la forza di una bacca


Il piccolo stagno sonnecchiava perfettamente immobile nella calura estiva.
Pigramente seduto su una foglia di ninfea, un ranocchio teneva d’occhio un insetto dalle lunghe zampe che stava spensieratamente pattinando sull’acqua. Presto sarebbe stato a tiro e il ranocchio ne avrebbe fatto un solo boccone, senza tanta fatica.
Poco più in là, un altro minuscolo insetto acquatico, un ditisco, guardava in modo struggente una graziosa ditisca. Non aveva il coraggio di dichiararle il suo amore e si accontentava di ammirarla da lontano.
Sulla riva a pochi millimetri dall’acqua un fiore piccolissimo, quasi invisibile, stava morendo di sete. Proprio non riusciva a raggiungere l’acqua, che pure era così vicina. Le sue radici si erano esaurite nello sforzo.
Un moscerino invece stava annegando; era finito in acqua per distrazione. Ora le sue piccole ali erano appesantite e non riusciva a risollevarsi, e l’acqua lo stava inghiottendo.
Un pruno selvatico allungava i suoi rami sullo stagno. Sulla estremità del ramo più lungo, che si spingeva quasi al centro dello stagno, una bacca scura e grinzosa, giunta a piena maturazione, si staccò e piombò nello stagno.
Si udì un “pluf!” sordo, quasi indistinto, nel gran ronzio degli insetti.
Ma dal punto in cui la bacca era caduta in acqua, solenne e imperioso, come un fiore che sboccia, si allargò il primo cerchio nell’acqua, lo seguì il secondo, il terzo, il quarto…
L’insetto dalle lunghe zampe fu carpito dalla piccola onda e messo fuori portata dalla lingua del ranocchio.
Il ditisco fu spinto verso la ditisca e la urtò: si chiesero scusa e si innamorarono.
Il primo cerchio sciabordò sulla riva e un fiotto d’acqua scura raggiunse il piccolo fiore che riprese a vivere.
Il secondo cerchio sollevò il moscerino e lo depositò su un filo d’erba della riva, dove le sue ali poterono asciugare.

Quante vite cambiate per qualche insignificante cerchio nell’acqua.

Vivo in un altro sogno ⋎´ ¸.•°* *• 🍃 💗🍃 °⁀⋱‿.✫


Stamattina mi sono svegliato confuso,per me ora non è importante rincorrere i giorni della settimana, perché
qui si perde davvero la concezione del tempo.
Mentre, facevo due passi per i campi ho incontrato un vecchio caro amico ed

intellettuale del posto che mi ha ricordato che se vivessi ancora sulla terra oggi festeggerei i miei 80 anni. Quindi, oggi per me sarebbe un giorno di festa con i miei cari .
Io, sono un uomo semplice e questi calcoli algebrici ormai non mi appartengono più, sono concentrato sul presente e ricordo bene che esattamente tra 72
GIORNI 11 ORE 02 MINUTI sono comparso cosi quasi per magia in questo mondo parallelo; quella sì, sarà la mia data da festeggiare, perché è una ricorrenza che non verrà mai sostituita con nessun’altra è e resterà sempre la più importante.
Comunque vi confido che so già in anteprima (non chiedetemi come) che stasera mia figlia mangerà gli amaretti che a me piacciono tanto, ed io sarò li vicino a lei a farle sentire il mio immenso amore…

 

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La vita


Sono nata in primavera il 1 aprile dell’anno 2020.

Primavera, autunno sono stagioni di mezzo… mi dicevano tutti che sarei nata il 21 ottobre del 1944, ma si erano sbagliati questa è stata una data di mezzo, di transizione, di passaggio come lo sono le stagioni.

E’  stato davvero un pesce d’aprile…. i miei cari sapevano che sarei dovuta partire… o arrivare… non so quale espressione ti piaccia di più, poi sai, dipende dai punti di vista,
e così  quel giorno li ho colti di sorpresa.

Era dal 7 marzo che non sentivo più le loro voci, a causa delle restrizioni della pandemia Covid19.
Io non avevo paura di ammalarmi perché ero troppo piccola per capire il rischio che correvo.
E’ stato strano nascere così all’improvviso…. ero pronta si, ma ero anche tanto stanca da tutta l’angoscia avuta, che per me la nascita rappresentava  solo uno spiraglio di luce e finalmente di riposo.

La prima sensazione che ho provato è stata di grande pace, mi sono sentita subito abbracciata da un amore immenso; non ho visto se era mamma o chi per lei,

sai, i miei occhi non riuscivano ancora ad aprirsi;

comunque è stata una sensazione meravigliosa e direi soprannaturale sentirsi così amata .

Mano mano che mi svegliavo in quel mondo ovattato, ho sentito melodie celestiali: non so su che canale radio fosse sintonizzato lo stereo, ma ti assicuro che l’acustica era un qualcosa di celestiale mai sentita prima.

Ho visto attorno a me un sacco di persone venute apposta per salutarmi, non le elenco in ordine di importanza, né di apparizione ma come ora li ricordo: c’erano mamma, papà, Robertino, Stefano, Martina, mio fratello Sebastiano, mia sorella Maria, mio cognato Mario, i miei suoceri, le amiche d’infanzia, e tantissimi amici, tutti giunti li alla” reception” per darmi il loro abbraccio di benvenuto.

Meno male che hanno portato pochi fiori, ma tutti sono arrivati con il regalo più bello che potevano offrirmi: il loro cuore pulsante e radiato dal centro di raggi di luce.
Vedendoli, ho subito pensato che poi, in fondo questo mondo non deve essere cosi’ male come si sente raccontare …

Da chi poi? Da chi non c’è mai stato ? …Mah…

Loro stanno tutti bene, sono in ottima forma: nella loro forma migliore.

Finalmente dopo una “preparazione” lunga tanti mesi sono germogliata in questo Eden,  ed ora ho la possibilità di godermi all’infinito il mio bambino; d’altra parte con Rosa ci sono stata il tempo sufficiente per crescerla e vedere mia nipote, ora mio figlio aveva davvero bisogno della mia presenza, ed indubbiamente io più di lui ho bisogno di stargli vicino.
Sono sicura che Rosa capirà, e non sarà gelosa.

Questo mondo, questa nascita è meglio di come mi aspettavo: io mi sento “divinamente” non ho più i dolori che mi limitano, la mia memoria ha recuperato- insomma l’esatto opposto di quando ero chiusa in quel bozzolo di corpo che si stava preparando a nascere, ora si che sembro un fiore di vent’anni con la saggezza di uno di quaranta.

