Felicità e serenità


Un giorno una maestra portó a tutti i bambini di una scuola un palloncino dicendogli di gonfiarlo e di scriverci sopra il loro nome e cognome.
Poi fece mettere tutti i palloncini nei corridoi e disse ai bambini che avevano 5 minuti di tempo per ritrovare ognuno il suo.
Passati i 5 minuti solo pochissimi erano riusciti a ritrovare il proprio palloncino.
Allora la maestra disse ai bambini, ora avete 5 minuti per prendere un palloncino a caso e consegnarlo al proprietario. In poco più di 3 minuti ogni bambino aveva il suo palloncino in mano.
La maestra alla fine disse: “ragazzi, i palloncini sono come la felicità e la serenità. Nessuno la troverà cercando solo la sua. Se ognuno si preoccupa di quella dell’altro troverà in fretta anche la sua!”

Mamma♥


In questo tempo di fermo, penso sempre più alla mia mamma –

Certo, sono milioni i genitori che sono ricoverati presso le case di riposo.

Non è un dolore solo mio.

Però ci sono nonnini che sono ricoverati e sono lucidi per comprendere l’assenza delle visite da parte dei famigliari.

Ci sono nonnini che sono in grado di usare il cellulare e sentire regolarmente i parenti più stretti.

La struttura dove è ricoverata mia mamma mette a disposizione sempre il telefono della segreteria per poter parlare con i nostri cari.

Ma purtroppo, non è il caso che possa andar bene alla mia mamma.

Mi assillo con questi problemi, ma chissà – magari lei sicuramente non ha concezione dei giorni che passano ( lo so bene) e non soffre nemmeno nel non vedermi.

Vorrei solo che in cuor suo in un attimo di lucidità capisse il bene che le voglio, e che queste assenze sono solo per proteggerla.

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🔎 #Curiosando


I diari di Marie Curie, premio Nobel per la fisica (1903) e per la chimica (1911) vinti grazie ai suoi studi sulla radioattività e alla scoperta del Radio e del Polonio, sono ancora radioattivi a più di un secolo di distanza dai suoi esperimenti. Si stima che tali quaderni, assieme ai suoi abiti e oggetti personali, saranno radioattivi per oltre un millennio.

🏛 LaNostraStoria

Coronavirus ——> una mia idea


A me un dubbio rimane…

Leggiamo di tutto … e piu’ del 50% per me sono fake news che comunque condizionano i nostri pensieri-

a pensare male degli altri si fa peccato ma spesso si indovina-

chissà: che sia stata la bandiera a stelle e strisce a farsi “involontariamente” scappare il virus da qualche laboratorio per finire in Cina: temibile potenza economica da tenere sotto scacco?
Ed ora, ci mandano l’esercito USA in Europa per fare cosa non si è capito- è il momento di fare addestramenti? …mah…direi di no… e vederli cosi sereni a stringersi le mani con baci ed abbracci mi fa pensare che siano già vaccinati.
Hanno voluto far passare i cinesi come i responsabili, ma se invece fossero solo le vittime?

Ed ora, vittime consce del loro scontro finanziario con gli USA -ma – per il loro forte senso civico e di responsabilità e sapendo nondimeno quanto l’opinione pubblica conta per la loro finanza  per il loro export europeo ed in particolare italiano si offrono di aiutarci inviandoci materiali sanitari e personale medico. 

Ma ci sarà qualcuno che fa qualcosa per amore verso il prossimo? O è tutto un tornaconto politico ed economico ?

O sono io che sono mal pensatrice?

#SapeviChe


Il ristorante più antico del mondo ancora in attività è il Sobrino de Botin a Madrid, in Spagna, aperto dal 1725.

Le testimonianze più antiche risalgono in realtà al 1590, quando fu aperta l’osteria “Casa Butin”, ma il ristorante acquisì il nome attuale nel 1725.

Da quell’anno è acceso ininterrottamente anche il forno: come spiegato dal suo chef, non viene mai spento affinché si mantenga tiepido la notte e sia pronto per cucinare la mattina dopo.

dal webfddc1ff9-9843-442c-9a8d-212190a56ea4

Euroaeroporto


Indicazioni per le uscite in Germania, Francia e Svizzera all’aeroporto di Basilea.

L’Aeroporto di Basilea-Mulhouse-Friburgo è l’unico aeroporto trinazionale al mondo. Fu costruito dalla Svizzera su territorio francese (nel comune di Saint-Louis) e messo a disposizione della Francia nel 1949, per servire la vicina città di Mulhouse, a meno di 30 km.

L’aeroporto serve marginalmente anche la città tedesca di Friburgo, distante 75 km, e per questa particolarità viene chiamato Euroaeroporto. Il confine fra Svizzera e Francia è il centro dell’aeroporto, mentre le due metà ospitano le rispettive dogane per l’uscita nei due paesi.0f18b31d-9c76-41bb-8bf2-7806157c826b

Ridiamo va….


