Parlare in dialetto in pubblico


A proposito di parlare in dialetto o meno.
Esprimo il mio pensiero, so già che riceverò più’ commenti negativi e magari sarò anche accusata di un leggero “razzismo”.
Ma io voglio sempre dire ciò che penso e mantenere la mia libertà d’espressione.
Premetto che sono figlia di calabresi, e ne sono orgogliosa.
Premetto che a volte parlo il mio dialetto, quando sono in compagnia di persone che so che lo comprendono.
In famiglia, a volte capita di esprimersi in dialetto in modo naturale e spontaneo come per rafforzare un concetto.
Alcuni nostri dialetti hanno una fonetica cosi particolare che si possono definire quasi delle lingue: penso al toscano, al veneto, al napoletano.
I dialetti identificano una popolazione con le loro tradizioni e costumi.

Alcuni che parlano in dialetto abitualmente hanno più resistenza a parlare in italiano di altri, e questo penso sia solo dovuto una mancanza di buona volontà- e per questo  lo considero un gesto di maleducazione;

perché se io calabrese fossi in presenza di altre persone che non  capirebbero – io non mi permetterei di esprimermi in dialetto: per me sarebbe un gesto di esclusione e sgarbatezza nei loro confronti.
L’Italiano ci rappresenta tutti,  quindi perché non usarlo, e continuare ostinatamente a dire che il “dialetto” è bello.
Il dialetto è bello: per conoscenza delle proprie radici, è doveroso tramandarlo alle nuove generazioni, ma io esigerei che il <<napoletano o il veneto>> del gruppo non si ostinassero a cantarsela e  a suonarserla per se stessi ; la flessione dialettale è ben altra cosa, è ben accetta ed è  bella sentirla e ci distingue gli uni dagli altri.
Con il dialetto poi nasce l’accostamento involontario o meno di classificazione : ad es un lombardo che parla il suo dialetto è spesso etichettato come leghista ( e razzista), un meridionale è un mafioso (ditemi che non è vero ).

Quindi concludo dicendo che per me il dialetto è cultura e le nostri origine vanno preservate sempre, però è altre sì imbarazzante non comprendere una conversazione e dover a volte far finta di aver capito,  e a volte chiedere ” scusa?  ripetutamente “…  quindi chi si ostina ad usare il dialetto anche i contesti non strettamente famigliare per me è solo un  gran cafone che sia altoatesino o meridionale.

Riflessione di una calda domenica estiva 🙂

Un pensiero su “Parlare in dialetto in pubblico

  1. Concordo pienamente con te. Io sono abruzzese ed il mio dialetto lo parlo solo ed esclusivamente con le mie sorelle altrimenti mi esprimo sempre in italiano. Con mio marito che è romano parlo in italiano.

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