Al mercato


Una donna si reca ad un mercato.Vi sono numerosi banchi di vendita,la donna si accorge che in uno di questi il venditore è Dio in persona.Gli si avvicina.Dio le dice,”cosa chiedi,figlia?”.LA donna,in risposta,Signore vorrei che le mie figlie fossero ubbidienti e sane,vorrei che mio marito mi volesse sempre più bene,e,poi,che avessimo un guadagno da star tranquilli e senza preoccupazioni.Il Signore,sorridendo,le risponde:figlia mia,io vendo i semi,i frutti dipendono da voi….

 

Il sentiero per…


“Non esiste un sentiero verso la felicità. La felicità è il sentiero.”
“La felicità è l’assenza della ricerca della felicità”
“la felicità è solo un modo di pensare.”
Queste sono le prime frasi che mi vengono in mente quando penso a chi è depresso, insoddisfatto della propria vita…Infatti, se è vero che la vita è governata dalla casualità e non puoi scegliere gli eventi che ti accadono, è anche vero
      che hai sempre il controllo sulla tua reazione.
 se penso: “sarò felice solo quando… otterrò quella promozione, vincerò la lotteria, incontrerò il vero amore etc.?” Bene… mi sono  appena condannato all’infelicità eterna! Legare la felicità ad eventi futuri crea insoddisfazione ed è sbagliato per almeno 2 motivi: a)  si tende a sovrastimare l’impatto degli eventi sulla nostra vita, b) una volta verificatosi l’evento tanto desiderato, dopo un breve periodo di euforia, il nostro livello di felicità tornerà nella media e risaremo presto insoddisfatti. Io in alternativa suggerisco un cambiamento:
se invece cambiassi il modo di pensare e comincerei con il dire
sono felice ora perché…”.
penso che chiunque di noi…anche se ha affrontato mille avversità nella vita …qualcosa di buono  gli sia pur ben  capitato–
“””ho smesso di ridere da ormai così tanto tempo che non ricordo più quando è stata l’ultima volta dentro di me sento solo dolore- vivere è diventata una sofferenza. tutto quello che faccio lo faccio per inerzia- non sono più la stessa di una volta, non mi riconosco… sono diventata triste e questa tristezza cresce ogni giorno che passa la mia vita è un completo fallimento, soprattutto in campo sociale: sono sola, non ho  amici- per via della depressione e del mio stare male ho iniziato ad isolarmi e loro forse hanno interpretato male la cosa o non so, quello che so è che mi hanno allontanata.””””–
“”””Nessuno mi ama”, “Mi sento sola”, “Nelle relazioni con gli altri sono sempre io quella che da e mai quella che riceve”, queste sono le tipiche frasi che ripetono i depressi – si sentono indifferenti a tutto e a tutti, ogni gioia di vivere è scomparsa, tutto appare inutile e senza senso,  spesso il loro malessere è accompagnato da una sensazione che stia per accadere qualcosa di brutto oppure con  forte irritabilità e reattività compartamentale (all’improvviso non si sopporta più niente e nessuno).
La persona depressa spesso manca di energia, si sveglia al mattino già stanca e non si sente in grado di affrontare il mondo:  gli impegni quotidiani sembrano richiedere un enorme fatica , c’è un calo delle prestazioni scolastiche o lavorative.
Tipicamente, la persona depressa si colpevolizza per tutto questo (i sensi di colpa per non riuscire ad essere come si vorrebbe sono un altro classico della depressione), ma non riesce a reagire.
In alcuni casi la depressione si accompagna ad un rallentamento psicomotorio (rallentano persino i pensieri). Altri sintomi molto comuni sono dei dolori che non hanno una causa fisica : tipici sono i dolori alla gambe. Dal punto di vista psicologico i dolori alle gambe esprimono la difficoltà della persona a reggersi in piedi, a  essere autonoma e farcela nella vita. Altri sintomi ricorrenti sono : sensi di oppressione al petto, difficoltà digestive, stitichezza, mal di schiena, mal di testa, dolori  muscolari.
La  persona depressa spesso è anche pessimista,  tende a compiangersi e ad incolpare gli altri dei propri problemi.
Il loro mal vivere, infatti, è un disagio psicologico che interferisce fortemente sul funzionamento sociale : chi è depresso è convinto che a nessuna delle persone che lo circondano, importi qualcosa di lui, e che nessuno possa capirlo e aiutarlo.
Anche quando la realtà si rivela ben diversa e il depresso è circondato da amici e familiari affettuosi e ben disposti nei suoi confronti, si sente ugualmente solo e non amato. La depressione influenza negativamente tutte le relazioni con gli altri. Ma più la relazione è intima, più diventa difficile e doloroso relazionarsi ad una persona depressa. Ad un amico o ad un collega posso “perdonare” facilmente una depressione, ma se a stare male   è un genitore, non è facile essere obiettivi. Infatti, più siamo coinvolti emotivamente, più lo stato depressivo del nostro caro ci spaventa e ci ferisce -nel vedere una persona a cui volgiamo bene andare alla deriva, proviamo un profondo senso di pena e di dispiacere…magari provando anche sensi di colpa perchè non siamo in grado con tutto il ns amore di aiutare la ns persona cara, quindi   se  tendiamo a sentirci responsabili del benessere delle persone che amiamo e, di conseguenza,  possiamo sentirci parzialmente responsabili della loro infelicità.   Purtroppo, non è in nostro potere ridare alla persona che sta soffrendo la gioia di vivere e la fiducia nella vita, soprattutto se il depresso è un genitore.
Quindi non è facile aiutare chi soffre di questo malessere…a mio avviso..il lavoro + grande deve partire da loro e capire che gli stati d’animo positivi possono influire in modo considerevole sia sul comportamento sia sulla qualità della propria vita:
in effetti quando le persone sono di buon umore pensano alle cose in modo molto diverso rispetto a quando sono di cattivo umore.
per evitare i pensieri negativi io consiglierei
non confrontare la nostra condizione (salute, bellezza, ricchezza ecc.) con quella degli altri
non fare progetti a lunga scadenza
non trarre conclusioni generali dagli insuccessi
non pensare agli eventi passati che ci hanno causato dolore…con sentimento di rabbia
ma considerarli…parte necessaria della ns crescita personale…
e poi perchè no…ultimo  pensiero ma non meno importante …
rimettersi alla fede in Gesù, provare a dialogare con lui..cambiando i termini della ns conversazione.non .. lamentandoci piu’ …ma  imparare a ringraziarlo x ciò che ci ha regalato…
quindi concludo dicendo che la felicità può essere una scelta… sta a noi decidere
come vogliamo vivere…

Pasqua: cinque cose che non diremo mai a catechismo


  • 1 Gesù e i 12 Apostoli erano l’incubo dei ristoratori a Gerusalemme. Pagavano 13 coperti ma ordinavano solo per uno, poi Gesù moltiplicava il tutto. Ordinavano, inoltre, solo acqua che veniva poi sistematicamente tramutata in vino;
  • 2 Al termine dell’Ultima Cena gli Apostoli volevano pagare alla romana, ma Gesù si alzò e disse: Pagherò io per tutti!
  • 3 Stando alle ricostruzioni ufficiali delle Forze dell’Ordine romane, Gesù non fu maltrattato. Le escoriazioni furono dovute ad una caduta accidentale prima del processo;
  • 4 Pasqua resta l’episodio di The Walking Dead più seguito di sempre;
  • 5 Gesù preferì resuscitare di domenica perché il lunedì aveva la grigliata con gli amici.

un sorriso, 009con simpatia  e con tutto l’amore per Gesù spero che nessuno si senta offeso…

forse con presunzione penso che anche lui stesso rida con noi…

lui non amava le persone tristi 😦

 

Test psicologico


E’ la storia di una ragazza.

