gratiarum cartusia GRA CAR // Beatrice I d’Este


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GRA CAR

LA CERTOSA DELLE GRAZIE è meglio conosciuta come la certosa di Pavia, fu fondata nel 1396 da Galeazzo Visconti per servire da mausoleo alla sua famiglia, ora è anche casa di una piccola comunità di sei  monaci cistercensi.

oggi l’edificio è di proprietà del demanio, x questo è assolutamente vietato fotografare all’interno. la facciata è un’opera di straordinaria bellezza, riccamente elaborata con statue di santi nelle nicchie, fogliame e ghirlande, c’è rappresentata in basso la vita di cristo.

l’interno è in stile gotico ma la parte del coro è stata rifatta nel rinascimento. le volte del soffitto sono di di un blu intenso  con le stelle dorate. nel refettorio si ritrovano i monaci una volta alla settimana di domenica x mangiare assieme, negli altri giorni i pasti vengono consumati nelle rispettive celle. nel chiostro grande (dove una volta c’era anche il cimitero-spostato in seguito a dei lavori e poi non + ristabilito nel posto originale) si profilano i tetti e i camini di 24 celle dove abitavano i certosini fino al 1968; l’interno di queste abitazioni è sorprendente x la massima sobrietà, si entra in una salettina dove c’era il focolare e il bagno arredata con un un tavolo fuori c’è  un piccolo giardino dove i monaci potevano godere nel vedere la natura crescere e fiorire sotto le loro mani, il cibo veniva offerto loro attraverso una ruota, in modo che i due confratelli non si potessero incontrare e chiacchierare. I pasti erano due d’estate e uno d’inverno, la giornata doveva trascorrere in clausura tra preghiere e lavori, adatti a soddisfare ogni bisogno del convento, poiché si dovevano mantenere con il lavoro delle loro mani. avevano solo mezza giornata all’anno a disposizione per poter dedicare ai famigliari, e anche quando uscivano x una passeggiata in preghiera solo se uno dei due monaci era anziano ed aveva bisogno di essere accompagnato uscivano  in due… altrimenti si era sempre soli. In una parte del transetto della basilica c’è il cenotafio di Ludovico il Moro e Beatrice d’Este in misure reali.

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Bagnara


Bagnara si trova incastonata nella nostra meravigliosa costa viola sul tirreno,
potete vedere  nella foto la torre di re ruggero il normanno del xv secolo ( la calabria ne contava 32 circa)
 ed un piccolo monumento che  ricorda la straordinaria mia martini- grande voce italiana 
che è nata qui…♥ E  di cui oggi cade l’anniversario di morte: era il 12 maggio del 1995

metropolitana curiosità


La metropolitana di Genova serve una rete di 5,5 chilometri e conta sette stazioni che si aprono su punti turistici, culturali e commerciali della città: Brin, Dinegro, Principe, Darsena, San Giorgio, Sarzano/Sant’Agostino, De Ferrari.

Possono essere diversi i parametri utilizzati per valutare l’estensione della rete metropolitana di una città. Se consideriamo il numero di linee, per esempio, la più estesa risulta essere la rete di New York, con 27 linee. Se invece guardiamo la lunghezza complessiva in chilometri allora il record spetta a Shanghai, che ha recentemente superato Londra, con 420 km. Oppure si potrebbe considerare il numero medio di passeggeri trasportati per anno e in questo caso la vincitrice risulterebbe Tokyo. Di seguito tre significative classifiche dalle quali si evince l’arretratezza dei trasporti nelle metropoli italiane.

CLASSIFICA PER NUMERO DI LINEE:

1. New York (USA) 27
2. Parigi (Francia) 16
3. Colonia (Germania) 15
4. Beijing (Cina) 13
4. Tokyo (Giappone) 13
4. Madrid (Spagna) 13
7. Mosca (Russia) 12
8. Shanghai (Cina) 11 8. Mexico City (Messico) 11 8. Londra (Regno Unito) 11 8. Barcellona (Spagna) 11 44. Milano (Italia) 3 44. Napoli (Italia) 3

CLASSIFICA PER LUNGHEZZA TOTALE:

1. Shanghai (Cina) 423.0 km
2. Londra (Regno Unito) 402.0 km
3. New York (USA) 368.0 km
4. Beijing (Cina) 337.0 km
5. Seoul (Corea del Sud) 316.3 km
6. Tokyo (Giappone) 304.5 km
7. Mosca (Russia) 302.0 km
8. Madrid (Spagna) 286.3 km
9. Guangzhou (Cina) 231.9 km
10. Parigi (Francia) 215.0 km
31. Milano (Italia) 83.3 km
72. Roma (Italia) 39.0 km     La prima vera linea metropolitana al mondo è stata comunque quella di Londra, chiamata ancora oggi “Underground” o “The Tube”. Essa ha cominciato a operare il 10 gennaio 1863 (Metropolitan Line) e attualmente ha 414 km di linee.

