Evviva voi .


Sono 13 anni che mi diverto a scrivere sul mio blog… cose personali e meno.
Ho un buon numero di lettori fidelizzati e 900 blogger iscritti.
Da una decina d’ anni mi sono aperta il mio profilo di fb, ed ho constatato che gli amici reali mi seguono più su fb che sul blog.
Certo fb è un social più’ immediato e di lettura meno impegnativa di un blog.
Sono molti gli amici che da msn a wp ci siamo ritrovati poi su fb… ma alcuni con scarsa propensione d’interpretazione hanno difficoltà ad approcciarsi con le pagine di un blog.
Forse si spaventano, come gli studenti davanti ad un libro dalla copertina poco interessante o dal volume un po’ impegnativo…chissà–
resta il fatto che ho notato un target molto differente.
Per questo mi servo di entrambi: su fb sono pochi gli amici inclini a seguire discorsi più serii ed impegnativi… li si va di corsa… si cazzeggia e si scherza.. ma quando vuoi confrontarti davvero hai bisogno di piu’ e quindi evviva il blog.

Evviva voi ♥

Affetto e tenerezze non scontate


Stamattina, nonostante la nottata insonne sono felice.
Sono felice, perché è bello ricevere la telefonata di un’amica di mia figlia .
Così tanto per il piacere di sentirmi.
27 anni di differenza potrebbero creare un muro di imbarazzo, distacco e disaffezione, eppure constato con piacere che non è cosi ♥
Io le penso sempre, e chiedo ogni tanto a Simo, ma a parte qualche messaggio ogni tanto non mi permetto di entrare con prepotenza nelle loro vite.
Però è facile per me portarle nel cuore, perché sono tutte speciali.
Evidentemente questo sentimento è reciproco, perché quando una persona ti cerca vuol dire che ti pensa, che ti stima, che ti vuole bene… ed io sono felice che Simona abbia vicino a sé persone cosi affettuose, perché spesso gli amici valgono più dei parenti.
Coltivate gli affetti con semplicità siate sempre sinceri ed onesti e chi merita ci sarà sempre.
Grazie L.

Una madre resta sempre, anche quando tutti gli altri se ne vanno ...

Lo sapevi che


La zigrinatura delle monete (ossia i vari disegni a rilievo o le scritte incise sui loro bordi) non ha uno scopo estetico: essa venne ideata verso la metà del ‘500 per troncare l’attività di certi imbroglioni che ne limavano accuratamente i bordi, asportandone una piccola ma pur preziosa quantità di metallo.

Morse trasmette il primo messaggio telegrafico


dal web
venerdì 24 maggio 1844
«Quali cose ha creato Dio» (nella versione originale “What Hath God Wrought”) è la frase che Samuel Morse telegrafò da Washington a Baltimora, alle 8,45 del 24 maggio del 1844. Fu il primo messaggio della storia delle telecomunicazioni!

L’impresa fu possibile grazie a un sistema telegrafico elettrico, tramite fili, brevettato dall’inventore americano nel 1840. Realizzata la prima linea di comunicazione telegrafica tra Washington e Baltimora, il passo successivo era stato la definizione di un codice di punti, linee e pause, che in seguito prese il nome di Codice Morse. In realtà venne messo a punto dal suo collaboratore Alfred Vail.

La riuscita del test del 1844 favorì la diffusione del telegrafo elettrico e del Codice Morse in tutti i continenti, creando di fatto una fitta rete di comunicazione. All’incirca mezzo secolo più tardi, arrivò la rivoluzionaria invenzione del telegrafo senza fili di Guglielmo Marconi, che consentì di trasmettere a grandi distanze.

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Una nuvoletta in viaggio


In un giorno d’Autunno, il Vento soffiava dispettoso facendo volare le foglie. Una piccola Nuvoletta che stava passeggiando lì vicino, gli disse: “Ciao Vento, posso giocare con te?”. Il Vento allora chiese: “Cosa potresti fare? Sai soffiare?”. La nuvoletta ci provò: “…fff… fff… no non sono capace”, disse sconsolata. Allora il Vento le rispose: “Tu non sei capace di soffiare come me, vattene via!”. E la Nuvoletta se ne andò triste.

Più avanti incontrò l’Estate e il Sole splendeva luminoso nel cielo. Allora si avvicinò e disse: “Ciao Sole, posso giocare con te?”. Ma il Sole seccato le rispose: “Non vedi che ti sei messa troppo vicina a me? Mi stai oscurando! Vattene via, tu non sei capace di splendere come me e nemmeno di creare calore!”. E la Nuvoletta se ne andò sempre più triste.

Poco più in là c’era l’Inverno e la neve cadeva leggera, così la Nuvolett a si fermò e chiese: “Ciao Neve, posso giocare con te?”. La Neve la squadrò dalla testa ai piedi e sussurrò: “Ma tu sei capace di far nevicare?”. La nuvoletta ci provò e si sforzò talmente tanto che da grigia divenne nera, ma di Neve niente. “No, non credo di esserne capace”, brontolò la nuvoletta emettendo un tuono. “Shhh!”, la zittì la Neve, “allora non puoi aiutarmi. Io cado silenziosa, tu sei troppo rumorosa! Tu non sei capace di cadere leggera e coprire il paesaggio come me, vattene via!”. E la Nuvoletta se ne andò ancora più triste.

