Luglio


LUGLIO : IL MESE DEL CULTO AL SANGUE PREZIOSISSIMO DI CRISTO Nelle varie devozioni cattoliche, il mese di Luglio è consacrato al Preziosissimo Sangue di Cristo. Dopo un periodo di decadenza relativo ai secoli XVII e XVIII, Questa devozione, ritrova il suo antico splendore ad opera di san Gaspare del Bufalo che dalla meditazione teologica sul sangue di Cristo trae ricchezza di santità per se e per i fedeli

https://nsdellanevebolzaneto.wordpress.com/2019/07/01/preziosissimo-sangue-di-n-signore-gesu-cristo/

ღஐღ. buon mese a tutti ღஐღ.

 

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L𝓪 𝓿𝓲𝓻𝓰𝓸𝓵𝓪 è 𝓵𝓪 𝓹𝓸𝓻𝓽𝓪 𝓰𝓲𝓻𝓮𝓿𝓸𝓵𝓮 𝓭𝓮𝓵 𝓹𝓮𝓷𝓼𝓲𝓮𝓻𝓸.


“Se l’uomo sapesse realmente il valore che ha la donna andrebbe a quattro zampe alla sua ricerca.”

Se sei donna, certamente metteresti la virgola dopo la parola “donna”.
Se sei uomo, certamente la metteresti dopo la parola “ha”.

Chiedi al torrente


 

di Gabriele Parodi e Paola Coraini

Premetto che ho letto questo libro scritto da amici con molta curiosità e sicura di imparare qualche cosa di nuovo. Mi dissocio da qualsiasi formazione politica estremista di ieri e di oggi.
Destra, sinistra sono concetti quasi astratti nella società in cui viviamo.
Ma la storia, è stata vissuta e noi oggi abbiamo il dovere di conoscere la verità.
E’ un libro dove apprendere ciò che sui libri di scuola non è stato mai menzionato, ma che onestamente noi adulti abbiamo intuito per onestà intellettuale.
Un grande lavoro di ricerca certosina tra tantissimi documenti d’archivio ed anche di testimonianze dirette.
Di alcuni episodi tristemente narrati ne ero a conoscenza, ma della maggior parte ne ignoravo l’accaduto.
Un libro che e’ quasi un saggio storico dove viene approfondito il passato delle stragi partigiane a Bolzaneto ed in Valpocevera.
Certo, si resta basiti leggendo di tanta crudeltà, ma francamente tutto questo disprezzo, male ed odio – subìto e raccontato non mi ha meravigliato perché si sa che le guerre rendono l’uomo disperati vigliacchi ed indisciplinati.
Il male non veste sono una divisa -come del resto il bene non si cela solo in chi indossa un fazzoletto rosso- gli esasperati ci sono sempre in ogni guerra, in ogni battaglia in ogni luogo ed in ogni data.
Certo è fermamente da condannare nel modo più’ assoluto il fascismo, ma qui gli autori hanno voluto dare risalto alle vittime cadute solo perché magari avevano in qualche modo qualche legame con qualche simpatizzante, in modo particolare alle donne che oltre ad essere uccise sono state barbaramente sterminate.
Ciò che fa male leggere in un saggio cosi preciso è ritrovarsi nell’ambientazione di cui si narra, perché è la nostra valle.
Ne risulta un dettagliato ed onesto resoconto di vittime e oppressori.
I morti sono esseri umani che devono essere ricordati per ciò che hanno fatto nella loro vita di bene e di male.
Tutti devono essere richiamati alla memoria, poi Dio li giudicherà per le loro azioni. ( per chi crede)
Gabriele, durante la presentazione del libro li ha definiti fantasmi in attesa di un posto della memoria dove riposare, e come dargli torto?
Su questi episodi si è taciuto per tutti questi decenni forse per evitare polemiche politiche o forse perché faceva troppo male ricordare e rinvangare il passato.
“”Colui che conosce solo un lato della questione, ne conosce ben poco.
(John Stuart Mill)””
La lettura scorre velocemente e facilmente pur trattando di argomenti cosi dolorosi.
Sono certa che non e’ intenzione degli autori inneggiare al fascismo e alle dittature totalitarie e non – ma informare soprattutto le nuove generazioni della cronaca avvenuta negli anni 1943/1945 nel nostro quartiere.
Consiglio di leggerlo soprattutto a chi come me, non ha mai sentito testimonianze diretti dai bolzanetesi degli anni della guerra.
leggendo si impara e si cresce.
il mio voto è 855887873_2241108002578371_3020078014495981568_n

Chernobyl 26 aprile 1986


 26  aprile 1986
da una centrale atomica di Chernobyl, URSS, esce una nube radioattiva che miete molte vittime, inonda l’intera Europa: uccide immediatamente, o quasi, 31 persone, molte saranno le persone colpite da leucemia, renderà inabitabili molte terre, sarà causa della nascita di bambini e animali deformi.