Battesimo di Sant’Agostino


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Sant’Agostino…padre della chiesa cattolica: uomo che amava godersi la vita e che cercava la verità del senso di vivere; dopo varie accostamenti a diverse religioni a 33 anni ricevette il battesimo x mani del vescovo Ambrogio di milano nel 387 nella notte di pasqua tra il 24 e il 25 aprile DEL 387

 il vescovo di Pavia..aprel’ulna d’argento per esporre le reliquie del santo  ai fedeli. Tale avvenimento viene ripetuto ad agosto nel giorno della sua morte. nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro ci sOno anche le spoglie di re Liutprando…primo re d’italia…re longobardo… che  sant’Agostino volle fosse deposto  li.

particolarmente ricca l’arca della tomba di sant’Agostino, dietro all’altare c’è un mosaico originale  di dove è morto sant’Agostino a Ippona in Algeria.

nella facciata della basilica sul contrafforte di destra c’è una lapide marmorea che riporta le parole si san Tommaso d’Aquino nel canto X del paradiso di dante.

chi è interssato consiglio di dare un’occhiata qui http://santagostinopavia.wordpress.com/

31 marzo 1889 – “Bienvenue sur la Tour Eiffel!


dal web

– Benvenut- Welcome to the Eiffel Tower – Bienvenidos a la Torre Eiffel – Willkommen auf dem Eiffelturm”

Trecenteventiquattro metri e diecimila tonnellate di ferro l’hanno resa uno dei monumenti più famosi del mondo. E’ il luogo più amato dagli innamorati, una delle scenografie più sfruttate dai registi e senza dubbio uno dei simboli della Francia.

Avete capito di quale si tratta? Esatto, della fantastica Torre Eiffel! Uno dei monumenti più romantici, cinematografici e amati del mondo. Sono milioni i visitatori che ogni anno decidono di arrivare in cima e moltissime sono le proposte di matrimonio a cui la torre ha assistito. La torre poggia i piedi sulla riva della Senna e si trova in quella che forse è la zona più prestigiosa di Parigi. A tener compagnia alla “vedetta della città” ci sono molte altre attrazioni tra musei, monumenti e meravigliosi giardini.

Fu costruita tra il 1885 e il 1889 dall’ingegnere Gustave Eiffel in occasione della Exposition Universelle (l’Esposizione Universale), organizzata per festeggiare il centenario della Rivoluzione Francese e l’inizio del nuovo secolo che si prospettava ricco di pace, euforia e frivolezze e che pertanto venne definito Belle Époque. Il 31 marzo 1889 fu inaugurato quello che divenne il simbolo di Parigi e che detenne il primato di costruzione più alta del mondo fino al 1930, anno in cui fu completato il Crysler Building di New York.

Al terzo livello della torre Eiffel progettò una sala in cui riceveva gli ospiti illustri senza immaginare che più di cent’anni dopo in quella  stessa sala sarebbero state esposte la sua statua, quella di Thomas Edison e della figlia Claire rappresentanti l’incontro avvenuto nel 1889 e in cui Edison gli mostrò il fonografo. Altra curiosità di quest’opera architettonica che stupisce tutti è che gli ascensori in vetro sono gli stessi del 1889! Non ne fanno più di così resistenti!

Insomma, questa costruzione di ferro e bulloni ha fatto la storia ed è diventata uno dei simboli più amati a livello mondiale. Saranno più di un’ottantina i film in cui, in un modo o nell’altro, la bella torre appare in tutta il suo splendore. Pissarro la dipinse prima che venne conclusa e alcuni poeti come Maurice Carême l’hanno decantata. Eppure pensate che furono in molti a contrastare la sua costruzione, considerandola poco valida esteticamente. Le contestazioni da parte dell’ élite letteraria e artistica furono tali che la torre rischiò di essere demolita nel 1909. Fortunatamente la Francia rinsavì, capì la grandiosità di quest’opera architettonica e ne scoprì un nuovo utilizzo; la torre di Eiffel si rivelò infatti un’ideale piattaforma per le antenne delle trasmissioni radiotelegrafiche.

