Burocrazia contro umanità parte seconda-


 

Condivido il bellissimo messaggio di speranza che il mio amico Vito ha pregato di divulgare.

 

Facebook non è solo inutili catene e fake news.
Quello che ho visto ieri e oggi, a seguito del post sulla situazione di Vincenza, mi ha letteralmente commosso, mi ha trasmesso quel calore, che attraversando il limite del virtuale, é giunto con il potere di riscaldare il cuore.
Siete stati letteralmente una marea di affetto, amici che neanche conoscevo mi hanno fatto sentire la loro umana vicinanza.
Questo è bello, davvero molto bello.
Ora devo darvi una splendida notizia, questa mattina ho ricevuto la disponibilità da parte del centro di riabilitazione “Giovanni Paolo secondo” di Putignano, ad accogliere Vincenza per la riabilitazione.
Non domani, ma il prossimo mercoledì avverrà il ricovero.
Ringrazio l’istituto con tutto il cuore, questa notizia è stata come una luce che ha ferito il buio che imperava.
Un grazie va a tutti voi, mi piace pensare che la somma di tanti cuori, abbia formato una unica, potente arma d’amore.
Vorrei ringraziare tutti, ma proprio tutti coloro che hanno permesso questo, in particolare la dottoressa Floriana Di Gregorio, la cui disponibilità è volontà nell’aiutarci è stata fondamentale.
Forse ieri ho usato parole un pó dure, sicuramente sentite, ma frutto della disperazione.
Oggi mi sento un po meno disperato, più fiero di essere pugliese di essere Italiano, perché una regione, una nazione che è formata anche da persone come voi, nonostante tutti i problemi, è un posto bello in cui vivere.
Mi piacerebbe che condivideste anche questo post, affinché il mio grazie giunga a tutti coloro che hanno condiviso quello di ieri e che senza la vostra attuale condivisione, non saprebbero della mia sincera gratitudine.
GRAZIE!!!

Inaugurazione Ponte San Giorgio


Anche se per noi sarà sempre il viadotto Polcevera,

la nostra valle, la nostra casa.

20200803_181933FB_IMG_1596539105329FB_IMG_1596539119492IMG_20200804_133237_629IMG_20200804_133237_630IMG_20200804_133237_632

22

Un grazie a tutte le maestranze impegnate 24 ore al giorno con solo festa il giorno di natale e due giorni di allerta rossa del meteo: 1200 persone che meritavano piu’ lustro, sono loro che con il loro sudore hanno reso possibile tutto ciò.

Un grazie ai pompieri perché ci sono sempre stati dal primissimo istante all’ultimo,  e  proprio loro a livello emotivo e psicologico pagano lo scotto piu’ caro di questa tremenda tragedia.

330 imprese che hanno collaborato  all’unisono.

In totale il nuovo ponte ha avuto un costo di 202 milioni tra la parte della progettazione e quella della costruzione, mentre per la demolizione di quello che rimaneva del vecchio Morandi si è speso 19 milioni.

♥️ Un anziano incontra un giovane che gli chiede:


♥️ Un anziano incontra un giovane che gli chiede:

