“IPOTETICAMENTE” a sua Santità Papa Francesco.


Sono rammaricata in questo mesi di guerra nel vedere come le comunicazioni in merito vengano abilmente manovrate e distorte.

Chi mi conosce sa quale sia il mio punto di vista, ma questo non è importante;

vorrei invece centrare l’attenzione sulla preghiera scritta dell’arcivescovo di Napoli per Papa Francesco sulla guerra in Ucraina.

Ecco cosa scriverei al Santo Padre se mi leggesse:

Santo Padre Francesco, mi permetto di scrivere le mie impressioni su alcuni aspetti della nostra vita sociale in cui da Lei mi sarei aspettata di più.

Mi riferisco per esempio alla lettura della preghiera per la pace scritta dall’arcivescovo di Napoli.

Sono rimasta basita da cattolica sentire da Lei queste parole:

“Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi misericordia di noi peccatori! Signore Gesù, nato sotto le bombe di Kiev, abbi pietà di noi! Signore Gesù, morto in braccio alla mamma in un bunker di Kharkiv, abbi pietà di noi! Signore Gesù, mandato ventenne al fronte, abbi pietà di noi! Signore Gesù, che vedi ancora le mani armate all’ombra della tua croce, abbi pietà di noi! Perdonaci Signore, se non contenti dei chiodi con i quali trafiggemmo la tua mano, continuiamo ad abbeverarci al sangue dei morti dilaniati dalle armi. Perdonaci, se queste mani che avevi creato per custodire, si sono trasformate in strumenti di morte. Perdonaci, Signore, se continuiamo ad uccidere nostro fratello, se continuiamo come Caino a togliere le pietre dal nostro campo per uccidere Abele. Perdonaci, se continuiamo a giustificare con la nostra fatica la crudeltà, se con il nostro dolore legittimiamo l’efferatezza dei nostri gesti. Perdonaci la guerra, Signore. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti imploriamo! Ferma la mano di Caino! Illumina la nostra coscienza, non sia fatta la nostra volontà, non abbandonarci al nostro agire! Fermaci, Signore, fermaci! E quando avrai fermato la mano di Caino, abbi cura anche di lui. È nostro fratello. O Signore, poni un freno alla violenza! Fermaci, Signore!”.

Come può notare ho evidenziato le due città menzionante dell’Ucraina.

In questa preghiera c’è una grave mancanza di rispetto e di umanità nel non ricordare tutte le vittime della guerra.

Non ci possiamo permettere di fare distinzione tra vittime.

Siamo tutti figli dello stesso Dio.

Credo proprio che lei l’abbia letta prima di proclamarla in tv, ma possibile che non si sia reso conto della gravità del pensiero espresso?

Avrei, altri concetti sui quali chiederle spiegazioni, ma la priorità oggi è questo dramma a cui stiamo prendendo parte: militarmente, economicamente, spiritualmente – siamo tutti responsabili se non gridiamo a gran voce che

per costruire la pace non ci devono essere forzature e ricatti, ognuno di noi è chiamato a rinunciare ad un poco delle proprie pretese e tendere la mano al nostro vicino iniziando a volersi rapportare con un dialogo onesto.

Altra rimostranza: a mio modesto avviso sarebbe l’ora di farla finita con le benedizioni delle armi da guerra, e dei missili.

In quinto comandamento ci dice: NON UCCIDERE.

Trovo giustissima la benedizione dei soldati, l’amministrare i sacramenti quali la comunione, confessione, estrema unzione, cresima a chi ne faccia richiesta.

Con rispetto a Sua Santità.

Rosa A.

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