Ormai era sconsolata, quando trovò la Primavera e sentì qualcuno piangere. Si chinò e vide un piccolo Fiorellino che singhiozzava disperato, allora si avvicinò e gli chiese il perché di tanta tristezza. E il Fiorellino rispose: “Ho sete, sto per morire, puoi aiutarmi?”. “Non lo so, io non so fare quasi niente.., non so soffiare come il vento, non so splendere come il sole, non so cadere leggera come la neve, e nessuno mi vuole…”. Così dicendo la Nuvoletta si mise a piangere e le sue lacrime diventarono tante gocce di pioggia, che dissetarono il Fiorellino. Da quel giorno la Nuvoletta e il Fiorellino diventarono molto amici e capirono di aver bisogno l’uno dell’altra per essere felici.

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♣ 23 maggio


dal web

Muore a Milano, nel 1873, Alessandro Manzoni.

 1992   Strage di Capaci-

Pochi minuti dopo aver imboccato l’autostrada A29, nelle vicinanze dell’uscita di Capaci, una mano assassina aziona con un radiocomando a distanza 500 chilogrammi di esplosivo, nascosti in un tombino dell’autostrada. Le lancette dell’orologio segnano le 17,56 quando l’istituto di Geofisica registra la tremenda esplosione.

Grande verità


⁣Quando ho perso te tu ed io abbiamo perso;
Io perché tu eri quello che amavo di più.
E tu perché io ero chi ti amava di più;
Ma di noi due tu perdi più di me:
perché io potrò ancora amare come amavo te,
ma nessuno ti amerà mai come ti amavo io.

-Ernesto Cardenal Martinez

♠ 20 maggio


1506: all’età di 55 anni muore, in totale povertà, Cristoforo Colombo, esploratore

 fonte dal web

Nel 1294 Papa Celestino V “fece per viltade il gran rifiuto”, così definì Dante tale gesto. Pietro del Morrone era il suo nome e, per lungo tempo, aveva vissuto da eremita. Eletto Papa il 29 agosto 1292, capitolò dinanzi all’irruenza di Carlo d’Angiò.”

Non c’è pericolo, signori!”: così disse nel maggio 1857 l’inventore americano Elisha Graves Otis, cercando di invogliare i clienti dei grandi magazzini di New York a salire sull’ascensore da lui realizzato. Il primo tipo con motore elettrico farà invece la sua comparsa nel 1880, grazie al tedesco Werner von Siemens.

jeans

Levi Strauss e Jacob Davis brevettano i blue jeans

IUn tessuto simile veniva prodotto in Italia e adoperato per i pantaloni dei marinai genovesi, chiamati per questo “jeans” (da Jeane, termine inglese che indica la città di Genova). Con quest’ultimo nome iniziò nel 1870 una produzione in serie di pantaloni da lavoro, affidandosi a un rete di cucitrici. Presto si rese conto dell’estrema fragilità dei suoi capi, che cedevano specie all’altezza delle tasche.

Uno di questi modelli finì per caso tra le mani di Jacob Davis, un sarto di origini lettoni, che si trovò a doverli riparare per un signore di considerevole stazza. Gli venne l’idea di rinforzarli con piccoli rivetti (giunti di metallo), aggiunti all’attaccatura delle tasche e in altri punti critici, constatando che in questo modo il pantalone diventava più resistente. Informò tramite lettera Strauss della sua preziosa modifica, esortandolo a proteggere l’invenzione con una richiesta di brevetto e promettendogli la metà dei diritti.

L’altro accettò e il 20 maggio del 1873 si videro riconosciuto il brevetto n° 139.121, assegnato al modello jeans “XX”, che presentava la doppia cucitura sulle tasche (detta “The Arcuate”) e l’etichetta di cuoio sul retro, a destra. Il logo Levi’s cominciò ad apparire dal 1886, quando si passò alla produzione su scala industriale, con l’apertura delle prime due fabbriche in California. Quattro anni dopo debuttò lo storico modello 501, dove la cifra indicava il numero della partita dei nuovi pantaloni.

