Una storia vera


Un giorno, Franz Kafka passeggiava per il parco di Berlino quando incontrò una giovane ragazza che piangeva perché aveva perso la sua bambola preferita. I due, insieme, cercarono la bambola senza successo.
A quel punto, Kafka le disse di rivedersi lì il giorno dopo e sarebbero tornati a cercarla di nuovo.

Il giorno dopo, non trovando la bambola, Kafka ebbe un’idea e diede alla ragazza una lettera “scritta” dalla bambola che diceva:

“Per favore non piangere. Ho fatto un viaggio per vedere il mondo. Ti scriverò delle mie avventure.”

Così iniziò una storia che proseguii fino alla fine della vita di Kafka.

Durante i loro incontri Kafka leggeva le lettere della bambola accuratamente scritte con avventure e conversazioni che la ragazza trovava adorabili.
Infine, Kafka le riportò la bambola (ne comprò una) che era tornata a Berlino.

“Non assomiglia affatto alla mia bambola”, disse la ragazza.

Kafka le consegnò un’altra lettera in cui la bambola scriveva: “I miei viaggi mi hanno cambiato.”

La ragazza abbracciò la nuova bambola e la portò tutta felice a casa.

Un anno dopo Kafka morii.

Molti anni dopo, la ragazza oramai adulta trovò una letterina che era nascosta dentro la bambola. Nella minuscola lettera firmata da Kafka c‘era scritto:

“Tutto ciò che ami probabilmente andrà perduto, ma alla fine l’amore ritornerà in un altro modo.”

(Jordi Sierra)

9 pensieri su “Una storia vera

  1. Devo dire che m’è piaciuta veramente molto… anche la letterina trovata nella bambola.
    L’Amore è si muove in modo simile; se dai Amore, lo riceverai non sempre da dove te l’aspetti… però arriva.
    Buon Pomeriggio Rosa.
    Quarc

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  2. Ciao. Conosco questa storia, da una puntata del programma di Edoardo Cimurri su scrittori e poeti che andava in onda durante la chiusura (marzo, aprile), Rai 3 nel primo pomeriggio. Quando “toccò a Kafka”, fu raccontata questa storia.
    -Sono livelli di pensiero non comuni, che volano più’ in alto dei soliti discorsi sui campi da lavorare o sulle partite di calcio della gente. Fra tanta pianura, si alza ogni tanto una montagna, una cima che guarda la pianura della massa della gente, con disarmata e rassegnata dolcezza. Ciao.

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