29 luglio


 Nel 1976  ci fu la prima donna italiana ministro:

Il Presidente del Consiglio Giulio Andreotti nominò come ministro del Lavoro Tina Anselmi, insegnante ed ex sindacalista. E’ la prima donna a diventare ministro nella storia d’Italia.

 nel 1836 a Parigi fu  inaugurato l’Arco di Trionfo: Porta d’accesso sui famosi Champs-Élysées da Place de Gaulle, 

sotto si trova un museo sotterraneo dove sono custoditi oggetti appartenuti a Napoleone Bonaparte e cimeli della Prima guerra mondiale.

 

 Nel 1900 il re Umberto I,   viene assassinato con due colpi di rivoltella, alla gola e al cuore, dall’anarchico Gaetano Bresci-

 scampato per miracolo al linciaggio fu arrestato. Fu condannato all’ergastolo ma morì  in carcere in circostanze misteriose

Al re  Umberto I, si deve riconoscere il merito dell’ l’abolizione della pena di morte dal codice penale,

a lui succederà il figlio Vittorio Emanuele III.

 

fontedal web
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29 gennaio


dal web
venerdì 29 gennaio 1886
Benz brevetta la prima vettura a motore: Accensione elettrica. Carburatore. Due posti a sedere e niente pedali. Freno e acceleratore si azionano a mano. Con la Motorwagen brevettata nel 1886 dall’ingegnere tedesco Karl Benz nacque l’autovettura a motore, alimentato a benzina.motorwagen
In disaccordo con gli altri soci, Karl in seguito abbandonò l’azienda per fondarne un’altra che, tuttavia, produsse autovetture di scarso successo. Nel 1926 la DMG e la Benz & Cie si fusero dando vita al gruppo Daimler-Benz e al prestigioso marchio Mercedes-Benz.
 lunedì 29 gennaio 1951festival_sanremo
Prima edizione del Festival di Sanremo
alle 22 di lunedì 29 gennaio 1951, la radio diffonde la voce del presentatore Nunzio Filogamo che annuncia l’inizio della prima edizione del Festival della canzone italiana, ospitata nel lussuoso Salone delle feste del Casinò di Sanremo.
L’atmosfera è ben lontana da quella che accompagnerà la kermesse nei decenni successivi. In sala c’è un tono dimesso e gli spettatori, che hanno pagato 500 lire per sedersi ai tavolini, sono più interessati a consumare che ad ascoltare i cantanti, al punto che in sottofondo i radioascoltatori distinguono un chiaro rumore di stoviglie.
questo il sito ufficiale

Apple lancia sul mercato l’iPhone


dalla rete:

«Reinventare il telefono» fu la sfida lanciata da Steve Jobs all’inizio del 2007, cosi nasce

una combinazione tra «un iPod con schermo touchscreen, un rivoluzionario telefono cellulare e uno strumento innovativo per collegarsi a Internet», il nuovo dispositivo si distingueva dagli altri smartphone in commercio per due aspetti fondamentali: l’interattività multitouch, ossia un display che rispondeva al tocco simultaneo di più dita e accompagnato dall’eliminazione quasi totale dei tasti; perfetta integrazione con il suo sistema operativo iOS 1.0.

 

La strage dell’Heysel


dal web
download (2)La strage dell’Heysel fu una tragedia avvenuta il 29 maggio 1985, poco prima dell’inizio della finale di Coppa dei Campioni di calcio tra Juventus e Liverpool allo stadio Heysel di Bruxelles, in cui morirono 39 persone, di cui 32 italiane, e ne rimasero ferite oltre 600.