Ieri sera vedevo un documentario girato appunto 30 anni dopo… la foresta rossa, è sempre li in piedi secca e bruciata ma gli alberi non cadono, non si decompongono, il legno è duro come le pietre, il sotto bosco ricco di foglie secche è li da decenni non si decompone, non ci sono piu’ i microorganismi responsabili del processo. E li’ è concentrato un altissima percentuale di radioattività, se per disgrazia scoppiasse un incendio sarebbe un nuovo disastro ambientale decisamente catastrofico. Hanno fatto degli studi anche sugli animali, stranamente pare che si siano ambientati e riprodotti, ma non si sa bene con quali conseguenze fisiche. Ad esempio i lupi, che generalmente non attaccano gli uomini, sembrano essere piu’ aggressivi, i ragni non tessono tele uniformi, ma irregolari… che sia a causa di mutazioni genetiche? non si sono potuti svolgere molti studi perchè stare in quei settori è ancora molto pericoloso per la salute degli scienziati, nonostante le sofisticate schermature. Una nota che mi ha fatto male al cuore è stato nel scoprire che ci sono circa 150 persone che sono tornate ad abitare nelle zone piu’ critiche, nelle loro case da dove sono stati evacuati, per il semplice motivo che negli altri posti erano emarginati e ghettizzati perchè tendenzialmente ancora radioattivi, cosi hanno preferito isolarsi volontariamente piuttosto che essere emarginati. Non hanno acqua nè luce nelle case, si nutrono di ciò che coltivano nel terreno, nel terreno radioattivo, che non produrrà certo ortaggi sani, e la loro vita  è segnata cosi. Ora si sono impegnati a costruire un nuovo sarcofago di protezione del reattore numero 4 perchè quello vecchio si sta deteriorando velocemente, quello nuovo sarà fatto scivolare sopra e dovrà garantire una protezione da ulteriori radiazioni per altri 80 anni…

Io credo che Chernobyl sia stato molto piu’ grave rispetto a Fukushima, e l’uomo non ha ancora imparato la lezione .

💕 𝓢𝓲𝓶𝓸𝓷𝓪 𝓼𝓲 𝓼𝓹𝓸𝓼𝓪 💕


Ebbene si, eccomi a condividere con tutti voi questa immensa gioia .

Ormai si,  lo posso partecipare a tutti – visto che  le partecipazioni sono state fatte e le pubblicazioni pure….

Con tanti di voi, abbiamo condiviso tanti momenti della nostra vita da ormai più da 11 anni, e spesso momenti non proprio sempre felici….

e mi pare giusto ora che una gioia possa moltiplicarsi tra le nostre pagine e portare un sorriso a chi ci è stato vicino in questo cammino.

Quando siamo andati a comprare l’abito da sposa quasi quasi mi accusavano di essere poco emotiva- perché cercavo di non far trasparire tutta l’eccitazione che avevo –  per lasciarla libera di scegliere senza condizionamenti … Ma dentro di me, ero orgogliosa della donna che avevo davanti e che si accingeva a scegliere l’abito dei suoi sogni. 👰

Io che adoro i preparativi per le feste, potete immaginare quanto mi entusiasmi condividere con loro i preparativi per la cerimonia religiosa, le bomboniere, le partecipazioni… ma devo dire che Simo rende le cose molto veloci e semplici – perché è sempre stata una ragazza determinata, e tutto ciò rende le scelte molto semplici e senza drammi esistenziali, né stress-

Che dire dello sposo? …. E’  semplicemente un ragazzo speciale 🤵

e sono sicura che possano essere loro stessi  una gioia scambievole- sostenendosi e curandosi uno dell’altro.💒


Vi aggiornerò con i progressi … ma credo proprio che ormai non ci resta che aspettare la data  ⏳

Ticker matrimonio

I giorni della merla


Sono detti “Giorni della Merla” gli ultimi tre giorni di Gennaio (29-30-31).
La leggenda narra che inizialmente Gennaio contasse 28 giorni.
Alla fine di Gennaio, un giorno in cui un timido sole era apparso nel cielo, una coppia di merli decise di andare al palazzo del mese più freddo dell’anno per dirgli, ora che era finito il suo tempo, quel che pensavano di lui.
Arrivati al cospetto di Gennaio la merla comincio’ ad imprecare contro di lui concludendo “…ma ormai il tuo tempo è finito …non ti temiamo più”
Dopo la loro partenza Gennaio, indispettito, convinse il suo vicino di casa Febbraio a cedergli i suoi primi tre giorni, così che da allora Gennaio ne conta 31 e Febbraio 28.
E Gennaio ce la mise tutta e ce la mise tutta per rendere quei giorni freddissimi….
I poveri merli, che non se lo aspettavano e le cui piume erano parzialmente bianchi, non poterono fare altro che cercare riparo nei camini delle case da cui usciva il nero fumo del carbone , quando dopo tre giorni, all’ inizio di Febbraio, ne uscirono le loro piume erano tutte nere e grigio scuro.
Da allora Gennaio ha 31 giorni, Febbraio 28, i merli sono neri e gli ultimi tre giorni di Gennaio sono i più freddi dell’anno
http://www.lunario.com/index.php

La storia degli angeli dell’avvento


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Gli angeli dell’Avvento sono quattro, proprio come le quattro settimane che preparano al Natale. Vengono in visita sulla Terra, indossando abiti di un colore diverso, ciascuno dei quali rappresenta una particolare qualità.