Allora, al netto della facile ironia, cerchiamo di non diffondere il panico, ragioniamo seriamente e ipotizziamo uno scenario di diffusione del coronavirus, con relative conseguenze su economia e politica.
Da Codogno, il virus si diffonderà rapidamente per tutto il nord Italia.
Tutti i residenti a nord degli Appennini dovranno restare a casa per contenere la pandemia.
Non essendo abituati a non lavorare, scopriranno all’improvviso il vuoto della vita e andranno in depressione, ma non potranno essere assistiti per evitare i contagi.
Per distrarsi dal crollo psicologico cederanno alla ludopatia da mobile, più di quanto abbiano mai fatto finora. Le entrate del gioco d’azzardo saranno tali da appianare il debito pubblico.
La Snai si ritroverà con capitali sterminati, e comprerà la BCE.
Nel frattempo, la produzione del nord Italia si bloccherà, con conseguente crollo delle vendite, fuga di lavoratori, aziende e capitali.
Le perdite maggiori le subiranno i veri imprenditori che mandano avanti il paese, cioè i mafiosi, che hanno investito centinaia di miliardi al nord e ora tutti i loro progetti andranno a puttane.
Nel giro di quindici giorni finirà la mafia.
Il Sud chiederà la secessione dal nord per motivi sanitari, economici e per vendicarsi di tutte quelle volte che hanno rotto le balle. Ci arripigliamm tutt chill ch’è nuostr.
Causa crollo delle industrie e della mafia, d’un tratto emergeranno le realtà finora snobbate dall’economia tradizionale.
Il Molise diventerà il principale centro produttivo italiano.
Intanto, al nord lo stop improvviso alle industrie e alla circolazione renderà respirabile l’aria della Pianura Padana.
La botta improvvisa di ossigeno causerà stati allucinatori alla popolazione. Alcuni padani giureranno di aver visto il prof. Burioni guarire tre malati blastandoli su Facebook.
Prenderà piede il burionesimo.
Burioni si trasferirà a Codogno, verrà accolto come il messia e farà costruire una mega università, per costringere finalmente la popolazione a studiare.
Spinti dalle allucinazioni e dalla venerazione, il tasso di laureati salirà del 480%.
Fine degli antivaccinisti.
Il nord diventerà la Burionia, e attirerà i migliori studiosi da tutto il mondo.
Intanto Campobasso diventerà capitale del regno del sud, e in un’improvvisa botta di autostima cambierà il suo nome in Campoalto.
Il sud non proverà più complessi di inferiorità rispetto al nord, e orgogliosamente chiamerà se stesso Terronia.
In tutto questo, Roma non conterà più nulla e verrà abbandonata a se stessa, cioè come adesso.
I cinghiali popoleranno le strade dell’urbe, e inaspettatamente finiranno loro di costruire la metro C.
Papa Francesco intanto sposterà il Vaticano in Umbria, e il centro di comando ad Assisi. Il turismo ad Assisi, già enorme prima, diventerà ingestibile e richiederà nuove gigantesche infrastrutture. Foligno verrà rasa al suolo, per farne un mega parcheggio. L’aeroporto di Perugia crescerà fino a inglobare Perugia stessa, che resterà come caratteristico centro commerciale abbinato all’aeroporto.
Intanto il cardinale Bertone, che ha sempre desiderato una casa al mare, acquisterà le Marche, e ne studierà l’affascinante linguaggio.
La Toscana, realizzato che non c’è più niente da fare, chiederà l’annessione, e nascerà così la terza entità italiana, dopo la Burionia e la Terronia: la Francescania.
Nel frattempo, il coronavirus si diffonderà in tutta Europa, dato che il contagio è partito proprio nella settimana della moda, quando mezza Europa sta a Milano.
Nella prima settimana l’Europa piomberà nel caos. Nella seconda si assisterà alla discesa dei Lanzichenecchi. Così, perché ci sta bene.
A questo punto il Regno Unito, uscito dall’Europa appena in tempo e con le frontiere già ben chiuse, diventerà l’unica potenza sana, e quindi egemone.
La regina Elisabetta siederà sul Trono di Spade.

29 marzo 2020 al voto


Ricordiamo a tutti I nostri conoscenti che il 29 marzo 2020 siamo chiamati alle urne per il referendum confermativo per il taglio dei nostri CARI parlamentari….. dagli attuali 945 a 600 in totale, di cui 200 senatori (da 315) e 400 deputati (da 630). PASSAPAROLA visto che è pochissimo pubblicizzato….chissà perché?

Curiosità su Praga


Se vi trovate a Praga e dintorni il Lunedì di Pasqua, potreste assistere ad una tradizione davvero curiosa. Gli uomini del luogo, infatti, sono soliti colpire il didietro delle ragazze con i ‘’pomlázka’’, dei frustini floreali fatti di ramoscelli intrecciati di salice. Lungi dal sentirsi oltraggiate, le fanciulle (generalmente) apprezzano questo rito portafortuna, che dovrebbe scacciare gli spiriti maligni e assicurare salute e felicità a tutte le portatrici di natiche frustate durante la festa. In cambio del gentile omaggio, i ragazzi ricevono uova decorate e un fiocchetto colorato per adornare il proprio frustino.

27 gennaio


 dal web
GENNAIO  giornata della memoria
Primo Levi
Se questo è un uomo
 
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che tovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetelele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
commento:
Questa poesia tratta dello sterminio degli ebrei ed è stata scritta da un ebreo sopravvissuto ad Aushwitz. La poesia è suddivisa in due parti principali. Nella prima l’autore vuole far riflettere sulla condizione dei deportati nei campi di concentramento e di come noi siamo fortunati a vivere in libertà, tornando a casa la sera e trovando una famiglia che ti vuole bene. Nella seconda parte, quasi ci comanda di ricordare sempre quello che è successo e di tramandarlo ai nostri figli, in modo che non accada mai più. Il titolo ci chiede se si possa considerare ancora un uomo, una persona a cui sia stato tolto tutto, i propri cari, i propri beni e persino il proprio nome; un uomo che sia costretto a vivere senza pace e senza più neanche la forza per ricordare.
Secondo me, questa è una poesia che ci trasmette direttamente il dolore che l’autore stesso ha provato, che ci fa riflettere su che cosa si prova essendo privati di tutto ciò che ci appartiene, in particolare della nostra dignità di persone, essendo trattati non più come uomini, ma come bestie.
A mio parere, nella poesia Primo Levi parla con tranquillità, senza esprimere subito tutta la sua rabbia; scrive cercando di farci riflettere su quello che è stato e di farci immedesimare negli ebrei perseguitati. Secondo me leggendo questa poesia non si può rimanere indifferenti perché, verso dopo verso,quel sentimento di compassione e rispetto per queste persone ci rimane inevitabilmente dentro.

