IL NOSTRO CUORE CONOSCE L’ALFABETO?


(Anthony de Mello)

Un contadino povero, nel rincasare la sera tardi dal mercato, si accorse di non avere con sé il suo libro di preghiere. Al suo carro si era staccata una ruota in mezzo al bosco ed egli era angustiato al pensiero che la giornata finisse senza aver recitato le preghiere.

Allora pregò in questo modo: «Ho commesso una grave sciocchezza, Signore. Sono partito di casa questa mattina senza il mio libro di preghiere e ho così poca memoria che senza di esso non riesco a formulare neppure un’orazione. Ma ecco che cosa farò: reciterò molto lentamente tutto l’alfabeto cinque volte e tu, che conosci ogni preghiera, potrai mettere insieme le lettere in modo da formare le preghiere che non riesco a ricordare».

Disse allora il Signore ai suoi angeli: «Di tutte le preghiere che oggi ho sentito, questa è senz’altro la più bella, perché è nata da un cuore semplice e sincero».

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Amore


“L’amore non è quello che quei poeti del cazzo vogliono farvi credere. L’amore ha i denti, i denti mordono, i morsi non guariscono mai.”

esaltazione della santa croce


La Chiesa cattolica, molti Chiese protestanti (spesso quelle di matrice Anglicana), e gli ortodossi celebrano la festa dell’Esaltazione della Santa Croce, il 14 settembre, anniversario della consacrazione della Chiesa del Santo Sepolcro in Gerusalemme. Nei secoli successivi queste festività inclusero anche la commemorazione del recupero della Vera Croce dalle mani dei Persiani.La festa in onore della Croce venne celebrata la prima volta nel 335, in occasione della “Crucem” sul Golgota, e quella dell'”Anàstasis”, cioè della Risurrezione. . .
La celebrazione odierna assume un significato ben più alto del leggendario ritrovamento da parte della pia madre dell’imperatore Costantino, Elena. La glorificazione di Cristo passa attraverso il supplizio della croce e l’antitesi sofferenza-glorificazione diventa fondamentale nella storia della Redenzione: Cristo, incarnato nella sua realtà concreta umano-divina, si sottomette volontariamente all’umiliante condizione di schiavo (la croce, dal latino “crux”, cioè tormento, era riservata agli schiavi) e l’infamante supplizio viene tramutato in gloria La stessa evangelizzazione, operata dagli apostoli, è la semplice presentazione di “Cristo crocifisso”. Il cristiano, accettando questa verità, “è crocifisso con Cristo”, cioè deve portare quotidianamente la propria croce, sopportando ingiurie e sofferenze, come Cristo, gravato dal peso del “patibulum” (il braccio trasversale della croce, che il condannato portava sulle spalle fino al luogo del supplizio dov’era conficcato stabilmente il palo verticale), fu costretto a esporsi agli insulti della gente sulla via che conduceva al Golgota.

facile e difficile


Facile è occupare un posto nell’agenda telefonica.
Difficile è occupare il cuore di qualcuno.

Facile è giudicare gli errori degli altri.
Difficile è riconoscere i nostri propri errori.

Facile è ferire chi ci ama.
Difficile è curare questa ferita.

Facile è perdonare gli altri.
Difficile è chiedere perdono.

Facile è esibire la vittoria.
Difficile è assumere la sconfitta con dignità.

Facile è sognare tutte le notti.
Difficile è lottare per un sogno.

Facile è pregare tutte le notti.
Difficile è trovare Dio nelle piccole cose.

Facile è dire che amiamo.
Difficile è dimostrarlo tutti i giorni.

Facile è criticare gli altri.
Difficile è migliorarne uno.

Facile è pensare di migliorare.
Difficile è smettere di pensarlo e farlo realmente.

Facile è ricevere.
Difficile è dare.

Energia svanita.