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L’angelo blu. Durante la prima settimana un grande angelo discende dal cielo per invitare gli uomini a prepararsi per il Natale. E’ vestito con un grande mantello blu, intessuto di silenzio e di pace. Il blu del suo mantello rappresenta appunto il silenzio e il raccoglimento.
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L’angelo rosso. Durante la seconda settimana un angelo con il mantello rosso scende dal cielo, portando con la mano sinistra un cesto vuoto. Il cesto è intessuto di raggi di sole e può contenere soltanto ciò che è leggero e delicato. L’angelo rosso passa su tutte le case e cerca, guarda nel cuore di tutti gli uomini, per vedere se trova un po’ di amore… Se lo trova, lo prende e lo mette nel cesto e lo porta in alto, in cielo. E lassù, le anime di tutti quelli che sono sepolti in Terra e tutti gli angeli prendono questo amore e ne fanno luce per le stelle. Il rosso del suo mantello rappresenta l’amore.Risultati immagini per gif animata angelo rosso
L’angelo bianco. Nella terza settimana un angelo bianco e luminoso discende sulla terra. Tiene nella mano destra un raggio di sole. Va verso gli uomini che conservano in cuore l’amore e li tocca con il suo raggio di luce. Essi si sentono felici perché nell’Inverno freddo e buio, sono rischiarati ed illuminati. Il sole brilla nei loro occhi, avvolge le loro mani, i loro piedi e tutto il corpo. Anche i più poveri e gli umili sono così trasformati ed assomigliano agli angeli, perché hanno l’amore nel cuore. Soltanto coloro che hanno l’amore nel cuore possono vedere l’angelo bianco… Il bianco rappresenta il simbolo della luce e brilla nel cuore di chi crede.Immagine correlata

L’angelo viola. Nella quarta e ultima settimana di Avvento, appare in cielo un angelo con il mantello viola. L’angelo viola passa su tutta la Terra tenendo con il braccio sinistro una cetra d’oro. Manca poco all’arrivo del Signore. Il colore viola è formato dall’unione del blu e del rosso, quindi il suo mantello rappresenta l’amore vero, quello profondo, che nasce quando si sta in silenzio e si ascolta la voce del Signore dentro di noi.dal web dividerdivider

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corona dell’avvento

COME E QUANDO È NATO LO SMOKING?


 

Come suggerisce la parola stessa (dall’inglese smoke, “fumo”), la nascita dello smoking, l’abito completo da uomo, è legata al tabacco. La smoking jacket si diffuse infatti negli ambienti borghesi inglesi di fine Ottocento con un intento pratico: l’indumento veniva utilizzato dai gentlemen dopo cena, quando si ritiravano in una stanza riservata ai fumatori (e interdetta alle donne). Una giacca apposita veniva fornita agli ospiti per evitare che il loro abito si impregnasse dell’odore del tabacco. La “giacca da fumo” veniva poi tolta prima di tornare dagli altri commensali. A fine ’800 il termine smoking jacket passò a indicare, per breve tempo, l’abito da sera maschile. In italiano il termine smoking si diffuse allora con quel significato.

Chi è il “papà” dell’aquilone?


I primi aquiloni apparvero in Cina 2.800 anni fa. Per molto tempo si è attribuita la loro invenzione allo scienziato greco Archita di Taranto (IV secolo a.C.) invece fu probabilmente il generale Hau Sin a inventare l’aquilone per mantenere le comunicazioni con una città cinese assediata da nemici. Ciò si spiegherebbe con il fatto che in Cina erano disponibili materiali più adatti alla loro costruzione: il tessuto di seta per la velatura, la seta intrecciata per i fili di ritenuta e il legno di bambù elastico e resistente per il telaio.

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L’amore di una madre 🧜‍♀❣


C’era una volta un ragazzo sempre in cerca di avventure galanti. Si chiamava Zanut e viveva con la madre vedova in una bella casetta sulle colline. Un giorno andando a caccia vide una dama bellissima che si pettinava i capelli con un pettine d’oro, in riva ad un torrente. Bagnava il pettine nell’acqua e si lisciava i capelli che le arrivavano fino ai piedi. Cantava una canzone misteriosa:

«Godi l’amore, giovane, canta e balla in allegria; dopo l’avemaria, balleremo e canteremo noi».

Zanut rimase affascinato. Non fece caso ai conigli selvatici che ballavano silenziosi in cerchio incontro alla “salvana”. Perché quello era un segno che la dama era un essere magico, una fata, una “salvana” delle acque.

«Vieni», disse la dama al ragazzo con voce melodiosa, «vieni.»

Zanut seguì la fata in un palazzo che sembrava d’aria, pieno di bestie strane, liocorni e lupi bianchi, cani neri e volpi argentate. Zanut si innamorò della dama perdutamente. Ma quando andava al torrente per gli appuntamenti, la dama chiedeva sempre regali, oppure diceva: «Portami il piccolo angelo di pietra che sta sull’acquasantiera della chiesetta sul monte».

Zanut obbediva. La madre era molto preoccupata perché vedeva il figlio magro, agitato, stanco. Una volta zitta zitta lo seguì. E vidi la fata sul torrente, i conigli selvatici che danzavano, il pettine d’oro e capì che suo figlio era stregato, in balia delle forze del male. Ma che poteva fare? Piangendo tornò a casa.

Zanut disse alla dama: «Signora, ti voglio sposare».

«Va bene», disse lei, «ma devi portarmi il cuore di tua madre per i miei animali. Loro mangiano solo pietanze delicate».

Zanut rabbrividì e pianse. Non volle andare più al torrente. Ma dopo tre giorni la notte sentì la canzone della dama che lo chiamava. «Godi l’amore, giovane, canta e balla in allegria; dopo l’avemaria, balleremo e canteremo noi». 

