Santità e volontà di Dio


(Padri del deserto)

Un monaco egiziano disse a un anacoreta siriano, tutto eccitato, che voleva andare in città a vedere un santo che operava miracoli e che, con la sua preghiera, risuscitava i morti.
L’altro monaco, sorridendo disse: “Che strane abitudini avete da queste parti: chiamate santo chi piega Dio a fare la propria volontà. Da noi invece, chiamiamo santo chi piega la propria volontà a quella di Dio”.

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Croci e burroni


Un uomo sempre scontento di sé e degli altri continuava a brontolare con Dio perché diceva.
“Ma chi l’ha detto che ognuno deve portare la sua croce? Possibile che non esista un mezzo per evitarla? Sono veramente stufo dei miei pesi quotidiani!”.
Il Buon Dio gli rispose con un sogno.
Vide che la vita degli uomini sulla Terra era una sterminata processione. Ognuno camminava con la sua croce sulle spalle. Lentamente, ma inesorabilmente, un passo dopo l’altro.
Anche lui era nell’interminabile corteo e avanzava a fatica con la sua croce personale. Dopo un po’ si accorse che la sua croce era troppo lunga, per questo faceva tanta fatica ad avanzare.
“Sarebbe sufficiente accorciarla un po’ e tribolerei molto meno”, si disse.
Si sedette su un paracarro e, con un taglio deciso, accorciò d’un bel pezzo la sua croce. Quando ripartì si accorse che ora poteva camminare molto più spedito e leggero. E senza tanta fatica giunse a quella che sembrava la meta della processione degli uomini.
Era un burrone: una larga ferita nel terreno, oltre la quale però incominciava la “terra della felicità eterna”. Era una visione incantevole quella che si vedeva dall’altra parte del burrone.
Ma non c’erano ponti, né passerelle per attraversare. Eppure gli uomini passavano con facilità.
Ognuno si toglieva la croce dalle spalle, l’appoggiava sui bordi del burrone e poi ci passava sopra.
Le croci sembravano fatte su misura: congiungevano esattamente i due margini del precipizio.
Passavano tutti. Ma non lui. Aveva accorciato la sua croce e ora essa era troppo corta e non arrivava dall’altra parte del baratro. Si mise a piangere e a disperarsi: “Ah, se l’avessi saputo…”.
Ma, ormai, era troppo tardi e lamentarsi non serviva a niente.

 

un anno di grazia


Signore Gesù, guardo a questo anno che sta per chiudersi.

Ti ringrazio per quanto di buono mi hai donato. I miei errori, perdonali Signore Gesù, e concedimi di imparare da essi.

Cosa posso offrirti, mio Dio? Quello che ho tra le mani Tu lo vedi, e io lo dono a Te.

Continua a sostenermi nei momenti difficili e ad essere Tu la mia forza.
Ma oggi, in questo ultimo giorno dell’anno, voglio raccogliere tutta la mia vita e, con gioia, metterla nelle Tue mani, certo che lì è al sicuro.1526577_613136532057144_1007910968_n
(don valentino porcile)

Il sogno divino


Una notte ho sognato che lungo la via lattea, era stata aperta una nuova bottega con l’insegna: DONI DI DIO

Entrai e vidi un Angelo dietro il banco. Gli chiesi: Cosa vendi Angelo Bello?

Mi rispose : Vendo ogni ben di DIO

E fai pagare caro?

No i doni di DIO sono sempre gratuiti.

Contemplai il grande scaffale con anfore di Amore, flaconi di Fede, pacchi di Speranza, anfore di Salute, scatole di Salvezze……e cosi’ via.

Mi feci coraggio e poiche’ avevo un immenso bisogno di tutte quelle belle cose chiesi all’Angelo: Dammi un bel po’ di Amore di Dio, tutto il perdono, un cartoccio di Fede, tanta salute, una gran quantita’ di pazienza, e salvezza quanto basta!

L’ Angelo gentile, mi preparo’ tutto sul bancone. Ma quale non fu la mia meraviglia vedendo che, con tutti i doni che avevo chiesto, l’Angelo mi aveva fatto un pacchetto piccolo piccolo!

Esclamai: Possibile? Il tutto qui?

Allora l’Angelo con tono solenne mi spiego’: Eh si, mio caro! Nella bottega di DIO non si vendono frutti maturi, ma soltanto piccoli semi da coltivare nel tuo Cuore.

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www.leparoledegliangeli.com

La montagna


 

Si racconta che un alpinista, dopo lunghi anni di preparazione, decise di realizzare il suo sogno e di scalare una montagna molto alta. Volendo tutta la gloria per sé, decise di andarci da solo.

 

Le ore passarono in fretta e l’oscurità lo sorprese. Non avendo il necessario per accamparsi, decise di proseguire la scalata. Il buio gli impediva di vedere il proprio sentiero. Le nuvole nascondevano la luna e le stelle.

 

Aveva quasi raggiunto la vetta quando l’inevitabile capitò. Perse l’appoggio e cadde nel vuoto. Ebbe giusto il tempo di vedere delle macchie scure e si sentì inghiottito dall’abisso.I principali avvenimenti della sua vita sfilarono altrettanto velocemente davanti ai suoi occhi.Sentiva la morte avvicinarsi quando un violento colpo sembrò quasi squarciargli il ventre: aveva raggiunto la fine della corda di cui aveva fissato un’estremità nella roccia… e l’ancoraggio aveva fortunatamente resistito.

 

Riprese fiato e si rese conto di essere ancora lì, sospeso nel buio e nel silenzio assoluti.Ormai disperato, urlò:

 

– Dio mio, aiutami!!!- Immediatamente, una voce grave e profonda penetrò il silenzio:- che vuoi che faccia?- Salvami, mio Dio!!!- Credi veramente che io possa salvarti?- Certamente, Signore!!!- Se è così, taglia la corda che ti mantiene!!!

 

Ebbe un momento di esitazione, poi l’uomo si attaccò con maggiore disperazione alla corda.Il gruppo di salvataggio racconta che l’indomani trovarono l’alpinista morto.Il freddo l’aveva invaso e tra le sue mani indurite egli teneva ancora, disperatamente, la corda…

 

A soli due metri dal suolo!!!

 

E tu, avresti tagliato la corda?Nella vita, dobbiamo prendere decisioni che mettono alla prova la nostra fede.E tu? Tu che conti tanto sulle tue corde… Accetteresti di tagliarle? 

Insegnami


Insegnami ad usare bene il tempo
Dio mio,
insegnami ad usare bene il tempo che tu mi dai
e ad impiegarlo bene,
senza sciuparne.
Insegnami a prevedere senza tormentarmi,
insegnami a trarre profitto dagli errori passati,
senza lasciarmi prendere dagli scrupoli.
Insegnami ad immaginare l’avvenire senza disperarmi
che non possa essere quale io l’immagino.
Insegnami a piangere sulle mie colpe senza cadere nell’inquietudine.
Insegnami ad agire senza fretta,
e ad affrettarmi senza precipitazione.
Insegnami ad unire la fretta alla lentezza,
la serenita’ al fervore, lo zelo alla pace.
Aiutami quando comincio,
perche’ e’ proprio allora che io sono debole.
Veglia sulla mia attenzione quando lavoro,
e soprattutto riempi Tu i vuoti delle mie opere.
Fa’ che io ami il tempo che tanto assomiglia alla Tua grazia
perche’ esso porta tutte le opere alla loro fine e alla loro perfezione
senza che noi abbiamo l’impressione di parteciparvi in qualche modo.
(Jean Guitton)

hai ricevuto l’email?


Un giorno Dio stava guardando la Terra e vide tutto il male che accadeva su di essa. Cosicché decise di mandare un Angelo sulla Terra per verificare.
Chiamò uno dei suoi migliori angeli e lo mandò sulla terra per un po’ di tempo. Quando l’Angelo tornò disse a Dio: “Si, la Terra è cattiva, il 95% delle persone sono malvagie, il 5% buone”.
 Ebbene, Dio pensò per un po’ fra sé poi disse “E’ meglio se mando un altro Angelo per avere una seconda opinione”.
Quindi Dio chiamò un altro Angelo e mandò pure lui sulla Terra per un po’ di tempo.
Quando l’Angelo tornò, anche lui andò da Dio e gli disse. “Sì, la Terra è in decadenza, 95% di malvagi e 5% di buoni”.
 Dio disse: “Ciò non è una buona cosa”.
Quindi decise di mandare una e-mail a quel 5% di persone buone del mondo per incoraggiarle, affinché non desistessero e perché continuassero ad andare avanti senza perdere la fede.
Sai cosa diceva la e-mail?

No ?
-……siamo fregati….neanche a me è arrivata…

Telefono


Quante volte ad ognuno di noi capita di entrare in chiesa per pregare e non ci rendiamo  conto di quanto superficiale sia la nostra preghiera, o la nostra comunione  spirituale o carnale che sia.
andiamo sempre di fretta, e spesso ci limitiamo a buttar giu’ una serie di richieste e poi non aspettiamo in raccoglimento la risposta- abbiamo chiesto si  ma nel modo sbagliato, siamo stati arroganti e prepotenti: non abbiamo fatto parlare Dio, abbiamo sempre parlato noi e di noi.
Nel vecchio testamento la Bibbia fa riferimento alla decima cristiana, che ancora oggi i protestanti hanno in pratica, ma nel Nuovo Testamento non si parla di tassi e percentuali, forse perchè oltre alla possibiltà economica che ognuno di noi ha per donare, a Dio è piu’ gradita la decima parte del nostro tempo
spesa per parlare ed ascoltare Lui-
(Michel Quoist)
Ho appena riagganciato;
Perché ha telefonato?
Ah! Sì, Signore… ci sono.
Fatto sta che ho parlato tanto e ascoltato ben poco.
Perdonami, Signore, ho fatto un monologo e non ho dialogato.
Ho imposto la mia idea e non ho scambiato.
Perché non ho ascoltato, non ho imparato nulla;
Perché non ho ascoltato, non ho portato nulla;
Perché non ho ascoltato, non ho comunicato.
Perdonami, Signore, perché ero in comunicazione,
Ed ora siamo tagliati.

