semaforo


   26 febbraio

1930: a Manhattan , New York, viene installato il primo semaforo a due colori

Annunci

>>>>>BILANCIO DI UN’EPOCA


LE DIFFERENZE IN QUARANT’ANNI!!! 

>>>>>Latte, burro e uova
>>>>>1969 :
>>>>>Vai a prendere il latte dal lattaio, che ti saluta, con in mano il
>>>>>bidone in alluminio; prendi il burro fatto con latte di mucca, tagliato
>>>>>a panetti. Poi chiedi una dozzina di uova che sono messe in un vaso di
>>>>>vetro. Paghi con il sorriso della lattaia ed esci sotto il sole
>>>>>splendente. Il tutto ha richiesto 10 minuti di tempo.
>>>>>2010 :
>>>>>Prendi un carrello del cavolo, che ha una ruota bloccata, che lo fa
>>>>>andare in tutti i sensi salvo in quello che tu vorresti, passi per la
>>>>>porta che dovrebbe girare, ma che è bloccata perché un cretino l’ha
>>>>>spinta; poi cerchi il settore latticini, dove normalmente ti ghiacci e
>>>>>cerchi di scegliere fra 12 marche di burro, che dovrebbe essere fatto a
>>>>>base di latte comunitario. E controlli la data di scadenza….
>>>>>Per il latte: devi scegliere fra vitaminico, intero, scremato,
>>>>>nutriente, per bambini, per malati o magari in promozione, ma con la
>>>>>data di scadenza ed i componenti…. Lasciamo perdere!
>>>>>Per le uova: cerchi la data di deposizione, il nome della ditta e
>>>>>soprattutto verifichi che nessun uovo sia incrinato o rotto e,
>>>>>accidenti!!! Ti ritrovi i pantaloni sporchi di giallo!
>>>>>Fai la coda alla cassa, ma la cicciona davanti a te ha preso un
>>>>>articolo in promozione che non ha il codice….
>>>>>allora aspetti e aspetti…. Poi sempre con questo carrello del
>>>>>cavolo, esci per prendere la tua auto sotto la pioggia, ma non la trovi
>>>>>perché hai dimenticato il numero della corsia….
>>>>>Infine, dopo aver caricato l’auto, bisogna riportare l’arnese rotto e
>>>>>solo in quel momento ti accorgi che è impossibile recuperare la
>>>>>moneta…. Torni alla tua auto sotto la pioggia che è raddoppiata nel
>>>>>frattempo….
>>>>>E’ più di un’ora che sei uscito.
>>>>>

Fare un viaggio in aereo
>>>>>
>>>>>1969 :
>>>>>Viaggi con Alitalia, ti danno da mangiare e ti invitano a bere quello
>>>>>che vuoi, il tutto servito da bellissime hostess: il tuo sedile è
>>>>>talmente largo che ci può stare in due.
>>>>>
>>>>>2010 :
>>>>>Entri in aereo continuando ad impigliarti con la cintura, che ti
>>>>>hanno fatto togliere in dogana per passare il controllo.
>>>>>Ti siedi sul tuo sedile e se respiri un po’ forte dai una botta con
>>>>>il gomito allo schienale del vicino. Se hai sete lo stewart ti porta la
>>>>>lista e i prezzi sono stratosferici.
>>>>>
>>>>>
>>>>>Michele vuole andare nel bosco all’uscita da scuola. Mostra il suo
>>>>>coltellino a Giovanni, con il quale pensa di fabbricarsi una fionda.
>>>>>
>>>>>1969 :
>>>>>Il direttore scolastico vede il suo coltello e gli domanda dove l’ha
>>>>>comprato, per andarsene a comprare uno uguale.
>>>>>2010 :
>>>>>La scuola chiude, si chiama la polizia, che porta Michele in
>>>>>commissariato.
>>>>>Il TG1 presenta il caso durante il telegiornale in diretta dalla
>>>>>porta della scuola.
>>>>>
>>>>
>>>>>Disciplina scolastica
>>>>>
>>>>>1969 :
>>>>>Fai il bullo in classe. Il professore ti molla una sberla. Quando
>>>>>arrivi a casa tuo padre te ne molla un altro paio.
>>>>>
>>>>>2010 :
>>>>>Fai il bullo. Il professore ti domanda scusa. Tuo padre ti compra una
>>>>>moto e va a spaccare la faccia al prof!
>>>>>
>>>>>
>>>>>Franco e Marco litigano. Si mollano qualche pugno dopo la scuola.
>>>>>
>>>>>1969 :
>>>>>Gli altri seguono lo scontro. Marco vince.
>>>>>I due si stringono la mano e sono amici per tutta la vita.
>>>>>
>>>>>2010 :
>>>>>La scuola chiude.
>>>>>Il TG1 denuncia la violenza scolastica.
>>>>>Il Corriere della Sera mette la notizia in prima pagina su 5
>>>>>colonne.
>>>>>
>>>>>Enrico rompe il parabrezza di un auto nel quartiere. Suo padre sfila
>>>>>la cintura e gli fa capire come va la vita.
>>>>>1969 :
>>>>>Enrico farà più attenzione la prossima volta, diventa grande
>>>>>normalmente, fa degli studi, va all’università e diventa una bravo
>>>>>professionista.
>>>>>2010 :
>>>>>La polizia arresta il padre di Enrico per maltrattamenti sui minori.
>>>>>Enrico si unisce ad una banda di delinquenti. Lo psicologo arriva a
>>>>>convincere sua sorella che il padre abusava di lei e lo fa mettere in
>>>>>prigione.
>>>>>
>>>>>
>>>>>Giovanni cade dopo una corsa a piedi. Si ferisce il ginocchio e
>>>>>piange. La professoressa lo raggiunge, lo prende in braccio per
>>>>>confortarlo.
>>>>>1969 :
>>>>>In due minuti Giovanni sta meglio e continua la corsa.
>>>>>2010 :
>>>>>La prof è accusata di perversione su minori e si ritrova disoccupata,
>>>>>si becca 3 anni di prigione con la condizionale.
>>>>>Giovanni va in terapia per 5 anni. I suoi genitori chiedono i danni e
>>>>>gli interessi alla scuola per negligenza nella sorveglianza e alla
>>>>>professoressa per trauma emotivo. Vincono tutti i processi. La prof
>>>>>disoccupata p interdetta e si suicida gettandosi da un palazzo. Più
>>>>>tardi Giovanni morirà per overdose in una casa occupata.
>>>>>
>>>>>
>>>>>Arriva il 25 ottobre.
>>>>>
>>>>>1969 :
>>>>>Non succede nulla.
>>>>>
>>>>>2010 :
>>>>>E’ il giorno del cambio dell’ora legale: le persone soffrono
>>>>>d’insonnia e di depressione.
>>>>>
>>>>>La fine delle vacanze.
>>>>>
>>>>>1969 :
>>>>>Dopo aver passato 15 giorni di vacanza con la famiglia, nella
>>>>>roulotte trainata da una Fiat 127, le vacanze terminano.
>>>>>Il giorno dopo si ritorna al lavoro freschi e riposati.
>>>>>2010 :
>>>>>Dopo 2 settimane alle Seychelles, ottenute a buon mercato grazie ai
>>>>>”buoni vacanze” ditta, rientri stanco ed esasperato a causa di 4 ore di
>>>>>attesa all’aeroporto, seguite da 12 ore di volo.
>>>>>Al lavoro ti ci vuole una settimana per riprenderti dal fuso
>>>>>orario.
>>>>>Come si dice: viviamo in un’epoca davvero formidabile!
AnimoticonAnimoticonSorpresaCaldoPerplesso
 

