fatima 13 maggio


passano gli anni, e nn sn ancora riuscita ad andare in pellegrinaggio… ma resta una meta …

ave, mammina di tutti noi: illumina i ns cuori con la luce del tuo amore

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Festa dell’Europa


Il giorno europeo o festa dell’Europa si celebra il 9 maggio di ogni anno. Questa data ricorda il giorno del 1950 in cui vi fu la presentazione da parte di Robert Schuman del piano di cooperazione economica, ideato da Jean Monnet (cosiddetta Dichiarazione Schuman), che segna l’inizio del processo d’integrazione europea con l’obiettivo di una futura unione federale.

La data coincide anche con il giorno che segna, de facto, la fine della Seconda guerra mondiale: il 9 maggio è infatti il giorno successivo alla firma della capitolazione nazista, quando furono catturati Hermann Göring e Vidkun Quisling.

Il Consiglio d’Europa ha celebrato il 5 maggio come “Giorno dell’Europa” fino dal 1964, ricordando la propria fondazione avvenuta il 5 maggio 1949.

La Comunità Economica Europea adottò invece come “Giorno dell’Europa” il 9 maggio in occasione del summit tenutosi a Milano nel 1985, in ricordo della proposta che Robert Schuman presentò il 9 maggio 1950 per la creazione di un nucleo economico europeo, a partire dalla messa in comune delle riserve di carbone e acciaio, come primo passo verso una futura Europa federale indispensabile al mantenimento della pace.

Il giorno coincide con la Giornata della Vittoria dell’Unione Sovietica (quella di molti paesi europei occidentali cade l’8 maggio).

dal web

La nascita di Roma


fonte: http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW107994&jp_pagecode=newsview.wp&ahew=contentId:jp_pagecode
e web

21 aprile: da 2766 anni è la data in cui si festeggia il Natale di Roma, la fondazione della città. Secondo la leggenda, narrata anche da Varrone, Romolo avrebbe infatti fondato la città di Roma il 21 aprile del 753 a.C. La fissazione di questo particolare giorno si deve ai calcoli astrologici del matematico e filosofo del I secolo a.C. Lucio Taruzio Firmano amico sia di Varrone che di Cicerone. Da questa data è derivata la locuzione latina Ab Urbe condita, ovvero “dalla fondazione della Città”, che scandiva la cronologia romana prima dell’adozione del calendario gregoriano, a partire dal quale gli anni vengono tradizionalmente numerati a partire dalla nascita di Cristo (Anno Domini). 

Nell’età moderna il 21 aprile è stato caricato di tanti e diversi significati. Culla di civiltà, madre dell’unità nazionale, idea mitica di un nuovo regime, valore di civica convivenza e di affratellamento dei popoli. Da festa locale, tipicamente romana (come lo era fino al 1870, con sfilate e spettacoli pirotecnici), il Natale di Roma divenne prima celebrazione nazionale della Roma Capitale (dal 1871 venne issata la bandiera italiana sulla torre del Campidoglio, nel 1875 sulla stessa torre fu “acceso”, a luce di magnesio, il disegno della Stella D’Italia, nel 1913 al sindaco Ernesto Nathan fu consegnata una targa commemorativa da parte di tutti i Comuni d’Italia), poi assurse a simbolo mitico di un’ideologia totalizzante, per tornare, poi, al suo nocciolo fondamentale di festa civica che mette in risalto la vocazione universale della città. Ma scorrendo la storia è comunque possibile trovare nelle celebrazioni del Natale di Roma, dal 1870 ad oggi, un comune denominatore al di là del carattere popolare, nazionale o ideologico che gli fu dato di volta in volta: l’ambito artistico e culturale (il concerto di Pietro Mascagni nel 1909, la “prima” dell’Inno a Roma di Giacomo Puccini nel 1919, le prolusioni accademiche sulla storia di Roma o il concorso internazionale di poesia latina dal 1911), l’inaugurazione di monumenti (a Galileo Galilei nel 1887, a Carducci nel 1909) e l’apertura di opere pubbliche (come, solo restando ai primi anni del XX secolo, il Ponte Gianicolense nel 1908 e la Passeggiata Archeologica nel 1917). Un sorta di filo conduttore che unisce la ricchissima storia di Roma, i suoi monumenti immortali, la sua indelebile cultura con i progetti e le nuove realizzazioni di una città che vuole essere sempre al passo con i tempi. 

Dal 1925, grazie al prezioso e privilegiato sguardo della rivista Capitolium, possiamo ripercorrere e raccontare l’evoluzione dei festeggiamenti della più importante festa laica della città negli ultimi 80 anni. 

Fu proprio in occasione del Natale di Roma del 1925 che uscì il primo numero di Capitolium “rassegna di attività comunali”: «Nel Natale di Roma, nel giorno della più insigne ricorrenza cittadina, proclamata festa nazionale, esce al pubblico il primo numero del Capitolium, dedicato tutto e solo alla celebrazione di questa data» scrisse nella prefazione della nuova rivista l’allora Governatore di Roma, Filippo Cremonesi. 

Il primo articolo di Capitolium, firmato da Corrado Ricci, è dedicato alla “liberazione” e recupero dei resti del Foro d’Augusto, che proprio il 21 aprile 1925 fu inaugurato con una solenne cerimonia dal Re Vittorio Emanuele III. Fra le varie manifestazioni, opere inaugurate ed atti di quel giorno, va segnalata la delibera adottata dal Comune di Roma per la trasformazione dell’Augusteo, o Corea come veniva chiamato all’epoca, in un grande auditorium per la musica classica. Già dal 1908 questo ospitava concerti sinfonici, e sarebbe dovuto diventare, secondo il progetto firmato dall’architetto Marcello Piacentini, una grande sala concerto con un aumento di capienza di oltre 1500 spettatori. Fortunatamente il progetto di trasformazione non entrò mai nella fase esecutiva. 
Durante il regime fascista al Natalis Urbis fu data una forte connotazione simbolica: una sorta di sacralità del culto di Roma che doveva “esaltare i fasti della rinnovata e purificata nazione Italiana”. Il 21 aprile, ora festa nazionale del Lavoro e della Nazione, divenne perciò l’occasione sia per esaltare la memoria della grandezza passata, che per mostrare i progressi, i grandi lavori, i progetti faraonici, le similitudini con la Roma imperiale che Mussolini vedeva nel compimento del suo progetto della Grande Roma. Così, a partire dal 1926, ai festeggiamenti classici (come l’illuminazione dei monumenti storici più significativi) furono affiancate cerimonie solenni (quali le sfilate delle scolaresche romane tra i monumenti dell’antica Roma e i ludi classici di attività fisica dei giovani) e soprattutto, provvedimenti e inaugurazioni a favore della città. 

Il Natale di Roma diventò per il Governo ed il Governatorato una sorta di “vetrina” nazionale ed internazionale della propria attività “modernizzatrice”, la data nella quale inaugurare scuole, edifici pubblici, nuove strade, interventi archeologici e di recupero del patrimonio artistico. Tra i tanti si ricordano la fruizione pubblica di Villa Aldobrandini, Villa Celimontana e del Colle Oppio, i lavori per liberare il Teatro di Marcello, la sistemazione del colle capitolino e della zona del Velabro, la pavimentazione della Piazza del Campidoglio. 

Con lo scoppio e il proseguire della II Guerra Mondiale le celebrazioni divennero necessariamente più sobrie e sempre più sporadiche. E si indirizzarono esclusivamente sul carattere accademico e culturale. Se nel 1942 si tenne in Campidoglio l’adunanza generale dell’Accademia d’Italia, il 21 aprile 1943, mentre i capolavori e i monumenti del Campidoglio venivano messi “in sicurezza” (la statua di Marco Aurelio fu sistemata nel Tabularium, per ritrovare il suo posto al centro della piazza il 27 aprile 1945), scrittori e “romanisti”, tra cui Trilussa, Luciano Folgore, Silvio D’Amico, Aldo Fabrizi e Aristide Capanna, furono invitati nella redazione di Capitolium, ospitata allora nel palazzetto della Farnesina ai Baulari, ora sede del Museo Barracco. A fare gli onori di casa il direttore Lido Caiani e il comitato di redazione, tra cui spiccava il nome di Giuseppe Ceccarelli, meglio noto come Ceccarius. 