Ogni cosa che Dio fa è perfetta, Lui non sbaglia mai!



Si racconta che molto tempo fa c’era un re che
non credeva nella bontà di Dio, benché avesse un servo
al che chiamavano Tommasíno che davanti a
circostanze avverse diceva sempre:
“CHE BUONO,
CHE BUONO,
CHE BUONO È TUTTO!
Dio non si sbaglia mai.”

 Quando il re gli domandava la ragione,
il suddito gli rispondeva:
“Mio re, non perderti d’animo, ogni cosa che Dio fa
è perfetta, Lui non sbaglia mai!”

Un giorno il re uscì a cacciare insieme al suo suddito Tommasíno.
Succedè che una fiera della giungla lo attaccò.
Il suddito riuscì ad ammazzare l’animale,
ma non potè evitare che la sua Maestà
uscisse ferito perdendo il dito mignolo della
mano destra. Il consigliere ricordò al re:“CHE BUONO,
CHE BUONO,
CHE BUONO È TUTTO!
Dio non si sbagliamai.”

Il re, furioso per quello successo, e senza mostrargli
gratitudine per salvarlo la vita, gli disse:

“Per caso Dio è buono?
Se lo fosse io non sarei stato attaccato e
non avrebbe perso il mio dito.”

Il buon Tommasíno gli rispose:

“Mio re, Dio è buono e nonostante tu sia
rimasto senza un dito questo
è per il tuo bene , Egli è perfetto.
Egli non si sbaglia mai!”

Il re si indignò con la risposta del suo servo e comandò che
fosse carcerato alla cella più oscura e fredda della cella.
Nonostante, quando lo portavano Tommasíno,
continuava a dire per sé:

“CHE BUONO,
CHE BUONO,
CHE BUONO È TUTTO!
Dio non si sbaglia mai.”

Dopo un po’ di tempo il re uscì ancora a caccia in un territorio,
ma ora fu attaccato per una tribù di uomini selvaggi e cannibali
che vivevano nella selva. Questa tribù era temuta da tutti,
perché si sapeva che facevano sacrifici umani per i suoi dei
e dopo si mangiavano alle sue vittime.
Così fu che immediatamente dopo avere catturato
al re, cominciarono a preparare,
il rituale del sacrificio.

Misero al re legato in un altare di pietra.
Si avvicinò il sacerdote cannibale e si
dispose ad aprirgli suo petto per tirare fuori
il suo cuore. Ma in quell’instante
osservò le mani del re e vide che
ad una mano gli mancava un dito e
furioso esclamò:

“Questo uomo non può essere sacrificato,
perché è difettoso!
Gli manca un dito della mano e non possiamo
offrire agli dei qualcosa di imperfetto.”

Fu cosi ché dovettero lasciare l’uomo libero,
perché non gli serviva per il sacrificio.
Il re tornò al palazzo pallido dopo essere
stato sul punto di morire.
Alleviato dello spavento fece liberare suo
servo Tommasíno e chiese che lo portassero
alla sua presenza.
Vedendolo, l’abbracciò affettuosamente dicendolo:

“Caro Tommasíno! Ora comprendo che
Dio fu buono con me.
Devi sapere che scappai perché non avevo
una delle mie dita.
Ti restituisco la tua libertà e ti restituisco
il tuo incarico.
Mi rimane solo un dubbio nel mio cuore.
Se Dio è tanto buono,
perché permise che tu stesse carcerato,
tu che tanto confidi
in Lui e lo difendesti?.”

Il servo sorrise e gli disse:

“Mio re, se io fossi venuto
con te a caccia sarei stato anch’io catturato dalla tribù ma
certamente io sarei stato  sacrificato ai loro dèi perché nel
mio fisico non si trovavano difetti…
Pertanto deve ricordarsi e ripetersi sempre:

“CHE BUONO,
CHE BUONO,
CHE BUONO È TUTTO!
Dio non si sbaglia” mai.”

 

 

trovato nel guest di un amico che con sua gentile concessione mi ha permesso di pubblicarlo qui…

la vecchietta che…


La vecchietta che aspettava Dio

C’era una volta un’anziana signora che passava in pia preghiera molte ore della giornata. Un giorno sentì la voce di Dio che le diceva: “Oggi verrò a farti visita”. Figuratevi la gioia e l’orgoglio della vecchietta. Cominciò a pulire e lucidare, impastare e infornare dolci. Poi indossò il vestito più bello e si mise ad aspettare l’arrivo di Dio.
Dopo un po’, qualcuno bussò alla porta. La vecchietta corse ad aprire. Ma era solo la sua vicina di casa che le chiedeva in prestito un pizzico di sale. La vecchietta la spinse via: “Per amore di Dio, vattene subito, non ho proprio tempo per queste stupidaggini! Sto aspettando Dio, nella mia casa! Vai via!”. E sbattè la porta in faccia alla mortificata vicina.

Qualche tempo dopo, bussarono di nuovo. La vecchietta si guardò allo specchio, si rassettò e corse ad aprire. Ma chi c’era? Un ragazzo infagottato in una giacca troppo larga che vendeva bottoni e saponette da quattro soldi. La vecchietta sbottò: “Io sto aspettando il buon Dio. Non ho proprio tempo. Torna un’altra volta!”. E chiuse la porta sul naso del povero ragazzo.

Poco dopo bussarono nuovamente alla porta. La vecchietta aprì e si trovò davanti un vecchio cencioso e male in arnese. “Un pezzo di pane, gentile signora, anche raffermo… E se potesse lasciarmi riposare un momento qui sugli scalini della sua casa”, implorò il povero.
“Ah, no! Lasciatemi in pace! Io sto aspettando Dio! E stia lontano dai miei scalini!” disse la vecchietta stizzita. Il povero se ne partì zoppicando e la vecchietta si dispose di nuovo ad aspettare Dio.

La giornata passò, ora dopo ora. Venne la sera e Dio non si era fatto vedere. La vecchietta era profondamente delusa. Alla fine si decise ad andare a letto. Stranamente si addormentò subito e cominciò a sognare. Le apparve in sogno il buon Dio che le disse: “Oggi, per tre volte sono venuto a visitarti, e per tre volte non mi hai ricevuto”.

Un ♥ pieno di Dio è felice


Signore, donami una buona digestione e anche qualcosa da digerire.
Donami la salute del corpo e il buon umore necessario per mantenerla.
Donami, un’anima semplice che sappia far tesoro di tutto ciò che è buono e
non si spaventi alla vista del male ma piuttosto trovi sempre il modo di rimetter le cose a posto. Dammi un’anima che non conosca la noia, i brontolamenti, i sospiri, i lamenti, e
non permettere che mi crucci eccessivamente per quella cosa
troppo ingombrante che si chiama “io”.
Dammi, Signore, il senso del buon umore.
Concedimi la grazia di comprendere uno scherzo per scoprire nella vita
un po’ di gioia e farne parte anche agli altri.

dal web
Buon fine settimana amici miei!!!176

Lettera di Dio ai fidanzati


La donna che hai al fianco, emozionata, con l’abito da sposa, è mia. Io l’ho creata. Io le ho voluto bene da sempre; ancor prima di te e ancor più di te. Per lei non ho esitato a dare la mia vita. Ho dei grandi progetti per lei. Te l’affido. La prenderai dalle mie mani e ne diventerai responsabile.

Quando l’hai incontrata l’hai trovata bella e te ne sei innamorato. Sono le mie mani che hanno plasmato la sua bellezza, è il mio cuore che ha messo dentro di lei la tenerezza e l’amore, è la mia sapienza che ha formato la sua sensibilità e la sua intelligenza e tutte le qualità belle che hai trovato in lei.

Però non basta che tu goda del suo fascino. Dovrai impegnarti a rispondere ai suoi bisogni, ai suoi desideri. Ti renderai conto che ha bisogno di tante cose: ha bisogno di casa, di vestito, di serenità, di gioia, di equilibrio psichico, di rapporti umani, di affetto e tenerezza, di piacere e di divertimento, di presenza umana e di dialogo, di relazioni sociali e familiari, di soddisfazioni nel lavoro e di tante altre cose.

Ma dovrai renderti conto che ha bisogno soprattutto di Me, e di tutto quello che aiuta e favorisce questo incontro con Me: la pace del cuore, la purezza di spirito, la preghiera, la Parola, il perdono, la speranza e la fiducia in Me, la Mia vita. Sono Io e non tu il principio, il fine, il destino di tutta la sua vita.

Facciamo un patto tra noi: la ameremo insieme. Io la amo da sempre. Tu hai incominciato ad amarla da qualche anno, da quando te ne sei innamorato. Sono io che ho messo nel tuo cuore l’amore per lei. È stato il modo più bello perché ti accorgessi di lei. Volevo affidarla a qualcuno che se ne prendesse cura. Ma volevo anche che lei arricchisse con la sua bellezza e le sue qualità la vita di un uomo. E questo uomo sei tu.