sito

Non è un’auto….


Land Rover: da record e da sognare

solo a guardarla è un’avventura, un futuro pronto per questa generazione.

e quest’auto riesce in un incredibile impresa:  cioè

Varcare la porta del Paradiso, per cui bisogna prima percorre 99 tortuosi tornanti, poi salire 999 scalini.

Ma, se il pullman vi disturba, c’è quest’altra soluzione: la Tianmen Mountain Cable, una delle funivie più lunghe del mondo.

5 zhangjiajie cableway

Superati la prima parte dei 999 scalini ci sarà

Il “Walk of Faith”, “Cammino della fede”, che si snoda lungo i fianchi del Monte Tianmen, nella provincia cinese di Hunan, può essere raggiunto dai visitatori tramite  la cabinovia. Per “fede” si intende una completa fiducia nel pavimento di vetro, che si snoda a circa 1430 metri al di sopra delle aguzze pietre calcaree del Parco nazionale subtropicale in cui si trova il Tianmen. Particolarmente emozionante è lo Skywalk di 60 metri, che permette di ammirare le nuvole che scorrono intorno alla montagna che si erge ai propri piedi.

Risultati immagini per “La passeggiata del drago avvolto a spirale”.
fonte.

Non so cosa sia piu’ straordinario – se il paesaggio o  i risultati di quest’auto—-

un giro lo farei molto volentieri…

sposa e fiori d’arancio…


Secondo la leggenda, moltissimi anni fa, il re di Spagna ricevette in dono da una principessa una bellissima pianta di arancio, talmente incantevole che il sovrano se ne innamorò follemente.

Un giorno, un ambasciatore chiese al re che gliene donasse un ramoscello, ricevendo però una secca risposta negativa.

Desiderando a tutti i costi quel ramoscello, l’ambasciatore chiese aiuto al giardiniere del re che, di nascosto, prese un ramo della pianta, accontentandolo.

L’ambasciatore, come ricompensa, donò al giardiniere 50 monete d’oro.

Il giardiniere regalò questa somma a sua figlia come dote, consentendole dunque di sposarsi poiché in precedenza nessuno voleva la sua mano, a causa della povertà in cui riversava la famiglia.

Il giorno del fatidico sì la ragazza adornò i suoi capelli con un ramoscello di fiori d’arancio, poiché proprio a quello doveva la sua felicità.

Quando pensiamo ai fiori d’arancio ci colleghiamo senza dubbio al matrimonio, collegandoli ad un momento di gioia dove si gettano le basi per un nuovo nucleo familiare.

Rimanendo in tema, si può anche fare un’associazione musicale: Carmen Consoli, cantautrice catanese, ha scritto una canzone intitolata proprio “Fiori d’arancio”, anche se in questo caso non si trattava di un lieto fine.

Sempre presenti nelle grandi storie d’amore, i fiori sono gli unici “gioielli” consentiti dal Galateo nel giorno delle nozze.

Il galateo vorrebbe infatti che lo sposo consegnasse alla sposa, la mattina delle nozze, un mazzo di fiori.

Tra i fiori più scelti ci sono i fiori d’arancio, simbolo della fertilità oppure si sostituiscono i fiori con alcune gocce della loro essenza tra i capelli della sposa.