Chi lo dice che il cuore non fa male.
chi lo dice che al dolore ci si abitua
chi lo dice che alla delusione ci si fa il callo
chi dice <tanto sei forte vedrai passerà>, ma che cactus ne sa?
chi lo dice che la nausea causata dall’amarezza passerà
chi lo dice che tutto sarà come prima
chi dice <dai devi sorridere> ha mai provato a non sentirne la necessità?
chi lo dice che quando una madre aiuta un figlio si ride assieme,  perchè non dice anche che quando un figlio aiuta la madre, sono in due a piangere-
chi lo dice che  si può piangere senza lacrime
chi lo dice che non si può rimanere senza parole, senza niente da dirsi anche con gli affetti piu’ cari?
chi lo dice che non è <normale> essere in un posto in cui desideravi andare e poi non veder l’ora di andarsene?- 

chi lo dice che “il passaggio di consegne della vita tra madre e figlia” sono facili da gestire
chi stabilisce quali sono i diritti di una madre se non è piu’ grado ad essere autosufficiente?
i diritti… una parola che non dice nulla…
i doveri…altra parole sterile e senza amore
i sentimenti, le emozioni che fine fanno?
quello che si decide per il loro bene
è accettato con amore, o subìto con rancore?
Sofferenza di vita con alzheimer e demenza senile: un misto di aggressività, depressione, apatia, ansia, agitazione e confusione, smemoratezza, deliri, allucinazioni e tentativi di fuga.
dopo quanto un figlio digerisce e metabolizza questo?

 Ma perchè si elabora davvero? 

Il senso di colpa …esiste? anche se il mondo ti assicura che non devi averlo?
Non la si può coinvolgere nella propria vita… non puoi condividere nè gioie nè dolori, ma devi solo portare la tua croce quotidiana fatta di mille preoccupazioni e prenderti anche la sua come ha fatto il Cireneo- bè in effetti nemmeno lui era tanto contento di essere stato preso per condividere quel peso della croce.-

Però l’ha fatto. Chissà avrà imprecato per quell’imprevisto della giornata, o si sarà visto sopraffare suo malgrado dal dispiacere per la sofferenza che vedeva in quel povero uomo?

Dio non affida a nessuno un peso più grande di quello che è in grado di sopportare.

 Emh, me lo devo ricordare – a volte mi sfugge .

Tu le hai tutte queste qualità?


Pensi di essere una persona eccezionale?-
ecco, il time ci viene in aiuto pubblicando alcune caratteriste per determinare se lo sei
  • Gentilezza
La gentilezza è una dote naturale per le persone eccezionali. Trattano tutti allo stesso modo, con educazione e tatto. Per qualcuno la gentilezza è sinonimo di debolezza mentre in genere è sintomo di forza interiore. Le persone eccezionali sono gentili con tutti e possono amare qualcuno che magari non li sopporta.
  • Compostezza
Compostezza è sinonimo di autocontrollo. Le persone eccezionali sanno accettare ogni sfida senza turbamenti e sanno che la compostezza può anche limitare screzi. I “migliori” sanno reagire, sanno difendere, chiarire o controllarsi in ogni situazione e inoltre sanno di non essere presuntuosi.
  • Coraggio
Le persone eccezionali sono disposte ad osare molto nella vita. Sanno che serve coraggio sia per affrontare la vita sia per cambiare se stessi. Inoltre sanno quando è opportuno prendere rischi per inseguire i propri sogni. Una persona coraggiosa è quella che è disposta a fare cose coraggiose.
  • Equilibrio
Le persone eccezionali sono coloro che hanno una discreta fiducia in loro stessi e che sanno affrontare la realtà con equilibrio. Hanno fiducia nei propri mezzi e sanno come contrastare le situazioni avverse senza perdere il loro obiettivo.
  • Convinzione
Le persone eccezionali sanno cosa vogliono e sanno come prenderselo per raggiungere la felicità. Per loro ogni situazione è una sfida nuova, diversa, emozionante, che li aiuta a combattere la negatività. In modo da poter vivere sempre come vogliono
  • Intelligenza
L’intelligenza per loro è sinonimo di conoscenza. Ma influenza anche il campo delle emozioni, con la consapevolezza dei propri schemi emotivi e della flessibilità necessaria per gestire ogni sfida così da sbloccare qualsiasi situazione. Grazie all’intelligenza è possibile per le persone eccezionali affrontare la vita senza paura.
  • Altruismo
Le persone eccezionali sono altruiste e sanno che la vita non può essere incentrata tutta su di loro. Sanno essere orgogliosi degli altri, dei loro successi e della loro gloria. Si accontentano del proprio successo e dei propri traguardi ma allo stesso tempo vogliono il meglio per tutti.
  • Sincerità
Le persone eccezionali sanno essere sincere senza pudori. Vivono la loro vita con pazienza e sanno aspettare senza farsi prendere dalla tensione.
  • Amore
Una persona che sa donare amore indipendentemente da ciò che riceve è un tesoro prezioso che va tutelato. Per le persone eccezionali amare è un verbo e lo danno senza interessi o necessità di avere qualcosa in cambio. Costoro hanno il cuore caldo nei confronti degli altri e di sé stessi. Per loro l’amore è una forma di disciplina.

io penso di avere un pò tutto in piccole dosi… a parte il coraggio che penso proprio sia inesistente… quindi sono in formato bonsai.. e ho molta strada da fare ancora- grazie al web ho ritrovato questa bella poesia

 Se.
Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno colpa.
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo però considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;
Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.
Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c’è più nulla
Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”
Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!