Il ragazzo non seppe resistere. Prese un coltello, andò dalla madre addormentata e le prese il cuore. Uscì di corsa nella notte verso il torrente. Correva, correva sui sassi e cadde per terra.

Il cuore della madre sobbalzò e disse: «Figlio mio, ti sei fatto male?».

Zanut capì quale era il vero bene e pianse.  

Giovedì 31 ottobre 2002


Era 

giovedì 31 ottobre 2002  quando ci fu il

crollo  della scuola San Giuliano: Alle 11,30 di giovedì   57 bambini della scuola elementare Francesco Jovine di San Giuliano di Puglia sono a scuola come ogni giorno e solo dopo tre minuti dopo accade la disgrazia-

Un scossa sismica dell’ottavo grado della scala Mercalli fa crollare il tetto sulle loro teste.

E’ una strage: perdono la vita 27 bambini e una maestra, i sopravvissuti vengono estratti da sotto le macerie di una struttura, che si scoprirà in seguito non essere a norma con i più elementari standard di sicurezza-

come in tante parti della nostra italia.

in memoria per loro

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figlio


C’era una volta un contadino che aveva una figlia. Questa si sposò e ebbe una figlia anche lei.

La donna prese la bambina e fece il viaggio per ritornare verso suo padre, perché il marito era morto.

Arrivò ad un cimitero e sopra una tomba stava un uomo.

La sua figura quasi non si vedeva perché era avvolto in una nebbia, ma si sentiva la sua voce ed il suo pianto.

L’uomo diceva: «Non posso morire del tutto fino a che non ho dato a nessuno il nome».

Allora la donna disse: «Ti darò mia figlia e con lei potrai generare e nominare».

L’uomo la ringraziò e le disse che, al momento giusto le si sarebbe presentato un pastore.

Passarono molti anni e la bambina divenne donna.

Un giorno arrivò un pastore, la donna capì e gli diede la figlia.

La figlia ebbe un figlio, ma il pastore dovette andarsene, perché i pastori non si fermano mai.

Allora la ragazza., che non voleva allevare il figlio senza un uomo, lo diede ad un contadino che aveva moglie e non poteva aver figli.

Tutti passarono. Il figlio diventò grande e andò nel bosco da solo a trovare la sua strada.

Non sapeva come fare e allora invocò i suoi morti.

Venne la madre e tre padri. Uno diceva: 

«Sei mio figlio perché sono stato io a desiderarti». 

Il secondo diceva: 

«Sei mio figlio perché io ti ho generato». 

Il terzo diceva: 

«Sei mio figlio perché io ti ho allevato».

Poi dal profondo venne la voce del primo contadino, il padre della madre e disse: 

«Non importa di chi sei figlio, tu sei della famiglia».  

  

le oche


Le oche volano in formazione a V

lo fanno, perché al battere delle loro ali, l’aria produce un movimento,

che aiuta l’oca che sta dietro.

Volando cosi, le oche aumentano la loro forza di volo rispetto ad un’ oca che va da sola.

Le persone che condividono una direzione comune e hanno il senso della comunità,

possono arrivare a compiere il loro obiettivo più facilmente, perché aiutandosi l’un l’altro,

i risultati sono certamente migliori.

Ogni volta che un’oca esce dalla formazione, sente la resistenza dell’aria e si rende conto

della difficoltà nel farlo da sola allora, con rapidità ritorna nella formazione

per approfittare del compagno che sta davanti.

Se ci uniamo e ci manteniamo insieme con quelli che vanno nella nostra stessa direzione,

lo sforzo sarà minore, sarà più semplice e più gradevole raggiungere le mete.

Quando il capo delle oche si stanca, passa dietro, ed un’ altra oca prende il suo posto.

Le persone ottengono risultati se si sostengono nei momenti duri,

se si rispettano reciprocamente in ogni momento, condividendo i problemi

ed i lavori più difficili.

Le oche che vanno dietro gracidano per sostenere coloro che vanno avanti

a mantenere la velocità.

Una parola di coraggio, detta nel momento giusto, aiuta, motiva,

da forza e produce dei benefici.

Quando l’oca si ammala o cade ferita da un sparo, altre due oche escono

dalla formazione e la seguono per aiutarla e proteggerla.

Se ci manteniamo uno accanto all’ altro, appoggiandoci ed accompagnandoci…

Se a dispetto delle differenze, possiamo conformare un gruppo umano

per affrontare tutti i tipi di situazioni.

Se capiamo il vero valore dell’ amicizia,

se siamo coscienti del sentimento di condividere,

la vita sarà più semplice e, stare con gli amici, sarà più bello.

L’origine della morte


La Luna una volta mandò un insetto agli uomini dicendo:

– Và dagli uomini e di loro: “Come io muoio, e morendo vivo; così anche voi morirete, e morendo vivrete”.

L’insetto partì con il messaggio, ma mentre era in cammino lo raggiunse la lepre, che gli chiese:

– Che incarico ti hanno dato?

L’insetto rispose:

– Mi manda la Luna dagli uomini a dir loro che come lei muore e morendo vive, così loro moriranno e morendo vivranno.

La lepre disse:

– Visto che come corridore tu vali poco, ci vado io.