Ai molti tifosi italiani, buona parte dei quali proveniva da club organizzati, fu assegnata la tribuna N, che si trovava nella curva opposta a quella riservata ai tifosi inglesi; molti altri tifosi organizzatisi autonomamente, anche nell’acquisto dei biglietti, si trovavano invece nella tribuna Z, separata da due basse reti metalliche dalla curva dei tifosi del Liverpool, ai quali si unirono anche tifosi del Chelsea, noti per la loro violenza (si facevano chiamare headhunters, “cacciatori di teste”).
Circa un’ora prima della partita i tifosi inglesi più accesi (i cosiddetti hooligan) cominciarono a spingersi verso il settore Z a ondate, cercando il take an end (“prendi la curva”) e sfondando le reti divisorie: memori degli incidenti della finale di Roma di un anno prima, si aspettavano forse una reazione altrettanto violenta da parte dei tifosi juventini, reazione che non sarebbe mai potuta esserci, dato che la tifoseria organizzata bianconera era situata nella curva opposta. Gli inglesi sostennero di aver caricato più volte a scopo intimidatorio, ma i semplici spettatori, juventini e non, impauriti, anche per il mancato intervento e per l’assoluta impreparazione delle forze dell’ordine belghe, che ingenuamente ostacolavano la fuga degli italiani verso il campo manganellandoli, furono costretti ad arretrare, ammassandosi contro il muro opposto al settore della curva occupato dai sostenitori del Liverpool.

Nella grande ressa che venne a crearsi, alcuni si lanciarono nel vuoto per evitare di rimanere schiacciati, altri cercarono di scavalcare gli ostacoli ed entrare nel settore adiacente, altri si ferirono contro le recinzioni. Il muro ad un certo punto crollò per il troppo peso, moltissime persone rimasero schiacciate, calpestate dalla folla e uccise nella corsa verso una via d’uscita, per molti rappresentata da un varco aperto verso il campo da gioco. Dall’altra parte dello stadio i tifosi juventini del settore N e tutti gli altri sportivi accorsi allo stadio sentirono le voci dello speaker e dei capitani delle due squadre che invitavano alla calma, senza tuttavia capire quello che stava realmente accadendo. Un battaglione mobile della polizia belga, di stanza a un chilometro dallo stadio, giunse finalmente dopo più di mezz’ora per ristabilire l’ordine, trovando il campo e gli spalti nel caos più totale, invasi da frange inferocite di tifoseria bianconera.

Gli scampati alla tragedia si rivolsero ai giornalisti in tribuna stampa perché telefonassero in Italia, per rassicurare i familiari. I morti furono 39, dei quali 32 italiani, 4 belgi, 2 francesi e 1 irlandese. Oltre 600 i feriti. La diretta televisiva dell’incontro su Rai 2 si aprì con il video volontariamente oscurato, mentre il costernato commentatore Bruno Pizzul tentava di attribuire l’imprevisto a cause tecniche; tuttavia il TG1 nel giro di pochi minuti iniziò a riportare le immagini degli incidenti e degli spettatori che cadevano a frotte nella scalinata, cosicché i telespettatori in attesa poterono comunque apprendere della tragedia in atto.

Si decise di giocare ugualmente la partita, poi vinta dalla Juventus; la decisione fu presa dalle forze dell’ordine belghe e dai dirigenti UEFA, per evitare ulteriori tensioni, con i giocatori di entrambe le squadre che non erano a conoscenza di quanto avvenuto, come confermato da Boniek in una intervista. Pizzul accolse con disappunto la decisione di disputare comunque l’incontro, promettendo al pubblico di commentarlo “nel modo più asettico possibile”. La televisione tedesca si rifiutò di trasmettere la partita, mentre quella austriaca, pur non interrompendo la diretta, sospese la radiocronaca, mettendo in sovrimpressione una scritta che recitava: “Questa che andiamo a trasmettere non è una manifestazione sportiva”.

 Alcuni giocatori della Juventus, tra cui il suo leader Michel Platini, autore della rete decisiva, furono molto criticati per essersi lasciati andare a esultanze eccessive vista la gravità degli eventi, ma la gioia durò poco: infatti lo stesso Platini il giorno dopo, quando tutti eran venuti a conoscenza della morte di 39 persone, dichiarò al giornalista RAI Franco Costa che di fronte a una tragedia di quel genere i festeggiamenti sportivi passavano in secondo piano. Anche Giampiero Boniperti, presidente bianconero, affermò che di fronte a quella situazione non era il caso di festeggiare la vittoria mentre il sindaco di Torino censurò l’esultanza nelle strade dei concittadini tifosi.

