12 ottobre


dal web

 Colombo scopre l’America: Una data che cambiò la storia.

( và bè atteniamoci  ancora ai libri che sostengono ancora questa teoria, e fingiamoci di crederci 🙂 )

 

 1931 – Inaugurato il Cristo Redentore di Rio: Una delle sette meraviglie del mondo,

 era venerdì 12 ottobre 1810  e ci fu matrimonio: quello tra il principe Ludwig di Baviera e Teresa di Sassonia –Hildburghausen. Per le loro nozze si organizzarono cinque giorni di festeggiamenti a suon di musica, balli, parate militari e soprattutto della buona tavola.

Nacque così l’appuntamento annuale che più tardi prenderà il nome di Octoberfest, la più popolare festa al mondo dedicata alla birra. In realtà la birra comparve solo più tardi insieme alle prime giostre, a partire dal 1818 quando assunse le caratteristiche di un festival agricolo con tanto di fiera di cavalli e buoi.

 

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Andronico


I santi Andronico ed Anastasia vissero in Egitto verso la fine del IV secolo, al tempo dell’imperatore Teodosio, come testimoniano le commemorazioni riportate dai menei, menologi e sinassari greci nelle date del 2 marzo, 6 e 12 maggio e 9 ottobre. Andronico, che esercitava il mestiere di orafo presso Antiochia, convolò a nozze con Atanasia dalla quale ebbe due figli, entrambi morti in tenera età. I coniugi, anziché cadere nello sconforto, interpretarono la perdita dei bambini quale un rimprovero divino alla loro condotta non propriamente improntata allo spirito evangelico. In seguito all’apparizione di San Giuliano ad Atanasia, che la invitava a consacrarsi interamente a Dio con il marito, distribuirono allora tutti i loro beni ai poveri ed intrapresero numerosi pellegrinagi in Egitto ed in Terra Santa. Al ritorno dalla Palestina, Andronico ed Atanasia conobbero San Daniele, abate di Scete, cosa un pò strana in quanto tale santo vise solo due secoli dopo. Il santo abate trattenne Andronico presso di sé, mentre inviò Atanasia al monastero femminile di Tabenna. Dodici anni dopo Atanasia decise di vestire panni virili onde poter essere sottoposta a maggiori torture e patimenti non confacenti il gentil sesso. Per la sua magnanimità ed il suo spirito di santificazione, ottenne la direzione dei centri religiosi nati proprio in quegli anni in Palestina ed Egitto. Andronico, desideroso di conoscere quei famosi monasteri, si mise in viaggio per visitarli. Atanasia appena lo vide riconobbe il suo marito, ma preferì non rivelarsi invitandolo comunque a fermarsi in quel monastero. Denominato “monastero XVIII” dal numero delle miglia che lo separavano da Alessandria d’Egitto. Dopo una dozzina d’anni Atanasia morì: solo allora Andronicò scoprì la sua reale identità e di essere sepolto accanto a lei presso Gerusalemme. La vicenda di questi santi coniugi pare essere una finzione letteraria ispirata ai più frequenti luoghi comuni dell’agiografia monastica, purtroppo priva quindi di qualunque autenticità. La loro festa si diffuse nelle Chiese copte egiziana ed etiope, nonché a Cipro ove erano oggetto di particolare venerazione.

 

sant’ugo da genova


Di Sant’Ugo, oggi festeggiato a Genova  l’8 ottobre si tramanda un miracolo che fa coppia, addirittura!, con quello di Mosè, il quale fece scaturire acqua da una roccia, percotendola con la sua verga, quando Israele si trovava nell’assetato deserto del Sinai. Mosè aveva fatto scaturire l’acqua miracolosa per dissetare il suo popolo; Sant’Ugo da Genova, con una sfumatura più affettuosa di carità, aveva sprigionato l’acqua per consentire alle lavandaie di un ospedale di lavare la biancheria dei malati poveri. Ugo nacque a Castellazzo Bormida (Alessandria) e visse a Genova tra il XII e il XIII secolo. Era cappellano dell’Ordine religioso e cavalleresco, di San Giovanni di Gerusalemme fondato un secolo prima con intenti soprattutto militari, per combattere contro gli infedeli Mussulmani. In realtà i Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme furono respinti dai Mussulmani e obbligati a lasciare l’Oriente, rifugiandosi prima nell’isola di Rodi, poi in quella di Malta. Il ben noto Ordine dei Cavalieri di Malta ebbe origine da questa emigrazione, nell’isola mediterranea, degli antichi combattenti cristiani. Come cappellano della Commenda genovese, Sant’Ugo non impugnò mai armi di difesa e di offesa, e i suoi combattimenti, come già abbiamo detto, si svolsero soprattutto sotto il vessillo fiammante della carità. Si racconta che una volta le sue preghiere riuscirono a salvare dal naufragio una nave in pericolo, al largo delle coste genovesi. Un’altra volta un suo miracolo ebbe di nuovo come protagonista l’acqua, mutata in vino durante un convivio. E se quello della fonte prodigiosa Io rendeva simile a Mosè, questo secondo miracolo ricalcava addirittura quello di Gesù alle nozze di Cana, con la prodigiosa conversione dell’acqua in vino. Piccolo di statura, magro, con un cilicio sulla carne, Sant’Ugo era noto e caro ai genovesi anche per il suo spirito di mortificazione e per la sua grande modestia, contrastante con lo spirito di superbia dei secolo, che non risparmiava neppure quei Cavalieri, quasi sempre di origine aristocratica, di cui egli era zelante cappellano. A Genova, a pochi passi dal porto, esiste ancora la chiesa di San Giovanni di Prè, sulla piazzetta della Commenda, accanto alla loggia dei Commendatori Gerosolimitani. R l’antica chiesa presso la quale visse il cappellano dell’Ordine cavalleresco, e nella quale Sant’Ugo venne sepolto dopo la sua morte, verso il 1230. Con lui, vittorioso nella più meritoria delle battaglie, i Cavalieri di Gerusalemme conquistavano per il loro blasone un titolo di gloria più chiaro e più durevole delle incerte imprese militari e politiche, anche se combattute per la fede e ispirate dal desiderio di convertire gli infedeli alla verità. La Diocesi di Genova ne celebra il culto il 19 ottobre.

