raduno degli animali


Mentre Giuseppe e Maria
erano in viaggio per Betlemme,
un angelo radunò tutti gli animali
per scegliere i più adatti
ad aiutare la Santa Famiglia nella stalla.
Per primo, si presentò il leone:
” Solo un re è degno di servire il Re del mondo ” ruggì.
” Mi metterò all’entrata della stalla e sbranerò
chiunque tenterà di avvicinarsi al Bambino !”
” Sei troppo violento !” disse l’angelo.
Subito dopo si avvicinò la volpe.
Con aria furba e innocente, disse:
” Io sono l’animale più adatto.
Per il Figlio di Dio, ruberò ogni mattina
il miele migliore e il latte più profumato !”
” Sei troppo disonesta !” disse l’angelo.
Tronfio e splendente arrivò il pavone.
Aprì la sua ruota color dell’iride:
” Io trasformerò quella povera stalla
in una reggia più bella del palazzo di Salomone !”
” Sei troppo vanitoso !” disse l’angelo.
Uno dopo l’altro, gli animali passarono,
ciascuno magnificando il suo dono, ma invano.
L’angelo non riusciva a trovarne uno che andasse bene.
D’un tratto vide l’asino e il bue,
che a testa bassa,
continuavano a lavorare, sul campo del contadino.
L’angelo li chiamò:
” E voi non avete niente da offrire ?”
” Niente !” Rispose l’asino,
e afflosciò mestamente le lunghe orecchie.
Noi non abbiamo imparato niente
oltre all’umiltà e alla pazienza “.
Ma il bue, timidamente, senza alzare gli occhi disse:
” Però, potremmo di tanto in tanto,
cacciare le mosche con le nostre code.”
L’angelo finalmente sorrise:
” Voi siete quelli giusti !”

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sant’antonio abate


Sant’ Antonio abate, detto anche sant’Antonio il Grande, sant’Antonio d’Egitto, sant’Antonio del Fuoco, sant’Antonio del Deserto, sant’Antonio l’Anacoreta (Qumans, 251 circa – deserto della Tebaide, 17 gennaio 357), fu un eremita egiziano, considerato il fondatore del monachesimo cristiano e il primo degli abati.
Sant’Antonio tuttavia è considerato anche il protettore degli animali domestici, tanto da essere solitamente raffigurato con accanto un maiale che reca al collo una campanella. Il 17 gennaio tradizionalmente la Chiesa benedice gli animali e le stalle ponendoli sotto la protezione del santo.
La tradizione deriva dal fatto che l’ordine degli Antoniani aveva ottenuto il permesso di allevare maiali all’interno dei centri abitati, poiché il grasso di questi animali veniva usato per ungere gli ammalati colpiti dal fuoco di Sant’Antonio. I maiali erano nutriti a spese della comunità e circolavano liberamente nel paese con al collo una campanella.
Secondo una leggenda del Veneto (dove viene chiamato San Bovo o San Bò, da non confondere con l’omonimo santo), la notte del 17 gennaio gli animali acquisiscono la facoltà di parlare. Durante questo evento i contadini si tenevano lontani dalle stalle, perché udire gli animali conversare era segno di cattivo auspicio.
dal web

il circo


buondi amici miei,

ieri sera ho assistito ad uno spettacolo del circo togni,

il circo non mi  ha mai destato particolare interesse da piccola,

mentre crescendo ovviamente si apprezzano le sfumature dell’insieme che gli occhi distratti non vedono. é stato davvero uno spettacolo

stra or di na rio… due ore di emozioni vissute appieno.

vi do  dei numeri tanto x ragionare sullo  sforzo fisico che c’è dietro ad ogni artista ed atleta, altro che belle statuine del gf…:-(

il circo  può essere paragonato ad una piccola città viaggiante, completamente autosufficiente; ogni tappa della tournée prevede, ad esempio, lo spostamento di 148 carovane abitazione, di tre enormi scuderie, di 40 grandi camion e di due treni speciali per il trasporto degli animali e delle strutture. Il materiale per il montaggio del tendone, che misura m. 50×80 ed ha una capienza di 4.000 posti, viene spostato su 60 carri. L’operazione di montaggio, che richiede solo 6 o 7 ore – mentre per smontarlo sono sufficienti 4 ore – impegna 200 persone. Bisogna tenere presente che – mentre in inverno il Circo tocca i centri più importanti, arrivando a fermarsi nella stessa città anche un mese – durante l’estate la tournèe costringe a spostamenti ogni 4 o 5 giorni, con l’impegno che ne consegue. Due gruppi elettrogeni indipendenti da 400 Kilowatt forniscono, attraverso 2500 metri di cavi, l’energia alle 18.000 lampadine ed ai 520 tra riflettori, scanner ed effetti speciali che trasformano il circo in un mare di luci erendono possibili gli effetti speciali del numero “spaziale” con gli elefanti.

La maggior parte dei numeri si svolge sulle tre piste, per tracciare le quali sono necessari 100 metri cubi di segatura; ogni pista ha un diametro – standard per ogni circo – di 13 metri, ma all’occorrenza possono essere riunite in un unico ovale che misura 50×18 metri. Artisti, musicisti, ballerine, tecnici, staff organizzativo: all’American circus convivono circa 400 persone per le quali ogni anno vengono preparati circa 105.000 pasti da una mensa aziendale. Per ogni pasto vengono consumati circa 50 Kg di cibo, tra pasta, carne, verdura, uova etc. Va sottolineato che questa moltitudine è composta da persone di nazionalità e religione diverse, pertanto i cuochi devono tener conto delle esigenze di ogni gruppo etnico: I Musulmani non possono consumare carne di maiale di cui invece i polacchi sono ghiotti; gli indiani, per contro, non mangiano carne di bue, ramadan e imposizioni religiose costringono le cucine a orari strani e così via… Uno zoo composto da 13 elefanti indiani, 60 cavalli, 8 tigri tra le più rare al mondo, bianche tabi, rosa e reali del bengala, scimmie, ghepardi, orsi, cammelli, zebre ecc. Ogni giorno vengono dati in pasto ai tanti animali presenti oltre 2000 Kg di frutta e verdura, 350 chili di carne, 300 chili di avena, 200 chili di crusca e due tonnellate di fieno e paglia.

spesso l’osservazione piu’ immediata della gente è che il costo del biglietto sia caro…. 😦  — si vero in tempi magri poi ..nn ci si può permettere di non essere attenti… ma dopo aver visto lo spettacolo si pensa a tutte le ore di sacrifici e prove che hanno fatto tutti ed allora il prezzo è altamente giustificato… e poi c’è anche un -che -di educativo nel mondo del circo…non è vero che  tutti gli animali dei vengono maltrettati, io penso che x lavorare con degli animali cosi speciali occorre avere x loro un amore davvero grande, una sintonia ed una cura che va al di là dell’ora  dello show , e quella sintonia credetimi si percepiva nell’aria.  abbiamo foto delle foto bellissime, appena le scarichiamo sul pc semmai le condivido… buonissima giornata…e se ci capita l’occasione non siate prevenuti e godetevi lo spettacolo.