  • Si ricorda di me? E il vecchio gli dice di no.
    Allora il giovane gli dice che è stato il suo studente. E il professore gli chiede:
  • Ah sì? E che lavoro fai adesso?
    Il giovane risponde:
    Beh, faccio l’insegnante.
  • Oh, che bello come me? gli ha detto il vecchio
  • Beh, sì. In realtà, sono diventato un insegnante perché mi hai ispirato ad essere come te.
    L’anziano, curioso, chiede al giovane di raccontargli come mai. E il giovane gli racconta questa storia:
  • Un giorno, un mio amico, anch’egli studente, è arrivato a scuola con un bellissimo orologio, nuovo e io l’ho rubato. Poco dopo, il mio amico ha notato il furto e subito si è lamentato con il nostro insegnante, che era lei. Allora, lei ha detto alla classe:
  • L’orologio del vostro compagno è stato rubato durante la lezione di oggi. Chi l’ha rubato, per favore, lo restituisca.
    Ma io non l’ho restituito perché non volevo farlo.
    Poi lei hai chiuso la porta e ci ha detto a tutti di alzarci in piedi perché avrebbe controllato le nostre tasche una per una. Ma, prima, ci ha detto di chiudere gli occhi. Così abbiamo fatto e lei ha cercato tasca per tasca e, quando è arrivato da me, ha trovato l’orologio e l’ha preso.
    Hai continuato a cercare nelle tasche di tutti e, quando ha finito, ha detto:
    -Aprite gli occhi. Ho trovato l’orologio. Non mi ha mai detto niente e non ha mai menzionato l’episodio. Non ha mai fatto il nome di chi era stato quello che aveva rubato. Quel giorno, lei ha salvato la mia dignità per sempre. È stato il giorno più vergognoso della mia vita. Non mi hai mai detto nulla e, anche se non mi ha mai sgridato né mi ha mai chiamato per darmi una lezione morale, ho ricevuto il messaggio chiaramente. E grazie a lei ho capito che questo è quello che deve fare un vero educatore. Si ricorda di questo episodio, professore?
    E il professore rispose:
    -Io ricordo la situazione, l’orologio rubato, di aver cercato nelle tasche di tutti ma non ti ricordavo, perché anche io ho chiuso gli occhi mentre cercavo.
    Questo è l’essenza della decenza. Se per correggere hai bisogno di umiliare, allora non sai insegnare.

Da un amico…troppo bella per non condividerla.

Burocrazia contro umanità


CONDIVIDO CON DOLORE IL GRIDO DISPERATO DI QUEST’AMICO CHE STA VIVENDO UNA SITUAZIONE ASSURDA DI SANITÀ IN UN PAESE CIVILE CHIAMATO ITALIA

LEGGETE FINO IN FONDO PER FAVORE, Se POTETE CONDIVIDETE E FATE CONDIVIDERE AI VOSTRI AMICI E AGLI AMICI DEI VOSTRI AMICI.
PIÙ PERSONE LEGGONO, PIÙ SI CHIEDERANNO SE IL TERMINE “CIVILE”, POSSA ATTRIBUIRSI ALLA TERRA IN CUI
VIVO.
VI RINGRAZIO.