 

raduno degli animali


Mentre Giuseppe e Maria
erano in viaggio per Betlemme,
un angelo radunò tutti gli animali
per scegliere i più adatti
ad aiutare la Santa Famiglia nella stalla.
Per primo, si presentò il leone:
” Solo un re è degno di servire il Re del mondo ” ruggì.
” Mi metterò all’entrata della stalla e sbranerò
chiunque tenterà di avvicinarsi al Bambino !”
” Sei troppo violento !” disse l’angelo.
Subito dopo si avvicinò la volpe.
Con aria furba e innocente, disse:
” Io sono l’animale più adatto.
Per il Figlio di Dio, ruberò ogni mattina
il miele migliore e il latte più profumato !”
” Sei troppo disonesta !” disse l’angelo.
Tronfio e splendente arrivò il pavone.
Aprì la sua ruota color dell’iride:
” Io trasformerò quella povera stalla
in una reggia più bella del palazzo di Salomone !”
” Sei troppo vanitoso !” disse l’angelo.
Uno dopo l’altro, gli animali passarono,
ciascuno magnificando il suo dono, ma invano.
L’angelo non riusciva a trovarne uno che andasse bene.
D’un tratto vide l’asino e il bue,
che a testa bassa,
continuavano a lavorare, sul campo del contadino.
L’angelo li chiamò:
” E voi non avete niente da offrire ?”
” Niente !” Rispose l’asino,
e afflosciò mestamente le lunghe orecchie.
Noi non abbiamo imparato niente
oltre all’umiltà e alla pazienza “.
Ma il bue, timidamente, senza alzare gli occhi disse:
” Però, potremmo di tanto in tanto,
cacciare le mosche con le nostre code.”
L’angelo finalmente sorrise:
” Voi siete quelli giusti !”

Ladro uccide pesci rossi per non lasciare testimoni


 Ha avvelenato e ucciso tre pesci rossi, che stavano nell’acquario della casa appena svaligiata insieme a due complici, perché non voleva lasciare testimoni. Il ladruncolo in questione è un 16enne di Chicago, che, con altri due ragazzini, ha derubato un’abitazione, portando via oggetti d’elettronica, gioielleria e una pistola ad aria compressa. Infine, ha versato ketchup, spezie, senape nell’acquario.
Ai poliziotti che, dopo averlo fermato, lo hanno interrogato e gli hanno chiesto motivazioni sul gesto, il ragazzo ha appunto spiegato che non voleva testimoni sulla scena del crimine. È ora accusato di furto con scasso e violenza su animali.

il denaro non è tutto


Un giorno un padre di famiglia benestante
portò suo figlio in viaggio
con il fermo proposito di mostrargli quante persone
vivessero in modo differente da loro.

 

Passarono un giorno e una notte in una umile casa
di una famiglia molto povera.
Quando tornarono da questa esperienza, il padre chiese al figlio:
” Come ti è sembrato il viaggio ?”
” Molto bello, papà !”
” Hai visto come vivono i poveri ?”
” Si !!!!”
” E cosa hai imparato ?”
Suo figlio, allora gli rispose:
” Ho visto che noi abbiamo un cucciolo di cane in casa
e loro ne avevano quattro.
Noi abbiamo una piscina che occupa mezzo giardino
e loro hanno un fiumiciattolo infinito.
Noi abbiamo un solarium illuminato con luce,
loro avevano il cielo, con tutte le stelle e la luna.
Noi abbiamo un giardino con un cancello di ingresso,
loro avevano un bosco intero.
Mentre il piccolo stava rispondendo, il padre, stupito,
non poteva articolare una sola parola.
Alla fine il figlio aggiunse:
Grazie papá, per avermi mostrato quanto siamo poveri…

Quando misuriamo ciò che possediamo,
il risultato del calcolo dipende solo da come guardiamo le cose.
Se abbiamo amore, amici, salute, buonumore e fede
allora , abbiamo tutto !
Se siamo aridi di spirito, non abbiamo niente.

Ho conosciuto una persona talmente povera,
ma talmente povera, che aveva solo denaro !!

un sacchetto di chiodi


C’era una volta un ragazzo con un brutto carattere.
Suo padre gli diede un sacchetto di chiodi
e gli disse di piantarne uno nello steccato del giardino
ogni volta che avesse perso la pazienza e litigato con qualcuno.
Il primo giorno il ragazzo piantò 37 chiodi.
Nelle settimane seguenti, imparò a controllarsi
e il numero di chiodi piantati nello steccato
diminuì giorno per giorno.
Aveva scoperto
che era più facile controllarsi che piantare i chiodi !
Finalmente arrivò il giorno in cui il ragazzo
non piantò alcun chiodo,
e andò orgoglioso, a riferirlo al padre.
Il padre allora gli disse di levare un chiodo dallo steccato
per ogni giorno in cui
non aveva perso la pazienza o litigato con qualcuno.
I giorni passarono e finalmente il ragazzo poté dire al padre
che aveva levato tutti i chiodi dallo steccato.
Quel giorno, il padre portò il ragazzo davanti allo steccato
e gli disse:
” Figlio mio, ti sei comportato bene
ma guarda quanti buchi ci sono nello steccato.
Lo steccato non sarà più come prima.
Quando litighi con qualcuno e gli dici qualcosa di brutto,
gli lasci una ferita come queste.
Puoi piantare un coltello in un uomo, e poi levarlo,
ma rimarrà sempre una ferita.
Non importa quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà.”

