ho scoperto l’Alchechengio


L’Alchechengi è il frutto di una pianta annuale diffusa in tutti i continenti.
La sua origine mette in disaccordo i botanici, alcuni menzionano l’America del sud, altri l’Europa, altri la Cina o il Giappone.
L’Alchechengi appartiene alla grande famiglia delle Solanacee, lo si incontra spesso nei giardini, dove si fa crescere a scopo decorativo.
L’Alchechengi è una bacca rossa, arancio o giallo-verdastra delle dimensioni di una ciliegia.
La sua sottile membrana (calice), non commestibile, è di color sabbia.
Esiste un centinaio di varietà di questo frutto, poco succoso e zuccherino, che da un lieve retrogusto acidulo e astringente e racchiude numerosi semi commestibili.
Scegliere frutti sodi, sani e di colore uniforme. Se gli Alchechengi sono commercializzati con il calice, esso dovrà essere friabile, segno che il frutto è maturo.
■ PreparazioneEliminare la mambrana e lavare il frutto e il punto d’innesto del peduncolo, perchè vi si raccoglie una sostanza resinosa.


■ ImpiegoL’Alchechengi viene di solito cotto, ma può anche essere consumato crudo, al naturale o in macedonia e nelle insalate miste.
Si utilizza per crostate, sorbetti, gelati.
Molto ricco di pectina, si presta bene alla preparazione di confetture e gelatine e per fare marinate.
L’Alchechengi si può anche spremere per ottenere il succo.
■ ConservazioneL’Alchechengi si mantiene al massimo 2 giorni in frigorifero, ricoperto da un panno.
Si congela direttamente, una volta eliminato il calice.
Le bacche continuano a maturare se mantenute a tempaeratura ambiente.
■ Valori nutrizionaliL’Alchechengi è una fonte di ferro, niacina e provitamina A.
E’ considerato febbrifugo, diuretico e antireumatico.
Per 100 g.

Acqua  85%
Proteine  2 g
Grassi   0,7 g
Zuccheri 11 g
Calorie  53

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