dalla birra nascono i jeans


una notizia che farà felici molti miei amici che consumano  birra a quantità industriali 🙂

arriva da new york l’articolo che  Levi Strauss,  ha lanciato la linea primavera-estate per il 2013 dal titolo “Waste Less” (“spreca meno”): ogni paio di jeans della collezione includerà in media otto bottiglie (di birra, verdi, marroni o trasparenti) all’interno del tessuto denim, pari a circa il 20% per ciascun prodotto. Per realizzare l’intera linea, disponibile da febbraio, Levi’s ha previsto di utilizzare 3,5 milioni di bottiglie riciclate, raccolte grazie a programmi di partnership e alla collaborazione con i centri di raccolta comunali. Una volta ripulito e lavorato, il materiale viene trasformato in fibra di poliestere e tessuto insieme a quella di cotone.

insomma dai rifiuti ri nascono i jeans: è etico e glam 🙂 un modo per la sostenibilità ambientale.

però ragazzi, bevete con moderazione sempre il vostro fisico domani vi ringrazierà 🙂bottiglie birra images

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La Hofbräuhaus di Genova è tra le migliori birrerie d’Italia


Era il 26 aprile 2005, il prode Giulio Nepi – che c’ha l’occhio lungo- avvisava i naviganti: Nel sottosuolo di Genova c’è un pezzo di Baviera. Aveva appena aperto la Birreria Hofbräuhaus, proprio sotto il Palazzo della Borsa di piazza De Ferrari. Son passati quattro anni «con tanta fatica e tante soddisfazioni», dice il proprietario Alessio Balbi, che ha anche la passione per i viaggi e molti li ha raccontati anche su mentelocale.it (li trovate nella sezione Viaggi & Turismo). L’ultima news sull’HB è una roba mica da poco. La rivista Il mondo della birra, un punto di riferimento per addetti ai lavori e appassionati, ha inserito il locale di Genova tra le dodici migliori birrerie d’Italia.
Il riconoscimento è arrivato tramite le segnalazioni dei lettori e controlli effettuati da giornalisti specializzati. I criteri di giudizio sono, tra gli altri, la qualità dei prodotti, il servizio, la spillatura delle birre, l’offerta culinaria e i consumi. «La spillatura ha un’importanza fondamentale – dice Alessio – è la prima cosa che guardano. Per le birre tedesche, come quella che servo io, è importantissimo che il boccale abbia un bel cappello di schiuma, e che la birra non sia troppo gasata».
Poi c’è la cucina, a pranzo e a cena, su cui ha puntato molto. Andate a farvi uno stinco di maiale con il brezel – pane tipico tedesco – per capire. E non mancano gli eventi. Famoso ormai l’appuntamento con il Festival della scienza, in occasione del quale più volte si sono tenute lezioni sulla Fisica della Birra. Oppure le degustazioni, non solo di birra, ma anche di formaggi e grappe, con sommelier provenienti da tutta Italia. E ancora, la Festa della Birra che Alessio organizza tutte le estati nell’entroterra genovese.
«Una delle cose più belle che mi hanno detto su questo locale è che vi si possono incontrare le persone più diverse: dal signore che passa dopo il teatro, al ragazzino che si fa la birretta», prosegue Alessio. Ci sono anche gli aficionados, quelli che a colpi di bevute si sono guadagnati il boccale di ceramica personalizzato, che tengono nell’armadietto dell’HB. Anche questa un’usanza tipica dei locali tedeschi. Di tanto in tanto arrivano anche ospiti a sopresa. Qualche giorno fa il gruppo musicale Marlene Kuntz, a Genova per un concerto, è andato a trovare Alessio nel suo covo. Nella foto che trovate qui sotto ci sono le prove.
Ma la birreria genovese aveva un record nel taschino già prima di aprire: è stata la prima a portare fuori dalla Germania il marchio HB, di cui i tedeschi sono gelosissimi. Dopo quattro anni, è ancora l’unica nel nostro paese. Nessun’altro è riuscito a strappare un sì all’esportazione del brand. Tutto questo costa anche fatica: «la crisi si sente – prosegue Alessio – e si lavora comunque 16 ore al giorno. Se non avessi la passione avrei già smesso». Noi speriamo che continui così. Prosit!