Dopo la liberazione e la nascita della Repubblica Italiana, il Natale di Roma si liberò dalle scorie dell’esaltazione e della pomposa retorica che fecero, per oltre vent’anni, del 21 aprile il simbolo più evidente di «quell’Italia romana ed imperiale», vagheggiata dal fascismo. La commemorazione tornò finalmente al nucleo originale della festa: quella della fondazione della città, della ricorrenza senza ulteriori valenze o specifici significati politici, del momento da dedicare allo studio e approfondimento della ricchissima, a volte poco conosciuta, storia dell’Urbe. Proprio per rimarcare la profonda diversità con i decenni precedenti, dalla fine degli anni ’40 al 1964, le celebrazioni per la Festa della Città si svolsero in quella che oggi chiameremo uno studiato “understatement”. Un’unica cerimonia in Campidoglio, solitamente nella Sala Orazi e Curiazi dei Musei Capitolini, che prevedeva un discorso ufficiale, tenuto da un noto studioso di romanità, e vari premi legati alla città. Come riporta fedelmente il quarto numero di Capitolium del 1962: «Il 21 aprile, in una solenne tornata in cui ben noti oratori celebrano la ricorrenza del Natale di Roma, viene consegnata ad illustri italiani e stranieri la grande medaglia d’oro del premio “Cultori di Roma”, viene conferito il premio giornalistico internazionale “Città di Roma” e proclamati i vincitori del “Certamen capitolinum”, concorso internazionale di prosa latina». 

Dal 1964 riprese la tradizione dei festeggiamenti che, non più solo relegati al Campidoglio e a una platea selezionata, voleva coinvolgere l’intera cittadinanza. «A cominciare dal 21 aprile 1964 – si legge su Capitolium di quell’anno – è stata ripristinata, oramai libera da ogni significato ampolloso ed estraneo al suo proprio valore civico, la festa del Natale di Roma. Una solenne cerimonia in Campidoglio (nella Sala degli Orazi e Curiazi, presenti le più alte cariche dello Stato, tra cui il presidente del Consiglio, Aldo Moro e una delegazione del Comune di Parigi) cori di bambini sulla Piazza al momento del suono della “Patarina” a mezzogiorno, consegne di Premi, inaugurazioni di opere pubbliche, l’inizio di visite guidate del Palazzo Senatorio, imbandieramenti delle strade commerciali sono i principali segni della giornata dedicata a sottolineare i motivi della civica convivenza». 
La volontà del Sindaco di allora, Amerigo Petrucci era quella di «riavvicinare la cittadinanza all’amministrazione», riattivare una tradizione che, «consunta negli anni del fascismo dal logorio della retorica e della forzatura politica», è una caratteristica propria di Roma, «unica città antica che celebri il proprio anniversario di fondazione». 

Da allora, insieme al discorso ufficiale da parte del Sindaco e di un’autorità (nel 1965 l’ex presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, nel 1966 il presidente del Consiglio Aldo Moro) o di importanti personalità della cultura e della società (Bruno Molajoli nel 1969, Giuseppe Petrilli nel 1973), divengono parte insostituibile delle celebrazioni, riallacciandosi così alla tradizione iniziata anni prima, i riconoscimenti che la città attesta a quanti, studiosi, filologi e giornalisti, dedicano studi, riflessioni ed opere a Roma e alla sua storia. Tra questi si impongono per importanza: la presentazione dell’annuale “Strenna dei Romanisti” (tradizione iniziata nel 1940), il premio “Cultori di Roma” (istituito dal Comune di Roma nel 1954) che viene assegnato alternativamente ad uno studioso italiano ed uno straniero che abbiano dedicato la propria esistenza, sia fisica che scientifica, alla conoscenza delle discipline relative alla civiltà e la cultura di Roma, il premio giornalistico internazionale “Città di Roma”, istituito dall’Associazione della Stampa romana nel 1959 e il concorso internazionale di prosa latina “Certamen capitolinum”, organizzato dall’Istituto di Studi Romani, giunto quest’anno alla sua 60ª edizione. A questi riconoscimenti vengono abbinate altre iniziative culturali quali l’apertura gratuita dei Musei e degli spazi artistici comunali, concerti nelle piazze cittadine, o manifestazioni una tantum, come la Mostra del Libro su Roma organizzata nel 1968 a Palazzo Braschi, con mille titoli di opere dell’editoria nazionale dedicati alla città. 

Accanto agli appuntamenti “istituzionali” tipici della giornata, dal 1964 ad oggi si sono registrati alcuni eventi speciali che hanno caratterizzato la Festa della fondazione di Roma: ad esempio, nel 1966 il dono, da parte della Camera di Commercio, della preziosa custodia in argento e oro del Libro d’Oro del Campidoglio; la solenne seduta del Consiglio Comunale nell’Aula di Giulio Cesare nel 1970, centenario di Roma Capitale, presenti il presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat e i Sindaci delle precedenti capitali dello Stato unitario, Torino e Firenze; il rinnovo del gemellaggio con Parigi, presente il Sindaco Jacques Chirac nel 1994, la collocazione sulla piazza del Campidoglio della copia della statua di Marc’Aurelio nel 1997, i 90 anni di Rita Levi Montalcini festeggiati insieme ai premi Nobel per la Pace con i versi di Cesare Pascarella recitati da Vittorio Gassman, nel 1999. Questo è stato l’ultimo Natale di Roma del secondo millennio. 

Negli ultimi anni, il 21 aprile si è andato sempre più caratterizzando come data per l’inaugurazione di importanti opere pubbliche cittadine: la riapertura dei Musei Capitolini dopo il restauro e l’inaugurazione del passaggio sotterraneo sotto la piazza del Campidoglio nel 2000, l’inaugurazione dell’Auditorium Parco della Musica nel 2002, l’apertura del cantiere della Nuova Fiera di Roma nel 2004, l’inaugurazione del Museo dell’Ara Pacis e il concerto all’Auditorium con Papa Benedetto XVI e il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nel 2006, la collocazione della Lupa Capitolina nella Teca di Aymonino accanto alla statua del Marco Aurelio nei Musei Capitolini e l’inaugurazione del Macro Future al Mattatoio nel 2007, l’apertura del Nuovo Cinema Aquila al Pigneto nel 2008, l’inaugurazione del “Camminamento dei Fori Imperiali”, attraverso l’abbattimento della recinzione di cantiere che segnava il confine tra Sovraintendenza comunale e statale tra i Fori imperiali ed il Foro romano in prossimità della Basilica Emilia nel 2009. 

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Rea Silvia,figlia di Numitore e nipote di Amulio fu costrtta a diventarevestale e a fare quindi voto di castità, in modo da impedirgli di avere una discendenza.. Il dio Marte però s’invaghisce della fanciulla e la rende madre di due gemelli, Romolo e Remo. Il re Amulio, saputo della nascita, ordina subito l’assassinio dei gemelli per annegamento, ma il servo a ciò incaricato non trova il coraggio di compiere un tale misfatto e li abbandona sulla riva del fiume Tevere. Rea Silvia non subirà la pena di morte riservata alle vestali che infrangevano il voto di castità in quanto di stirpe reale, ma verrà confinata in isolamento dal re. La cesta nella quale i gemelli erano stati adagiati si arenerà, presso la palude del Velabro tra Palatino e Campidoglio (nei pressi dell’attuale foro romano) alle pendici di una delle creste del Palatino, il Germalus, sotto un fico, il fico ruminale o romulare, nei pressi di una grotta detta Lupercale dove i due vengono trovati e allattati da una lupa che aveva perso i cuccioli ed era stata attirata dal pianto dei gemelli- (secondo alcuni forse una prostituta, all’epoca chiamate anche lupae, di cui si ritrova oggi traccia nella parola lupanare), e da un picchio (animale sacro per i Latini) che li protegge, entrambi animali sacri ad Ares. In quei pressi portava al pascolo il gregge il pastore Faustolo (porcaro di Amulio) che trova i gemelli e insieme con la moglie Acca Larenzia (secondo alcuni detta lupa dagli altri pastori, forse in quanto dedita alla prostituzione) li cresce come suoi figli.
Una volta divenuti adulti e conosciuta la propria origine, Romolo e Remo fanno ritorno ad Alba Longa, uccidono Amulio, e rimettono sul trono il nonno Numitore. Romolo e Remo, non volendo abitare ad Alba Longa senza potervi regnare almeno fino a quando era in vita il nonno materno, ottengono il permesso di andare a fondare una nuova città, nel luogo dove sono cresciuti. Lo stesso Tito Livio aggiunge che del resto la popolazione di Albani e Latini era in eccesso, mentre Plutarco aggiunge:
« Decisero dunque di vivere per conto loro, fondando una città nei luoghi in cui erano cresciuti da piccoli. Questa risulta la spiegazione più plausibile. Ma nello stesso tempo la fondazione diventava per loro una necessità, poiché molti servi e altrettanti ribelli si erano raccolti attorno ad essi… »