Ho tutta l’intenzione di godermi questa vita, e ti confesso che non ho nessuna fretta: ho tutta l’eternità davanti per rifarmi dei sogni perduti.

Cose inspiegabili


…. di me stessa in linea di massima direi che non sono affatto superstiziosa…
però mi sono accorta di avere una sensibilità particolare soprattutto con i sogni.

Però ieri sera è successa una cosa strana: eravamo soli a casa mio marito ed io ero già a letto da qualche minuto…
quando lui dalla cucina mi chiede se ho acceso una candela…
perché sentiva l’odore di cera bruciata…
io non sentivo nulla…e non avevo acceso davvero nulla—
dopo alcuni minuti anche in camera da letto si è sentito bene il profumo di cera- finestre chiuse…
niente che poteva causare quest’effetto strano…
è durato una mezz’oretta… e un poco mi ha innervosita… perché l’ho associata a qualche evento brutto….non so perché ma ho avuto questa sensazione.
Ho cercato poi di prendere sonno… non dormo proprio benissimo in questi ultimi mesi: forse a causa di molti pensieri…infatti mi ha accompagnato il solito sogno…di andare al cimitero ed aver ansia di non trovare la lapide di mio padre, perché nel sogno me la spostano sempre a mia insaputa.
Nel sogno di stanotte ho comprato 3 mazzi di fiori..ma la fiorista mi avvertiva di stare attenta perché lei aveva ucciso una biscia che era nelle confezioni di fiori che aveva preso al mercato…. ( follia…anche quando dormo) .
Mi sono svegliata, con un po’ di riserve, ed ora attendiamo gli eventi futuri per poter stabilire se il profumo di cera era una premonizione negativa –
A me sola,da sola- e’ capitato altre due volte una cosa simile:
una volta quando ero in terapia intensiva e ho sentito un forte profumo di rose, e misteriosamente ho avvertito la “presenza” di un frate sulla poltrona vicino alla porta.
Un’altra volta ero in centro con mio marito in un vicolo ed era sera, non avevamo nessuno davanti né dietro: all’improvviso percepii il profumo di un mio caro amico che era morto da poco… mio marito non sentii nulla… e questa fragranza abbastanza rara di profumo ci ha accompagnato per tutta la via.
In questo caso, come quella dell’ospedale mi hanno infuso una serenità unica.
Poi, la prossima volta vi racconterò dei sogni particolari che ho fatto…
Ditemi che anche a voi capitano cose del genere, e voi che significato gli attribuite?
Buona serata, ed un caloroso abbraccio

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Se…


Se sei distante
dai miei chilometri fatti a piedi nudi
e non conosci la spina del rovo
che la mia infanzia ha dovuto attraversare
se non hai mai mangiato
dal mio piatto povero
e non hai bevuto i veleni
dei miei amori sbagliati

e se non hai lottato
accanto a me
almeno una delle secolari battaglie
se non hai trafitto un solo mostro
che mi porto dentro
nè visto anche da lontano
un giorno della mia crescita

se non sai di che colore sono
i miei occhi quando sono sconfitti
e non sai quanto stringo negli abbracci
se non mi hai affiancato
la notte prima dei grandi incubi
e non fatto un solo passo di danza
sotto i miei grandi temporali

se non conosci
il numero delle notti che ho passato
senza addormentarmi
se non conosci
le mie ferite aperte
se non conosci
le mie lotte
i miei dolori
i miei guai
i miei posso farcela

non dirmi come devo lavorare
non dirmi come devo vivere,
la tua opinione
non mi interessa
manca di sale,
non sa di niente.

(Gio Evan)

Lettera di Sant’Agostino:


 Questa è la bellissima lettera di Sant’Agostino che insegna ad ogni uomo come amare la propria donna.

Giovane amico, se ami questo è il miracolo della vita. Entra nel sogno con occhi aperti e vivilo con amore fermo. Il sogno non vissuto è una stella da lasciare in cielo. Ama la tua donna senza chiedere altro all’ infuori dell’eterna domanda che fa vivere di nostalgia i vecchi cuori. Ma ricordati che più ti amerà e meno te lo saprà dire.

Guardala negli occhi affinché le dita si vincolino con il disperato desiderio di unirsi ancora; e le mani e gli occhi dicano le sicure promesse del vostro domani. Ma ricorda ancora, che se i corpi si riflettono negli occhi, le anime si vedono nelle sventure.

Non sentirti umiliato nel riconoscere una sua qualità che non possiedi. Non crederti superiore poiché solo la vita dirà la vostra diversa sventura.

Non imporre la tua volontà a parole, ma soltanto con l’esempio. Questa sposa, tua compagna di quell’ ignoto cammino che è la vita, amala e difendila, poiché domani ti potrà essere di rifugio.

E sii sincero giovane amico, se l’amore sarà forte ogni destino vi farà sorridere. Amala come il sole che invochi al mattino.

Rispettala come un fiore che aspetta la luce dell’amore. Sii questo per lei, e poiché questo deve essere lei per te, ringraziate insieme Dio, che vi ha concesso la grazia più luminosa della vita!

(S. Agostino)

Una storia vera


Un giorno, Franz Kafka passeggiava per il parco di Berlino quando incontrò una giovane ragazza che piangeva perché aveva perso la sua bambola preferita. I due, insieme, cercarono la bambola senza successo.
A quel punto, Kafka le disse di rivedersi lì il giorno dopo e sarebbero tornati a cercarla di nuovo.

Il giorno dopo, non trovando la bambola, Kafka ebbe un’idea e diede alla ragazza una lettera “scritta” dalla bambola che diceva:

“Per favore non piangere. Ho fatto un viaggio per vedere il mondo. Ti scriverò delle mie avventure.”

Così iniziò una storia che proseguii fino alla fine della vita di Kafka.

Durante i loro incontri Kafka leggeva le lettere della bambola accuratamente scritte con avventure e conversazioni che la ragazza trovava adorabili.
Infine, Kafka le riportò la bambola (ne comprò una) che era tornata a Berlino.

“Non assomiglia affatto alla mia bambola”, disse la ragazza.

Kafka le consegnò un’altra lettera in cui la bambola scriveva: “I miei viaggi mi hanno cambiato.”

La ragazza abbracciò la nuova bambola e la portò tutta felice a casa.

Un anno dopo Kafka morii.

Molti anni dopo, la ragazza oramai adulta trovò una letterina che era nascosta dentro la bambola. Nella minuscola lettera firmata da Kafka c‘era scritto:

“Tutto ciò che ami probabilmente andrà perduto, ma alla fine l’amore ritornerà in un altro modo.”