Dette queste parole scappò via, e quando giunse dagli uomini disse loro:

– La Luna mi manda a dirvi: “Come io muoio e morendo perisco, allo stesso modo anche voi morirete e sarete finiti per sempre”.

Poi la lepre tornò dalla Luna e le disse quello che aveva detto agli uomini.  La Luna la rimproverò imbestialita, dicendo:

– Come ti permetti di dire alla gente una cosa che io non ho detto?

La Luna afferrò un pezzo di legno e colpì la lepre sul muso. Da quel giorno la lepre ha il muso spaccato,  ma gli uomini credono a ciò che la lepre ha detto loro. 

buona domenica 7924949001

 

primo orologio da polso


200 anni fa, Abraham-Louis Breguet progettò il primo orologio da polso della storia per Carolina Murat, Regina di Napoli.

Grazie all’acquisto di trentaquattro orologi e pendole tra il 1808 e il 1814, l’ambiziosa e bellissima regina di Napoli (caroline murat sorella di napoleone bonaparte) conquistò facilmente il posto d’onore tra i migliori clienti di Breguet. Durante gli anni di regno a fianco del consorte Gioacchino Murat, dal 1808 al 1815, la sorella minore di Napoleone instaurò con il maestro orologiaio una relazione del tutto speciale, che portò alla nascita del primo esemplare disegnato per essere indossato al polso. Commissionato nel 1810, pagato nel 1811 e consegnato nel 1812, questo rivoluzionario orologio a ripetizione ultrapiatto era di forma ovale, era dotato di termometro ed era montato su un bracciale di capelli intrecciati con fili d’oro. Determinato a soddisfare la regina Carolina, Breguet era pronto a sormontare qualunque ostacolo e fu ampiamente ricompensato. Nell’estate del 1813, durante il periodo di maggiore crisi in Europa e dopo che l’atelier aveva perso i suoi migliori clienti, la regina Carolina commissionò al suo orologiaio preferito altri dodici esemplari (quattro orologi semplici e sei a ripetizione), rimpinguando le casse dell’azienda proprio nel momento più inaspettato. Carolina Murat completò la sua collezione con una serie di termometri e barometri e con diverse dozzine di orologi commerciali dal prezzo modesto, destinati a essere regalati. questo invece, l’orologio fatto in occasione dei 200 anni: un gioiello ingegneristico tempestato di diamanti e zaffiri blu, presentato ovviamente nella reggia di capodimonte casa di carolina.

Perché il frutto della castagna si apre a croce?


Un’antica leggenda narra di un piccolo paese di montagna i cui abitanti,
molto poveri, non avendo di cui mangiare si rivolsero a Dio

pregandolo di dar loro di cui sfamarsi.

Il buon Dio, sentite le loro preghiere, diede loro una pianta da

cui poter raccogliere frutti nutrienti

da poter mangiare: il castagno, ma il Diavolo visto quello che Dio

aveva fatto per impedire che la gente potesse

raccogliere i frutti, li avvolse in un guscio spinoso.

Gli abitanti del piccolo paese, presi dallo sconforto,

ritornarono nuovamente a pregare Dio ed egli, sceso in mezzo a loro

fece il segno della croce e i gusci spinosi, come per miracolo si aprirono,

e da quel giorno i frutti di questa pianta si aprirono a croce.Risultati immagini per gif animata castagna

Anche la moda è arte.


Ebbene si, anche io ho il mio pezzo di stoffa d’arte.

Nel matrimonio della principessa Eugenie di York, avrete sicuramente notato la dolcissima Charlotte con il fratellino George e gli altri paggetti che indossavano una fusciacca con la stampa di una tela dell’artista  Mark Bradford, intitolata Here-body_1_1IMG_20181018_203312

io invece ho un bellissimo foulard con la stampa di Monet  intitolata Ninfee—una delle tante- ecco qui: IMG_20181018_203554

ed ora mi sento una principessa 🙂  buon fine settimana amici miei

Bonjour d'automne

12 ottobre


dal web

 Colombo scopre l’America: Una data che cambiò la storia.

( và bè atteniamoci  ancora ai libri che sostengono ancora questa teoria, e fingiamoci di crederci 🙂 )

 

 1931 – Inaugurato il Cristo Redentore di Rio: Una delle sette meraviglie del mondo,

 era venerdì 12 ottobre 1810  e ci fu matrimonio: quello tra il principe Ludwig di Baviera e Teresa di Sassonia –Hildburghausen. Per le loro nozze si organizzarono cinque giorni di festeggiamenti a suon di musica, balli, parate militari e soprattutto della buona tavola.

Nacque così l’appuntamento annuale che più tardi prenderà il nome di Octoberfest, la più popolare festa al mondo dedicata alla birra. In realtà la birra comparve solo più tardi insieme alle prime giostre, a partire dal 1818 quando assunse le caratteristiche di un festival agricolo con tanto di fiera di cavalli e buoi.

 

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6 ottobre


Nel 1924 iniziano le trasmissioni radiofoniche: «URI (Unione Radiofonica Italiana).

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 e fu Inaugurato il Moulin Rouge: .

