12 pensieri su “Ho un nuovo amore ♥

      • Di niente Rosa, sono contento per te. In Sardegna, decenni fa (quando i nonni erano- o sembravano – piu’ vecchi), quando io ero piccolo, i nipotini ti chiamerebbero “aiàia”, cosi’ come chiamavamo “aiàiu” il nonno. Anche oggi, fra fratelli, quando parliamo dei nostri nonni, diciamo “aiàiu Peis” (il solo cognome) o “aiaia grammallina” – “carmelina” (il nome) per indicare la nostra nonna materna; idem per il nonno paterno, “aiaiu Vargiu” (cognome) , “aiàiu Peppi” (nonno giuseppe). “aiàiu Angius” o “aiàiu” Ramundu” (nonno materno, Raimondo). Nonno era anche “nnnài”, ma molto meno usato, almeno ai miei tempi, prima magari, si’.

        Sullo zio la cosa è ancora piu’ curiosa. Allo zio ci si rivolgeva sempre al diminutivo, “zieddu” (che e’ sia diminutivo che vezzeggiativo, *zietto) , o solo “zieddu” o “zieddu” piu’ il nome: “zieddu Emiliu”, il fratello di mia madre. Mai “ziu”, in quanto “ziu” o “zia” si diceva e si dice non rivolgendosi ad un proprio zio direttamente, ma “parlandone”: “unu ziu miu”, “un mio zio”. Poi,ecco la cosa curiosa, “ziu” piu’ il nome” , ancora oggi sta per “signor..”, “signora…”, “zia maria” (“signora maria”), “ziu antoni “(signor Antonio). Se “Antonio” e’ vero zio, “Maria” vera zia, allora e solo allora, “zieddu antoni.”, “ziedda maria”.

        Ah, questa è bella. A scuola, rivolgendoci al Bidello chiamandolo “Ziu Paulu”-“*signor…Paolo”-, un professore ci aveva sentito e si era arrabbiato: “ma ..scuste, perche’ questo ziu paulu, ma mica signor paolo è vostro zio…”.

        Un compagno prese coraggio e dal banco disse “ma professore, si dice cosi’!”. – *Il ragazzo aveva ragione. Quello che ci stupi’, nell’intervallo ne parlammo, fu che il professore e’, è ancora in vita, del paese ed ancora non capisco come gli fosse sfuggito questo modo di dire da noi cosi’ diffuso (?!). Sto a pensare non abbia fatto molti anni fuori dalla sardegna, non si spiega diversamente. Ciao 🙂

        "Mi piace"

  1. Vero, proprio cosi’. A Cagliari, fra amici, ma anche quando si bisticcia, ci si da del “fratello”. Si’, anche quando si bisticcia: “iscurta, , o fràdi, non mi fezzasta arrennegài la?” (“senti, fratello, non mi fare arrabbiare eh?”).
    Tornando al professore, è sardo, non aver realizzato che “ziu” sta per “signor” davvero strano. In tutta la sardegna poi, tanto che in un articolo di giornale, tipo “l’Unione Sarda” sulla “nonnina” di un paese, ti capita di leggere “compie 100 anni “zia Peppìcca” (la *Signora Peppina), la festeggiano…..”. Ciao 🙂

    "Mi piace"

Rispondi ✿

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.