Parco Nazionale dell’Aspromonte


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Impiccheranno Geordie con una corda d’oro, | è un privilegio raro. | Rubò sei cervi nel parco del re | vendendoli per denaro.“
dal web… e 

Fabrizio De Andrè

ciao carissimi, ecco cosa mi mancherà di questi giorni…il fresco, l’aria pura e l’immensità del verde….

a presto, buon fine settimana

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Lo scorcio di un lavatoio e piu’ …


Oggi  vi porto a  scoprire uno scorcio dell’aspromonte,

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forse gli amici ricordano sicuramente foto degli anni scorsi…

ma quest’anno mi immersa nelle lavanderie dell’ex sanatorio di

zervò,  sanatorio costruito nel  1929 e abbandonato nel 1933,

negli ultimi anni fu ristrutturato e adibito, in parte, a sede di una comunità per ex tossicodipendenti guidata dall’ex-sacerdote Pierino Gelmini,e  cosi divenne  una delle famose “Comunità Incontro” che ci sono sparse in Italia.

Qui scontavano pene o erano alloggiati per disintossicarsi dalla droga dei ragazzi che gestivano  gli animali, e si prendevano cura del territorio, facendo anche dei lavori di artigianato ,ma 

ora che don gelmini è morto, tutto finisce.

sono salita in montagna forse giusto qualche giorno dopo dalla sua morte, ma è evidente che l’abbandono della struttura era già in atto, purtroppo…

immagino il vandalismo che subiranno le strutture, e questo mi fa male al cuore, perchè era davvero in condizioni ancora abitabili .

vi faccio vedere alcune foto della costruzione prese da internet   del momento dell’inaugurazione: http://www.europeana.eu/portal/record/08602/NonAVCreation_luce_it_IL_NonAVCreation_AttualitaIL0000035214_1.htmlA00016012 A00016014 A00016016 Santa Cristina d'Aspromonte Il discorso di inaugurazione del Sanatorio alla Presenza del Duca di Bergamo

 

e qui potete leggere un bell’articolo scritto da un mio compaesano

http://www.lalbadellapiana.it/files/pagina-27-28-Il-Sanatorio.pdfn

 

le foto dei ruderi che vedete

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sono i vecchi lavatoi originali…

ed immagino chi era addetto a lavare le lenzuola e tutta la biancheria

quale vita dura facesse,

si forse c’era l’acqua calda….

non oso immaginare come l’acqua ghiacciata della montagna potesse tagliare le dita…

ferragostoazervo

 

questa statua di san benedetto invece quest’anno non era piu’ al suo posto…

spero non si tratti di un furto ma che sia stato collocato in un ambiente consono e non lasciato al degrado e all’abbandono-

cerchiamo di essere ottimisti e sperare che non vada tutto a scatafascio…

ma … ho il cuore scuro 😦

non mi pare prometta  nulla di buono tutto ciò

ciao ragazzi buona settimana ♥

 

 