(Jordi Sierra)

Evviva voi .


Sono 13 anni che mi diverto a scrivere sul mio blog… cose personali e meno.
Ho un buon numero di lettori fidelizzati e 900 blogger iscritti.
Da una decina d’ anni mi sono aperta il mio profilo di fb, ed ho constatato che gli amici reali mi seguono più su fb che sul blog.
Certo fb è un social più’ immediato e di lettura meno impegnativa di un blog.
Sono molti gli amici che da msn a wp ci siamo ritrovati poi su fb… ma alcuni con scarsa propensione d’interpretazione hanno difficoltà ad approcciarsi con le pagine di un blog.
Forse si spaventano, come gli studenti davanti ad un libro dalla copertina poco interessante o dal volume un po’ impegnativo…chissà–
resta il fatto che ho notato un target molto differente.
Per questo mi servo di entrambi: su fb sono pochi gli amici inclini a seguire discorsi più serii ed impegnativi… li si va di corsa… si cazzeggia e si scherza.. ma quando vuoi confrontarti davvero hai bisogno di piu’ e quindi evviva il blog.

Evviva voi ♥

Affetto e tenerezze non scontate


Stamattina, nonostante la nottata insonne sono felice.
Sono felice, perché è bello ricevere la telefonata di un’amica di mia figlia .
Così tanto per il piacere di sentirmi.
27 anni di differenza potrebbero creare un muro di imbarazzo, distacco e disaffezione, eppure constato con piacere che non è cosi ♥
Io le penso sempre, e chiedo ogni tanto a Simo, ma a parte qualche messaggio ogni tanto non mi permetto di entrare con prepotenza nelle loro vite.
Però è facile per me portarle nel cuore, perché sono tutte speciali.
Evidentemente questo sentimento è reciproco, perché quando una persona ti cerca vuol dire che ti pensa, che ti stima, che ti vuole bene… ed io sono felice che Simona abbia vicino a sé persone cosi affettuose, perché spesso gli amici valgono più dei parenti.
Coltivate gli affetti con semplicità siate sempre sinceri ed onesti e chi merita ci sarà sempre.
Grazie L.

Una madre resta sempre, anche quando tutti gli altri se ne vanno ...

I nostri congiunti non li perdiamo, ma soltanto ci precedono-


 

 

Stamattina, finalmente siamo riusciti a dare sepoltura alle ceneri della mia mamma, mancata il 1 aprile, questo ritardo non è stato voluto ma imposto dalle chiusure dei cimiteri.WhatsApp Image 2020-04-14 at 13.49.06

Immaginate, quanto possa essere doloroso  per me non esserle potuta stare accanto l’ultimo suo mese di vita, poiché le visite erano state chiuse, e devo dire per fortuna, perché cosi il direttore ha saputo gestire la situazione di pericolo di contagio da covid  avendo poi  pochissimi casi nella sua struttura.

Poi, nessuna veglia, nessuna visita all’obitorio, nessun funerale… solo una benedizione con il feretro chiuso fuori dalla residenza protetta.

L’ho accompagnata al cimitero con la macchina dietro al carro funebre, poi un segno di croce, e l’abbiamo lasciata in coda per l’accesso al cimitero monumentale di genova: immaginate la coda immensa che c’era di carri funebri in quei giorni.

Ora, appena hanno dato disposizione di apertura ai cimiteri abbiamo potuto compiere l’opera di misericordia corporale che le spettava.

Chi mi conosce ricorda bene, che sono stata privata anche con papà della possibilità di stargli accanto nell’ultimo momento di vita morendo in quel tragico incidente ferroviario, ma lui era a 1200 km da casa! Mamma era a 1 km e mezzo, e queste restrizioni mi hanno allontanato da lei nonostante la vicinanza fisica.

Spero stasera di dormire più’ serena nel saperla assieme al suo tanto amato figlioletto e non più’ in un inopportuno deposito .

Si, che quella che conta non è certo il corpo o ciò che resta di un caro, so bene che il suo Valore è spirito e soffio vitale eterno,

però il rispetto per la sepoltura e per i defunti è un atto da me molto sentito, nell’attesa di un domani di poterli riabbracciare.

Oggi, festa della Madonna del Rosario, ed anticamente anche festa della mamma che veniva celebrata in questa giornata e poi spostata alla seconda domenica di maggio, per dare la possibilità a tutti i figli di passare una giornata con le proprie mamme – sarà una data impressa nel mio cuore.

O Dio, che ci comandi di onorare il padre e la madre, apri le braccia della tua misericordia a mia mamma Francesca: perdona lei i suoi peccati, e fa’ che un giorno possiamo rivederla con gioia nella luce della tua gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Leggenda di San Valentino


 Un giorno San Valentino sentì passare, al di là del suo giardino, due giovani fidanzati che stavano litigando. Decise di andare loro incontro con in mano una magnifica rosa. Regalò la rosa ai due fidanzati e li pregò di riconciliarsi stringendo insieme il gambo della rosa, facendo attenzione a non pungersi e pregando affinché il Signore mantenesse vivo in eterno il loro amore.
Qualche tempo dopo la giovane coppia tornò da lui per invocare la benedizione del loro matrimonio.
La storia si diffuse e gli abitanti iniziarono ad andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese.
Il 14 di ogni mese diventò così il giorno dedicato alle benedizioni, ma la data è stata ristretta al solo mese di febbraio perché in quel giorno del 273 San Valentino morì.
 

Al mercato


Una donna si reca ad un mercato.Vi sono numerosi banchi di vendita,la donna si accorge che in uno di questi il venditore è Dio in persona.Gli si avvicina.Dio le dice,”cosa chiedi,figlia?”.LA donna,in risposta,Signore vorrei che le mie figlie fossero ubbidienti e sane,vorrei che mio marito mi volesse sempre più bene,e,poi,che avessimo un guadagno da star tranquilli e senza preoccupazioni.Il Signore,sorridendo,le risponde:figlia mia,io vendo i semi,i frutti dipendono da voi….