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1582: in Italia e in molti altri Paesi cattolici viene introdotto il Calendario Gregoriano: il giorno 6 Ottobre 1582 non esiste (il calendario viene spostato direttamente dal 4 ottobre al 15 Ottobre

 

Pascoli c’è o ci fa?


leggete attentamente:

 

C’era una volta un povero vecchio, che non ci vedeva più, non ci sentiva più e le ginocchia e le mani gli tremavano.
E quando era a tavola non poteva tener fermo il cucchiaio e faceva cadere la minestra sulla tovaglia e qualche volta gliene scappava anche dalla bocca.
La moglie di suo figlio se n’era ormai schifita e, purtroppo, anche suo figlio. E non lo vollero più a tavola con loro. Il povero vecchio doveva star seduto accanto al camino e mangiava un poco di zuppa in una scodella di terracotta.
Un giorno, siccome le sue mani tremavano, gli cadde la scodella per terra e si ruppe. La nuora gliene disse di tutti i colori e il povero vecchio non rispose nulla. Gli comprarono una scodella di legno e gli dissero: “Questa certo non la romperai!”. Una sera suo figlio e le nuora videro il loro bimbo, che raccattava i cocci della scodella di legno e cercava di unirli.
Il padre gli disse: “Che fai?”.
Rispose il bambino: “Riaggiusto la scodella di legno, per dar da mangiare a te e alla mamma, quando sarete vecchi!”.

Ora il nonno mangia ancora a tavola con gli altri, che lo trattano bene e gli vogliono bene.

(Giovanni Pascoli)

notate qualcosa di strano?

a me non è chiara una cosa ma x ora non vi dico…

vediamo se la notate voi…

ma l’ha scritta pascoli… sarò io a non capire … mah

17 settembre


1394: gli ebrei vengono espulsi dalla Francia per ordine di re Carlo VI
1630: fondata la città americana di Boston
1812: Mosca Brucia – l’incendio ha ormai inghiottito più della metà dell’intera città
1967: la CBS trasmette la prima di “Missione Impossibile”
1972: la CBS trasmette la prima puntata della serie televisiva M*A*S*H
1976: la NASA presenta il primo Space Shuttle: l’Enterprise
1978: Israele ed Egitto firmano gli Accordi di Camp David
1988: nella citta’ coreana di Seoul si apre la ventiquattresima edizione dei Moderni Giochi Olimpici
1991: Corea del Nord, Corea del Sud, Estonia, Lettonia, Lituania, Isole Marshall e Micronesia entrano a far parte delle Nazioni Unite

 LUNEDI 17 SETTEMBRE 1787

Firmata la Costituzione degli Usa

dal web

A a a ah però!


non ci avevo mai riflettuto, ma avete fatto caso che

tra tutti i continenti l’Europa è l’unico il cui nome non inizia con la A:

Europa, Asia, Africa, Australia*, America e se vogliamo… Artide e Antartide

ma spesso l’australia è anche indicata con il termine oceania…

che e’ stato coniato apposta per indicare tutte le terre emerse collegate tra loro attraverso l’oceano, ma il nome “Australia” venne assegnato alle terre del cosiddetto “nuovo continente” intorno al 1814 mentre il termine “Oceania” venne coniato più tardi, proprio per indicare anche le isolette intorno compresa la parte di oceano che tra esse si trova. .

 

l’origine dei nomi dei venti


I nomi dei venti tipici dell’area mediterranea hanno origini molto antiche e in genere vengono rappresentati dalla rosa dei venti. Per comprendere il significato di tali nomi bisogna prendere come punto di riferimento il centro del Mar Mediterraneo, ad est di Malta, indicativamente al centro del Mar Jonio. Ipotizzando di posizionare in tal punto la rosa dei venti, ci si accorge di come i venti prendano il nome dalla loro direzione di provenienza.

Punto cardinale Direzione Vento
Nord tramontana
Nord-est 45° grecale
Est 90° levante
Sud-est 135° scirocco
Sud 180° ostro o austro
Sud-ovest 225° libeccio
Ovest 270° ponente
Nord-ovest 315° maestrale

In quella posizione, il vento proveniente da Nord-Est, giunge approssimativamente dalla Grecia, da cui il nome Grecale; da Sud-Est giungono venti provenienti dalla Siria, da cui il nome Scirocco; a Sud-Ovest vi è la Libia, nome che anticamente definiva anche la Tunisia e l’Algeria, da cui il nome Libeccio. Infine il Nord-Ovest, che è la direzione di Roma, ovvero la Magistra ai tempi dei romani, da cui Maestrale. Per quel che riguarda invece i venti provenienti dai quattro punti cardinali principali, il Levante, da Est, prende il nome dal levar del Sole e il Ponente, da Ovest, dal calar del Sole stesso; l’Ostro (o Austro o Mezzogiorno), da Sud, dall’emisfero australe mentre la Tramontana deve con tutta probabilità il suo nome alla locuzione latina intra montes, riferita al fatto che spira dal cuore delle Alpi, ovvero dal Nord storicamente conosciuto dai romani.

facile e difficile


Facile è occupare un posto nell’agenda telefonica.
Difficile è occupare il cuore di qualcuno.

Facile è giudicare gli errori degli altri.
Difficile è riconoscere i nostri propri errori.

Facile è ferire chi ci ama.
Difficile è curare questa ferita.

Facile è perdonare gli altri.
Difficile è chiedere perdono.

Facile è esibire la vittoria.
Difficile è assumere la sconfitta con dignità.

Facile è sognare tutte le notti.
Difficile è lottare per un sogno.

Facile è pregare tutte le notti.
Difficile è trovare Dio nelle piccole cose.