Oggi la torre parigina è uno dei simboli più amati e noti della Ville e, nonostante ci sia ancora chi la definisce “l’asparago di ferro”, è stata proposta per entrare a far parte delle sette meraviglie del mondo moderno. Dal 2000 è illuminata ad arte; al calare del sole il simbolo di Parigi si accende come un faro sulla romantica notte francese, circondato dal vivace mormorio della Senna e da un “ooooh” di meraviglia che unisce grandi e piccini.

sito

Santuario della Madonnetta


Oggi pomeriggio ho visitato una chiesa nella quale non ero mai stata.
Non mi perdo nel raccontarvi le meraviglie che ho visto
perchè il sito http://www.santuariomadonnetta.it/santuario-it-it/il-fondatore/
le descrive in modo preciso e accurato.
Alcune cose mi hanno colpito in modo particolare e sono il numero delle reliquie che la chiesa custodisce, si parla di circa 26000 reliquie, quasi tutte esposte alle pareti che nell’epoca barocca fungevano da decori.
la statua della madonna in alabastro che è in cripta e
la statua lignea della Pietà del Maragliano , in cui gli occhi della Madonna hanno una luce unica e particolarissima.
e il presepe ricco di statue preziose riccamente decorate con i tessuti dell’epoca, ambientato a Genova con gli scorci della città e dei nostri monumenti.
sicuramente merita una visita per le tante particolarità forse poco conosciute.

Santuario di Nostra Signora della Misericordia


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Secondo la tradizione popolare la nascita del santuario è legata ad un’apparizione della Madonna al contadino Antonio Botta la mattina del 18 marzo del 1536. Nativo della località di San Bernardo, dove si trova l’omonima parrocchia, il racconto descrive che all’anziano contadino la Vergine Maria, vestita di bianco e attorniata da una luce abbagliante, apparve nei pressi di un ruscello, alla confluenza del torrente Letimbro, su una pietra del corso d’acqua. La Madonna chiese ad Antonio di recarsi dal suo confessore e, tramite le parole di quest’ultimo, di indire tre sabati di digiuno e di compiere tre processioni in onore di Dio e di Maria; la Vergine lasciò inoltre al contadino la richiesta di ritornare nello stesso luogo il quarto sabato poiché altri messaggi dovevano essere comunicati alla curia e al popolo di Savona.

La fontana del 1708 dello scultore Giacomo Antonio Ponsonelli antistante il santuario.
Obbedendo alle parole della Madonna, Antonio si recò subito a Savona e comunicò al vescovo della locale diocesi, monsignor Bartolomeo Zabrera, quanto proferito da Maria e le richieste da lei espresse. Creduto dalla curia e quindi dal popolo savonese si esaudirono le volontà di Maria.
Se la comunità religiosa obbedì fedelmente alle parole di Antonio Botta, diversa fu la reazione delle autorità civili, in particolare del podestà genovese Baldassarre Doria reggente il feudo di Savona per conto della Repubblica di Genova. Quest’ultimo, temendo una possibile rivolta anti-genovese in nome della fede, convocò il contadino al castello per un interrogatorio sui fatti accaduti. Una leggenda racconta che durante il colloquio tra le autorità e Antonio Botta alcuni pescatori, al largo di Savona, videro sopra la cattedrale e il castello tre fiammelle alte nel cielo.
La seconda apparizione della Madonna avvenne, come promesso, il quarto sabato dal primo evento, l’8 aprile del 1536 vigilia della domenica delle Palme. Ad Antonio Botta, dopo la preghiera, apparve nuovamente la Vergine con la stessa luce abbagliante e nel punto esatto della prima apparizione mariana; il contadino la ricorda con le mani tese verso il basso e allargate in un gesto di misericordia. Ancora una volta la Madonna chiese all’anziano popolano tre sabati di digiuno e una nuova processione per giorni dalla popolazione e in special modo dalle confraternite disciplinanti; nel messaggio pronunziato da Maria, così come racconta la tradizione popolare, ella elogiò il buon operato di tali confraternite nell’opera di divulgazione della parola di Dio ed esortò Antonio e i suoi compaesani di seguire la dottrina religiosa. La Madonna finì il suo messaggio divino e scomparve con le parole di benedizione Misericordia, Figlio, voglio e non giustizia.
La notizia dell’apparizione mariana nella valle del Letimbro fece ben presto affluire sul luogo dell’evento un numero sempre più crescente di pellegrini e credenti, tanto che fu costituita un’apposita commissione tra i cittadini per regolarne l’afflusso. Le cospicue somme di elemosine, offerte dai pellegrini in visita, accrebbero la necessità di edificare in loco un edificio o luogo di culto per accogliere i sempre più numerosi fedeli.
Il primo progetto, un oratorio, fu ben presto approvato da monsignor Bartolomeo Chiabrera il 21 aprile del 1536, ma si deviò per la costruzione di un’opera maggiore, un santuario con un annesso ospizio per i poveri. Il nuovo progetto religioso fu quindi deliberato dal consiglio cittadino di Savona e dal cardinale Orazio Spinola il 24 luglio e già l’11 agosto dello stesso anno si diede il via al nuovo edificio di culto nella valle del Letimbro.
Nello stesso periodo la comunità comunale savonese decretò il 18 marzo, giorno della prima apparizione mariana al contadino Antonio Botta, data festiva e l’intenzione di compiere annualmente in tale occasione una processione votiva al santuario che, dopo quattro anni di intenso lavoro, si presentava nel 1540 già pronto nella sua struttura muraria.La chiesa del santuario, costruita nel 1536 su disegno di Pace Antonino Sormano, è un tipico esempio di primo barocco italiano, anche se la sua struttura è un po’ anomala per una chiesa barocca: è costruita su tre livelli (navata, cripta e presbiterio), pare in ricordo della cattedrale romanica, che sorgeva in luogo del Priamar, distrutta dai Genovesi per lasciar spazio alla costruzione della fortezza rinascimentale.
Sul piazzale antistante la chiesa è collocata una fontana di Giacomo Antonio Ponsonelli del 1708.
Attorno al santuario nel tempo sono stati edificati ospizi per anziani ed orfanotrofi, molti dei quali funzionanti fino alla seconda metà del Novecento (resta un ospizio per anziani).
La facciata, a tre porte, in pietra del Finale, è opera di Taddeo Carlone di Rovio di Lugano. In tre nicchie sono collocate le statue di san Giovanni Battista, di san Giovanni Evangelista e della Vergine.
Tra le opere maggiori contenute al suo interno vi sono un altare di Gian Lorenzo Bernini e una grande tela del Domenichino.
Nella cripta si trova la statua della Madonna di Misericordia, incoronata dal papa Pio VII, dopo essere stato liberato dalla sua prigionia savonese, iniziata nel 1809. Ad essa ha fatto visita papa Benedetto XVI il 17 maggio 2008.
Il santuario ha un Museo del Tesoro, dove si possono ammirare ex voto di varie epoche, paramenti e oggetti sacri.