L’amore imperfetto di una madre


Auguri ad una parte delle mamme del mondo.

probabilmente non sarete d’accordo con quanto penso, e vi chiederete se ho avuto un infanzia difficile…

no, la mia infanzia è stata serena, è che crescendo mi sono disincantata e ho visto il mondo per come è…chi mi conosce sa che sono madre, e chi mi conosce bene sa che non dico queste cose per giudicare e penso che la differenza tra una madre buona e una cattiva non sta nel commettere errori, ma in ciò che si fa degli errori commessi.
Non me la sento proprio di comprenderle tutte nell’augurio della festa della mamma perchè

Ci sono mamme che non hanno l’istinto materno, e dovrebbero astenersi dal volerlo diventare
Ci sono mamme che non avrebbero il diritto di esserlo.
ci sono madri cattive e ci sono cattive madri
Ci sono mamme che sono state il dolore dei loro figli.
ci sono madri frustate che riversano sui figli tutte le loro ansie e paturnie
Ci sono mamme che hanno abbondanato il loro figlio.
Ci sono mamme che a tutti i costi hanno voluto assecondare questo loro desiderio egoistico andando contro ogni progetto di Dio e torturandosi fisicamente e psicologicamente hanno si creato una vita… ma per amore di chi? per amore proprio…
ci sono mamme che non hanno saputo ascoltare le parole non dette del loro figlio adolescente
ci sono mamme prese dalla carriera che non si accorgono di essere egoiste
ci sono mamme che non hanno cresciuti figli autonomi e sicuri di sè
ci sono mamme che non hanno amato davvero il padre dei loro figli
ci sono mamme che annoiate dal routine di un bebè, cercano di piazzarlo a destra e a manca per avere un pò di libertà
ci sono mamme che durante la gravidanza non si sono curate dello stato di salute del proprio figlio continuando a fumare, bere e anche fare ben altro.
Ci sono mamme che lasciano il loro cucciolo nel lettone con loro a tempo indeterminato
Ci sono mamme che pur di non sentirlo piangere lo prendono in braccio al primo wuè wuè–
Ci sono mamme che permettono ai loro figli di giocare persino con il cibo – basta che stiano buoni
Ci sono mamme che dicono “no” senza spiegare il perchè-
Ci sono mamme che con i loro figli parlano male del loro papà

evidentemente la mamma perfetta non esiste —
se non Una sola…alla quale noi non possiamo nemmeno paragonarci lontanamente.
Quindi lavoriamo in noi stesse affinché possiamo essere per i nostri figli
una mamma da cui trarre esempio pur combattendo con i nostri limiti poiché infallibili non siamo, ma migliori si possiamo diventarlo.

concludo qui perché la lista diventa lunga… e penso a tutte le donne eccezionali che sono Madri e Mamme con la M maiuscola… e di conseguenza oggi il mio augurio va ad ogni mamma imperfetta affinché possa crescere e rendersi conto dell’importanza che ha nella vita del proprio figlio..
Le mamme eccezionali oggi non hanno bisogno del mio augurio,
ma va a noi con le nostre debolezze e mancanze

