IL DOLORE COME VIA DELLA COMPLETEZZA



di Frank Ostasesky
(insegnante buddhista statunitense)
~ prima parte ~

Soffrire per la morte di una persona cara è come essere gettati in un fiume in piena, in balia di emozioni potenti e contraddittorie.
Ci sentiamo trascinare sotto la superficie della nostra vita, in acque oscure dove ci manca il respiro.
Lottiamo disperatamente per risalire a galla.
Nel momento in cui ci arrendiamo, siamo trasportati verso una nuova destinazione.
Una volta emersi, approdiamo a riva con occhi diversi ed entriamo nella pienezza della vita.

C’è un’antica storia buddhista nota come “la parabola del seme di senape”.
Racconta di una donna cui un giorno, all’improvviso, muore il figlioletto di otto anni.
Pazza di dolore, stringendo fra le braccia il corpo del bambino, percorre le strade del villaggio implorando aiuto, chiedendo una qualche medicina per salvare il figlio.
Qualcuno la indirizza al luogo dove il Buddha è seduto in meditazione; la donna lo raggiunge e lo supplica di aiutarla.
Il Buddha risponde di poterlo fare, ma non prima che lei abbia portato a termine un compito: portargli un seme di senape proveniente da una casa che non sia mai stata visitata dalla morte.
La donna fa ritorno al villaggio, alla ricerca del seme.
La storia continua dicendo che la donna bussò a tutte le porte, senza riuscire a trovare una famiglia che non fosse mai stata toccata dalla morte.
Questa scoperta le fa comprendere che la morte colpisce chiunque e che il dolore accomuna tutti gli uomini.
La comprensione le consente di trovare pace, e infine di seppellire il suo bambino.

(da: “Saper accompagnare. Aiutare gli altri e se stessi ad affrontare la morte”)

🍂

PAIN AS A WAY OF COMPLETENESS
by Frank Ostasesky
(American Buddhist teacher)
~ first part ~

Suffering for the death of a loved one is like being thrown into a flood river, at the mercy of powerful and contradictory emotions.
We feel dragged under the surface of our life, in dark waters where we are short of breath.
We desperately struggle to get back to the surface.
The moment we surrender, we are transported to a new destination.
Once we emerge, we land on the shore with different eyes and enter the fullness of life.

There is an ancient Buddhist story known as “the parable of the mustard seed”.
It tells of a woman who suddenly dies an eight-year-old son one day.
Mad with grief, clutching the boy’s body in her arms, she walks the streets of the village begging for help, asking for some medicine to save her son.
Someone directs it to the place where the Buddha is sitting in meditation; the woman reaches him and begs him to help her.
The Buddha replies that he can do it, but not before she has completed a task: to bring him a mustard seed from a house that has never been visited since death.
The woman returns to the village, looking for the seed.
The story goes on to say that the woman knocked on all doors, unable to find a family that had never been touched by death.
This discovery makes her understand that death affects everyone and that pain unites all men.
Understanding allows her to find peace, and finally to bury her baby.

(from: “Knowing how to accompany. Helping others and themselves to face death”)

2 pensieri su “IL DOLORE COME VIA DELLA COMPLETEZZA

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