Pellegrinaggio a Roma


14463034_1847832592118201_3385453165470000917_n-1Un amico mi ha fatto conoscere questa bella iniziativa,ed io la condivido con voi-
Sabato 8 e Domenica 9 ottobre si celebrerà a Roma il “Giubileo dei Movimenti Mariani”.
Il gruppo di preghiera mariano di San Cipriano organizza per l’occasione un pellegrinaggio di tre giorni a Roma.
Per chi desiderasse partecipare ed unirsi puo’ contattare Maria Pia al numero 393.43.800.48
Quota:230 euro a persona.
Nella foto il programma dettagliato

la cappella di monte siepi


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la cappella ha una pianta circolare e fu costruita tra il 1181 e il 1185 sulla collina dove san galgano si ritirò in eremitaggio. al centro si trova il masso con la spada, che come Re Artu un bischero tentò di estrarre la spada diversi anni fa … rompendola all’altezza dell’elsa.

 

 colpa o merito della stupidità umana, oggi, la spada nella Roccia, è protetta da una teca antivandalo ed a prova di stupido

nella cappellina rettagolare che fu aggiunta in un secondo tempo…sn conservati i resti delle mani di un tale che volendo estrarre la spada fu poi sbranato dai lupi.

Medjugorje


Eccomi dopo qualche giorno di assenza al pc.
Mi siete mancati un pò…ebbene si …
però devo onestamente dire che il mio tempo l’ho dedicato in modo assai piacevole.
Non mi sono riposata fisicamente, anzi, ma sono riuscita a realizzare un mio desiderio, e cioè quello di andare a Medjgorie con mio marito.
Cosa dirvi, di nuovo che non ho già raccontato tre anni fa?
Difficile parlare di emozioni cosi particolari, vi invito ad andare se ne avete la possibilità e proverete su voi  stessi emozioni e sensazioni nuove.
Mi limito a raccontarvi che siamo partiti da genova alle 22 di domenica e alle 14 di lunedi siamo rimasti bloccati ed in ostaggio in autostrada dopo l’ultima frontiera all’entrata della bosnia.
Manifestava un manipolo di poliziotti reduci della guerra del 1992/1995 per quale motivo a me sconosciuto ma appoggiato e scortato dalla polizia attuale.
Insomma ci hanno tenuti fermi 4 ore  e piu’ sotto il sole senza acqua e soccorsi dopo un viaggio con alle spalle 16 ore di cammino, e con noi ovviamente famiglie con bimbi piccoli e persone malate.
La confusione in autostrada era tanta, e poichè minacciavano di tenerci li fino al pomeriggio successivo, ed inoltre non ci facevano nemmeno uscire a piedi dall’autostrada le soluzioni proposte sono state diverse- si è pensato di :
pregare sul pullman, pregare davanti al presidio con i bambini piccoli davanti ( ma in effetti alcune mamme non erano molto favorevoli- poichè erano armati e si sa che non hanno modi molto consoni ai rapporti interpersonali), chiamare l’ambasciatore, chiamare la farnesina ( la quale era informata ed io avevo registro il viaggio sul sito viaggiare sicuri) …..insomma… un’avventura che è andata bene perchè lassù qualcuno ci ha pensato, nessuno almeno dei pellegrini si è sentito male – almeno dei pullman visibili a visto d’occhio nella coda.
finalmente alle 19 30 ci hanno lasciato passare-
il pellegrinaggio è proseguito bene con i numerosi impegni del festival dei giovani, ai quali io onestamente non ho partecipato per stare in raccoglimento sulla croce blu… li dove mi piace stare in pace….
quest’anno sono riuscita a fare il krizevac! anche se scendendo mi ha assalito lo sconforto per la stanchezza….
Abbiamo, inoltre visto un crocifisso particolare… chiamato < il crocifisso peloso> dal quale pare Mel Gibson si sia ispirato per il suo film…un crocifisso particolare… un’opera d’arte si, ma nulla di piu’….