Romolo vuole chiamarla Roma ed edificarla sul Palatino, mentre Remo la vuole battezzare Remora e fondarla sull’Aventino. È lo stesso Livio che riferisce le due più accreditate versioni dei fatti:
« Siccome erano gemelli e il rispetto per la primogenitura non poteva funzionare come criterio elettivo, toccava agli dei che proteggevano quei luoghi indicare, attraverso gli aruspici, chi avessero scelto per dare il nome alla nuova città e chi vi dovesse regnare dopo la fondazione. Così, per interpretare i segni augurali, Romolo scelse il Palatino e Remo l’Aventino. Il primo presagio, sei avvoltoi, si dice toccò a Remo. Dal momento che a Romolo ne erano apparsi il doppio quando ormai il presagio era stato annunciato, i rispettivi gruppi avevano proclamato re l’uno e l’altro contemporaneamente. Gli uni sostenevano di aver diritto al potere in base alla priorità nel tempo, gli altri in base al numero degli uccelli visti. Ne nacque una discussione e dal rabbioso scontro a parole si passò al sangue: Remo, colpito nella mischia, cadde a terra. È più nota la versione secondo la quale Remo, per prendere in giro il fratello, avrebbe scavalcato le mura appena erette [più probabilmente il pomerium, il solco sacro] e quindi Romolo, al colmo dell’ira, l’avrebbe ammazzato aggiungendo queste parole di sfida: «Così, d’ora in poi, possa morire chiunque osi scavalcare le mie mura». In questo modo Romolo s’impossessò da solo del potere e la città appena fondata prese il nome del suo fondatore. »

 

numerologia


Le autostrade in Italia sono le seguenti:
 A1 Autostrada del Sole (Milano – Napoli)
A3 (Napoli – Reggio Calabria)
A4 Autostrada Serenissima (Torino – Trieste)
A5Autostrada della Valle d’Aosta (Torino – Aosta – Monte Bianco)
A6 La Verdemare (Torino – Savona)
A7 Autostrada dei Fiori (Milano – Genova)
A8Autostrada dei Laghi (Milano – Varese)
A9Autostrada dei Laghi (Milano – Como – Chiasso)
A10 Autostrada dei Fiori (Genova – Ventimiglia)
A11 Firenze-Mare (Firenze – Pisa Nord)
A12 Autostrada Azzurra (Genova – Rosignano / Civitavecchia – Roma)
A13 (Bologna – Padova)
A14Autostrada Adriatica (Bologna – Taranto)
A15Autostrada della Cisa (Parma – La Spezia)
A16Autostrada dei Due Mari (Napoli – Canosa)
A18 (Messina – Catania / Siracusa – Rosolini)
A19 (Palermo – Catania)
A20 (Messina – Palermo)
A21 Autostrada dei Vini (Torino – Piacenza – Brescia)
A22 Autostrada del Brennero (Brennero – Modena)
A23 Autostrada Alpe-Adria (Palmanova – Tarvisio)
A24 Strada dei Parchi (Roma – L’Aquila – Teramo)
A25Strada dei Parchi (Torano – Chieti)
A26 Autostrada dei Trafori (Voltri – Gravellona Toce)
A27 Autostrada di Alemagna (Mestre – Belluno)
A28 (Portogruaro – Pordenone – Conegliano)
Autostrada del Sale (Palermo – Mazara del Vallo)
A30 (Caserta – Salerno)
A31Autostrada della Val d’Astico (Piovene Rocchette – Vicenza)
A32 Autostrada del Frejus (Torino – Bardonecchia)
A33 Autostrada delle Langhe (Asti – Cuneo)
A91 (Roma – Fiumicino)
Autostrada Catania-Siracusa (Catania – Villasmundo)
Autostrade in costruzione
 
 Autostrade in costruzione
A28 (prolungamento fino all’A27)
A31 (Vicenza – Rovigo)
A33 (Asti – Cuneo)
BreBeMi (Brescia – Milano)
Pedemontana (Bergamo – Varese)
Raccordo Ospitaletto-Montichiari (By-pass di Brescia)
Variante di Valico (Bologna – Prato)
RA17 (Villesse – Gorizia)
 Numerazioni obsolete/riassegnate
ex A2, ora A1 (Roma – Napoli)
ex A4, ora A57 (Tangenziale di Mestre)
ex A16, ora A12 (Roma – Civitavecchia)
ex A17, ora A14 e A16 (Napoli – Bari)
ex A18, ora A4/A5 (Ivrea – Santhià)
ex A26, ora A4/A26 (Stroppiana – Santhià)
 Tangenziali
Questa lista elenca le tangenziali che sono classificate come autostrade.
A50 Tangenziale Ovest di Milano (San Giuliano Milanese – Rho)
A51 Tangenziale Est di Milano (San Donato Milanese – Usmate)
A52 Tangenziale Nord di Milano (Sesto San Giovanni – Paderno Dugnano)
A54 Tangenziale di Pavia (Pavia Nord – San Martino Siccomario)
A55 Tangenziali di Torino (Falchera – Rivoli – Trofarello)
A56 Tangenziale di Napoli (Napoli – Pozzuoli)
A57Tangenziale di Mestre (Dolo – Quarto d’Altino)
GRA Grande Raccordo Anulare (Roma)
RA 1 Tangenziale di Bologna (Bologna)
RA  15 Tangenziale di Catania (Catania)
 Trafori
Questa lista elenca i tunnel che sono classificati come autostrade e che hanno ricevuto una numerazione propria.
T1 Traforo del Monte Bianco
T2 Traforo del Gran San Bernardo
T4 Traforo del Frejus
 Numerazioni obsolete
ex T3, ora SP225 (Traforo di Bargagli-Ferriere)
StellaStellaStellaStellaStella
 
in questo lungo elenco vi siete accorti che mancano l’A17????
ovvio,  nella superstiziosissima Italia il 17 è un numero da cui ci si tiene alla larga. Si dice che negli aerei manchi la fila 17 (oltre alla numero 13), anche se penso che : la fila numero 17 rimane la numero 17 anche con un’altra etichetta: perché mai la sfiga (che come è noto ci vede benissimo) dovrebbe lasciarsi ingannare da uno stratagemma così grossolano?  perfino che l’autostrada A17 non esiste e si favoleggia di una imprecisata A16bis, anche se le cose non stanno proprio così: in effetti l’A17 esiste, è il raccordo Roma-Fiumicino, ma sui cartelli la sua indicazione è “A” senza alcun numero.
anche negli alberghi la stanza 17 non esiste..dicono non esista….mi informerò da chi è nel settore…mentre si dice che in quelli internazionali, non  esiste la camera con il n°13/113/213 eccetera, poichè solo in italia il 17 porta male —forse qui da noi il 13 porta bene forse a causa delle schedine …..   mahhh….chi ne sa di piu?
carissimi amici , vi lascio qui il mio buon fine settimana…nel caso in cui
non riuscissi a salutarvi personalmente…qui metereologicamente tempo incerto…
ma   di  sicuro c’è……—–> il mio sorriso  x voi….

