DOMENIKON: un immenso senso di vergogna. 16 febb 1943


La strage di Domenikon è una violenta azione di rappresaglia commessa dall’esercito italiano nel corso della Campagna di Grecia che provocò la morte di circa 150 uomini. L’episodio rappresenta uno dei più efferati crimini di guerra commessi dall’Italia durante la Seconda guerra mondiale.Domenikon è un villaggio della Grecia centrale situato in Tessaglia nei cui dintorni, poco prima della strage, un attacco partigiano aveva provocato la morte di nove soldati italiani. Il generale della 24ª Divisione fanteria “Pinerolo” Cesare Benelli, ordinò la repressione: centinaia di uomini circondarono il villaggio, rastrellarono la popolazione e catturarono più di 150 uomini dai 14 agli 80 anni. Li tennero in ostaggio fino a che, nel cuore della notte, procedettero alla fucilazione.Questo episodio non fu sporadico:ma fu il primo di una serie di episodi repressivi nella primavera-estate 1943 conseguenti a una circolare del generale Carlo Geloso, comandante delle forze italiane di occupazione, in cui per ciò che concerne la lotta ai ribelli si adottò il principio cardine della responsabilità collettiva, per annientare il movimento partigiano, quindi, andavano annientate le comunità locali.L’evento, per molto tempo dimenticato, è stato ricostruito nel documentario televisivo di Giovanni Donfrancesco La guerra sporca di Mussolini, andato in onda per la prima volta il 14 marzo del 2008 su History Channel. In Italia esso non è andato mai in onda sulla RAI, dichiaratasi ‘disinteressata al progetto’  ma è stato trasmesso il 3 gennaio 2010 alle 14.05 su Rete 4. Il 16 febbraio del 2009 per la prima volta l’Italia ha chiesto scusa alla Grecia, tramite il suo ambasciatore ad Atene, per questo eccidio.candele 42

 

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