Ai funerali della madre, aveva scorto un ragazzo che non conosceva. Lo

trovò fantastico, proprio l’uomo dei suoi sogni. E’ il colpo di fulmine, se ne

innamora perdutamente. Qualche giorno più tardi, la ragazza uccide la

propria sorella.

Domanda :

Per quale motivo la ragazza ha ucciso la sorella ?

NON SCENDETE SUBITO più in basso per leggere la risposta. Riflettete

prima di dare la vostra soluzione alla domanda.

Risposta

La ragazza sperava che il giovane si sarebbe presentato nuovamente ai

funerali.

Se avete risposto correttamente alla domanda, pensate come uno

psicopatico.

Questo test è stato utilizzato da un celebre psicologo americano per capire

se una persona avesse o meno una mente criminale.

Un buon numero di assassini seriali sono stati sottoposto a questo test ed

hanno risposto correttamente alla domanda.

Se non avete dato la risposta esatta – molto meglio per voi.

Se i vostri amici l’hanno data, vi raccomando di mantenere le distanze …

COME FACEVANO I ROMANI A COSTRUIRE STRADE INDISTRUTTIBILI?


Dopo aver studiato con cura il tracciato per la sede stradale, gli antichi Romani realizzavano più strati differenti, ciascuno con le sue caratteristiche. Lo scavo della fossa di fondazione raggiungeva in media una profondità di 45- 150 cm (secondo le caratteristiche del terreno), poi veniva riempito a strati alterni. Sopra un fondo di sabbia, venivano collocati grossi sassi (statumen) per stabilizzare anche il terreno meno sodo, poi breccia e frammenti di cocci misti a calce (rudus). Sopra, veniva posto uno strato di ghiaia grossa ben compressa (nucleus). Infine, venivano collocate in cima le pietre lisce del lastricato (pavimentum), massi spianati superiormente e connessi in modo da non potersi muovere. La parte centrale della strada era a schiena d’asino, cioè un po’ convessa per far defluire l’acqua. Le strade erano corredate di opere di sostegno e consolidamento e di canalette di scarico. La larghezza standard era di 4-6 metri, il necessario per far transitare due carri. E ai lati del tracciato c’erano marciapiedi fino a 3 metri di larghezza.

Tre persone erano al lavoro in un cantiere edile. Avevano il medesimo compito, ma quando fu loro chiesto quale fosse il loro lavoro, le risposte furono diverse. “Spacco pietre” rispose il primo. “Mi guadagno da vivere” rispose il secondo. “Partecipo alla costruzione di una cattedrale” disse il terzo.”
(Peter Schultz)

facile e difficile


Facile è occupare un posto nell’agenda telefonica.
Difficile è occupare il cuore di qualcuno.

Facile è giudicare gli errori degli altri.
Difficile è riconoscere i nostri propri errori.

Facile è ferire chi ci ama.
Difficile è curare questa ferita.

Facile è perdonare gli altri.
Difficile è chiedere perdono.

Facile è esibire la vittoria.
Difficile è assumere la sconfitta con dignità.

Facile è sognare tutte le notti.
Difficile è lottare per un sogno.

Facile è pregare tutte le notti.
Difficile è trovare Dio nelle piccole cose.

Facile è dire che amiamo.
Difficile è dimostrarlo tutti i giorni.

Facile è criticare gli altri.
Difficile è migliorarne uno.

Facile è pensare di migliorare.
Difficile è smettere di pensarlo e farlo realmente.

Facile è ricevere.
Difficile è dare.

LA LUCE


di Paul Ferrini
(oratore spirituale statunitense)

La luce della verità vive anche nel luogo più oscuro.
L’assenza totale di luce non esiste.
Il buio non può esistere che in relazione alla luce.
Non importa quanto è grande il tuo dolore, la sua misura è data dal grado della tua sensazione di mancanza o perdita d’amore.
Tutta l’oscurità è un viaggio verso la luce.
Tutto il dolore è un viaggio verso l’amore incondizionato.
Nessuno rifiuta l’amore se esso viene offerto senza condizioni.
E chi sarà ad offrirlo se non tu, fratello o sorella mia?
Oggi berrai a fondo dalla sorgente del mio amore.
Domani sarai tu la sorgente.
Domani porterai al mondo il dono che ti è stato dato.
Tu sei le mani di Dio che portano conforto e guarigione.
E come darai, così riceverai.
Credete che io sia speciale perché mi hanno crocifisso.
Eppure voi venite inchiodati alla croce ogni giorno.
E quando non siete crocifissi, piantate i chiodi per qualcun altro.
Non c’è niente di speciale nell’essere crocifisso.
Alcuni di voi credono anche che solo io sia risorto.
E tuttavia voi siete resuscitati dalla morte dal potere dell’amore ogni volta che vi ricordate chi siete o chi è vostro fratello.
Ogni volta che l’amore è dato o ricevuto la morte viene sconfitta.
Perché tutto muore, tranne l’amore.
Solo l’amore che avete dato o ricevuto vivrà per sempre.
Quando vi ricordate della mia nascita in questo mondo, ricordatevi dello scopo della mia venuta.
È anche il vostro scopo.
E la vostra nascita in questa incarnazione non è meno sacra della mia.
E neppure l’amore che trasmettete agli altri è meno importante di quello che vi è stato offerto attraverso di me.
Noi tutti siamo porte verso l’infinito e l’eterno, e ogni volta che il vostro cuore si apre, lo spirito fa la sua comparsa nel mondo.

(da: “Amare senza condizioni – Riflessioni dalla mente di Cristo”)

🌺

Oregina – Genova


“Noi siamo da secoli, calpesti, derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi. Raccolgaci un’unica bandiera, una speme di fonderci insieme già l’ora suonò. ”

In occasione del centenario della cacciata degli austriaci, viene eseguito per la prima volta, nel piazzale del Santuario della Nostra Signora di Loreto a Oregina, l’Inno di Mameli (o Canto degli italiani).
Si tratta di un inno patriottico scritto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro.
Siamo nel 1847.