27 marzo


27 marzo

790: inventate le stringhe per le scarpe
1841: primo collaudo di una locomotiva a vapore
1849: Joseph Couch brevetta il primo martello a percussione spinto a vapore
1855: Abraham Gesner brevetta il kerosene
1860: M. L. Byrn brevetta il cavatappi
1866: Andrew Rankin brevetta il pappagallo (orinatoio usato per le persone inferme)
1914: effettuata in Belgio la prima trasfusione di sangue andata a buon fine

dal web

campa cavallo



si dice campa cavallo
xkè c’era un contadino con il cavallo sfinito che sulla strada sassosa si stava x arrendere …
allora lo incoraggiò dicendogli…campa cavallino mio…finchè non spunta un filo d’erba fresca ed allora potrai sfamarti…

grazie agli amici che in questi gg di mia assenza si sn preoccupati…
tutto ok…grazie…sono solo un pò piu’ indaffarata….
ma sto bene, un grazie di cuore, vvb

pi greco day


chi cercava per oggi un pretesto x festeggiare eccolo:…pare che oggi in tutto il mondo diversi dipartimenti accademici celebrano il giorno di PI Greco, che nello stile anglosassone viene indicato con 3/14

  Introdotto nel 1706 dal matematico inglese William Jones, a renderlo famoso fu lo svizzero Eulero, genio dell’Illuminismo. L’applicazione più nota anche ai profani resta quella legata alla geometria piana, dove esprime il rapporto tra la circonferenza e il diametro di un cerchio o l’area di un cerchio di raggio uno. Dal mondo accademico statunitense arrivò l’idea di dedicargli una giornata celebrativa, la prima si tenne nel 1988 all’Exploratorium di San Francisco. La data venne ricavata dal valore approssimativo che gli viene dato, ossia 3,14. In questo giorno, nei dipartimenti di matematica di mezzo mondo ci si ritrova a gustare torte di frutta e biscotti che richiamano il simbolo del “pi greco”. Alla festa ha preso parte anche Google nel 2010, pubblicando un doodle locale (visibile in Italia e in numerosi paesi europei e di altri continenti).
 dal web

Santa Maria Assunta di carignano


La basilica di Santa Maria Assunta è un edificio religioso di Genova. La basilica, che svetta con la sua mole armoniosa al culmine della collina di Carignano, è una delle più note opere genovesi di Galeazzo Alessi ed uno dei maggiori esempi di architettura rinascimentale della città.
Già chiesa gentilizia della famiglia Sauli divenne in seguito abbazia, collegiata e basilica minore

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La chiesa fu realizzata per volontà del patrizio genovese Bandinello Sauli, che con la sua disposizione testamentaria del 17 ottobre 1481 creava un apposito fondo presso il banco di S. Giorgio. Fu però soltanto quasi settant’anni dopo, il 7 settembre 1549, che gli eredi di Bendinello Sauli mediante una convenzione affidarono l’incarico all’architetto perugino Galeazzo Alessi, che si trovava a Genova da un anno.
La posa della prima pietra avvenne, presente il vicario generale dell’arcivescovado monsignor Egidio Falcetta, il 10 marzo 1552. Nel 1555 erano quasi pronte le mura perimetrali, nel 1560 l’edificio fu parzialmente coperto, e già nel 1564 la chiesa cominciò ad essere officiata, anche se la prima messa solenne vi sarebbe stata celebrata solo nel 1588.
La “fabbrica” rimase aperta per più di cinquant’anni: la cupola fu terminata solo nel 1603, trent’anni dopo la morte del progettista. Nel frattempo, il 13 giugno 1583, papa Gregorio XIII con un “motu proprio” ne aveva decretato l’erezione in collegiata ed abbazia. Sarebbero trascorsi ancora quasi novant’anni prima che un altro pontefice, Alessandro VIII, concedesse all’abate il privilegio di celebrare pontificali (27 agosto 1690); nel 1742 con una bolla di Benedetto XIV alla chiesa fu conferito lo status di parrocchia, ma senza giurisdizione territoriale.
Per creare un accesso scenografico alla chiesa tra il 1718 e il 1724 Domenico Sauli fece realizzare da Gerard De Langlad il ponte che, superando la valletta del Rivo Torbido, unisce i colli di Sarzano e di Carignano. Lo stesso Domenico Sauli nel 1737 fece realizzare il concerto di campane.
La facciata fu sistemata una prima volta nel 1722 da Francesco Giovanni Baratta, che realizzò il portale d’ingresso, sul quale, in una cornice barocca, fu collocata la statua dell’Assunta, originariamente destinata all’altare maggiore.
I lavori si protrassero ancora fino all’Ottocento e furono completati da maestranze locali, con il rifacimento totale della facciata su disegno dell’architetto Carlo Barabino; in questa circostanza furono realizzate anche le scalinate di accesso ai tre portoni della chiesa, già previste dall’Alessi.
Una targa all’interno della chiesa ricorda che il papa Pio VII nel 1815 vi celebrò un solenne pontificale.
Soltanto in tempi più recenti, il 4 dicembre 1939, un decreto arcivescovile del cardinale Pietro Boetto ha trasformato la chiesa di Carignano in parrocchia territoriale; del 14 agosto 1951 è invece la consacrazione a basilica minore da parte del cardinale Giuseppe Siri. La basilica ha ancora oggi il titolo di parrocchia gentilizia dei marchesi Cambiaso Negrotto Giustiniani.
Come chiesa parrocchiale del centro di Genova, la basilica di Carignano è stata luogo nel corso degli anni di importanti manifestazioni ecclesiastiche. Dal sagrato, recentemente restaurato, che si affaccia sull’ampia piazza di Carignano i genovesi hanno salutato spesso i propri morti illustri, come accadde negli anni settanta per alcune vittime del terrorismo degli anni di piombo e nel gennaio 1999 per i funerali di Fabrizio De André, quando una grande folla si radunò davanti alla basilica per salutare il compianto artista.
La chiesa ha pianta a croce greca, con una cupola centrale impostata su un alto tamburo a serliane e quattro cupolette agli angoli. Questa struttura, che non ha precedenti nella tradizione genovese, è ispirata al progetto per la basilica di S. Pietro elaborato da Giuliano da Sangallo. Caratteristica della chiesa sono i quattro prospetti identici su ogni lato, ciascuno coronato da un timpano e dotato di un proprio ingresso, tranne quello posteriore. Dei quattro campanili previsti dal progetto dell’Alessi solo due sono stati realizzati, in corrispondenza della facciata principale.
L’interno, molto luminoso, è caratterizzato da pareti bianche, prive di affreschi, decorate solo da lesene con capitelli fitomorfi, che riprendono il motivo della decorazione esterna. Le volte, comprese quelle delle cupole, hanno il soffitto a cassettoni.
All’incrocio dei bracci, che suddividono la chiesa in quattro parti uguali, si impongono le quattro grandi statue di santi poste nelle nicchie alla base dei pilastri della cupola centrale. L’altare maggiore, con la sua decorazione in bronzo, crea un netto contrasto con il bianco di pareti e soffitti. Nella chiesa sono diverse tombe di esponenti della famiglia Sauli, tra cui quella del doge Lorenzo Sauli, assassinato nel 1601.
Secondo una leggenda popolare, la decisione di far costruire una chiesa sulle alture di Carignano venne decisa nel 1478 quando la moglie del patrizio Bandinello Sauli, avendo chiesto ad una nobildonna della famiglia Fieschi di attenderla, ritardando di qualche tempo la celebrazione della messa nella vicina chiesa di Santa Maria in via Lata (gentilizia dei Fieschi), si sarebbe sentita rispondere: “Chi vuole dei comodi se li procuri a sue spese”.
Il rifiuto, accolto come un’offesa dai Sauli, avrebbe fatto nascere in loro il desiderio di costruire una propria chiesa gentilizia che superasse in bellezza quella dei Fieschi e così Bendinello Sauli nel 1481 lasciò un legato, stabilendo che il moltiplicato dei capitali iscritti alle Compere di San Giorgio fosse destinato alla costruzione della chiesa, il che avvenne solamente nel 1549, quando ormai la famiglia rivale, dopo la fallita congiura di Gianluigi Fieschi ai danni di Andrea Doria, era stata privata delle sue proprietà in Carignano.
Secondo un’altra leggenda popolare, quando nel 1737 Domenico Sauli fece realizzare il concerto di campane, egli stesso avrebbe gettato nel crogiolo, durante la fusione, alcuni sacchi di monete d’argento per rendere il suono più armonioso. (dal web)

Non è più il tempo che Berta filava



Significa che ormai è più tempo per ottenere qualche cosa.