Era il 27 gennaio del 1945 quando si aprirono i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, uno dei luoghi simbolo della ferocia nazista che portò alla morte circa sei milioni di ebrei e due milioni tra zingari, omosessuali e oppositori politici del regime di Adolf Hitler. Sono passati 63 anni  e l’Europa non può assolutamente dimenticare la pagina di orrore che ha coinvolto i suoi popoli e che rappresenta una macchia indelebile. Il  27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria, il giorno dedicato al ricordo di quei tragici avvenimenti che portarono allo sterminio  più grave  della storia. Sessantatre anni fa l’Armata Rossa entrava ad Auschwitz, trovandovi pochi sopravvissuti e le prove di un orrore che aveva insanguinato il cuore di un continente, quello europeo, che si vantava di essere la culla della civiltà. La giornata della Memoria deve essere quindi un momento di riflessione, non solo per chi l’ha vissuta in prima persona, ma per chi, soprattutto per i giovani, perchè forse ne hanno sempre sentito tanto parlare, così, un po’ per caso, nelle aule scolastiche, senza darci troppo peso. L’impegno deve sostenere una responsabilità nel dire “Mai più” ad una atrocità simile. Dopo Auschiwtz, molte altri genocidi sono accaduti: tra i più dimenticati  in Africa, quello del ’94 in Ruanda, quello  nella ex-jugoslavia a ” Srebrenica “, definito poi dai mezzi di comunicazione con l’orribile termine  di “pulizia etnica”. Per questo spero vivamente che in ogni scuola italiana di qualsiasi ordine e grado il giorno 27 c.m alle 11.54 suoni la campanella per ricordare a tutti di osservare un minuto di silenzio in memoria di questi esseri umani.

Binario 21
 Nel progetto originale della Stazione Centrale di Milano erano previsti 20 binari per il servizio passeggeri. Più tardi, si decise di utilizzare anche i binari “corti” ai lati della grande volta di acciaio e vetro, e furono numerati fino al 24. Fino a quel momento, il binario 21 era nascosto nel ventre della stazione.
Il progettista Ulisse Stacchini aveva collocato un altro fascio di binari al di sotto di quello principale, destinandolo allo smistamento merci e postale: dopo aver caricato i vagoni, era possibile riportarli direttamente al piano dei binari passeggeri usando un ponte trasbordatore e poi un grosso montacarichi.
E ancora, al di sotto di questi binari un terzo livello accoglieva altri servizi, una vasca di raccolta idrica grande come un lago e un inceneritore per i rifiuti.
Il 30 gennaio 1944 seicento cittadini italiani di religione ebraica furono caricati su camion nel cortile del carcere di San Vittore. I camion raggiunsero via Ferrante Aporti, e il loro carico fu spinto nelle viscere buie della stazione, fra urla e latrati di cani. Le persone e i 40 bambini che erano fra di loro furono stipati su carri bestiame; i carri furono spostati con il ponte mobile e poi sollevati in superficie con l’ascensore.
Sette giorni dopo i vagoni venivano scaricati ad Auschwitz, e nel giro di poche ore cinquecento persone furono gasate e bruciate.
Il primo convoglio era partito carico di 250 deportati il 6 dicembre dell’anno prima, e altri ne sarebbero partiti fino al maggio del 1944.
Oggi l’organizzazione Binario 21 vuole fare di quei sotterranei uno spazio per la memoria, e ha realizzato un film e una mostra per non dimenticare.
Il binario 21 è ancora lì, con lo stesso ponte e lo stesso ascensore.

Nel Giorno della Memoria, le bandiere di Palazzo Tursi saranno esposte a mezz’asta, secondo le prescrizioni della presidenza del Consiglio dei ministri, «in segno di memore omaggio alle vittime dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti».

Repubblica Italiana Legge 20 luglio 2000, n. 211

Art. 1. 1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, Giorno della Memoria, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Art. 2. 1. In occasione del Giorno della Memoria di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinchè simili eventi non possano mai più accadere.

L’ INTERPRETAZIONE


L’ INTERPRETAZIONE
di Paul Ferrini
(oratore spirituale statunitense)
da: “Amare senza condizioni”

  • Riflessioni della mente di Gesù il nazareno –
    ~ seconda e ultima parte ~

La vita é resistenza o resa.
Queste sono le uniche possibiltà.
Mentre la resistenza porta alla sofferenza, la resa porta alla beatitudine.
La resistenza é la scelta di agire da soli, la resa significa scegliere di agire con Dio.
Non puoi provare gioia nella vita opponendoti alle idee o alle azioni degli altri.
Puoi sperimentare la gioia soltanto restando fedele alla verità dentro al tuo cuore, verità che non rifiuta mai gli altri, anzi li invita ad entrare.
La verità è una porta che rimane sempre aperta.
Tu non puoi chiuderla, puoi scegliere però di non entrare o di camminare nella direzione opposta.
Non potrai mai dire: “Ho cercato d’entrare, ma la porta era chiusa”, perché non lo sarà mai per te né per nessun altro.
Se senti che ti è stata sbattuta la porta in faccia, hai interpretato l’esperienza secondo la paura.
Credi che la porta sia chiusa.
Non lo è anche se la tua convinzione potrà convincere te ed altri che lo sia.
Sieti tutti maestri nel l’appropriarvi della verità e capovolgerla.
Avete la capacità creativa di attribuire il significato che volete alle cose prendendo un sì e facendolo diventare un no.
prendendo una cosa sbagliata e facendola diventare giusta ecco quanto sono forti le vostre convinzioni.
Ma l’avere capovolto la verità non significa che essa cessi di essere vera.
Siete solo riusciti a nascondetela.
Perciò la tua interpretazione dell’esperienza é fondamentale.
Quando le tue aspettative vengono frustrale, accetti la correzione o insisti nel credere di essere stato trattato ingiustamente?
Sei la vittima di ciò che ti accade o colui che usa l’esperienza per imparare?
Accogli l’esperienza come una benedizione o come un castigo?
Sono queste le domande che ti devi porre in ogni momento.
Ogni esperienza costituisce l’opportunità di abbracciare la verità e rifiutare l’illusione.
In questo senso non c’è esperienza migliore o peggiore.
Tutte sono ugualmente potenti ed esistono solo come terreno adeguato per far nascere la tua divinità.
Per questo non devi mai disperarti: avrai sempre un’altra occasione per cambiare idea.
Non ascoltare chi ti dice altrimenti.
Il giudizio universale non esiste, se non nel giudizio che avrai di te stesso quando ti vedrai attraverso i miei occhi.
Forse adesso non mi credi.
Forse sei convinto di aver causato la sofferenza altrui o di essere vittima di azioni contro te stesso.
Ma solo perche rifiuti le mie parole, non smetterò di offrirtele.
Perche dovrebbe importarmi quanto ci metti a svegliarti?
Certamente, il tempo non è importante per me e a onor del vero, non lo è neanche per te.
Hai tutto il tempo per sbagliare e per apprendere dai tuoi errori.
Quando ognuno di voi avrà imparato quello che è venuto ad imparare, il mondo non servirà più.
L’universo fisico, che ti sembra cosi permanente, si dissolverà nel nulla perche, quando sarai sveglio, esso non avrà alcuno scopo.
Quel momento sta arrivando, ma non c’è fretta.
Non forzare le cose e non cercare di trattenerle.
Ciò non ti recherà alcun bene.
La Mente divina è al lavoro nella tua mente in questo momento, proprio adesso.
Devi imparare ad avere fiducia in questo.