Per questo ho fatto nascere nel tuo cuore l’amore per lei. Era il modo più bello per dirti: “ecco, te la affido”, e perché tu potessi godere della sua bellezza e delle sue qualità. Quando le dirai “prometto di esserti fedele, di amarti e rispettarti per tutta la vita”, sarà come se mi rispondessi che sei lieto di accoglierla nella tua vita e di prenderti cura di lei. Da quel momento saremo in due ad amarla.

Dobbiamo però metterci d’accordo: Non è possibile che tu la ami in un modo e io in un altro. Devi avere per lei un amore simile al Mio, e devi desiderare per lei le stesse cose che Io desidero. Non puoi pensare nulla di più bello e gioioso per lei.

Se la ami sul serio vedrai che ti troverai d’accordo con Me nel progetto che ho concepito per lei. Ti farò capire poco alla volta quale sia il mio modo di amare, e ti svelerò quale vita ho sognato e voluto per questa mia creatura che diventerà tua sposa.

Mi rendo conto che ti sto chiedendo molto. Pensavi che questa donna fosse tutta e solo tua, e ora invece hai l’impressione che io ti chieda di spartirla con Me. Non è così. Io non sono il tuo rivale in amore. Al contrario, sono Colui che ti aiuta ad amarla appassionatamente. Per questo desidero che nel tuo piccolo amore ci sia il mio grande amore.

Col tuo amore potrai fare molto per lei, ma è sempre troppo poco. Io ti rendo invece capace di amare da Dio. È questo il mio dono di nozze: un supplemento di amore che trasforma il tuo amore di creatura e lo rende capace di produrre le opere di Dio nella donna che ami.

Sono parole per te misteriose, ma le capirai un poco alla volta. Ti assicurò che non ti lascerò mai solo in questa impresa. Sarò sempre con te e farò di te lo strumento del mio amore, della mia tenerezza; continuerò ad amare la mia creatura, che è diventata tua sposa, attraverso i tuoi gesti d’amore, di attenzione di impegno, di perdono, di dedizione. In una parola: ti renderò capace di amare come io amo, perché ti darò una forza nuova di amare che è il mio stesso amore.

Se vi amerete in questo modo, la vostra coppia diventerà come una fortezza che le tempeste di vita non riusciranno mai ad abbattere. Un amore costruito sulla mia Parola è come una casa costruita sulla roccia: nessuna vicenda potrà distruggerla. Ricordatelo, perché molti si illudono di poter fare a meno di Me: ma se io non sono con voi nell’edificare la casa della vostra vita e del vostro amore, vi affaticherete invano: come gli apostoli che faticarono tutta una notte e al mattino tornarono a riva con le reti vuote; bastò un semplice intervento Mio, e le reti pescarono tanto pesce che per l’abbondanza si rompevano. Di più. Se vi amerete in questo modo diventerete forza anche per gli altri.

Oggi si crede poco all’amore vero, quello che dura per sempre, e che offre la propria vita all’amato. Si cercano più le emozioni amorose che l’amore. Ma le emozioni nascono e muoiono presto, lasciando solo vuoto e nostalgia.

Per questo qualcuno ha detto che il matrimonio è solo una grande illusione che si dissolve presto. Se voi saprete amarvi come io amo, con una fedeltà che non viene mai meno, diventerete come la città sul monte. Sarete una speranza per tutti, perché tutti vedranno che l’amore è una cosa possibile. 

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addio…. anzi arriverderci


dal web 

C’era una volta un gelso centenario, pieno di rughe e di saggezza, che ospitava una colonia di piccoli bruchi. Erano bruchi onesti, laboriosi, di poche pretese. Mangiavano, dormivano e, salvo qualche capatina al bar del penultimo ramo a destra, non facevano chiasso. 
La vita scorreva monotona, ma serena e tranquilla. 

Faceva eccezione il periodo delle elezioni, durante il quale i bruchi si scaldavano un po’ per le insanabili divergenze tra la destra, la sinistra e il centro. I bruchi di destra sostengono che si comincia a mangiare la foglia da destra, i bruchi di sinistra sostengono il contrario, quelli di centro cominciano a mangiare dove capita. Alle foglie naturalmente nessuno chiedeva mai un parere. Tutti trovavano naturale che fossero fatte per essere rosicchiate. 

Il buon vecchio gelso nutriva tutti e passava il tempo sonnecchiando, cullato dal rumore delle instancabili mandibole dei suoi ospiti. Bruco Giovanni era tra tutti il più curioso, quello che con maggiore frequenza si fermava a parlare con il vecchio e saggio gelso. 
“Sei veramente fortunato, vecchio mio”, diceva Giovanni al gelso. 
“Te ne stai tranquillo in ogni caso. Sai che dopo l’estate verrà l’autunno, poi l’inverno, poi tutto ricomincerà. Per noi la vita è così breve. Un lampo, un rapido schioccar di mandibole e tutto è finito”. 
Il gelso rideva e rideva, tossicchiando un po’: “Giovanni, Giovanni, ti ho spiegato mille volte che non finirà così! Diventerai una creatura stupenda, invidiata da tutti, ammirata…”. 

Giovanni agitava il testone e brontolava: “Non la smetti mai di prendermi in giro. Lo so bene che noi bruchi siamo detestati da tutti. Facciamo ribrezzo. Nessun poeta ci ha mai dedicato una poesia. 
Tutto quello che dobbiamo fare è mangiare e ingrassare. E basta”. 
“Ma Giovanni”, chiese una volta il gelso, “tu non sogni mai?”. Il bruco arrossì. “Qualche volta”, rispose timidamente. “E che cosa sogni?”. 
“Gli angeli”, disse, “creature che volano, in un mondo stupendo”. 
“E nel sogno sei uno di quelli?”. “…Sì”, mormorò con un fil di voce il bruco Giovanni, arrossendo di nuovo. Ancora una volta, il gelso scoppiò a ridere. “Giovanni, voi bruchi siete le uniche creature i cui sogni si avverano e non ci credete!”. Qualche volta, il bruco Giovanni ne parlava con gli amici. “Chi ti mette queste idee in testa?”, brontolava Pierbruco. 

“Il tempo vola, non c’è niente dopo! Niente di niente. Si vive una volta sola: mangia, bevi e divertiti più che puoi! “Ma il gelso dice che ci trasformeremo in bellissimi esseri alati…”. “Stupidaggini. Inventano di tutto per farci stare buoni”, rispondeva l’amico. Giovanni scrollava la testa e ricominciava a mangiare. “Presto tutto finirà…scrunch… Non c’è niente dopo…scrunch… Certo, io mangio..scrunch, bevo e mi diverto più che posso…scrunch… ma…scrunch…non sono felice…scrunch. 

I sogni resteranno sempre sogni. Non diventeranno mai realtà. Sono sono illusioni”, bofonchiava, lavorando di mandibole. Ben presto i tiepidi raggi del sole autunnale cominciarono ad illuminare tanti piccoli bozzoli bianchi tondeggianti sparsi qua e là sulle foglie del vecchio gelso. Un mattino, anche Giovanni, spostandosi con estrema lentezza, come in preda ad un invincibile torpore, si rivolse al gelso. “Sono venuto a salutarti. È la fine. Guarda sono l’ultimo. 
Ci sono solo tombe in giro. E ora devo costruirmi la mia!”. “Finalmente! Potrò far ricrescere un po’ di foglie! Ho già incominciato a godermi il silenzio! Mi avete praticamente spogliato! 

Arrivederci, Giovanni!”, sorrise il gelso. “Ti sbagli gelso. Questo…sigh…è…è un addio, amico!”, disse il bruco con il cuore gonfio di tristezza. “Un vero addio. I sogni non si avverano mai, resteranno sempre e solo sogni. Sigh!”. 

Lentamente, Giovanni cominciò a farsi un bozzolo. “Oh”, ribatté il gelso, “vedrai”. E cominciò a cullare i bianchi bozzoli appesi ai suoi rami. A primavera, una bellissima farfalla dalle ali rosse e gialle volava leggera intorno al gelso. “Ehi, gelso, cosa fai di bello? Non sei felice per questo sole di primavera?”. “Ciao Giovanni! 
Hai visto, che avevo ragione io?”sorrise il vecchio albero. 
“O ti sei già dimenticato di come eri poco tempo fa?”. 

Parlare di risurrezione agli uomini è proprio come parlare di farfalle ai bruchi.
Molti uomini del nostro tempo pensano e vivono come i bruchi.
Mangiano, bevono e si divertono più che possono: dopotutto non si vive una volta sola? Nulla di male, sia ben chiaro. Ma la loro vita è tutta qui. Per loro, la parola risurrezione non significa nulla.
Eppure non sono felici…

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La risposta


 dal web:
 

Nel ventre di una madre c’erano due bambini.

Uno ha chiesto all’altro: “Ci credi in una vita dopo il parto?”
L’altro ha risposto: “E’ chiaro. Deve esserci qualcosa dopo il parto. Forse noi siamo qui per prepararci, per quello che verrà più tardi”.

“Sciocchezze,” ha detto il primo. “Non c’è vita dopo il parto. Che tipo di vita sarebbe quella?”Il secondo ha detto: “ Io non lo so, ma ci sarà più luce di qui. Forse noi potremo camminare con le nostre gambe e mangiare con le nostre bocche. Forse avremo altri sensi che non possiamo capire ora”.