 

morale zen


Un cavallo depresso si sdraia e non vuole più saperne di rialzarsi.
Il fattore disperato, dopo aver provato di tutto, chiama il veterinario. Questi, arrivato in loco, visita l’animale e dice al fattore:
“Casi così sono gravi; l’unica è provare per un paio di giorni a dargli queste pillole: se non reagisce sarà necessario abbatterlo”.
Il maiale ha sentito tutto e corre dal cavallo:
“Alzati, alzati, altrimenti butta male!!!”
Ma il cavallo non reagisce e gira la testa di lato.
Il secondo giorno il veterinario torna e somministra nuovamente le pillole, dicendo poi al fattore:
“Non reagisce: aspettiamo ancora un po’ Ma credo non ci sia alcunchè da fare.”
Il maiale ha sentito tutto e corre ancora dal cavallo:
“Devi ASSOLUTAMENTE reagire: guarda che altrimenti sono guai!!!”.
Ma il cavallo niente.
Il terzo giorno il veterinario verifica l’assenza di progressi e, rivolto al fattore:
“Dammi la carabina: è ora di abbattere quella povera bestia.”
Il maiale corre disperato dal cavallo:
“Devi reagire, è l’ultima occasione, ti prego, stanno per ammazzarti!!!”
Il cavallo allora si alza di scatto e comincia a correre, saltare gli ostacoli ed accennare passi di danza.
Il fattore è felicissimo e rivolto al veterinario gli dice:
“Grazie!!! Lei è un medico meraviglioso, ha fatto un miracolo! Dobbiamo assolutamente fare una grande festa: su, presto, ammazziamo il maiale!!!”

Morale Zen:
Fatti  ogni tanto farsi  i c..zi  proprii .. è decisamente piu’ salutare :-))

La buca nel marciapiede


Mi alzo una mattina, esco di casa, c’è una buca nel marciapiede, non la vedo, ci casco dentro.
Giorno dopo, esco di casa, mi dimentico che c’è una buca nel marciapiede, e ci ricasco dentro.
Terzo giorno, esco di casa cercando di ricordarmi che c’è una buca nel marciapiede, e invece non me lo ricordo, e ci casco dentro.
Quarto giorno, esco di casa cercando di ricordarmi della buca nel marciapiede, me ne ricordo, e ciononostante non vedo la buca e ci casco dentro.
Quinto giorno, esco di casa, mi ricordo che devo tener presente la buca nel marciapiede e cammino guardando per terra, e la vedo, ma anche se la vedo, ci casco dentro.
Sesto giorno, esco di casa, mi ricordo della buca nel marciapiede, la cerco con lo sguardo, la vedo, cerco di saltarla, ma ci casco dentro.
Settimo giorno, esco di casa, vedo la buca, prendo la rinc orsa, salto, sfioro con la punta dei piedi il bordo dall’altra parte, ma non mi basta e ci casco dentro.
Ottavo giorno, esco di casa, vedo la buca, prendo la rincorsa, salto, atterro dall’altra parte! Mi sento così orgoglioso di esserci riuscito, che mi metto a saltellare per la gioia… e mentre saltello, casco di nuovo nella buca.
Nono giorno, esco di casa, vedo la buca, prendo la rincorsa, la salto, e proseguo per la mia strada.
Decimo giorno, soltanto oggi, mi rendo conto che è più comodo e sicuro camminare sul marciapiede di fronte.

La strada della vita è disseminata di buche: abitudini, vizi piccoli e grandi, mancanze fastidiose eppure sempre uguali. In famiglia si litiga sempre per le stesse cose, si confessano sempre gli stessi peccati, si commettono sempre gli stessi errori. Convertirsi significa prendere l’altro marciapiede.Rosa_A.

San Valentino


 terni è patria indiscussa della festa degli innamorati e ricorda con gli eventi Valentiniani le amorevoli opere del suo santo patrono: San Valentino.

La festa di San Valentino sostituisce la precedente festa pagana della fertilità dedicata al dio Luperco.

Le reliquie di San Valentino si trovano a Terni nella Basilica a lui dedicata, ed è qui che ogni anno gli innamorati di tutto il mondo si incontrano per partecipare agli eventi della Città dell’Amore per eccellenza!

 

Terni è una cittadina umbra al centro di un bellissimo ambiente verdeggiante dominato dalle spettacolari Cascate delle Marmore, il paesaggio naturalistico è arricchito anche dal lago di Piediluco e dall’area dei Monti Martani.

Leggenda bis di San Valentino


 Un giorno San Valentino sentì passare, al di là del suo giardino, due giovani fidanzati che stavano litigando. Decise di andare loro incontro con in mano una magnifica rosa. Regalò la rosa ai due fidanzati e li pregò di riconciliarsi stringendo insieme il gambo della rosa, facendo attenzione a non pungersi e pregando affinché il Signore mantenesse vivo in eterno il loro amore.
Qualche tempo dopo la giovane coppia tornò da lui per invocare la benedizione del loro matrimonio.
La storia si diffuse e gli abitanti iniziarono ad andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese.
Il 14 di ogni mese diventò così il giorno dedicato alle benedizioni, ma la data è stata ristretta al solo mese di febbraio perché in quel giorno del 273 San Valentino morì.
 

La Repubblica italiana ricorda


Il Giorno del ricordo in Italia si celebra il 10 febbraio, in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

Nel testo di legge si leggono le motivazioni:

 « La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata […] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero. »
 (legge 30 marzo 2004 n. 92)

 …buona giornata amici!