🍃❤️🍃🌷❤️🍃

SONO UN UOMO SEMPLICE



di Paul Ferrini
(oratore spirituale statunitense)
da: “Il miracolo dell’amore – Riflessioni dalla mente di Cristo”.

Scrivo per mettere le cose in chiaro.
Sono passati quasi 2000 anni da quando la mia nascita e i miei insegnamenti, che un tempo erano come un flusso impetuoso, si sono ridotti a un rivolo d’acqua.
Mi hai razionalizzato e collocato al mio posto:
un posto elevato forse, ma distante.
Mi hai messo al di sopra di voi tutti, da dove non ti posso sfidare.
Rendendomi una divinità, solo un figlio di Dio, trovi una giustificazione per non vivere all’altezza del mio esempio.
E tuttavia il mio esempio è il nucleo del mio insegnamento.
Se non cerchi di imitarmi, qual è il significato della tua fede in me?
Il mio non è un insegnamento intellettuale.
È pratico “Ama il prossimo tuo” non è un concetto astratto e complicato un’idea semplice e irresistibile che ti invita a metterla in pratica.
Non ti ho invitato ad una serata di discorsi e dibattiti.
Non ti ho chiesto di professare o di discutere le scritture.
Ti ho chiesto di fare quella cosa che trovi così difficile: andare al di là del tuo concetto limitato del sé.
Ogni esercizio che ti ho dato ti terrà impegnato per tutta la vita.
Anche se sono facili da capire, la loro sfida è tutta nella messa in pratica.
Se fossi morto per i tuoi peccati, allora tu non avresti più niente da fare.
Perché allora non ascendere con me al cielo sulla forza della tua fede in me?
Ti dirò perché.
Perché, nonostante la tua fede, non sei felice.
Non sei in pace.
E questo perché mi hai messo al di fuori di te.
Mi hai messo al di sopra di te, dove non ti posso toccare.
Tirami giù dal piedistallo, fratello o sorella, e mettimi al mio posto, al tuo fianco. Io sono tuo pari assoluto e incondizionato.
Quello che ho fatto lo farai anche tu, e anche di più.
Non verrai salvato dai miei pensieri e dalle mie azioni, ma da te stesso.
Non porre questa distanza fra te e me, perché io non sono diverso da te.
Chiunque tu sia-un mendicante o un ladro, un santo o un re-lo sono anch’io.
Non c’è piedistallo su cui non sia stato innalzato, né fogna in cui non abbia dimorato.
È solo perché ho toccato il nucleo della gioia e del dolore che posso attraversare le porte della compassione.
Sono nato in una stalla da una donna semplice.
Non era più vergine di tua madre.
L’hai resa speciale per lo stesso motivo per cui hai reso speciale anche me: per mettere distanza fra noi, per sostenere di non poter fare quello che ho fatto io.
Se la mia vita significa qualcosa per te, devi sapere che non rivendico un posto speciale.
Né Maria né io siamo più spirituali di te.
Siamo esattamente come te.
Il tuo dolore è il nostro dolore.
La tua gioia è la nostra gioia.
Se non fosse vero, non potremmo venire ad insegnare.
Non tenerci a distanza.
Abbracciaci come tuoi pari.
Maria avrebbe potuto essere tua madre ed io avrei potuto essere tuo figlio.

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IL DOLORE COME VIA DELLA COMPLETEZZA



di Frank Ostasesky
(insegnante buddhista statunitense)
~ prima parte ~

Soffrire per la morte di una persona cara è come essere gettati in un fiume in piena, in balia di emozioni potenti e contraddittorie.
Ci sentiamo trascinare sotto la superficie della nostra vita, in acque oscure dove ci manca il respiro.
Lottiamo disperatamente per risalire a galla.
Nel momento in cui ci arrendiamo, siamo trasportati verso una nuova destinazione.
Una volta emersi, approdiamo a riva con occhi diversi ed entriamo nella pienezza della vita.

C’è un’antica storia buddhista nota come “la parabola del seme di senape”.
Racconta di una donna cui un giorno, all’improvviso, muore il figlioletto di otto anni.
Pazza di dolore, stringendo fra le braccia il corpo del bambino, percorre le strade del villaggio implorando aiuto, chiedendo una qualche medicina per salvare il figlio.
Qualcuno la indirizza al luogo dove il Buddha è seduto in meditazione; la donna lo raggiunge e lo supplica di aiutarla.
Il Buddha risponde di poterlo fare, ma non prima che lei abbia portato a termine un compito: portargli un seme di senape proveniente da una casa che non sia mai stata visitata dalla morte.
La donna fa ritorno al villaggio, alla ricerca del seme.
La storia continua dicendo che la donna bussò a tutte le porte, senza riuscire a trovare una famiglia che non fosse mai stata toccata dalla morte.
Questa scoperta le fa comprendere che la morte colpisce chiunque e che il dolore accomuna tutti gli uomini.
La comprensione le consente di trovare pace, e infine di seppellire il suo bambino.

