Prendete il tempo


 

Prendete il tempo di giocare,
è il segreto dell’eterna giovinezza

Prendete il tempo di leggere,
è la sorgente del sapere.

Prendete il tempo di amare e di essere amati,
è una grazia di Dio

Prendete il tempo di farvi degli amici,
è la via dei fortunati,

Prendete il tempo di ridere,
è la musica dell’amore.

Prendete il tempo di pensare ,
è la sorgente dell’azione.

Prendete il tempo di donare,
la vita è troppo corta per essere egoisti.

Prendete il tempo di lavorare,
è il prezzo del successo.

Prendete il tempo di pregare,
è la vostra forza sulla terra.

dal web

“Il mondo dei pazzi”


Fu nel parco di un manicomio che incontrai un giovane con il volto pallido e bello, colmo di stupore.
E sedetti accanto a lui sulla panca, e dissi:
“Perché sei qui?”.
E lui mi rivolse uno sguardo attonito e disse:
“È una domanda poco opportuna, comunque risponderò.
Mio padre voleva fare di me una copia di se stesso, e così mio zio.
Mia madre vedeva in me l’immagina del suo illustre genitore.
Mia sorella mi esibiva il marito marinaio come il perfetto esempio da seguire.
Mio fratello riteneva che dovessi essere identico a lui: un bravissimo atleta.
Ed anche i miei insegnanti, il dottore in filosofia, e il maestro di musica, e il logico,erano ben decisi:
ognuno di loro voleva che io fossi il riflesso del suo volto in uno specchio.
Per questo sono venuto qui.
Trovo l’ambiente più sano.
Qui almeno posso essere me stesso.”
E di scatto si volse verso me e chiese:
“Anche tu sei qui a causa dell’educazione e dei buoni consigli?”
Ed io risposi:” No, sono qui in visita”.
E lui disse:
” Ah, ho capito. Vieni dal manicomio dall’altra parte del muro”.

(Khalil Gibran – da “Il mondo dei pazzi”)

5 maggio


Ei fu. Siccome immobile, 
dato il mortal sospiro, 
stette la spoglia immemore 
orba di tanto spiro, 
così percossa, attonita 
la terra al nunzio sta, 
muta pensando all’ultima 
ora dell’uom fatale; 
né sa quando una simile 
orma di pie’ mortale 
la sua cruenta polvere 
a calpestar verrà. 
Lui folgorante in solio 
vide il mio genio e tacque; 
quando, con vece assidua, 
cadde, risorse e giacque, 
di mille voci al sònito 
mista la sua non ha: 
vergin di servo encomio 
e di codardo oltraggio, 
sorge or commosso al sùbito 
sparir di tanto raggio; 
e scioglie all’urna un cantico 
che forse non morrà. 
Dall’Alpi alle Piramidi, 
dal Manzanarre al Reno, 
di quel securo il fulmine 
tenea dietro al baleno; 
scoppiò da Scilla al Tanai, 
dall’uno all’altro mar. 
Fu vera gloria? Ai posteri 
l’ardua sentenza: nui 
chiniam la fronte al Massimo 
Fattor, che volle in lui 
del creator suo spirito 
più vasta orma stampar. 
La procellosa e trepida 
gioia d’un gran disegno, 
l’ansia d’un cor che indocile 
serve, pensando al regno; 
e il giunge, e tiene un premio 
ch’era follia sperar; 
tutto ei provò: la gloria 
maggior dopo il periglio, 
la fuga e la vittoria, 
la reggia e il tristo esiglio; 
due volte nella polvere, 
due volte sull’altar. 
Ei si nomò: due secoli, 
l’un contro l’altro armato, 
sommessi a lui si volsero, 
come aspettando il fato; 
ei fe’ silenzio, ed arbitro 
s’assise in mezzo a lor. 
E sparve, e i dì nell’ozio 
chiuse in sì breve sponda, 
segno d’immensa invidia 
e di pietà profonda, 
d’inestinguibil odio 
e d’indomato amor. 
Come sul capo al naufrago 
l’onda s’avvolve e pesa, 
l’onda su cui del misero, 
alta pur dianzi e tesa, 
scorrea la vista a scernere 
prode remote invan; 
tal su quell’alma il cumulo 
delle memorie scese. 
Oh quante volte ai posteri 
narrar se stesso imprese, 
e sull’eterne pagine 
cadde la stanca man! 
Oh quante volte, al tacito 
morir d’un giorno inerte, 
chinati i rai fulminei, 
le braccia al sen conserte, 
stette, e dei dì che furono 
l’assalse il sovvenir! 
E ripensò le mobili 
tende, e i percossi valli, 
e il lampo de’ manipoli, 
e l’onda dei cavalli, 
e il concitato imperio 
e il celere ubbidir. 
Ahi! forse a tanto strazio 
cadde lo spirto anelo, 
e disperò; ma valida 
venne una man dal cielo, 
e in più spirabil aere 
pietosa il trasportò; 
e l’avvïò, pei floridi 
sentier della speranza, 
ai campi eterni, al premio 
che i desideri avanza, 
dov’è silenzio e tenebre 
la gloria che passò. 
Bella Immortal! benefica 
Fede ai trïonfi avvezza! 
Scrivi ancor questo, allegrati; 
ché più superba altezza 
al disonor del Gòlgota 
giammai non si chinò. 
Tu dalle stanche ceneri 
sperdi ogni ria parola: 
il Dio che atterra e suscita, 
che affanna e che consola, 
sulla deserta coltrice 
accanto a lui posò.