Nel 1995, in occasione del 10º anniversario della strage, Platini affermò in un’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa che i giocatori erano a conoscenza solo parzialmente dell’accaduto e che i festeggiamenti per la vittoria insieme al resto della tifoseria juventina presente allo stadio, quasi ignara della vera situazione, fossero gesti spontanei. In una intervista Zbigniew Boniek ha dichiarato che non avrebbe voluto giocare quella partita e che non ritirò il premio partita per quella vittoria, mentre nel 2005 Marco Tardelli si è scusato per i festeggiamenti nel corso di un’intervista televisiva.
Alcuni dirigenti juventini e Michel Platini si recarono a fare visita ai feriti gravemente negli ospedali della zona, mentre nella camera mortuaria allestita all’interno di una caserma, i parenti delle vittime furono accolti dal Re Baldovino e dalla consorte Fabiola. Nei giorni successivi l’UEFA, su proposta del Governo di Londra e visti altri simili precedenti, come il disastro di Bradford avvenuto soli 18 giorni prima, decise di escludere le squadre inglesi a tempo indeterminato dalle Coppe europee e il Liverpool per ulteriori tre stagioni (poi ridotte a una). Il provvedimento fu applicato fino al 1990, un anno dopo la strage di Hillsborough, che vide protagonisti i tifosi del Liverpool, una tragedia consumatasi non per aggressione di facinorosi, ma per inadempienze dei servizi d’ordine.

Le vittime
Rocco Acerra (28)
Bruno Balli (50)
Alfons Bos (35)
Giancarlo Bruschera (35)
Andrea Casula (11)
Giovanni Casula (44)
Nino Cerullo (24)
Willy Chielens (41)
Giuseppina Conti (17)
Dirk Daeneckx (38)
Dionisio Fabbro (51)
Jaques François (45)
Eugenio Gagliano (35)
Francesco Galli (25)
Giancarlo Gonelli (20)
Alberto Guarini (21)
Giovacchino Landini (50)
Roberto Lorentini (31)
Barbara Lusci (58)
Franco Martelli (22)
Loris Messore (28)
Gianni Mastroiaco (20)
Sergio Mazzino (38)
Luciano Rocco Papaluca (38)
Luigi Pidone (31)
Benito Pistolato (50)
Patrick Radcliffe (38)
Domenico Ragazzi (44)
Antonio Ragnanese (29)
Claude Robert
Mario Ronchi (43)
Domenico Russo (28)
Tarcisio Salvi (49)
Gianfranco Sarto (47)
Amedeo Giuseppe Spolaore (55)
Mario Spanu (41)
Tarcisio Venturin (23)
Jean Michel Walla (32)
Claudio Zavaroni (28)

Disastro ferroviario a Viareggio


era /lunedì 29 giugno 2009 

il deragliamento del treno merci n. 50325, proveniente da San Martino di Trecate (Novara) e diretto a Gricignano di Aversa (Caserta), con un carico di GPL. Fatale il cedimento del carrello del primo carro cisterna che porta il convoglio fuori dai binari, provocando uno squarcio in una delle cisterne.

In pochi secondi la fuoriuscita del gas liquido si trasforma in un’infernale arma di distruzione, che cancella nell’immediato le vite di undici persone, portandone a morte altre 20 dopo settimane di sofferenze per le gravi ustioni riportate. Nel computo totale delle vittime vengono inclusi anche due anziani stroncati da infarto per lo spavento.

 

fonte dal web

Matrimonio Reale Inglese 29 aprile 2011


 Gli occhi del mondo su una coppia di giovani sposi, ventinove anni lei, ventotto lui. Il carattere eccezionale dell’evento è che lo sposo è il principe William, Duca di Cambridge, Conte di Strathearn e Barone Carrickfergus. Nessuno dei precedenti titoli però è paragonabile a quello che erediterà un giorno: Re d’Inghilterra e di tutto il Regno Unito. Non di minore importanza, parlando della più potente casa reale della storia, è il fatto che la futura moglie, Catherine Middleton (nota col diminutivo di Kate), non è di famiglia aristocratica. Come nella più classica delle favole raccontate ai bambini, il principe sposa una ragazza del popolo scatenando la fantasia di media e opinione pubblica.