Il primo replicò: “questo è un assurdo. Camminare è impossibile. E mangiare con la bocca!? Ridicolo! Il cordone ombelicale ci fornisce nutrizione e tutto quello di cui abbiamo bisogno. Il cordone ombelicale è molto breve. La vita dopo il parto è fuori questione”

Il secondo ha insistito:
“Beh, io credo che ci sia qualcosa e forse diverso da quello che è qui. Forse la gente non avrà più bisogno di questo tubo fisico”

Il primo ha contestato:
“ Sciocchezze, e inoltre se c’è davvero vita dopo il parto, allora perché nessuno è mai tornato da lì? Il parto è la fine della vita e nel post parto non c’è nienltro che oscurità, silenzio e oblio. Lui non ci porterà da nessuna parte.”

“Beh io non so” ha detto il secondo “ma sicuramente troveremo la mamma e lei si prenderà cura di noi”

Il primo ha risposto“Mamma, Tu credi davvero a Mamma? Questo è ridicolo, se la mamma c’è, allora, dov’è ora?”

Il secondo ha detto:
“ Lei è intorno a noi. Siamo circondati da Lei. Noi siamo in Lei. È per Lei che viviamo, senza di Lei questo mondo non ci sarebbe e non potrebbe esistere”.

Ha detto il primo:

“beh, io non posso vederla, quindi è logico che Lei non esiste”.

Al ché il secondo ha risposto:“A volte, quando stai in silenzio, se ti concentri ad ascoltare veramente, si può notare la sua presenza e sentir

e la sua voce da lassù.”

Questo è il modo in cui uno scrittore ungherese, ha spiegato l’esistenza di Dio

Discernimento nella gioia


(Benedetto XVI, Il Dio di Gesù Cristo)
Una delle regole fondamentali per il discernimento degli spiriti potrebbe essere dunque la seguente: dove manca la gioia, dove l’umorismo muore, qui non c’è nemmeno lo Spirito Santo, lo Spirito di Gesù Cristo.
E viceversa: la gioia è un segno della grazia. Chi è profondamente sereno, chi ha sofferto senza per questo perdere la gioia, costui non è lontano dal Dio del vangelo, dallo Spirito di Dio, che è lo Spirito della gioia eterna.

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Chiediamo spesso le cose sbagliate


dal web
Ho chiesto a Dio la FORZA
E Lui mi ha dato DIFFICOLTÀ’ PER RENDERMI FORTE
Ho chiesto a Dio la SAGGEZZA
E Lui mi ha dato PROBLEMI DA RISOLVERE
Ho chiesto a Dio la PROSPERITA’
E Lui mi ha dato MUSCOLI E CERVELLO PER LAVORARE
Ho chiesto a Dio il CORAGGIO
E Lui mi ha dato PERICOLI DA SUPERARE
Ho chiesto a Dio FAVORI
E Lui mi ha dato OPPORTUNITA’
Ho chiesto a Dio l’AMORE
E Lui mi ha affidato PERSONE BISOGNOSE DA AIUTARE
Non mi è stato dato nulla di ciò che volevo, ma mi è stato 
dato tutto quello di cui avevo bisogno.
e non è poco edzg1r8i9re schnee-sterne 164

 

buongiorno


 Al cominciar dei giorno, Dio, ti chiamo. Aiutami a pregare e a raccogliere i miei pensieri su di te; da solo non sono capace. In me cè buio, ma in te cè la luce; io sono solo, ma tu non mi lasci; io non ho coraggio, ma tu mi sei daiuto; io sono inquieto, ma in te cè la pace; in me cè amarezza, in te pazienza; io non capisco le tue vie, ma tu sai qual è la mia strada. Signore, qualunque cosa rechi questo giorno, la tua presenza sia con me Buongiorno..Dio!!

 

(Dietrich Bonhoeffer)

Le Interviste Impossibili: Dio


Faccio una premessa  a quanto segue..
quanto state x leggere
spero non urti la sensibilità di nessuno, è solo un racconto comico
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Santità, grazie per aver accettato la nostra intervista.
Guarda bellino che un sono miha un papa io, sa?
Ho centinaia di nomi e questo mi chiama santità, ci vuole una bella faccia!
E’ la prima volta che parliamo io e Lei, non sapevo come chiamarla.
Senti, che c’ho poho tempo, chiamami Signore Dio Mio Creatore Del Cielo E Della Terra e un se ne parli più, va bene?
Non ci sarebbe un’abbreviazione? Lo trovo un pò lunghino…
Ma chi me l’ha mandato questo, Dio bono? Ma chi t’ha creato a te? Chiamami Dio e cerchiamo di sbrigacci.
Va bene, Dio. Cosa ne pensa del Family Day?
C’ho di meglio da fare io che pensare alle scampagnate della gente! Ma guarda te! Ma chi te le scrive le domande, Fabio Fazio?
Lei non è per la famiglia tradizionale?
Oh bellino, ma non lo sai te che ho avuto un figliolo da una donna che era sposa di un altro? Eppure pensavo fosse famoso, porco Giuda! (Scusa Giuda) Non mi fraintendere, non c’era niente di male… Lei gli era una bimbetta, il marito gli era un vecchio, ‘un la toccava miha. Poi l’ha riconosciuto lui pè un fà parlà la gente, ma il mi figliolo ha sempre saputo chi era il sù babbo.
Lei avrebbe nulla in contrario ad una legge come i Dico?
E ce l’avrei si qualcosa in contrario! Ma chi l’ha pensata quella bruttura là? La Rosy! O porca #@*! Ma l’ho sempre detto: non mettete la Rosy a fà le leggi, quella doveva lavorà alla mensa dei poveri a distribuì il rancio, e invece no, con codesto libero arbitrio fanno tutti ‘ome gli pare! O che è legge quella? Gli è una boiata razzista!
Quindi lei non ha nulla contro le coppie di fatto, le coppie omosessuali…?
O bellino, o che c’ho scritto Hitler qui in fronte? Io ho sempre detto: crescete e moltiplihatevi, e se proprio un vi volete moltiplihà almeno vogliatevi bene.
Però il Vaticano interpreta l’amore solo come mezzo per procreare.
E gli è perchè a loro gli garban di molto i ‘hierihetti! Stì monacacci in sottana! Stò libero arbitrio, porco Giuda (scusa Giuda), quasi quasi lo levo di mezzo! V’ho fatto il bischero e la picchia pè favvi divertì, miha pè conservavveli sott’olio!
Eppure il sesso per la Bibbia è sempre stato peccato al di fuori del matrimonio. Basti pensare al peccato originale.
Ma che peccato e peccato! Ma se a quel bischero d’Adamo ho dovuto mandare un serpente pè fagli ‘apì che l’alicetta salata che aveva tra le ‘oscette secche ‘un serviva miha solo a votà la vesciha! Eva ci provava ma lui ‘un capiva nulla. Del resto non è che l’omo mi sia venuto proprio benino, pe’ la verità. C’ha sempre problemi col sesso. O lo fa troppo, o lo fa troppo poho, o ha paura di fallo, o se lo fa troppo da solo…
E la cacciata dal paradiso terrestre allora?
Ma che cacciata e cacciata, un esageriamo! E’ che quando i figlioli son grandi devono andà pe la loro strada a cercassi un lavoro. O che vòi sta sempre sulle spalle di babbino, che diventi grullo? Poi aspettavano pure un figlio, che vòi fà, come quelle famigliole che stan sulle spalle dei nonni?
Dalla Bibbia risulta tutt’altro.
La bibbia, la bibbia… ‘un è miha vangelo la bibbia! Un lo sai che la stampa snatura le ‘ose? La bibbia poi, uno dice una ‘osa e se ne ritrova scritta un’altra. Ma chi l’ha impaginata? Emilio Fede?
Ci sono altre inesattezze che vorrebbe rettificare?
Dalla bibbia vien fori che son un tipino fumantino, ed in parte gli è vero, ma porco Giuda (scusa Giuda), m’avete fatto ammazzà più gente che Hitler! Ma si pole? Il diluvio universale per esempio… ma ti pare che mi metto ad annegà tutto il mondo? Con tutto il casotto che ho fatto pè mettello sù? E poi si salva la gente e l’animali con l’Arca? Ma che è un filme di Spillbègg? E ti pare che andavo a salvà le zanzare, poi? La verità è che la gente un è mai contenta: quando un piove dice che c’è la siccità, quando piove c’è il diluvio… Ma i cchè volete da mme? Per una volta che mi è scappata una pioggerella un pò più abbondante.
Anche la distruzione di Sodoma e Gomorra…
Bischerate! Che distruggo le città perchè c’è un pò di ‘asotto e a qualcuno gli piace pigliallo nel buho? E che dovrei fare a Roma, allora, con quel che succede nel Vatihano?
E le sette piaghe d’Egitto?
Oh, un pover’omo qualche volta si pole divertì, o no? Potevo punire il faraone mettendogli una tivvù con solo retequattro, ma mi sembrava di molto crudele. Almeno adesso con retequattro soffre chi vole soffrire. E poi dite che son cattivo io!
A proposito di Vaticano, le piace l’attuale papa?
Chiariamo subito una ‘osa, bimbino, te mi vedi, no? Mi vedi che son qui, no? E ti pare che uno che gli è dappertutto ha bisogno di codesto puttanaio di preti e frati e monahe e testimoni e protestanti e anglihani co gli angligatti e avventisti e piazzisti e mahinisti e fuohisti e nani e gioholieri che mi sembra di stà al circo Togni? Tutta stà gentaccia sempre cò stì crocefissi immano da fammi sempre intristì e pensà alla morte del mì figliolo? Ma quando li becco uno a uno tutti stì stronzoli che in nome mio fanno ‘i comodacci loro, allora si che ci si diverte!
Beh, secondo i Suoi principi loro si salveranno perchè hanno fede in Lei.
E ti pare che uno che c’ha fede in me spara bischerate d’odio ogni giorno? Ma se pensano di salvarsi col mezzuccio della ‘onfessione gli faccio passare io un bel quarto d’ora eterno, altrohè!
Scusi, ma se a lei non piacciono perchè permette tutto questo?
Perchè quelli son ‘avolacci vostri, con me si fa i ‘onti dopo, bimbino!
Non voglio rubarle altro tempo, immagino avrà un pò di cose da fare.
Finalmente l’hai ‘apito.
Un’ultima curiosità: perchè parla con accento toscano?
Perhè i toscano gli è la ‘ulla della vostra lingua, e così mi ‘apisci meglio, no? Senti quà: Tito tu te t’ha ritinto il tetto ma tanto tu ‘n t’intendi tanto di tetti ritinti!
Capisco.
E poi perhè adesso vivo a Cecina, ma un lo dire a nessuno.