Durante l’ultima messa abbiamo assistito ad un esorcismo, è un emozione fortissima per chi non l’ha mai provata, io ho immagazzinato tutte le emozioni pregando sempre piu’ intensamente, però alla fine quando finalmente la ragazza è stata sanata io sono scoppiata in un pianto a singhiozzo liberatorio….
e a  chi non crede che esiste il male, dico che  dovrebbe vedere con i propri occhi.
non vi racconto cosa faceva o diceva, perchè non serve, vi dico solo che Gesù ha trionfato sul male!!!! come sempre se si prega con fiducia.
condivido con voi alcune foto, e ringrazio Lassù per il dono dato di esserci potuta andare ♥
ecco 
Messaggio del 2 agosto 2016 (Mirjana)
Cari figli sono venuta a voi, in mezzo a voi, perché mi diate le vostre preoccupazioni,affinché possa presentarle a mio Figlio e intercedere per voi presso di lui per il vostro bene. So che ognuno di voi ha le sue preoccupazioni, le sue prove. Perciò maternamente vi invito: venite alla Mensa di mio Figlio! Egli spezza il pane per voi, vi se stesso. Vi  la speranza. Egli vi chiede più fede, speranza e serenità. Chiede la vostra lotta interiore contro l’egoismo, il giudizio e le umane debolezze. Perciò io, come Madre, vi dico: pregate,perché la preghiera vi forza per la lotta interiore. Mio Figlio, da piccolo, mi diceva spesso che molti mi avrebbero amata e chiamata “Madre”. Io, qui in mezzo a voi, sento amore e vi ringrazio! Per mezzo di questo amore prego mio Figlio affinché nessuno di voi,miei figli, torni a casa così come è venuto. Affinché portiate quanta più speranza,misericordia e amore possibile; affinché siate i miei apostoli dell’amore, che testimonino con la loro vita che il Padre Celeste è sorgente di vita e non di morte. Cari figli, di nuovo maternamente vi prego: pregate per gli eletti di mio Figlio, per le loro mani benedette, peri vostri pastori, affinché possano predicare mio Figlio con quanto più amore possibile, e così suscitare conversioni. Vi ringrazio!

 

Acqua di colonia …


dal webFile:1811-Rosoli-Flacon.jpgL’inventore dell’acqua di Colonia fu Paolo Feminis. Qualche giorno fa a Parigi una ricercatrice italiana ha rinvenuto un documento che porrebbe fine alla diatriba sulla paternità dell’  “acqua mirabilis” a trecento anni dalla sua invenzione. La contesa lunga tre secoli è stata portata avanti dai discendenti di Giovanni Maria Farina e Giovanni Paolo Feminis. Entrambi emigrati in Germania da Santa Maria Maggiore in cerca di fortuna. Il documento stilato nel 1727 e firmato da un docente della facoltà di medicina di Colonia attribuendo l’invenzione a Feminis conferma quanto da sempre sostenuto dai vigezzini. A lui la paternità dell’apprezzata miscela profumata, a Farina il merito di aver diffuso la fragranza … insieme con un testimonial d’eccezione. Perché se Marilyn ha reso noto in tutto il mondo un famoso profumo francese dichiarando di indossare, per andare a letto, “solo due gocce di Chanel n° 5”, l’acqua di Colonia poteva contare su Napoleone come affezionato estimatore. Comunque oggi il profumo che ancora viene distillato a Piedimulera reca entrambi i nomi dei due personaggi, importanti benefattori per la valle Vigezzo. Ma come si creò l’equivoco? Nella valle dei pittori si racconta che Feminis, senza eredi che potessero portare avanti la sua attività, richiamo’ in Germania il Farina, suo parente. Alla morte dell’inventore chi raccolse il testimone di quella che era essenzialmente una piccola attività in campo farmaceutico la trasformo’ nella produzione di un’acqua richiestissima per ovviare alla mancanza di igiene nei secoli scorsi diffusa anche tra re e regine.