La leggenda narra che un giorno l’Imperatore Nerone se ne andasse in giro per Roma con la sua scorta.
I suoi concittadini lo odiavano, ma non osavano insultarlo, per questo si limitavano a salutarllo ossequiosamente ma freddamente.
Giunto davanti alla casa di una donna seduta a filare, questa gli disse con un largo sorriso “salute a te Nerone, possa tu vivere a lungo”.
L’imperatore stupito da tanto calore le chiese “sei l’unica dei miei cittadini che mi saluta con tanto calore e mi augura lunga vita, perchè tu non mi temi?”.
Berta gli rispose “di te ormai si conosce tutto, e sappiamo cosa aspettarci e cosa non aspettarci, ma se qualcuno peggio di te diventasse imperatore, allora noi non sapremmo più cosa aspettarci…”.
Ammirato da tanta sincerità Nerone ordino’ alla donna di legare il suo filato alla porta e svolgerlo lungo il terreno retrostante la sua casa, la lunghezza del filo sarebbe stato il lato di un quadrato di terra da allora a lei assegnato con Editto Imperiale.
Da quel giorno capitò spesso che i concittadini di Nerone lo salutassero con sorrisi e complimenti, ma l’imperatore sussurrava “non è più il tempo che Berta filava”

2 marzo


In questo giorno accadde …
986 – Luigi V l’Ignavo diventa re dei Franchi.
1807 – Abolizionismo: il Congresso degli Stati Uniti d’America approva un atto per cui è "proibita l’importazione di schiavi in qualsiasi porto o luogo all’interno della giurisdizione degli Stati Uniti… da qualsiasi regno, luogo o nazione estera."
1817 – L’archeologo italiano Giovanni Battista Belzoni scopre il sito archeologico di Abu Simbel.
1836 – Il Texas si dichiara indipendente dal Messico
1855 – Alessandro II di Russia diventa Zar della Russia
1903 – A New York apre il Martha Washington Hotel, è il primo hotel riservato esclusivamente alle donne
1919 – Si apre a Mosca la prima Internazionale Comunista.
1933 – Il film King Kong viene presentato per la prima volta a New York
1939 – Elezione di papa Pio XII
1956 – Il Marocco si dichiara indipendente dalla Francia
1962 – In Birmania, l’esercito guidato dal Generale Ne Win prende il potere con un colpo di stato.
1969 – Si svolge a Tolosa il primo volo sperimentale del Concorde.
1972 – La sonda Pioneer 10 parte da Cape Canaveral all’esplorazione dei pianeti esterni.
1990 – Nelson Mandela viene eletto vice presidente dell’African National Congress
1992 – La Moldavia entra nelle Nazioni Unite
2002 – Gli Stati Uniti danno il via all’Operazione Anaconda contro i Talebani e Al Qaida in Afghanistan
2003 – Presso Castiglion Fiorentino, in uno scontro a fuoco tra esponenti delle Brigate Rosse e agenti della PolFer perdono la vita il sovrintendente della Polfer Emanuele Petri e il brigatista Mario Galesi, mentre la brigatista Nadia Desdemona Lioce viene arrestata.
2003 – Il team svizzero Alinghi vince la Coppa America ( America’s cup) di vela.
2004 – Durante i festeggiamenti dell’Ashura sciita in Iraq, attacchi terroristici provocano oltre 180 vittime e 500 feriti tra Baghdad e Karbala.
e nacquero:[ solo un paio ]
daniel craig primo James Bond biondo della storia del cinema, 2 Marzo 1968 (Gran Bretagna)
 Stefano Accorsi 2 Marzo 1971  Bologna
Walter   Chiari –(Annichiarico) Data nascita: 2 Marzo 1924 Verona
Data morte: 22 Dicembre 1991 (67 anni), Milano
Jon Bon Jovi   2 Marzo 1962(New Jersey – USA)
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Non è un’auto….


Land Rover: da record e da sognare

solo a guardarla è un’avventura, un futuro pronto per questa generazione.

e quest’auto riesce in un incredibile impresa:  cioè

Varcare la porta del Paradiso, per cui bisogna prima percorre 99 tortuosi tornanti, poi salire 999 scalini.

Ma, se il pullman vi disturba, c’è quest’altra soluzione: la Tianmen Mountain Cable, una delle funivie più lunghe del mondo.

5 zhangjiajie cableway

Superati la prima parte dei 999 scalini ci sarà

Il “Walk of Faith”, “Cammino della fede”, che si snoda lungo i fianchi del Monte Tianmen, nella provincia cinese di Hunan, può essere raggiunto dai visitatori tramite  la cabinovia. Per “fede” si intende una completa fiducia nel pavimento di vetro, che si snoda a circa 1430 metri al di sopra delle aguzze pietre calcaree del Parco nazionale subtropicale in cui si trova il Tianmen. Particolarmente emozionante è lo Skywalk di 60 metri, che permette di ammirare le nuvole che scorrono intorno alla montagna che si erge ai propri piedi.

Risultati immagini per “La passeggiata del drago avvolto a spirale”.
fonte.

Non so cosa sia piu’ straordinario – se il paesaggio o  i risultati di quest’auto—-

un giro lo farei molto volentieri…

sposa e fiori d’arancio…


Secondo la leggenda, moltissimi anni fa, il re di Spagna ricevette in dono da una principessa una bellissima pianta di arancio, talmente incantevole che il sovrano se ne innamorò follemente.

Un giorno, un ambasciatore chiese al re che gliene donasse un ramoscello, ricevendo però una secca risposta negativa.

Desiderando a tutti i costi quel ramoscello, l’ambasciatore chiese aiuto al giardiniere del re che, di nascosto, prese un ramo della pianta, accontentandolo.

L’ambasciatore, come ricompensa, donò al giardiniere 50 monete d’oro.

Il giardiniere regalò questa somma a sua figlia come dote, consentendole dunque di sposarsi poiché in precedenza nessuno voleva la sua mano, a causa della povertà in cui riversava la famiglia.

Il giorno del fatidico sì la ragazza adornò i suoi capelli con un ramoscello di fiori d’arancio, poiché proprio a quello doveva la sua felicità.

Quando pensiamo ai fiori d’arancio ci colleghiamo senza dubbio al matrimonio, collegandoli ad un momento di gioia dove si gettano le basi per un nuovo nucleo familiare.

Rimanendo in tema, si può anche fare un’associazione musicale: Carmen Consoli, cantautrice catanese, ha scritto una canzone intitolata proprio “Fiori d’arancio”, anche se in questo caso non si trattava di un lieto fine.

Sempre presenti nelle grandi storie d’amore, i fiori sono gli unici “gioielli” consentiti dal Galateo nel giorno delle nozze.

Il galateo vorrebbe infatti che lo sposo consegnasse alla sposa, la mattina delle nozze, un mazzo di fiori.

Tra i fiori più scelti ci sono i fiori d’arancio, simbolo della fertilità oppure si sostituiscono i fiori con alcune gocce della loro essenza tra i capelli della sposa.