raduno degli animali


Mentre Giuseppe e Maria
erano in viaggio per Betlemme,
un angelo radunò tutti gli animali
per scegliere i più adatti
ad aiutare la Santa Famiglia nella stalla.
Per primo, si presentò il leone:
” Solo un re è degno di servire il Re del mondo ” ruggì.
” Mi metterò all’entrata della stalla e sbranerò
chiunque tenterà di avvicinarsi al Bambino !”
” Sei troppo violento !” disse l’angelo.
Subito dopo si avvicinò la volpe.
Con aria furba e innocente, disse:
” Io sono l’animale più adatto.
Per il Figlio di Dio, ruberò ogni mattina
il miele migliore e il latte più profumato !”
” Sei troppo disonesta !” disse l’angelo.
Tronfio e splendente arrivò il pavone.
Aprì la sua ruota color dell’iride:
” Io trasformerò quella povera stalla
in una reggia più bella del palazzo di Salomone !”
” Sei troppo vanitoso !” disse l’angelo.
Uno dopo l’altro, gli animali passarono,
ciascuno magnificando il suo dono, ma invano.
L’angelo non riusciva a trovarne uno che andasse bene.
D’un tratto vide l’asino e il bue,
che a testa bassa,
continuavano a lavorare, sul campo del contadino.
L’angelo li chiamò:
” E voi non avete niente da offrire ?”
” Niente !” Rispose l’asino,
e afflosciò mestamente le lunghe orecchie.
Noi non abbiamo imparato niente
oltre all’umiltà e alla pazienza “.
Ma il bue, timidamente, senza alzare gli occhi disse:
” Però, potremmo di tanto in tanto,
cacciare le mosche con le nostre code.”
L’angelo finalmente sorrise:
” Voi siete quelli giusti !”

morale zen


Un cavallo depresso si sdraia e non vuole più saperne di rialzarsi.
Il fattore disperato, dopo aver provato di tutto, chiama il veterinario. Questi, arrivato in loco, visita l’animale e dice al fattore:
“Casi così sono gravi; l’unica è provare per un paio di giorni a dargli queste pillole: se non reagisce sarà necessario abbatterlo”.
Il maiale ha sentito tutto e corre dal cavallo:
“Alzati, alzati, altrimenti butta male!!!”
Ma il cavallo non reagisce e gira la testa di lato.
Il secondo giorno il veterinario torna e somministra nuovamente le pillole, dicendo poi al fattore:
“Non reagisce: aspettiamo ancora un po’ Ma credo non ci sia alcunchè da fare.”
Il maiale ha sentito tutto e corre ancora dal cavallo:
“Devi ASSOLUTAMENTE reagire: guarda che altrimenti sono guai!!!”.
Ma il cavallo niente.
Il terzo giorno il veterinario verifica l’assenza di progressi e, rivolto al fattore:
“Dammi la carabina: è ora di abbattere quella povera bestia.”
Il maiale corre disperato dal cavallo:
“Devi reagire, è l’ultima occasione, ti prego, stanno per ammazzarti!!!”
Il cavallo allora si alza di scatto e comincia a correre, saltare gli ostacoli ed accennare passi di danza.
Il fattore è felicissimo e rivolto al veterinario gli dice:
“Grazie!!! Lei è un medico meraviglioso, ha fatto un miracolo! Dobbiamo assolutamente fare una grande festa: su, presto, ammazziamo il maiale!!!”

Morale Zen:
Fatti  ogni tanto farsi  i c..zi  proprii .. è decisamente piu’ salutare :-))

Leggenda bis di San Valentino


 Un giorno San Valentino sentì passare, al di là del suo giardino, due giovani fidanzati che stavano litigando. Decise di andare loro incontro con in mano una magnifica rosa. Regalò la rosa ai due fidanzati e li pregò di riconciliarsi stringendo insieme il gambo della rosa, facendo attenzione a non pungersi e pregando affinché il Signore mantenesse vivo in eterno il loro amore.
Qualche tempo dopo la giovane coppia tornò da lui per invocare la benedizione del loro matrimonio.
La storia si diffuse e gli abitanti iniziarono ad andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese.
Il 14 di ogni mese diventò così il giorno dedicato alle benedizioni, ma la data è stata ristretta al solo mese di febbraio perché in quel giorno del 273 San Valentino morì.
 

★´´¯`•.¸¸. ★• Amore


In tutti gli amori si sbaglia-
Non esiste amor perfetto ed immune al dolore-
Si, lo so vorresti non aver fatto mai del male alla persona che ami.
Ma in fondo, è vero  -tutti gli innamorati si fanno del male, –
anche se sono parte entrambi di un’anima sola, è inevitabile.
Ma tu, non avresti mai voluto dire “mi dispiace”- 
non avresti mai voluto sentire la sua assenza anche quando la stai abbracciando.
Non avresti mai pensato di non far parte più dei suoi sogni,
ora:  puoi solo fare in modo che  che tu non esca definitamente dal suo cuore.

Ricorda: non puoi farle del male senza ferirti.

