ricordiamoci di loro


                                                                                            Cantico di un anziano 
Benedetti quelli che mi guardano con simpatia.
Benedetti quelli che comprendono il mio camminare stanco.
Benedetti quelli che parlano a voce alta per minimizzare la mia sordità.
Benedetti quelli che stringono con calore le mie mani tremanti.
Benedetti quelli che si interessano della mia lontana giovinezza.
Benedetti quelli che non si stancano di ascoltare i miei discorsi già tante volte ripetuti.
Benedetti quelli che comprendono il mio bisogno di affetto.
Benedetti quelli che mi regalano frammenti del loro tempo.
Benedetti quelli che si ricordano della mia solitudine.
Benedetti quelli che mi sono vicini nella sofferenza.
Beati quelli che rallegrano gli ultimi giorni della mia vita.
Beati quelli che mi sono vicini nel momento del passaggio.
Quando entrerò nella vita senza fine mi ricorderò di loro presso il Signore Gesù

anziani in casa


 Qualsiasi cosa faccia non prendetela sul personale.

Se gli anziani malati fanno cose strane, non è per farvi dispetto. Ricordate sempre che il loro cervello sta faticosamente cercando di dare un senso a un mondo che sta sfuggendo loro di mano.
Siate pazienti. Le persone malate sono particolarmente sensibili al tono di voce e al linguaggio del corpo. Perdere la pazienza con loro ne aumenta l’ansia, sottolineando il fatto che non sono più in grado di funzionare come una volta.
Chiedete aiuto. Chi assiste un familiare tende facilmente a credere di poter dare al coniuge o al genitore tutto l’aiuto di cui ha bisogno, chiedendo poi aiuto solo quando è inevitabile, avendo esaurito la pazienza e le energie, ma ciò è dannoso per tutti.
Rivolgetevi a un buon gruppo di sostegno. Gli unici che possono capirvi del tutto sono quelli che stanno nella vostra stessa situazione. Anche se non amate particolarmente i gruppi, considerate l’ipotesi di affidarvi ad un gruppo di sostegno.

Rivolgetevi al medico giusto. Confrontate pareri e diagnosi non tutto il personale sanitario è dotato della capacità di comunicare o degli strumenti adeguati per affrontare le malattie. Assicuratevi di trovare qualcuno con cui riuscite a collaborare.
Scoprite il mondo del paziente. Col progredire della malattia, il mondo del paziente e di chi lo assiste assume un carattere sempre più surreale. Non fate resistenza: scoprite il lato divertente e cercate di interagire con il paziente seguendo la sua logica.
Teneteli impegnati e pensate sempre che c’è ancora una persona dentro di loro. Perché è così. Parlate con la persona che amate, anche se non è in grado di rispondere in modo comprensibile. Tenete la sua mano, anche se non riesce più ad afferrare la vostra.

Si cercherà cosi di sopravvivere a queste situazioni che ormai coinvolgono molte famiglie italiane,  e pensate che il 33% assiste da solo il familiare malato, la ns è una popolazione di anziani, che dovrebbe essere una ricchezza per la società, ma che spesso si trasforma in un fardello  per la famiglia, al quale non si mai è abbastanza preparati culturalmente e cristianamente  a  saper far fronte nel modo piu’ adatto.

divgoldcuore