Amori infiniti ed equilibristi


Non mi dire forza, coraggio avanti.
A me, che ho camminato e riposato
con tre cuori.
E ho respirato
Con sei polmoni.
A me, che
nel mio ventre ho portato
il peso di tre mondi,
e ho partorito
la Vita e la Morte –
A me, che ho abbracciato la gioia e la
la tristezza infinita e sconsolata nello stesso istante
A me che ho pianto lacrime invisibili in sorrisi sforzati
A me non dire niente.

 

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rivisitazione dell’inno di 
Eva Lopez Martínez

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Anche la moda è arte.


Ebbene si, anche io ho il mio pezzo di stoffa d’arte.

Nel matrimonio della principessa Eugenie di York, avrete sicuramente notato la dolcissima Charlotte con il fratellino George e gli altri paggetti che indossavano una fusciacca con la stampa di una tela dell’artista  Mark Bradford, intitolata Here-body_1_1IMG_20181018_203312

io invece ho un bellissimo foulard con la stampa di Monet  intitolata Ninfee—una delle tante- ecco qui: IMG_20181018_203554

ed ora mi sento una principessa 🙂  buon fine settimana amici miei

Bonjour d'automne

Vieni e seguimi


Iniziata la nuova avventura:
un altro anno di catechismo ieri ha ripreso, in queste settimane, onestamente, ero un po’ demotivata poiché mi sono ritrovata con molti meno bambini (e qui come sempre mi pongo mille domande: dove abbiamo fallito noi catechiste? Quali errori abbiamo fatto a cui oggi possiamo porre rimedio?)
E’ fisiologico, ormai da tanti anni lo so- dovrei essere abituata al pensiero comune che la Comunione si fa perché “si deve fare” e il percorso per la Santa Cresima rimane questa incognita su cui decidere se investire il proprio preziosissimo tempo.
Il motivo preminente di molte famiglie è che il bimbo- “non si sente” di prendersi anche questo impegno – riuscire ad “incastrare” – l’ora di catechismo con tanti altri impegni che, dopo il lungo orario della scuola, occupa il tempo di bambini e di genitori durante l’arco della settimana: la danza, il calcio, la piscina diventa problematico (permettetemi ) spesso per gli adulti.
Non giudico i genitori che hanno avvallato la scelta di fermarsi qui, ma sinceramente mi rammarico per i loro figli considerato che  si perdono un momento di crescita e condivisione non solo spirituale ma- reale- con i loro coetanei rimettendo cosi la possibilità di instaurare un legame più vero e  profondo.
Chi ha scelto di continuare ha il vero piacere di farlo, ha il sorriso sulle labbra e la luce negli occhi di voler sapere ed ascoltare, e per questo mi regalano un sacco di emozioni:
ieri ad esempio è stato entusiasmante ritrovarsi ed avere il piacere di parlarsi dopo la lunga pausa estiva. I primi anni di catechismo per la Santa Comunione sono belli perché i bimbi sono piccoli e sono spugne che assorbono ogni sfumatura del tempo che passiamo assieme, ma lasciatemi dire che gli anni seguenti per la Santa Cresima sono ancora più ricchi e preziosi poiché si è creato quel sentimento di affetto, di confidenza e di conoscenza reciproca che ci fa sentire più vicini, e naturalmente cosi riusciamo ad essere più vicino a Dio.
Ieri un bambino molto seriamente e anche un poco titubante mi ha detto (come se si sentisse in difetto alla preparazione fatta) che non ha ancora compreso quale sia il senso della sua vita oggi. Un bambino di quinta elementare !!!

Wow!

Se siamo riusciti a sensibilizzarli con l’aiuto dello Spirito Santo ad interrogarsi sul senso della propria esistenza, a mio avviso è semplicemente stra or di na rio.
Queste sono le emozioni che regala l’ora del catechismo: confrontarci, sostenerci e crescere assieme.
La mia speranza è che viviamo questo impegno come un cammino da fare insieme, come un’occasione per respirare “aria pulita”, in mezzo a tanta confusione nel mondo. Ed il mio desiderio è che loro possano veramente, con il nostro aiuto incontrare Dio non solo con le parole ma con la nostra testimonianza quotidiana di vita.

Marassi


Il più antico stadio di calcio italiano tuttora in uso, quello di Genova, è intitolato al capitano della squadra del Genoa Luigi Ferraris, caduto nella Grande Guerra. Durante la cerimonia di intitolazione, il 1° gennaio 1933, la medaglia di argento al valor militare del giocatore fu seppellita vicino a una delle porte.