Facile è dire che amiamo.
Difficile è dimostrarlo tutti i giorni.

Facile è criticare gli altri.
Difficile è migliorarne uno.

Facile è pensare di migliorare.
Difficile è smettere di pensarlo e farlo realmente.

Facile è ricevere.
Difficile è dare.

Pentadattilo


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Nella nostra meravigliosa Calabria, quest’anno ho visitato Pentadattilo: un paese fantasma . Peccato che abbiamo beccato pioggia tutto il giorno, ma vi assicuro che da lassù si può vedere l’Etna e tutto lo stretto di Messina.
Il nome è per il fatto che la roccia pare una mano a cinque dita con il borgo nel palmo della stessa.
Nella seconda metà del XVII secolo Pentadattilo fu teatro di un grave fatto di sangue, la “Strage degli Alberti”, nota famiglia nobile del posto, che fu interamente trucidata ad opera di una famiglia rivale di Montebello Ionico ed ex feudatari di Pentadattilo.
Fra le due famiglie per lungo tempo vi era stata un’accesa rivalità per questioni relative a confini comuni e/o per fatti sentimentali e la faida portò appunto alla strage, la quale poi ha dato origini a varie leggende e dicerie secondo le quali ancora oggi i fantasmi di quelle anime trucidate vivono nel paese.
Se qualcuno decide di soggiornarci, fatemi sapere se farete incontri del terzo tipo 🙂

Parco Nazionale dell’Aspromonte


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Impiccheranno Geordie con una corda d’oro, | è un privilegio raro. | Rubò sei cervi nel parco del re | vendendoli per denaro.“
dal web… e 

Fabrizio De Andrè

ciao carissimi, ecco cosa mi mancherà di questi giorni…il fresco, l’aria pura e l’immensità del verde….

a presto, buon fine settimana

diritto al tappo… di venir via con me…


inizio precisando che nn credo sia un’usanza tipicamente genovese, visto che siamo conosciuti x essere un pò tirchi e di braccino corto, ma anche questa volta questa nuova corrente viene dall’america—e devo ammettere da buona genovese che l’approvo con entusiasmo. tutto è iniziato anni fa, quando al ristorante si richiedeve al borsa del cane, dove vi finivano gli scarti avanzati del proprio pranzo, poi  è stata la volta della borsa da consumare il giorno dopo- tranquillamente a casa propria- fatta con gli avanzi e nn  con gli scarti della cena… questa  usanza  l’  ho vista  richiedere da alcuni anni nei ristoranti del sud… dove  i  clienti evidentemente hanno la faccia + tosta.. – rispetto a noi … del “nord” –noi qui ci vergognamo… condizionati dal pensiero del ristoratore e degli altri commensali. Bene, ora è l’ora di poter anche richiedere il vino avanzato… con quello che ce la fanno pagare una bottiglia…!!!! è un peccato lasciarlo… per poi finire forse in cucina riutilizzandolo  x sfumare risotti e carni, o travasarlo e ri-imbottigliare una bottiglia …da riproporre all’ignaro cliente.E’ questione di rispetto e di etica, visto che mi hanno insegnato che del cibo è peccato buttare ciò che si può mangiare- approvo al 100% questa nuova tendenza…nn ingurgitatevi tutta la bottiglia piuttosto che lasciarla li… -vi fa male-!!!… ora basta dire ” scusi, mi prepara la bottiglia da portare via? “

tanto …si sa che il cliente ha sempre ragione ..ahh …

belìn


ecco un piccolo vademecum

 per spiegare l’uso dell’intercalare “belin”  del dialetto genovese che noi spesso usiamo.

 ricordo un episodio quando da ragazzini  durante le ferie  fuori liguria, ci hanno fermato i carabinieri chiedendo i documenti sia dell’auto che i nostri… un primo belin ci è volato quando ci siamo accorti di aver dimenticato la ricevuta dell’assicurazione pagata a genova sul comodino, un altro belin ci è scappato quando a noi ragazze hanno chiesto i documenti… che non avevamo perchè stavamo facendo un giro nei dintorni senza averlo organizzato…(eravamo pivelli, tanto da non portarci i documenti in giro x il paese), un altro belin  no, non è possibile con un tono piu’ acceso quando il carabiniere voleva sequestraci la macchina finchè non gli avessimo portato la ricevuta… e poi una serie interminabile di belin  quando ci ha proposto l’alternativa di trattenere noi ragazze in caserma. stanco- il carabiniere di sentirci dire belin- che tra l’altro non ne comprendeva il significato  quando ce l’ha chiesto non vi dico la difficoltà nel spiegarglielo senza essere fraintesi e peggiorare ancora la ns situazione e tra un pò non ci ferma per vilipendo a pubblico ufficiale… :-)...e alla fine belin… meno male x stà volta ci è andata bene  :-* 

3 cuori


oggi ho imparato che i totani  hanno una particolarità e con loro anche tutti coloro che fanno parte della loro famiglia genetica come le seppie e i moscardini  e calamari.— qui troverete le info http://it.wikipedia.org/wiki/Teuthida

sapete qual è???

                   hanno 3 cuori!!!

ecco che cosi non hanno problemi di ossigenazione….. meravigliosa natura…

Il diavolo nascosto


Assisi, nubecula, Un diavolo nascosto negli affreschi di Giotto. in questa foto rilasciata dalla Basilica di San Francesco ad Assisi si vede un affresco dipinto da Giotto dove uno storico dell’arte ha scovato un diavolo cornuto nascosto tra le nuvole affrescate.