Dio non vorrà …


Dio non vorrà sapere che genere di automobili hai avuto: ti chiederà se hai accompagnato dei bisognosi.

Dio non vorrà sapere il numero di metri quadri della tua casa: ti chiederà quante persone vi hai accolto.

Dio non vorrà sapere che tipi di abiti hai indossato: ti chiederà se hai contribuito a vestire esseri umani.

Dio non vorrà sapere quanto lunghi e belli siano stati i tuoi viaggi: ti chiederà se ti sei fermato per donare una carezza a chi era ai bordi della tua strada.

Dio non vorrà sapere quanto fosse alto il tuo stipendio: ti chiederà se per ottenerlo hai distolto attenzione e premura a chi ti vuole bene.

Dio non vorrà sapere il tuo titolo di studio: ti chiederà se hai svolto il tuo lavoro al meglio delle tue capacità.

Dio non vorrà sapere quanti amici hai avuto: ti chiederà se ti sei dimostrato un vero amico.

Dio non vorrà sapere in quale quartiere hai abitato: ti chiederà se hai avuto cura dei tuoi vicini.

Dio non vorrà sapere il colore della tua pelle: ti chiederà cosa era nascosto nel tuo cuore.

Dio non vorrà sapere perchè hai impegnato così tanto tempo per avvicinarti a Lui: ti porgerà la Sua mano e amorevolmente ti accompagnerà verso le porte del Paradiso.

“Intervista a Dio” – Autore sconosciuto


Ho sognato di fare un’intervista a Dio

“E cosí, vorresti intervistarmi?” chiese Dio

“Se ne hai il tempo..” dissi io

Dio sorrise.
“Il mio tempo é l’eternitá. Che domande hai in mente per me?”

“Che cosa ti sorprende di piú degli uomini?”

Dio rispose…
“Che si stancano di essere bambini,
hanno fretta di crescere e poi vorrebbero ritornare bambini”

“Che perdono la salute per fare soldi…
e poi perdono i soldi per riaquistare la salute”

“Che pensano con ansia al futuro, dimenticando il presente,
cosí che non vivono né nel presente né nel futuro”

“Che vivono come se non dovessero mai morire,
e muoiono come se non avessero mai vissuto”

La mano di Dio prese la mia
e rimanemmo in silenzio per un po’…

Poi io gli chiesi…
“Come genitore, quali sono le lezioni di vita che vuoi che i tuoi figli imparino?”

“Voglio che imparino che non possono costringere nessuno ad amarli. Possono soltanto lasciarsi essere amati”

“Voglio che imparino che non é bene paragonarsi agli altri”

“Voglio che imparino a perdonare praticando il perdono”

“Voglio che imparino che ci vogliono solo pochi secondi per aprire profonde ferite nei cuori di quelli che amiamo, e che ci vogliono molti anni per sanarli”

“Voglio che imparino che una persona ricca non é quella che ha di piú, ma
quella che ha bisogno dell’essenziale”

“Voglio che imparino che ci sono persone che li amano profondamente,
ma che non sanno come esprimere o mostrare i loro sentimenti”

“Voglio che imparino che due persone possono guardare la stessa           cosa
e vederla in due modi diversi”           

“Voglio che imparino che non sempre é sufficiente essere perdonati dagli altri, ma che devono perdonare se stessi”

“e voglio che imparino che io sono qui …sempre”

Autore sconosciuto

Quando Dio creò il papà


Quando Dio creò il papà

Quando il buon Dio decise di creare il papà, cominciò con una struttura piuttosto alta e robusta. Allora un angelo che era lì vicino gli chiese: “Ma che razza di papà è questo? Se i bambini li farai piccolini, perché hai fatto il papà così grande? Non potrà giocare con le biglie senza mettersi in ginocchio, rimboccare le coperte al suo bambino senza chinarsi e nemmeno baciarlo senza quasi piegarsi in due!”. Dio sorrise e rispose: “E’ vero, ma se lo faccio piccolo come un bambino, i bambini non avranno nessuno su cui alzare lo sguardo”. Quando poi fece le mani del papà, Dio le modellò abbastanza grandi e muscolose. L’angelo scosse la testa e disse: “Ma… mani così grandi non possono aprire e chiudere spille da balia, abbottonare e sbottonare bottoncini e nemmeno legare treccine o togliere una scheggia da un dito”. Dio sorrise e disse: “Lo so, ma sono abbastanza grandi per contenere tutto quello che c’è nelle tasche di un bambino e abbastanza piccole per poter stringere nel palmo il suo visetto”. Dio stava creando i due più grossi piedi che si fossero mai visti, quando l’angelo sbottò: “Non è giusto! Credi davvero che queste due piedoni riuscirebbero a saltar fuori dal letto la mattina presto quando il bambino piange? O a passare fra un nugolo di bambini che giocano, senza schiacciarne per lo meno due?”. Dio sorrise e rispose: “Sta’ tranquillo, andranno benissimo. Vedrai: serviranno a tenere in bilico un bambino che vuol giocare a cavalluccio o a scacciare i topi nella casa di campagna oppure a sfoggiare scarpe che non andrebbero bene a nessun altro”. Dio lavorò tutta la notte, dando al padre poche parole ma una voce ferma e autorevole; occhi che vedevano tutto, rimanendo calmi e tolleranti. Infine, dopo essere rimasto un po’ sovrapensiero, aggiunse un ultimo tocco: le lacrime. Poi si rivolse all’angelo e domandò: “E adesso sei convinto che un grande papà possa amare il suo piccolo bimbo?”.

Il mio Dio


Il mio Dio è “umano” e “speciale”
sa essere dolce ma anche severo,
è eterno ma nasce ogni giorno.
ci fa nascere con la felicità
ma poi ci fa conoscere il dolore.
Lui è un pacifico ma con
la sua vita ha portato le guerre.
Chiede la santità a tutti noi, ma
lui scelse l’apostolo che lo rinnegò
a capo della sua chiesa.
E’ sempre presente
ma nessuno mai vede il suo volto.
Molti uomini lo considerano superfluo
ma non si muove filo d’erba
senza la sua complicità.
Lui è dolore e allegria…
… il mio Dio è cosi
meraviglioso e sconcertante.
Rosa Andronaco

Parlami con il tuo silenzio


Il desiderio di vederti Signore, mio Dio
è in ognuno di noi
quanti volti incrociamo ogni giorno
quanti volti osserviamo-

ma su pochi di essi ci soffermiamo ad osservare se
la loro espressione cela una richiesta d’aiuto.

 Tu dicesti un giorno:
“tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”-

Parlami con i tuoi gesti Padre Celeste,
so bene che parli anche quando taci
Ma io non riesco a scorgere il Tuo viso
Santissimo tra tutti coloro che per la strada tendono la mano
tu lo sai, non si può aiutare materialmente tutti
anche perchè la diffidenza e la mancanza di possibilità spesso ci chiudono il cuore

e il portafoglio, ma 

se offro una preghiera per loro,
essi non saranno sfamati
ed intanto mi chiedo : ” Tu cosa pensi del mio agire?”

IL “PADRE NOSTRO” DETTO DA DIO


Figlio mio, che sei in terra preoccupato, solitario e tentato; conosco bene il tuo nome e lo pronuncio santificandolo, perché ti amo. Non sarai mai solo; io abito in te e assieme spargeremo il regno della vita che ti darò in eredità. Ho piacere che faccia la mia volontà, infatti io voglio la tua felicità. Avrai il pane di ogni giorno, non ti preoccupare; però io ti chiedo di spartirlo con i tuoi fratelli. Sappi che ti perdono tutti i peccati, anche prima che tu li commetta, ma ti chiedo che anche tu perdoni a quelli che ti offendono. E per non soccombere alla tentazione afferra con tutta la tua forza la mia mano e ti libererò dal male, mio caro figliulo.