Alle 04:03:52 un forte sisma della durata di venti secondi di magnitudo del momento sismico pari a 5.9, preceduto qualche ora prima (esattamente alle 01:13 e alle 01:42) da due scosse di MI 4,1 (Mw 3,98)[19] e 2,2, si è fatto sentire in tutto il Nord e parte del Centro Italia, facendo risvegliare la maggior parte delle persone, con epicentro a Finale Emilia a 6,3 km di profondità

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1996 – A Cannatello, una contrada di Santa Margherita Belice (Agrigento), viene arrestato Giovanni Brusca, il boia della strage di Capaci

 

2006 – Completata in Cina la costruzione della Diga delle Tre Gole, la più grande opera idraulica del pianeta

I nostri congiunti non li perdiamo, ma soltanto ci precedono-


 

 

Stamattina, finalmente siamo riusciti a dare sepoltura alle ceneri della mia mamma, mancata il 1 aprile, questo ritardo non è stato voluto ma imposto dalle chiusure dei cimiteri.WhatsApp Image 2020-04-14 at 13.49.06

Immaginate, quanto possa essere doloroso  per me non esserle potuta stare accanto l’ultimo suo mese di vita, poiché le visite erano state chiuse, e devo dire per fortuna, perché cosi il direttore ha saputo gestire la situazione di pericolo di contagio da covid  avendo poi  pochissimi casi nella sua struttura.

Poi, nessuna veglia, nessuna visita all’obitorio, nessun funerale… solo una benedizione con il feretro chiuso fuori dalla residenza protetta.

L’ho accompagnata al cimitero con la macchina dietro al carro funebre, poi un segno di croce, e l’abbiamo lasciata in coda per l’accesso al cimitero monumentale di genova: immaginate la coda immensa che c’era di carri funebri in quei giorni.

Ora, appena hanno dato disposizione di apertura ai cimiteri abbiamo potuto compiere l’opera di misericordia corporale che le spettava.

Chi mi conosce ricorda bene, che sono stata privata anche con papà della possibilità di stargli accanto nell’ultimo momento di vita morendo in quel tragico incidente ferroviario, ma lui era a 1200 km da casa! Mamma era a 1 km e mezzo, e queste restrizioni mi hanno allontanato da lei nonostante la vicinanza fisica.

Spero stasera di dormire più’ serena nel saperla assieme al suo tanto amato figlioletto e non più’ in un inopportuno deposito .

Si, che quella che conta non è certo il corpo o ciò che resta di un caro, so bene che il suo Valore è spirito e soffio vitale eterno,

però il rispetto per la sepoltura e per i defunti è un atto da me molto sentito, nell’attesa di un domani di poterli riabbracciare.

Oggi, festa della Madonna del Rosario, ed anticamente anche festa della mamma che veniva celebrata in questa giornata e poi spostata alla seconda domenica di maggio, per dare la possibilità a tutti i figli di passare una giornata con le proprie mamme – sarà una data impressa nel mio cuore.

O Dio, che ci comandi di onorare il padre e la madre, apri le braccia della tua misericordia a mia mamma Francesca: perdona lei i suoi peccati, e fa’ che un giorno possiamo rivederla con gioia nella luce della tua gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

♠ 4 maggio


1626: gli indiani pellerossa vendono l’isola di  Manhattan in cambio di vestiti e bottoni, per un valore complessivo di 24 dollari.gif_animate_cowboys_01

1949
dopo aver vinto 5 scudetti tra il 1942 e il 1949, capitanata da Valentino Mazzola, l’intera squadra del Torino perisce nello schianto dell’aereo su cui vola contro la collina di Superga (Torino)

Quel giorno ci lasciarono…
Giocatori 

Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Emile Bongiorni, Eusebio Castigliano, Rubens Fadini, Guglielmo Gabetto, Ruggero Grava, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Virgilio Maroso, Danilo Martelli, Valentino Mazzola, Romeo Menti, Piero Operto, Franco Ossola, Mario Rigamonti, Giulio Schubert
Dirigenti 
Arnaldo Agnisetta, Ippolito Civalleri
Allenatori 
Egri Erbstein, Leslie Levesley
Giornalisti 
Renato Casalbore, Renato Tosatti, Luigi Cavallero
Equipaggio 
Pierluigi Meroni, Celeste D’Inca, Celeste Biancardi, Antonio Pangrazi

Superga3dal web le info

“Il figlio del falegname”



 
Il lavoro dei propri genitori lascia un’impronta nella crescita dei figli a volte fino al punto che i figli ne seguono le orme. Per questo è possibile che la professione di S. Giuseppe abbia inciso anche nello sviluppo di Gesù, sebbene Gesù non usi quasi mai analogie legate all’ambiente dei carpentieri e dei falegnami. Certamente però i tanti anni di lavoro hanno fatto di S. Giuseppe un uomo mite, paziente, preciso, scrupoloso, attento ai dettagli, pragmatico. Tutte abilità richieste ad un falegname e che S. Giuseppe ha trasmesso a Gesù forse molto di più della sua arte e della sua tecnica.
Il lavoro non è solo una professione da praticare per cui ricevere un compenso. È molto di più. È il luogo dove impieghi gran parte della tua crescita umana, in cui affini le tue risorse interiori, fino a formare in alcuni casi la tua forma mentis, il tuo modo di vedere il mondo e gli altri. Sii vigilante sul modo in cui il lavoro influenza la tua vita e i tuoi comportamenti, affinchè da esso tu possa offrire validi e virtuosi insegnamenti, pratici e non solo, a chi ti è accanto.

La Buona Novella