6 ottobre


Nel 1924 iniziano le trasmissioni radiofoniche: «URI (Unione Radiofonica Italiana).

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 e fu Inaugurato il Moulin Rouge: .

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1582: in Italia e in molti altri Paesi cattolici viene introdotto il Calendario Gregoriano: il giorno 6 Ottobre 1582 non esiste (il calendario viene spostato direttamente dal 4 ottobre al 15 Ottobre

 

IL NOSTRO CUORE CONOSCE L’ALFABETO?


(Anthony de Mello)

Un contadino povero, nel rincasare la sera tardi dal mercato, si accorse di non avere con sé il suo libro di preghiere. Al suo carro si era staccata una ruota in mezzo al bosco ed egli era angustiato al pensiero che la giornata finisse senza aver recitato le preghiere.

Allora pregò in questo modo: «Ho commesso una grave sciocchezza, Signore. Sono partito di casa questa mattina senza il mio libro di preghiere e ho così poca memoria che senza di esso non riesco a formulare neppure un’orazione. Ma ecco che cosa farò: reciterò molto lentamente tutto l’alfabeto cinque volte e tu, che conosci ogni preghiera, potrai mettere insieme le lettere in modo da formare le preghiere che non riesco a ricordare».

Disse allora il Signore ai suoi angeli: «Di tutte le preghiere che oggi ho sentito, questa è senz’altro la più bella, perché è nata da un cuore semplice e sincero».

Colosso di San Carlo


Finalmente, sono riuscita ad andare a visitare la statua di San Carlone ad Arona.
Dobbiamo essere orgogliosi a possedere la seconda statua piu’ alta al mondo, la prima è la statua della Libertà a New York, ma la nostra in compenso è piu’ antica di circa 200 anni. (!!!)
La storia ed il perché della sua costruzione penso che la conosciate tutti, quindi non aggiungo altro che comunque potrete trovare su internet.
Davvero spettacolare il panorama che si gode da lassù, peccato che io non sono riuscita a salire fino in cima alla testa della statua a causa delle mie vertigini ( ma non ero l’unica che dopo aver pagato il biglietto ha dovuto rinunciare alla salita:-(

A mio avviso potrebbe rientrare in una delle meraviglie del mondo… 

se tra esse c’è il Cristo Redentore che è recentissimo, onore ai nostri scultori del 1500.

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Cosma e Damiano


Medici, non per denaro

Erano due fratelli
medici di origine araba. S’erano specializzati in Siria e avevano esercitato la
loro professione in Asia Minore. Si diceva anche che avessero inventato una
medicina particolare che toglieva il dolore.

A Roma, intanto, governava
Diocleziano e i martiri più non si contavano. I due fratelli medici non
sarebbero stati perseguitati se avessero esercitato soltanto la loro utile arte,
ma essi erano convinti di dover curare tutta la persona e, alle cure fisiche,
facevano seguire anche quelle spirituali garantite dalla fede in Cristo. Il loro
successo era grande anche perché avevano fama di essere anargiri: non toccavano
cioè denaro, e curavano gratuitamente. Le antiche cronache raccontano che i due
fratelli litigarono solo una volta: quando uno dei due (per non offendere una
povera vedova che insisteva a ripagarli con tre uova) ne accettò l’offerta e
l’altro lo accusò di venalità. La loro fama era talmente grande che il racconto
del loro martirio è tutto intessuto di prodigi: non si riusciva proprio a
ucciderli…! Le leggende fiorite su di loro non sono tutte credibili, ma tutte
testimoniano l’affetto e la fiducia grande che essi hanno sempre ispirato ai
loro devoti.

La basilica costruita per loro a Costantinopoli è stata
proclamata santuario nazionale. Anche a Roma essi hanno una basilica. In Toscana
il loro culto fu particolarmente sostenuto e diffuso dai “Medici” che (dato il
cognome) ne fecero una questione di prestigio familiare, e alcuni di essi
prestavano il proprio volto quando l’Angelico o il Botticelli dovevano
dipingerne l’immagine.

