gatto nero


SUPERSTIZIONI:
in passato le mogli dei marinai tenevano in casa gatti neri che prevenivano le navi dalle disgrazie. In alcuni posti i gatti neri erano talmente preziosi che venivano rubati.

Da sempre considerati portatori di fortuna, molti gatti neri vennero imbarcati sulle navi. Così quando le navi arrivavano nei porti ne scendevano i topi (portatori di malattie come la peste), ma ne scendevano anche gatti neri che inseguivano i topi.

Allo scoppio della peste si notò che spesso i focolai scoppiavano dopo l’arrivo delle navi… ecco perchè ad un certo punto i gatti neri vennero ritenuti responsabili della peste e quindi, in certi paesi, di malaugurio e perseguitati

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fanti, re e jack


Carte da giocoL’origine delle carte da gioco non è nota ma si sa per certo che verso la fine del XIV secolo ebbero una notevole diffusione in Europa. Tra le varie tipologie di carte, quelle con i semi francesi (cuori, quadri, fiori, picche) diventarono le più popolari, probabilmente per la semplicità di riproduzione dei simboli. Le figure sulle carte (re, regine e fanti o jack) rappresentavano personaggi storici realmente esistiti. Verso la metà del XVI secolo, si arrivò ad una sorta di rappresentazione standard, che prevedeva le seguenti associazioni:

  • Re di picche: Re Davide
  • Re di cuori: Alessandro Magno
  • Re di quadri: Giulio Cesare
  • Re di fiori: Carlo Magno
  • Regina di picche: Atena (figlia di Zeus)
  • Regina di cuori: Rachele (madre biblica di Giuseppe)
  • Regina di quadri: Argine (ignota, forse un anagramma di regina)
  • Regina di fiori: Giuditta (figura biblica ebraica)
  • Jack di picche: Ettore (principe di Troia)
  • Jack di cuori: Etienne de Vignoles (comandante francese ai tempi di Giovanna d’Arco)
  • Jack di quadri: Uggeri il Danese (cavaliere di Carlo Magno)
  • Jack di fiori: Giuda Maccabeo (figura biblica ebraica)

I nomi di questi personaggi venivano stampati sulle carte accanto alle figure. Con la Rivoluzione Francese però, tale pratica fu abolita e le figure assunsero un aspetto più stilizzato, eliminando gli elementi che potevano ricondurre ai personaggi storici.

9 novembre


 ricordiamo che giovedì 9 novembre 1989   Cade il Muro di Berlino: Cade il “muro della vergogna” al grido«Libertà, libertà!» di decine di migliaia di tedeschi dell’est, accolti in un grande braccio dai fratelli dell’ovest, tra fiumi di birra gratis offerta dai locali.

ed oggi 9 novembre 2016 viene eletto come presidente degli stati uniti 

Donald Trump

curiose coincidenze… anche quelle in cui in alcune puntate dei Simpons  del 2000 avevano già previsto Trump come Presidente

leggete qui  e in altre fonti del web

un clamoroso successo quello di Trump…. inaspettato forse per le miriade di gaffe fatte in campagna elettorale.. il tempo sarà giudice, e confido nel buon senso di qualcuno che lo fermi nel caso facesse scelte dannose.

★* 。 ღ˛° 。* ° ˚ • ★ Il mondo delle favole ★* 。 ღ˛° 。* ° ˚ • ★


Si avvicina come ogni anno   il santo natale e torna come sempre il carosello di babbo natale

e della befana…

Facendo volontariato con i bambini, e dovendo spiegare loro la bellezza della nascita di Gesù, mi trovo ogni anno in difficoltà-

spiego loro 

l’avvento, e la manifestazione ai re magi,  ma – oggi tutto ciò cozza con il mondo reale che mass media ci propina con le sue bugie…

Quando si affronta il discorso con ragazzi di 12 / 13 anni, è una cosa… ma quando si hanno in mano bimbi di sette otto anni allora

il discorso diventa complicato.

Non è compito mio, aprire loro gli occhi e buttarli nel mondo reale,

ma non posso nemmeno tollerare che loro conoscano solo l’esistenza di babbo natale, di halloween e della befana se hanno deciso di percorrere un cammino cristiano.