09 febbraio


notizie dalla rete:
mercoledì 9 febbraio 1955 fu
Inaugurata la prima metropolitana italiana
L’Italia del 1955 è quella che va incontro al boom economico.
Anche a Roma si respira un clima di crescita e ottimismo per un evento destinato a mutare l’assetto urbanistico e sociale della città. Le Olimpiadi del 1960 si terranno qui, dopo aver battuto la concorrenza di Losanna. Si mette mano a un’ambiziosa progettazione di opere, dalla viabilità all’edilizia residenziale passando per i trasporti. Il primo importante traguardo è il completamento dei lavori della linea metropolitana tra l’EUR e la stazione Termini.
I lavori, in realtà, erano partiti nel 1938, in piena epoca fascista. 
Ripresa nel 1948, l’opera è portata a termine sette anni dopo. L’inaugurazione viene fissata per mercoledì 9 febbraio. 
Il giorno successivo entra in funzione il servizio regolare e per i cittadini è un vantaggio non da poco attraversare la città in uno spazio di tempo così ristretto. Certo, nelle grandi città europee, come Londra, Parigi e Berlino, esiste una rete più estesa e i Romani vorrebbero mettersi al passo con gli altri. Innumerevoli ostacoli di natura burocratica, politica e tecnica (in primis i frequenti stop dovuti al rinvenimento di testimonianze archeologiche) finiscono però col ritardare l’avvio dei lavori di ampliamento.
Il 2006 è l’annus horribilis: un grave incidente tra due convogli causa la morte di una donna e il ferimento di 200 persone.
Ampliata con una seconda diramazione della Linea B, terminata nel 2012, la metro capitolina è attualmente la seconda più grande d’Italia per estensione, dopo quella milanese. In cantiere c’è una terza tratta, la Linea C, il cui completamento è fissato per il 2018.
sabato 9 febbraio 1867 fu
Fondato il quotidiano La Stampa: Due edizioni, mattutina e pomeridiana; foliazione ridotta (max 4 pagine); prezzo 5 centesimi di lire. Il 9 febbraio del 1867 si presentò così, nelle edicole di Torino, la Gazzetta Piemontese, lanciata al motto di «Frangar non flectar» (“Mi spezzerò ma non mi piegherò”).
mercoledì 9 febbraio 1881 moriva
Fyodor Dostoyevsky
>Se il diavolo non esiste, ma è una creatura dell’uomo, penso che egli l’abbia creato a propria immagine e somiglianza<

Perchè ingannare?


C’è una sorta di rispetto e di deferenza nel mentire.

Ogni volta che mentiamo a qualcuno, gli facciamo il complimento di riconoscere la sua superiorità.
                                                                  [Samuel Butler].

con questa triste e vera riflessione vi lascio il mio saluto piu’ affettuoso

per una  buona giornata

★´´¯`•.¸¸. ★• Amore


In tutti gli amori si sbaglia-
Non esiste amor perfetto ed immune al dolore-
Si, lo so vorresti non aver fatto mai del male alla persona che ami.
Ma in fondo, è vero  -tutti gli innamorati si fanno del male, –
anche se sono parte entrambi di un’anima sola, è inevitabile.
Ma tu, non avresti mai voluto dire “mi dispiace”- 
non avresti mai voluto sentire la sua assenza anche quando la stai abbracciando.
Non avresti mai pensato di non far parte più dei suoi sogni,
ora:  puoi solo fare in modo che  che tu non esca definitamente dal suo cuore.

Ricorda: non puoi farle del male senza ferirti.

04 febbraio


 fonte dalla rete

 4 febbraio 1783 una forte scossa di terremoto colpisce la Calabria. (un secondo terremoto si verificherà il 28 Marzo, nei due terremoti perderanno la vita circa 35.000 persone)

mercoledì 4 febbraio 2004 nasce

Facebook

Invenzioni e scoperte effettuate in questo giorno:

Un gruppo di operai, che lavora in una cava situata nella valle di Neander in Germania, fa una scoperta casuale quanto eccezionale. Alcuni mesi dopo, il 4 febbraio 1857, a Bonn ne viene dato l’annuncio. Si tratta del primo fossile umano, poi chiamato uomo di Neanderthal, il nostro antenato più antico di cui finora si siano scoperte le tracce. In verità, in un primo momento le ossa dell’uomo fossile vengono scambiate per quelle di “un soldato cosacco rachitico” e sarà l’anatomista americano George Busk ad attribuirle ad un essere umano arcaico. All’uomo di Neanderthal, classificato come “Homo sapiens”, viene assegnato un posto vicino a noi: è comparso in Europa tra i 100 e i 35 mila anni fa.

