I nonni sono bambini che crescono all’indietro


Un anno fa ancora c’era ancora la mia mamma.
Certo, le sue condizioni erano peggiorate, era sempre allettata, e sempre meno lucida.
Non riusciva piu’ a deglutire da alcuni mesi, ed allora la nutrivamo con le flebo e con un piatto unico a volte, nemmeno l’acqua gel riusciva ad ingoiare.
Era doloroso vederla spegnersi giorno dopo giorno in quel calvario non so se di sofferenza fisica per lei e non so nemmeno se psicologica ed affettiva.
Sono flash back che mi porto dietro vivi e nitidi come se li stessi vivendo ora sul momento.
Ho fatto tutto ciò che era possibile fare, per questo non ho nè rimorsi nè rimpianti.
Però manca, non manca la figura materna di quando soffriva ma il ricordo di ancora quando era una donna forte ed eccezionale.
Abbiamo passato molti anni di sofferenza, e questo mi ha indurito il cuore.
L’ho sempre amata, ma in alcuni momenti è stato difficile condividere il percorso che la vita ci aveva riservato.
Non ho mai smesso di cercare un confronto, un chiarimento, un dialogo anche quando sarebbe stato più facile prendere le distanze da fatti e situazioni che mi causavano soltanto dolore.
Ma non è nella mia indole girare la testa dall’altra parte quando ci sono problemi da affrontare.
Dò tutta me stessa ed anche l’anima per cercare di salvare tutto e tutti.
Non è facile, anzi a volte è assai arduo e faticoso, tanto faticoso e doloroso che spesso ci ho rimesso anche la salute.
Essere empatici e sensibili porta a gravi conseguenze per la salute del caregiver.
Ricordo, che il giorno di natale dell’anno scorso al posto del piatto unico, ho preso 8 ravioli ed ognuno di esso l’ho tagliato in 4 e mi sono presa la responsabilità di imboccarla io. Quello è stato l’ultimo suo pasto fino ad aprile quando si è spenta.
Sono contenta, di averlo fatto.
Leggo storie strappa lacrime su fb in occasione del Natale riguardo i nonni che sono ricoverati in strutture perché hanno bisogno di cure che a casa non è possibile garantire. Leggo commenti che mi fanno salire il crimine quando condannano chi è costretto per forza maggiore a fare una scelta del genere.
Tutti pronti a condannare e a giudicare i figli. Auguro loro di non trovarsi in situazioni gravi, auguro loro che i loro genitori possano invecchiare tranquillamente a casa senza patologie ingestibili se non con la presenza costante di personale preparato.
E proprio a questo riguardo, vorrei che arrivassero i miei auguri a tutto lo staff che si è preso cura della mia mamma in questi tre anni.
Questo momento di pandemia non mi permette di poter andare fisicamente a salutarli, ma lo faccio cosi attraverso queste righe, perché sono persone eccezionali che hanno coccolato la mia mamma facendole pesare il meno possibile il distacco dalla vita vera di una casa e dalle proprie cose.
Siete rimasti nel mio cuore Sonia, Ana Maria, Maria Grazia, Alberto, Jose, Enza, Bianca, Mounira, Serena per nominare i a me piu’ vicini: tanti auguri di buon feste e buon lavoro per il cuore che ci mettete.

4 pensieri su “I nonni sono bambini che crescono all’indietro

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