 

morale zen


Un cavallo depresso si sdraia e non vuole più saperne di rialzarsi.
Il fattore disperato, dopo aver provato di tutto, chiama il veterinario. Questi, arrivato in loco, visita l’animale e dice al fattore:
“Casi così sono gravi; l’unica è provare per un paio di giorni a dargli queste pillole: se non reagisce sarà necessario abbatterlo”.
Il maiale ha sentito tutto e corre dal cavallo:
“Alzati, alzati, altrimenti butta male!!!”
Ma il cavallo non reagisce e gira la testa di lato.
Il secondo giorno il veterinario torna e somministra nuovamente le pillole, dicendo poi al fattore:
“Non reagisce: aspettiamo ancora un po’ Ma credo non ci sia alcunchè da fare.”
Il maiale ha sentito tutto e corre ancora dal cavallo:
“Devi ASSOLUTAMENTE reagire: guarda che altrimenti sono guai!!!”.
Ma il cavallo niente.
Il terzo giorno il veterinario verifica l’assenza di progressi e, rivolto al fattore:
“Dammi la carabina: è ora di abbattere quella povera bestia.”
Il maiale corre disperato dal cavallo:
“Devi reagire, è l’ultima occasione, ti prego, stanno per ammazzarti!!!”
Il cavallo allora si alza di scatto e comincia a correre, saltare gli ostacoli ed accennare passi di danza.
Il fattore è felicissimo e rivolto al veterinario gli dice:
“Grazie!!! Lei è un medico meraviglioso, ha fatto un miracolo! Dobbiamo assolutamente fare una grande festa: su, presto, ammazziamo il maiale!!!”

Morale Zen:
Fatti  ogni tanto farsi  i c..zi  proprii .. è decisamente piu’ salutare :-))

La buca nel marciapiede


Mi alzo una mattina, esco di casa, c’è una buca nel marciapiede, non la vedo, ci casco dentro.
Giorno dopo, esco di casa, mi dimentico che c’è una buca nel marciapiede, e ci ricasco dentro.
Terzo giorno, esco di casa cercando di ricordarmi che c’è una buca nel marciapiede, e invece non me lo ricordo, e ci casco dentro.
Quarto giorno, esco di casa cercando di ricordarmi della buca nel marciapiede, me ne ricordo, e ciononostante non vedo la buca e ci casco dentro.
Quinto giorno, esco di casa, mi ricordo che devo tener presente la buca nel marciapiede e cammino guardando per terra, e la vedo, ma anche se la vedo, ci casco dentro.
Sesto giorno, esco di casa, mi ricordo della buca nel marciapiede, la cerco con lo sguardo, la vedo, cerco di saltarla, ma ci casco dentro.
Settimo giorno, esco di casa, vedo la buca, prendo la rinc orsa, salto, sfioro con la punta dei piedi il bordo dall’altra parte, ma non mi basta e ci casco dentro.
Ottavo giorno, esco di casa, vedo la buca, prendo la rincorsa, salto, atterro dall’altra parte! Mi sento così orgoglioso di esserci riuscito, che mi metto a saltellare per la gioia… e mentre saltello, casco di nuovo nella buca.
Nono giorno, esco di casa, vedo la buca, prendo la rincorsa, la salto, e proseguo per la mia strada.
Decimo giorno, soltanto oggi, mi rendo conto che è più comodo e sicuro camminare sul marciapiede di fronte.

La strada della vita è disseminata di buche: abitudini, vizi piccoli e grandi, mancanze fastidiose eppure sempre uguali. In famiglia si litiga sempre per le stesse cose, si confessano sempre gli stessi peccati, si commettono sempre gli stessi errori. Convertirsi significa prendere l’altro marciapiede.Rosa_A.

09 febbraio


notizie dalla rete:
mercoledì 9 febbraio 1955 fu
Inaugurata la prima metropolitana italiana
L’Italia del 1955 è quella che va incontro al boom economico.
Anche a Roma si respira un clima di crescita e ottimismo per un evento destinato a mutare l’assetto urbanistico e sociale della città. Le Olimpiadi del 1960 si terranno qui, dopo aver battuto la concorrenza di Losanna. Si mette mano a un’ambiziosa progettazione di opere, dalla viabilità all’edilizia residenziale passando per i trasporti. Il primo importante traguardo è il completamento dei lavori della linea metropolitana tra l’EUR e la stazione Termini.
I lavori, in realtà, erano partiti nel 1938, in piena epoca fascista. 
Ripresa nel 1948, l’opera è portata a termine sette anni dopo. L’inaugurazione viene fissata per mercoledì 9 febbraio. 
Il giorno successivo entra in funzione il servizio regolare e per i cittadini è un vantaggio non da poco attraversare la città in uno spazio di tempo così ristretto. Certo, nelle grandi città europee, come Londra, Parigi e Berlino, esiste una rete più estesa e i Romani vorrebbero mettersi al passo con gli altri. Innumerevoli ostacoli di natura burocratica, politica e tecnica (in primis i frequenti stop dovuti al rinvenimento di testimonianze archeologiche) finiscono però col ritardare l’avvio dei lavori di ampliamento.
Il 2006 è l’annus horribilis: un grave incidente tra due convogli causa la morte di una donna e il ferimento di 200 persone.
Ampliata con una seconda diramazione della Linea B, terminata nel 2012, la metro capitolina è attualmente la seconda più grande d’Italia per estensione, dopo quella milanese. In cantiere c’è una terza tratta, la Linea C, il cui completamento è fissato per il 2018.
sabato 9 febbraio 1867 fu
Fondato il quotidiano La Stampa: Due edizioni, mattutina e pomeridiana; foliazione ridotta (max 4 pagine); prezzo 5 centesimi di lire. Il 9 febbraio del 1867 si presentò così, nelle edicole di Torino, la Gazzetta Piemontese, lanciata al motto di «Frangar non flectar» (“Mi spezzerò ma non mi piegherò”).
mercoledì 9 febbraio 1881 moriva
Fyodor Dostoyevsky
>Se il diavolo non esiste, ma è una creatura dell’uomo, penso che egli l’abbia creato a propria immagine e somiglianza<

04 febbraio


 fonte dalla rete

 4 febbraio 1783 una forte scossa di terremoto colpisce la Calabria. (un secondo terremoto si verificherà il 28 Marzo, nei due terremoti perderanno la vita circa 35.000 persone)

mercoledì 4 febbraio 2004 nasce

Facebook

Invenzioni e scoperte effettuate in questo giorno:

Un gruppo di operai, che lavora in una cava situata nella valle di Neander in Germania, fa una scoperta casuale quanto eccezionale. Alcuni mesi dopo, il 4 febbraio 1857, a Bonn ne viene dato l’annuncio. Si tratta del primo fossile umano, poi chiamato uomo di Neanderthal, il nostro antenato più antico di cui finora si siano scoperte le tracce. In verità, in un primo momento le ossa dell’uomo fossile vengono scambiate per quelle di “un soldato cosacco rachitico” e sarà l’anatomista americano George Busk ad attribuirle ad un essere umano arcaico. All’uomo di Neanderthal, classificato come “Homo sapiens”, viene assegnato un posto vicino a noi: è comparso in Europa tra i 100 e i 35 mila anni fa.

La carta e l’inchiostro


Un foglio di carta , che stava sopra ad una scrivania insieme ad altri fogli uguali a lui, si trovò, un bel giorno, tutto pieno di segni. Una penna, bagnata di nerissimo inchiostro, aveva tracciato su di lui molti disegni e parole.
– Non potevi risparmiarmi questa umiliazione? – disse risentito il foglio di carta all’inchiostro. – Tu mi hai sporcato con il tuo nero d’inferno, mi hai rovinato per sempre!-
– Aspetta – gli rispose l’inchiostro. – Io non ti ho sporcato, ma ti ho rivestito di simboli. Ora tu non sei più un foglio di carta, ma sei un messaggio. Tu custodisci il pensiero dell’uomo, sei diventato uno strumento prezioso. –
Infatti, di lì a poco, rimettendo ordine sulla scrivania, qualcuno vide quei fogli sparsi e li radunò per buttarli nel fuoco. Ma, all’improvviso, si accorse del foglio “insudiciato” dall’inchiostro: e perciò buttò via gli altri e rimise al suo posto quello che portava, ben visibile, il messaggio dell’intelligenza.

Da Favole, Fo.III. 27 r. in Leonardo da Vinci.

tutto muscoli e niente cervello


il detto comune… ora nn si può piu’ dire- secondo gli ultimi studi giapponesi ed americani, si è dimostrato che l’attività fisica prova un piccodi movimento di sangue al cervello che crea cosi nuove cellule cerebrali. quindi incredibile ma vero ora possiamo sognare un lui muscoloso, sveglio e con attività cerebrale attiva!!!! e che vogliamo di piu’ dalla vita? … un lucano??