10 Dicembre – #accaddeoggi

Caganer


⁣Da: #web

In Spagna il presepe è una tradizione, ma in Catalogna in mezzo ai classici pastori si nasconde il “Caganer” ovvero un pastore con i pantaloni calati che sta “facendo i suoi bisogni”. Gli Spagnoli la pongono sul presepe come portafortuna.

#Curiosità😱😂🙄

@accendilamente

Una nuvoletta in viaggio


In un giorno d’Autunno, il Vento soffiava dispettoso facendo volare le foglie. Una piccola Nuvoletta che stava passeggiando lì vicino, gli disse: “Ciao Vento, posso giocare con te?”. Il Vento allora chiese: “Cosa potresti fare? Sai soffiare?”. La nuvoletta ci provò: “…fff… fff… no non sono capace”, disse sconsolata. Allora il Vento le rispose: “Tu non sei capace di soffiare come me, vattene via!”. E la Nuvoletta se ne andò triste.

Più avanti incontrò l’Estate e il Sole splendeva luminoso nel cielo. Allora si avvicinò e disse: “Ciao Sole, posso giocare con te?”. Ma il Sole seccato le rispose: “Non vedi che ti sei messa troppo vicina a me? Mi stai oscurando! Vattene via, tu non sei capace di splendere come me e nemmeno di creare calore!”. E la Nuvoletta se ne andò sempre più triste.

Poco più in là c’era l’Inverno e la neve cadeva leggera, così la Nuvolett a si fermò e chiese: “Ciao Neve, posso giocare con te?”. La Neve la squadrò dalla testa ai piedi e sussurrò: “Ma tu sei capace di far nevicare?”. La nuvoletta ci provò e si sforzò talmente tanto che da grigia divenne nera, ma di Neve niente. “No, non credo di esserne capace”, brontolò la nuvoletta emettendo un tuono. “Shhh!”, la zittì la Neve, “allora non puoi aiutarmi. Io cado silenziosa, tu sei troppo rumorosa! Tu non sei capace di cadere leggera e coprire il paesaggio come me, vattene via!”. E la Nuvoletta se ne andò ancora più triste.

Ormai era sconsolata, quando trovò la Primavera e sentì qualcuno piangere. Si chinò e vide un piccolo Fiorellino che singhiozzava disperato, allora si avvicinò e gli chiese il perché di tanta tristezza. E il Fiorellino rispose: “Ho sete, sto per morire, puoi aiutarmi?”. “Non lo so, io non so fare quasi niente.., non so soffiare come il vento, non so splendere come il sole, non so cadere leggera come la neve, e nessuno mi vuole…”. Così dicendo la Nuvoletta si mise a piangere e le sue lacrime diventarono tante gocce di pioggia, che dissetarono il Fiorellino. Da quel giorno la Nuvoletta e il Fiorellino diventarono molto amici e capirono di aver bisogno l’uno dell’altra per essere felici.

-~-

Lo sapevate? 👇


Il nostro ombelico è un regalo incredibile!
La prima parte creata dopo il concepimento è l’ombelico.
Poi si collega alla placenta della madre attraverso il cordone ombelicale.
Il nostro ombelico è sicuramente una cosa incredibile! Secondo la scienza, dopo la morte di una persona, l’ombelico rimane caldo per un massimo di 3 ore.
Questo perché c’è un punto dietro l’ombelico chiamato “Pechoti” che ha più di 72.000 vene.
Siamo stati creati e nutriti attraverso di lui per 9 mesi nella gestazione.
Questo è il motivo per cui tutte le nostre vene sono collegate al nostro ombelico.
L’ ombelico è vita!
Applicando olio nell’ombelico, guarisce la secchezza degli occhi, le labbra screpolate, oltre a mantenere la faccia e i capelli luminosi.
ISTRUZIONI
Di notte, prima di andare a letto, metti 3 gocce di olio di cocco nel tuo ombelico e diffondi fino a 4 cm intorno.
Perché mettere l’olio nell’ombelico?
L’ ombelico attraverso la connessione delle vene, rileva e conduce l’olio e i suoi nutrienti e le va idratando…
Quando un bambino ha mal di pancia, quando massaggio con olio tiepido il dolore scompare.
Non ci sono rischi
Puoi tenere un piccolo barattolo con olio richiesto accanto al tuo letto e mettere qualche goccia sul tuo ombelico e massaggiare prima di dormire per sentire questi benefici.

Dott Augusto De Matos, terapista naturista con più di 60 anni di esperienza.

𝓟𝓪𝓻𝓸𝓵𝓮


 a tutti gli uomini per avvertirli che potrebbero evitare delle discussioni se solo si ricordassero la terminologia.

1) :

𝕭𝖊𝖓𝖊

questa e’ la parola che usano le donne per terminare una discussione quando hanno ragione e tu devi stare zitto.

2)𝓬𝓲𝓷𝓺𝓾𝓮 𝓶𝓲𝓷𝓾𝓽𝓲

se la donna si sta vestendo significa mezz’ora. 5 minuti e’ solo 5 minuti se ti ha dato appena 5 minuti per guardare la partita prima di aiutare a pulire in casa.

3) : 𝓷𝓲𝓮𝓷𝓽𝓮La calma prima della tempesta. Vuol dire qualcosa… e dovreste stare all’erta. Discussioni che cominciano con niente normalmente finiscono in BENE.

4) :𝓯𝓪𝓲 𝓹𝓾𝓻𝓮 e’ una sfida, non un permesso. Non lo fare.

5) :𝓼𝓸𝓼𝓹𝓲𝓻𝓸 e’ come una parola, ma un’affermazione non verbale per cui spesso fraintesa dagli uomini. Un sospirone significa che lei pensa che sei un’idiota e si chiede perché sta perdendo il suo tempo li’ davanti a te a discutere di niente (torna al punto 3 per il significato della parole niente).

6) 

𝒐𝒌

Questa e’ una delle parole più pericolose che una donna può dire a un uomo. Significa che ha bisogno di pensare a lungo prima di decidere come e quando fartela pagare.

7) :

𝓰𝓻𝓪𝔃𝓲𝓮

Una donna ti ringrazia; non fare domande o non svenire; vuole solo ringraziarti (vorrei qui aggiungere una piccola clausola – e’ vero a meno che non dica “grazie mille” che e’ PURO sarcasmo e non ti sta ringraziando. NON RISPONDERE non c’e’ di che perché cio’ porterebbe a un: quello che vuoi.

8): 𝓺𝓾𝓮𝓵𝓵𝓸 𝓬𝓱𝓮 𝓿𝓾𝓸𝓲           e’ il modo della donna per dire vai a fare in ***o.

9) :𝑵𝑶𝑵 𝑻𝑰 𝑷𝑹𝑬𝑶𝑪𝑪𝑼𝑷𝑨𝑹𝑬 𝑭𝑨𝑪𝑪𝑰𝑶 𝑰𝑶 un’altra affermazione pericolosa; significa che una donna ha chiesto a un uomo di fare qualcosa svariate volte ma adesso lo sta facendo lei. Questo porterà l’uomo a chiedere: ‘Cosa c’e’ che non va?’