il gargano e l’aspromonte


…vorrei raccontarvi dei nostri 3500 km percorsi…
sicuramente tralascerò molte cose viste e tantissime altre nn viste..
vi riassumo brevemente le soste che mi hanno affascinato di piu’:
arrivati a san menaio tra rodi garganico e peschici…si respirava
già molto meglio…che meraviglia…che fortuna hanno gli abitanti del posto..
noi alloggiavamo in un appartamento  in un villaggio a 50 m dal m…
si sentiva dal letto…la risacca delle onde ..
uno neo triste che ricorderemo sarà la scomparsa di Un ragazzo pugliese di 26 anni disperso in mare.sera,di san lorenzo insieme alla fidanzata e ad un gruppo di amici aveva preso parte alla festa  a San Menaio.Poi il bagno di mezzanotte, senza curarsi del mare visibilmente in burrasca.I flutti lo hanno risucchiato ed stato  disperso. per 3 gg Elicotteri dei carabinieri e motovedette della Guardia Costiera erano alla ricerca del ragazzo, nella speranza di poterlo trovare ancora in vita..ma purtroppo nn è stato cosi…
la spiaggia di san menaio è lunga + di 4 Km è fiancheggiata da una folta pineta..è di sabbia dorata sulla quale è una favola passeggiare, al mattino presto ci regalava meravigliose conchiglie e vongole a go gò tante che molti villegianti le prendevano  abitualmente..
da rodi partivano le ns escursioni…era il ns punto di partenza..di incontro..il fulcro della società..rodi è  un borgo marinaro fatto di casupole bianche vicoli e scalinatelle.
abbiamo visitato le isole tremiti che è un arcipelago formato dall’isola  san domino, san nicola e caprara…lungo la costa abbiamo visitato le grotte delle rondinelle delle viole e del sale.
sull’isola di san domino c’è l’abbazia di santa maria a mare fondata dai benedettini nell’XI sec…l’isola di caprara invece è totalmente disabitata.
il lago di varano e di lesina…hanno colpito la mia attenzione in modo assai superficiale.
subito dopo san menaio altro centro è vico del gargano a 445 m sul mare e margine settentrionale della foresta umbra…li appena fuori dal paese c’è il convento dei cappuccini con un colossale leccio dal diametro di 5 m piantato prima della meta’ del ‘600.
poi incontriamo peschici..
altro borgo mainaro arrocato su una rupe a dirupo sul mare…qui pare ci siano le ville della loren, di pavarotti e di celentano..una al fianco (si fa x dire) all’altra. la cittadina di vieste oltre ad essere famosa x il turismo, x la vincita stramiliardaria dell’enalotto del 1998 .la ricordiamo per il famoso faraglione di pizzomunno
Il Pizzomunno è un monolite alto circa 25 metri posto all’inizio della spiaggia detta del Castello. Praticamente il Pizzomunno si erge all’inizio della strada costiera che da Vieste porta a Mattinata. Pizzomunoo era un bellissimo pescatore che amava la bella Cristalda (varianti della leggenda indicano il nome della ragazza in Vesta o Vieste ma per la storia questo è un dettaglio insignificante). Ogni giorno Pizzomunno usciva in mare a solo con la sua barca ed ogni giorno le sirene (ricordatevi che siamo +/- davanti all’Itaca di Ulisse) lo aspettavano per cantargli le loro dolcissime ma mortali canzoni ammaliatrici. Questa volta però le sirene non si limitavano a cantare in quanto incantate loro stesse dalla bellezza di Pizzomunno.
Le sirene volevano Pizzomunno come loro re ed amante e gli offrirono l’immortalità se lui avesse accettato di diventarlo. Ma Pizzomunno amava Cristalda e le sirene sono squamose e puzzano di pesce fradicio. Ecco quindi che una sera, mentre Cristalda stava ad aspettare il suo Pizzomunno su di un isolotto di fronte al mare, le sirene emersero dall’acqua, aggrderino Cristalda e la trascinarono negli abissi del mare. Pizzomunno sentite le urla di Cristalda si precipitò e … Il giorno dopo i pescatori ritrovarono Pizzomunno pietrificato dal dolore sopra un bianco scoglio che da allora porta il suo nome. La leggenda non ci specifica bene cosa accadde a Cristalda ma si racconta che ogni cento anni per una sola notte la bella Cristalda risale dagli abissi (dove quindi Ella vive) e si ricongiunge al suo Pizzomunno .
La Foresta Umbra estesa per olte 10’000 ettari, è caretterizzata da una flora impressionante tanto che in molti punti, anche di giorno, non batte il sole (da cui Umbra) … o tanto che il navigatore satellitare "perde la rotta" perchè non "vede" i satelliti! (State attenti se la percorrete di notte facendovi guidare e non guidando) La Foresta Umbra è composta, alle quote inferiori, da pinete che diventano boschi (fino a circa 300 mt slm) a prevalenza di Cerro, Roverella e Leccio. Alle quote superiori (fino a 827 mt slm) si estendono invece le Faggete (pure o composte). Sul versante verso Monte Sant’Angelo si trovano foreste di Tassi. Alcuni numeri che dicono molto sulla longevità o le dimensioni del posto: a Monte Sant’Angelo ci sono tassi di circa 1’000 anni nei pressi della strada tra Peschici e San Menaio c’è lo Zeppino dello Scorzone, un pino d’Aleppo di circa 700 anni
davanti al Santuario Francescano di Vico c’è un cerro (Cerro di Vico) di oltre 400 anni e con una circonferenza di 5 metri A Dispensa c’è il Patriarca della Foresta, un faggio di quasi 2 metri di diametro ed alto oltre 40 metri. La base logistica della Foresta Umbra è sita nel Centro Visitatori posto in prossimità dell’incrocio tra la SP 52 bis e la SP 144. Qui si trovano il Museo Naturalistico, la ricostruzione dell’antica casa del taglialegna e le aree faunistiche del daino e del muflone. ..ci si può cimentare in escursionismo a piedi o mountain-bike..o fare un giro di una giornata con una jeep…