sito

Regali perduti


Ultimamente va di moda regalare 

potrebbe sembrare un’idea carina al primo impatto

ma per mia esperienza dico che è quasi sempre una fregatura.

quando ho telefonato in qualche struttura per prenotare o mi è stato detto che non aderiscono piu’ all’iniziativa

e che il sito e il cartaceo non sono aggiornati, o che combinazione non hanno mai posto.

senza contare che poi le strutture facilmente raggiungibili per un week end sono davvero pochi

morale della favola: 3 smart box buttati nel cesso.

grazie ma alla prossima no smart box.

Santuario dell’Acquasanta


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Non sapevo che presso il Santuario dell’Acquasanta ci  fu un evento particolare:

l’Acquasanta annovera le nozze regali, celebratesi il 21 novembre 1832, tra il re di Napoli, Ferdinando II di Borbone e la principessa Maria Cristina di Savoia,Nozze di Ferdinando II di Borbone con Maria Cristina di Savoia figlia di Vittorio Emanuele I e di Maria Teresa d’Asburgo.

La mia piccola quotidiana di novità anche per oggi l’ho imparata:-)
vi posto il link del santuario se vi trovate nei dintorni e siete curiosi merita una visita.

Terme romane a Reggio Calabria


Da scavi effettuati durante la sistemazione del lungomare successiva terremoto del 1908 sono venuti alla luce i ruderi di uno degli otto impianti termali presenti probabilmente nei primi secoli d.C

Data la dimensione delle vasche e degli ambienti, le terme potrebbero essere state piuttosto dei “bagni”, stabilimenti gestiti da privati, anche se una parte del perimetro appare continuare al di sotto della strada esistente e potrebbe avere contenuto altri ambienti di servizio, quali biblioteche o palestre come spesso si rinviene in altri siti in Europa.

La stanza-ambiente centrale, che è decorata con un suggestivo mosaico ad elementi geometrici in tessere bianche e nere, funge da collegamento tra gli altri ambienti. A questo ambiente centrale si perviene da diversi ingressi, che fanno ipotizzare come l’ingresso principale delle terme potesse essere dal lato mare,(foto e scritto dal web)

Da notare, come sempre mantenuta nell’ingegnosità della progettazione termale romana, la perfetta orientazione degli ambienti: la vasca per le immersioni fredde (frigidarium) a nord, la vasca per le immersioni calde (calidarium) a ovest, per sfruttare tutta la durata del calore solare.

Il frigidarium si riconosce, oltre che per la posizione, per il rivestimento della vasca in opus signinum (intonaco impermeabile usato come rivestimento per le opere contenenti acqua, costituito da una miscela di calce e tegole frantumate che conferiscono il colore rosato) e per l’assenza del fondo riscaldato e dei tubuli per il riscaldamento della vasca. Al contrario il calidarium, visibile dalla strada (l’accesso all’interno del sito non risulta attualmente possibile), mostra in maniera evidente tutto intorno la disposizione dei tubuli di terracotta, gli elementi verticali addossati alla parete per la circolazione dell’aria calda proveniente dalla fornace. Tutto attorno alla vasca,  è posto un muretto dove gli ospiti dei bagni potevano sedersi, visto che il bagno consisteva in una semplice immersione non in una natatio, come in una moderna piscina.

Particolare di un pavimento dei bagni d’epoca romana. Vista del Calidarium con sedile e scarico al fondo.

Molto interessante è lo scarico della vasca sul fondo, che consentiva di drenarla per la pulizia e manutenzione, comunicante con un canale generale di scarico, e reso possibile dal pavimento sopraelevato sulle “pilae”, di cui una è visibile dal foro quadrato dello scarico stesso. Un’altra pila ben visibile è posta ad un angolo (nord) dell’ambiente contiguo, probabilmente il tepidarium, destinato a riscaldare il corpo, ma senza una vasca per immersione. 