L’ode il Cinque Maggio fu scritta, di getto, in soli tre o quattro giorni, dal Manzoni commosso dalla conversione cristiana di Napoleone avvenuta prima della sua morte (la notizia della morte di Napoleone si diffuse il 16 luglio 1821 e fu pubblicata nella “Gazzetta di Milano”).

dal web

sussurrare…


(Gialal Ed-Din Rumi)

Il Signore ha bisbigliato qualcosa all’orecchio della rosa
ed eccola aprirsi al sorriso.

Il Signore ha mormorato qualcosa al sasso
ed ecco lo gemma preziosa scintillante nella miniera.

Il Signore ha detto qualcosa all’orecchio del sole
ed ecco la guancia del sole coprirsi di mille eclissi.

Ma che cosa avrà mai bisbigliato il Signore
all’orecchio dell’uomo,
perché egli solo sia capace di amare e di amarlo?
Ha bisbigliato amore!

Buona settimana a tutti voi

amici mieiii!


Primavera


Conosco una città
dove la primavera
arriva e se ne va
senza trovare un albero
da rinverdire,
un ramo da far fiorire
di rosa o di lillà:
Per quelle strade murate
come prigioni
la poveretta s’aggira
con le migliori intenzioni:
appende un po’ di verde
ai fili dei tram,ai lampioni,
sparge dei fiori
davanti ai portoni
(e dopo un momentino

se li riprende il netturbuno).
Altro da fare
non le rimane,
per settimane e settimane,
che dirigere il traffico
delle rondini,in alto,
dove la gente
non le vede e non le sente.
Di verde in quella città
(e dirvi il suo nome non posso)
ci sono soltanto i semafori
quando non segnano rosso .

dal web

 

Image du Blog sonnette.centerblog.net

Io, Elisa Springer, ho visto Dio


(Elisa Springer, Il silenzio dei vivi, Marsilio Editori,1997)
Io, Elisa Springer, ho visto Dio. Ho visto Dio, percosso e flagellato, sommerso dal fango, inginocchiato a scavare dei solchi profondi sulla terra, con le mani rivolte verso il cielo, che sorreggevano i pesanti mattoni dell’indifferenza. Ho visto Dio dare all’uomo forza, per la sua disperazione, coraggio alle sue paure, pietà alle sue miserie, dignità al suo dolore. Poi… lo avevo smarrito, avvolto dal buio dell’odio e dell’indifferenza, dalla morte del mondo, dalla solitudine dell’uomo e dagli incubi della notte che scendeva su Auschwitz. Lo avevo smarrito… insieme al mio nome, diventato numero sulla carne bruciata, inciso nel cuore con l’inchiostro del male, e scolpito nella mente, dal peso delle mie lacrime… Lo avevo smarrito… nella mia disperazione che cercava un pezzo di pane, coperta dagli insulti, le umiliazioni, gli sputi, resa invisibile dall’indifferenza, mentre mi aggiravo fra schiene ricurve e vite di morti senza memoria.
Ho ritrovato Dio… mentre spingeva le mie paure al di là dei confini del male e mi restituiva alla vita, con una nuova speranza: io ero viva in quel mondo di morti. Dio era lì, che raccoglieva le mie miserie e sollevava il velo della mia oscurità. Era lì, immenso e sconfitto, davanti alle mie lacrime.