Sono invocati come protettori da medici,
chirurghi, e farmacisti. E non dobbiamo dimenticare che, tra i loro tanti
miracoli, c’è anche il racconto del trapianto di una gamba…

Pascoli c’è o ci fa?


leggete attentamente:

 

C’era una volta un povero vecchio, che non ci vedeva più, non ci sentiva più e le ginocchia e le mani gli tremavano.
E quando era a tavola non poteva tener fermo il cucchiaio e faceva cadere la minestra sulla tovaglia e qualche volta gliene scappava anche dalla bocca.
La moglie di suo figlio se n’era ormai schifita e, purtroppo, anche suo figlio. E non lo vollero più a tavola con loro. Il povero vecchio doveva star seduto accanto al camino e mangiava un poco di zuppa in una scodella di terracotta.
Un giorno, siccome le sue mani tremavano, gli cadde la scodella per terra e si ruppe. La nuora gliene disse di tutti i colori e il povero vecchio non rispose nulla. Gli comprarono una scodella di legno e gli dissero: “Questa certo non la romperai!”. Una sera suo figlio e le nuora videro il loro bimbo, che raccattava i cocci della scodella di legno e cercava di unirli.
Il padre gli disse: “Che fai?”.
Rispose il bambino: “Riaggiusto la scodella di legno, per dar da mangiare a te e alla mamma, quando sarete vecchi!”.

Ora il nonno mangia ancora a tavola con gli altri, che lo trattano bene e gli vogliono bene.

(Giovanni Pascoli)

notate qualcosa di strano?

a me non è chiara una cosa ma x ora non vi dico…

vediamo se la notate voi…

ma l’ha scritta pascoli… sarò io a non capire … mah

Marassi


Il più antico stadio di calcio italiano tuttora in uso, quello di Genova, è intitolato al capitano della squadra del Genoa Luigi Ferraris, caduto nella Grande Guerra. Durante la cerimonia di intitolazione, il 1° gennaio 1933, la medaglia di argento al valor militare del giocatore fu seppellita vicino a una delle porte.

QUANDO È NATO LO SHOPPING?


È entrato gradualmente nelle abitudini quotidiane a partire dal XIX secolo, quando i negozianti hanno avuto la possibilità di mostrare la propria merce ai passanti: solo nel 1827, infatti, fu inventata la macchina per la pressa dei cristalli, che ha permesso di fabbricare vetrate di medie e grandi dimensioni, perfette per i negozi. Sino a quel momento questi erano simili a magazzini, in cui erano accatastati bauli, scatole e scatoloni di mercanzia, spesso ammucchiata alla rinfusa. Dalla strada non era possibile capire e vedere nulla: era necessario entrare e cercare quello che si desiderava acquistare. NUOVI LAVORI. Con l’arrivo delle vetrine i negozianti dovettero anche imparare a mostrare le merci in maniera ordinata e attraente per i clienti. Comparve allora una nuova figura professionale: il vetrinista.

Maria, lei


 

Lei, la Madre che tu pregherai la forza ed il coraggio, Lei rifugio dei cristiani dentro agli occhi Suoi Lei ,da quando ha detto “eccomi qui” a tutti noi parla cosi: ” La sofferenza e’ vinta se, se tu l’affronti insieme a me”. Lei, Regina della Guardia che apparve un giorno qui per me, proteggi questa gente che confida in Te Lei, che qui Per Genova sara’ il manto di questa città’ Ti supplichiamo, Tu che puoi, prega per noi Lei, presenza che tu cercherai, in ogni tempo invocherai il Suo messaggio ascolterai e da Gesu’ ti porta Lei Lei, regala I suoi sorrisi e capirai, svelando al mondo quando non ne ha, se camminiamo senza Carita’ Lei , il Vero Amore pieno di Pieta’ che ti arricchisce con la poverta’ un gesto semplice che e’ Eternità Lei, la madre del mio Re dei Re ogni dolcezza vive in te tu stella del mattino per me brillerai Lei ,Signora che tu invocherai e che vicino sentirai in ogni luogo sarà Lei ora e per sempre qui con noi (Testo di Cristina e Francesca)

Grazie infinite


Grazie agli amici che si sono preoccupati per me. Il peggio è passato.. Grazie a tutti per le chiamate, in primo luogo voglio che tutti sappiano che sto bene! Solo un po spaventata, ma ora sto meglio.
La maggior parte sa che ho smesso di montare a cavallo da un po, ma oggi avevo deciso di tornare a fare una passeggiata. Beh, ho cavalcato il cavallo iniziando lentamente, ma improvvisamente ha cominciato ad andare sempre più veloce e non riuscivo a fermarlo. All’improvviso sono caduto, ma il mio piede era bloccato nella staffa e il cavallo mi ha trascinato con se al galoppo.. è stato un momento difficile perchè non si è fermato alle mie urla. Devo solo ringraziare il proprietario e il funzionario, che sono venuti subito e hanno spento la giostra, altrimenti mi avrebbe investito il camion dei pompieri, la giraffa, la moto e l’aereo… ora sto bene!!..
Se hai letto fino alla fine, è perchè ti sei preoccupato per me.
Adesso fai ridere gli altri…. perché ridere, è la miglior medicina!!!..aiuta molto a non pensare ai dolori della vita….