Dato il ruolo che copro nella loro vita io ci tengo a mettere in evidenza una grossa  verità e cioè che Gesù è esistito davvero e che Babbo Natale è un’invenzione pubblicitaria della coca cola… 

già tempo fa scrissi questo post e vedo che le generazioni passano ma il tipo di educazione da parte dei genitori

non migliora…

d’altra parte è vero pure che ci sono quarantenni che credono ancora nel principe azzurro… 

ma che esistenza, che adolescenza hanno avuto ?

 Babbo natale è un super eroe che regala il dono tanto atteso, ad halloween il vampiro  truccato  è migliore di tutti perchè mette paura… e poi ci sono le streghe cattive— perchè- mi hanno spiegato che la befana è la strega buona che porta dolcetti…

ora… a me onestamente pare un pò eccessivo che un bimbo  delle medie creda ancora al topino dei dentini…  

cosi sono arrivata alla conclusione  che alcuni di loro sono scaltri e fanno finta di credere

per non perdere il dono… 

…che ci prendano tutti in giro ? —pernacchiaProgetto1


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Un cucciolo di canguro.


Il canguro, grazie alla sua caratteristica andatura e all’ampiezza del suo marsupio, è il più famoso tra tutti i Marsupiali.
Le due specie più grandi  sono il Canguro rosso e il Canguro grigio, il cui maschio può raggiungere un peso di quasi 100 kg e una lunghezza di circa un metro e mezzo, esclusa la coda.  Se un canguro si alza in piedi può raggiungere persino i due metri di altezza.
Oltre che in Australia è possibile trovarlo in Nuova Guinea, in Tasmania e in alcune isole vicine.
Quasi tutti i canguri sono da considerarsi erbivori. Sono caratterizzati da grandi orecchie e teste relativamente piccole, mentre la struttura degli arti e la posizione ne determina la posizione del corpo quando brucano, quando corrono, quando si riposano e quando compiono qualsiasi altro movimento. Gli arti anteriori, essendo più corti,servono al canguro per afferrare il cibo e per portarlo alla bocca. Gli stessi arti servono per difendersi e per attaccare lotta, caratterizzata principalmente dal lancio di calci con gli arti posteriori, vero punto di forza di qualsiasi canguro. Quest’ultimi sono formati da tre parti più o meno uguali, coscia, tibia e piede, e generalmente sono piuttosto lunghi.
Leggendario per il canguro è sicuramente il suo salto, che può raggiungere la lunghezza di ben dieci metri. Tutto lo sforzo necessario per compiere il salto è impiegato dagli arti posteriori mentre la coda, tenuta all’insù, funziona come bilanciere. I canguri possono raggiungere la velocità di circa 50 km/ora per tratti però brevi.
La coda è di solito lunga e molto robusta: quando è in atteggiamento di difesa il canguro si appoggia indietro, usando come arma gli arti posteriori liberi. Pur avendo molte caratteristiche fisiche per difendersi, i canguri sono molto sospettosi e paurosi. Pur essendo animali timidi, quando vengono aggrediti diventano molto aggressivi.
Sono poco prolifici, proprio come il diavolo della Tasmania: partoriscono un solo figlio, cosa più strana generalmente in gennaio.
Il piccolo canguro, che alla nascita è piccolissimo e pesa solo un grammo, nasce dopo un periodo di gestazione che si aggira intorno ai 30/40 giorni. Una volta nato, il piccolo rimane nel marsupio della madre per i primi 5/6 mesi e comincia ad uscirne solo ad allora.
Sono ottimi nuotatori.
Sono animali talmente adattabili che capita spesso che essi siano abitanti comuni dei parchi pubblici, dei giardini e dei campi da golf.
Vivono per circa 12-18 nel caso siano selvatici, in cattività arrivano anche ai 28 anni. Per quanto riguarda le specie più piccole hanno una durata di vita più corta.  Le specie grandi tendono ad essere solitarie e a convivere con le femmine fino a quando il cucciolo non è capace di badare a sé stesso.
I canguri rossi e grigi tendono invece a non isolarsi ma a formare gruppi di dieci o più esemplari. I maschi formano una gerarchia basata sull’età e sulla costituzione. Il maschio dominante ha accesso esclusivo alle femmine e ne ha un controllo assoluto. Possono volerci anche dieci anni prima che un canguro possa raggiungere questa posizione privilegiata, ma riuscirà a mantenerla solo per un anno, fino a quando cioè non arriverà un maschio più in grado di ricoprire quel ruolo.
dal web

