paura di essere eccentrico nelle tue idee perché ogni idea ora accettata è stata una volta considerata eccentrica.
🔹Trova più gusto in un dissenso intelligente che in un consenso passivo, perché, se apprezzi l’intelligenza come dovresti, nel primo caso vi è una più profonda consonanza con le tue posizioni che non nel secondo.
🔹 Sii scrupolosamente sincero, anche se la verità è scomoda, perché è ancora più scomodo il tentare di nasconderla.
🔹 Non provare invidia per la felicità di coloro che vivono di illusioni, perché solo uno sciocco può pensare che in ciò consista la felicità.

  • BERTRAND RUSSELL, Un decalogo liberale –

#riflessione #bertrandrussell #felicità

CHI HA I CAPELLI ROSSI SOFFRE DI PIÙ?


SI….A provarlo è un singolare test condotto dall’anestesiologo Edwin B. Liem (Università di Louisville) su un gruppo di 60 donne, 30 delle quali dotate di capelli rossi. Coloro che presentavano rutilismo, cioè avevano peli e capelli ramati, si sono rivelate particolarmente sensibili al “dolore termico”: le rosse iniziano infatti a percepire dolore già intorno ai 6 °C, un valore piuttosto alto se confrontato con le temperature più basse (0 °C ) che le more sono in grado di sopportare.
ANESTESIA POCO EFFICACE. Da tempo in ambiente chirurgico gira voce che i pazienti con capelli rossi, specie se donne, siano meno reattivi ai farmaci anestetici. Un altro studio di Liem ha dimostrato che le rosse sono in effetti più resistenti agli effetti analgesici della lidocaina sottocutanea, un comune anestetico locale, di cui sarebbe pertanto necessario un dosaggio superiore del 20%. Adesso i ricercatori stanno indagando in che modo la modulazione del dolore sia correlata con una mutazione del gene recettore della melanocortina 1 (MC1R), responsabile appunto del rutilismo.

Fonte Rivista FocusD&R

Hugo Boss ed Hitler


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Fondata nel 1923 a Metzingen, Hugo Boss è stato nel 1933, dopo aver aderito alla campagna del partito nazional socialista Tedesco, fornitore ufficiale dei gruppi SS tedeschi nel reparto abbigliamento.

L’azienda si arricchì e crebbe cominciando ben presto a fornire uniformi ai nazisti. Cominciò con le camicie brune, simbolo del partito e delle SA, la sua milizia. Poi, dopo la presa del potere da parte della Nsdap a seguito della vittoria elettorale di Hitler nel 1933, la ditta di Hugo Boss divenne una delle principali produttrici di uniformi per la Wehrmacht, per le SS, e per la Hitlerjugend, la gioventù nazista.

Nel 1945, con la sconfitta della Germania nella seconda guerra mondiale, Hugo Boss, accusato di aver sostenuto la causa nazista, fu condannato a pagare una multa e privato del diritto al voto.

Tacchino


🦃 In inglese, tacchino (turkey) ha lo stesso nome della Turchia. In turco si chiama “hindi”, ovvero “indiano”. In Portogallo, è conosciuto come “peru”. In arabo, l’uccello è chiamato “uccello greco”. In Grecia si chiama “pollo francese” e in Francia l’etimologia del nome è “pollo indiano”. Il tacchino non è indigeno di nessuno di questi paesi

Leone


Il leone è un tipo davvero focoso. Pensate che durante la stagione degli amori il leone si accoppia con una femmina ogni quindici minuti per una settimana di fila, ciò significa che arriva ad avere circa 672 accoppiamenti, ricordiamo però che la stagione dell’amore non c’è tutti gli anni quindi il leone, nonostante la sua grande capacità e resistenza, si prende poi una pausa di due anni tra una stagione e l’altra!

#Curiosità

L𝓪 𝓿𝓲𝓻𝓰𝓸𝓵𝓪 è 𝓵𝓪 𝓹𝓸𝓻𝓽𝓪 𝓰𝓲𝓻𝓮𝓿𝓸𝓵𝓮 𝓭𝓮𝓵 𝓹𝓮𝓷𝓼𝓲𝓮𝓻𝓸.


“Se l’uomo sapesse realmente il valore che ha la donna andrebbe a quattro zampe alla sua ricerca.”

Se sei donna, certamente metteresti la virgola dopo la parola “donna”.
Se sei uomo, certamente la metteresti dopo la parola “ha”.