…:-) non ho resistito…abbiate pazienza 🙂

Una nuvoletta in viaggio


In un giorno d’Autunno, il Vento soffiava dispettoso facendo volare le foglie. Una piccola Nuvoletta che stava passeggiando lì vicino, gli disse: “Ciao Vento, posso giocare con te?”. Il Vento allora chiese: “Cosa potresti fare? Sai soffiare?”. La nuvoletta ci provò: “…fff… fff… no non sono capace”, disse sconsolata. Allora il Vento le rispose: “Tu non sei capace di soffiare come me, vattene via!”. E la Nuvoletta se ne andò triste.

Più avanti incontrò l’Estate e il Sole splendeva luminoso nel cielo. Allora si avvicinò e disse: “Ciao Sole, posso giocare con te?”. Ma il Sole seccato le rispose: “Non vedi che ti sei messa troppo vicina a me? Mi stai oscurando! Vattene via, tu non sei capace di splendere come me e nemmeno di creare calore!”. E la Nuvoletta se ne andò sempre più triste.

Poco più in là c’era l’Inverno e la neve cadeva leggera, così la Nuvolett a si fermò e chiese: “Ciao Neve, posso giocare con te?”. La Neve la squadrò dalla testa ai piedi e sussurrò: “Ma tu sei capace di far nevicare?”. La nuvoletta ci provò e si sforzò talmente tanto che da grigia divenne nera, ma di Neve niente. “No, non credo di esserne capace”, brontolò la nuvoletta emettendo un tuono. “Shhh!”, la zittì la Neve, “allora non puoi aiutarmi. Io cado silenziosa, tu sei troppo rumorosa! Tu non sei capace di cadere leggera e coprire il paesaggio come me, vattene via!”. E la Nuvoletta se ne andò ancora più triste.

Ormai era sconsolata, quando trovò la Primavera e sentì qualcuno piangere. Si chinò e vide un piccolo Fiorellino che singhiozzava disperato, allora si avvicinò e gli chiese il perché di tanta tristezza. E il Fiorellino rispose: “Ho sete, sto per morire, puoi aiutarmi?”. “Non lo so, io non so fare quasi niente.., non so soffiare come il vento, non so splendere come il sole, non so cadere leggera come la neve, e nessuno mi vuole…”. Così dicendo la Nuvoletta si mise a piangere e le sue lacrime diventarono tante gocce di pioggia, che dissetarono il Fiorellino. Da quel giorno la Nuvoletta e il Fiorellino diventarono molto amici e capirono di aver bisogno l’uno dell’altra per essere felici.

-~-

17 settembre


1394: gli ebrei vengono espulsi dalla Francia per ordine di re Carlo VI
1630: fondata la città americana di Boston
1812: Mosca Brucia – l’incendio ha ormai inghiottito più della metà dell’intera città
1967: la CBS trasmette la prima di “Missione Impossibile”
1972: la CBS trasmette la prima puntata della serie televisiva M*A*S*H
1976: la NASA presenta il primo Space Shuttle: l’Enterprise
1978: Israele ed Egitto firmano gli Accordi di Camp David
1988: nella citta’ coreana di Seoul si apre la ventiquattresima edizione dei Moderni Giochi Olimpici
1991: Corea del Nord, Corea del Sud, Estonia, Lettonia, Lituania, Isole Marshall e Micronesia entrano a far parte delle Nazioni Unite

 LUNEDI 17 SETTEMBRE 1787

Firmata la Costituzione degli Usa

dal web

Stimmate di San Francesco


 

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Il 17 settembre del 1224, si  recarono al Monte la Verna, Francesco e Frate Leone, per pregare. Francesco  all’età di 42 anni, quella sera si mise  un po’ distante da Frate Leone , per pregare Gesù Cristo. Frate Leone vide  una luce che arrivava dal cielo, era un Angelo Serafino, ( che significa: inviato, messaggero). Il Serafino scese lentamente verso Francesco che stava pregando, F.Leone poté vedere che portava le stimmate di Cristo, le quali furono impresse a Francesco: sulle mani, sul costato e nei piedi. Francesco adesso poteva realmente provare il dolore fisico di Cristo.