(da: “Saper accompagnare. Aiutare gli altri e se stessi ad affrontare la morte”)

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PAIN AS A WAY OF COMPLETENESS
by Frank Ostasesky
(American Buddhist teacher)
~ first part ~

Suffering for the death of a loved one is like being thrown into a flood river, at the mercy of powerful and contradictory emotions.
We feel dragged under the surface of our life, in dark waters where we are short of breath.
We desperately struggle to get back to the surface.
The moment we surrender, we are transported to a new destination.
Once we emerge, we land on the shore with different eyes and enter the fullness of life.

There is an ancient Buddhist story known as “the parable of the mustard seed”.
It tells of a woman who suddenly dies an eight-year-old son one day.
Mad with grief, clutching the boy’s body in her arms, she walks the streets of the village begging for help, asking for some medicine to save her son.
Someone directs it to the place where the Buddha is sitting in meditation; the woman reaches him and begs him to help her.
The Buddha replies that he can do it, but not before she has completed a task: to bring him a mustard seed from a house that has never been visited since death.
The woman returns to the village, looking for the seed.
The story goes on to say that the woman knocked on all doors, unable to find a family that had never been touched by death.
This discovery makes her understand that death affects everyone and that pain unites all men.
Understanding allows her to find peace, and finally to bury her baby.

(from: “Knowing how to accompany. Helping others and themselves to face death”)

🎂🍾 Compleanno un rito di origine pagana 🎈🍰


Quando nasce la tradizione di festeggiare il compleanno? La festa di compleanno ha origine da antiche usanze pagane, in questo giorno usavano fare gli auguri al festeggiato nell’intento di “proteggerlo” dalle forze del male e di auspicare per Lui salute e sicurezza per l’ulteriore anno che stava per iniziare. I primi furono gli antichi Egizi, che in queste occasioni usavano omaggiare il faraone preparando per lui ogni sorta di prelibatezze. L’idea della torta fu invece dei Persiani, abili pasticcieri. I Greci ereditarono poi queste due tradizioni fondendole nella celebrazione del compleanno di Artemide, il sesto giorno di ogni mese. Filòcoro ci racconta che per l’occasione i seguaci della dea preparavano una torta tonda e bianca fatta con miele e farina e la illuminavano con delle candele che sembrava proprio una piccola luna. Il fuoco serviva a tenere lontani gli spiriti maligni. E’per questo motivo che, alla fine delle celebrazioni, le candele venivano spente con un soffio: a festa ormai finita gli spiriti malvagi si allontanavano da soli e il fuoco non serviva più. Successivamente in Germania nacque la tradizione di tenere accese tutte le luci di casa nel giorno del compleanno di uno dei suoi abitanti. Questa usanza si tramutò poi nella festa del bambino, in uso nelle campagne tedesche. Il “fortunato” che compiva gli anni veniva svegliato prestissimo dal profumo di una torta gigante preparata solo per lui. Su questa torta venivano accese le candeline dalla mattina fino a sera. Nel mondo antico – in Egitto, Grecia, Roma e Persia – si celebrava il genetliaco di divinità, re e nobili. In Mesopotamia ed Egitto, culla della civiltà, furono anche i primi paesi in cui gli uomini usavano ricordare e festeggiare il compleanno. Nei tempi antichi era importante tenere una registrazione del giorno della nascita soprattutto perché era essenziale per fare l’oroscopo. Per alcune divinità pagane si festeggiava la ricorrenza della nascita. Per esempio il 24 maggio i romani commemoravano la nascita della dea Diana e il giorno dopo quella di Apollo. Quindi le feste di compleanno erano inizialmente legate al paganesimo, non alle successive religioni monoteiste. L’offerta di doni in particolari occasioni era spesso dettata da timori superstiziosi, come nel caso dei doni di compleanno Anche nell’antica Grecia lo scopo speciale della celebrazione dei compleanni era quello di invocare l’aiuto del Buon Demone (agathos daimon). I greci credevano che ognuno avesse uno spirito protettore o dèmone che era presente alla nascita e vigilava su di lui durante la sua vita. Anche i romani accettarono e condivisero questa idea. Tale condizione si consolidò in futuro e riuscì a tramandarsi nel pensiero religioso dell’uomo: la ritroviamo nell’angelo custode, nella fata buona, nel santo patrono e cosi via. Nella credenza popolare, le candeline sono dotate di uno speciale potere magico, capace di esaudire i desideri. Le candeline accese perpetuano gli antichi riti dei fuochi sacrificali che hanno avuto un particolare significato mistico sin da quando l’uomo ha eretto i primi altari ai suoi dei. Che dire del tradizionale augurio di “Buon compleanno”? Trae le sue origini dalla magia. La stregoneria viene impiegata soprattutto per gettare incantesimi, buoni e cattivi. Si è specialmente sensibili a tali incantesimi nel giorno del compleanno, perché in quel tempo i propri spiriti sono in giro. Gli auguri di buon compleanno possono esercitare un’influenza buona o cattiva perché quel giorno si è più vicini al mondo degli spiriti. L’origine pagana di diverse usanze associate ai compleanni ha costituito una barriera, una negazione, un rifiuto, alle religioni successive, prima ebraiche e poi cristiane, che inizialmente non le hanno né accettate né condivise. La lettura delle Sacre Scritture menziona infatti solo due casi di celebrazioni di compleanni che riguardano entrambe personaggi pagani: un faraone d’Egitto e Erode Antipa.

In che anno saremmo senza Cristo?