 

Il sentiero per…


“Non esiste un sentiero verso la felicità. La felicità è il sentiero.”
“La felicità è l’assenza della ricerca della felicità”
“la felicità è solo un modo di pensare.”
Queste sono le prime frasi che mi vengono in mente quando penso a chi è depresso, insoddisfatto della propria vita…Infatti, se è vero che la vita è governata dalla casualità e non puoi scegliere gli eventi che ti accadono, è anche vero
      che hai sempre il controllo sulla tua reazione.
 se penso: “sarò felice solo quando… otterrò quella promozione, vincerò la lotteria, incontrerò il vero amore etc.?” Bene… mi sono  appena condannato all’infelicità eterna! Legare la felicità ad eventi futuri crea insoddisfazione ed è sbagliato per almeno 2 motivi: a)  si tende a sovrastimare l’impatto degli eventi sulla nostra vita, b) una volta verificatosi l’evento tanto desiderato, dopo un breve periodo di euforia, il nostro livello di felicità tornerà nella media e risaremo presto insoddisfatti. Io in alternativa suggerisco un cambiamento:
se invece cambiassi il modo di pensare e comincerei con il dire
sono felice ora perché…”.
penso che chiunque di noi…anche se ha affrontato mille avversità nella vita …qualcosa di buono  gli sia pur ben  capitato–
“””ho smesso di ridere da ormai così tanto tempo che non ricordo più quando è stata l’ultima volta dentro di me sento solo dolore- vivere è diventata una sofferenza. tutto quello che faccio lo faccio per inerzia- non sono più la stessa di una volta, non mi riconosco… sono diventata triste e questa tristezza cresce ogni giorno che passa la mia vita è un completo fallimento, soprattutto in campo sociale: sono sola, non ho  amici- per via della depressione e del mio stare male ho iniziato ad isolarmi e loro forse hanno interpretato male la cosa o non so, quello che so è che mi hanno allontanata.””””–
“”””Nessuno mi ama”, “Mi sento sola”, “Nelle relazioni con gli altri sono sempre io quella che da e mai quella che riceve”, queste sono le tipiche frasi che ripetono i depressi – si sentono indifferenti a tutto e a tutti, ogni gioia di vivere è scomparsa, tutto appare inutile e senza senso,  spesso il loro malessere è accompagnato da una sensazione che stia per accadere qualcosa di brutto oppure con  forte irritabilità e reattività compartamentale (all’improvviso non si sopporta più niente e nessuno).
La persona depressa spesso manca di energia, si sveglia al mattino già stanca e non si sente in grado di affrontare il mondo:  gli impegni quotidiani sembrano richiedere un enorme fatica , c’è un calo delle prestazioni scolastiche o lavorative.
Tipicamente, la persona depressa si colpevolizza per tutto questo (i sensi di colpa per non riuscire ad essere come si vorrebbe sono un altro classico della depressione), ma non riesce a reagire.
In alcuni casi la depressione si accompagna ad un rallentamento psicomotorio (rallentano persino i pensieri). Altri sintomi molto comuni sono dei dolori che non hanno una causa fisica : tipici sono i dolori alla gambe. Dal punto di vista psicologico i dolori alle gambe esprimono la difficoltà della persona a reggersi in piedi, a  essere autonoma e farcela nella vita. Altri sintomi ricorrenti sono : sensi di oppressione al petto, difficoltà digestive, stitichezza, mal di schiena, mal di testa, dolori  muscolari.
La  persona depressa spesso è anche pessimista,  tende a compiangersi e ad incolpare gli altri dei propri problemi.
Il loro mal vivere, infatti, è un disagio psicologico che interferisce fortemente sul funzionamento sociale : chi è depresso è convinto che a nessuna delle persone che lo circondano, importi qualcosa di lui, e che nessuno possa capirlo e aiutarlo.
Anche quando la realtà si rivela ben diversa e il depresso è circondato da amici e familiari affettuosi e ben disposti nei suoi confronti, si sente ugualmente solo e non amato. La depressione influenza negativamente tutte le relazioni con gli altri. Ma più la relazione è intima, più diventa difficile e doloroso relazionarsi ad una persona depressa. Ad un amico o ad un collega posso “perdonare” facilmente una depressione, ma se a stare male   è un genitore, non è facile essere obiettivi. Infatti, più siamo coinvolti emotivamente, più lo stato depressivo del nostro caro ci spaventa e ci ferisce -nel vedere una persona a cui volgiamo bene andare alla deriva, proviamo un profondo senso di pena e di dispiacere…magari provando anche sensi di colpa perchè non siamo in grado con tutto il ns amore di aiutare la ns persona cara, quindi   se  tendiamo a sentirci responsabili del benessere delle persone che amiamo e, di conseguenza,  possiamo sentirci parzialmente responsabili della loro infelicità.   Purtroppo, non è in nostro potere ridare alla persona che sta soffrendo la gioia di vivere e la fiducia nella vita, soprattutto se il depresso è un genitore.
Quindi non è facile aiutare chi soffre di questo malessere…a mio avviso..il lavoro + grande deve partire da loro e capire che gli stati d’animo positivi possono influire in modo considerevole sia sul comportamento sia sulla qualità della propria vita:
in effetti quando le persone sono di buon umore pensano alle cose in modo molto diverso rispetto a quando sono di cattivo umore.
per evitare i pensieri negativi io consiglierei
non confrontare la nostra condizione (salute, bellezza, ricchezza ecc.) con quella degli altri
non fare progetti a lunga scadenza
non trarre conclusioni generali dagli insuccessi
non pensare agli eventi passati che ci hanno causato dolore…con sentimento di rabbia
ma considerarli…parte necessaria della ns crescita personale…
e poi perchè no…ultimo  pensiero ma non meno importante …
rimettersi alla fede in Gesù, provare a dialogare con lui..cambiando i termini della ns conversazione.non .. lamentandoci piu’ …ma  imparare a ringraziarlo x ciò che ci ha regalato…
quindi concludo dicendo che la felicità può essere una scelta… sta a noi decidere
come vogliamo vivere…

facile e difficile


Facile è occupare un posto nell’agenda telefonica.
Difficile è occupare il cuore di qualcuno.

Facile è giudicare gli errori degli altri.
Difficile è riconoscere i nostri propri errori.

Facile è ferire chi ci ama.
Difficile è curare questa ferita.

Facile è perdonare gli altri.
Difficile è chiedere perdono.

Facile è esibire la vittoria.
Difficile è assumere la sconfitta con dignità.

Facile è sognare tutte le notti.
Difficile è lottare per un sogno.

Facile è pregare tutte le notti.
Difficile è trovare Dio nelle piccole cose.

Facile è dire che amiamo.
Difficile è dimostrarlo tutti i giorni.

Facile è criticare gli altri.
Difficile è migliorarne uno.

Facile è pensare di migliorare.
Difficile è smettere di pensarlo e farlo realmente.

Facile è ricevere.
Difficile è dare.