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QUANDO TI SEI SVEGLIATO


Quando ti sei svegliato questa mattina ti ho osservato
e ho sperato che tu mi rivolgessi la parola
anche solo poche parole, chiedendo la mia opinione
o ringraziandomi per qualcosa di buono che era accaduto ieri.
Però ho notato che eri molto occupato a cercare il vestito giusto da metterti per andare a lavorare.
Ho continuato ad aspettare ancora mentre correvi per la casa
per vestirti e sistemarti e io sapevo che avresti avuto del tempo
anche solo per fermarti qualche minuto e dirmi “Ciao”.
Però eri troppo occupato.
Per questo ho acceso il cielo per te, l’ho riempito di colori
e di dolci canti di uccelli per vedere se così mi ascoltavi
però nemmeno di questo ti sei reso conto.
Ti ho osservato mentre ti dirigevi al lavoro e ti ho aspettato
pazientemente tutto il giorno.
Con tutte le cose che avevi da fare,
suppongo che tu sia stato troppo occupato per dirmi qualcosa.
Al tuo rientro ho visto la tua stanchezza
e ho pensato di farti bagnare un po’ perché l’acqua si portasse via il tuo stress.
Pensavo di farti un piacere perché così tu avresti pensato a me
ma ti sei infuriato e hai offeso il mio nome,
io desideravo tanto che tu mi parlassi, c’era ancora tanto tempo.
Dopo hai acceso il televisore, io ho aspettato pazientemente,
mentre guardavi la tv, hai cenato, però ti sei dimenticato
nuovamente di parlare con me, non mi hai rivolto la parola.
Ho notato che eri stanco e ho compreso il tuo desiderio di silenzio
e così ho oscurato lo splendore del cielo, ho acceso una candela,
in verità era bellissimo, ma tu non eri interessato a vederlo.
Al momento di dormire credo che fossi distrutto.
Dopo aver dato la buonanotte alla famiglia
sei caduto sul letto e quasi immediatamente ti sei addormentato.
Ho accompagnato il tuo sogno con una musica,
i miei animali notturni si sono illuminati,
ma non importa, perché forse nemmeno ti rendi conto
che io sono sempre lì per te.
Ho più pazienza di quanto immagini.
Mi piacerebbe pure insegnarti ad avere pazienza con gli altri,
Ti Amo tanto che aspetto tutti i giorni una preghiera,
il paesaggio che faccio è solo per te.
Bene, ti stai svegliando di nuovo e ancora una volta
io sono qui e aspetto senza niente altro che il mio amore per te,
sperando che oggi tu possa dedicarmi un po’ di tempo.
Buona giornata. Tuo papà Dio.
Jesus2-1
(dolceamara)

Voi vorreste conoscere il segreto della morte?


Sulla morte di Kahlil Gibran
Allora Almitra parlò dicendo: Ora vorremmo chiederti della Morte.
E lui disse:
Voi vorreste conoscere il segreto della morte.
ma come potrete scoprirlo se non cercandolo nel cuore della vita?
Il gufo, i cui occhi notturni sono ciechi al giorno, non può svelare il mistero della luce.
Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita.
poiché la vita e la morte sono una cosa sola, come una sola cosa sono il fiume e il mare.
Nella profondità dei vostri desideri e speranze, sta la vostra muta conoscenza di ciò che è oltre la vita;
E come i semi sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna la primavera.
confidate nei sogni, poiché in essi si cela la porta dell’eternità.
La vostra paura della morte non è che il tremito del pastore davanti al re che posa la mano su di lui in segno di onore.
In questo suo fremere, il pastore non è forse pieno di gioia poiché porterà l’impronta regale?
E tuttavia non è forse maggiormente assillato dal suo tremito?
Che cos’è morire, se non stare nudi nel vento e disciogliersi al sole?
E che cos’è emettere l’estremo respiro se non liberarlo dal suo incessante fluire, così che possa risorgere e spaziare libero alla ricerca di Dio?
Solo se berrete al fiume del silenzio, potrete davvero cantare.
E quando avrete raggiunto la vetta del monte, allora incomincerete a salire.
E quando la terra esigerà il vostro corpo, allora danzerete realmente.

 

Un negozio davvero speciale


Sulla via principale della città c’era un negozio originale. Un’ insegna luminosa diceva: “DONI di DIO” .
Un bambino entrò e vide un angelo dietro il banco; sugli scaffali c’erano grandi scatole di tutti colori.
“Cosa si Vende?” chiese incuriosito L’angelo rispose. “Ogni ben di Dio! Vedi nella scatola rossa c’è l’amore, l’arancione contiene la fratellanza, in quella azzurra c’è la fede, nella blu la pace e nell’indaco salvezza.”
“E quanto costa questa merce?” “Sono doni di Dio e non costano niente”
“Che bello! Allora dammi: dieci quintali di fede, una tonnellata di amore, un quintale di speranza, un barattolo di fratellanza e tutto il negozio di pace..”
L‘angelo si mise a servire il bambino. In un attimo confezionò un pacchetto piccolo piccolo come il suo cuore. “Ecco, sei servito!” disse l’angelo porgendo il pacchettino.
“Ma come così piccolo ?”
“Certo, nella bottega di Dio non si vendono frutti maturi, ma piccoli semi da coltivare.” Vai nel mondo e fai germogliare i doni che Dio ti ha dato!can-stock-photo_csp8901401

Ma davvero Dio ci castiga?


voglio proporvi questa riflessione:

secondo voi dio ci castiga?

ricordate il passo dell’atto di dolore dove diciamo….

« Mio Dio,

mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati,
perché peccando ho meritato i tuoi castighi……etc etc …>>

in queste righe affermiamo che il castigo esiste.

 Ed  in realtà nella mentalità comune dei nostri giorni  questo contrasta con il messaggio del Padre misericordioso che perdona sempre i suoi figli.

Qui allora diventa utile precisare che il 

il verbo castigare, che deriva dal latino, nel suo significato originario significa “correggere”. Il castigo è quindi una correzione di Dio, una “lezione” che Dio ci da, Egli agisce così solo per il nostro bene, per evitarci un male e una sofferenza infinitamente peggiori. Mettiamoci bene in testa che non esistono  castighi come  espressione di un desiderio di vendetta,  ma sono  bensì un’amorevole correzione dal quale trarre insegnamento.

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richiamo merce


Questo richiamo non riguarda un’automobile o un frullatore da cucina … ma riguarda tutta l’umanità.

Il Padrone di tutti gli esseri umani (Dio) chiede che Gli si rispediscano indietro tutte le Sue opere, di qualsiasi tipo e di qualsiasi anno, per un grave difetto negli organi vitali e centrali del cuore.

Questo dipende da un grave anomalia nel funzionamento del codice sui prototipi originali, chiamati Adamo ed Eva, che ha avuto il risultato di ripetere lo stesso difetto in tutti gli altri esseri viventi…

 Questo difetto originale è stato identificato: «SIN: Subsquential Internal Non-morality» cioè “Conseguenze Interne di Assenza di Moralità”. È più comunemente conosciuto sotto il nome di Peccato (SIN in inglese).

Ecco alcuni sintomi:

  1. Perdita di direzione
  2. Linguaggio volgare, insulti
  3. Amnesia riguardo alle proprie origini
  4. Mancanza di pace e di gioia
  5. Comportamento egoista e violento
  6. Depressione o disordini psicologici
  7. Paura
  8. Idolatria
  9. Ribellione

Il Creatore, che non è responsabile di questo difetto, propone una riparazione autorizzata dal costruttore ed un servizio senza spese per correggere l’anomalia.

Il Tecnico “Gesù Cristo” ha molto generosamente offerto di assumersi l’intera responsabilità ed il costo di queste riparazioni. Non sarà richiesto nessun pagamento addizionale.

Il numero da chiamare per la riparazione, valevole per il mondo intero, è “preghiera”.

Appena connessi, siete pregati di deporre il vostro peso “Peccato”, passando attraverso la procedura “Pentimento”.

Poi, fate il download ed utilizzate la funzione “Riparazione, espiazione” presso il tecnico Gesù Cristo, nel cuore stesso del sistema.

Qualunque sia la grandezza del difetto, piccolo o grande, Gesù Cristo lo sostituirà con:

  1. Amore
  2. Gioia
  3. Pace
  4. Pazienza
  5. Gentilezza
  6. Bontà
  7. Fedeltà
  8. Dolcezza
  9. Autocontrollo

Siete pregati di leggere le istruzioni per l’utilizzo nella “Bibbia” (in inglese “Bible” – Best Instructions Before Leaving Earth – Migliori consigli prima di lasciare la terra).

 

Avvertimento: se continuate ad utilizzare gli elementi difettosi dell’essere umano senza la riparazione proposta dal costruttore, la garanzia verrà annullata, provocando una serie di pericoli e di problemi troppo numerosi e gravi per citarli. Ne risulterà una confisca, un richiamo permanente dell’elemento “essere umano”.

Pericolo: gli elementi umani difettosi che non rispondono a questo richiamo sotto garanzia, dovranno essere destinati alla fornace di distruzione. Il difetto “Peccato” non permette l’ingresso nel cielo per evitare la contaminazione di questo luogo.