 

 

 

Amori infiniti ed equilibristi


Non mi dire forza, coraggio avanti.
A me, che ho camminato e riposato
con tre cuori.
E ho respirato
Con sei polmoni.
A me, che
nel mio ventre ho portato
il peso di tre mondi,
e ho partorito
la Vita e la Morte –
A me, che ho abbracciato la gioia e la
la tristezza infinita e sconsolata nello stesso istante
A me che ho pianto lacrime invisibili in sorrisi sforzati
A me non dire niente.

 

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rivisitazione dell’inno di 
Eva Lopez Martínez

La storia degli angeli dell’avvento


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Gli angeli dell’Avvento sono quattro, proprio come le quattro settimane che preparano al Natale. Vengono in visita sulla Terra, indossando abiti di un colore diverso, ciascuno dei quali rappresenta una particolare qualità.

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L’angelo blu. Durante la prima settimana un grande angelo discende dal cielo per invitare gli uomini a prepararsi per il Natale. E’ vestito con un grande mantello blu, intessuto di silenzio e di pace. Il blu del suo mantello rappresenta appunto il silenzio e il raccoglimento.
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L’angelo rosso. Durante la seconda settimana un angelo con il mantello rosso scende dal cielo, portando con la mano sinistra un cesto vuoto. Il cesto è intessuto di raggi di sole e può contenere soltanto ciò che è leggero e delicato. L’angelo rosso passa su tutte le case e cerca, guarda nel cuore di tutti gli uomini, per vedere se trova un po’ di amore… Se lo trova, lo prende e lo mette nel cesto e lo porta in alto, in cielo. E lassù, le anime di tutti quelli che sono sepolti in Terra e tutti gli angeli prendono questo amore e ne fanno luce per le stelle. Il rosso del suo mantello rappresenta l’amore.Risultati immagini per gif animata angelo rosso
L’angelo bianco. Nella terza settimana un angelo bianco e luminoso discende sulla terra. Tiene nella mano destra un raggio di sole. Va verso gli uomini che conservano in cuore l’amore e li tocca con il suo raggio di luce. Essi si sentono felici perché nell’Inverno freddo e buio, sono rischiarati ed illuminati. Il sole brilla nei loro occhi, avvolge le loro mani, i loro piedi e tutto il corpo. Anche i più poveri e gli umili sono così trasformati ed assomigliano agli angeli, perché hanno l’amore nel cuore. Soltanto coloro che hanno l’amore nel cuore possono vedere l’angelo bianco… Il bianco rappresenta il simbolo della luce e brilla nel cuore di chi crede.Immagine correlata

L’angelo viola. Nella quarta e ultima settimana di Avvento, appare in cielo un angelo con il mantello viola. L’angelo viola passa su tutta la Terra tenendo con il braccio sinistro una cetra d’oro. Manca poco all’arrivo del Signore. Il colore viola è formato dall’unione del blu e del rosso, quindi il suo mantello rappresenta l’amore vero, quello profondo, che nasce quando si sta in silenzio e si ascolta la voce del Signore dentro di noi.dal web dividerdivider

 

corona dell’avvento

Sei intelligente?


In sette cose l’uomo intelligente si distingue dallo stupido.

  1. L’intelligente non parla davanti a chi è più sapiente di lui.
  2. Non interrompe il discorso di un altro.

  3. Non si affretta a rispondere.

  4. Fa domande pertinenti e dà risposte appropriate.

  5. Dice all’inizio ciò che va detto all’inizio e alla fine ciò che va detto alla fine.

  6. Riconosce ciò che non conosce.

  7. È disposto sempre a riconoscere la verità.

(Detti dei padri della tradizione giudaica antica)

IL MATERIALISMO DEI CATTOLICI — I tesori di Amleta

Citazione


Ho notato che le persone che si dichiarano cattoliche, che si battono il petto in chiesa e che ascoltano il rosario e si credono sempre nel giusto sono persone che poi si dimostrano avide, acide, senza comprensione e soprattutto materialiste. Io credo che chi parla d’amore di Dio dovrebbe dare il buon esempio, ma invece […]

via IL MATERIALISMO DEI CATTOLICI — I tesori di Amleta

Sono andato…


Parrocchia "Nostra Signora della Neve" Bolzaneto ♦

—-

Sono andato all’ospedale del Signore per fare un controllo di routine ed è risultato che ero molto ammalato.

Andai alla visita generale:

quando Gesù mi ha misurato la pressione, ha visto che ero scarso di tenerezza, nel misurarmi la temperatura il termometro ha registrato 40 gradi di egoismo.

Andai nell’ambulatorio di oculistica:

non riuscivo a vedere bene poiché non guardavo più in là delle apparenze, vedevo molto sfocato sia da vicino che da lontano in  quanto non riuscivo neppure a notare le persone accanto a me che potevano avere bisogno del mio aiuto e vedevo i difetti degli altri ma non i miei.

Andai nell’ambulatorio di ortopedia:

avevo difficoltà a camminare perchè mi ero fratturato una gamba quando avevo inciampato con la mia vanità e la mia presunzione.

Andai nell’ambulatorio di cardiologia:

dall’elettrocardiogramma risultò che avevo bisogno di vari by-pass di amore, perchè le mie vene erano otturate e…

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Pienezza e vuoto


Parrocchia "Nostra Signora della Neve" Bolzaneto ♦

(Madre Teresa di Calcutta)
Maria è assolutamente vuota: di superbia, di invidia, di gelosia, di asprezza, di malizia, di vendetta e di altre miserie del genere. Per questo può essere piena di Dio. Quando noi cerchiamo questo tipo di vuoto, pratichiamo la vera devozione a Maria. “Ecco io sono la serva del Signore”: umile, nascosta, totalmente vuota di sé. Così è piena di Gesù, così lo può portare agli altri. E’ stata la prima a ricevere Gesù, a donarlo e a servirlo.

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♣ L’ALBERO DI NATALE NON E’ UN SIMBOLO PAGANO


Titoune_Anges_sapinL’albero di Natale, con le sue luci e i suoi addobbi colorati, riesce ad immergere la gente nell’atmosfera magica del Natale, mentre il presepe viene sempre più snobbato per il suo essere “troppo cristiano”.
E se invece si scoprisse che l’“inventore” dell’albero di Natale fu proprio un cattolico? E che proprio l’albero di Natale, l’Abete, è parte importante della simbologia cristiana, contrariamente alla comune credenza che vuole l’albero di Natale “simbolo pagano”?

Il primo albero di Natale fu allestito presso le popolazioni germaniche nel 724 da San Bonifacio, che addobbò un abete appoggiando delle candele accese sui rami. San Bonifacio, vescovo e martire, inglese di nascita, fu l’iniziatore dell’evangelizzazione delle popolazioni pagane in Germania.
Nel 722 il Papa consacrò S. Bonifacio vescovo di tutta la Germania. Egli sapeva che l’ impresa più grande era sradicare le superstizioni pagane che impedivano l’accettazione del Vangelo e la conversione dei popoli. Conosciuto come “L’apostolo della Germania”, avrebbe continuato a predicare il Vangelo fino al martirio avvenuto nel 754.