Oscar Wilde: il travaglio di un’anima


wilde_oscar
Dopo 131 anni dalla prima pubblicazione questa fiaba riesce ancora a dare lezioni di vita, e non solo ai bambini.
Con linguaggio scorrevole viene evidenziata la differenza economica della società inglese della seconda metà dell’ottocento.
I personaggi della fiaba si ribellano alle ingiustizie generali e finanziarie della vita quotidiana che li circonda.
In questo saggio, non si evidenzia l’artista dissoluto e vizioso , ma l’uomo con tutte le sofferenze fisiche e morali che gli offrirono la possibilità di riscatto e redenzione religiosa.
Interessante l’interpretazione “teologica”del personaggio che lo accostano a San Francesco per il privarsi di ogni bene materiale, e a Saulo con la sua conversione tormentata e sofferta.
Grazie, per avermi arricchito con questa lettura che non conoscevo .

L𝓪 𝓿𝓲𝓻𝓰𝓸𝓵𝓪 è 𝓵𝓪 𝓹𝓸𝓻𝓽𝓪 𝓰𝓲𝓻𝓮𝓿𝓸𝓵𝓮 𝓭𝓮𝓵 𝓹𝓮𝓷𝓼𝓲𝓮𝓻𝓸.


“Se l’uomo sapesse realmente il valore che ha la donna andrebbe a quattro zampe alla sua ricerca.”

Se sei donna, certamente metteresti la virgola dopo la parola “donna”.
Se sei uomo, certamente la metteresti dopo la parola “ha”.

Chiedi al torrente


 

di Gabriele Parodi e Paola Coraini

Premetto che ho letto questo libro scritto da amici con molta curiosità e sicura di imparare qualche cosa di nuovo. Mi dissocio da qualsiasi formazione politica estremista di ieri e di oggi.
Destra, sinistra sono concetti quasi astratti nella società in cui viviamo.
Ma la storia, è stata vissuta e noi oggi abbiamo il dovere di conoscere la verità.
E’ un libro dove apprendere ciò che sui libri di scuola non è stato mai menzionato, ma che onestamente noi adulti abbiamo intuito per onestà intellettuale.
Un grande lavoro di ricerca certosina tra tantissimi documenti d’archivio ed anche di testimonianze dirette.
Di alcuni episodi tristemente narrati ne ero a conoscenza, ma della maggior parte ne ignoravo l’accaduto.
Un libro che e’ quasi un saggio storico dove viene approfondito il passato delle stragi partigiane a Bolzaneto ed in Valpocevera.
Certo, si resta basiti leggendo di tanta crudeltà, ma francamente tutto questo disprezzo, male ed odio – subìto e raccontato non mi ha meravigliato perché si sa che le guerre rendono l’uomo disperati vigliacchi ed indisciplinati.
Il male non veste sono una divisa -come del resto il bene non si cela solo in chi indossa un fazzoletto rosso- gli esasperati ci sono sempre in ogni guerra, in ogni battaglia in ogni luogo ed in ogni data.
Certo è fermamente da condannare nel modo più’ assoluto il fascismo, ma qui gli autori hanno voluto dare risalto alle vittime cadute solo perché magari avevano in qualche modo qualche legame con qualche simpatizzante, in modo particolare alle donne che oltre ad essere uccise sono state barbaramente sterminate.
Ciò che fa male leggere in un saggio cosi preciso è ritrovarsi nell’ambientazione di cui si narra, perché è la nostra valle.
Ne risulta un dettagliato ed onesto resoconto di vittime e oppressori.
I morti sono esseri umani che devono essere ricordati per ciò che hanno fatto nella loro vita di bene e di male.
Tutti devono essere richiamati alla memoria, poi Dio li giudicherà per le loro azioni. ( per chi crede)
Gabriele, durante la presentazione del libro li ha definiti fantasmi in attesa di un posto della memoria dove riposare, e come dargli torto?
Su questi episodi si è taciuto per tutti questi decenni forse per evitare polemiche politiche o forse perché faceva troppo male ricordare e rinvangare il passato.
“”Colui che conosce solo un lato della questione, ne conosce ben poco.
(John Stuart Mill)””
La lettura scorre velocemente e facilmente pur trattando di argomenti cosi dolorosi.
Sono certa che non e’ intenzione degli autori inneggiare al fascismo e alle dittature totalitarie e non – ma informare soprattutto le nuove generazioni della cronaca avvenuta negli anni 1943/1945 nel nostro quartiere.
Consiglio di leggerlo soprattutto a chi come me, non ha mai sentito testimonianze diretti dai bolzanetesi degli anni della guerra.
leggendo si impara e si cresce.
il mio voto è 855887873_2241108002578371_3020078014495981568_n

Figli e genitori


Ogni figlio è padre della morte dei suoi genitori

C’è una rottura nella storia della famiglia, dove le età si accumulano e si sovrappongono e l’ordine naturale non ha senso:

È quando il figlio diventa il padre del Padre e la madre della Madre

È quando uno dei genitori che ti ha preso con forza della mano quando eri piccolo non può piu’ stare da solo.

È quando un genitore una volta figura ferma e insuperabile, si indebolisce e barcolla nel camminare e nell’esprimersi.

È quando uno dei genitori prima grande uomo forte o madre precisa ed attenta fallisce a mettersi i propri vestiti e non ricorda le sue medicine, e spesso non ricorda nemmeno chi sei e e come ti chiami-

E noi, come figli, non faremo altro che accettare che siamo responsabili di quella vita.
Quella vita che ci ha generato dipende dalla nostra vita per morire in pace.

Ogni figlio è il padre della morte dei suoi genitori

Forse la vecchiaia del Padre e della Madre sono per noi il nostro ultimo insegnamento.
Un’occasione per restituire le cure e l’amore che ci hanno dato per decenni.

Quanto dolore per entrambi,  ma dobbiamo

trovare  le forze e dire a voce bassa bassa 
“SONO QUİ “

30 𝒂𝒏𝒏𝒊 𝒅𝒊 𝒊𝒏𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒊


Oggi sono 30 anni che siamo apparsi nella vita uno dell’altro:
piacevole causa di questo incontro fu una pizzata in compagnia –
(non abbiamo nemmeno una foto di quella sera);
chi l’avrebbe scommesso che ci saremmo presi per mano e tra lo scompiglio e il malumore di molti amici, noi siamo andati avanti per la nostra strada: abbiamo raccolto sacrifici, abbracciato esperienze dolorose ed accettato sempre sfide nuove anche se a volte con timore.
Quindi, coraggio ed avanti tutta sempre con tutto l’amore ed il rispetto di cui siamo capaci.