Il tronco


C’e’ una bellissima leggenda della tribu’ degli indiani Cherokee a riguardo del “rito di passaggio” che dice questo:
il padre porta il figlio nella foresta, gli mette una benda sugli occhi e lo lascia lì da solo.
Il giovane deve rimanere seduto su un tronco tutta la notte senza togliere la benda finché i raggi del sole non lo avvertono che è mattino.
Non può e non deve chiedere aiuto a nessuno. Se sopravvive alla notte, senza andare a pezzi, sarà un UOMO. Non può raccontare della sua esperienza ai suoi amici o a nessun’altro perché ogni giovane deve diventare uomo da solo. Il ragazzo è chiaramente terrorizzato … sente tanti rumori strani attorno a lui. Ci sono senz’altro bestie feroci che lo circondano. Forse anche degli uomini perversi che gli vogliono male.
Il vento soffia forte tutta la notte e scuote il tronco su cui è seduto ma lui va avanti coraggiosamente, senza togliere la benda dagli occhi. In fondo, è l’unico modo per diventare uomo! Finalmente, dopo una notte terrificante, esce il sole e si toglie la benda dagli occhi. Ed è così che si accorge che suo padre è seduto su un’altro tronco a fianco a lui. E’ stato di guardia tutta la notte proteggendo suo figlio da qualsiasi pericolo. Il padre era lì, anche se il figlio non lo sapeva. Anche noi non siamo mai soli. Nella notte più terrificante, nel buio più profondo, nella solitudine più completa, anche quando non ce ne rendiamo conto, il Padre non ci abbandona mai, e fa la guardia … seduto sul tronco a fianco a noi.

anonimo

Don Bosco


Questo slideshow richiede JavaScript.

Castelnuovo d’Asti, 16 agosto 1815 – Torino, 31 gennaio 1888 Grande apostolo dei giovani, fu loro padre e guida alla salvezza con il metodo della persuasione, della religiosità autentica, dell’amore teso sempre a prevenire anziché a reprimere. San Giovanni Bosco è indubbiamente il più celebre santo piemontese di tutti i tempi, nonché su scala mondiale il più famoso tra i santi dell’epoca contemporanea.Papa Pio XI lo ha proclamato santo nel 1934

Il 31 gennaio 1988 Giovanni Paolo II lo dichiarò Padre e Maestro della gioventù…

a lui è dedicato l’oratorio della ns parrocchia.

vi scrivo il racconto del suo sogno profetico, che il santo raccontò la sera del 30 Maggio 1862.
 
«Figuratevi — disse — di essere con me sulla spiaggia del mare, o meglio sopra uno scoglio isolato, e di non vedere attorno a voi altro che mare. In tutta quella vasta superficie di acque si vede una moltitudine innumerevole di navi ordinate a battaglia, con le prore terminate a rostro di ferro acuto a mo’ di strale. Queste navi sono armate di cannoni e cariche di fucili, di armi di ogni genere, di materie incendiarie e anche di libri. Esse si avanzano contro una nave molto più grande e alta di tutte, tentando di urtarla con il rostro, di incendiarla e di farle ogni guasto possibile.

A quella maestosa nave, arredata di tutto punto, fanno scorta molte navicelle che da lei ricevono ordini ed eseguiscono evoluzioni per difendersi dalla flotta avversaria. Ma il vento è loro contrario e il mare agitato sembra favorire i nemici. 

In mezzo all’immensa distesa del mare si elevano dalle onde due robuste colonne, altissime, poco distanti l’una dall’altra. Sopra di una vi è la statua della Vergine Immacolata, ai cui piedi pende un largo cartello con questa iscrizione: “Auxilium Christianorum”; sull’altra, che è molto più alta e grossa, sta un’OSTIA di grandezza proporzionata alla colonna, e sotto un altro cartello con le parole: “Salus Credentium”. 

Il comandante supremo della grande nave, che è il Romano Pontefice, vedendo il furore dei nemici e il mal partito nel quale si trovano i suoi fedeli, convoca intorno a sé i piloti delle navi secondarie per tenere consiglio e decidere sul da farsi. Tutti i piloti salgono e si adunano intorno al Papa. Tengono consesso, ma infuriando sempre più la tempesta, sono rimandati a governare le proprie navi. 

Fattasi un po’ di bonaccia, il Papa raduna intorno a sé i piloti per la seconda volta, mentre la nave capitana segue il suo corso. Ma la burrasca ritorna spaventosa. 

Il Papa sta al timone e tutti i suoi sforzi sono diretti a portare la nave in mezzo a quelle due colonne, dalla sommità delle quali tutto intorno pendono molte ancore e grossi ganci attaccati a catene. 

Le navi nemiche tentano di assalirla e farla sommergere: le une con gli scritti, con i libri, con materie incendiarie, che cercano di gettare a bordo; le altre con i cannoni, con i fucili, con i rostri. Il combattimento si fa sempre più accanito; ma inutili riescono i loro sforzi: la grande nave procede sicura e franca nel suo cammino. Avviene talvolta che, percossa da formidabili colpi, riporta nei suoi fianchi larga e profonda fessura, ma subito spira un soffio dalle due colonne e le falle si richiudono e i fori si otturano. 

Frattanto i cannoni degli assalitori scoppiano, i fucili e ogni altra arma si spezzano, molte navi si sconquassano e si sprofondano nel mare. Allora i nemici, furibondi, prendono a combattere ad armi corte: con le mani, con i pugni e con le bestemmie. 

A un tratto il Papa, colpito gravemente, cade. Subito è soccorso, ma cade una seconda volta e muore. Un grido di vittoria e di gioia risuona tra i nemici; sulle loro navi si scorge un indicibile tripudio. 

Sennonché, appena morto il Papa, un altro Papa sottentra al suo posto. I piloti radunati lo hanno eletto così rapidamente che la notizia della morte del Papa giunge con la notizia della elezione del suo successore. Gli avversari cominciano a perdersi di coraggio. 

Il nuovo Papa, superando ogni ostacolo, guida la nave in mezzo alle due colonne, quindi con una catenella che pende dalla prora la lega a un’ancora della colonna su cui sta l’Ostia, e con un’altra catenella che pende a poppa la lega dalla parte opposta a un’altra ancora che pende dalla colonna su cui è collocata la Vergine Immacolata. 