Tra le molte disavventure del Santo, si narra che proprio nel periodo dell’Avvento ebbe modo di fermare un sacrificio umano, consuetudine adottata dalle popolazioni pagane dell’epoca per propiziarsi gli dei.Si narra che Bonifacio affrontò i pagani riuniti presso la “Sacra Quercia del Tuono di Geismar”.Titoune_sapin_jouets
Tradizione voleva che i sacrifici avvenissero sotto una gigantesca quercia, che la popolazione venerava in quanto credeva possedesse lo spirito della loro divinità,il dio Thor. Mentre si stava per compiere un rito sacrificale umano, San Bonifacio gridò: «questa è la vostra Quercia del Tuono e questa è la croce di Cristo che spezzerà il martello del falso dio Thor». Presa una scure cominciò a colpire la quercia. Un forte vento si levò all’improvviso, l’albero cadde e si spezzò in quattro parti.
Dietro l’imponente quercia stava un giovane abete verde.

San Bonifacio si rivolse nuovamente ai pagani: «Questo piccolo albero, un giovane figlio della foresta, sarà il vostro sacro albero questa notte. È il legno della pace, poiché le vostre case sono costruite di abete. È il segno di una vita senza fine, poiché le sue foglie sono sempre verdi. Osservate come punta diritto verso il cielo. Che questo sia chiamato l’albero di Cristo bambino; riunitevi intorno ad esso, non nella selva, ma nelle vostre case; là non si compiranno riti di sangue, ma doni d’amore e riti di bontà».
Dopodiché catechizzò la popolazione riassumendo la vita e le opere di Gesù di Nazareth, dalla nascita alla resurrezione, e annunciando la venuta di Cristo. Dietro la grande quercia abbattuta c’era un Abete e San Bonifacio, finita la sua catechesi, fece disporre sui rami dello stesso, durante tutto il periodo di Natale, delle candele accese a simboleggiare la discesa dello Spirito Santo sulla terra con la venuta del “Bambin Gesù”.

Da quel giorno in poi, molto lentamente, la tradizione dell’albero di Natale cominciò a varcare i confini della Germania fino a diventare una consuetudine natalizia globale; con il tempo però è andato perdendosi il vero significato di tale “gesto”. Non è un caso, infatti, che l’albero sia proprio un abete. L’abete, infatti, è un albero sempreverde. Quando le altre piante nel periodo invernale muoiono, perdono le foglie, si seccano i rami, l’abete rimane vivo, forte e bello. Il sempreverde nella simbologia cristiana rappresenta l’albero della vita, l’albero della salvezza. L’albero che dà riparo, protezione e speranza, ovvero, Cristo.

Con il tempo, poi, ai piedi dell’albero cominciò ad instaurarsi la tradizione di posare alcuni doni,Animazione2 che inizialmente erano dolci fatti con latte e miele (un richiamo alla terra promessa?).

Le prime testimonianze storiche sull’albero di Natale risalgono al XVI secolo e che, d’altro canto, non vi è prova storica della derivazione di quest’usanza natalizia dagli antichi culti germanici. La testimonianza più antica è costituita da una targa scritta in otto lingue, presente nella piazza della città di Riga, capitale della Lettonia, secondo cui il “primo albero di capodanno” fu addobbato nella città nel 1510. Inoltre, l’etnologo Ingeborg Weber-Keller, ha identificato una cronaca di Brema del 1570, che racconta di un albero decorato con mele, noci, datteri e fiori di carta. L’usanza di avere un albero decorato durante il periodo natalizio si diffuse poi nel corso del XVII-XVIII secolo in tutte le principali città della Renania.

In mancanza della prova di una diretta derivazione della tradizione dell’albero di Natale da antichi culti pagani, non rimane che cogliere il significato di questa usanza nell’ambito della stessa religione cristiana e della tradizione biblica sottostante, in cui si trova sviluppata una ricchissima simbologia dell’albero. Già nel secondo capitolo della Genesi troviamo, infatti, il riferimento a due alberi: l’albero della conoscenza del bene e del male (simbolo della tentazione dell’uomo di tutti i tempi di sostituirsi a Dio, ricercando in sé stesso, invece che nella legge di Dio, il fondamento di ciò che è bene e di ciò che è male) e l’albero della vita (simbolo della possibilità di vita immortale che Dio offre all’uomo disposto a compiere la Sua volontà), cui l’albero di Natale più verosimilmente si richiama. In numerosi passi dell’Antico Testamento, inoltre, l’albero è il simbolo del giusto, più volte identificato con il robusto cedro del Libano (per Prov 11, 30: “Il frutto del giusto è un albero di vita”), o della sapienza di Dio che sorregge il giusto (v. ad es. Prov 3,18: “E’ un albero di vita per chi ad essa [cioè alla sapienza] si attiene”). Nelle visioni degli antichi profeti biblici, l’albero indica, a seconda dei casi, il Messia nascente, che verrà a liberare il popolo di Israele (cfr. Isaia 11,1): “Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici” – passo che la tradizione cristiana e la stessa liturgia della Chiesa applicano a Gesù Cristo-, o lo stesso Israele riscattato da Dio (cfr. Os 14,6: “Israele fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano”). In Osea 14, 9 l’albero è addirittura indicato come l’emblema di Dio: “… io [il soggetto sottinteso è Dio] sono come un cipresso sempre verde; grazie a me tu porti frutto”.

La simbologia dell’albero è altresì presente nel Nuovo Testamento con riferimento innanzitutto a Cristo e alla sua Croce. San Giovanni, nel libro dell’Apocalisse, con sottile allusione al costato trafitto di Cristo, da cui sgorgò “sangue e acqua” (Gv 19, 34), riporta in visione: “In mezzo alla piazza della città [santa] e da una parte e dall’altra del fiume si trova un albero di vita che dà dodici raccolti e produce frutti ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni” (Ap 22, 2). L’albero della vita qui è allegoria della Croce e le sue foglie simbolo della universalità della salvezza, recata da Cristo a tutti i popoli. Infine, nei Vangeli, l’albero è spesso presentato come il simbolo del regno dei cieli (così nella parabola del granello di senapa in Mt 13, 31-32: “Il regno dei cieli si può paragonare ad un granellino di senape, che un uomo prende e semina nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi, ma una volta cresciuto diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo si annidano tra i suoi rami”) nonché della stessa Chiesa, popolo eletto della nuova alleanza (cfr., ad es., la parabola dei vignaiuoli omicidi in Mt 33, 45 ss.).39a

A fronte di una simbologia biblica così ricca, può seriamente sostenersi che l’albero è un simbolo pagano? A buon diritto l’albero può considerarsi un simbolo cristiano e la sua forza evocativa vale a spiegare la genesi della tradizione dell’albero di Natale, senza necessità di ricorrere a spiegazioni “paganeggianti” (peraltro mai suffragate storicamente). Un cristiano può dunque festeggiare il Natale anche facendo l’albero, senza timore alcuno di ripetere riti o di riprendere tradizioni pagane.