1 novembre


 ricordiamo che il 1 novembre 1993

Nasce l’Unione Europea: Con l’entrata in vigore del Trattato di Maastricht inizia un percorso politico cruciale per il Vecchio Continente, che ha come obiettivo il raggiungimento, avvenuto nel 1999, dell’unificazione economica-monetaria: è l’atto di nascita formale dell’Unione Europea.

Nel 2013, dopo l’adesione della Croazia, l’Unione Europea arriverà a contare 28 stati membri.

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giovedì 1° novembre 1962

nasce  la prima edizione di Diabolik, 

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Per la Festa di Tutti i Santi, AUGURI a tutti ♥

e buon mese ♥

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sempreverde


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Un giorno di un tempo lontano cominciava a fare freddo: si avvicina l’inverno.

Un uccellino, che aveva un’ala ferita non sapeva dove ripararsi.

Si guardò attorno e vide gli alberi di un bosco.

” Forse gli alberi mi ripareranno durante la stagione fredda!” Pensò l’uccellino.

Il primo albero che incontrò fu la betulla.

– Cara betulla – implorò l’uccellino – vuoi lasciarmi vivere fra le tue fronde,

fino alla buona stagione?-

-Non posso- ripose la pianta.

Sono già abbastanza occupata a custodire le mie foglie.

Cerca riparo altrove.

L’uccellino volò allora presso un salice che sorgeva sulla riva di un fiume,

e gli chiese rifugio.

-No, io non ospito mai gli sconosciuti.

Vola, va lontano da me!

Il povero uccellino non sapeva più a chi rivolgersi.

Si fermò, triste e tremante, presso un cespuglio.

Lo vide un abete e gli chiese:-Che cos’hai, uccellino?

-Oh, buon abete! Gli alberi non vogliono darmi ospitalità,

e io non posso volare verso Sud con quest’ala ferità.

-Vieni da me- lo invitò un grande abete.

– Scegli tra i miei rami quello che ti piace.

-Oh grazie!- esclamò l’uccellino.

– E potrò restare con te tutto l’inverno?

-Certamente, mi terrai compagnia.

Poche notti dopo, arrivò il Vento del Nord e andò a giocare nel bosco.

Sferzò le foglie degli alberi per farle cader a terra.

-Posso divertirmi con tutti gli alberi?-

domandò il Vento del Nord a suo padre, il Re dei venti.

-No- rispose il Re. –

Gli alberi che sono stati buoni con gli uccellini feriti vanno lasciati in pace.

Così il Vento del Nord lasciò tranquillo l’abete,

che conservò tutte le foglie sino alla primavera e divenne un sempreverde.

E da quei tempi lontani è sempre avvenuto così.