Allora succede un gran rivolgimento: tutte le navi nemiche fuggono, si disperdono, si urtano, si fracassano a vicenda. Le une si affondano e cercano di affondare le altre, mentre le navi che hanno combattuto valorosamente con il Papa, vengono anch’esse a legarsi alle due colonne. Nel mare ora regna una grande calma». 

 tratto dal web

La carta e l’inchiostro


Un foglio di carta , che stava sopra ad una scrivania insieme ad altri fogli uguali a lui, si trovò, un bel giorno, tutto pieno di segni. Una penna, bagnata di nerissimo inchiostro, aveva tracciato su di lui molti disegni e parole.
– Non potevi risparmiarmi questa umiliazione? – disse risentito il foglio di carta all’inchiostro. – Tu mi hai sporcato con il tuo nero d’inferno, mi hai rovinato per sempre!-
– Aspetta – gli rispose l’inchiostro. – Io non ti ho sporcato, ma ti ho rivestito di simboli. Ora tu non sei più un foglio di carta, ma sei un messaggio. Tu custodisci il pensiero dell’uomo, sei diventato uno strumento prezioso. –
Infatti, di lì a poco, rimettendo ordine sulla scrivania, qualcuno vide quei fogli sparsi e li radunò per buttarli nel fuoco. Ma, all’improvviso, si accorse del foglio “insudiciato” dall’inchiostro: e perciò buttò via gli altri e rimise al suo posto quello che portava, ben visibile, il messaggio dell’intelligenza.

Da Favole, Fo.III. 27 r. in Leonardo da Vinci.

tutto muscoli e niente cervello


il detto comune… ora nn si può piu’ dire- secondo gli ultimi studi giapponesi ed americani, si è dimostrato che l’attività fisica prova un piccodi movimento di sangue al cervello che crea cosi nuove cellule cerebrali. quindi incredibile ma vero ora possiamo sognare un lui muscoloso, sveglio e con attività cerebrale attiva!!!! e che vogliamo di piu’ dalla vita? … un lucano??

ti stimo ♥♥♥


 

Nel linguaggio comune, la stima è genericamente la valutazione che si dà ad una cosa secondo il suo valore oppure l’opinione positiva che si ha di una persona.
quanto è bello sentirsi dire
<<…ti stimo….>>
anche se in fondo si è ben consci di nn essere  migliori, nè speciali , nè diversi…
è bello sentirselo dire ancor di piu’

quando è una sensazione che la si prova  anche nei confronti di chi ce la dona
Di solito a questo mondo, se si riscuote un po’ di stima,
è per qualche cosa che non si merita affatto.
(George Orwell)

Protected by Copyscape DMCA Plagiarism Scanner

sulla via di damasco


oggi ricorre la festa della conversione di San paolo, io ero solo a conoscenza della commemorazione del suo martirio che viene celebrato a giugno.
Quindi oggi imparerò a ricordarlo x il presunto giorno che mentre percorreva la via di Damasco progettando ancora minacce e stragi contro i discepoli del Signore, Gesù in persona gli si manifestò glorioso affinché, colmo di Spirito Santo, annunciasse il Vangelo della salvezza alle genti, patendo molto per il nome di Cristo.

Un sondaggio tutto particolare sulla fame nel mondo…


da:

La FAO ha commissionato un sondaggio su scala mondiale.
Il sondaggio è basato sulla seguente domanda:
– Dica onestamente qual è la sua opinione sulla scarsità di alimenti nel resto del mondo.

Questo è il risultato:

Gli europei non hanno capito cosa sia la “scarsità”.
Gli africani non sapevano cosa fossero gli “alimenti”.
Gli americani hanno chiesto il significato di “resto del mondo”;
I cinesi, straniti, hanno chiesto maggiori delucidazioni sul significato di “opinione”.
Nel parlamento italiano si sta ancora discutendo su cosa significhi “onestamente”.

-~-~-~-~-~-~-~-~-~-~-~-~-~-~-~ 

Invidia


L’invidia è il metro delle nostre insicurezze, del nostro fallimento, del nostro rammarico.
Quando si spezzano le catene, forgiati da questo peccato capitale,
 si scopre la gioia di condividere il bene del prossimo e
di non perdersi nel proprio assurdo egoismo.

Costa Concordia


era il venerdi del 13 gennaio del 2012 e  ricordiamo La Costa Concordia è stata una nave da crociera della compagnia di navigazione Costa Crociere, naufragata il 13 gennaio 2012 all’Isola del Giglio.

https://calogerobonura.wordpress.com/2012/01/15/naufragio-della-costa-concordia-la-testimonianza-del-messinese-giuseppe-lanzafame-che-accusa-il-comandante/

https://calogerobonura.wordpress.com/2012/01/24/costa-concordia-e-andrea-doria-e-le-loro-similitudini-e-differenze/

p_chan3

Pepe


Il pepe nero, o  bianco  è semplicemente lo stesso frutto a punti diversi di maturazione.