5 maggio


Ei fu. Siccome immobile, 
dato il mortal sospiro, 
stette la spoglia immemore 
orba di tanto spiro, 
così percossa, attonita 
la terra al nunzio sta, 
muta pensando all’ultima 
ora dell’uom fatale; 
né sa quando una simile 
orma di pie’ mortale 
la sua cruenta polvere 
a calpestar verrà. 
Lui folgorante in solio 
vide il mio genio e tacque; 
quando, con vece assidua, 
cadde, risorse e giacque, 
di mille voci al sònito 
mista la sua non ha: 
vergin di servo encomio 
e di codardo oltraggio, 
sorge or commosso al sùbito 
sparir di tanto raggio; 
e scioglie all’urna un cantico 
che forse non morrà. 
Dall’Alpi alle Piramidi, 
dal Manzanarre al Reno, 
di quel securo il fulmine 
tenea dietro al baleno; 
scoppiò da Scilla al Tanai, 
dall’uno all’altro mar. 
Fu vera gloria? Ai posteri 
l’ardua sentenza: nui 
chiniam la fronte al Massimo 
Fattor, che volle in lui 
del creator suo spirito 
più vasta orma stampar. 
La procellosa e trepida 
gioia d’un gran disegno, 
l’ansia d’un cor che indocile 
serve, pensando al regno; 
e il giunge, e tiene un premio 
ch’era follia sperar; 
tutto ei provò: la gloria 
maggior dopo il periglio, 
la fuga e la vittoria, 
la reggia e il tristo esiglio; 
due volte nella polvere, 
due volte sull’altar. 
Ei si nomò: due secoli, 
l’un contro l’altro armato, 
sommessi a lui si volsero, 
come aspettando il fato; 
ei fe’ silenzio, ed arbitro 
s’assise in mezzo a lor. 
E sparve, e i dì nell’ozio 
chiuse in sì breve sponda, 
segno d’immensa invidia 
e di pietà profonda, 
d’inestinguibil odio 
e d’indomato amor. 
Come sul capo al naufrago 
l’onda s’avvolve e pesa, 
l’onda su cui del misero, 
alta pur dianzi e tesa, 
scorrea la vista a scernere 
prode remote invan; 
tal su quell’alma il cumulo 
delle memorie scese. 
Oh quante volte ai posteri 
narrar se stesso imprese, 
e sull’eterne pagine 
cadde la stanca man! 
Oh quante volte, al tacito 
morir d’un giorno inerte, 
chinati i rai fulminei, 
le braccia al sen conserte, 
stette, e dei dì che furono 
l’assalse il sovvenir! 
E ripensò le mobili 
tende, e i percossi valli, 
e il lampo de’ manipoli, 
e l’onda dei cavalli, 
e il concitato imperio 
e il celere ubbidir. 
Ahi! forse a tanto strazio 
cadde lo spirto anelo, 
e disperò; ma valida 
venne una man dal cielo, 
e in più spirabil aere 
pietosa il trasportò; 
e l’avvïò, pei floridi 
sentier della speranza, 
ai campi eterni, al premio 
che i desideri avanza, 
dov’è silenzio e tenebre 
la gloria che passò. 
Bella Immortal! benefica 
Fede ai trïonfi avvezza! 
Scrivi ancor questo, allegrati; 
ché più superba altezza 
al disonor del Gòlgota 
giammai non si chinò. 
Tu dalle stanche ceneri 
sperdi ogni ria parola: 
il Dio che atterra e suscita, 
che affanna e che consola, 
sulla deserta coltrice 
accanto a lui posò.

L’ode il Cinque Maggio fu scritta, di getto, in soli tre o quattro giorni, dal Manzoni commosso dalla conversione cristiana di Napoleone avvenuta prima della sua morte (la notizia della morte di Napoleone si diffuse il 16 luglio 1821 e fu pubblicata nella “Gazzetta di Milano”).