Vi ringraziamo per la vostra attenzione

Firmato: Dio

cos’è morire???


 hai paura della morte ?

la morte: un punto in comune tra tutti gli esseri viventi. ma riflettiamo un attimo sulla morte degli esseri umani. tu hai paura di morire? se si, ti sei chiesto perchè? chissà quante volte ci saremo chiesti, cosa c’è dopo la nostra vita terrena, sicuri che davvero ci sia qualcosa? spesso si dice che si ritorna là dove eravamo prima di nascere :-((, si ma dove eravamo prima di venire al mondo?  gli atei ci paragonano a degli animali negando che ci sia un’anima che sopravviva al corpo-quindi per loro la morte è la fine di tutto. secondo alcuni culti orientali  ( buddisti,induisti…)credono nella teoria della reincarnazione, quindi per loro la morte è solo un passaggio, l’anima continua a passare da un essere umano all’altro. le religioni africane insegnano che i morti diventano spiriti prottetori, ma chi muore di morte violenta, i disabili e i bambini rimangono spiriti vaganti e a volte anche pericolosi. La religione Ebraica si basa sull’Antico Testamento (i primi 39 libri della Bibbia), e insegna che vi sarà la risurrezione di tutti gli esseri umani dopo il Giudizio finale da parte di Dio. inoltre, insegna che quando si muore, l’anima lascia il corpo e raggiunge tutte le altre anime che riposano nello Sheol (regno dei morti). la religione Islamica – che, lo ricordiamo, fu basata parzialmente sull’Ebraismo – insegna l’esistenza dell’anima, e l’esistenza di un giorno destinato al Giudizio finale (chiamato “l’ultimo giorno”). L’Islam insegna che chi non crede in Allah è destinato all’inferno; chi invece è stato sufficientemente giusto potrà contemplare Allah. Alcune sette pseudocristiane come i Testimoni di Geova insegnano a non credere nel cielo e nell’inferno, e fondono il concetto di paradiso con quello di vita terrena. Il loro pensiero è che i morti che saranno stati sufficientemente giusti, un giorno ricominceranno a vivere “una nuova vita su una terra paradisiaca” (in questo mondo)-   il Cattolicesimo, rifacendosi in parte alla Bibbia ma anche, in larga misura alle tradizioni religiose romane, insegna che quando si muore esistono tre destinazioni possibili per l’anima del defunto: paradiso, inferno, e purgatorio (la Bibbia invece parla soltanto dei primi due, e ammette due sole condizioni possibili per i defunti: salvati, e non salvati). Secondo la chiesa cattolica, il purgatorio è un luogo di tormento dove vanno coloro che muoiono in grazia, a espiare la pena dovuta per i loro peccati. I parenti che vogliono aiutare un defunto a uscire del purgatorio possono rivolgersi alla chiesa cattolica, la quale effettuerà una messa di suffragio per “aiutarli”. Il Cattolicesimo inoltre, come certe religioni africane, insegna che i defunti ci ascoltano e ci aiutano, e che vanno pregati. attenzione però: occorre  distinguere tra la cessazione della vita fisica e la morte eterna.La morte eterna,si intende  la vita senza Dio, una vita di sofferenza dopo la morte terrena-

Il vero dilemma allora è questo: dove andrà il mio spirito dopo che il mio corpo fisico muore? Se il mio spirito è eterno, dove passerò il resto dell’eternità: con Dio, o separato da Dio?

Esistono 2 casi:

1) Senza il peccato.

Se al momento della mia morte sono senza peccato vuol dire che sono unito a Dio nello spirito, non c’è più alcuna separazione. Se sono unito a Dio nello spirito, quando il mio corpo muore, il mio spirito andrà direttamente da Dio ed io vivrò per l’eternità con Lui. Senza il peccato, io ho accesso alla presenza di Dio per sempre. Questa è la vita eterna, il poter vivere con Dio eternamente, insieme a Lui.

2) Con il peccato.

Se invece quando muoio sono nel peccato, io non sono unito a Dio nello spirito e non posso riconciliarmi con Lui. Il peccato mi separa da Dio e non mi permette di vivere con Lui, perché Dio è Santo e non può convivere con il peccato. Morendo nel peccato, sono costretto a vivere per l’eternità separato da Dio.

in questa poca esperienza di vita che ho fatto, mi sono accorta piu’ volte che chi non crede, vive il momento  doloroso della morte di un loro caro in modo davvero penoso, non trovano pace, rodono i loro giorni desolati nella loro afflizione, sono sempre arrabbiati anche con Dio, e imputano a lui la responsabilità del loro lutto. chi crede, soffre certamente per la perdita del proprio caro ma in cuor suo ha la consapevolezza che ha solo iniziato una nuova vita e lascia da parte l’egoismo di volerlo ancora tutto per se ed accetta con fede ciò che  succede. ma attenzione: non accetta con rassegnazione, perchè tanto non c’è via  d’uscita- ma con amore, perchè ha fede. Quando Giovanni, nell’Apocalisse 22,13, fa dire al suo Cristo: “Il sono il Primo e l’Ultimo, l’Alfa e l’Omega, l’Inizio e la Fine, l’Origine e il Punto d’arrivo” probabilmente aveva davvero compreso già tutto.  la cosa su cui bisognerebbe riflettere è  perché il mondo animale non ha consapevolezza della morte?perché solo l’essere umano lo percepisce chiaramente ?

E’ come se tra l’alfa e l’omega vi fosse qualcosa di così peculiare da non essere percepito dal mondo animale. Gli animali vivono il processo in maniera, istintiva.

Perché invece questo processo è per l’essere umano così peculiare? Il motivo forse risiede nel fatto che nello spazio intermedio che separa l’inizio dalla fine, l’essere umano si gioca tutte le possibili forme della propria libertà. Cioè all’essere umano è stata data la facoltà di scelta e quindi la consapevolezza di dover fare la scelta migliore, quella più conforme alla sua natura originaria. se pensiamo alle esperienze di vita, molto più importante  è il dolore, anche perché di questo noi possiamo conservare un ricordo, che poi può servirci per sopportare meglio il dolore la volta successiva.

essoci fortifica, la morte ci distrugge o, se vogliamo, ci libera dal peso di un dolore insopportabile, sempre che la morte sia per così dire “naturale” e non ci colga di sorpresa.

Noi possiamo avere esperienza solo della morte altrui, che ci addolora in misura proporzionale ai sentimenti provati per quella persona in vita.

Il motivo  base per cui non riusciamo ad accettare la morte è dovuto al fatto egoistico  che per istinto rifiutiamo l’idea che ci venga a mancare una persona amata. Ma una vita che abbia condotto un’esistenza normale, di regola avverte la morte come un fenomeno naturale, che pone fine a una vita che si sta logorando. E’ proprio la consapevolezza di veder deperire fisicamente il corpo che induce a vedere la morte come una soluzione liberatoria.

Anzi, si potrebbe dire che si avverte la fine come prossima quando la vita in generale,  viene percepita come un peso insopportabile.

Il corpo è un involucro soggetto a decomporsi: quando si comincia ad avere consapevolezza di questo, si comincia anche a desiderare di vivere una nuova condizione.

Se la morte di un essere umano fosse qualcosa di assolutamente sconvolgente, le sue conseguenze sarebbero irreparabili. Invece la vita continua. Questa stessa espressione generica  che spesso diciamo: “la vita continua” la intendiamo in riferimento a quella terrestre; in realtà dovremmo intenderla in riferimento alla vita in generale-  La vita continua “per tutti” – così andrebbe interpretata. La morte, dunque, è solo trasformazione. Tra vita e morte, dal punto di vista fisico, non c’è alcuna differenza: la morte non è che la modalità del passaggio da una forma di vita a un’altra. non ricordo quale filosofo del passato sosteneva che  non bisognava avere paura della morte -perchè semplicemente quando c’è lei noi non ci siamo- pensavo l’altro giorno quando ho scoperto che esiste una vongola che vive 400 anni (io sapevo la tartaruga sui 200 anni) che siamo fortunati a non avere cosi tanto tempo… non oso immaginare che noia. voi di tutto ciò che idea avete?

 

 

 

 

Porta aperte e porte chiuse


Succede alle volte di inseguire quella che noi crediamo essere un’idea geniale. Allora ci diamo un gran daffare per raggiungere questo scopo, e pensiamo persino di aver ricevuto dal cielo dei segni “soprannaturali” che ci dimostrano che stiamo andando nella giusta direzione: pensiamo che Dio stesso ci stia provando che il nostro progetto avrà certamente successo.

Implicitamente vorremo che Dio non facesse altro che firmare in fondo al “nostro progetto” e tutto andrà a meraviglia. Ma ecco, ad un certo punto, che tutto va a catafascio: la delusione è enorme e diamo la colpa a Dio di non averci aiutato nel nostro meraviglioso progetto. In realtà Dio ha chiuso la porta che noi pensavamo portasse verso la nostra felicità.

Perché ci sono successe queste cose? Perché non ci siamo curati di cercare la volontà di Dio, di capire ciò che Dio ha preparato per la nostra vita … abbiamo voluto fare di testa nostra, pensando di essere perfettamente capaci di costruire la nostra felicità.

Se ti trovi in una situazione simile è arrivato il momento di fermarti e di riflettere bene. Se Dio ti chiude una porta, allora resta nella fede; continua a pensare che Dio ti ama, che non ti abbandonerà mai e che ha preparato un futuro per te. Non cedere allo scoraggiamento e continua a sperare nella bontà di Dio.

Certamente occorrerà attendere, ma Dio ha altro per te. Le porte che Dio apre sono spesso molto più grandi di quelle che puoi vedere tu, con i tuoi occhi limitati dal tempo e dalle circostanze. Se rifletti sulla tua vita, vedrai che Dio senza dubbio ha chiuso delle porte davanti a te per dirigerti verso le Sue.

Dove saresti se non ti avesse chiuso certe porte? Quali benedizioni avresti mancato? Puoi ringraziarlo di averti fermato al momento giusto?

Quante ragazze hanno detto, arrivate a trent’anni: “Grazie Signore perché non mi hai permesso di sposare l’uomo di cui ero innamorata a 18 anni, ma mi hai fatto incontrare più tardi mio marito, che mi ama molto!”

Se Dio chiude delle porte davanti a te, è per aprirne delle grandi.

Ciò non significa che tu non sia responsabile delle tue decisioni. Ma quando tu hai fatto tutto ciò che occorreva fare, che gli hai chiesto il Suo consiglio, che desideri fare la Sua volontà, Dio non ti lascia camminare in una strada senza uscita.