Non a caso Beato Giovanni Paolo II a partire dal 1982 volle che in occasione delle festività natalizie in piazza San Pietro, accanto al presepe, fosse collocato un alto e robusto abete, finemente decorato con palline color oro e argento e con luci bianche e gialle. “L’abete sempre verde – ricordava Giovanni Paolo II – esalta il valore della vita, perché nella stagione invernale diviene segno della vita che non muore”. Facilmente l’albero natalizio si presta ad essere associato a Gesù Cristo, fonte, per noi cristiani, della vita che non muore. Le luci e le palline colorate, a loro volta, richiamano Cristo, luce del mondo, venuto a diradare le tenebre del peccato e della morte in cui è avvinta l’umanità. L’albero ben si presta allora ad una lettura “cristiana” e così viene da sempre inteso nei Paesi in cui questa tradizione è nata. Consapevole di questo, l’attuale Papa, Benedetto XVI, ha inteso dare continuità all’iniziativa del suo predecessore, spiegando che “l’abete posto accanto al presepe mostra a suo modo la presenza del grande mistero nel luogo semplice e povero di Betlemme”.

Perché allora da parte di qualcuno si sostiene che l’albero di Natale sia una tradizione pagana, assimilata nei secoli dal Cristianesimo, o che l’albero sia in sé un simbolo pagano la cui presenza nel Vaticano, cuore del cattolicesimo mondiale, è a dir poco inopportuna?

In realtà, quanti pervengono a sì frettolose e categoriche conclusioni sembrano cadere in un equivoco di fondo, confondendo la tradizione, tipicamente cristiana, dell’Albero di Natale con il simbolo dell’albero, che in sé e per sé considerato è presente in tutte le culture, anche precristiane, pur con significati profondamente differenti; e per di più ignorano che l’albero, come simbolo, non è appannaggio esclusivo delle culture “pagane”, trovando molteplicità di riscontri anche all’interno della Bibbia, tanto nel Nuovo quanto nell’Antico Testamento.

DISSE UN FILO D’ERBA


di Kalil Gibran
(scrittore, poeta libanese)

Disse un filo d’erba
a una foglia d’autunno:
«Fai un tale rumore, cadendo!
disperdi tutti i miei sogni
invernali».
Rispose, indignata, la foglia:
«Tu che sei nato in basso
e in basso vivi!
Piccola cosa stizzosa e senza suono!
tu non vivi nella regione
più elevata dell’aria
e non distingui la musica dei canti».
Poi la foglia d’autunno
giacque sulla terra
e si addormentò.
E quando venne la primavera si svegliò
ed era un filo d’erba.
E quando venne l’autunno e il sonno invernale
fu sopra di lei,
e su di lei
per tutta l’aria intorno
presero a cadere le foglie,
brontolò tra sé: «Queste foglie d’autunno!
Fanno un tale rumore!
Disperdono tutti i miei sogni
invernali».

(da: “Le parole non dette”)

🍂

HAD A WIRE OF GRASS
of Kalil Gibran
(writer, Lebanese poet)

Said a blade of grass
to an autumn leaf:
«Make such a noise, falling!
scatter all my dreams
Winter. ”
The leaf replied indignantly:
«You who were born below
and down alive!
Small, snappy thing with no sound!
you don’t live in the region
higher than air
and do not distinguish the music of the songs ».
Then the autumn leaf
he lay on the earth
and fell asleep.
And when spring came he woke up
and it was a blade of grass.
And when autumn came and winter sleep
was upon her,
and on her
for all the air around
the leaves began to fall,
he grumbled to himself: “These autumn leaves!
They make such a noise!
They disperse all my dreams
Winter. ”

(from: “The unspoken words”)

San Nicola


san Nicola di Myra, san Nicola Magno e san Niccolò, è famoso anche al di fuori del mondo cristiano perché la sua figura ha dato origine al mito di Santa Claus (o Klaus), conosciuto in Italia come Babbo Natale.

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Lo sapevate che il “modello” odierno di babbo natale è un prodotto marketing, (coca cola) che è stato reso popolare negli anni 60 del secolo scorso?

Questo dovrebbe farci andare alle radici della Fede Cattolica e non lasciare che ci venga rubato il vero senso della Natività, che è SACRO!”

Separazione” Edvard Munch, 1896.


In quest’opera Munch mette a nudo l’esperienza dell’abbandono, il dolore e la difficoltà nell’accettare la fine di una relazione. L’uomo si tiene il petto dal dolore, avanti a se un fiore insanguinato simile ad un cuore gonfio dal dolore. La scia che lascia la donna gli cinge il collo, lo intrappola nel ricordo di quell’amore da cui non riesce a separarsi.

Calendario azteco


#SapeviChe
Se si mettono insieme le monete messicane da 1$, 2$, 5$ e 10$, si ottiene il calendario azteco.

Il calendario azteco è strutturato in cerchi concentrici, dove l’anello più esterno è costituito da due serpenti con la testa di esseri umani, dotati di piume. Le piume sulla testa dei serpenti alludono al dio Quetzalcoatl (simbolo della conoscenza).
Nel cerchio più interno sono raffigurati sette cerchi piccoli e uno più grande; essi simboleggiano le Pleiadi e il Sole.

📚Fonte

🧠Sapiens³

Grazie


Ti ringrazio per questo dolore.

Non ti ringrazio per questa distruzione.
Ma ti ringrazio per questa lezione:
La mia demolizione potrebbe non essere nelle mie mani, ma la mia ricostruzione lo è.

  • Najwa Zebian
    (poetessa libanese)