La fornace, una galleria in mattoni in cui veniva bruciato il combustibile, dovrebbe essere quella visibile dalla strada superiore, anche se la volta in mattoni è per lo più mancante. Il sistema di riscaldamento, denominato hypocaustum, tipicamente usato nei bagni dell’epoca romana dei primi secoli, è costituito dalla fornace, dove il materiale bruciato continuamente riscaldava l’acqua in un bacino metallico collocato al di sopra, e poi comunicante con la vasca delcalidarium. Allo stesso tempo l’aria calda veniva convogliata al di sotto dei pavimenti sopraelevati ed entrava nei tubuli di terracotta al di sotto degli intonaci delle pareti del caldarium e tepidarium per riscaldare gli ambienti, venendo poi espulsa da camini all’esterno.

Le terme dovevano essere alimentate o da un pozzo locale, ma anche verosimilmente da un acquedotto, vista la vicinanza con il porto antico e con l’area del foro, anche se non risulta evidente la presenza di un canale o di una cisterna di raccolta.

queste sotto sono foto mie

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Il volto di Padre Pio a Pietraperzia


nel paese natio di mio marito, su di un muro di una casa abbandonata si è verificato anni fa un curioso fatto visibile ancora oggi: si vede nel muro l’immagine del volto di Padre Pio, qui potete leggere meglio la storia

ed ora vi posto le foto scattate da me…126 127 128 129

e vi posso assicurare che ad occhio nudo non si nota subito

ma con l’obiettivo invece appare subito nitido

vero o falso non so- miracolo o solo umidità… chissà

fatto sta che si si distingue bene, ed io ero  molto incredula

Stazione AV Reggio Emilia


tratto da :http://www.ferrovie.it/portale/leggi.php?id=3225

 Stazione Reggio Emilia AV Mediopadana, costruita – per quanto riguarda le strutture dedicate al servizio viaggiatori – tra il 2010 e il 2013 con un investimento di 79 milioni di euro cofinanziati da RFI e Regione Emilia-Romagna, è ubicata al km 63 della linea veloce Bologna-Milano, a circa 4 km a nord della Città del Tricolore, in località Mancasale. I lavori, diretti da Italferr per conto di RFI, sono stati eseguiti dall’impresa Cimolai di Pordenone.
L’impianto, lungo 483 m, largo 50 m e sviluppato su una superficie complessiva di circa 28.000 m2, dispone di 4 binari: due centrali di corretto tracciato, riservati al solo transito, senza banchine e protetti contro indebiti attraversamenti mediante alte e robuste inferriate, e due di fermata, denominati 1 e 4.
 l’elemento caratterizzante dell’architettura disegnata da Calatrava, è costituita da 457 portali d’acciaio, geometricamente differenti e distanziati tra loro di circa un metro per formare nel complesso una lunga onda sinusoidale; la protezione contro le intemperie è assicurata, sopra le banchine, da lastre di vetro stratificato interposte tra i portali dell’onda.

La costiera amalfitana


Bè…ero di passaggio, il tempo lo avevo ed allora perchè non fare il tratto di costa passando attraverso i paesi del golfo di salerno?….. 

Non me ne vogliano gli amici campani… è bella si…ma mai andrei a fare le vacanze in un posto cosi…

magari girare x le viuzze dei paesani verso aprile maggio si può fare… ma l’idea di mare che offrono è ben lontana dal mio di essere.

amalfi, maiori, minori, positano… se tornerò sarà ad un nuovo inizio estate non certo a luglio.

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Montecassino


Una visita superficiale e velocissima all’abbazia di Montecassino fondata nel 525 da san Benedetto da Norcia- patrono d’Europa.
superficiale perchè sono arrivata all’orario di chiusura, ma siccome ero di passaggio diciamo che
va bene lo stesso,- ma – mi sono promessa di ritornarci piu’ organizzata.
ricordiamo tutti dai testi di scuola la battaglia di montecassino del 1944 dove le forze alleate pensando che vi soggiornassero i tedeschi la rasero al suolo per sbaglio.
Ho scoperto che oltre alla tomba di San Benedetto c’è anche quella della sua sorella gemella santa Scolastica qui il link del dettaglio