Senza Gesù Cristo oggi noi conteremmo gli anni facendo riferimento al calendario in uso al momento della sua nascita, cioè il calendario Giuliano, stabilito nel 46 a.C. da Giulio Cesare. Questo calendario contava gli anni a partire dalla fondazione di Roma, collocata nel 753 a.C.. Se così fosse, oggi saremmo nel 2769. In alternativa potremmo usare il calendario ebraico, che parte dal primo anno dell’era della creazione, l’Anno Mundi. In tal caso oggi saremmo addirittura nel 5776.

Fonte Rivista FocusD&R

“Ma che sta costruendo? La Gerusalemme Reggio Calabria?”


Il primo Natale di Ficarra e Picone

merita di essere visto per l’intelligenza con cui hanno saputo trattare la storia più conosciuta e rivisitata dal cinema.

Delicati senza urtare la suscettibilità dei credenti più’ ortodossi hanno saputo con un balzo nel tempo farci rivivere la nascita più importante che c’è.

Un viaggio fantastico ed esilarante con risvolti inaspettati con la salvezza anche degli innocenti perseguitati da Erode….

ve lo consiglio 🙂

buona giornata

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Nellie Bly


 

Nellie Bly (al secolo Elizabeth Cochran, 1864-1922) fu la prima giornalista investigativa donna della storia.

Giovanissima riuscì a farsi assumere da Joseph Pulitzer al New York World, uno dei quotidiani più importanti della città americana. Per la sua prima inchiesta sotto copertura si fece volontariamente internare in un manicomio femminile, per investigare le condizioni di vita pessime e le violenze subite dalle pazienti, molto spesso rinchiuse per volontà dei familiari.

Si fece anche arrestare per indagare sulla vita nelle prigioni femminili, e fu corrispondente di guerra durante il primo conflitto mondiale.

📚 Fonte

🧠Sapiens³

Dieta sana


Oggi sono 6 mesi senza toccare fritti o bere qualsiasi tipo di bibita zuccherata. Sei mesi senza mangiare pane, torte, biscotti o qualsivoglia altro dolce. Il cambiamento è stato fantastico, mi sento benissimo, ho perso peso e il mio modo di pensare è molto più concentrato e positivo. La pizza è un lontano ricordo e l’ho sostituita con le verdure, il sedano in particolare. Ieri sera a cena quattro mandorle, tōfu e tè verde. Continuerò a mantenere questo stile di vita e a fare ancora di più perché ci tengo tantissimo. I risultati sono fantastici e mi spingono ad andare avanti. Niente vino, niente grassi, un’alimentazione sana e soprattutto un’ora di corsa ogni giorno.


Non so di chi sia questo post, ma c’era scritto di copiare e incollare…😂😂😂

A cosa serve leggere la Bibbia?


C’era un ragazzo che viveva con suo nonno in una fattoria. Ogni mattina il nonno, che era cristiano, si alzava presto e dedicava del tempo a leggere le Scritture.

Il nipote cercava di imitarlo in qualche modo, ma un giorno chiese: «Nonno, io cerco di leggere la Bibbia ma anche le poche volte che riesco a capirci qualcosa, la dimentico quasi subito. Allora a cosa serve? Tanto vale che non la legga più!».

Il nonno terminò tranquillamente di mettere nella stufa il carbone che stava in una cesta, poi disse al nipote: «Vai al fiume, e portami una cesta d’acqua». Il ragazzo andò, ma ovviamente quando tornò non era rimasta acqua nella cesta. Il nonno ridacchiò e disse: «Beh, devi essere un po’ più rapido. Dai, muoviti, torna al fiume e prendi l’acqua». Anche questo secondo tentativo, naturalmente, fallì.

Il nipote, senza fiato, disse che era una cosa impossibile, e si mise a cercare un secchio. Ma il nonno insistette: «Non ti ho chiesto un secchio d’acqua, ma una cesta d’acqua. Torna al fiume». A quel punto il giovane sapeva che non ce l’avrebbe fatta, ma andò ugualmente per dimostrare al vecchio che era inutile, per quanto fosse svelto l’acqua filtrava dai buchi della cesta. Così tornò al fiume e portò la cesta vuota al nonno, dicendo: «Vedi? Non serve a niente!».

«Sei sicuro? – disse il nonno – Guarda un po’ la cesta». Il ragazzo guardò: la cesta, che prima era tutta nera di carbone, adesso era perfettamente pulita!

«Figlio, questo è ciò che succede quando leggi la Bibbia. Non capirai tutto, né ricorderai sempre ciò che hai letto, ma quando la leggi ti cambierà dall’interno. Dio lavora così nella nostra vita, ci raffina interiormente .

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Insegnare il valore dell’attesa ai bambini.


Nel mondo di oggi dove le parole chiave sono “consumismo” e “fretta”, i tempi del “tutto e subito” e dove si cercano strategie di marketing per portare già il bambino piccolo a desiderare sempre qualcosa in più, qualcosa di nuovo, qualcosa che non ha, mettendoli in competizione con l’amico e scatenando sentimenti d’invidia anzichè emozioni sociali, ci si domanda che ruolo abbia la pazienzaAi bambini si richiede di attendere, sempre. Però quest’attesa non viene aiutata a sperimentarsi, ma solo richiesta. E come si fa a saper aspettare, a portare pazienza, se dalla nascita tutto ciò che viene a noi richiesto (in termini materiali, ben diverso se fosse in termini psichici) gli viene regalato senza porre troppe attenzioni ai tempi d’attesa, al desiderio cullato e cresciuto? Come si fa ad attendere se non ci viene insegnato con l’esperienza? Quali sentimenti nascono ad avere tutto e subito?