Il tronco


C’e’ una bellissima leggenda della tribu’ degli indiani Cherokee a riguardo del “rito di passaggio” che dice questo:
il padre porta il figlio nella foresta, gli mette una benda sugli occhi e lo lascia lì da solo.
Il giovane deve rimanere seduto su un tronco tutta la notte senza togliere la benda finché i raggi del sole non lo avvertono che è mattino.
Non può e non deve chiedere aiuto a nessuno. Se sopravvive alla notte, senza andare a pezzi, sarà un UOMO. Non può raccontare della sua esperienza ai suoi amici o a nessun’altro perché ogni giovane deve diventare uomo da solo. Il ragazzo è chiaramente terrorizzato … sente tanti rumori strani attorno a lui. Ci sono senz’altro bestie feroci che lo circondano. Forse anche degli uomini perversi che gli vogliono male.
Il vento soffia forte tutta la notte e scuote il tronco su cui è seduto ma lui va avanti coraggiosamente, senza togliere la benda dagli occhi. In fondo, è l’unico modo per diventare uomo! Finalmente, dopo una notte terrificante, esce il sole e si toglie la benda dagli occhi. Ed è così che si accorge che suo padre è seduto su un’altro tronco a fianco a lui. E’ stato di guardia tutta la notte proteggendo suo figlio da qualsiasi pericolo. Il padre era lì, anche se il figlio non lo sapeva. Anche noi non siamo mai soli. Nella notte più terrificante, nel buio più profondo, nella solitudine più completa, anche quando non ce ne rendiamo conto, il Padre non ci abbandona mai, e fa la guardia … seduto sul tronco a fianco a noi.

anonimo

Un sondaggio tutto particolare sulla fame nel mondo…


da:

La FAO ha commissionato un sondaggio su scala mondiale.
Il sondaggio è basato sulla seguente domanda:
– Dica onestamente qual è la sua opinione sulla scarsità di alimenti nel resto del mondo.

Questo è il risultato:

Gli europei non hanno capito cosa sia la “scarsità”.
Gli africani non sapevano cosa fossero gli “alimenti”.
Gli americani hanno chiesto il significato di “resto del mondo”;
I cinesi, straniti, hanno chiesto maggiori delucidazioni sul significato di “opinione”.
Nel parlamento italiano si sta ancora discutendo su cosa significhi “onestamente”.

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un anno di grazia


Signore Gesù, guardo a questo anno che sta per chiudersi.

Ti ringrazio per quanto di buono mi hai donato. I miei errori, perdonali Signore Gesù, e concedimi di imparare da essi.

Cosa posso offrirti, mio Dio? Quello che ho tra le mani Tu lo vedi, e io lo dono a Te.

Continua a sostenermi nei momenti difficili e ad essere Tu la mia forza.
Ma oggi, in questo ultimo giorno dell’anno, voglio raccogliere tutta la mia vita e, con gioia, metterla nelle Tue mani, certo che lì è al sicuro.1526577_613136532057144_1007910968_n
(don valentino porcile)

CHI HA NEL CUORE IDEALI DI AMORE


Un topo, guardando da un buco che c’era nella parete, vide un contadino e sua moglie che stavano aprendo un pacchetto. Pensò a cosa potesse contenere e restò terrorizzato quando vide che dentro il pacchetto c’era una trappola per topi.  Corse subito nel cortile della fattoria per avvisare tutti: “C’è una trappola per topi in casa, c’è una trappola per topi in casa!”

 

La gallina che stava raspando in cerca di cibo, alzò la testa e disse: “Scusi, signor topo, io capisco che è un grande problema per voi topi, ma a me che sono una gallina non dovrebbe succedere niente, quindi, le chiedo di non importunarmi.”

     Il topo, tutto preoccupato, andò dalla pecora e le disse: “C’è una trappola per topi in casa, una trappola!!!” – “Scusi, signor topo, non c’è niente che io possa fare, mi resta solamente da pregare per lei. Stia tranquillo,  la ricorderò nelle mie preghiere.”

     Il topo, allora, andò dalla mucca, e questa gli disse: “Per caso, sono in pericolo…? Penso proprio di no!”

     Allora il topo, preoccupato ed abbattuto, ritornò in casa pensando al modo di difendersi da quella trappola. Quella notte si sentì un grande fracasso, come quello di una trappola che scatta e afferra la sua vittima.  La moglie del contadino corse per vedere cosa fosse successo , e, nell’oscurità vide che la trappola aveva afferrato per la coda un grosso serpente. Il serpente velenoso, molto velocemente, morse la donna.