Lo scorso 23 gennaio, durante un intervento chirurgico ad un aneurisma cerebrale, effettuato presso il policlinico di Bari, mia moglie Vincenza ha avuto un emorragia cerebrale che le ha provocato seri danni, tanto che a tuttora ha varie menomazioni funzionali agli arti, in particolare quello del lato sinistro, ed è portatrice di tracheostomia e di PEG allo stomaco, tramite la quale viene alimentata artificialmente.
Dopo un mese circa di coma, anche allo stato profondo, al suo risveglio e dopo un intervento chirurgico per l’apposizione di una derivazione ventricolo-peritoneale, è stata trasferita nel reparto di neuroriabilitazione dello stesso policlinico, da dove, dopo una trentina di giorni all’incirca, a seguito di una crisi respiratoria, è stata rimandata presso la locale rianimazione, per essere poi, il giorno dopo, causa nota crisi covid19, essere trasferita presso quella di Castellana Grotte.
Superata quella criticità e dato che le sue condizioni sconsigliavano in modo assoluto, il ritorno a casa, è stata temporaneamente inviata presso l’hospice “Villa verde” di Turi, dove peraltro viene trattata molto bene e di questo ringrazio vivamente tutto il personale medico, infermieristico, operatore socio sanitario e i dipendenti tutti.
Lei però ha bisogno di fare una riabilitazione intensiva, presso un centro idoneo a trattare i pazienti con codice riabilitativo 75, quello di cui realmente gli occorre, cioè quello riservato a coloro che hanno subito una grave lesione cerebrale.
A lei serve immediatamente tanta fisioterapia specifica e logopedia, quest’ultima poi, non la fa da circa quattro mesi e credetemi è tanto.
Più passa il tempo infatti, più rischia di recuperare meno.
Qui interviene il capolavoro normativo, non so se solo della regione Puglia o esteso a livello nazione, e cioè quello che non permette il passaggio da un Hospice ad un centro suddetto.
Secondo tale norma infatti, per accedere in questi centri, che trattano i pazienti con codice 75, bisogna che questi ultimi debbano essere degenti in un reparto per acuti (rianimazione, neurologia, neurochirurgia).
Personalmente ritengo essere questa, una norma incostituzionale, in quanto viola il diritto paritario alla salute e alla cura appropriata, compreso appunto quello di una idonea riabilitazione.
…. “No signora Vincenza, lei pur avendo bisogno di riabilitazione intensiva, non può accedervi, lei ormai è da considerarsi una paziente di serie B”.
Complimenti, secondo voi a causa di questa norma, una persona deve rimanere con la sua grave condizione, senza la possibilità di migliorare?
…”Ebbene si, ma cosa pretendete, accontentatevi di andare in un centro dove accolgono pazienti ex art. 26″.
A questo punto sarei anche contento, ma sembra che bisogna sottoporsi ad attese lunghe e poi appena sentono che è portatrice di tracheotomia, pare gli si nomini il diavolo …”complicato da gestire dai, perché dobbiamo prenderci questa rogna?”
Lei peró non può più aspettare.
Stiamo parlando di una donna, moglie e madre di soli quasi 64 anni, che compirà questo mese, lei ha tutto il diritto di recuperare tutto quello che è possibile.
So già che mia moglie non potrà mai tornare ad essere quella di prima, ma almeno le si permetta un recupero tale che le faccia condurre una vita dignitosa.
Purtroppo ormai temo seriamente che, essendo da sei mesi via dalla sua casa, dai suoi affetti, si stia abbandonando a se stessa, che gli stia venendo a mancare proprio quella voglia di lottare, di non arrendersi.
Lei peraltro è lucida e cosciente, obbedisce alle indicazioni che le vengono trasmesse e muove solo il lato destro e per questo avrebbe bisogno di tale riabilitazione sin da subito, prima che sia troppo tardi.
Lei è una donna eccezionale, nella sua vita ha sempre messo se stessa in secondo piano per i figli e anche per gli altri.
Non merita questo, non lo merita affatto.
Mi chiedo ma che umanità è questa? praticamente mi stanno stanno dicendo che deve restare in balia della sorte.
Ma siamo persone o oggetti?
Ho scritto anche al presidente della Repubblica, ho ricevuto dalla sua segreteria generale la conferma di ricezione della mia e-mail, purtroppo, silenzio assoluto.
Signor presidente Mattarella, l’ho sempre stimata e può anche darsi che la mia richiesta non sia stata neanche posta alla sua attenzione, questo non lo so, peró una risposta me la aspettavo, anche perché lei dovrebbe essere il “padre” di tutti gli italiani.
Ma forse mi sono solamente illuso, d’altronde chi sono io, se non l’ultima ruota del carro? di certo non ha tempo da perdere con me.
Se la terra nella quale sono nato e vivo, permette questo beh! non so davvero fino a che punto ora mi sento orgoglioso di appartenervi.
Signor presidente della regione Puglia, mi rivolgo a lei e davvero mi dispiace dire questo, ma se anche la mia regione permette questo, uno può anche credere che nel suo dizionario, le parole assistenza, possibilità di recupero fisico …umanità, forse non vengono spiegate nel loro completo significato o quanto meno può anche darsi che questo venga fatto, ma per ciò che riguarda la specifica situazione di mia moglie, non poste realmente in atto.
Anche in questo caso, la fierezza di appartenere a questa terra di Puglia, a causa della che stiamo vivendo in famiglia, sta venendo meno.
Se veramente tiene a cuore noi cittadini pugliesi, beh! mi aspetto davvero qualcosa da lei.
So che mia moglie stessa, nella sua enorme bontà, mi direbbe di essere tranquillo, peró sono disperato, non so più cosa fare e ormai mi passa per la testa la tentazione di porre in essere qualsiasi gesto eclatante.
Scusami Vincenza, ma non riesco proprio a concepire che tu venga considerata di serie “B”, quando invece meriteresti il più alto dei riconoscimenti, per ciò che sei e che fino ad ora hai fatto …e non solo per noi.
Io devo proteggerti, in qualsiasi modo, la disperazione nel sentirmi incapace di farlo è tanta, devo proteggerti amore mio e farò qualsiasi cosa per farlo …qualsiasi cosa.
Chiedo a voi amici un favore, potete condividere questo post e magari farlo condividere ai vostri amici e a loro volta ai loro amici, in modo che la maggior parte delle persone venga a conoscenza di questa situazione che ritengo essere disumana e vergognosa?
Chissà che qualcuno lo porti a conoscenza di chi è in alto, in modo che possa intervenire, sia pure per compassione.
Non è giusto tutto questo, ripeto, non è umano, non è degno della civile Puglia, della civile Italia.
Spero che sia pure fuori regione, dove magari sussistano normative più umane, vi sia un centro che possa accogliere mia moglie per la dovuta riabilitazione, sempre che questo venga autorizzata dagli organi competenti.
Vi prego chi può mi aiutasse in questa battaglia, sono disperato e non so fino a quando potrò resistere nel trattenermi, non so ancora da fare cosa.
Dico solo: “vergogna” a chi permette questo e non vorrei augurargli di provare cosa possa realmente significare ….ma forse loro hanno le vie spianate, sempre.
Se al termine di questo mese autorizzato presso l’hospice, è cioè il 12 agosto, non avremo trovato un centro di riabilitazione, amore mio io ti porto a casa con noi.
Mi dicono che può essere pericoloso, però una cosa pero ti dico, se dovesse succederti qualcosa, a causa di questa cecità morale e civile, da parte di chi invece dovrebbe aiutarti come meriti, non so se saró in grado di reggere e così come in vita, anche l’ultimo viaggio lo faremo in due, mano nella mano …ormai credimi, il resto passa tutto in secondo piano.