Il bambino abituato a venir ricoperto di oggetti prima ancora che possa desiderarli viene travolto da una profonda insoddisfazione, diventa insofferente, frustrato, se ad ogni richiesta non viene immediatamente ascoltato e appagato (e nel caso lo fosse la richiesta si alzerebbe sempre di più e con la crescita il bambino sentirà un vuoto psichico che non potrà più colmare). Come insegnare dunque la pazienza senza che questa venga vissuta come una frustrazione ma semplicemente come un dato di fatto?

da.https://www.eticamente.net/58386/il-magico-potere-dellattesa-secondo-maria-montessori.html?cn-reloaded=1

Questo è il decalogo diffuso l’anno scorso dal Ministero della Salute. 1 Scegliere il giocattolo nella fascia d’età giusta. Tenere sempre in considerazione le indicazioni riportate sulla confezione, in particolare il simbolo “0-3” e l’avvertenza “non adatto ai bambini di età inferiore a 36 mesi”, non a caso accompagnati dall’indicazione di pericolo: i giocattoli non adatti all’età del bambino possono mettere a repentaglio la sua salute. 2 L’importanza del marchio CE. Comprare sempre giocattoli con il marchio di conformità alle norme europee, indicata dal simbolo CE. La presenza di questo marchio è segno che il produttore si impegna a soddisfare tutte le norme di sicurezza dell’Unione Europea, che sono tra le più rigorose al mondo. 3 Scegliere i rivenditori giusti. Che sia il negoziante di fiducia o un sito web è sempre importante non acquistare i regali per i bambini da rivenditori non affidabili che ignorano le prescrizioni in tema di salute e sicurezza e potrebbero commerciare prodotti contraffatti. 4 A ogni età il suo gioco. Nell’acquisto di un giocattolo cercare di orientarsi verso quelli più adatti all’età del bambino, che stimolino la sua curiosità, le sue capacità e che lo aiutino ad acquisire nuove conoscenze. 5 A ogni bambino il suo gioco. Quando si sceglie un gioco, cercare di capire cosa interessa di più al bambino e assecondare le sue inclinazioni. 6 Scegliere giochi attivi. Considerare l’importanza del movimento anche nella scelta dei giocattoli da acquistare ai bambini: triciclo a pedali, monopattino, bicicletta, pattini, attrezzi per giochi con la palla, anche adattati per l’uso in casa, possono essere un incentivo divertente e una valida alternativa ai giochi sedentari. 7 Fare giocare il bambino all’aria aperta. Cercare spazi all’aperto dove il bambino possa correre, saltare, giocare, specialmente se si abita in un appartamento senza ampi spazi o senza giardino. 8 Trasformare l’educazione in un gioco. Proporre ai bambini i giochi di movimento che favoriscono l’apprendimento e aiutano a gestire l’ansia per la prestazione scolastica, educandoli a un buon controllo emotivo e al rispetto delle regole. 9 Controllare il gioco senza essere ossessivi. Tenere d’occhio il bambino mentre gioca e lasciargli costruire il suo spazio e il tempo di gioco. 10 Condividere con i figli il momento del gioco. Trovare il tempo per giocare con il bambino o per leggergli un libro.

Ma quando si aprono i regali di Natale?
Nel riflettere in merito a questa emozionante ricorrenza, ci siamo chiesti: qual è il momento giusto in cui scartare i regali?

Ebbene, non esiste una regola ben precisa da seguire, ma certamente vi è un intervallo di tempo all’infuori del quale l’atmosfera perderebbe di fascino e significato. Pertanto se da una parte il divieto assoluto è di aprire i regali prima della mezzanotte del 24, dall’altra si può temporeggiare fino alla tarda mattinata del 25.

Insegnate il magico potere dell’attesa ai vostri figli, poi da grandi vi ringrazieranno

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COME FACEVANO I ROMANI A COSTRUIRE STRADE INDISTRUTTIBILI?


Dopo aver studiato con cura il tracciato per la sede stradale, gli antichi Romani realizzavano più strati differenti, ciascuno con le sue caratteristiche. Lo scavo della fossa di fondazione raggiungeva in media una profondità di 45- 150 cm (secondo le caratteristiche del terreno), poi veniva riempito a strati alterni. Sopra un fondo di sabbia, venivano collocati grossi sassi (statumen) per stabilizzare anche il terreno meno sodo, poi breccia e frammenti di cocci misti a calce (rudus). Sopra, veniva posto uno strato di ghiaia grossa ben compressa (nucleus). Infine, venivano collocate in cima le pietre lisce del lastricato (pavimentum), massi spianati superiormente e connessi in modo da non potersi muovere. La parte centrale della strada era a schiena d’asino, cioè un po’ convessa per far defluire l’acqua. Le strade erano corredate di opere di sostegno e consolidamento e di canalette di scarico. La larghezza standard era di 4-6 metri, il necessario per far transitare due carri. E ai lati del tracciato c’erano marciapiedi fino a 3 metri di larghezza.

Tre persone erano al lavoro in un cantiere edile. Avevano il medesimo compito, ma quando fu loro chiesto quale fosse il loro lavoro, le risposte furono diverse. “Spacco pietre” rispose il primo. “Mi guadagno da vivere” rispose il secondo. “Partecipo alla costruzione di una cattedrale” disse il terzo.”
(Peter Schultz)

LA LUCE


di Paul Ferrini
(oratore spirituale statunitense)

La luce della verità vive anche nel luogo più oscuro.
L’assenza totale di luce non esiste.
Il buio non può esistere che in relazione alla luce.
Non importa quanto è grande il tuo dolore, la sua misura è data dal grado della tua sensazione di mancanza o perdita d’amore.
Tutta l’oscurità è un viaggio verso la luce.
Tutto il dolore è un viaggio verso l’amore incondizionato.
Nessuno rifiuta l’amore se esso viene offerto senza condizioni.
E chi sarà ad offrirlo se non tu, fratello o sorella mia?
Oggi berrai a fondo dalla sorgente del mio amore.
Domani sarai tu la sorgente.
Domani porterai al mondo il dono che ti è stato dato.
Tu sei le mani di Dio che portano conforto e guarigione.
E come darai, così riceverai.
Credete che io sia speciale perché mi hanno crocifisso.
Eppure voi venite inchiodati alla croce ogni giorno.
E quando non siete crocifissi, piantate i chiodi per qualcun altro.
Non c’è niente di speciale nell’essere crocifisso.
Alcuni di voi credono anche che solo io sia risorto.
E tuttavia voi siete resuscitati dalla morte dal potere dell’amore ogni volta che vi ricordate chi siete o chi è vostro fratello.
Ogni volta che l’amore è dato o ricevuto la morte viene sconfitta.
Perché tutto muore, tranne l’amore.
Solo l’amore che avete dato o ricevuto vivrà per sempre.
Quando vi ricordate della mia nascita in questo mondo, ricordatevi dello scopo della mia venuta.
È anche il vostro scopo.
E la vostra nascita in questa incarnazione non è meno sacra della mia.
E neppure l’amore che trasmettete agli altri è meno importante di quello che vi è stato offerto attraverso di me.
Noi tutti siamo porte verso l’infinito e l’eterno, e ogni volta che il vostro cuore si apre, lo spirito fa la sua comparsa nel mondo.