QUANDO È NATO LO SHOPPING?


È entrato gradualmente nelle abitudini quotidiane a partire dal XIX secolo, quando i negozianti hanno avuto la possibilità di mostrare la propria merce ai passanti: solo nel 1827, infatti, fu inventata la macchina per la pressa dei cristalli, che ha permesso di fabbricare vetrate di medie e grandi dimensioni, perfette per i negozi. Sino a quel momento questi erano simili a magazzini, in cui erano accatastati bauli, scatole e scatoloni di mercanzia, spesso ammucchiata alla rinfusa. Dalla strada non era possibile capire e vedere nulla: era necessario entrare e cercare quello che si desiderava acquistare. NUOVI LAVORI. Con l’arrivo delle vetrine i negozianti dovettero anche imparare a mostrare le merci in maniera ordinata e attraente per i clienti. Comparve allora una nuova figura professionale: il vetrinista.

Una nuvoletta in viaggio


In un giorno d’Autunno, il Vento soffiava dispettoso facendo volare le foglie. Una piccola Nuvoletta che stava passeggiando lì vicino, gli disse: “Ciao Vento, posso giocare con te?”. Il Vento allora chiese: “Cosa potresti fare? Sai soffiare?”. La nuvoletta ci provò: “…fff… fff… no non sono capace”, disse sconsolata. Allora il Vento le rispose: “Tu non sei capace di soffiare come me, vattene via!”. E la Nuvoletta se ne andò triste.

Più avanti incontrò l’Estate e il Sole splendeva luminoso nel cielo. Allora si avvicinò e disse: “Ciao Sole, posso giocare con te?”. Ma il Sole seccato le rispose: “Non vedi che ti sei messa troppo vicina a me? Mi stai oscurando! Vattene via, tu non sei capace di splendere come me e nemmeno di creare calore!”. E la Nuvoletta se ne andò sempre più triste.

Poco più in là c’era l’Inverno e la neve cadeva leggera, così la Nuvolett a si fermò e chiese: “Ciao Neve, posso giocare con te?”. La Neve la squadrò dalla testa ai piedi e sussurrò: “Ma tu sei capace di far nevicare?”. La nuvoletta ci provò e si sforzò talmente tanto che da grigia divenne nera, ma di Neve niente. “No, non credo di esserne capace”, brontolò la nuvoletta emettendo un tuono. “Shhh!”, la zittì la Neve, “allora non puoi aiutarmi. Io cado silenziosa, tu sei troppo rumorosa! Tu non sei capace di cadere leggera e coprire il paesaggio come me, vattene via!”. E la Nuvoletta se ne andò ancora più triste.

Ormai era sconsolata, quando trovò la Primavera e sentì qualcuno piangere. Si chinò e vide un piccolo Fiorellino che singhiozzava disperato, allora si avvicinò e gli chiese il perché di tanta tristezza. E il Fiorellino rispose: “Ho sete, sto per morire, puoi aiutarmi?”. “Non lo so, io non so fare quasi niente.., non so soffiare come il vento, non so splendere come il sole, non so cadere leggera come la neve, e nessuno mi vuole…”. Così dicendo la Nuvoletta si mise a piangere e le sue lacrime diventarono tante gocce di pioggia, che dissetarono il Fiorellino. Da quel giorno la Nuvoletta e il Fiorellino diventarono molto amici e capirono di aver bisogno l’uno dell’altra per essere felici.

-~-

Succede anche questo


Allora ore 10.05 entro in farmacia vicino alla piazza… ore 10 e 10 vigile già con blocchetto in mano…esco e dico all’ agente che sono entrata due secondi in farmacia, ma niente mi risponde che non si può lasciare la macchina là neanche un minuto…
io dico “Madonna che dito in culo che siete!”🤬🤬🤬….al che mi viene risposto di tenere certe parole per me e che se avessi continuato la multa da 30€ sarebbe lievitata.
A questo rispondo chiedendo se dovevano far lievitare le casse del comune visto il suo minacciare da panettiere comunale…
Da lì l’inizio della fine…😱😰😱
Fanale anteriore destro scheggiato, gomme al limite dell’usura, assetto secondo lui non conforme quindi revisione straordinaria…
Io dico “Ma lei sta scherzando?Tutto questo per cinque minuti in farmacia?”😵😵😵
Lui risponde “Se lei evitava commenti sarebbe rimasto a 30€.”
A queste parole faccio il gesto della sberla a mano rovescia e gli dico che se gliela tiro neanche Google maps lo aiuta a tornare a casa.
Aggiunge al verbale “minacce a pubblico ufficiale.”
Morale 640€ da pagare.