a monte sant’angelo abbiamo visitato il santuario di san michele arcangelo..in una grotta dove apparve l’angelo e  vi fu edificata la la basilica nel VII sec.
a san giovanni rotondo abbiamo visitato la nuova chiesa di renzo piano inaugurata nel 2004… che all’epoca del ns primo pellegrinaggio era ancora in costruzione..-San Giovanni Rotondo fu fondata nel 1095 sulle rovine di un presistente villaggio del IV secolo a.C..
Ma le fortune di san Giovanni Rotondo non sono legate ne alle sue antiche origini, ne ai moti risorgimentali che la videro (tristemente) protagonista con l’eccidio dei 24 patrioti.
è conosciuta come il paese dove ha vissuto ed è morto e riposa San Padre Pio da Pietrelcina. 
Padre Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, nacque il 25 Maggio 1887 a Pietrelcina, un piccolo comune alle porte di Benevento, da Grazio Forgione e Maria Giuseppa De Nunzio e morì a San Giovanni Rotondo il 23 Settembre 1968.  Fin dalla prima infanzia Padre Pio ebbe visioni profetiche che gli preannunciavano una vita incentrata sulla lotta con il maligno (1903) e basata sulla verenarazione della corona di spine e sulla flagellazione del corpo. Il 6 gennaio 1903 (aveva circa 15 anni) entrò nel noviziato del Convento Cappuccino di Morcone ed il 22 gennaio 1903 vestì assumendo il nome di "Frate Pio da Pietrelcina".
Esattamente un anno dopo, concluso il noviziato, formulò i voti semplici.
Dal 25 gennaio del 1904 si trasferì a Sant’Elia a Pianisi per intraprendere gli studi ginnasiali. Il 27 gennaio 1907 formulò a Morcone la professione dei voti solenni. Finiti gli studi ginnasiali proseguì con gli studi classici, di filosofia e dal 1908 (a Montefusco) di teologia. Padre Pio ricevette gli ordini minori nel dicembre del 1908, fu ordinato diacono a Morcone il 8 luglio del 1909 e fu ordinato un sacerdote il 10 agosto 1910 nel Duomo di Benevento. A causa della salute cagionevole girò per vari conventi dell’Italia meridionale fino ad approdare, il 4 settembre 1916, al convento di Santa Maria delle Grazie di San Giovanni Rotondo dove poi rimase senza mai muoversi, miracoli di bilocazione a parte, fino alla morte avvenuta il 23 settembre 1968 all’età di 81 anni. La comparsa delle stigmate (1911-1920)
A differenza di San Francesco, l’altro grande santo delle stigmate, che ricevette le stigmate sul Monte di La Verna in un unico evento, a Padre Pio le stigmate iniziarono a manifestarsi "un poco alla volta" probabilmente fin dal settembre del 1911. Le biografie ufficiali ci indicano anche la data (8 settembre 1911) di questa prima apparizione (traccie) delle stigmate. Ma furono gli eventi miracolosi del 5 e 6 agosto del 1918 a trasformare in modo indelebile la vita del Santo. In quei giorni Padre Pio riebbe le visioni che lo avevano accompagnato in gioventù: un personaggio che lo trafiggeva con una lancia. Ma queste visioni erano reali in quanto Gli lasciarono una ferita vera al costato che non si rimarginava, rimanendo costantemente aperta e sanguinante. Con un brutto termine tecnico e poco utilizzato dai più una trasverberazione del cuore. Per Padre Pio la ferita al costato fu l’inizio dell’apparizione dei segni della Crocifissione che si concluse il 20 settembre del 1918 con la comparsa delle stigmate sulle mani e sui piedi.
E come ultimo, ma non meno importante, effetto la Sua persona aveva cominciato ad emanare un netto e buonu profumo di gelsomino … il primo passo per chi è in odore di Santità. La storia terrena di Padre Pio si conclude alle 2,18 della mattina del 23 settembre 1968.
Qualche giorno prima le stigmate e le ferite al costato che lo avevano accompagnato per tutta la Sua vita si erano rimarginate. Le tappe successive sono storia recente: il 21 gennaio 1990 Padre Pio venne proclamato Venerabile, il 2 maggio 1999 fu beatificato e il 16 giugno 2002 proclamato Santo in Piazza San Pietro (tra una immensa moltitudine di fedeli) da Papa Giovanni Paolo II (forse il Suo più grande fedele) come San Pio da Pietrelcina.
San Padre Pio da Pietrelcina si celebra il 23 settembre
.
nell’album di foto vi capiterà di scorgere
-L’Arco degli Innamorati che si trova lungo la strada SP53 che da Mattinata porta a Vieste.
 si fotografa o dal mare o dalla spiaggia o parcheggiando l’auto nella piazzola della Torre costiera di Portonuovo sita tra il Lido di Portonuovo e la Testa del Gargano.  quindi la parte più ad est d’italia
-Anche l’Arco Magico si trova lungo la strada SP53 che da Mattinata porta a Vieste 
Lungo la costa del Gargano sono +/- raggiungibili e visitabili alcuni trabucchi tra cui si segnalano:
-Trabucco di Monte Pucci Trabucco di Manaccora Trabucco di Isola Chianca Trabucco di Baia San Lorenzo I Trabucco di Baia San Lorenzo II Trabucco di Vieste (San Francesco)
Trabucco di San Nicola (Rodi Garganico)  alcuni di essi ormai sono stati trasformati in ottimi ristoranti..
poi nn ancora contenti ancora una settimana a santa cristina d’aspromonte paese natale dei miei genitori ..li simona si è data alla pazza gioia con le uscite pomeridiane e serali… che in città nn può fare certo da sola…un nodo mi ha preso alla gola quando nn risciuva a staccarsi + dagli amici..al momento dei saluti
baci abbracci..che emozione sono tornata indietro di 25 anni..brrrrrrrrrr..
ringrazio il Signore per aver viaggiato bene senza incidenti..tanto che simo all’arrivo del casello di bolzaneto..ha avuto il coraggio di dire.".ma proprio ora che avevo trovato la posizione!!..".si è svegliata 2 volte  ma poi riprendeva il sonno come se fosse  stata nel suo letto..
bacetti31