Tempi duri


È stupefacente osservare come la maggior parte delle persone non legge, non si informa, non è interessata ad alcun approfondimento: in pratica non sa assolutamente nulla.
Ma non appena la televisione e la stampa generalista (oggi chiamate mainstream) raccontano una versione di una storia, la massa non esita a schierarsi ancora una volta senza sapere assolutamente nulla.
Questa massa è pericolosa perché è del tutto incapace al pensiero autonomo, fa tutto ciò che le viene detto di fare senza mai porsi alcuna domanda.

Ci hanno fatto bere la storia delle armi di distruzione di massa di Saddam, dell’antrace, dell’esportazione della democrazia consegnata a domicilio coi bombardieri militari e della “guerra umanitaria”.
Per indorare la pillola e far sentire meno il senso di colpa hanno raccontato delle “bombe intelligenti”, che poi se fossero state davvero intelligenti non si sarebbero mai sganciate da quegli aerei per finire inevitabilmente sulle case dei civili.
Hanno raccontato che dal fatidico 11 settembre il mondo era cambiato e che la paura da lì in avanti sarebbe diventata il leitmotiv della quotidianità e su questo punto in effetti hanno mantenuto la parola data.
Isis, al-Qaeda, telebani, terroristi islamici di ogni risma, lupi solitari, l’Occidente sotto assedio, Kim Jong-un, ebola, l’aviaria, la suina…
Non appena pareva che si potesse tirare un po’ di respiro, attaccavano con l’emergenza ambientale perché l’ansia e il senso di colpa fossero sempre sufficientemente alimentati, tuttavia senza mai modificare l’economia neoliberista sfrenata.

Oggi raccontano che ha totalmente ragione un fanatico, simpatizzante di gruppi estremisti filonazisti, ex attore trash che ogni giorno ricatta l’Europa chiedendole apertamente di entrare in guerra e di fare entrare l’Ucraina nella NATO, già continuamente allargatasi verso ad Est dal 1999, contravvenendo alla parola data.
Gli USA spingono, così Zelensky si sente forte e si permette di osare senza ritegno con i suoi toni aggressivi, esibendo sicumera e svelando tutte le intenzioni in campo.
È ora molto chiaro che questo conflitto sia stato pervicacemente voluto, provocato e sollecitato dagli amministratori delegati della NATO, cioè dagli USA, gli esportatori della democrazia, che da esso avevano e hanno tutto da guadagnare sul piano economico e strategico.
Putin, che santo non è intendiamoci, ha ammesso di essere stato messo nel sacco, ovvero di aver abboccato, ma di non avere molte alternative.

Ci raccontano anche che l’Italia, Paese che ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, come sancito dalla Costituzione, abbia accettato, per motivi umanitari naturalmente, di inviare armi in Ucraina, di fatto schierandosi militarmente e partecipando, se non con uomini, con mezzi militari.
Senza vergogna ci mostrano il ministro degli esteri della Repubblica italiana che dà del cane a Putin nel momento più critico e che nemmeno fa finta di chiedere scusa o di dimettersi.
Poi però, al loro via preparatevi a scatenare le bandiere della pace, ad assembrarvi in piazza a Firenze in barba a tutte le norme antivirus, col plauso, il sostegno e gli occhi gonfi di commozione e orgoglio del sindaco democratico della città medicea fino a ieri schierato a fianco degli odiatori seriali anti novax (intesi come categoria ontologica, chiaramente).

Bugie, bugie e ancora bugie, ma tanto la maggior parte delle persone che non legge, non si informa, non è interessata ad alcun approfondimento si beve tutto.
Klaus Schwab dichiara apertamente sul sito del WEF che la pandemia è stata il più grande esperimento sociale su scala planetaria? Tutto normale!
Ursula Albrecht insieme al marito von der Leyen di cui si fregia del blasonato cognome contribuiscono al fatturato da capogiro di Pfizer di questi ultimi 2 anni? Tranquilli, nessun problema!
Tuttavia per essere più sicuri, quegli sparuti giornalisti, professori, medici, filosofi e intellettuali che osano mettere in dubbio un certo tipo di narrazione vengono rapidamente accompagnati alla porta.

Certamente, tutta colpa del pipistrello e del pangolino, perché andrà tutto bene, ma distanziatevi socialmente, curate un virus letale con la vigile attesa, lasciate morire i vostri anziani da soli, accettate di non vederli per 2 anni, fate indossare le mascherine ai bambini nelle scuole, non fate fare attività sportive ai ragazzi, abbassate i pantaloni e assumete supposte grosse come missili rocket per salvare il Natale, poi la Befana e poi la Pasqua, fatevi controllare anche quando andate al cesso, accettate ogni qualsivoglia sopruso “per tornare presto alla normalità” e perché “ce lo chiede l’Europa”, celeberrimo slogan di nefasta montiana memoria.
Intanto fare un pieno all’auto è diventato costoso come noleggiare un jet executive, le aziende sono in ginocchio, le materie prime scarseggiano e la povertà avanza al galoppo.

Ormai la parabola storica dell’Occidente in toto è quella di una pluridecennale contrazione sociale, economica e soprattutto democratica, con una costante riduzione della rappresentatività della politica e degli spazi di agibilità della libera espressione.
E come accade sempre nelle situazioni di grave crisi, in Occidente ci preoccupiamo costantemente di spostare lo sguardo pubblico fuori di noi, dipingendo il nemico (Venezuela, Corea del Nord, Cina, Iran, ecc.) con i colori più tetri, in modo da far sospirare di sollievo le proprie cittadinanze (“per fortuna non siamo così brutti e cattivi!”), distogliendo l’attenzione dalla devastante e perdurante crisi interna (Cit. Prof. Andrea Zoch), complice l’agonizzante e autocelebrativo mondo giornalistico.

Oggi realmente “uno spettro si aggira per l’Europa”: lo spettro dell’incapacità, della mediocrazia e dell’autolesionismo dell’Unione Europea, che, fallimento dopo fallimento, bugia dopo bugia, sta preparando per le proprie popolazioni un futuro di assoluta miseria e graduale privazione delle libertà democratiche.

Stefano Manera

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