Alla fine l’ho salutato , ho preso la moto e sono andata a casa.

Mi spiace per il padrone dell’auto, ho cercato di difenderlo fino alla fine …ma ha vinto il vigile.

😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😜😜😜😜😜

14 settembre 2018


Buongiorno a tutti,

durante l’incontro di ieri all’Auditorium di Palazzo Rosso, Comune di Genova e Regione Liguria hanno invitato gli stakeholder cittadini a diffondere il più possibile le informazioni riguardanti la giornata del 14 settembre 2018, al fine di avere la massima partecipazione dei genovesi a questa giornata.

La giornata si dividerà in due momenti: alle 11.36 la città si fermerà per un minuto di silenzio per ricordare le vittime del crollo del Ponte Morandi. Durante quel minuto suoneranno le campane della Diocesi e le sirene delle navi in porto, i cittadini sono inviati a osservare il minuto di silenzio sul luogo di lavoro oppure scendendo in strada ove possibile.

Alle 17.30 in Piazza De Ferrari genovesi e non si riuniranno per un altro momento di raccoglimento. In piazza saranno presenti i volontari, i vigili del fuoco e tutti coloro che dal 14 agosto si sono adoperati per mitigare le sofferenze della città. Inoltre ci saranno anche le testimonianze di coloro che soffrono di questa situazione, che hanno dovuto abbandonare le loro case. Molti artisti da Tullio Solenghi a Luca Bizzarri, ma anche il Carlo Felice con la sua musica, daranno il loro contributo.

Con questa mail vi ricordiamo che potete ritirare presso l’Infopoint Liguria (09.00 – 16.00, orario continuato) in Piazza De Ferrari il materiale informativo in forma cartacea, che trovate allegato a questa mail.

Vi chiediamo inoltre di condividere post dedicati a questa giornata pubblicati su canali Facebook e Instagram del Comune di Genova e di ricondividere l’evento Facebook Genova nel cuore che trovate a questo link https://www.facebook.com/events/1591028137865358/.
Dopo l’incontro di ieri, molti di voi hanno manifestato la volontà di girare una videotestimonianza del minuto di silenzio dalle vostre sedi. Vi chiediamo perciò di inoltrarci le vostre clip (che potranno essere filmate anche con un cellulare, purché il video sia in orizzontale) a questo indirizzo entro le 15 di venerdì 14 settembre.

Vi ringraziamo per la collaborazione e il supporto. Restiamo a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento

Un saluto cordiale

Marta Fiorellino
Comune di Genova
Direzione Marketing Territoriale, Promozione della Città, Attività Culturali

A cosa serve leggere la Bibbia?


C’era un ragazzo che viveva con suo nonno in una fattoria. Ogni mattina il nonno, che era cristiano, si alzava presto e dedicava del tempo a leggere le Scritture.

Il nipote cercava di imitarlo in qualche modo, ma un giorno chiese: «Nonno, io cerco di leggere la Bibbia ma anche le poche volte che riesco a capirci qualcosa, la dimentico quasi subito. Allora a cosa serve? Tanto vale che non la legga più!».

Il nonno terminò tranquillamente di mettere nella stufa il carbone che stava in una cesta, poi disse al nipote: «Vai al fiume, e portami una cesta d’acqua». Il ragazzo andò, ma ovviamente quando tornò non era rimasta acqua nella cesta. Il nonno ridacchiò e disse: «Beh, devi essere un po’ più rapido. Dai, muoviti, torna al fiume e prendi l’acqua». Anche questo secondo tentativo, naturalmente, fallì.

Il nipote, senza fiato, disse che era una cosa impossibile, e si mise a cercare un secchio. Ma il nonno insistette: «Non ti ho chiesto un secchio d’acqua, ma una cesta d’acqua. Torna al fiume». A quel punto il giovane sapeva che non ce l’avrebbe fatta, ma andò ugualmente per dimostrare al vecchio che era inutile, per quanto fosse svelto l’acqua filtrava dai buchi della cesta. Così tornò al fiume e portò la cesta vuota al nonno, dicendo: «Vedi? Non serve a niente!».

«Sei sicuro? – disse il nonno – Guarda un po’ la cesta». Il ragazzo guardò: la cesta, che prima era tutta nera di carbone, adesso era perfettamente pulita!

«Figlio, questo è ciò che succede quando leggi la Bibbia. Non capirai tutto, né ricorderai sempre ciò che hai letto, ma quando la leggi ti cambierà dall’interno. Dio lavora così nella nostra vita, ci raffina interiormente .