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I quattro figli e il giudizio frettoloso


Un uomo aveva quattro figli. Egli desiderava che i suoi figli imparassero a non giudicare le cose in fretta, per questo, invitò ognuno di loro a fare un viaggio, per osservare un albero, che era piantato in un luogo lontano. Il primo figlio andò là in Inverno, il secondo in Primavera, il terzo in Estate, e il quarto, in Autunno. Quando l’ultimo rientrò, li riunì, e chiese loro di descrivere quello che avevano visto.

Il primo figlio disse che l’albero era brutto, torto e piegato.

Il secondo figlio disse invece che l’albero era ricoperto di gemme verdi e promesse di vita.

Il terzo figlio era in disaccordo; disse che era coperto di fiori, che avevano un profumo tanto dolce, ed erano tanto belli da fargli dire che fossero la cosa più bella che avesse mai visto.

L’ultimo figlio era in disaccordo con tutti gli altri; disse che l’albero era carico di frutta, vita e promesse.

L’uomo allora spiegò ai suoi figli che tutte le risposte erano esatte poiché ognuno aveva visto solo una stagione della vita dell’albero. Egli disse che non si può giudicare un albero, o una persona, per una sola stagione, e che la loro essenza, il piacere, l’allegria e l’amore che vengono da quella vita può essere misurato solo alla fine, quando tutte le stagioni sono complete.

Se rinunci all’inverno perderai la promessa della primavera, la ricchezza dell’estate, la bellezza dell’Autunno. Non lasciare che il dolore di una stagione distrugga la gioia di ciò che verrà dopo. Non giudicare la tua vita in una stagione difficile. Persevera attraverso le difficoltà, e sicuramente tempi migliori verranno quando meno te lo aspetti! Vivi ogni tua stagione con gioia.

dal web

DEFINIZIONI APPLICATE AI DUE SESSI


E’ incredibile come la lingua italiana contenga delle sottigliezze. Eccone alcune particolarmente interessanti.

Un cortigiano: un uomo che vive a corte- Una cortigiana: una squillo

Un massaggiatore: un Kinesiterapista- Una massaggiatrice: una squillo

Un professionista: un uomo che conosce bene la sua professioneUna professionista: una squillo

Un uomo di strada: un uomo duro- Una donna di strada: una squillo

 Un uomo senza morale: un politico- Una donna senza morale: una squillo

 Un uomo pubblico: un uomo famoso, in vista- Una donna pubblica: una squillo

Un uomo facile: un uomo con il quale è facile vivere- Una donna facile: una squillo

Un intrattenitore: un uomo socievole afabulatore- Una intrattenitrice: una squillo

 Un adescatore: un uomo che coglie al volo persone e situazioniUnadescatrice: una squillo

 Un uomo molto disponibile: un uomo gentile- Una donna molto disponibile: una squillo

IL NOSTRO CUORE CONOSCE L’ALFABETO?


(Anthony de Mello)

Un contadino povero, nel rincasare la sera tardi dal mercato, si accorse di non avere con sé il suo libro di preghiere. Al suo carro si era staccata una ruota in mezzo al bosco ed egli era angustiato al pensiero che la giornata finisse senza aver recitato le preghiere.

Allora pregò in questo modo: «Ho commesso una grave sciocchezza, Signore. Sono partito di casa questa mattina senza il mio libro di preghiere e ho così poca memoria che senza di esso non riesco a formulare neppure un’orazione. Ma ecco che cosa farò: reciterò molto lentamente tutto l’alfabeto cinque volte e tu, che conosci ogni preghiera, potrai mettere insieme le lettere in modo da formare le preghiere che non riesco a ricordare».

Disse allora il Signore ai suoi angeli: «Di tutte le preghiere che oggi ho sentito, questa è senz’altro la più bella, perché è nata da un cuore semplice e sincero».

esaltazione della santa croce


La Chiesa cattolica, molti Chiese protestanti (spesso quelle di matrice Anglicana), e gli ortodossi celebrano la festa dell’Esaltazione della Santa Croce, il 14 settembre, anniversario della consacrazione della Chiesa del Santo Sepolcro in Gerusalemme. Nei secoli successivi queste festività inclusero anche la commemorazione del recupero della Vera Croce dalle mani dei Persiani.La festa in onore della Croce venne celebrata la prima volta nel 335, in occasione della “Crucem” sul Golgota, e quella dell'”Anàstasis”, cioè della Risurrezione. . .
La celebrazione odierna assume un significato ben più alto del leggendario ritrovamento da parte della pia madre dell’imperatore Costantino, Elena. La glorificazione di Cristo passa attraverso il supplizio della croce e l’antitesi sofferenza-glorificazione diventa fondamentale nella storia della Redenzione: Cristo, incarnato nella sua realtà concreta umano-divina, si sottomette volontariamente all’umiliante condizione di schiavo (la croce, dal latino “crux”, cioè tormento, era riservata agli schiavi) e l’infamante supplizio viene tramutato in gloria La stessa evangelizzazione, operata dagli apostoli, è la semplice presentazione di “Cristo crocifisso”. Il cristiano, accettando questa verità, “è crocifisso con Cristo”, cioè deve portare quotidianamente la propria croce, sopportando ingiurie e sofferenze, come Cristo, gravato dal peso del “patibulum” (il braccio trasversale della croce, che il condannato portava sulle spalle fino al luogo del supplizio dov’era conficcato stabilmente il palo verticale), fu costretto a esporsi agli insulti della gente sulla via che conduceva al Golgota.

Energia svanita.


Chi lo dice che il cuore non fa male.
chi lo dice che al dolore ci si abitua
chi lo dice che alla delusione ci si fa il callo
chi dice <tanto sei forte vedrai passerà>, ma che cactus ne sa?
chi lo dice che la nausea causata dall’amarezza passerà
chi lo dice che tutto sarà come prima
chi dice <dai devi sorridere> ha mai provato a non sentirne la necessità?
chi lo dice che quando una madre aiuta un figlio si ride assieme,  perchè non dice anche che quando un figlio aiuta la madre, sono in due a piangere-
chi lo dice che  si può piangere senza lacrime
chi lo dice che non si può rimanere senza parole, senza niente da dirsi anche con gli affetti piu’ cari?
chi lo dice che non è <normale> essere in un posto in cui desideravi andare e poi non veder l’ora di andarsene?- 

chi lo dice che “il passaggio di consegne della vita tra madre e figlia” sono facili da gestire
chi stabilisce quali sono i diritti di una madre se non è piu’ grado ad essere autosufficiente?
i diritti… una parola che non dice nulla…
i doveri…altra parole sterile e senza amore
i sentimenti, le emozioni che fine fanno?
quello che si decide per il loro bene
è accettato con amore, o subìto con rancore?
Sofferenza di vita con alzheimer e demenza senile: un misto di aggressività, depressione, apatia, ansia, agitazione e confusione, smemoratezza, deliri, allucinazioni e tentativi di fuga.
dopo quanto un figlio digerisce e metabolizza questo?

