𝑳’𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒗𝒆𝒄𝒄𝒉𝒊𝒐 𝒔𝒆 𝒏𝒆 𝒗𝒂.


Chi mi conosce sa che non è nelle mie corde fare un resoconto dell’anno passato.

Poi quest’anno in particolare ha toccato i cuori di ognuno di noi,

a me ha portato via 6 cari amici

una zia

e la mia mamma

senza contare anche i conoscenti –

quindi una media di una persona e mezza al mese…

Proprio un anno da dimenticare.

Alcuni distacchi sono stati davvero dolorosi e la ferita non ha ancora smesso di sanguinare.

Tutto questo piatto servito e condito da tante altre amarezze, quindi anche per quest’anno sono stata ancora molto forte mi sono sforzata tantissimo,

ora per il prossimo anno voglio essere solo felice per l’arrivo della mia nipotina ( non sapete quanto mi suona strana questa espressione )

quindi care rotture di @@ vedete di starmi lontano…. perché penso che dopo tanti anni ho diritto di respirare profondamente e sorridere con il cuore gonfio di gioia.

Chiunque mi farà del male non la passerà liscia…. da ora si apre un capitolo nuovo.

𝑪𝒉𝒆 𝒊𝒍 𝒃𝒐𝒕𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒎𝒆𝒛𝒛𝒂𝒏𝒐𝒕𝒕𝒆 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒊 𝒗𝒊𝒂 𝒐𝒈𝒏𝒊 𝒎𝒂𝒍𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒍𝒂𝒔𝒄𝒊𝒂𝒓𝒆 𝒑𝒐𝒔𝒕𝒐 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒂𝒍𝒖𝒕𝒆 𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒇𝒆𝒍𝒊𝒄𝒊𝒕à!

Auguri di cuore per ognuno di voi ♥

❀`•.¸,¤°♥ Il vischio ❀`•.¸,¤°♥


C’era una volta, in un paese tra i monti, un vecchio mercante. L’uomo viveva solo, non si era mai sposato e non aveva piu’ nessun amico. Per tutta la vita era stato avido e avaro, aveva sempre anteposto il guadagno all’amicizia e ai rapporti umani. L’andamento dei suoi affari era l’unica cosa che gli importava. Di notte dormiva pochissimo, spesso si alzava e andava a contare il denaro che teneva in casa, nascosto in una cassapanca.
Per avere sempre piu’ soldi, a volte si comportava in modo disonesto e approfittava della ingenuita’ di alcune persone. Ma tanto a lui non importava, perche’ non andava mai oltre le apparenze.
Non voleva conoscere quelli con i quali faceva affari. Non gli interessavano le loro storie e i loro problemi. E per questo motivo nessuno gli voleva bene.
Una notte di dicembre, ormai vicino a Natale, il vecchio mercante non riusciva a dormire e dopo aver fatto i conti dei guadagni, decise di uscire a fare una passeggiata.
Comincio’ a sentire delle voci e delle risate, urla gioiose di bambini e canti.
Penso’ che di notte era strano sentire tanto chiasso in paese. Si incuriosi’ perche’ non aveva ancora incontrato nessuno, nonostante voci e rumori sembrassero molto vicini.
A un certo punto comincio’ a sentire qualcuno che pronunciava il suo nome, chiedeva aiuto e lo chiamava fratello. L’uomo non aveva fratelli o sorelle e si stupi’.
Per tutta la notte, ascolto’ le voci che raccontavano storie tristi e allegre, vicende familiari e d’amore. Venne a sapere che alcuni vicini erano molto poveri e che sfamavano a fatica i figli; che altre persone soffrivano la solitudine oppure che non avevano mai dimenticato un amore di gioventu’.
Pentito per non aver mai capito che cosa si nascondeva dietro alle persone che vedeva tutti i giorni, l’uomo comincio’ a piangere.
Pianse cosi’ tanto che le sue lacrime si sparsero sul cespuglio al quale si era appoggiato.
E le lacrime non sparirono al mattino, ma continuarono a splendere come perle.
Era nato il vischio.
 

altro mio post qui

A Natale puoi


⁣Picchiarsi a Natale

Non pensate a qualche lite accaduta il 25 dicembre, quella di cui stiamo per parlare è una festa che si svolge ogni anno nella provincia di Chumbivilcas, in Perù. Qui, proprio il giorno di Natale, c’è una tradizionale festa che consiste in balli e combattimenti individuali. Una persona alla volta fa nome e cognome di un’altra che vuole picchiare e si posiziona al centro dell’area, dove avviene uno scontro corretto e seguito da alcuni giudici. Tali scontri sono usati per risolvere questioni fra individui e famiglie, anche se c’è chi combatte per il puro gusto di farlo. Finito il combattimento i duellanti si abbracciano e poi bevono alcool per lenire il dolore.

@GanzialateSpaziali

La tradizione irlandese dei 12 pub di Natale.


⁣Da: #web

In Irlanda c’è una tradizione popolare conosciuta come “i 12 pub di Natale”. In una sola notte devi andare in 12 diversi pub (spesso con maglioni e felpe natalizie) , bevendo almeno un drink in ognuno. Di solito i partecipanti hanno 12 regole da seguire, come “nel pub numero 4 non ci si può sedere” e “nel pub numero 5 non si può usare il bagno”. Quando trasgredisci una di queste regole, devi ingollare in un solo sorso gran parte del tuo drink. Ci si può fermare per 30 minuti massimo per pub, e c’è un “arbitro” che controlla che vengano rispettate le sfide e che soffia un fischietto se qualcuno trasgredisce.