🥀

Le candele della corona d’Avvento ♣


La prima candela si chiama Candela del Profeta. Ci rammenta che molti secoli prima della nascita del bambino Ge, uomini saggi chiamati profeti predissero la sua venuta. Un profeta di nome Michea predisse perfino che Ge sarebbe Nato a Betlemme! La seconda candela, chiamata Candela di Betlemme , ci ricorda la piccola città in cui nacque il nostro Salvatore. Noi raffiguriamo Maria e Giuseppe mentre stancamente vagano da una locanda all‘altra, senza riuscire a trovare un posto dove riposare, finchè alla fine sono condotti al riparo di una stalla. Poi, nella p sacra tra le notti, mentre risposavano nella stalla insieme ai miti animali, il figlio di Maria, il bambino Gesù, nacque! La terza candela è chiamata la Candela dei pastori, poic furono i pastori ad adorare il bambino Ge e a diffondere la lieta novella. La quarta candela è la Candela degli Angeli per onorare gli angeli e la meravigliosa novella che portarono agli uomini in quella notte mirabile. La sua funzione Data la sua origine, la corona di Avvento ha una funzione specificamente religiosa: annunciare lavvicinarsi del Natale soprattutto ai bambini, prepararsi ad esso, suscitare la preghiera comune, manifestare che Ge è la vera luce che vince le tenebre e il male. La corona di Avvento ha una forma circolare. Il cerchio è, fin dall’antichi, un segno di eterni e uni; Come l’anello, che è tutto un continuo, la corona è anche segno di fedeltà, la fedel di Dio alle promesse. . La corona è inoltre segno di regali e vittoria. Nellantica Roma si intrecciavano corone di alloro da porsi sul capo dei vincitori dei giochi o di una guerra. Anche oggi al conseguimento della laurea viene consegnata una corona di alloro. La corona di Avvento annuncia che il Bambino che si attende è il re che vince le tenebre con la sua luce. I rami sempre verdi dell‘abete o del pino che ornano la corona sono i segni della speranza e della vita che non finisce, eterna appunto. Per questo la vera corona non dovrebbe essere di terracotta, ceramica, pasta e sale… Quando accendere le candele. Le candele vanno accese una per settimana, al sabato sera o alla domenica, quando tutta la famiglia è riunita. Di solito laccensione è riservata al più piccolo, proprio perché questa tradizione è nata per preparare i bambini al Natale. Durante la settimana si possono accendere le candele (una per la prima settimana, due per la seconda ecc.) quando si prega o si mangia insieme, quando arriva un ospite
Prima domenica di Avvento Candela del profeta Candela della SperanzaCuore rosso
Seconda domenica di Avvento Candela di Betlemme Candela della chiamata universale alla salvezza Rosa rossa
Terza domenica di Avvento Candela dei Pastori Candela della gioia Stella
Quarta domenica di Avvento Candela degli angeli Candela dell’amoreArcobaleno
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ღೋ🎀🌺🎀BUON♣MESE 🎀🌺🎀ღ
╚══ ೋღ 🎀🌺🎀◊🎀🌺🎀ღೋ ◊ by Rosa

Dove vive Babbo Natale?


La dimora tradizionale di Babbo Natale cambia a seconda delle tradizioni. Negli Stati Uniti si sostiene che abiti al Polo Nord (situato per l’occasione in Alaska) mentre in Canada il suo laboratorio è indicato nel nord del paese; in Europa è più diffusa la versione finlandese che lo colloca nel villaggio di Rovaniemi, in Lapponia. Altre tradizioni parlano di Dalecarlia, in Svezia, e della Groenlandia. Nei paesi dove viene identificato con San Basilio viene talvolta fatto abitare a Cesarea.

Con l’avvento di Internet, sono stati pubblicati alcuni siti web affinché i bambini e gli adulti interessati potessero simbolicamente seguire via radar il percorso di Babbo Natale. In realtà si tratta di un jet della US Air Force che parte da una base canadese per arrivare a Città del Messico, ma l’intento di seguire le gesta di Babbo Natale sono di molto precedenti. Ad esempio, nel 1955 Sears Roebuck, un grande magazzino di Colorado Springs, negli Stati Uniti, distribuì ai bambini il fantomatico numero di telefono di Babbo Natale, da chiamare il giorno della vigilia. Per un errore di stampa il numero corrispondeva però al comando della difesa aerea, che allora si chiamava CONAD (Continental Air Defense Command), un precursore del NORAD (North American Aerospace Defense Command). Harry Shoup, il comandante di turno quella sera, quando cominciò a ricevere le prime telefonate dei bambini si rese conto dell’errore e disse loro che sui radar c’erano davvero dei segnali che mostravano Babbo Natale in arrivo dal Polo Nord.

Dal 1958, anno di creazione del NORAD, statunitensi e canadesi hanno approntato un programma congiunto di monitoraggio di Babbo Natale, che ora è disponibile sul sito web del comando della difesa aerea[18].Allo stesso modo, molte stazioni televisive locali sparse per il Canada e gli Stati Uniti danno conto ai propri telespettatori della posizione di Babbo Natale, facendolo seguire dai propri meteorologi.

Sono anche disponibili alcuni siti web che seguono Babbo Natale tutto l’anno, mostrando le attività che si svolgono presso la sua fabbrica di giocattoli. In molti casi sono pubblicati anche indirizzi e-mail a cui inviare una versione più moderna delle letterine cartacee a Babbo Natale.

DAL WEB  e  

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Per Quali Motivi I Contachilometri Segnano Velocità Piu Alte Delle Reali?


NON CORRERE. Il tachimetro delle automobili promette velocità irraggiugibili. LA SCELTA, CONDIVISA DALLA MAGGIOR PARTE DELLE AZIENDE AUTOMOBILISTICHE, HA RAGIONI PSICOLOGICHE. Principalmente per ragioni di marketing. La prospettiva di una velocità molto elevata risulterebbe infatti più “suggestiva” per chi acquista un’automobile, anche se di fatto impossibile da raggiungere (sia per i limiti del motore sia per quelli imposti dai codici della strada). In base a ciò, i produttori di auto hanno iniziato ad aggiungere sui contachilometri una porzione “virtuale” di velocità, con tacche che segnano spesso valori superiori ai 200 km/h. REAZIONI DI ALLARME. Il “doping” dei tachimetri risponderebbe però anche a un’altra ragione: indicare una velocità massima ridotta (per esempio di 160 km/h) indurrebbe, secondo alcuni, una sorta di insicurezza nell’automobilista, il quale, in caso di accelerazione, magari per un sorpasso, si allarmerebbe nel vedere la lancetta dei chilometri tutta sulla destra, rischiando di compiere istintivamente manovre brusche. Vi è infine un altro motivo, del tutto economico: produrre tachimetri con velocità più elevate fa risparmiare le aziende, perché ogni pezzo può adattarsi sia alle utilitarie sia alle macchine realmente potenti.

Di giorno è brutto perchè manca il verde, la sera è spento perchè siamo al verde.


Vivo a Genova, in un quartiere di periferia della Valpocevera.

Se dico Bolzaneto lo ricorderete tristemente per i fatti avvenuti presso la caserma del reparto mobile della polizia di stato per i fatti del G8 del 2001, e poi recentemente per la caduta del Ponte Morandi del 14 agosto 2018.

Bolzaneto sarebbe un bel quartiere circondato da colline, con bei forti militari e da sempre via di comunicazione dalla costa verso la pianura padana, Bolzaneto ha visto il progressivo sviluppo industriale con la siderurgia.

Fino agli anni 90 era ricco di negozi ed artigiani. Non ci mancava nulla dal punto di vista commerciale e nemmeno per quanto riguardava i servizi al cittadino.

Purtroppo in questi anni di crisi dopo l’entrata nell’euro, e la screanzata gestione economica e politica della città anche il nostro quartiere ha risentito parecchio del declino, ed così iniziata la continua ed avanzante chiusura dei negozi di quartieri: causando inevitabilmente anche il degrado urbano con  l’aumento dell’inciviltà umana  arrivata a livelli davvero bestiali.