9566265mcjbs2d05u2

…crescendo


Dopo un po’ impari la sottile differenza
tra tenere una mano e incatenare un’anima.
E impari che l’amore non è appoggiarsi a qualcuno
e la compagnia non è sicurezza.
E inizi a imparare che i baci non sono contratti
e i doni non sono promesse.
E incominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta
e con gli occhi aperti con la grazia di un adulto
non con il dolore di un bimbo.
Ed impari a costruire tutte le strade oggi
perché il terreno di domani è troppo incerto
per fare piani. Dopo un po’ impari che il sole scotta,
se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima,
invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.
E impari che puoi davvero sopportare,
che sei davvero forte, e che vali davvero
.

sito

La scatola di colori


Avevo una scatola di colori,
brillanti, decisi e vivaci.

Avevo una scatola di colori.
alcuni caldi, altri molto freddi.

Non avevo il rosso per il sangue dei feriti.
Non avevo il nero per il pianto degli orfani.
Non avevo il bianco per le mani e il volto dei morti.
Non avevo il giallo per le sabbie ardenti.

Ma avevo larancio per la gioia della vita.
E il verde per i germogli e i nidi.
E il celeste dei chiari cieli splendenti.
E il rosa per i sogni e il riposo.

Mi sono seduta e ho dipinto la pace.

(Tali Sorek, israeliana)

Le cose non sono come sembrano


Le cose non sempre sono ciò che sembrano!

Due angeli viaggiatori si fermarono per la notte nella casa di una famiglia molto facoltosa.
La famiglia era rude e non consentì loro di fermarsi nella stanza degli ospiti della villa.
Invece venne dato loro un piccolo spazio nella cantina fredda della casa.
Mentre sistemavano i letti sul pavimento, l’Angelo più anziano vide una fessura nel muro e la sistemò.
Quando l’Angelo più giovane chiese il perchè, quello più anziano rispose,
“Le Cose non sempre sono ciò che sembrano”.
La notte successiva, gli angeli andarono a riposare nella casa di una coppia molto povera,
ma l’uomo e sua moglie erano molto ospitali.
Dopo aver condiviso il poco cibo che la famiglia possedeva, la coppia permise agli Angeli
di dormire nel loro letto dove avrebbero potuto avere una buona notte di riposo.
Quando si svegliarono il giorno successivo, gli Angeli trovarono in lacrime il signore e sua moglie.
L’unica mucca che possedevano, il cui latte era la loro unica entrata di soldi, giaceva morta nel campo.
L’Angelo più giovane era furibondo e chiese all’Angelo più anziano,
“Come hai potuto permettere che accedesse?”
Il primo uomo aveva tutto e tu l’hai aiutato; la seconda famiglia aveva poche cose,
ma era disposta a condividerle, e tu hai permesso che la loro mucca morisse”.
“Le Cose non sempre sono ciò che sembrano” ripose l’Angelo più anziano.
“Quando eravamo nella cantina di quella villa, ho notato che c’era dell’oro nascosto in quel buco del muro.
Dato che il proprietario era ossessionato dai soldi, ho chiuso il buco così da non permettere
più loro di trovare l’oro.”
Questa notte, mentre dormivamo nel letto della famiglia povera, l’angelo della morte venne
in cerca della moglie del contadino e io gli ho dato la mucca.
“Le Cose non sempre sono ciò che sembrano”

 

 

 

l’ultima visita


Toc, bussando con aria decisa
il respiro non aspetta di fingere la paura
nuova visita stà entrando in casa
piccoli passi senza udire rumore
mi porterà via senza interpellarmi
non avrò più un altra occasione
si muore una sola volta e intendo gustare
il piacere provato di morire mortale
ricorderò l’ istante nell’ attimo eterno
in cui chiuderò gli occhi per vedere il mondo
non saluterò perché tutti torneranno
chi prima chi dopo chi ogni giorno
la morte va presa come la vita
quando la vivi ti accorgi che é finita!
49