Pepe nero viene prodotto dal frutto acerbo della pianta di pepe. I frutti vengono sbollentati brevemente in acqua calda sia per lavarli che per prepararli all’essiccamento. La rottura della polpa, durante l’essiccamento, velocizza l’annerimento del grano di pepe. I grani vengono essiccati al sole, o con appositi essiccatoi, per diversi giorni durante i quali i frutti si disidratano e anneriscono. Una volta essiccati prendono il nome di pepe nero. 
Pepe bianco è dato dal solo seme del frutto. Si ottiene tenendo a bagno per circa una settimana il frutto del pepe. In questo modo la polpa si decompone e può facilmente essere eliminata. Rimosso il pericarpo, il seme viene essiccato. Processi alternativi sono usati per rimuovere la polpa dal frutto compresa la rimozione della pelle essiccata dal pepe nero.
Il pepe nero è il più diffuso, mentre il pepe bianco viene utilizzato soprattutto nella preparazione delle salse colorate, dove il nero della polpa rimarrebbe visibile.

mentre il pepe rosa è un falso pepe, perchè è il frutto o meglio la bacca di un arbusto sempreverde

questa spezie veniva usata anche nel medioevo come merce di scambio dato il suo grande valore.

la leggenda della befana


La Befana, (termine che è corruzione di Epifania, cioè manifestazione) è nell’immaginario collettivo un mitico personaggio con l’aspetto da vecchia che porta doni ai bambini buoni la notte tra il 5 e il 6 gennaio. La sua origine si perde nella notte dei tempi, discende da tradizioni magiche precristiane e, nella cultura popolare, si fonde con elementi folcloristici e cristiani: la Befana porta i doni in ricordo di quelli offerti a Gesù Bambino dai Magi. L’iconografia è fissa: un gonnellone scuro ed ampio, un grembiule con le tasche, uno scialle, un fazzoletto o un cappellaccio in testa, un paio di ciabatte consunte, il tutto vivacizzato da numerose toppe colorate. Vola sui tetti a cavallo di una scopa e compie innumerevoli prodigi. A volte, è vero, lascia un po’ di carbone (forse perché è nero come l’inferno o forse perché è simbolo dell’energia della terra), ma in fondo non è cattiva. Curioso personaggio, saldamente radicato nell’immaginario popolare e – seppure con una certa diffidenza – molto amato. Fata, maga, generosa e severa… ma chi è, alla fine? Bisogna tornare al tempo in cui si credeva che nelle dodici notti fantastiche figure femminili volassero sui campi appena seminati per propiziare i raccolti futuri. Gli antichi Romani pensavano che a guidarle fosse Diana, dea lunare legata alla vegetazione, altri invece una divinità misteriosa chiamata Satia (dal latino satiaetas, sazietà) o Abundia (da abundantia). La Chiesa condannò con estremo rigore tali credenze, definendole frutto di influenze sataniche, ma il popolo non smise di essere convinto che tali vagabondaggi notturni avvenissero, solo li ritenne non più benefici, ma infernali. Tali sovrapposizioni diedero origine a molte personificazioni diverse che sfociarono, nel Medioevo, nella nostra Befana. C’è chi sostiene che è vecchia e brutta perché rappresenta la natura ormai spoglia che poi rinascerà e chi ne fa l’immagine dell’anno ormai consunto che porta il nuovo e poi svanisce. Il suo aspetto laido, rappresentazione di tutte le passate pene, assume cosi una funzione apotropaica e lei diventa figura sacrificale. E a questo può ricollegarsi l’usanza di bruciarla. Nella tradizione popolare però il termine Epifania, storpiato in Befana, ha assunto un significato diverso, andando a designare la figura di una vecchina particolare. Come abbiamo avuto modo di vedere per le altre tradizioni italiane che si svolgono in tutto l’arco dell’anno, molte nostre festività hanno un’origine rurale, affondando le loro radici nel nostro passato agricolo. Così è anche per la Befana. Anticamente, infatti, la dodicesima notte dopo il Natale, ossia dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura pagana di Madre Natura. La notte del 6 gennaio, infatti, Madre Natura, stanca per aver donato tutte le sue energie durante l’anno, appariva sotto forma di una vecchia e benevola strega, che volava per i cieli con una scopa. Oramai secca, Madre Natura era pronta ad essere bruciata come un ramo, per far sì che potesse rinascere dalle ceneri come giovinetta Natura, una luna nuova. Prima di perire però, la vecchina passava a distribuire doni e dolci a tutti, in modo da piantare i semi che sarebbero nati durante l’anno successivo. In molte regioni italiane infatti, in questo periodo, si eseguono diversi riti purificatori simili a quelli del Carnevale, in cui si scaccia il maligno dai campi grazie a pentoloni che fanno gran chiasso o si accendono imponenti fuochi, o addirittura in alcune regioni si costruiscono dei fantocci di paglia a forma di vecchia, che vengono bruciati durante la notte tra il 5 ed il 6 gennaio.

La Befana coincide quindi, in certe tradizioni, con la rappresentazione femminile dell’anno vecchio, pronta a sacrificarsi per far rinascere un nuovo periodo di prosperità. Questa festa ha però assunto nel tempo, anche un significato lievemente diverso. Nella cultura italiana attuale, la Befana non è tanto vista come la simbolizzazione di un periodo di tempo ormai scaduto, quanto piuttosto come una sorta di Nonna buona che premia o punisce i bambini. I bambini buoni riceveranno ottimi dolcetti e qualche regalino, ma quelli cattivi solo il temutissimo carbone, che simboleggia le malefatte dell’anno passato. Il potere psicologico della Befana sui bambini è quindi molto forte ed i suoi aspetti pedagogici non vanno di certo trascurati. Secondo il racconto popolare, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia. Malgrado le loro insistenze, affinchè li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci. Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.