dal web

Il marito geloso


Il marito telefona a casa dall’ufficio.
Risponde una bambina.
“Ciao cara, sono papà, è lì la mamma?”
“No, è di sopra in camera con lo zio Franco”
“Ah… ma tu non hai uno zio Franco…”
“Sì che ce l’ho, è di sopra in camera con la mamma”
“Ah, okay. Ascolta cosa devi fare: vai di sopra, fuori dalla porta della camera della mamma, e dì che hai visto la macchina del papà che è tornato prima dal lavoro”
“Va bene”
.(un paio di minuti dopo….)
“Ho fatto quello che mi hai detto, papà”
“E cosa è successo?”
“La mamma è saltata fuori dal letto nuda e correva in giro urlando. Poi è inciampata nel tappeto, è caduta dalle scale e credo che sia morta”
“Oddio! E dove è lo “zio Franco”?”
“Anche lui è saltato fuori dal letto nudo e urlando. Poi ha aperto la finestra sul giardino ed è saltato di sotto nella piscina, ma si è dimenticato che l’avevi fatta svuotare ed è morto anche lui”
“Piscina??? Oh cavolo ho sbagliato numero!

Perché Maggio è il mese della Madonna?


La storia del mese mariano comincia nel Medioevo con il tentativo di cristianizzare le feste pagane in onore della natura in fiore.

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Evocando la Madonna, la creatura più alta, si potevano unire i temi della natura e della Santa Vergine. Anche il beato Enrico Susso di Costanza (secolo XIV) componeva saluti con i quali dedicava la primavera in genere e maggio in particolare alla Vergine.

La pratica delle prime devozioni risale al secolo XVI. A Roma fu San Filippo Neri a delineare il futuro mese mariano insegnando ai giovani ad ornare le statue della Madonna nel mese di maggio, a cantar lodi in suo onore e a compiere atti di virtù e di mortificazione.

Nasce il “fioretto di maggio”, gli altarini e le funzioni serali …

Ma vediamo più in dettaglio il perché Maggio è mese mariano.

 

Come la maggior parte delle grandi tradizioni popolari, la “marianità” del mese di maggio  non ha un “inventore” ma è piuttosto il risultato di una armoniosa fusione di tradizioni svariate.

Vediamo quali elementi si sono fusi per far sì che maggio diventasse universalmente il “mese della Madonna”!

 Maggio è il mese dell’amore.

Lo è fin dall’antichità. Non solo perché la bellezza della stagione suggerisce pensieri “romantici”,  ma anche per un motivo molto più concreto e pratico:  dopo i rigori dell’inverno (ai quali, con la diffusione del Cristianesimo si aggiunsero i rigori della Quaresima)  lo sbocciare della bella stagione (e, sempre con il diffondersi del Cristianesimo, del tempo pasquale)  diventava l’occasione per organizzare feste popolari: occasione privilegiata per gli incontri fra giovani  e quindi per il nascere di affetti e di progetti matrimoniali.

La letteratura colta e popolare poi insisté molto su questo abbinamento fra maggio e amore, contribuendo così a rafforzarlo e a radicarlo nell’immaginario collettivo.

 Maggio è anche il mese delle rose.

Per la verità adesso non lo è più, da quando l’innesto con una varietà di piccole rose orientali (sec. XIX)

ha dato alle nostre rose la caratteristica che mancava, e cioè la rifiorenza.

Adesso abbiamo rose da aprile a novembre, ma un tempo le rose erano proprie del solo mese di maggio,  il che accentuava la loro preziosità e anche la particolare bellezza di questo mese: e anche questo è un elemento che predispone il terreno alla marianità di maggio.

 Ma ecco subentrare un fatto importantissimo, e cioè la grande “svolta medievale” della devozione mariana.

La esaminiamo in tre passaggi:

 

1. Nei primi secoli del Cristianesimo la Madonna era stata oggetto di grandi riflessioni teologiche:  e fu giusto, perché la cristianità doveva avere ben chiaro il ruolo della Madonna,  il suo legame unico e irripetibile con il Salvatore, la sua reale maternità e la sua perpetua verginità.

 

2. Il Medio Evo, che pure fu epoca di grandi crudeltà,  fu anche epoca di meravigliose intuizioni e di eccezionale passione religiosa.

Fra le grandi intuizioni del Medio Evo ricordiamo (anche se questo non avveniva sempre, ovviamente…!)

la straordinaria valutazione della donna.

Pensiamo alla cavalleria, pensiamo al nostro Dolce Stil Novo: la donna era vista come creatura angelica,

come tramite fra l’uomo e Dio, come “Signora” alla quale consacrare la propria vita  in un rapporto d’amore che spesso era tutto ideale e spirituale.

Ripeto, questo non era la norma, ma era un elemento molto presente, se non nella prassi, almeno a livello di convinzione.