Il meglio di te


Se sei stanco e la strada ti sembra lunga,
se ti accorgi che hai sbagliato strada,
…Non lasciarti portare dai giorni e dai tempi, Ricomincia.
Se la vita ti sembra troppo assurda,
Se sei deluso da troppe cose e da troppe persone
…Non cercare di capire il perché, Ricomincia.
Se hai provato ad amare ed essere utile,
Se hai conosciuto la povertà dei tuoi limiti,
…Non lasciar là un impegno assolto a metà, Ricomincia.
Se gli altri ti guardano con rimprovero,
Se sono delusi di te, irritati,
…Non ribellarti, non domandar loro nulla, Ricomincia.
Perché l’albero germoglia di nuovo dimenticando l’inverno,
Il ramo fiorisce senza domandare perché,
E l’uccello fa il suo nido senza pensare all’autunno,
Perché la vita è speranza e sempre ricomincia..

ho conosciuto


“Ho conosciuto l’amore degli uomini,   ed era possessione,
ho conosciuto la loro amicizia,   ed era sfruttamento;
ho conosciuto il loro aiuto,   ed era umiliazione;
ho conosciuto la pietà degli uomini,   ed era degnazione;
la loro protezione,   ma aveva un secondo fine;
ho conosciuto la giustizia degli uomini,   ma era parziale;
la loro forza,   ma era brutalità;
la loro onestà,   ed era apparenza.
Ho conosciuto la fede degli uomini,   ma era prigione;
la loro scienza,   ed era cecità;
ho conosciuto la compagnia degli uomini,   ma non mi riempiva.
Ho conosciuto tutto questo e ne sono rimasto turbato.”
auguro a tutti di nn  vivere mai queste situazioni
***********************************************

eco


“Un ragazzino e suo padre passeggiavano tra le montagne…
All’improvviso il ragazzino inciampò, cadde e, facendosi male, urlò :”AAAhhhhhhhhhhh!!!”
Con suo gran stupore il bimbo sentì una voce venire dalle montagne che ripeteva :
“AAAhhhhhhhhhhh!!!”
Con curiosità, egli chiese: “Chi sei tu?”
E ricevette la risposta: “Chi sei tu?”
Dopo il ragazzino urlò: “Io ti sento! Chi sei?”
E la voce rispose: “Io ti sento! Chi sei?”
Infuriato da quella risposta egli urlò: “Codardo”
E ricevette la risposta: “Codardo!”
Allora il bimbo guardò suo padre e gli chiese: “Papà, che succede?”
Il padre gli sorrise e rispose:”Figlio mio, ora stai attento:”
E dopo l’uomo gridò: “Tu sei un campione!”
La voce rispose: “Tu sei un campione!”
Il figlio era sorpreso ma non capiva.
Allora il padre gli spiegò: “La gente chiama questo fenomeno ECO ma in realtà è VITA.
La Vita, come un’eco, ti restituisce quello che tu dici o fai.
La vita non è altro che il riflesso delle nostre azioni.
Se tu desideri più amore nel mondo, devi creare più amore nel tuo cuore;
Se vuoi che la gente ti rispetti, devi tu rispettare gli altri per primo.
Questo principio va applicato in ogni cosa, in ogni aspetto della vita; la Vita ti restituisce ciò che tu hai dato ad essa.
La nostra Vita non è un insieme di coincidenze,
è lo specchio di noi stessi.029

ai miei veri amici


…Nella solitudine, nella malattia, nella confusione,
la semplice conoscenza dell’amicizia
rende possibile resistere,
anche se l’amico non ha il potere di aiutarci.
È sufficiente che esista.
L’amicizia non è diminuita dalla distanza o dal tempo,
dalla prigionia o dalla guerra,
dalla sofferenza o dal silenzio.
È in queste cose che essa mette più profonde radici.
È da queste cose che essa fiorisce….
Pam Brown
Queste poche righe sono dedicate a voi
che mi leggete e che sapete che siete preziosi