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Succede anche questo


Allora ore 10.05 entro in farmacia vicino alla piazza… ore 10 e 10 vigile già con blocchetto in mano…esco e dico all’ agente che sono entrata due secondi in farmacia, ma niente mi risponde che non si può lasciare la macchina là neanche un minuto…
io dico “Madonna che dito in culo che siete!”🤬🤬🤬….al che mi viene risposto di tenere certe parole per me e che se avessi continuato la multa da 30€ sarebbe lievitata.
A questo rispondo chiedendo se dovevano far lievitare le casse del comune visto il suo minacciare da panettiere comunale…
Da lì l’inizio della fine…😱😰😱
Fanale anteriore destro scheggiato, gomme al limite dell’usura, assetto secondo lui non conforme quindi revisione straordinaria…
Io dico “Ma lei sta scherzando?Tutto questo per cinque minuti in farmacia?”😵😵😵
Lui risponde “Se lei evitava commenti sarebbe rimasto a 30€.”
A queste parole faccio il gesto della sberla a mano rovescia e gli dico che se gliela tiro neanche Google maps lo aiuta a tornare a casa.
Aggiunge al verbale “minacce a pubblico ufficiale.”
Morale 640€ da pagare.

Alla fine l’ho salutato , ho preso la moto e sono andata a casa.

Mi spiace per il padrone dell’auto, ho cercato di difenderlo fino alla fine …ma ha vinto il vigile.

😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😜😜😜😜😜

esaltazione della santa croce


La Chiesa cattolica, molti Chiese protestanti (spesso quelle di matrice Anglicana), e gli ortodossi celebrano la festa dell’Esaltazione della Santa Croce, il 14 settembre, anniversario della consacrazione della Chiesa del Santo Sepolcro in Gerusalemme. Nei secoli successivi queste festività inclusero anche la commemorazione del recupero della Vera Croce dalle mani dei Persiani.La festa in onore della Croce venne celebrata la prima volta nel 335, in occasione della “Crucem” sul Golgota, e quella dell'”Anàstasis”, cioè della Risurrezione. . .
La celebrazione odierna assume un significato ben più alto del leggendario ritrovamento da parte della pia madre dell’imperatore Costantino, Elena. La glorificazione di Cristo passa attraverso il supplizio della croce e l’antitesi sofferenza-glorificazione diventa fondamentale nella storia della Redenzione: Cristo, incarnato nella sua realtà concreta umano-divina, si sottomette volontariamente all’umiliante condizione di schiavo (la croce, dal latino “crux”, cioè tormento, era riservata agli schiavi) e l’infamante supplizio viene tramutato in gloria La stessa evangelizzazione, operata dagli apostoli, è la semplice presentazione di “Cristo crocifisso”. Il cristiano, accettando questa verità, “è crocifisso con Cristo”, cioè deve portare quotidianamente la propria croce, sopportando ingiurie e sofferenze, come Cristo, gravato dal peso del “patibulum” (il braccio trasversale della croce, che il condannato portava sulle spalle fino al luogo del supplizio dov’era conficcato stabilmente il palo verticale), fu costretto a esporsi agli insulti della gente sulla via che conduceva al Golgota.

A a a ah però!


non ci avevo mai riflettuto, ma avete fatto caso che

tra tutti i continenti l’Europa è l’unico il cui nome non inizia con la A:

Europa, Asia, Africa, Australia*, America e se vogliamo… Artide e Antartide

ma spesso l’australia è anche indicata con il termine oceania…

che e’ stato coniato apposta per indicare tutte le terre emerse collegate tra loro attraverso l’oceano, ma il nome “Australia” venne assegnato alle terre del cosiddetto “nuovo continente” intorno al 1814 mentre il termine “Oceania” venne coniato più tardi, proprio per indicare anche le isolette intorno compresa la parte di oceano che tra esse si trova. .

 

14 settembre 2018


Buongiorno a tutti,

durante l’incontro di ieri all’Auditorium di Palazzo Rosso, Comune di Genova e Regione Liguria hanno invitato gli stakeholder cittadini a diffondere il più possibile le informazioni riguardanti la giornata del 14 settembre 2018, al fine di avere la massima partecipazione dei genovesi a questa giornata.

La giornata si dividerà in due momenti: alle 11.36 la città si fermerà per un minuto di silenzio per ricordare le vittime del crollo del Ponte Morandi. Durante quel minuto suoneranno le campane della Diocesi e le sirene delle navi in porto, i cittadini sono inviati a osservare il minuto di silenzio sul luogo di lavoro oppure scendendo in strada ove possibile.

Alle 17.30 in Piazza De Ferrari genovesi e non si riuniranno per un altro momento di raccoglimento. In piazza saranno presenti i volontari, i vigili del fuoco e tutti coloro che dal 14 agosto si sono adoperati per mitigare le sofferenze della città. Inoltre ci saranno anche le testimonianze di coloro che soffrono di questa situazione, che hanno dovuto abbandonare le loro case. Molti artisti da Tullio Solenghi a Luca Bizzarri, ma anche il Carlo Felice con la sua musica, daranno il loro contributo.

Con questa mail vi ricordiamo che potete ritirare presso l’Infopoint Liguria (09.00 – 16.00, orario continuato) in Piazza De Ferrari il materiale informativo in forma cartacea, che trovate allegato a questa mail.

Vi chiediamo inoltre di condividere post dedicati a questa giornata pubblicati su canali Facebook e Instagram del Comune di Genova e di ricondividere l’evento Facebook Genova nel cuore che trovate a questo link https://www.facebook.com/events/1591028137865358/.
Dopo l’incontro di ieri, molti di voi hanno manifestato la volontà di girare una videotestimonianza del minuto di silenzio dalle vostre sedi. Vi chiediamo perciò di inoltrarci le vostre clip (che potranno essere filmate anche con un cellulare, purché il video sia in orizzontale) a questo indirizzo entro le 15 di venerdì 14 settembre.