 

3. Per uno stupendo disegno della Provvidenza gli animi imbevuti di questa mentalità  (magari anche solo a livello superficiale) finirono per orientare verso Maria questo concetto altissimo della donna,  e così Maria divenne oggetto non più soltanto di riflessione teologica, ma di appassionato e delicato amore.

I Santi (che sono sempre i grandi profeti di ogni secolo) cominciarono a rivolgersi alla Madonna come innamorati,  fiorivano le cattedrali e le opere d’arte ispirate alla Madonna, per non parlare delle feste e del folklore…

Sì, la Madonna fu veramente la regina del Medio Evo!

Anzi, lo stesso appellativo Madonna nasce proprio in quest’epoca: Mea domina, Signora mia.

Non per niente nelle altre lingue diventerà Notre Dame, Our Lady, Nuestra Señora, Nossa Senhora…

 A questo punto fiorisce spontaneo l’abbinamento: maggio è il mese dell’amore,  Maria è la donna amata per eccellenza:  dunque Maggio è il mese di Maria!

 Dal Medio Evo in poi il fiorire progressivo di tradizioni in questo senso è stato insieme conseguenza e causa

di questa bella equivalenza. E’ vero che ci sono voluti dei secoli per arrivare alle forme di devozione odierne.

Ma le radici profonde sono qui, in questo abbinare Maria e amore.

 Ma a questo punto sta bene anche qualche data!

La prima documentazione scritta della marianità di maggio compare in una composizione del re-poeta Alfonso di Castiglia (morto nel 1284) e in uno scritto del beato Susone (morto nel 1336).

Nel secolo XIV a Parigi il primo maggio si celebrava una paraliturgia mariana.

Possiamo però supporre che nell’animo popolare la marianità di maggio fosse già ben presente:  è con il Medio Evo tra l’altro che nasce il Rosario: siccome alla donna amata si offrono ghirlande di rose,  ecco che a Maria si offrono ghirlande di Ave Maria.

Il legame del Rosario con maggio (anche se non è l’unico che caratterizza questa preghiera mariana) è evidente, se non altro nella denominazione.

 

Nel ‘500, forse per arginare il carattere pagano delle feste primaverili, i predicatori  e i pastori d’anime incoraggiarono con forza il maggio mariano: tra essi spicca San Filippo Neri.

 

Nel ‘600 fioriscono pubblicazioni specifiche sul mese di maggio, che nel ‘700 ha ormai trovato una stabile caratterizzazione  e una prassi comune fatta di preghiere, canti, pratiche devote da distribuire lungo il mese, testi di meditazione abbinati ai vari giorni.

I Mesi di Maggio si moltiplicano ovunque, nelle tipografie come nella pratica della vita quotidiana !

 

Il secolo XIX accentua la marianità di maggio e così pure la prima metà del ‘900.

Oggi, dopo alcuni decenni di doloroso oscuramente della marianità di maggio e della devozione mariana in generale, sembra di assistere a un bel rifiorire dell’amore per la Madonna, con le debite conseguenze, ì maggio compreso.

E concludendo ci accorgiamo di non avere risposto con precisione alla domanda:

Quando è nato il maggio mariano?

Ma non è possibile farlo con esattezza, ed è bello che sia così:  perché abbinare maggio alla Madonna, non fu l’intuizione di un singolo,  ma un’esigenza del cuore di tutto un popolo semplice e innamorato.

 

Tratto da sito http://www.pastoralespiritualita.it/Articoli-Rubriche/Con-Maria-verso-Gesu/Perche-Maggio-e-il-mese-della-Madonna.html

La stage di Portella della Ginestra


1947: La stage di Portella della Ginestra – Pian della Ginestra è un luogo in aperta campagna nella provincia di Palermo.
L’1 Maggio 1947 la gente si riunisce per la terza volta dopo la guerra per festeggiare la festa del lavoro, la manifestazione è organizzata da socialisti e comunisti della zona, vittoriosi dopo le ultime elezioni.
Dato il clima festoso molti sono i bambini presenti.
Verso le 10 del mattino si sentono dei colpi che la gente interpreta come mortaretti di festeggiamento, sono invece scariche di fucile rivolte alla folla inerme.
11 saranno i morti, e 27 i feriti.
Due dei morti sono bambini, molte le donne.
La banda di assassini era capeggiata dal noto malvivente Salvatore Giuliano, ancora oggi considerato da molti un eroe in Sicilia, colluso con mafia e poteri forti dello stato