Il consumo d’acqua a cui non pensiamo


ero a conoscenza del consumo d’acqua intrinseco alle cose e ai cibi che compriamo… ma non immaginavo che 

per un paio di jeans servissero 11 mila litri di acqua…

ma ci pensate? ….

forse la prossima volta che acquisteremo un jeans che non è davvero necessario ricordiamocelo…

tanto è inutile averne otto paia nell’armadio…quando usciamo ne indossiamo sempre uno alla volta!!! 😛

http://contiamoci.com/p/46:jeans

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Non lamentarti di ciò che non riesci a fare


 Una tremenda siccità aveva ghermito la regione. L’erba era prima ingiallita e poi appassita. Erano morti i cespugli e gli alberi più fragili. Neppure una goccia d’acqua pioveva dal cielo e le mattine si presentavano alla terra senza la fugace frescura della rugiada.

A migliaia gli animali piccoli e grandi stavano morendo. Pochissimi avevano la forza per sfuggire al deserto che ingoiava ogni cosa.
La siccità si faceva ogni giorno piu’ dura. Persino i forti, vecchi alberi, che affondano le radici nella profondità della terra, persero le foglie. Tutte le fontane e le sorgenti erano esaurite. Ruscelli e fiumi erano inariditi. Solo, un piccolo fiore era rimasto in vita, perchè una piccola sorgente dava ancora un paio di go
cce d’acqua. Ma la sorgente si disperava: “Tutto è arido e assetato e muore. E io non posso farci nulla. Che senso hanno le mie due gocce d’acqua?”

Lì vicino c’era un vecchio, robusto albero. Udì il lamento e, prima di morire disse alla sorgente: “Nessuno si aspetta da te che tu faccia rinverdire tutto il deserto. Il tuo compito è tenere in vita quel fiorellino. Niente di più”.

il miracolo dell’acqua…


Una volta, si recò da San Vincenzo Ferrer una donna che si lamentava del marito sempre così irascibile e di malumore da rendere insopportabile la convivenza.

Chiese a Vincenzo un consiglio per riportare la pace in famiglia. “Va’ al convento””, disse il santo, “e di’ al guardiano di darti un poco dell’acqua della fontana. Quando tuo marito tornerà a casa, prendine un sorso, però non inghiottirla, tienila in bocca e vedrai che miracoli farà!””.

La donna fece come il santo le aveva detto.

La sera, quando il marito tornò a casa, nervoso come al solito, la donna prese un sorso di quell’acqua miracolosa e serrò le labbra.

E veramente accadde il miracolo: dopo pochi minuti il marito si azzittì e, così, la tempesta in famiglia passò.

Anche nei giorni successivi, la donna ricorse a questo rimedio e tutte le volte l’acqua provocò lo stesso effetto miracoloso.

Il marito non era più di malumore, anzi, era tornato come una volta: le mormorava parole tenere e affettuose e la lodava per la sua pazienza e la sua dolcezza.

La donna era così felice di questo cambiamento del marito che corse dal santo per riferirgli del miracolo operato da quell’acqua speciale. “Non è stata l’acqua della fontana a provocare questo miracolo””, disse san Vincenzo Ferrer sorridendo, “ma soltanto il tuo silenzio.

Prima le tue continue obiezioni facevano infuriare tuo marito; il tuo silenzio, invece, lo ha reso di nuovo tenero e affettuoso”.

Ancora oggi in Spagna esiste il modo di dire: “Bevi l’acqua di san Vincenzo!”. Chissà che effetto farebbe se anche noi, ogni tanto, ne prendessimo qualche sorso!

il miracolo dell’acqua…


❀ Rоѕa ❀

Una volta, si recò da San Vincenzo Ferrer una donna che si lamentava del marito sempre così irascibile e di malumore da rendere insopportabile la convivenza.

Chiese a Vincenzo un consiglio per riportare la pace in famiglia. “Va’ al convento””, disse il santo, “e di’ al guardiano di darti un poco dell’acqua della fontana. Quando tuo marito tornerà a casa, prendine un sorso, però non inghiottirla, tienila in bocca e vedrai che miracoli farà!””.

La donna fece come il santo le aveva detto.

La sera, quando il marito tornò a casa, nervoso come al solito, la donna prese un sorso di quell’acqua miracolosa e serrò le labbra.

E veramente accadde il miracolo: dopo pochi minuti il marito si azzittì e, così, la tempesta in famiglia passò.

Anche nei giorni successivi, la donna ricorse a questo rimedio e tutte le volte l’acqua provocò lo stesso effetto miracoloso.

Il marito non era…

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Arsenico nell’acqua: prorogata emergenza nel Lazio


 

arsenico
Il Consiglio dei Ministri ha prorogato lo stato di emergenza per la concentrazione di arsenico nell’acqua potabile della regione Lazio. Il problema riguarda decine di comuni delle province di Latina e Roma, pari a un bacino di popolazione di circa 470 mila abitanti, e 53 comuni della provincia di Viterbo, per circa 286 mila persone. Lo stato di emergenza era stato deciso il 17 dicembre 2010 per effettuare gli interventi di bonifica delle acque dalle concentrazioni di arsenico.