Lui aprirà sicuramente un’altra porta … e sarà quella giusta!

chiedi a Dio saggezza per discernere le porte che apre e quelle che chiude

…dal web…. e sempre condivisa

Per parlare con Dio


 
1) Scegli il prefisso giusto, non comporre un numero a caso.

2) Una conversazione telefonica con Dio non è un monologo.
Non parlare sempre tu, ma ascolta anche Lui che ti parla dall’altro capo.

3) Se la comunicazione si è interrotta,
controlla se sei stato tu a far cadere la linea.

4) Non prendere l’abitudine di chiamare Dio nei casi urgenti.

5) Non telefonare a Dio solo nelle ore a tariffa ridotta
cioè al termine della settimana.
Dovresti riuscire a fare delle brevi chiamate ogni giorno.

6) Ricordati che le chiamate a Dio non costano nulla e sono a Sue spese.

7) Controlla che Dio non ti abbia lasciati
messaggi registrati nella segreteria telefonica.

Nota bene
Se, pur avendo osservato queste regole
la comunicazione risulta difficile o disturbata,
rivolgiti confidenzialmente allo Spirito Santo.
Egli ristabilirà la comunicazione.

Se il tuo apparecchio non funziona più portalo a riparare
in quell’Ufficio riparazioni che è il sacramento del perdono.

Il tuo apparecchio è gratuito a vita
e sarai rimesso a nuovo con un intervento gratuito.
 

 

 

saggezza del mio don


Si racconta di un vecchio eremita: una di quelle persone che per amore a Dio si rifugiano nella solitudine del deserto, del bosco o delle montagne per dedicarsi solamente alla orazione e alla penitenza.
Molte volte si lamentava di essere sempre occupatissimo.
La gente non capiva come fosse possibile che avesse tanto da fare nel suo ritiro.
Ed egli spiegò:
“devo domare due falconi, allenare due aquile, tenere quieti due conigli, vigilare su un serpente, caricare un asino e sottomettere un leone”.
Non vediamo nessun animale vicino alla grotta dove vivi.
Dove sono tutti questi animali?
Allora l’eremita diede una spiegazione che tutti compresero.
“Questi animali li abbiamo dentro di noi”.
I due falconi, si lanciano sopra tutto ciò che gli si presenta, buono e cattivo.
Devo allenarli prché si lancino solo sopra le buone prede…
Sono i miei occhi
Le due aquile con i loro artigli feriscono e distruggono.
Devo allenarle perché si mettano solamente al servizio e aiutino senza ferire…
Sono le mie mani
E i conigli vanno dovunque gli piaccia, tendono a fuggire gli altri e schivare le situazioni difficili.
Gli devo insegnare a stare quieti anche quando c’è una sofferenza, un problema o qualsiasi cosa che non mi piaccia…
Sono i miei piedi
La cosa più difficile è sorvegliare il serpente anche se si trova rinchiuso in una gabbia con 32 sbarre.
È sempre pronto a mordere e avvelenare quelli che gli stanno intorno appena si apre la gabbia, se non lo vigilo da vicino, fa danno…
E’ la mia lingua
L’asino è molto ostinato, non vuole fare il suo dovere.
Pretende di stare a riposare e non vuole portare il suo carico di ogni giorno…
E’ il mio corpo
Finalmente ho necessità di domare il leone, vuole essere il re, vuole essere sempre il primo,
È vanitoso e orgoglioso…

Questo è… il mio cuore 
 

figli di un dio maggiore


Ciao,premetto che questo argomento secondo me è molto delicato,e  sono la prima a dire che non ho nessuna certezza in merito, ma stanotte riflettevo sull’effettiva esistenza degli alieni.
Io non li ho mai incontrati, ma ormai è discutere comune dell’argomento come se tutti avessero un alieno x amico. Non escludo affatto che nell’universo ci possano essere altre forme di vita, sia piu’ evolute della nostra, sia semplici batteri che spaziano qua e là. Credo anche che una civiltà evoluta possa entrare in contatto con noi, e che magari ci stia provando da diverso tempo, ma  forse non siamo ancora riusciti a decifrare il loro modo ci comunicare.
Bene, detto ciò, mi chiedevo se gli ipoteci alieni avessero lo stesso nostro dio.
bella domanda…x noi cattolici cristiani che intendiamo -dio- come creatore del cielo e della terra e di ogni forma di vita, è facile pensare che sia lo stesso dio anche x loro.
L’ipotesi che esista un dio alieno, fa a pugni con il mio modo di vedere, perchè penso che la stessa definizione di dio stesso nn avrebbe allora piu’ significato e non sarebbe più accettabile.
Ammettiamo dunque, che  gli alieni abbiano lo stesso nostro dio, ora però  mi chiedo come possono aver ascoltato il messaggio di gesù cristo?, quindi la crocifissione di gesù salverà anche e.t.?
è un discorso complicato, e magari come lo espongo anche contorto 😦
ma non posso credere che ogni pianeta abbia avuto un proprio gesù…
quindi, con le mie idee confuse concludo dicendo che siamo tutti figli dello stesso dio.
resto in attesa  dei vostri preziosi pensieri. perchè l’argomento mi affascina ….un abbraccio grande e stritoloso….

ps: spero di non aver urtato la sensibilità di nessuno in fatto di fede…

365 giorni dopo si arriva al giro di boa


Oggi sono venuta a trovarti

ho accarezzato la tua foto

come se potessi accarezzare te

mi manchi papà…

Pensavo che la tua morte,

fosso un dolore insopportabile da sopportare

ma ho capito invece

che la tua vita è stata un Dono d’ amore

che mi ha fatto crescere.

Però ora a differenza dei primi giorni

ho male al cuore in modo fisico…

come se fosse chiuso in un pugno…

stretto stretto

ti sento vicino a me..

io vengo da te, ma lo so che tu non sei qui…

io ti sento nell’orizzonte infinito

ti sento al cospetto di Dio

ti sento nel sangue che ho nelle vene

tu ora non vedi, penserebbe qualcuno…

invece si sbaglia! –  tu vedi con i miei occhi,senti con le mie orecchie

e sei in ogni battito del mio cuore.

si pensa che nascendo si inizia il cammino

ma non è così, in realtà

siamo sulla ruota della vita e

la fine è l’ inizio e

l’inizio è la fine.

ciao papà, tienimi stretta a te.

Rosa

 

belìn ….


un’altro giorno sta finendo, e mi ritrovo qui come tutte le altre sere sufficientemente stanca da pensare di crollare appena mi sdraio. ed invece no. 😥 5 molte sere, dopo il primo segno di sonnolenza prendono il sopravvento pensieri senza senso che dominano il controllo della mia mente. generalmente, x prima cosa faccio una telefonata a dio, chiedendogli di perdonarmi,e di accettare quel poco di buono  -se -l’ho fatto  durante questa giornata. prego per le persone che hanno bisogno del suo sostegno, e se mi metto a pensarle una ad una sono talmente tante che se soffrissi d’insonnia semplice potrei fare a meno di contare le pecore.:schock: troppe persone che soffrono nel corpo con malattie e nello spirito ed il mio cuore batte cosi forte che poi mi agito e quella leggera sensazione di sonnolenza mi passa. sto quasi decidendo di non pregare piu’ … almeno alla sera prima di dormire, ma nn è facile… xkè è come chiedere di non pensare: pensando… poi è inevitabile ringraziare e fare il punto del proprio operato quotidiano.belin, è un casino…. 😕

💡 spesso cerco poi di iniziare a comando un bel pensiero, x addormentarmi con il sorriso sulle labbra… ma nn riesco a tenere il filo del discorso, e flash improvvisi illuminano i pensieri con altri che nn hanno nulla a che fare ma che già solo il fatto che mi <disturbano la quiete> mi indispongono al sonno. una volta quando ero stanca piombavo e stop… ora sembra che come mi metto a letto mi si accende il cervello… riesco anche ad arrivare a pensare a cosa cucinare x l’indomani.

c’est pas possible!!!  👿

non consigliatemi di prendere qualcosa….. lo so,– il mio corpo mi manda dei segnali e devo essere in grado di decifrarli, ora mi sta dicendo che forse è stanco… anche se nn lavoro, e mi vergogno  un pò a dire il vero nn avere lo stesso verve che avevo qualche anno fa come quando lavoravo in fabbrica e la fatica fisica oltre che l’attenzione mentale era davvero tanta. ma si sa, la vita ci mette davanti film che nn avremmo voluto vedere ma in cui nn siamo solo chiamati a vederli da spettatore ma anche interpretarli e provare sulla pelle ogni singola emozione, peccato che i produttori sembrano piu’ interessati alle trame di film un pò -impegnate- a volte ci  piacerebbe anche vivere una commedia un pò sempliciotta che xò magari riescisse a strapparci  qualche risata… ma  di quelle pellicole se ne vedono poche in giro…quindi nn ci resta che vivere ciò che il ns produttore ci fornisce, prendendo sempre il meglio anche dagli sketch piu’ brutti che nn avremmo mai voluto interpretare, sperando magari domani in oscar “paradisiaco” ..tipo qualche bonus da spenderci lassù per aver saputo affrontare con lo spirito giusto le prove che qui ci complicano a volte la vita.:mrgreen:

dopo queste parole volevo lasciarvi la mia buona notte… nn ve la sto gufando… hahhah… 😮 …tranquilli , !! vi voglio bene nn lo farei mai ❗