Parlare in dialetto in pubblico


A proposito di parlare in dialetto o meno.
Esprimo il mio pensiero, so già che riceverò più’ commenti negativi e magari sarò anche accusata di un leggero “razzismo”.
Ma io voglio sempre dire ciò che penso e mantenere la mia libertà d’espressione.
Premetto che sono figlia di calabresi, e ne sono orgogliosa.
Premetto che a volte parlo il mio dialetto, quando sono in compagnia di persone che so che lo comprendono.
In famiglia, a volte capita di esprimersi in dialetto in modo naturale e spontaneo come per rafforzare un concetto.
Alcuni nostri dialetti hanno una fonetica cosi particolare che si possono definire quasi delle lingue: penso al toscano, al veneto, al napoletano.
I dialetti identificano una popolazione con le loro tradizioni e costumi.

Alcuni che parlano in dialetto abitualmente hanno più resistenza a parlare in italiano di altri, e questo penso sia solo dovuto una mancanza di buona volontà- e per questo  lo considero un gesto di maleducazione;

perché se io calabrese fossi in presenza di altre persone che non  capirebbero – io non mi permetterei di esprimermi in dialetto: per me sarebbe un gesto di esclusione e sgarbatezza nei loro confronti.
L’Italiano ci rappresenta tutti,  quindi perché non usarlo, e continuare ostinatamente a dire che il “dialetto” è bello.
Il dialetto è bello: per conoscenza delle proprie radici, è doveroso tramandarlo alle nuove generazioni, ma io esigerei che il <<napoletano o il veneto>> del gruppo non si ostinassero a cantarsela e  a suonarserla per se stessi ; la flessione dialettale è ben altra cosa, è ben accetta ed è  bella sentirla e ci distingue gli uni dagli altri.
Con il dialetto poi nasce l’accostamento involontario o meno di classificazione : ad es un lombardo che parla il suo dialetto è spesso etichettato come leghista ( e razzista), un meridionale è un mafioso (ditemi che non è vero ).

Quindi concludo dicendo che per me il dialetto è cultura e le nostri origine vanno preservate sempre, però è altre sì imbarazzante non comprendere una conversazione e dover a volte far finta di aver capito,  e a volte chiedere ” scusa?  ripetutamente “…  quindi chi si ostina ad usare il dialetto anche i contesti non strettamente famigliare per me è solo un  gran cafone che sia altoatesino o meridionale.

Riflessione di una calda domenica estiva 🙂