I francescani dicono che il dettaglio sorprendente era probabilmente sfuggito per otto secoli, nonostante tutta l’attenzione che il ciclo di affreschi di Giotto riceve da appassionati d’arte nel livello superiore della basilica.

Madonna delle vie.


Risultati immagini per la zingarella madonnina

 

Chi di noi non ha in casa dei nonni questa immagine della Madonna? 

la mia mamma lo aveva come capoletto

Ho scoperto oggi che si chiama la Madonna del riposo o Madonna delle vie.

L’autore si chiama Roberto Ferruzzi e morì nel 1934, vi lascio questi due link brevi ed interessanti se siete curiosi di leggere qualche chicca in più

http://www.mariadinazareth.it/curiosit%C3%A0/zingarella.htm

http://www.italiani.net/index.php/tracce/180-la-madonna-del-ferruzzi.html

foto dal web

La misteriosa ziqqurat di Monte d’Accoddi ( Sardegna)


Più antica delle piramidi degli antichi Egizi, straordinario, unico e ricco di mistero, è uno dei più grandiosi esempi di costruzioni preistoriche dell’intera Europa

Una ziqqurat in Sardegna.
Il più enigmatico capolavoro della preistoria sarda.
Com’è possibile che un tipico monumento mesopotamico sia potuto arrivare a centinaia di chilometri di distanza dal suo luogo d’origine e perché è arrivato proprio in Sardegna?

Questa è una delle tante domande che non hanno ancora avuto una risposta e che probabilmente non ce l’avranno mai, perché i misteri che circondano l’altare sacro di Monte d’Accoddi, tra Sassari e Porto Torres, sono davvero inestricabili.


Il nome Monte d’Accoddi risulta essere, al pari di questa prodigiosa collinetta, anch’esso piuttosto misterioso.
Se si può capire la dicitura di monte, (in Sardegna si tende a chiamare monte anche piccole alture e colline), più complessa è l’interpretazione del termine Accoddi, che potrebbe significare “luogo di raccolta”. Tuttavia il nome più antico di cui si ha testimonianza nei testi scritti è “Monte de Code”, che significava “Monte, collina delle pietre”, forse per via delle pietre affioranti sparse alla rinfusa, prima che iniziassero le vere e proprie campagne di scavi, negli anni ’50, sotto la guida di Ercole Contu.
KODI e KODINA, nell’antichissimo sardo significano rispettivamente MONTE e PIETRA.
Quindi una “montagna di pietra” ma anche ad un punto di raccolta.

Il termine ZIQQURAT significa letteralmente “tempio del sole”. Il santuario di Monte d’Accoddi però fu dedicato a due divinità lunari, il dio Narma e la dea Ningal.
Con la sua lunga rampa d’accesso trapezoidale, incute un certo fascino. Si percorre la salita lentamente e si osserva il mondo circostante da lassù.
Un po’ più lontani da terra. Un po’ più vicini alle stelle. Chiara interpretazione mesopotamica che voleva che cielo e terra fossero uniti.

La Sardegna vanta l’unico ziqqurat presente in tutta Europa.
Ricoperto di misteri risale a più di 6 mila anni fa (IV millennio a.C.)

Il monte d’accoddi o “akkoddi” è pieno di tante domande senza risposte.. misteri ancora irrisolti.
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Gli illuminati


Gli Illuminati (conosciuti anche come gli Illuminati di Baviera o più precisamente l’Ordine degli Illuminati) sono stati (e forse lo sono ancora oggi) una società segreta fondata nel 1776 dal filosofo e massone tedesco Adam Weishaupt (col nome di Ordine dei Perfettibilisti) con la missione di stabilire un nuovo ordine mondiale che portasse all’abolizione dei governi e delle religioni

Secondo alcuni sarebbero ancora all’opera.

Forse per cercare di creare divisioni e conflitti tra i governi e le religioni mondiali così da indebolirli a vicenda e poter poi prendere il potere?

Per i teorici della cospirazione ci sarebbe la mano degli Illuminati dietro alla rivoluzione francese e in molti conflitti esplosi negli ultimi 200 anni.
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La paura fa venire i capelli bianchi?


No..L’incanutimento acuto dei capelli, noto come “Sindrome di Maria Antonietta” (dalla leggenda che riguarda la regina francese, moglie di Luigi XVI, la cui testa sarebbe diventata bianca nella notte precedente alla sua decapitazione), non può essere semplicemente causato da un forte stress o spavento ma, più probabilmente, è il segno clinico di alcune malattie autoimmuni, tra cui l’alopecia aerata.
RADICALI LIBERI. Lo stress cronico può tuttavia accelerare il processo di “imbiancamento” naturale dei capelli, che inizia a partire dai 30 anni di età. Secondo lo studioso americano Tyler Cymet del Sinai Hospital di Baltimora, in particolare, essere sottoposti a stress continuo per almeno tre anni comporta un rilascio di radicali liberi in grado di indebolire o disattivare l’attività dei melanociti, le cellule che producono i pigmenti colorati dei capelli. Con il risultato di ritrovarsi la testa “grigia” prima del tempo. Un po’ come è accaduto a Barack Obama nel corso dei suoi due mandati presidenziali Usa.

Fonte Rivista FocusD&R