     Subito, il contadino, la trasportò all’ospedale per le prime cure: Siccome la donna aveva la febbre molto alta le consigliarono una buona zuppa di brodo. Il marito allora afferrò un coltello e andò a prendere l’ingrediente principale:  la gallina.   Ma la malattia durò parecchi giorni e molti parenti andavano a far visita alla donna. Il contadino, per dar loro da mangiare, fu costretto ad uccidere la pecora.

     La donna non migliorò e rimase in ospedale parecchio tempo più del previsto costringendo il marito a vendere la mucca al macellaio per poter far fronte a tutte le spese della malattia della moglie.

Quando senti che qualcuno ha un problema  e credi che non possa essere anche tuo o in qualche modo possa colpire anche te ….  pensaci molto bene… PENSACI DUE VOLTE !!!!

Il mondo non va male per la cattiveria dei cattivi ma per l’indifferenza dei buoni.

serena notte amici preziosi!

A chi diamo da mangiare?


Un vecchio indiano Cherokee dai capelli bianchi sta dando insegnamenti ai nipoti riguardo alla vita. Dice loro: “Dentro di me sta avendo luogo una battaglia. Una lotta terribile, e questa lotta é tra due lupi. Un lupo rappresenta la paura, l’odio, la rabbia, l’invidia, il falso orgoglio, il risentimento, il senso di colpa, di inferiorità, l’arroganza, la falsità, la superiorità, l’egoismo e il lamento. L’altro lupo rappresenta la pace, l’amore, la gentilezza, la gioia, la verità, la compassione, l’umiltà, la trasparenza, l’autenticità, l’amicizia, il rispetto, l’integrità, la benevolenza, la generosità, la fede, la condivisione, la serenità e l’empatia. La stessa lotta sta avvenendo anche dentro di te, e dentro a tutte le persone.” I bambini ci pensarono su un momento. Poi la più piccola chiese al nonno: “Quale lupo vincerà?” Il vecchio Cherokee mantenne un lungo silenzio. Poi semplicemente disse: “Vincerà quello dei due che nutrirai.”,,,

ricordando l’avvento


Sei il Dono del Padre  all’uomo infelice.

      Sei il Figlio che giunge per germogliare speranza

       Sei il Fratello che annuncia misericordia paterna. 

       Sei lo Sposo che si prende cura dell’uomo ingannato.

     Sei il Giorno   che viene dopo la notte tremenda.

        Sei la Pace   che scende dall’Alto.       

  Sei Giustizia di Dio  per l’uomo ingiusto.

     Sei la Verità che rallegra la vita.

     Sei la Misericordia che si stende feconda.   

  Sei la Parola  che comunica amore.

         Sei il Giudizio  che salva i peccatori.

Sei la Veste che copre la mia nudità.

VIENI, SIGNORE GESU’

La bonta’ cambia i cuori


Un vecchietto che da molto tempo si era allontanato dalla Chiesa, un giorno andò dal parroco. Sperava di essere aiutato finalmente a risolvere i suoi problemi di fede. Quando entrò nella canonica, c’era già una persona a parlare con lui. Il sacerdote intravide il vecchietto in piedi in corridoio, e subito, uscì a portargli una sedia.
Quando l’altro si congedò, il parroco fece entrare il vecchio signore. Conosciuto il problema, gli parlò a lungo e dopo un fitto dialogo, l’anziano, soddisfatto, disse che sarebbe tornato alla Chiesa. Il parroco, contento, ma anche un po’ meravigliato, gli chiese: «Senta, mi dica, di tutto il nostro incontro, qual è l’argomento che più l’ha convinta a tornare a Dio?». «Il fatto che sia uscito a portarmi una sedia», rispose il vecchietto.
                                  bruno ferrero

Preghiamo nel giusto modo ?




Il saggio Bayazid diceva: «Quando ero giovane ero un rivoluzionario e tutte le mie preghiere a Dio erano: “Signore, dammi la forza di cambiare il mondo”. Quando ero ormai vicino alla mezza età e mi resi conto che metà della mia vita era passata senza che avessi cambiato nulla, mutai la mia preghiera in: “Signore, dammi la grazia di cambiare tutti quelli che sono in contatto con me. Solo la mia famiglia e i miei amici, e sarò contento”.
Ora che sono vecchio e i miei giorni sono contati, comincio a capire quanto sono stato sciocco. La mia sola preghiera ora è: “Signore, fammi la grazia di cambiare me stesso”. Se avessi pregato così fin dall’inizio non avrei sprecato la mia vita».
Se ognuno pensasse a cambiare se stesso, tutto il mondo cambierebbe

buona giornata carissimi!!