Vi ringraziamo per la collaborazione e il supporto. Restiamo a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento

Un saluto cordiale

Marta Fiorellino
Comune di Genova
Direzione Marketing Territoriale, Promozione della Città, Attività Culturali

l’origine dei nomi dei venti


I nomi dei venti tipici dell’area mediterranea hanno origini molto antiche e in genere vengono rappresentati dalla rosa dei venti. Per comprendere il significato di tali nomi bisogna prendere come punto di riferimento il centro del Mar Mediterraneo, ad est di Malta, indicativamente al centro del Mar Jonio. Ipotizzando di posizionare in tal punto la rosa dei venti, ci si accorge di come i venti prendano il nome dalla loro direzione di provenienza.

Punto cardinale Direzione Vento
Nord tramontana
Nord-est 45° grecale
Est 90° levante
Sud-est 135° scirocco
Sud 180° ostro o austro
Sud-ovest 225° libeccio
Ovest 270° ponente
Nord-ovest 315° maestrale

In quella posizione, il vento proveniente da Nord-Est, giunge approssimativamente dalla Grecia, da cui il nome Grecale; da Sud-Est giungono venti provenienti dalla Siria, da cui il nome Scirocco; a Sud-Ovest vi è la Libia, nome che anticamente definiva anche la Tunisia e l’Algeria, da cui il nome Libeccio. Infine il Nord-Ovest, che è la direzione di Roma, ovvero la Magistra ai tempi dei romani, da cui Maestrale. Per quel che riguarda invece i venti provenienti dai quattro punti cardinali principali, il Levante, da Est, prende il nome dal levar del Sole e il Ponente, da Ovest, dal calar del Sole stesso; l’Ostro (o Austro o Mezzogiorno), da Sud, dall’emisfero australe mentre la Tramontana deve con tutta probabilità il suo nome alla locuzione latina intra montes, riferita al fatto che spira dal cuore delle Alpi, ovvero dal Nord storicamente conosciuto dai romani.

facile e difficile


Facile è occupare un posto nell’agenda telefonica.
Difficile è occupare il cuore di qualcuno.

Facile è giudicare gli errori degli altri.
Difficile è riconoscere i nostri propri errori.

Facile è ferire chi ci ama.
Difficile è curare questa ferita.

Facile è perdonare gli altri.
Difficile è chiedere perdono.

Facile è esibire la vittoria.
Difficile è assumere la sconfitta con dignità.

Facile è sognare tutte le notti.
Difficile è lottare per un sogno.

Facile è pregare tutte le notti.
Difficile è trovare Dio nelle piccole cose.

Facile è dire che amiamo.
Difficile è dimostrarlo tutti i giorni.

Facile è criticare gli altri.
Difficile è migliorarne uno.

Facile è pensare di migliorare.
Difficile è smettere di pensarlo e farlo realmente.

Facile è ricevere.
Difficile è dare.

L’alfabeto dell’ amicizia


Ama te così come sei,

Bada alla tua opinione,

Crede in te,

Dimentica i tuoi errori,

Esalta le tue doti,

Fa la differenza nella tua vita,

Gioca con te,

Ha fiducia in te,

Illumina la tua giornata,

Lotta con te,

Migliora il tuo stato d’animo,

Non ti giudica,

Offre aiuto,

Placa i tuoi dubbi,

Quieta le tue preoccupazioni,

Ristora il tuo spirito,

Sta con te,

Telefona anche solo per dirti ciao,

Urla se non lo senti,

Vede dentro di te,

Zittisce chi ti fa star male.

 

grazie a caterina che me l’ha inviata via email 

 

 

 

A cosa serve leggere la Bibbia?


C’era un ragazzo che viveva con suo nonno in una fattoria. Ogni mattina il nonno, che era cristiano, si alzava presto e dedicava del tempo a leggere le Scritture.

Il nipote cercava di imitarlo in qualche modo, ma un giorno chiese: «Nonno, io cerco di leggere la Bibbia ma anche le poche volte che riesco a capirci qualcosa, la dimentico quasi subito. Allora a cosa serve? Tanto vale che non la legga più!».

Il nonno terminò tranquillamente di mettere nella stufa il carbone che stava in una cesta, poi disse al nipote: «Vai al fiume, e portami una cesta d’acqua». Il ragazzo andò, ma ovviamente quando tornò non era rimasta acqua nella cesta. Il nonno ridacchiò e disse: «Beh, devi essere un po’ più rapido. Dai, muoviti, torna al fiume e prendi l’acqua». Anche questo secondo tentativo, naturalmente, fallì.