P. Domenichelli.

Buon novembre


Buon  novembre ♥
La festa di Ognissanti, nota anche come Tutti i Santi, è una solennità che celebra insieme la gloria e l’onore di tutti i Santi (canonizzati e non).
Papa Gregorio III (731-741) scelse il 1° novembre come data dell’anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”. Arrivati ai tempi di Carlo Magno, la festività novembrina di Ognissanti era diffusamente celebrata.
Il 1° novembre venne decretato una festività di precetto da parte del re franco Luigi il Pio nell’835. Il decreto fu emesso “su richiesta di Papa Gregorio IV e con il consenso di tutti i vescovi”.
La Commemorazione dei defunti chiamata anche Giorno dei Morti, è una ricorrenza della Chiesa cattolica, preceduta da una Novena, e celebrata il 2 novembre di ogni anno…
Nel caso in cui il 2 novembre sia domenica, la ricorrenza viene celebrata il 3 novembre.
In Italia, benché molti ritengano il contrario, la ricorrenza non è mai stata festiva: infatti nessuna legge italiana ha mai istituito la data del 2 novembre come tale.
la tradizione ci ricorda  la preparazione dei cosiddetti dolci dei morti, allestiti il giorno precedente.
Una tradizione Siciliana prevede che, durante la notte della vigilia, i defunti della famiglia lascino dei regali per i bambini insieme alla frutta di Martorana ed ad altri dolci come i Pupi di zucchero (pupaccena).
A Foggia, il 2 novembre, ogni bambino riceve la “calza dei morti”, identica e precisa a quella che lascia la Befana.
Nella Provincia di Massa Carrara il 2 novembre è l’occasione del bèn d’i morti, con il quale in origine gli estinti lasciavano in eredità alla famiglia l’onere di distribuire cibo ai più bisognosi, mentre chi possedeva una cantina offriva ad ognuno un bicchiere di vino. Ai bambini inoltre veniva messa al collo una collana fatta di mele e castagne bollite.
Nella zona del monte Argentario invece si cucivano delle grandi tasche sulla parte anteriore dei vestiti dei bambini orfani, affinché ognuno potesse metterci qualcosa in offerta (cibo o denaro). C’era inoltre l’usanza di mettere delle piccole scarpe sulle tombe dei bambini defunti perché si pensava che nella notte del 2 novembre le loro anime (dette angioletti) tornassero in mezzo ai vivi.
In Puglia, nelle zone di Foggia e Barletta, il giorno dei morti si prepara la colva, un dolce particolare, una specie di macedonia fatta di grano cotto, pezzetti di cioccolato fondente, noci e mandorle tritate, chicchi di melagrana, uva passa e condito con zucchero e vincotto.

Giovedì 31 ottobre 2002


Era 

giovedì 31 ottobre 2002  quando ci fu il

crollo  della scuola San Giuliano: Alle 11,30 di giovedì   57 bambini della scuola elementare Francesco Jovine di San Giuliano di Puglia sono a scuola come ogni giorno e solo dopo tre minuti dopo accade la disgrazia-

Un scossa sismica dell’ottavo grado della scala Mercalli fa crollare il tetto sulle loro teste.

E’ una strage: perdono la vita 27 bambini e una maestra, i sopravvissuti vengono estratti da sotto le macerie di una struttura, che si scoprirà in seguito non essere a norma con i più elementari standard di sicurezza-

come in tante parti della nostra italia.

in memoria per loro

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Com’è il nostro animo?


Una volta un mago magro era abituato a fare lunghe passeggiate. E cammina, cammina, un giorno incontrò una fata grassa.

«Dove vai, Mago, con quel passo?»

«Vado a camminare sulle strade del mondo.»

La fata grassa gli domandò di accompagnarlo: le sarebbe piaciuto passeggiare in sua compagnia.

E così fanno. Insieme vanno per le strade, tutti e due con un buon passo. Una sera, si ritrovarono lontani da casa e l’ora è ormai tarda.

«È meglio che cerchiamo alloggio da queste parti, perché tornare è troppo lungo e faticoso e ormai c’è buio pesto.»

Risponde il mago: «Hai ragione, chiederemo ospitalità a quella casa là… quella a sinistra della strada».

Si avvicinarono e bussarono alla porta. Venne ad aprire una donna che subito li accolse con animo aperto. Entrarono e la casa mostrò tutta la povertà della donna che ci viveva.

«Accomodatevi pure… Vi darò da dormire come posso perché, come potete vedere, letti non ne ho. Se vi basta un po’ di paglia accanto al focolare io vi stenderò sopra cinque braccia di tela, così vi farà da lenzuola.»

I due ospiti accettarono la proposta.

«Per noi basta.»

La donna preparò il giaciglio accanto al focolare, con la tela sopra la paglia. Poi si dettero la buona notte e si misero a dormire.

La mattina dopo, di buon’ora, il mago magro e la fata grassa si alzarono e videro che la donna era già al lavoro. Aveva appeso il paiolo al fuoco e stava rimestando la polenta. Quando s’accorse del loro risveglio, li salutò con il buon giorno.

«Se vi volete fermare ancora un poco, vi preparo la colazione… Ho soltanto della polenta, ma appena fatta è molto buona.»

«No, no… Vi siamo grati per averci ospitato questa notte. Ora dobbiamo andare. Ma, prima di partire, vogliamo darvi una ricompensa per la vostra ospitalità. La prima cosa che farete da questo momento, la farete per tutto il giorno.»