Un sacco di virtù, un sacco di difetti


Gli uomini camminano sulla superficie della Terra in fila indiana, ciascuno trasportando un sacco davanti e un altro dietro.

Nel sacco davanti, noi mettiamo le nostre qualità. Nel sacco di dietro, serbiamo tutti i nostri difetti.

Perciò, durante il viaggio della vita, teniamo gli occhi fissi sulle virtù che possediamo, legate al nostro petto.

 Nello stesso tempo, notiamo impietosamente, sulle spalle del compagno che ci sta davanti, tutti i difetti che egli possiede.

E ci riteniamo migliori di lui – senza capire che chi ci segue sta pensando la stessa cosa di noi.

 

Nel club del novantanove


 

C’era una volta un re molto triste che aveva un servo molto felice che circolava sempre con un grande sorriso sul volto. «Paggio», gli chiese un giorno il re, «qual è il segreto della tua allegria?».
«Non ho nessun segreto. Signore, non ho motivo di essere triste. Sono felice di servirvi. Con mia moglie e i miei figli vivo nella casa che ci è stata assegnata dalla corte. Ho cibo e vestiti e qualche moneta di mancia ogni tanto».
Il re chiamò il più saggio dei suoi consiglieri: «Voglio il segreto della felicità del paggio!».
«Non puoi capire il segreto della sua felicità. Ma se vuoi, puoi sottrargliela».
«Come?».
«Facendo entrare il tuo paggio nel giro del novantanove».
«Che cosa significa?».
«Fa’ quello che ti dico…».
Seguendo le indicazioni del consigliere, il re preparò una borsa che conteneva novantanove monete d’oro e la fece dare al paggio con un messaggio che diceva: «Questo tesoro è tuo. Goditelo e non dire a nessuno come lo hai trovato».
Il paggio non aveva mai visto tanto denaro e pieno di eccitazione cominciò a contarle: dieci, venti, trenta, quaranta, cinquanta, sessanta…
novantanove!
Deluso, indugiò con lo sguardo sopra il tavolo, alla ricerca della moneta mancante. «Sono stato derubato!» gridò. «Sono stato derubato! Maledetti!».
Cercò di nuovo sopra il tavolo, per terra, nella borsa, tra i vestiti, nelle tasche, sotto i mobili… Ma non trovò quello che cercava.
Sopra il tavolo, quasi a prendersi gioco di lui, un mucchietto di monete splendenti gli ricordava che aveva novantanove monete d’oro. Soltanto novantanove. «Novantanove monete. Sono tanti soldi», pensò. «Ma mi manca una moneta. Novantanove non è un numero completo» pensava. «Cento è un numero completo, novantanove no».
La faccia del paggio non era più la stessa. Aveva la fonte corrugata e i lineamenti irrigiditi. Stringeva gli occhi e la bocca gli si contraeva in una orribile smorfia, mostrando i denti.
Calcolò quanto tempo avrebbe dovuto lavorare per guadagnare la centesima moneta, avrebbe fatto lavorare sua moglie e i suoi figli. Dieci dodici anni, ma ce l’avrebbe fatta!
Il paggio era entrato nel giro del novantanove…
Non passò molto tempo che il re lo licenziò. Non era piacevole avere un paggio sempre di cattivo umore.

E se ci rendessimo conto, così di colpo, che le nostre novantanove monete sono il cento per cento del tesoro. E che non ci manca nulla, nessuno ci ha portato via nulla, il numero cento non è più rotondo del novantanove. È soltanto un tranello, una carota che ci hanno messo davanti al naso per renderci stupidi, per farci tirare il carretto, stanchi, di malumore, infelici e rassegnati. Un tranello per non farci mai smettere di spingere.
Quante cose cambierebbero se potessimo goderci i nostri tesori così come sono.                         ( Bruno Ferrero)

Violenza sulle donne


Su designazione dell’Assemblea nazionale delle Nazioni unite dal 1999, il 25 novembre di ogni anno si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Una data simbolica, scelta in memoria dell’assassinio di Patria, Maria e Antonia Mirabal, le tre sorelle dominicane che nel 1960 persero la vita lottando per i diritti civili e di genere negati dalla dittatura trujillista. (una delle tirannie più spietate dell’America Latina, quella di Rafael Leónidas Trujillo.)