Il nipote, senza fiato, disse che era una cosa impossibile, e si mise a cercare un secchio. Ma il nonno insistette: «Non ti ho chiesto un secchio d’acqua, ma una cesta d’acqua. Torna al fiume». A quel punto il giovane sapeva che non ce l’avrebbe fatta, ma andò ugualmente per dimostrare al vecchio che era inutile, per quanto fosse svelto l’acqua filtrava dai buchi della cesta. Così tornò al fiume e portò la cesta vuota al nonno, dicendo: «Vedi? Non serve a niente!».

«Sei sicuro? – disse il nonno – Guarda un po’ la cesta». Il ragazzo guardò: la cesta, che prima era tutta nera di carbone, adesso era perfettamente pulita!

«Figlio, questo è ciò che succede quando leggi la Bibbia. Non capirai tutto, né ricorderai sempre ciò che hai letto, ma quando la leggi ti cambierà dall’interno. Dio lavora così nella nostra vita, ci raffina interiormente .

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__,_._,___

Energia svanita.


Chi lo dice che il cuore non fa male.
chi lo dice che al dolore ci si abitua
chi lo dice che alla delusione ci si fa il callo
chi dice <tanto sei forte vedrai passerà>, ma che cactus ne sa?
chi lo dice che la nausea causata dall’amarezza passerà
chi lo dice che tutto sarà come prima
chi dice <dai devi sorridere> ha mai provato a non sentirne la necessità?
chi lo dice che quando una madre aiuta un figlio si ride assieme,  perchè non dice anche che quando un figlio aiuta la madre, sono in due a piangere-
chi lo dice che  si può piangere senza lacrime
chi lo dice che non si può rimanere senza parole, senza niente da dirsi anche con gli affetti piu’ cari?
chi lo dice che non è <normale> essere in un posto in cui desideravi andare e poi non veder l’ora di andarsene?- 

chi lo dice che “il passaggio di consegne della vita tra madre e figlia” sono facili da gestire
chi stabilisce quali sono i diritti di una madre se non è piu’ grado ad essere autosufficiente?
i diritti… una parola che non dice nulla…
i doveri…altra parole sterile e senza amore
i sentimenti, le emozioni che fine fanno?
quello che si decide per il loro bene
è accettato con amore, o subìto con rancore?
Sofferenza di vita con alzheimer e demenza senile: un misto di aggressività, depressione, apatia, ansia, agitazione e confusione, smemoratezza, deliri, allucinazioni e tentativi di fuga.
dopo quanto un figlio digerisce e metabolizza questo?

 Ma perchè si elabora davvero? 

Il senso di colpa …esiste? anche se il mondo ti assicura che non devi averlo?
Non la si può coinvolgere nella propria vita… non puoi condividere nè gioie nè dolori, ma devi solo portare la tua croce quotidiana fatta di mille preoccupazioni e prenderti anche la sua come ha fatto il Cireneo- bè in effetti nemmeno lui era tanto contento di essere stato preso per condividere quel peso della croce.-

Però l’ha fatto. Chissà avrà imprecato per quell’imprevisto della giornata, o si sarà visto sopraffare suo malgrado dal dispiacere per la sofferenza che vedeva in quel povero uomo?

Dio non affida a nessuno un peso più grande di quello che è in grado di sopportare.

 Emh, me lo devo ricordare – a volte mi sfugge .

San Francesco da Paola Cosenza 1416/1507


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La sua vita fu uno stupore continuo sin dalla nascita, infatti Francesco nacque il 27 marzo 1416 da una coppia di genitori già avanti negli anni, il

padre Giacomo Alessio detto “Martolilla” e la madre Vienna di Fuscaldo, durante i quindici anni di matrimonio già trascorsi, avevano atteso invano la nascita di un figlio, per questo pregavano s. Francesco, il ‘Poverello’ di Assisi, di intercedere per loro e inaspettatamente alla fine il figlio arrivò.
Riconoscenti i giubilanti genitori lo chiamarono Francesco; il santo di Assisi intervenne ancora nella vita di quel bimbo nato a Paola, cittadina calabrese sul Mar Tirreno in provincia di Cosenza; dopo appena un mese si scoprì che era affetto da un ascesso all’occhio sinistro che si estese fino alla cornea, i medici disperavano di salvare l’occhio.
La madre fece un voto a s. Francesco, di tenere il figlio in un convento di Frati Minori per un intero anno, vestendolo dell’abito proprio dei Francescani, il voto dell’abito è usanza ancora esistente nell’Italia Meridionale. Dopo qualche giorno l’ascesso scomparve completamente.
Fu allevato senza agi, ma non mancò mai il necessario; imparò a leggere e scrivere verso i 13 anni, quando i genitori volendo esaudire il voto fatto a s. Francesco, lo portarono al convento dei Francescani di San Marco Argentano, a nord di Cosenza.
In quell’anno l’adolescente rivelò subito doti eccezionali, stupiva i frati dormendo per terra, con continui digiuni e preghiera intensa e già si cominciava a raccontare di prodigi straordinari, come quando assorto in preghiera in chiesa, si era dimenticato di accendere il fuoco sotto la pentola dei legumi per il pranzo dei frati, allora tutto confuso corse in cucina, dove con un segno di croce accese il fuoco di legna e dopo pochi istanti i legumi furono subito cotti.
Un’altra volta dimenticò di mettere le carbonelle accese nel turibolo dell’incenso, alle rimostranze del sacrestano andò a prenderle ma senza un recipiente adatto, allora le depose nel lembo della tonaca senza che la stoffa si bruciasse.
Trascorso l’anno del voto, Francesco volle tornare a Paola fra il dispiacere dei frati e d’accordo con i genitori intrapresero insieme un pellegrinaggio ad Assisi alla tomba di s. Francesco, era convinto che quel viaggio gli avrebbe permesso d’individuare la strada da seguire nel futuro.
Fecero tappe a Loreto, Montecassino, Monteluco e Roma, nella ‘Città eterna’ mentre camminava per una strada, incrociò una sfarzosa carrozza che trasportava un cardinale pomposamente vestito, il giovanetto non esitò e avvicinatosi rimproverò il cardinale dello sfarzo ostentato; il porporato stupito cercò di spiegare che era necessario per conservare la stima e il prestigio della Chiesa agli occhi degli uomini.

