Non lamentarti di ciò che non riesci a fare


 Una tremenda siccità aveva ghermito la regione. L’erba era prima ingiallita e poi appassita. Erano morti i cespugli e gli alberi più fragili. Neppure una goccia d’acqua pioveva dal cielo e le mattine si presentavano alla terra senza la fugace frescura della rugiada.

A migliaia gli animali piccoli e grandi stavano morendo. Pochissimi avevano la forza per sfuggire al deserto che ingoiava ogni cosa.
La siccità si faceva ogni giorno piu’ dura. Persino i forti, vecchi alberi, che affondano le radici nella profondità della terra, persero le foglie. Tutte le fontane e le sorgenti erano esaurite. Ruscelli e fiumi erano inariditi. Solo, un piccolo fiore era rimasto in vita, perchè una piccola sorgente dava ancora un paio di go
cce d’acqua. Ma la sorgente si disperava: “Tutto è arido e assetato e muore. E io non posso farci nulla. Che senso hanno le mie due gocce d’acqua?”

Lì vicino c’era un vecchio, robusto albero. Udì il lamento e, prima di morire disse alla sorgente: “Nessuno si aspetta da te che tu faccia rinverdire tutto il deserto. Il tuo compito è tenere in vita quel fiorellino. Niente di più”.

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noi nel deserto?


Cari ragazzi, inizia un tempo nuovo:
La Quaresima.
Ecco, per dovere di cronaca devo dirvi che cosa significa la parola “quaresima”.
Quaresima significa “quarantesimo giorno”, infatti dal Mercoledì delle Ceneri, primo giorno di Quaresima, alla Pasqua ci sono appunto quaranta giorni.
Bene, abbiamo capito quindi che è un tempo che precede una grande festa, la Pasqua.
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Voi sapete dagli adulti che il tempo di Quaresima è un tempo di penitenza, digiuni, facce magari un po’ tristi (ma solo un po’).
Se chiedeste ai vostri genitori perché digiunano, loro risponderebbero, con i volti un po’ preoccupati e seri: “E’ quaresima!”
Magari qualche altro genitore potrebbe rispondere “Non lo so”;
qualche altro, forse più sincero, potrebbe dirvi “Non digiuno…”:
E voi magari pensereste: “E che vuol dire? Ci prepariamo alla Pasqua e dobbiamo digiunare?”
Questi quaranta giorni servono a farci scoprire cosa abbiamo nei nostri cuoricini.
Pensiamo per un attimo ai nostri cuori come ad una casa, bella grande, accogliente, con tante stanze – Come voi ben sapete, forse lo sanno meglio le vostre mamme, questa nostra casa ha bisogno di essere pulita, ordinata, curata.
Avete presente le vostre camerette?
Pensate per un attimo se la mamma per una settimana non venisse ad ordinare il tutto…
Penso che non riuscireste neanche più ad entrarci…, pantaloni appesi ai lampadari, scarpe sui letti, giochi della play per terra, calzini profumati sulla scrivania, cassetti degli armadi tutti aperti, insomma potrebbe sembrare che ci sia stato un terremoto…
Come faremmo ad ospitare in questa casa così combinata Gesù?
Il Vangelo di questa prima Domenica di Quaresima ci invita a guardarci dentro, magari facendo un po’ di silenzio intorno a noi.
Cosa complicata per voi il silenzio, vero?
Però ci dobbiamo provare, anche pochi minuti…
Gesù inizia questi quaranta giorni ritirandosi nel deserto, nel silenzio del deserto.
“In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana”
In quel luogo Lui parla con Dio e grazie a questo dialogo riesce a vincere le tentazioni.
Bene, allora con un pò di calma, spegni 5 minuti la televisione o i tuoi cari videogiochi o il tuo cellulare e ti ritiri anche tu nel silenzio del tuo cuore e parli con Dio, magari chiedendogli di riuscire a non fare più quel peccato  in cui ogni tanto ricadi 🙂