@accendilamente

I nonni sono bambini che crescono all’indietro


Un anno fa ancora c’era ancora la mia mamma.
Certo, le sue condizioni erano peggiorate, era sempre allettata, e sempre meno lucida.
Non riusciva piu’ a deglutire da alcuni mesi, ed allora la nutrivamo con le flebo e con un piatto unico a volte, nemmeno l’acqua gel riusciva ad ingoiare.
Era doloroso vederla spegnersi giorno dopo giorno in quel calvario non so se di sofferenza fisica per lei e non so nemmeno se psicologica ed affettiva.
Sono flash back che mi porto dietro vivi e nitidi come se li stessi vivendo ora sul momento.
Ho fatto tutto ciò che era possibile fare, per questo non ho nè rimorsi nè rimpianti.
Però manca, non manca la figura materna di quando soffriva ma il ricordo di ancora quando era una donna forte ed eccezionale.
Abbiamo passato molti anni di sofferenza, e questo mi ha indurito il cuore.
L’ho sempre amata, ma in alcuni momenti è stato difficile condividere il percorso che la vita ci aveva riservato.
Non ho mai smesso di cercare un confronto, un chiarimento, un dialogo anche quando sarebbe stato più facile prendere le distanze da fatti e situazioni che mi causavano soltanto dolore.
Ma non è nella mia indole girare la testa dall’altra parte quando ci sono problemi da affrontare.
Dò tutta me stessa ed anche l’anima per cercare di salvare tutto e tutti.
Non è facile, anzi a volte è assai arduo e faticoso, tanto faticoso e doloroso che spesso ci ho rimesso anche la salute.
Essere empatici e sensibili porta a gravi conseguenze per la salute del caregiver.
Ricordo, che il giorno di natale dell’anno scorso al posto del piatto unico, ho preso 8 ravioli ed ognuno di esso l’ho tagliato in 4 e mi sono presa la responsabilità di imboccarla io. Quello è stato l’ultimo suo pasto fino ad aprile quando si è spenta.
Sono contenta, di averlo fatto.
Leggo storie strappa lacrime su fb in occasione del Natale riguardo i nonni che sono ricoverati in strutture perché hanno bisogno di cure che a casa non è possibile garantire. Leggo commenti che mi fanno salire il crimine quando condannano chi è costretto per forza maggiore a fare una scelta del genere.
Tutti pronti a condannare e a giudicare i figli. Auguro loro di non trovarsi in situazioni gravi, auguro loro che i loro genitori possano invecchiare tranquillamente a casa senza patologie ingestibili se non con la presenza costante di personale preparato.
E proprio a questo riguardo, vorrei che arrivassero i miei auguri a tutto lo staff che si è preso cura della mia mamma in questi tre anni.
Questo momento di pandemia non mi permette di poter andare fisicamente a salutarli, ma lo faccio cosi attraverso queste righe, perché sono persone eccezionali che hanno coccolato la mia mamma facendole pesare il meno possibile il distacco dalla vita vera di una casa e dalle proprie cose.
Siete rimasti nel mio cuore Sonia, Ana Maria, Maria Grazia, Alberto, Jose, Enza, Bianca, Mounira, Serena per nominare i a me piu’ vicini: tanti auguri di buon feste e buon lavoro per il cuore che ci mettete.

Saggezza


Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri,
I tuoi pensieri diventano le tue parole,
Le tue parole diventano le tue azioni,
Le tue azioni diventano le tue abitudini,
Le tue abitudini diventano i tuoi valori,
I tuoi valori diventano il tuo destino.

~ Ghandi ~
(autorità spirituale indiana)

🥀

Your beliefs become your thoughts,
Your thoughts become your words,
Your words become your actions,
Your actions become your habits,
Your habits become your values,
Your values ​​become your destiny.

~ Ghandi ~
(Indian spiritual authority)

IL PANE DURO



Wilder Hernadez, psicologo

A volte ci avanza un pezzo di pane ed il giorno dopo diciamo: “Questo pane è duro” e spesso è proprio così. Ma, pensandoci bene, e pensando ad una riflessione che ho letto di un grande psicologo, Wilder Hernadez, oggi vorrei condividere una riflessione con te:
“Il pane non è duro: duro, è non avere pane”
Sembra una cosa assurda, ma siamo specialisti nel lamentarci e la maggior parte delle volte senza ragione, senza pensarci, per superficialità, per egoismo…
Il pane non è duro, duro è non avere pane.
Che significa questo?
Che il lavoro che fai non è duro: duro è non avere un lavoro.
Che avere la macchina rotta, non è duro. Duro, è non avere una macchina. Ed avere la macchina rotta e dover andare a prendere l’autobus a piedi, è duro?
No: non è duro. Duro è non aver gambe: duro è non poter camminare. Mangiare riso e sardine non è duro.
Duro è non aver nulla da mangiare
Perdere una discussione in famiglia non è duro.
Duro (e credimi, questo sì che è duro!) è perdere una persona della tua famiglia.
Dire “Ti amo” guardando negli occhi un’altra persona, non è duro. Duro è doverlo dire davanti ad una lapide o una bara, quando ormai sono inutili le parole.
Lamentarsi non è duro: duro è non saper essere riconoscenti.
Oggi è un buon giorno per ringraziare Dio per la vita, per tutto ciò che abbiamo e per non lasciare che la nostra felicità dipenda da qualcosa o qualcuno.
La nostra felicità dipende solo da noi.

Duro non è condividere questa riflessione con un buon amico;
duro è non aver un amico con cui condividerla…