Francesco morì il 2 aprile 1507 a Plessis-les-Tours, vicino Tours dove fu sepolto, era un Venerdì Santo ed aveva 91 anni e sei giorni.
Già sei anni dopo papa Leone X nel 1513 lo proclamò beato e nel 1519 lo canonizzò; la sua tomba diventò meta di pellegrinaggi, finché nel 1562 fu profanata dagli Ugonotti che bruciarono il corpo; rimasero solo le ceneri e qualche pezzo d’osso.
Queste reliquie subirono oltraggi anche durante la Rivoluzione Francese; nel 1803 fu ripristinato il culto. Dopo altre ripartizioni in varie chiese e conventi, esse furono riunite e dal 1935 e 1955 si trovano nel Santuario di Paola; dopo quasi cinque secoli il santo eremita ritornò nella sua Calabria di cui è patrono, come lo è di Paola e Cosenza.

fonte web

 

Pentadattilo


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Nella nostra meravigliosa Calabria, quest’anno ho visitato Pentadattilo: un paese fantasma . Peccato che abbiamo beccato pioggia tutto il giorno, ma vi assicuro che da lassù si può vedere l’Etna e tutto lo stretto di Messina.
Il nome è per il fatto che la roccia pare una mano a cinque dita con il borgo nel palmo della stessa.
Nella seconda metà del XVII secolo Pentadattilo fu teatro di un grave fatto di sangue, la “Strage degli Alberti”, nota famiglia nobile del posto, che fu interamente trucidata ad opera di una famiglia rivale di Montebello Ionico ed ex feudatari di Pentadattilo.
Fra le due famiglie per lungo tempo vi era stata un’accesa rivalità per questioni relative a confini comuni e/o per fatti sentimentali e la faida portò appunto alla strage, la quale poi ha dato origini a varie leggende e dicerie secondo le quali ancora oggi i fantasmi di quelle anime trucidate vivono nel paese.
Se qualcuno decide di soggiornarci, fatemi sapere se farete incontri del terzo tipo 🙂

Parco Nazionale dell’Aspromonte


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Impiccheranno Geordie con una corda d’oro, | è un privilegio raro. | Rubò sei cervi nel parco del re | vendendoli per denaro.“
dal web… e 

Fabrizio De Andrè

ciao carissimi, ecco cosa mi mancherà di questi giorni…il fresco, l’aria pura e l’immensità del verde….

a presto, buon fine settimana

diritto al tappo… di venir via con me…


inizio precisando che nn credo sia un’usanza tipicamente genovese, visto che siamo conosciuti x essere un pò tirchi e di braccino corto, ma anche questa volta questa nuova corrente viene dall’america—e devo ammettere da buona genovese che l’approvo con entusiasmo. tutto è iniziato anni fa, quando al ristorante si richiedeve al borsa del cane, dove vi finivano gli scarti avanzati del proprio pranzo, poi  è stata la volta della borsa da consumare il giorno dopo- tranquillamente a casa propria- fatta con gli avanzi e nn  con gli scarti della cena… questa  usanza  l’  ho vista  richiedere da alcuni anni nei ristoranti del sud… dove  i  clienti evidentemente hanno la faccia + tosta.. – rispetto a noi … del “nord” –noi qui ci vergognamo… condizionati dal pensiero del ristoratore e degli altri commensali. Bene, ora è l’ora di poter anche richiedere il vino avanzato… con quello che ce la fanno pagare una bottiglia…!!!! è un peccato lasciarlo… per poi finire forse in cucina riutilizzandolo  x sfumare risotti e carni, o travasarlo e ri-imbottigliare una bottiglia …da riproporre all’ignaro cliente.E’ questione di rispetto e di etica, visto che mi hanno insegnato che del cibo è peccato buttare ciò che si può mangiare- approvo al 100% questa nuova tendenza…nn ingurgitatevi tutta la bottiglia piuttosto che lasciarla li… -vi fa male-!!!… ora basta dire ” scusi, mi prepara la bottiglia da portare via? “

tanto …si sa che il cliente ha sempre ragione ..ahh …