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Pentadattilo


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Nella nostra meravigliosa Calabria, quest’anno ho visitato Pentadattilo: un paese fantasma . Peccato che abbiamo beccato pioggia tutto il giorno, ma vi assicuro che da lassù si può vedere l’Etna e tutto lo stretto di Messina.
Il nome è per il fatto che la roccia pare una mano a cinque dita con il borgo nel palmo della stessa.
Nella seconda metà del XVII secolo Pentadattilo fu teatro di un grave fatto di sangue, la “Strage degli Alberti”, nota famiglia nobile del posto, che fu interamente trucidata ad opera di una famiglia rivale di Montebello Ionico ed ex feudatari di Pentadattilo.
Fra le due famiglie per lungo tempo vi era stata un’accesa rivalità per questioni relative a confini comuni e/o per fatti sentimentali e la faida portò appunto alla strage, la quale poi ha dato origini a varie leggende e dicerie secondo le quali ancora oggi i fantasmi di quelle anime trucidate vivono nel paese.
Se qualcuno decide di soggiornarci, fatemi sapere se farete incontri del terzo tipo 🙂

La verità che esce dal pozzo


“La leggenda vuole che un giorno la verità e la menzogna si siano incrociate.

-Buongiorno. Disse la menzogna.

-Buongiorno. Rispose la verità.

-Bella giornata. Disse la menzogna.

Quindi la verità si sporse per vedere se era vero. Lo era.

-Bella giornata. Disse allora la verità.

-Il lago è ancora più bello. Rispose la menzogna.

La verità guardò verso il lago e vide che la menzogna diceva il vero e annuì.

La menzogna disse:

-L’acqua è ancora più bella. Nuotiamo.

La verità sfiorò l’acqua con le dita ed era davvero bella e si fidò della menzogna.

Entrambe si spogliarono e nuotarono tranquille.

Qualche tempo dopo la menzogna uscì, si vestì con gli abiti della verità e se ne andò.

La verità, incapace di vestire i panni della menzogna, cominciò a camminare senza vestiti e tutti erano inorriditi nel vederla così.

Ancora oggi le persone preferiscono accettare la menzogna camuffata come verità e non la nuda verità.

Dal web

Amore, ricchezza e successo


Una donna stava innaffiando il giardino della sua casa
quando vide tre vecchietti con i loro anni di esperienza che stavano di fronte al suo giardino.

Ella non li conosceva e disse:
‘Non mi sembra di conoscervi, ma dovrete essere affamati.
Vi prego, entrate in casa così che mangiate qualcosa.’

Essi domandarono:

‘Non c’è l’uomo di casa?’

– ‘No,’ rispose lei, ‘non è in casa.

– ‘In tal caso, non possiamo entrare dissero.
All’imbrunire, quando il marito rincasò, ella gli raccontò tutto ciò che le era capitato.

– ‘Allora, di’ loro che sono rientrato e, dunque, invitali pure ad entrare!’
La donna uscì per invitare i tre uomini a casa.

– ‘Non possiamo entrare tutti e tre insieme in una casa’, spiegarono i vecchietti.

– ‘Perché?’, volle sapere lei.

Uno degli uomini indicò uno dei suoi amici e spiegò: ‘Il suo nome è Ricchezza’.

Subito dopo indicò l’altro. ‘Il suo nome è Successo’

‘ed io mi chiamo Amore.’

‘Adesso va’ dentro e decidi con tuo marito quale di noi tre desiderate invitare a casa vostra.’

La donna entrò in casa e raccontò a suo marito tutto ciò che i tre uomini le avevano detto. Lui si rallegrò e disse: ‘Che bello !’.
‘Se è così, allora invitiamo Ricchezza,’ ‘che venga, e riempia la nostra casa!’

Sua moglie non era d’accordo:
‘Caro, perché non invitiamo Successo?’

La figlia della coppia stava ascoltando dall’altra parte della casa ed entrò di corsa.
‘Non sarebbe meglio far entrare Amore?’
‘Così la nostra famiglia sarebbe piena di amore:’

‘Prendiamo in considerazione il consiglio di nostra figlia’, disse il marito alla moglie.
‘Va’ fuori ed invita Amore perché sia nostro ospite.’
La moglie uscì e chiese loro:
‘Chi di voi è Amore?’
‘Che venga, per favore, e sia il nostro invitato.

Amore si alzo dalla sua sedia e cominciò ad avanzare in direzione della casa.

Anche gli altri due si alzarono e lo seguirono.