 Ma perchè si elabora davvero? 

Il senso di colpa …esiste? anche se il mondo ti assicura che non devi averlo?
Non la si può coinvolgere nella propria vita… non puoi condividere nè gioie nè dolori, ma devi solo portare la tua croce quotidiana fatta di mille preoccupazioni e prenderti anche la sua come ha fatto il Cireneo- bè in effetti nemmeno lui era tanto contento di essere stato preso per condividere quel peso della croce.-

Però l’ha fatto. Chissà avrà imprecato per quell’imprevisto della giornata, o si sarà visto sopraffare suo malgrado dal dispiacere per la sofferenza che vedeva in quel povero uomo?

Dio non affida a nessuno un peso più grande di quello che è in grado di sopportare.

 Emh, me lo devo ricordare – a volte mi sfugge .

Tu le hai tutte queste qualità?


Pensi di essere una persona eccezionale?-
ecco, il time ci viene in aiuto pubblicando alcune caratteriste per determinare se lo sei
  • Gentilezza
La gentilezza è una dote naturale per le persone eccezionali. Trattano tutti allo stesso modo, con educazione e tatto. Per qualcuno la gentilezza è sinonimo di debolezza mentre in genere è sintomo di forza interiore. Le persone eccezionali sono gentili con tutti e possono amare qualcuno che magari non li sopporta.
  • Compostezza
Compostezza è sinonimo di autocontrollo. Le persone eccezionali sanno accettare ogni sfida senza turbamenti e sanno che la compostezza può anche limitare screzi. I “migliori” sanno reagire, sanno difendere, chiarire o controllarsi in ogni situazione e inoltre sanno di non essere presuntuosi.
  • Coraggio
Le persone eccezionali sono disposte ad osare molto nella vita. Sanno che serve coraggio sia per affrontare la vita sia per cambiare se stessi. Inoltre sanno quando è opportuno prendere rischi per inseguire i propri sogni. Una persona coraggiosa è quella che è disposta a fare cose coraggiose.
  • Equilibrio
Le persone eccezionali sono coloro che hanno una discreta fiducia in loro stessi e che sanno affrontare la realtà con equilibrio. Hanno fiducia nei propri mezzi e sanno come contrastare le situazioni avverse senza perdere il loro obiettivo.
  • Convinzione
Le persone eccezionali sanno cosa vogliono e sanno come prenderselo per raggiungere la felicità. Per loro ogni situazione è una sfida nuova, diversa, emozionante, che li aiuta a combattere la negatività. In modo da poter vivere sempre come vogliono
  • Intelligenza
L’intelligenza per loro è sinonimo di conoscenza. Ma influenza anche il campo delle emozioni, con la consapevolezza dei propri schemi emotivi e della flessibilità necessaria per gestire ogni sfida così da sbloccare qualsiasi situazione. Grazie all’intelligenza è possibile per le persone eccezionali affrontare la vita senza paura.
  • Altruismo
Le persone eccezionali sono altruiste e sanno che la vita non può essere incentrata tutta su di loro. Sanno essere orgogliosi degli altri, dei loro successi e della loro gloria. Si accontentano del proprio successo e dei propri traguardi ma allo stesso tempo vogliono il meglio per tutti.
  • Sincerità
Le persone eccezionali sanno essere sincere senza pudori. Vivono la loro vita con pazienza e sanno aspettare senza farsi prendere dalla tensione.
  • Amore
Una persona che sa donare amore indipendentemente da ciò che riceve è un tesoro prezioso che va tutelato. Per le persone eccezionali amare è un verbo e lo danno senza interessi o necessità di avere qualcosa in cambio. Costoro hanno il cuore caldo nei confronti degli altri e di sé stessi. Per loro l’amore è una forma di disciplina.

io penso di avere un pò tutto in piccole dosi… a parte il coraggio che penso proprio sia inesistente… quindi sono in formato bonsai.. e ho molta strada da fare ancora- grazie al web ho ritrovato questa bella poesia

 Se.
Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno colpa.
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo però considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;
Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.
Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c’è più nulla
Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”
Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!

L’amore imperfetto di una madre


Auguri ad una parte delle mamme del mondo.

probabilmente non sarete d’accordo con quanto penso, e vi chiederete se ho avuto un infanzia difficile…

no, la mia infanzia è stata serena, è che crescendo mi sono disincantata e ho visto il mondo per come è…chi mi conosce sa che sono madre, e chi mi conosce bene sa che non dico queste cose per giudicare e penso che la differenza tra una madre buona e una cattiva non sta nel commettere errori, ma in ciò che si fa degli errori commessi.
Non me la sento proprio di comprenderle tutte nell’augurio della festa della mamma perchè

Ci sono mamme che non hanno l’istinto materno, e dovrebbero astenersi dal volerlo diventare
Ci sono mamme che non avrebbero il diritto di esserlo.
ci sono madri cattive e ci sono cattive madri
Ci sono mamme che sono state il dolore dei loro figli.
ci sono madri frustate che riversano sui figli tutte le loro ansie e paturnie
Ci sono mamme che hanno abbondanato il loro figlio.
Ci sono mamme che a tutti i costi hanno voluto assecondare questo loro desiderio egoistico andando contro ogni progetto di Dio e torturandosi fisicamente e psicologicamente hanno si creato una vita… ma per amore di chi? per amore proprio…
ci sono mamme che non hanno saputo ascoltare le parole non dette del loro figlio adolescente
ci sono mamme prese dalla carriera che non si accorgono di essere egoiste
ci sono mamme che non hanno cresciuti figli autonomi e sicuri di sè
ci sono mamme che non hanno amato davvero il padre dei loro figli
ci sono mamme che annoiate dal routine di un bebè, cercano di piazzarlo a destra e a manca per avere un pò di libertà
ci sono mamme che durante la gravidanza non si sono curate dello stato di salute del proprio figlio continuando a fumare, bere e anche fare ben altro.
Ci sono mamme che lasciano il loro cucciolo nel lettone con loro a tempo indeterminato
Ci sono mamme che pur di non sentirlo piangere lo prendono in braccio al primo wuè wuè–
Ci sono mamme che permettono ai loro figli di giocare persino con il cibo – basta che stiano buoni
Ci sono mamme che dicono “no” senza spiegare il perchè-
Ci sono mamme che con i loro figli parlano male del loro papà

evidentemente la mamma perfetta non esiste —
se non Una sola…alla quale noi non possiamo nemmeno paragonarci lontanamente.
Quindi lavoriamo in noi stesse affinché possiamo essere per i nostri figli
una mamma da cui trarre esempio pur combattendo con i nostri limiti poiché infallibili non siamo, ma migliori si possiamo diventarlo.