(da: “Amare senza condizioni – Riflessioni dalla mente di Cristo”)

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Oregina – Genova


“Noi siamo da secoli, calpesti, derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi. Raccolgaci un’unica bandiera, una speme di fonderci insieme già l’ora suonò. ”

In occasione del centenario della cacciata degli austriaci, viene eseguito per la prima volta, nel piazzale del Santuario della Nostra Signora di Loreto a Oregina, l’Inno di Mameli (o Canto degli italiani).
Si tratta di un inno patriottico scritto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro.
Siamo nel 1847.

10 Dicembre – #accaddeoggi

Caganer


⁣Da: #web

In Spagna il presepe è una tradizione, ma in Catalogna in mezzo ai classici pastori si nasconde il “Caganer” ovvero un pastore con i pantaloni calati che sta “facendo i suoi bisogni”. Gli Spagnoli la pongono sul presepe come portafortuna.

#Curiosità😱😂🙄

@accendilamente

Una nuvoletta in viaggio


In un giorno d’Autunno, il Vento soffiava dispettoso facendo volare le foglie. Una piccola Nuvoletta che stava passeggiando lì vicino, gli disse: “Ciao Vento, posso giocare con te?”. Il Vento allora chiese: “Cosa potresti fare? Sai soffiare?”. La nuvoletta ci provò: “…fff… fff… no non sono capace”, disse sconsolata. Allora il Vento le rispose: “Tu non sei capace di soffiare come me, vattene via!”. E la Nuvoletta se ne andò triste.

Più avanti incontrò l’Estate e il Sole splendeva luminoso nel cielo. Allora si avvicinò e disse: “Ciao Sole, posso giocare con te?”. Ma il Sole seccato le rispose: “Non vedi che ti sei messa troppo vicina a me? Mi stai oscurando! Vattene via, tu non sei capace di splendere come me e nemmeno di creare calore!”. E la Nuvoletta se ne andò sempre più triste.

Poco più in là c’era l’Inverno e la neve cadeva leggera, così la Nuvolett a si fermò e chiese: “Ciao Neve, posso giocare con te?”. La Neve la squadrò dalla testa ai piedi e sussurrò: “Ma tu sei capace di far nevicare?”. La nuvoletta ci provò e si sforzò talmente tanto che da grigia divenne nera, ma di Neve niente. “No, non credo di esserne capace”, brontolò la nuvoletta emettendo un tuono. “Shhh!”, la zittì la Neve, “allora non puoi aiutarmi. Io cado silenziosa, tu sei troppo rumorosa! Tu non sei capace di cadere leggera e coprire il paesaggio come me, vattene via!”. E la Nuvoletta se ne andò ancora più triste.

Ormai era sconsolata, quando trovò la Primavera e sentì qualcuno piangere. Si chinò e vide un piccolo Fiorellino che singhiozzava disperato, allora si avvicinò e gli chiese il perché di tanta tristezza. E il Fiorellino rispose: “Ho sete, sto per morire, puoi aiutarmi?”. “Non lo so, io non so fare quasi niente.., non so soffiare come il vento, non so splendere come il sole, non so cadere leggera come la neve, e nessuno mi vuole…”. Così dicendo la Nuvoletta si mise a piangere e le sue lacrime diventarono tante gocce di pioggia, che dissetarono il Fiorellino. Da quel giorno la Nuvoletta e il Fiorellino diventarono molto amici e capirono di aver bisogno l’uno dell’altra per essere felici.

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Lo sapevate? 👇


Il nostro ombelico è un regalo incredibile!
La prima parte creata dopo il concepimento è l’ombelico.
Poi si collega alla placenta della madre attraverso il cordone ombelicale.
Il nostro ombelico è sicuramente una cosa incredibile! Secondo la scienza, dopo la morte di una persona, l’ombelico rimane caldo per un massimo di 3 ore.
Questo perché c’è un punto dietro l’ombelico chiamato “Pechoti” che ha più di 72.000 vene.
Siamo stati creati e nutriti attraverso di lui per 9 mesi nella gestazione.
Questo è il motivo per cui tutte le nostre vene sono collegate al nostro ombelico.
L’ ombelico è vita!
Applicando olio nell’ombelico, guarisce la secchezza degli occhi, le labbra screpolate, oltre a mantenere la faccia e i capelli luminosi.
ISTRUZIONI
Di notte, prima di andare a letto, metti 3 gocce di olio di cocco nel tuo ombelico e diffondi fino a 4 cm intorno.
Perché mettere l’olio nell’ombelico?
L’ ombelico attraverso la connessione delle vene, rileva e conduce l’olio e i suoi nutrienti e le va idratando…
Quando un bambino ha mal di pancia, quando massaggio con olio tiepido il dolore scompare.
Non ci sono rischi
Puoi tenere un piccolo barattolo con olio richiesto accanto al tuo letto e mettere qualche goccia sul tuo ombelico e massaggiare prima di dormire per sentire questi benefici.

Dott Augusto De Matos, terapista naturista con più di 60 anni di esperienza.