Alquanto sorpresa, la signora chiese a Ricchezza e a Successo:
‘Io ho invitato solo Amore: perché venite anche voi?’

I tre replicarono insieme:
– ‘Se avessi invitato Ricchezza o Successo gli altri due sarebbero rimasti fuori, ma giacché hai invitato Amore, laddove egli vada, noi andiamo con lui.’

Laddove c’è amore, c’è anche ricchezza e successo.

Stile Artigiano/ Lo sapete che la museruola è nata a Genova?


non lo sapevo proprio 🙂

GenovaQuotidiana


Lo sapete che la museruola in plastica a doppia griglia è sta inventata a Sestri Ponente da Araldo Fedi? Sua figlia Anna, è a De Ferrari a Stile Artigiano. La sua azienda la realizza ancora ed è una dei 4 produttori al mondo. Araldo la inventò dopo che la sua boxerina mangiò un boccone avvelenato e morì. “Mio padre non la inventò per i cani morsicatori – dice Anna -, ma per la salute del cane”.

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Madonna delle vie.


Risultati immagini per la zingarella madonnina

 

Chi di noi non ha in casa dei nonni questa immagine della Madonna? 

la mia mamma lo aveva come capoletto

Ho scoperto oggi che si chiama la Madonna del riposo o Madonna delle vie.

L’autore si chiama Roberto Ferruzzi e morì nel 1934, vi lascio questi due link brevi ed interessanti se siete curiosi di leggere qualche chicca in più

http://www.mariadinazareth.it/curiosit%C3%A0/zingarella.htm

http://www.italiani.net/index.php/tracce/180-la-madonna-del-ferruzzi.html

foto dal web

Articolo: Pazienti sotto i ferri? La chirurga non se ne preoccupa: canta e balla come se nulla fosse e pubblica i video su Facebook


Pazienti sotto i ferri? La chirurga non se ne preoccupa: canta e balla come se nulla fosse e pubblica i video su Facebook

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/31/pazienti-sotto-i-ferri-la-chirurga-non-se-ne-preoccupa-canta-e-balla-come-se-nulla-fosse-e-pubblica-i-video-su-facebook/4395302/amp/

E in notizie così mi sale il crimine!!🤨

Francia corta


Una leggenda sostiene che fu Carlo Magno a dare il nome di Franciacorta a quella zona del Bresciano. Per vari storici, invece, esso deriverebbe dalla presenza di corti che durante il Medioevo ottennero particolari franchigia, ossia esenzioni dalle imposte, ed erano pertanto chiamate Corti Franche.

#Curiositá

Lo sapevi che


La zigrinatura delle monete (ossia i vari disegni a rilievo o le scritte incise sui loro bordi) non ha uno scopo estetico: essa venne ideata verso la metà del ‘500 per troncare l’attività di certi imbroglioni che ne limavano accuratamente i bordi, asportandone una piccola ma pur preziosa quantità di metallo.

Come fanno i sonnambuli a non sbattere?


Grazie a una sorta di bussola interna al nostro cervello, che è attiva anche durante il sonno. È stata scoperta da tre ricercatori che per questo hanno ricevuto il Nobel per la medicina nel 2014. Da un lato, John O’Keefe, neuroscienziato dell’University College di Londra, ha individuato un insieme di neuroni che ci forniscono una mappa cerebrale dell’ambiente. Dall’altro, i coniugi May-Britt Moser e Edvard Moser, dell’Università Norvegese di Scienza e Tecnologia di Trondheim, hanno scoperto le cosiddette “cellule griglia”: danno le coordinate per orientarsi nello spazio, stimano le distanze e dirigono il movimento da un posto all’altro. Grazie alle loro ricerche oggi sappiamo di avere un sistema cerebrale che funziona come un Gps. Lo teniamo sempre acceso, perfino quando dormiamo: infatti, al NYU Langone Medical Center di New York si è osservato, sulle cavie da laboratorio, che durante il sonno è attivo almeno quanto lo è da svegli. Questo potrebbe spiegare perché i sonnambuli, pur essendo incoscienti, possono mantenere la capacità di orientarsi in ambienti famigliari, senza sbattere contro i mobili o i muri.

Fonte Rivista FocusD&R

Grande verità


⁣Quando ho perso te tu ed io abbiamo perso;
Io perché tu eri quello che amavo di più.
E tu perché io ero chi ti amava di più;
Ma di noi due tu perdi più di me:
perché io potrò ancora amare come amavo te,
ma nessuno ti amerà mai come ti amavo io.

-Ernesto Cardenal Martinez