Così dicendo, la salutano e se ne vanno. La donna, rimasta sola, pensò di togliere la paglia del giaciglio e rigovernare la casa. Così fece e per prima cosa, prese in mano la tela per piegarla e riporta nella cassa. Come la raccolse dalla paglia, la tela si allungò. E tira, tira, tira la tela continuava ad allungarsi, a srotolarsi, non finiva mai.

Intanto tornò a casa il marito per il desinare e vide che la tavola era ancora sparecchiata, sopra non c’era niente.

«Come mai? Non prepari il desinare, oggi?»

La donna, tutta presa con la tela, gli raccontò dei due pellegrini e di quella straordinaria ricompensa che le avevano lasciato per l’ospitalità ricevuta.

Il marito, tutto contento, decise di andare a mangiare un boccone all’osteria. Non era neppure pensabile che la moglie abbandonasse la tela, per preparare il solito desinare.

Per strada l’uomo incontrò la comare, la vicina di casa, che abitava sul lato destro della strada.

«Volete saperla una cosa straordinaria, comare mia? Mia moglie, da stamattina, è tutta occupata a far su tela e tela… E, tutto questo, come ricompensa per aver dato da dormire a un tizio alto e magro e a una tale larga e grassa!»

«Fortunati voi! Tutta quella tela deve valere un patrimonio. Magari, toccasse anche a me ospitare quei due.»

Neanche a farlo apposta, la sera bussano alla sua porta proprio i due strani pellegrini. Tornavano dalla loro passeggiata e trovarono comodo domandare ospitalità alla casa di destra.

La donna andò ad aprire e riconobbe i due tipi dalla descrizione che le aveva fatto il compare, a mezzogiorno. Pensando alla fortuna fatta dalla vicina, la donna li invitò ad accomodarsi con molte premure.

«Letti, purtroppo, non ne ho, ma vi sistemerò accanto al focolare. Vi metterò della paglia e sopra vi stenderò qualche braccio di tela.»

I due pellegrini avevano poteri magici, videro tutto quello che c’era nella casa, di sotto e di sopra, e s’accorsero che la donna aveva più di un letto. Ma, senza far nessuna parola, accettano di dormire sulla paglia.

«No, vi metterò anche un braccio di tela… Non ne ho molta, ma appena da stendervi sopra…»

L’ora era ormai tarda e si buttarono sul giaciglio per dormire. La mattina dopo, quando si svegliarono, la donna era già in piedi e con la polenta bella e fatta sulla tavola.

«Se volete una fetta di polenta… Volentieri.»

«Ci basta il piacere che ci avete fatto… Per ricompensa, vi promettiamo che la prima cosa che farete da questo momento, la farete per tutto il giorno.»

Così dicendo, la salutano e se ne vanno.

La donna vorrebbe andare subito a raccogliere la tela ma le scappa la pipì. Pensa che è meglio farla subito, così potrà srotolare tela per tutto il giorno, tranquillamente.

E così corre a fare la pipì e, piss piss piss, non riesce a fare altro per tutto il giorno.

Il giorno dopo, sfinita da quella gran fatica, la comare incontrò il mago magro e la fata grassa per la strada.

«Bene! Dopo tutto quello che ho fatto per ospitarvi, così mi avete ricompensato!»

«Noi facciamo sempre la stessa promessa… Siete voi, il vostro cuore che è diverso! Ci avete dato ospitalità per interesse, volevate la tela… Non ci avete ospitato per carità di cuore».

Detto questo se ne sono andati e non passarono più per quella strada. Se ne sono andati a fare le loro passeggiate in un’altra parte del mondo.

25 ottobre 1947 nasce il forno a microonde


 

il 25 ottobre   1947 un’azienda statunitense di elettrodomestici ( la Tappen)   commerciò nei negozi

il primo forno a microonde ad uso domestico, cambiando cosi la vita a molte casalinghe –

ancora oggi ci sono molte controversie sul suo uso, io personalmente non lo uso per cucinare , ma solo per

riscaldare le pietanze… ma i forni di oggi sono sicuramente piu’ schermati e sicuri ,

per assurdo penso che

forse siamo piu’ esposti alle radiazioni per l’uso dei cellulari:-)cf70aokajc8

Perché il frutto della castagna si apre a croce?