“Le donne sbagliano a credere che l’amore vince tutto”.

…una piaga dell’umanità fino a che esistono uomini incapaci di Uomini incapaci di riconoscere l’emancipazione femminile…

si arriverà al giorno che non servirà piu’ questa ricorrenza?

I quattro figli e il giudizio frettoloso


Un uomo aveva quattro figli. Egli desiderava che i suoi figli imparassero a non giudicare le cose in fretta, per questo, invitò ognuno di loro a fare un viaggio, per osservare un albero, che era piantato in un luogo lontano. Il primo figlio andò là in Inverno, il secondo in Primavera, il terzo in Estate, e il quarto, in Autunno. Quando l’ultimo rientrò, li riunì, e chiese loro di descrivere quello che avevano visto.

Il primo figlio disse che l’albero era brutto, torto e piegato.

Il secondo figlio disse invece che l’albero era ricoperto di gemme verdi e promesse di vita.

Il terzo figlio era in disaccordo; disse che era coperto di fiori, che avevano un profumo tanto dolce, ed erano tanto belli da fargli dire che fossero la cosa più bella che avesse mai visto.

L’ultimo figlio era in disaccordo con tutti gli altri; disse che l’albero era carico di frutta, vita e promesse.

L’uomo allora spiegò ai suoi figli che tutte le risposte erano esatte poiché ognuno aveva visto solo una stagione della vita dell’albero. Egli disse che non si può giudicare un albero, o una persona, per una sola stagione, e che la loro essenza, il piacere, l’allegria e l’amore che vengono da quella vita può essere misurato solo alla fine, quando tutte le stagioni sono complete.

Se rinunci all’inverno perderai la promessa della primavera, la ricchezza dell’estate, la bellezza dell’Autunno. Non lasciare che il dolore di una stagione distrugga la gioia di ciò che verrà dopo. Non giudicare la tua vita in una stagione difficile. Persevera attraverso le difficoltà, e sicuramente tempi migliori verranno quando meno te lo aspetti! Vivi ogni tua stagione con gioia.

dal web

La gioia


Il mondo offre dei piaceri passeggeri, quelli che ci vengono da una bella passeggiata, da un pranzo luculliano, da una serata in discoteca, da una vacanza su una bella isola, 

alcuni di questi piaceri sono leciti e buoni: infatti ci lasciano con l’impressione di avere goduto di cose buone e ci danno una sensazione di rilassatezza e benessere.

Invece, altri piaceri sono assai discutibili e oltre lasciare l’amaro in bocca, ci fanno correre dei rischi o portano conseguenze nefaste.

ma c’è qualcosa di piu’ del piacere: la gioia perfetta e duratura.

Il piacere dipende dalle circostanze, ma la gioia, che è interiore, non è turbata da ciò che ci circonda.

Il piacere cambia costantemente, ma la gioia rimane.

Più si ricerca la soddisfazione personale, più ci si sente vuoti. 

La gioia, invece, è una sensazione diversa ed unica…

vi auguro di trovarla nel vostro cuore

affinchè la vostra esistenza abbia un  appagamento duraturo e completo.

forse, vorreste dei suggerimenti x come trovarla…

che vi posso dire? … provate a fermarvi, a riflettere a meditare e datevi delle risposte…

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🌸 buona giornata 🌸

Decalogo social per cristiani 2.0


01

1 Facebook è come l’oratorio. Ci passano tutti e ci trovi tutti gli amici.
2 Foursquare è come la Messa. Non basta vederla in televisione: bisogna fare check-in.
3 I blog sono come il catechismo. Servono per approfondire.
4 Twitter è come la benedizione delle case. Rapidissima, ma raggiunge anche i più lontani.
5 Google è come la Bibbia. Ci trovi tutto quello che cerchi. 
6 Google Plus è come certe lezioni di teologia. Incomprensibili. 
7 Pinterest è come i quadri dei santi. Sono lì e ti guardano.
8 Le pagine ufficiali sono come la gerarchia. Un po’ inamidata (almeno fino a Francesco).
9 La rete è come il Creatore. Senza di lei/Lui non esistiamo.

10 Questo decalogo è farina del mio sacco. Potete commentarlo o anche contestarlo, ma se volete copiarlo, citate almeno la fonte.

@donambro (don Ambrogio Cortesi)