Tamiflu: ancora troppi dubbi


 Redazione InformaSalus.it

 

 

tamiflu
Rimane dubbia la reale efficacia dell’antinfluenzale Tamiflu. Organi scientifici dell’azienda produttrice, la Roche, aspettano da anni i dati clinici della compagnia per svolgere studi indipendenti e giungere a conclusioni definitive su questo farmaco.

La denuncia è contenuta in un rapporto della Cochrane condotto da Tom Jefferson, coordinatore del Cochrane Acute Respiratory Infections Group di Roma. Secondo il report, il rifiuto della Roche di dare pieno accesso a tutti i suoi dati lascia irrisolti interrogativi sulla reale efficacia del farmaco.

Il British Medical Journal ha pubblicato a sua volta un’inchiesta che solleva serie perplessità sull’accesso ai dati clinici, sull’uso di ghost writers (autori fantasma per nascondere i veri autori delle sperimentazioni cliniche) nonché sul processo di approvazione del farmaco.

Cochrane aveva organizzato studi sull’antinfluenzale Tamiflu ma il lavoro è stato ostacolato dall’indisponibilità dell’azienda a consegnare tutti i dati dei trial clinici. Molti di questi sono però arrivati al gruppo Cochrane dall’Emea, organo regolatorio europeo sui farmaci, e sono emerse incongruenze rispetto ai report pubblicati da Roche, oltre che la possibilità che gli effetti avversi del farmaco siano sotto-dichiarati.

Le stesse incongruenze sono emerse anche dalle analisi del BMJ secondo cui, peraltro, ci sono differenze anche tra i dati riportati dall’Emea e quelli del suo omologo statunitense, l’Fda. D’altra parte mancano dati per dimostrare che il farmaco impedisca la diffusione del contagio, motivo per cui molti Stati hanno deciso di acquistare grosse quantita’ di Tamiflu da usare in caso di emergenza.

Fino a quando non saranno disponibili maggiori informazioni sul meccanismo d’azione del principio attivo del farmaco, ha dichiarato Cochrane, medici, pazienti e decisori istituzionali dovrebbero riflettere su queste incongruenze e limitazioni prima di qualsiasi decisione sull’uso del Tamiflu.

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biscotti integrali…scarsa igiene alimentare


 i biscotti integrali sono una buona fonte di fibre.

Ma su 16 prodotti, 7 contengono sgraditi ospiti: peli di roditore.
 

Quantità di fibra e verificato la pulizia
Abbiamo portato in laboratorio 16 con­fezioni di biscotti integrali, selezionando tra le marche più diffuse presenti nella grande distribuzione.

Impurità
Trattandosi di prodotti integrali, è stato doveroso fare l’analisi della sporcizia, tecnicamente chiamato Filth Test. Gra­zie a questa analisi, frutto di un proce­dimento piuttosto lungo in cui i biscotti vengono letteralmente sciolti e filtrati, i tecnici di laboratorio sono in grado di individuare tutti i materiali estranei che possono essere presenti negli alimenti a seguito di contaminazioni in fase di la­vorazione o durante la vita commerciale. Nel caso dei prodotti a base di farine non è raro trovare frammenti di insetti o, nel peggiore dei casi, peli di roditore invisibi­li a occhio nudo, ma perfettamente rico­noscibili al microscopio. La causa di queste contaminazioni è la insufficiente igiene e l’inadeguato con­trollo nelle fasi produttive e commerciali.

Fibra
La prova principale del test è stata quella relativa al quantitativo di fibra presente nei biscotti.

Ne abbiamo misurato con un’analisi chi­mica specifica la quantità complessiva, giudicando sufficiente un quantitativo di fibra pari a 2 grammi per porzione. Ormai è cosa nota che la nostra alimentazione, come quella di tutti i Paesi occidentali, è troppo povera di fibre. Questo perché an­che gli alimenti che naturalmente potrebbero contenerne, come i farinacei (pane, pasta, prodotti da forno), vengono per lo più consu­mati raffinati, cioè “ripuliti” dalla crusca, che è proprio la parte più ricca di fibre. La loro scarsità ha diverse conseguenze negative per la salute, in primis una maggiore incidenza della stitichezza. L’ef­fetto più vistoso delle fibre, infatti, consiste nel migliorare il transito intestinale, perché queste sostan­ze agiscono sia trattenendo acqua (e impedendo così l’indurimento delle feci), sia aumentando il vo­lume delle feci, e quindi lo stimo­lo. Per rimediare a questa carenza della nostra alimentazione stanno prendendo sempre più piede sia gli alimenti integrali, sia gli arric­chiti.