La fedeltà


Quel giorno il Saggio mi disse: la vera fedeltà della coppia non è ciò che tu pensi, mio caro. Non è una costrizione, imposta dalla legge, dalla società, dalla Chiesa. Non è il rispetto di un contratto.
E’ un’avventura, strada da percorrere, perchè strada scelta.
Si vive e si sviluppa come si vive e si sviluppa l’amore degli amanti.
E’ questo amore in cammino,è il suo pane quotidiano e il vino della sua gioia.
L’amore non è già fatto. Si fa.
Non è un vestito già confezionato, ma stoffa da tagliare, preparare e cucire.
Non è un appartamento “chiavi in mano”, ma una casa da costruire, conservare e spesso riparare.
Non è una vetta conquistata, ma la partenza dalla valle, con scalate appassionanti, cadute dolorose nel freddo della notte o nel calore del sole che scoppia.
Non è un solido ancoraggio nel porto della felicità, ma un levare l’ancora, è un viaggio in pieno mare, con il vento o la tempesta.
Non è un SI trionfale, un punto fermo che si segna fra i sorrisi e gli applausi, ma è una moltitudine di SI che punteggiano la vita, fra una moltitudine di NO che si cancellano strada facendo.
La fedeltà non è già fatta. Come l’amore, essa si fa, perchè dell’amore è l’indissolubile compagna.
Essere fedeli non è non smarrirsi, non combattere, non cadere.
E’ rialzarsi sempre e sempre camminare.
E’ volere perseguire sino alla fine il progetto preparato insieme e liberamente deciso.
E’ dare fiducia all’altro, al di là delle ombre e della notte.
E’ sostenersi a vicenda al di là delle cadute e delle ferite.
E’ avere fede nell’Amore onnipotente, al di là dell’amore.”02

Ho imparato


  • Ho imparato… che la scuola migliore al mondo e’ sedersi ai piedi di una persona più grande ad ascoltare i suoi ricordi
    Ho imparato… che quando sei innamorato… si vede
    Ho imparato…… che tutti abbiamo bisogno di amici, perché essi rappresentano un mondo dentro di noi  
    Ho imparato… che ogni persona merita di essere salutata con…. un sorriso, perché un sorriso è come un raggio di sole
    Ho imparato… che basta una persona che mi dica che gli ho migliorato la giornata… per migliorare la mia 
    Ho imparato… che tutti vogliono vivere in cima alla montagna ….ma per crescere e vivere felici bisogna scalarla
    Ho imparato….che e’ più importante essere corretti che diplomatici
     Ho imparato… che si può sempre pregare per qualcuno quando non si ha la forza per aiutarlo in qualche altro modo
    Ho imparato… che se la vita diventa troppo seria…. abbiamo bisogno di un amico che ci aiuti a divertirci
    Ho imparato… che a volte a una persona serve solo una mano da stringere e un cuore che capisca
    Ho imparato… che dovremmo essere contenti che Dio non ci ha dato tutto quello che vogliamo , così possiamo cercare di conquistarlo
    Ho imparato… che i soldi non comprano …..la classe
    Ho imparato… che sono le piccole cose che rendono la vita cosi bella
    Ho imparato… che sotto una corazza c’e’ sempre qualcuno che vuole essere amato e apprezzato Ho imparato… che Dio non ha fatto tutto in un giorno…. cosa ci fa pensare che noi possiamo riuscirci??
    Ho imparato… che ignorare i fatti… non cambia i fatti…
    Ho imparato… che quando vuoi vendicarti di qualcuno… lascia solo che quel qualcuno continui a farti del male
    Ho imparato… che l’amore, non il tempo… guarisce le ferite
    Ho imparato… che il modo migliore per crescere e’ circondarsi di persone che possano donare amore
    Ho imparato… che nessuno e’ perfetto… finché non si innamora
    Ho imparato… che la vita e’ dura….ma io di più!!!
    Ho imparato…che le opportunità non vanno mai perse…. quelle che lasciamo andare noi…..le prende qualcun’altro.
    Ho imparato… che quando si serba rancore e amarezza… la felicità va da un’altra parte
    Ho imparato….. che la felicità è sempre li ,dietro l’angolo, devi solo cercare di non lasciartela sfuggire
    Ho imparato… che bisognerebbe sempre usare parole buone… perché un domani forse si dovranno rimangiare
     Ho imparato… che un sorriso e’ un modo economico per migliorare il nostro aspetto 
    Ho imparato… che se non posso scegliere come sentirmi… posso sempre fare qualcosa per cercare di stare il meglio possibile
    Ho imparato… che quando un bambino appena nato, tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno… ti ha agganciato per la vita
    Ho imparato che e’ meglio dare un consiglio solo in due circostanze… quando e’ richiesto, e quando ne dipende la vita
    Ho imparato… che meno tempo sprechiamo …. più cose facciamo
    Ho imparato
    .che la vita è una storia infinita, ma io voglio viverla fino in fondo!
    ***********************************
    **********

    941581_457121514372677_775665331_n