concludo qui perché la lista diventa lunga… e penso a tutte le donne eccezionali che sono Madri e Mamme con la M maiuscola… e di conseguenza oggi il mio augurio va ad ogni mamma imperfetta affinché possa crescere e rendersi conto dell’importanza che ha nella vita del proprio figlio..
Le mamme eccezionali oggi non hanno bisogno del mio augurio,
ma va a noi con le nostre debolezze e mancanze

raduno degli animali


Mentre Giuseppe e Maria
erano in viaggio per Betlemme,
un angelo radunò tutti gli animali
per scegliere i più adatti
ad aiutare la Santa Famiglia nella stalla.
Per primo, si presentò il leone:
” Solo un re è degno di servire il Re del mondo ” ruggì.
” Mi metterò all’entrata della stalla e sbranerò
chiunque tenterà di avvicinarsi al Bambino !”
” Sei troppo violento !” disse l’angelo.
Subito dopo si avvicinò la volpe.
Con aria furba e innocente, disse:
” Io sono l’animale più adatto.
Per il Figlio di Dio, ruberò ogni mattina
il miele migliore e il latte più profumato !”
” Sei troppo disonesta !” disse l’angelo.
Tronfio e splendente arrivò il pavone.
Aprì la sua ruota color dell’iride:
” Io trasformerò quella povera stalla
in una reggia più bella del palazzo di Salomone !”
” Sei troppo vanitoso !” disse l’angelo.
Uno dopo l’altro, gli animali passarono,
ciascuno magnificando il suo dono, ma invano.
L’angelo non riusciva a trovarne uno che andasse bene.
D’un tratto vide l’asino e il bue,
che a testa bassa,
continuavano a lavorare, sul campo del contadino.
L’angelo li chiamò:
” E voi non avete niente da offrire ?”
” Niente !” Rispose l’asino,
e afflosciò mestamente le lunghe orecchie.
Noi non abbiamo imparato niente
oltre all’umiltà e alla pazienza “.
Ma il bue, timidamente, senza alzare gli occhi disse:
” Però, potremmo di tanto in tanto,
cacciare le mosche con le nostre code.”
L’angelo finalmente sorrise:
” Voi siete quelli giusti !”

morale zen


Un cavallo depresso si sdraia e non vuole più saperne di rialzarsi.
Il fattore disperato, dopo aver provato di tutto, chiama il veterinario. Questi, arrivato in loco, visita l’animale e dice al fattore:
“Casi così sono gravi; l’unica è provare per un paio di giorni a dargli queste pillole: se non reagisce sarà necessario abbatterlo”.
Il maiale ha sentito tutto e corre dal cavallo:
“Alzati, alzati, altrimenti butta male!!!”
Ma il cavallo non reagisce e gira la testa di lato.
Il secondo giorno il veterinario torna e somministra nuovamente le pillole, dicendo poi al fattore:
“Non reagisce: aspettiamo ancora un po’ Ma credo non ci sia alcunchè da fare.”
Il maiale ha sentito tutto e corre ancora dal cavallo:
“Devi ASSOLUTAMENTE reagire: guarda che altrimenti sono guai!!!”.
Ma il cavallo niente.
Il terzo giorno il veterinario verifica l’assenza di progressi e, rivolto al fattore:
“Dammi la carabina: è ora di abbattere quella povera bestia.”
Il maiale corre disperato dal cavallo:
“Devi reagire, è l’ultima occasione, ti prego, stanno per ammazzarti!!!”
Il cavallo allora si alza di scatto e comincia a correre, saltare gli ostacoli ed accennare passi di danza.
Il fattore è felicissimo e rivolto al veterinario gli dice:
“Grazie!!! Lei è un medico meraviglioso, ha fatto un miracolo! Dobbiamo assolutamente fare una grande festa: su, presto, ammazziamo il maiale!!!”

Morale Zen:
Fatti  ogni tanto farsi  i c..zi  proprii .. è decisamente piu’ salutare :-))

★´´¯`•.¸¸. ★• Amore


In tutti gli amori si sbaglia-
Non esiste amor perfetto ed immune al dolore-
Si, lo so vorresti non aver fatto mai del male alla persona che ami.
Ma in fondo, è vero  -tutti gli innamorati si fanno del male, –
anche se sono parte entrambi di un’anima sola, è inevitabile.
Ma tu, non avresti mai voluto dire “mi dispiace”- 
non avresti mai voluto sentire la sua assenza anche quando la stai abbracciando.
Non avresti mai pensato di non far parte più dei suoi sogni,
ora:  puoi solo fare in modo che  che tu non esca definitamente dal suo cuore.

Ricorda: non puoi farle del male senza ferirti.

Il tronco


C’e’ una bellissima leggenda della tribu’ degli indiani Cherokee a riguardo del “rito di passaggio” che dice questo:
il padre porta il figlio nella foresta, gli mette una benda sugli occhi e lo lascia lì da solo.
Il giovane deve rimanere seduto su un tronco tutta la notte senza togliere la benda finché i raggi del sole non lo avvertono che è mattino.
Non può e non deve chiedere aiuto a nessuno. Se sopravvive alla notte, senza andare a pezzi, sarà un UOMO. Non può raccontare della sua esperienza ai suoi amici o a nessun’altro perché ogni giovane deve diventare uomo da solo. Il ragazzo è chiaramente terrorizzato … sente tanti rumori strani attorno a lui. Ci sono senz’altro bestie feroci che lo circondano. Forse anche degli uomini perversi che gli vogliono male.
Il vento soffia forte tutta la notte e scuote il tronco su cui è seduto ma lui va avanti coraggiosamente, senza togliere la benda dagli occhi. In fondo, è l’unico modo per diventare uomo! Finalmente, dopo una notte terrificante, esce il sole e si toglie la benda dagli occhi. Ed è così che si accorge che suo padre è seduto su un’altro tronco a fianco a lui. E’ stato di guardia tutta la notte proteggendo suo figlio da qualsiasi pericolo. Il padre era lì, anche se il figlio non lo sapeva. Anche noi non siamo mai soli. Nella notte più terrificante, nel buio più profondo, nella solitudine più completa, anche quando non ce ne rendiamo conto, il Padre non ci abbandona mai, e fa la guardia … seduto sul tronco a fianco a noi.

anonimo