Promossi e bocciati
Per raggiungere il quantitativo giornaliero consigliato di fibra (che è di 25 grammi) possono essere d’aiuto i biscotti integrali. Per aiutarvi nella scelta dei pro­dotti migliori ne abbiamo analiz­zati 16 tipi diversi tra quelli più diffusi al supermercato. E possia­mo dire subito che sono effettiva­mente integrali, nel senso che non è raro trovarci, oltre alla crusca, anche parecchie impurità. Poco meno della metà, infatti, oltre a vari frammenti di insetti, conten­gono anche alcuni peli di roditore.

Sotto la lente dei nostri potenti microscopi non hanno superato l’esame prodotti noti come Baloc­co, Saiwa, Galbusera, Lazzaroni; marchi come Coop e Carrefour, nonché Cereal. Niente che pos­sa essere pericoloso per la salute, chiariamolo subito, ma sicura­mente indice di una insufficiente attenzione all’igiene durante il ci­clo produttivo e commerciale.

Per quanto riguarda la qualità complessiva, le nostre analisi rive­lano prodotti molto diversi tra loro per quantità di fibra (i valori per porzione variano da 1 a 6 grammi) e per qualità degli ingredienti. In particolare, colpisce la presenza in moltissimi di questi prodotti – che pure strillano in etichetta le loro qualità positive per la salute legate alla presenza delle fibre – di grassi di cattiva qualità, come gli olii ve­getali di palma e cocco. A riprova del fatto che bisogna andare oltre alle scritte pubblicitarie. Control­late sempre il valore nutrizionale reale del prodotto, leggendo con attenzione la lista degli ingredien­ti e l’etichetta nutrizionale, che nei prodotti del test è presente.

Più ne mangi, meglio stai
La fibra alimentare è un’importan­te componente della dieta, perché influenza molti aspetti del nostro benessere. Da un punto di vista chimico, la fibra è costituita da composti diversi tra loro. Tradizio­nalmente si tende a suddividere queste sostanze in due gruppi.

Fibra insolubile
Alcuni esempi di fibra insolubile sono cellulosa, lignina e alcune sostanze simili alla cellulosa. Queste sostanze, una volta giunte nell’intestino, assorbono acqua rendendo la massa fecale più morbida e viscosa. Di conseguen­za, favoriscono l’eliminazione delle feci e la riduzione del tempo di transito intestinale, da cui l’effetto lassativo. La fibra insolubile si trova principalmente nei cereali, specialmente se integrali.

Fibra solubile
Le fibre solubili (inulina, oligofrut­tosio, pectina, gomme, mucillaggi­ni e altre) sono sostanze che a con­tatto con l’acqua si trasformano in gel. Queste fibre sono utili soprat­tutto perché sembrano influenzare positivamente il livello di coleste­rolo e glucosio nel sangue. Non hanno una diretta azione lassativa, ma favoriscono la flora batterica presente nell’intestino (per questo sono chiamate anche prebioti­che), aiutando a regolarizzarne le funzioni. Si trovano soprattutto in frutta, verdura e legumi.

Almeno 25 grammi
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha recentemente stabilito che 25 grammi al giorno di fibre alimentari sono sufficienti per mantenere una normale fun­zione intestinale negli adulti.

Ma anche maggiori assunzioni di fibre alimentari favoriscono la salute, riducendo il rischio di cardiopatie e diabete di tipo 2 e costituendo un valido alleato per il mantenimento del peso forma. Nell’opinione dell’Efsa non si fa più distinzione tra fibre solubili e insolubili, perché, dice l’Auto­rità, i benefici sono attribuibili al complesso delle fibre alimentari assunte attraverso l’alimentazio­ne, solubili o insolubili che siano. L’importante, quindi, è consumar­ne in quantità sufficiente, cosa che si può facilmente ottenere con una dieta varia e bilanciata, ricca di frutta, verdura e cereali.

60 PERSONE ASSAGGIANO I BISCOTTI: PIACCIONO SE SANNO DI CEREALI
Abbiamo fatto assaggiare i biscotti del test a 60 persone in un laboratorio specializzato in questo tipo di indagini. I nostri assaggiatori hanno degustato e giudicato ogni pro­dotto, ovviamente senza conoscerne la marca.

I preferiti sono risultati Mc Vities e Oro Saiwa Cruscoro per sapore e consistenza e Galbusera Più, soprat­tutto per il profumo, seguiti da Dico e Carrefour.
Meno apprezzati, giudicati di qualità mediocre, risultano Coop Vivi Verde, Lazzaroni Pain Croute, Cereal. Gli ultimi due sono stati penalizzati per l’aspetto, ma anche per il sapore (“di cartone”) e per la consistenza troppo granulosa.
Il biscotto integrale ideale, secondo gli assaggiatori, è quello che ha un aspetto invi­tante, superficie irregolare, profumo gradevo­le di cereali, sapore equilibrato e gusto dolce, leggero, friabile e delicato.
 
http://nlnmac.altroconsumo.it/february/showLandingPage?idEmail=22269358&modal=1&url=readMoreItem%3Fid%3D2c0ef2ca27879c5323b833b33ce6600a#