Costa Concordia


era il venerdi del 13 gennaio del 2012 e  ricordiamo La Costa Concordia è stata una nave da crociera della compagnia di navigazione Costa Crociere, naufragata il 13 gennaio 2012 all’Isola del Giglio.

https://calogerobonura.wordpress.com/2012/01/15/naufragio-della-costa-concordia-la-testimonianza-del-messinese-giuseppe-lanzafame-che-accusa-il-comandante/

https://calogerobonura.wordpress.com/2012/01/24/costa-concordia-e-andrea-doria-e-le-loro-similitudini-e-differenze/

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Bilancio 2017.


Sono sopravvissuta. Non è stato un anno facile, ma ad essere sincera sono decenni che non ne ricordo uno. Ho fatto scelte che mai avrei voluto fare, e che mi costano ogni giorno grandi sacrifici. Ma ho capito da un pezzo ormai,  che la vita è tutto un grosso sacrificio. Ogni tanto si é respirata una boccata di ossigeno: a gennaio con la laurea di Simona, e a settembre con le nostre nozze di argento. Momenti che se di per sé gioiosi avevano però sempre quell’amaro di fondo.
Non è che noi genovesi amiamo il mugugno… ma esseri sinceri e dire le cose come stanno è solo onestà-
Arriviamo a dicembre con il trasferimento di mio genero qui a Genova, ottima notizia per questa futura nuova coppia ~  
Alla conferma degli amici che non si sono nemmeno degnati ad andare a trovare mia madre in questi lunghi nove mesi.. dico semplicemente che non  siete amici, sappiatelo.
Sto iniziando a capire che le persone vanno trattate come ti trattano, anche se il mio Vangelo dice un’altra cosa. Poi farò i conti con Dio e se mi capirà  + bene,+  se no purgatorio forever!!!
Ma gli amici lo avranno capito che ad una loro azione ne risponde sempre una mia con un senso..? …Aprite le porte anche dell’inferno: peccherò di presunzione ma sono sicura che non hanno capito e non capiranno una beata mazza.
Un grazie va solo a Ivano che si riconferma la persona più vicina ed amabile che ho.
Un grazie alla vita per una new entry nella mie amicizie che ho rivalutato ed apprezzato in modo particolare in questo ultimo periodo.
Il 2018 si prospetta già con qualche preoccupazione….. ma forza e coraggio ….avanti tutta.
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UN AUGURIO SPECIALE PER VOI CHE SIETE L’ANIMA DI QUESTO BLOG♥,
UN BACINO AD OGNUNO DI VOI

 

❀`•.¸,¤°♥ il vischio ❀`•.¸,¤°♥


C’era una volta, in un paese tra i monti, un vecchio mercante. L’uomo viveva solo, non si era mai sposato e non aveva piu’ nessun amico. Per tutta la vita era stato avido e avaro, aveva sempre anteposto il guadagno all’amicizia e ai rapporti umani. L’andamento dei suoi affari era l’unica cosa che gli importava. Di notte dormiva pochissimo, spesso si alzava e andava a contare il denaro che teneva in casa, nascosto in una cassapanca.
Per avere sempre piu’ soldi, a volte si comportava in modo disonesto e approfittava della ingenuita’ di alcune persone. Ma tanto a lui non importava, perche’ non andava mai oltre le apparenze.
Non voleva conoscere quelli con i quali faceva affari. Non gli interessavano le loro storie e i loro problemi. E per questo motivo nessuno gli voleva bene.
Una notte di dicembre, ormai vicino a Natale, il vecchio mercante non riusciva a dormire e dopo aver fatto i conti dei guadagni, decise di uscire a fare una passeggiata.
Comincio’ a sentire delle voci e delle risate, urla gioiose di bambini e canti.
Penso’ che di notte era strano sentire tanto chiasso in paese. Si incuriosi’ perche’ non aveva ancora incontrato nessuno, nonostante voci e rumori sembrassero molto vicini.
A un certo punto comincio’ a sentire qualcuno che pronunciava il suo nome, chiedeva aiuto e lo chiamava fratello. L’uomo non aveva fratelli o sorelle e si stupi’.
Per tutta la notte, ascolto’ le voci che raccontavano storie tristi e allegre, vicende familiari e d’amore. Venne a sapere che alcuni vicini erano molto poveri e che sfamavano a fatica i figli; che altre persone soffrivano la solitudine oppure che non avevano mai dimenticato un amore di gioventu’.
Pentito per non aver mai capito che cosa si nascondeva dietro alle persone che vedeva tutti i giorni, l’uomo comincio’ a piangere.
Pianse cosi’ tanto che le sue lacrime si sparsero sul cespuglio al quale si era appoggiato.
E le lacrime non sparirono al mattino, ma continuarono a splendere come perle.
Era nato il vischio.

corteggiare


perchè mai si dice  fare la corte ad una donna?

(una volta era  solo prerogativa maschile)

questo modo di dire nasce dal fatto che

tutte le nobildonne erano seguite da una corte di servi e ruffiani pronti ad adularle e ad esaudire ogni loro desiderio o voglia.
 … ed oggi

è rimasto il detto… anche il corteggiamento è caduto in disuso

28 dicembre


fonte dal web:28 Dicembre 1908- un violento terremoto, seguito da una gigantesca ondata d’acqua, distrugge il 90% degli edifici della città di Messina. Il terremoto colpisce anche le coste calabresi. Circa 80.000 le vittime a Messina, circa 15.000 in Calabria. Innumerevoli i feriti.
I primi soccorsi arrivarono dalla marina russa presente in zona con 6 navi, subito seguita da altre 6 navi della marina militare britannica, solo più tardi arrivò la marina italiana. Nei giorni successivi anche Francia, Spagna, Germania, Grecia ed altre nazioni misero a disposizione navi ed equipaggi, anche gli aiuti economici furono ingenti. Anche i quel caso la solidarietà, vera, delle persone intervenute in soccorso, militari e civili, contribuì a limitare i danni e dare coraggio ai sopravvissuti.divisore fiori 4
sabato 28 dicembre 1895
Nasce il  primo film della storia del cinema con i Lumière:
Anche se gli storici si dividono sul riconoscere ai Lumière il primato di aver inventato il cinema – una parte l’attribuisce al kinetoscopio di Thomas Edison, brevettato nel 1891 –, non v’è dubbio alcuno nel considerare la proiezione del 28 dicembre 1895, come il primo film in assoluto nella storia della settima arte.
 
divisore fiori 4
martedì 28 dicembre 1869—->Nota fin dai tempi dei Maya, la gomma da masticare venne brevettata per la prima volta, nel dicembre del 1869, da un dentista americano: William Semple. Costui, nel suo laboratorio a Mount Vernon (in Ohio), era riuscito ad ottenere un prodotto masticabile, sciogliendo la gomma in una soluzione di nafta e alcol e mischiandola successivamente con altri materiali (tra cui radici di liquirizia).
Messo in commercio due anni più tardi, in una drogheria di Hoboken (nel New Jersey), il chewing gum cominciò a diffondersi verso la fine dell’Ottocento, grazie a tecniche di produzione sempre più affinate. Un altro americano, Walter Diemer, inventò nel 1928 un particolare tipo di gomma, in grado di formare piccole bolle d’aria e divenuta celebre con il nome di bubble gum.martedì 28 dicembre 1869
 
 
 

26 dicembre 2004


jn ricordo del dolore:

L’Indonesia è sconvolta dallo tsunami: Sumatra è la terza isola più grande dell’arcipelago indonesiano (la sesta più estesa del pianeta) ed è una delle principali mete turistiche dell’Oceano Indiano. Come accade solitamente nelle festività natalizie, le sue spiagge e le strutture alberghiere a ridosso della costa sono gremite di turisti.

