soldi, natale e noi


In questi giorni le città iniziano ad adornarne le vetrine per il natale, le luminarie iniziano ad accendersi, e si dovrebbe sentire l’atmosfera natalizia.
Ma non è cosi,
la gente non sorride , anzi è arrabbiata e scontrosa.
e il motivo lo sappiamo.
è facile rendersi conto di quanto disagio stanno vivendo le nostre famiglie.
Basta uscire per fare la spesa ed accorgersi, che non si compra piu’ il prosciutto, ma al massimo 50 gr di mortadella, le macellerie sono spesso vuote, e dai fruttivendoli dove ultimamente ci si lascia un patrimonio, anche li per la maggiore vanno le patate, le cipolle e le verdure da bollire.
La crisi economica, cambia il nostro modo di fare la spesa, che x alcuni – sicuramente- potrebbe anche avere un risvolto positivo, per la salute e le tasche, ma per molti priva della possibiltà di avere un’alimentazione sana ed equilibrata.
Ci sono persone che stanno male e che evitano di andare dal dottore, perchè poi non possono comprare i farmaci per curarsi.
e in mezzo tutto questo tran tran quotidiano… si avvicina anche il natale.
Il natale dovrebbe riempire il cuore di gioia e di amore, ma non può essere cosi nella nostra società.
non può essere cosi perchè non si può fare a meno di fare i conti nelle proprie tasche e vedere quanto si può destinare ai regali . Molti, i conti, credetemi non hanno nemmeno bisogno di farli, perchè sanno benissimo che non potranno permettersi un bel niente. E come fai ad immergerti nell’atmosfera natalizia se sai che non puoi fare nemmeno un pensierino, una sorpresa alle persone che ami?
già, dicevamo che il senso del santo Natale è altra cosa.
Per le vie del centro, nonostante tutto c’è un via vai di gente, qualcuna con borse e borsettine segni di shopping andato a buon fine, e le persone escono dai negozi con un sorriso stampato sulla faccia quasi tirato, e non ne capisci il motivo, in effetti loro almeno hanno comprato, hano un qualcosa da scambiarsi la notte di natale, ma se invece ti fermi un istante e provi a
leggere nei loro cuori, ti rendi conto quanta amarezza porta il natale anche per chi ha il regalo comprato… perchè dietro a quel pacchettino
chissà quanti sacrifici ci sono, chissà quanti pensieri sono stati fatti su come poter arginare piu’ possibile la spesa.
Vero è, che mantenere le tradizioni, rispettare i costumi e le usanze famigliari è cosa buona…
ma il prezzo da pagare è sempre piu’ alto.
e non parlo solo di euro… perchè dietro all’euro, dietro al non potersi permettere un dono, un viaggio, una cena festosa, viene colpito anche l’animo, la dignità di ogni lavoratore.
Voglio pregare il Signore affinchè ci agevoli spiritualmente per sentire e per vivere il Natale veramente per quello è che, non per la festa commerciale che è diventata; è un compito arduo che Gli chiedo, ma sarebbe bello, se non ci aspettassimo nessun regalo, sarebbe bello se i nostri figli, grazie al nostro esempio imparerebbero a rinunciare a qualcosa- rinunciare a volere, a desiderare…sarebbe già un passo avanti, o no?
se i soldi non fanno la felicità dipende esclusivamente che abbiamo noi nei confronti della vita.

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