Un’antica leggenda narra di un piccolo paese di montagna i cui abitanti,
molto poveri, non avendo di cui mangiare si rivolsero a Dio

pregandolo di dar loro di cui sfamarsi.

Il buon Dio, sentite le loro preghiere, diede loro una pianta da

cui poter raccogliere frutti nutrienti

da poter mangiare: il castagno, ma il Diavolo visto quello che Dio

aveva fatto per impedire che la gente potesse

raccogliere i frutti, li avvolse in un guscio spinoso.

Gli abitanti del piccolo paese, presi dallo sconforto,

ritornarono nuovamente a pregare Dio ed egli, sceso in mezzo a loro

fece il segno della croce e i gusci spinosi, come per miracolo si aprirono,

e da quel giorno i frutti di questa pianta si aprirono a croce.

I colombi di venezia


Sai da dove vengono i colombi di Venezia? Pare che ogni anno una certa parrocchia portasse in dono al doge una coppia di colombi, e una volta i due uccelli riuscirono a scappare e a rifugiarsi dentro la basilica di San Marco. Allora venne stabilito che restassero liberi e fossero nutriti a spese della Repubblica. E naturalmente si moltiplicarono, fino a diventare tanti quanti sono oggi

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La leggenda del sempreverde


Nei tempi passati, al termine dell’estate, un uccellino si ferì ad un’ala, restando così da solo nel bel mezzo del bosco. Non potendo più volare, restò praticamente in balia dell’inverno, che già faceva sentire i suoi primi geli. Cosi, domandò ad un enorme faggio di potersi rifugiare tra i suoi grandi rami, sperando di poter passare l’inverno al riparo dal cattivo tempo. Ma il faggio, altezzosamente, rifiutò all’uccellino un piccolo riparo tra le sue fronde. Intristito, l’esserino continuò a girovagare nel bosco, trovando di lì a poco un grosso castagno e, speranzoso, ripeté la stessa domanda. Ma anche quest’albero rifiutò all’uccellino la sua protezione. Così, nuovamente s’incammino nell’oscurità della foresta, alla ricerca di un riparo. Di li a poco si sentì chiamare: 

Uccellino vieni tra i miei rami, affinché tu possa ripararti dal freddo”. 

Stupito, l’uccellino si voltò e vedendo che a parlare era stato un piccolo pino, saltò lestamente su uno dei suoi rami. Subito dopo anche una pianta di ginepro offrì le sue bacche come sostentamento per il lungo inverno. L’uccellino ringraziò più volte per tale generosità, che gli permise così di superare la cattiva stagione. Dio, avendo osservato tutto, volle ricompensare la generosità del pino e del ginepro, ordinando al vento di non far cadere loro le foglie, e quindi da quel giorno furono “sempreverdi” .

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I campanili delle alpi


In un villaggio alpino vi era un paesetto la cui cappella era senza campane. Un giorno, comparve un signore che, discorrendo alla buona con i pastori, promise per l’anno dopo, un bel regalo. Infatti dopo un anno, riapparve portando una campana per la cappella. Fu un giorno di gioia per i montanari che volevano regalare a quel signore burro, formaggio, tutto quello che avevano; ma lui non volle nulla.

Il giorno seguente pèrò incontrarono ancora quel signore ed ecco comparire un vecchio che, rivoltosi al benefico sconosciuto gli disse: 

“Ti conosco; tu sei il diavolo. Perché hai regalato quella campana?”

Il diavolo non poté negare e disse che aveva fatto quel dono affinché i montanari andassero alla cappella solo quando erano chiamati dalla campana e così avrebbero pregato meno; prima invece vi andavano troppo presto e pregavano di più. La campana fu tenuta, ma i montanari continuarono a pregare a lungo, perché il diavolo non raggiungesse il suo scopo e fosse beffato.