Sul piano politico sono state fatte delle scelte che dovevano essere provvisorie ma che ormai sembrano definitive: la nostra anagrafe qui non esiste più, ed è un disagio grande per tutti noi cittadini.

L’inps è stata spostata e ridimensionata, ed è assai probabile siano spostati in un prossimo futuro pure i Vigili del Fuoco, insomma ci viene tolto ogni servizio sul territorio-

Io voglio urlare tutto il mio disappunto per tutto ciò che vedo ogni giorno.

Sembra che a nessuno importi più delle nostre strade: gente incivile e zozzona rilascia i propri rifiuti meglio se ingombranti sui marciapiedi.

Ma dove è finito il tempo che ognuno teneva pulito davanti casa propria per vivere tutti in un paese decoroso? Ora, non solo non si pulisce, ma si imbratta il suolo pubblico senza la minima vergogna.

Certamente i negozianti devono chiudere! Non è solo colpa dell’ecommerce, io penso che il degrado urbano la faccia da padrone.

Per me degrado urbano sono pure tutti questi negozietti orientali con ogni tipo e genere di merce che declassano la zona.

Vorrei un quartiere illuminato a sufficienza, dove poter camminare in sicurezza, vorrei strade senza voragini in cui ogni giorno qualcuno ci possa cadere.Risultati immagini per luci led città

Non credo che le mie richieste siano sproporzionate alle tasse pagate –  e sentirsi sempre rispondere dal politico di turno che non ci sono i soldi per queste priorità è davvero demoralizzante.

Il mio sogno sarebbe quello di veder rivalutato il quartiere e dove non arrivano le risorse comunali io penso che ci fosse un comitato di quartiere potrebbe essere di sostegno anche con piccole cose, che poi goccia a goccia impreziosirebbero l’abitato.

So per certo, che molti Bolzanetesi hanno tanto  a cuore il loro paese, e che si presterebbero  per valorizzarlo.

Ad esempio nel centro pedonale, nelle vie interne mi piacerebbe che ogni civico abbellisse la propria facciata vicino al portone con delle fioriere appese (piuttosto anche con fiori finti cementati- visto che si rubano tutto), ma il tutto andrebbe organizzato con garbo e gusto per non fare un eccesso sgradevole.

Non ho idea se serva un permesso comunale, ma  credo fermamente che facendo una raccolta molte famiglie aderirebbero, e poi qualche uomo di buona volontà lo si troverebbe per fissarle, no? …

Lo so, vivo in mondo tutto mio, e questa non è certo una priorità, ma tutto fa-  e vedere il bello attorno a sè fa bene all’anima…

Qualcuno non diceva che la bellezza salverà il mondo?

 

 

Le Mans ’66 – La Grande Sfida


Giorni fa, ho avuto la possibilità di vedere in anteprima il film Le mans ’66.
Un fim davvero meritevole per molti aspetti.
E’ la storia delle due grandi aziende automobiliste: Ford contro Ferrari.
Mi hanno appassionato la trama, l’interpretazione di due bravissimi attori protagonisti,  i brividi che fa provare il regista con le sequenza delle corse, le riprese della velocità a  ritmi davvero adrenalinici.

Gli attori: Matt Dilon che interpreta Shelby e Christian Bale nel ruolo di ken Miles, sono stati la scelta vincente per i protagonisti, anche se inizialmente la 20th Century Fox originariamente aveva designato Tom Cruise e Brad Pitt .
Unica pecca a mio avviso Remo Caltagirone nel ruolo del signor Ferrari che non vedo bene nel ruolo di un emiliano.
Non è solo una gara automobilistica che vide la nascita della mitica ford GT40 ma è il racconto della caparbietà di due uomini che caratteri diversi ma complementari.
E’ una sfida tra il mondo commerciale ed il business dei colletti bianchi della Ford e la passione pura per i motori.
Non vi dico altro se non invitarvi a non perdervelo 152 minuti di pure emozioni.le-mans-66-sfida-v5-39571-320x450

Ecco com’è il sistema


SOCIALISMO: Hai 2 mucche. Il tuo vicino ti aiuta ad occupartene e tu dividi il latte con lui.

COMUNISMO: Hai 2 mucche. Il governo te le prende e ti fornisce il latte secondo i tuoi bisogni.

FASCISMO: Hai 2 mucche La polizia te le confisca e se protesti ti fucila.

NAZISMO: Hai 2 mucche. Il governo prende la vacca bianca ed uccide quella nera.

FEUDALESIMO: Hai 2 mucche. Il feudatario prende metà del latte e si tromba tua moglie.

DEMOCRAZIA: Hai 2 mucche. Si vota per decidere a chi spetta il latte.

DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA: Hai 2 mucche. Si vota per chi eleggerà la persona che deciderà a chi spetta il latte.

ANARCHIA: Hai 2 mucche. Lasci che si organizzino in autogestione.

CAPITALISMO: Hai 2 mucche Ne vendi una per comprare un toro ed avere dei vitelli con cui iniziare un allevamento.

CAPITALISMO SELVAGGIO: Hai 2 mucche. Fai macellare la prima ed obblighi la seconda a produrre tanto latte come 4 mucche. Alla fine licenzi l’operaio che se ne occupava accusandolo di aver lasciato morire la vacca di sfinimento.

BERLUSCONISMO: Hai 2 mucche. Ne vendi 3 alla tua Società quotata in borsa, utilizzando lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca. Poi fai uno scambio delle lettere di credito, con una partecipazione in una Società soggetta ad offerta pubblica e nell’operazione guadagni 4 mucche beneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 mucche. I diritti sulla produzione del latte di 6 mucche, vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una Società con sede alle Isole Cayman, posseduta clandestinamente da un azionista che rivende alla tua Società i diritti sulla produzione del latte di 7 mucche. Nei libri contabili di questa Società figurano 8 ruminanti con l’opzione d’acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo hai abbattuto le 2 mucche perché sporcano e puzzano. Quando stanno per beccarti, diventi Presidente del Consiglio.

MONTISMO: Hai 2 mucche. Tu le mantieni, il governo si prende il latte e ti mette una tassa su: la stalla, la mangiatoia, la produzione. A te rimane lo sterco. Intanto è in approvazione un disegno di Legge sulla tassazione dei rifiuti organici animali.

GOVERNO DI LARGHE INTESE: Hai 2 mucche. Le vendi per pagare le tasse e intanto continui a sperare che ti rimborsino l’imu sulla prima stalla in modo da poter comprare qualche bottiglia di latte malgrado l’aumento dell’iva.

Thanks to Federica Sentimenti

10 anni di wordpress


E siamo arrivati al numero tondo, desidero ringraziare ognuno di voi che in questi anni mi ha arricchito con la propria amicizia, e le proprie chicche. Sono molto meno attiva rispetto ai primi anni, ma il bello è ogni volta che ci leggiamo ci ritroviamo sempre con lo stesso entusiasmo. Grazie a voi❤