 

Motore diesel


dal web
 l’ingegnere tedesco Rudolf Diesel costruisce un tipo del tutto differente di motore a scoppio, nel quale il carburante, ovvero il carbone polverizzato (oggi invece i motori diesel bruciano gasolio), non si accende per mezzo di una scintilla elettrica, ma di una fortissima compressione che fa salire la temperatura all’interno del cilindro a circa mille gradi. Diesel brevetta il propulsore che porterà il suo nome il 25 dicembre 1892 e nel 1895 comincia a fabbricarlo in serie con l’aiuto degli industriali tedeschi Krupp. Il suo motore, come aveva previsto, verrà utilizzato in seguito largamente per fornire energia alle fabbriche e far muovere treni, navi e camion.
La prima auto di serie al mondo spinta da un motore alimentato a gasolio fu la Mercedes 260 D del 1936.
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Le renne di Babbo Natale


bpgx62cn1qmp6y0b9Babbo natale ha 9 renne.
Le renne di Babbo Natale mangiano più che altro carote.
I nomi delle renne di babbo natale sono:

Dasher,
Dancer,
Prancer,
Vixon,
Comet,
Cupid,
Donner,
Blixon,
Rudolph

Rudolph è la renna prediletta da Babbo Natale

In Polonia la vigilia di Natale è chiamata Festa della Stella.
La tradizione impone che non si possa iniziare il rito della cena fino alla comparsa della prima stella in cielo

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24 dicembre


fonti dal web
1870: nella città di Il Cairo viene rappresentata la prima assoluta dell’Aida, di Giuseppe Verdi.
commissionata per celebrare l’apertura del Canale di Suez,
viene rappresentata ad un anno esatto dall’apertura del canale stesso.
 giovedì 24 dicembre 1818
Prima esecuzione di Silent Night, in un piccolo borgo dell’Austria, venne eseguito per la prima volta Stille Nacht, il canto di Natale più amato in assoluto.
 in Italia  il suo successo crebbe grazie alla versione italiana Astro del ciel (non un’esatta traduzione del testo tedesco), pubblicata nel 1937 dal prete bergamasco Angelo Meli.

 

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★*˚°。°*。★ BUONA VIGILIA DI NATALE

21 dicembre


fonti dal web
21 dicembre 1913: il giornalista Arthur Wynne, di Liverpool, crea e pubblica sul giornale di New York “New York World” il primo cruciverba della storia
 
 il 21 dicembre 1900
Landsteiner scopre i gruppi sanguigni: Subire una trasfusione nei secoli passati, voleva dire, nel 90% dei casi, andare incontro a una morte sicura. Nessun medico sapeva darsi una spiegazione del perché questo sistema non funzionasse, tranne in rarissime eccezioni.
A fare chiarezza fu un biologo austriaco, Karl Landsteiner, che nel dicembre del 1900 scoprì che a distinguere i tipi di sangue era la capacità di agglomerare i globuli rossi; di qui la classificazione in quattro gruppi sanguigni umani: A, B, AB e 0.
La straordinaria scoperta gli valse, nel 1930, il premio Nobel per la medicina e la fisiologia. Più tardi, in collaborazione con il medico americano Alexander Wiener, individuò nel sangue un antigene, di carattere ereditario, chiamato fattore Rh o “fattore Rhesus”. Il gruppo sanguigno che lo conteneva venne denominato “Rh positivo”, in caso di assenza “Rh negativo”.

Qui nasceva Alberto Lupo


Genova 19 dicembre 1924: nasce, nel quartiere di Bolzaneto, Alberto Lupo, nome d’arte di Alberto Zoboli, attore e doppiatore di teatro, cinema e televisione, presentatore. Affascinante, dotato di rilevante presenza scenica e di una voce suadente, approda al cinema, nel 1954, con un ruolo nel film Ulisse, dopo aver iniziato la sua carriera a teatro nel 1946. Negli anni sessanta è protagonista indiscusso anche di fotoromanzi – riviste di racconti per immagini a uscita settimanale allora molto diffuse – come Bolero, Grand Hotel e Sogno. Alberto Lupo è stato l’interprete principale di diversi sceneggiati RAI, degli anni di Carosello, come l’indimenticato “La cittadella” del 1964. Ma il grande successo, in televisione, arriva nel 1971 quando viene scritturato per presentare “Teatro 10” insieme a Mina. Mitico il loro duetto per la sigla Parole Parole del programma, rimasta al primo posto nella hit parade dell’epoca per molte settimane.

Mina_alberto_lupo (1)

Di famiglia borghese (il padre dirigeva L’Istituto Gaslini di Bolzaneto) nacque a Bolzaneto in via Pastorino, e dimostrò fin dalla prima gioventù trascorsa a Pegli (una targa posta al civico 1 della Via Amerigo Vespucci ne ricorda la dimora) un vivo interesse per la recitazione, . A lui è dedicato con una targa il foyer del Teatro Rina e Gilberto Govi di Bolzaneto.

16 dicembre


fonti dal web
ricordiamo oggi Il Boston Tea party, noto anche come distruzione del tè, è considerato uno degli atti di ribellione più famosi della storia moderna e un episodio cruciale nel cammino verso la Rivoluzione americana, che scoppiò due anni dopo. 
Accadde tutto in una notte, quella di giovedì 16 dicembre 1773. Sessanta componenti dei Sons of Liberty (in italiano “figli della libertà”, nome della società segreta che si batteva per l’indipendenza delle colonie americane dall’Impero britannico), travestiti da pellerossa, assaltarono tre navi della Compagnia delle Indie Orientali cariche di tè, attraccate nel porto di Boston (capitale del Massachusetts). 
Impossessatisi dell’intero carico, svuotarono le oltre 300 ceste di tè in mare (circa 5 tonnellate, per un valore di 10.000 dollari dell’epoca). Un raid simbolico per protestare contro il British Parliament’s Tea Act, una legge ideata per favorire il monopolio della Compagnia delle Indie Orientali attraverso l’eliminazione della tassazione sul tè. Ciò rendeva più competitivi i prezzi della Compagnia rispetto a quelli dei contrabbandieri americani-olandesi.

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16 Dicembre 1631 – l’eruzione del Vesuvio uccide forse 18.000 persone

La montagna


 

Si racconta che un alpinista, dopo lunghi anni di preparazione, decise di realizzare il suo sogno e di scalare una montagna molto alta. Volendo tutta la gloria per sé, decise di andarci da solo.

 

Le ore passarono in fretta e l’oscurità lo sorprese. Non avendo il necessario per accamparsi, decise di proseguire la scalata. Il buio gli impediva di vedere il proprio sentiero. Le nuvole nascondevano la luna e le stelle.

 

Aveva quasi raggiunto la vetta quando l’inevitabile capitò. Perse l’appoggio e cadde nel vuoto. Ebbe giusto il tempo di vedere delle macchie scure e si sentì inghiottito dall’abisso.I principali avvenimenti della sua vita sfilarono altrettanto velocemente davanti ai suoi occhi.Sentiva la morte avvicinarsi quando un violento colpo sembrò quasi squarciargli il ventre: aveva raggiunto la fine della corda di cui aveva fissato un’estremità nella roccia… e l’ancoraggio aveva fortunatamente resistito.

 

Riprese fiato e si rese conto di essere ancora lì, sospeso nel buio e nel silenzio assoluti.Ormai disperato, urlò:

 

– Dio mio, aiutami!!!- Immediatamente, una voce grave e profonda penetrò il silenzio:- che vuoi che faccia?- Salvami, mio Dio!!!- Credi veramente che io possa salvarti?- Certamente, Signore!!!- Se è così, taglia la corda che ti mantiene!!!

 

Ebbe un momento di esitazione, poi l’uomo si attaccò con maggiore disperazione alla corda.Il gruppo di salvataggio racconta che l’indomani trovarono l’alpinista morto.Il freddo l’aveva invaso e tra le sue mani indurite egli teneva ancora, disperatamente, la corda…

 

A soli due metri dal suolo!!!

 

E tu, avresti tagliato la corda?Nella vita, dobbiamo prendere decisioni che mettono alla prova la nostra fede.E tu? Tu che conti tanto sulle tue corde… Accetteresti di tagliarle?