Il diavolo è protagonista di molte leggende piemontesi; è cattivo, nemico degli uomini, trasporta enormi macigni da un luogo all’altro, costruisce strani rifugi o distrugge quel che ha fatto l’uomo. Anche il Rocciamelone, nelle Alpi Graie, ha la sua antica leggenda; essa dice che era impossibile giungere in cima al monte perché vi stavano dei demoni i quali, per difendere un tesoro raccolto lassù, gettavano sassi su chi volesse salirvi. Un giorno, il marchese Arduino, con vari sacerdoti vi salì ed a quella vista i diavoli fuggirono, ma il tesoro purtroppo non fu trovato!

Dove si vede qualche grosso macigno in bilico, si dice che ve l’abbia portato il diavolo. Così tra l’alta Val Sesia e la valle di Gressoney c’è un grosso macigno che si chiama il “sasso del diavolo”. Narra una leggenda che il diavolo, vedendo che i montanari di Gressoney stavano costruendosi una chiesa, volle distruggere l’opera cominciata e andò presso la Sesia, a prendere quel macigno e sulle spalle se lo portò verso la valle di Gressoney per lanciarlo dall’alto, sulla chiesa nascente e seppellirla. Mentre andava con quel carico, si sentì stanco, tanto stanco che per riprendere fiato dovette posare il macigno a terra. Quando fece per rimetterlo sulle spalle, il macigno non si mosse; si era attaccato alla terra in tal modo che neanche il diavolo riusciva a staccarlo. Furibondo gli diede un gran pugno che lo
spaccò e infatti oggi, il “sasso del diavolo” presenta un’enorme fenditura.  

da un libro

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Così nacque Monferrato


La leggenda narra di una nobile coppia di Sassonia che si impegnò a compiere un pellegrinaggio fino a Roma, qualora le fosse donata la gioia di un figlio. Aleramo nacque durante il pellegrinaggio, nei pressi di Acqui Terme e subito rimase orfano dei genitori, assaliti da una delle bande di briganti che infestavano la zona. Il giovane divenne un coraggioso cavaliere al servizio dell’imperatore Ottone I di Sassonia e si innamorò di sua figlia Alasia. I due innamorati, non avendo il consenso dell’imperatore, furono costretti a fuggire e raggiunsero i luoghi natii di Aleramo, che si adattò a fare il carbonaio. Il cavaliere, però tornò a prestare servizio presso l’esercito imperiale, durante alcune rivolte scoppiate nel Nord Italia. Venuto a conoscenza della cosa, Ottone decise di perdonare i due giovani, concesse ad Aleramo il titolo di marchese e gli promise tanta terra quanta fosse riuscito a percorrerne in soli tre giorni di sfrenata cavalcata. Quella terra è il Monferrato: durante la prova, infatti, Aleramo usò un mattone (mun, in dialetto) per ferrare (frà, in dialetto) il cavallo, dando così il nome a quel territorio.

Ogni anno, dal 1985, questa leggenda rivive attraverso una gara ippica, che ripercorre il tracciato di Aleramo lungo tutto il Monferrato Alessandrino. 

dal web

Il consumo d’acqua a cui non pensiamo


ero a conoscenza del consumo d’acqua intrinseco alle cose e ai cibi che compriamo… ma non immaginavo che 

per un paio di jeans servissero 11 mila litri di acqua…

ma ci pensate? ….

forse la prossima volta che acquisteremo un jeans che non è davvero necessario ricordiamocelo…

tanto è inutile averne otto paia nell’armadio…quando usciamo ne indossiamo sempre uno alla volta!!! 😛

http://contiamoci.com/p/46:jeans

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La polenta di Molare


Il nome di Molare è noto anche per una manifestazione ultra centenaria che ogni anno richiama migliaia di turisti provenienti da diverse parti d’Italia e alcuni anche dall’estero. E’ la sagra del polentone. La tradizione narra che in tempi lontani, gli abitanti delle sperdute frazioni intorno a Molare, si recassero il primo giorno di quaresima di ogni anno, nella chiesa parrocchiale. Si narra che un anno, mentre i pellegrini si accingevano a rientrare nelle loro abitazioni, furono sorpresi da una forte nevicata che li costrinse a rifugiarsi sotto una tettoia, al freddo, in attesa di riprendere il cammino. Mentre la nevicata infuriava, passò nelle vicinanze della chiesa, la carrozza del conte Gajoli Boidi, il quale volle invitarli nelle cucine del suo castello, ordinando alla servitù polenta e baccalà per tutti. I pellegrini, trovandosi poco a loro agio all’interno del castello, chiesero di poter gustare il dono sotto la tettoia che era stata il loro rifugio contro la neve e così il pranzo continuò in allegria, tra la curiosità di molti abitanti.