La proroga dell’emergenza arsenico nelle acque potabili del Lazio è stata decisa nel Consiglio dei Ministri di ieri sera, che ha inoltre deliberato la partecipazione all’aumento del capitale della Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa e ha preso in esame alcune leggi regionali. Il CdM ha dunque prorogato fino al 31 dicembre 2012 lo stato di emergenza, dichiarato il 17 dicembre 2010, in relazione alla concentrazione di arsenico, superiore ai limiti stabiliti dal decreto legislativo n. 31 del 2001, riscontrata nelle acque destinate all’uso umano di alcuni Comuni della Regione Lazio.

Come si legge nella nota di Palazzo Chigi, “la proroga, chiesta dal Commissario delegato – Presidente della Regione Lazio, si è resa necessaria per garantire il completamento degli interventi di potabilizzazione di carattere straordinario e urgente approvati il 14 marzo 2011 e finalizzati a ricondurre le concentrazione di arsenico entro i limiti stabiliti dalla Commissione europea, oltre che a salvaguardare da possibili gravi rischi a interessi pubblici primari quali la salute e l’igiene pubblica”.

Dalla relazione sullo stato dei lavori, emerge che per i comuni delle province di Latina e Roma (30 in totale con il coinvolgimento di circa 470 mila abitanti) il rientro nei parametri consentiti sarebbe imminente grazie agli interventi già avviati, mentre più difficile è il lavoro sui 53 comuni interessati dal problema nella provincia di Viterbo (circa 286.000 persone coinvolte) perché “oltre ad avere un’alta concentrazione di arsenico, a carattere naturale, in gran parte delle fonti di approvvigionamento idrico potabile, hanno schemi idrici fortemente frammentati che non consentono un’agevole integrazione del sistema degli acquedotti”.

acqua gassata pubblica


Presto i parigini potranno servirsi di acqua minerale gassata dai rubinetti delle fontanelle pubbliche. ‘Eau de Paris’, la società di gestione pubblica che dal 1 gennaio prenderà il controllo della rete idrica della capitale francese, sistemera’ presto una fontanella d’acqua minerale gassata nel giardino di Reuilly che sara’ pronta a settembre.

La fontanella, che avra’ anche rubinetti per l’acqua semplice e per l’acqua a temperatura ambiente, sara’ gratuita e accessibile nelle ore di apertura del parco. Il nuovo servizio è destinato a scontentare i giganti delle acque minerali, come Nestlé e Danone, che da anni vedono le loro vendite in calo costante.

Parigi come Marienbad e le sue quaranta sorgenti di acqua con gas carbonico? Non esattamente. Ma l´idea è destinata a trovare clienti in una città dominata da una nuova borghesia giovane e sensibile ai temi ecologici: l´acqua minerale in bottiglia è considerata poco compatibile con la difesa dell´ambiente e le bollicine che sgorgano dal rubinetto potrebbero avere successo.

 

“Come le fontane pubbliche in Italia, spiega Le Parisien, la società per le acque di Parigi sistemerà nel parco una “casa dell´acqua” dalla quale sarà possibile servirsi di acqua potabile refrigerata ma anche di acqua minerale gassata”.

Da noi, infatti, l´idea di bere l´acqua del sindaco, vuoi per ragioni ecologiche che di portafogli, non solo piace ma vive un rilancio. L´acqua in bottiglia costa di più, contribuisce al riscaldamento globale (basti pensare che l´Italia produce 12,4 miliardi di bottiglie l´anno consumando 655mila tonnellate di petrolio e immettendo nell´aria 910mila tonnellate di CO2) e, quanto a qualità, spesso non ha niente da invidiare a quella in bottiglia: ogni pozzo che garantisce il fabbisogno di un piccolo comune è sottoposto una settantina di controlli l´anno, quelli delle grandi città molti di più.

In ogni caso, l´annunciato arrivo delle bollicine non farà che confermare la reputazione di Parigi come capitale dell´acqua: ci sono ben 953 punti di distribuzione, di cui tre alimentati dalle sorgenti situate nel sottosuolo. La nuova azienda municipale conta di aumentare i punti di distribuzione. La capitale gode di uno statuto particolare per quel che riguarda la rete idrica: il 96,5 per cento dell´acqua introdotta nelle condutture è consumata dagli utilizzatori finali. I colossali lavori del barone Haussmann hanno creato gallerie sotterranee che consentono di accedere a piedi ai 1.800 chilometri di canalizzazioni, un sistema che permette di individuare rapidamente e riparare qualsiasi perdita. I gestori privati, cui Chirac aveva affidato la rete comunale negli anni Ottanta, si vantano “di aver raggiunto i migliori standard mondiali“.

Adesso toccherà al gestore municipale dimostrare di essere all´altezza. La vera scommessa potrebbe essere la distribuzione di acqua frizzante nei rubinetti di casa.

 

Nuova Zelanda: vino costa meno di acqua, allarme per salute


 -Dopo un eccesso di produzione che per anni ha abbattuto i prezzi, il vino in Nuova Zelanda costa meno dell’acqua in bottiglia.

 E gli studiosi avvertono delle conseguenze per la salute pubblica. Un bicchiere di vino costa l’equivalente di 33 centesimi di euro, contro i 36 per una bottiglia d’acqua da un quarto e i 23 centesimi per un quarto di latte.

A esacerbare il problema, i forti sconti concessi dai supermercati, che rendono l’alcool più facilmente disponibile.