ecco alcune foto mie

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Jacopo da Varazze


Ieri mi è nata la curiosità di scoprire qualcosa in piu’ su un santo genovese molto famoso facente parte dell’Ordine Domenicano.
Molti frati e consorelle dell’Ordine – nel passato hanno raggiunto la santità:
beato Jacopo da Varazze che è il protagonista del mio approfondimento, San Tommaso d’Aquino, San Pio V, Santa Caterina da Siena ( che tra pochi giorni ricorderemo) e Santa Rosa da Lima.
A Varazze c’è il convento fondato nel 1419 dai frati che lo abitarono fino all’ottocento- periodo in cui ci fu la soppressione degli ordini religiosi.
La chiesa è molto ricca e curata è a tre navate e risale al 1618 con l’ultimo rifacimento. La facciata è a righe in pietra di Finale, in cui si può ammirare ancora i segni del bombardamento della guerra del 1746.
Molto belle le cappelle del Sacro Cuore di Gesù e quella della Madonna del Rosario del Maragliano.
Nella navata di sinistra in fondo c’è la Cappella del Beato Giacomo di Varazze con l’urna argentea contenente le sue reliquie. Egli nacque a Varazze nel 1230 e divenne frate domenicano e Arcivescovo di Genova, dove si acquistò la fama di Santità per la sua dedicazione ai problemi cittadini e per il suo aiuto sempre presente ai poveri. Scrisse il CHRONICON JANUENSE E LA LEGENDA AUREA, che fu uno dei best seller del medioevo, miniera a cui attinseo ispirazione predicatori e artisti, ed ancora oggi è uno dei libri più stampati della storia.
Sempre a sinsitra possiamo vedere la cappella di Santa Caterina: figura di primo piano nell’ordine Domenicano come mistica, dottore della chiesa, patrona d’Europa e d’Italia e di Varazze che la celebra ogni anno in modo solenne.
Santa Caterina si fermò a Varazze, di ritorno da Avignone nel 1376 e si fermò qui proprio per il BeatoJacopo da Varazze.
Un piccolo tesoro a pochi km dalla nostra città che consiglio a tutti di visitare, non solo per cultura ma per fede.

per la vita del santo:
http://www.santiebeati.it/dettaglio/62400

4a tappa: Triora


Triora: anche detto il paese delle streghe, famosa per la festa della sera di halloween,

e come specialità ha  del pane buono buono

Il paese vive sulla leggenda tardo medievale che lo vuole abitazione di numerose streghe, poi processate e condannate nel periodo dell’Inquisizione.

 

Tutto questo contribuisce a creare un’atmosfera davvero particolare. Infatti, passeggiando nei vicoli del paese, tra case diroccate e archivolti medievali, ci si sente osservati…

Da visitare, il Museo della Stregoneria. Che noi non abbiamo visto data l’ora a cui siamo arrivati…

Per tutte le informazioni, potete visitare il sito ufficiale.

ecco alcuni scatti:

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3a tappa Principato di Seborga


 la terza tappa ci ha portato in un piccolo principato che rivendica l’indipendenza, molto caratteristico, ma in effetti da quanto avevo visto in programmi televisivi un pò mi ha deluso, me lo aspettavo un poco diverso, comunque vale la pena di farci una gita….qui la storia del perchè si dichiarano indipendenti http://www.principatodiseborga.com/pds/

 

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2a tappa Giardini Hanbury


Ecco come promesso proseguo con il racconto della giornata di sabato…

come secondo tappa ci siamo fermati a visitare i famosi Giardini di Villa Hanbury

se non li conoscete vi rimando al sito http://www.giardinihanbury.com/hanbury4/

per le informazioni tecniche e botaniche… io vi posto alcune foto fatte:

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Ecco cosa ho ho combinato in questi giorni :-)


Buon pomeriggio amici cari,

eccomi dopo alcuni di giorni di assenza 

in cui mi sono dedicata ai preparativi della festa a sorpresa di mio marito per i suoi primi 50 anni…

sono stati giorni molto pieni,  poichè mi sono decisa in proposito giusto mercoledi sera, 

cosi ora vi racconto cosa ho combinato e vi faccio vedere alcune foto, magari in piu’ post, ok?

allora il giorno del compleanno e del ns anniversario era il 6 settembre sabato:

per prima cosa gli ho chiesto di prendersi un giorno di ferie in modo da poter stare un pò insieme

e cosi abbiamo deciso di fare una gita fuori porta per vedere alcuni posti mai visitati .

Giovedi e venerdi li ho dedicati ai preparativi e al modo soprattutto di non farmi scoprire…

dunque andiamo per ordine: ora vi racconto di sabato:

mattina alle 6 ero già dal panificio per comprare dolcetti e focacce per fare una buona colazione

e per far credere a lui che i festeggiamenti si limitavano alla colazione …

in questo modo:

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dopo  colazione pronti per  il nostro giro che prevedeva : ventimiglia ai giardini hanbury, al principato di seborga e a trioria.

Ma una volta giunti a ventimiglia, potevo non andare a nizza mio paese natio? eh no… quindi  abbiamo allungato un pò ed  abbiamo iniziato con la meravigliosa nizza:

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il seguito della giornata nel prossimo post ♥ kiss kiss a presto