In anni successivi qualcuno pensò di rievocare il gesto, preparando in piazza la grande polenta e distribuendola a tutti i presenti fra canti e balli. Una festa che con il passare degli anni si è trasformata in una grande manifestazione folcloristica.  

_❀_♥_✿_♥_❀__✿dal web 

“Encyclopedie”


dal web
il  16 ottobre 1747  è l’anno in cui ha inizio in Francia la stesura della famosa “Encyclopedie”, opera del filosofo Denis Diderot e del matematico Jean le Rond d’Alembert, che primi fra tutti donano ad un vasto numero di lettori la possibilità di avere sotto mano tutto il sapere umano,mai prima d’ora si era pensato a divulgare il sapere umano, che era sempre stato privilegio di pochi eletti. Il primo volume dell'”Encyclopedie” è pronto nel 1751, mentre uscirà nel 1772 l’opera completa composta di 28 volumi.1643546hcfvbtvsbb

12 ottobre


dal web

scopre l’America: Una data che cambiò la storia.

 

 1931 – Inaugurato il Cristo Redentore di Rio: Una delle sette meraviglie del mondo,

 era venerdì 12 ottobre 1810  e ci fu matrimonio: quello tra il principe Ludwig di Baviera e Teresa di Sassonia –Hildburghausen. Per le loro nozze si organizzarono cinque giorni di festeggiamenti a suon di musica, balli, parate militari e soprattutto della buona tavola.

Nacque così l’appuntamento annuale che più tardi prenderà il nome di Octoberfest, la più popolare festa al mondo dedicata alla birra. In realtà la birra comparve solo più tardi insieme alle prime giostre, a partire dal 1818 quando assunse le caratteristiche di un festival agricolo con tanto di fiera di cavalli e buoi.

 

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La diga del Vajont 09 ottobre 1963


La diga è tristemente famosa per il disastro del Vajont del 9 ottobre 1963, quando una frana del monte Toc precipitò nel bacino, facendo traboccare lo stesso e inondando il paese di Longarone causando quasi 2.000 vittime.

 La diga non è crollata,si è formata solo una piccola crepa in centro e la potenza dell’acqua non è andata contro la diga ma è venuta a formarsi un onda anomala

(dal web…x ricordare)

8 ottobre


 dal web :

8 Ottobre 2001:
Aeroporto di Linate (Milano): due aerei – un Cessna e un MD 87 – si scontrano sulla pista. Nella sciagura perdono la vita 118 persone.

1958 Impiantato il primo pacemaker: Arne Larsson, colpito da arresto cardiaco a 43 anni, fu il primo uomo a vedersi impiantato un pacemaker, dispositivo elettrico in grado di regolare il battito del cuore. Lo stesso paziente ne ricevette altri 26 prima di morire a 86 anni.

A eseguire lo straordinario intervento fu il chirurgo svedese Ake Senning.

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I primi pacemaker, come quello impiantato nel petto di Larsson, utilizzavano batterie al nichel-cadmio, ricaricabili mensilmente, ed erano esterni. 

La svolta si ebbe con l’introduzione della miniaturizzazione. dal web

 

6 ottobre


Nel 1924 iniziano le trasmissioni radiofoniche: «URI (Unione Radiofonica Italiana).

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 e fu Inaugurato il Moulin Rouge: .

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1582: in Italia e in molti altri Paesi cattolici viene introdotto il Calendario Gregoriano: il giorno 6 Ottobre 1582 non esiste (il calendario viene spostato direttamente dal 4 ottobre al 15 Ottobre

 

30 settembre • ♠ •


dal web ho letto che
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30 ottobre 1970 La teleselezione telefonica è estesa a tutta l’Italia: è possibile chiamare qualsiasi numero telefonico semplicemente anteponendo al numero chiamato il prefisso, senza dover più passare dal centralino centrale. L’Italia si avvicina.

 

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venerdì 30 settembre 1960 

I Flintstones debuttano in Tv