L𝓪 𝓿𝓲𝓻𝓰𝓸𝓵𝓪 è 𝓵𝓪 𝓹𝓸𝓻𝓽𝓪 𝓰𝓲𝓻𝓮𝓿𝓸𝓵𝓮 𝓭𝓮𝓵 𝓹𝓮𝓷𝓼𝓲𝓮𝓻𝓸.


“Se l’uomo sapesse realmente il valore che ha la donna andrebbe a quattro zampe alla sua ricerca.”

Se sei donna, certamente metteresti la virgola dopo la parola “donna”.
Se sei uomo, certamente la metteresti dopo la parola “ha”.

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Tu le hai tutte queste qualità?


Pensi di essere una persona eccezionale?-
ecco, il time ci viene in aiuto pubblicando alcune caratteriste per determinare se lo sei
  • Gentilezza
La gentilezza è una dote naturale per le persone eccezionali. Trattano tutti allo stesso modo, con educazione e tatto. Per qualcuno la gentilezza è sinonimo di debolezza mentre in genere è sintomo di forza interiore. Le persone eccezionali sono gentili con tutti e possono amare qualcuno che magari non li sopporta.
  • Compostezza
Compostezza è sinonimo di autocontrollo. Le persone eccezionali sanno accettare ogni sfida senza turbamenti e sanno che la compostezza può anche limitare screzi. I “migliori” sanno reagire, sanno difendere, chiarire o controllarsi in ogni situazione e inoltre sanno di non essere presuntuosi.
  • Coraggio
Le persone eccezionali sono disposte ad osare molto nella vita. Sanno che serve coraggio sia per affrontare la vita sia per cambiare se stessi. Inoltre sanno quando è opportuno prendere rischi per inseguire i propri sogni. Una persona coraggiosa è quella che è disposta a fare cose coraggiose.
  • Equilibrio
Le persone eccezionali sono coloro che hanno una discreta fiducia in loro stessi e che sanno affrontare la realtà con equilibrio. Hanno fiducia nei propri mezzi e sanno come contrastare le situazioni avverse senza perdere il loro obiettivo.
  • Convinzione
Le persone eccezionali sanno cosa vogliono e sanno come prenderselo per raggiungere la felicità. Per loro ogni situazione è una sfida nuova, diversa, emozionante, che li aiuta a combattere la negatività. In modo da poter vivere sempre come vogliono
  • Intelligenza
L’intelligenza per loro è sinonimo di conoscenza. Ma influenza anche il campo delle emozioni, con la consapevolezza dei propri schemi emotivi e della flessibilità necessaria per gestire ogni sfida così da sbloccare qualsiasi situazione. Grazie all’intelligenza è possibile per le persone eccezionali affrontare la vita senza paura.
  • Altruismo
Le persone eccezionali sono altruiste e sanno che la vita non può essere incentrata tutta su di loro. Sanno essere orgogliosi degli altri, dei loro successi e della loro gloria. Si accontentano del proprio successo e dei propri traguardi ma allo stesso tempo vogliono il meglio per tutti.
  • Sincerità
Le persone eccezionali sanno essere sincere senza pudori. Vivono la loro vita con pazienza e sanno aspettare senza farsi prendere dalla tensione.
  • Amore
Una persona che sa donare amore indipendentemente da ciò che riceve è un tesoro prezioso che va tutelato. Per le persone eccezionali amare è un verbo e lo danno senza interessi o necessità di avere qualcosa in cambio. Costoro hanno il cuore caldo nei confronti degli altri e di sé stessi. Per loro l’amore è una forma di disciplina.

io penso di avere un pò tutto in piccole dosi… a parte il coraggio che penso proprio sia inesistente… quindi sono in formato bonsai.. e ho molta strada da fare ancora- grazie al web ho ritrovato questa bella poesia

 Se.
Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno colpa.
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo però considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;
Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.
Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c’è più nulla
Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”
Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!

Desideri


Una donna sta passeggiando in un bosco alla ricerca di funghi, quando
s’ imbatte in un’antica lampada ad olio; inizia subito a strofinarla e
appare il Genio: “Posso avere i miei tre desideri?”
“No. A causa dei cattivi tempi, della recessione, della
globalizzazione, dell’inflazione, degli scioperi e di tutte le altre
menate mondiali, oggi come oggi posso offrirti un solo desiderio
da esaudire.”
La donna allora prende una cartina geografica e dice: “In tal caso,
vorrei la pace in Medio Oriente. Vedi questa cartina? Vorrei che
questi Paesi la smettessero di farsi la guerra!”
Il Genio butta un occhio alla cartina e sbotta: “Ma accidenti, questi
paesi sono in guerra da tempi lontanissimi! Non credo di poterci fare
niente, sono potente ma non così tanto! Assolutamente niente da fare.
Non pensarci neppure! Neanche se chiedessi l’aiuto del mio Maestro
potrei riuscire a realizzare questo desiderio. Lascia perdere!
Dai, chiedimi qualche altra cosa.”
La donna ci pensa un po’, e poi dice: “Non sono mai riuscita a trovare
l’uomo giusto: un uomo sensibile e affettuoso, colto ed intelligente,
che mi faccia ridere, che mi rispetti, che sappia capirmi e sostenermi,
che sia un amante premuroso e mi riempia di complimenti, che mi faccia
sentire bella e desiderata, che non passi tutto il tempo a guardare il
calcio in tv, che mi porti ogni giorno la colazione a letto e
che non mi tradisca…”
E il genio sospirando: “… Dai qua, fammi rivedere un po’
sta cazzo di cartina…!

Oltre alle gambe c’è di più.


 

Ma quanto  sono belli questi versetti del libro dei proverbi, li ho sempre letti con una sorta di ammirazione nei confronti di questa donna che dedica il suo essere Persona  nei confronti del marito  e della famiglia. 

Forse direte che sono anacronistici, che la società di oggi ci vorebbe diverse… ma a me piace pensare che ci sono ancora molte donne che esprimono la loro femminilità cosi e non mostrando il corpo.

 Lo scriba non parla mai di sentimenti né di bellezza, tanto effimera quanto opinabile: non vuole una donna ideale secondo i criteri di certi concorsi oggi in gran voga, che ci torturano per settimane sui giornali e che riducono la donna, con la sua complicità, ad una specie di elegante accessorio; lo scriba enuncia bensì un progetto di vita destinato a durare e nel quale la donna ha un ruolo economico consapevole.

E’ una donna di carattere, per dirla in poche parole.

E’ una donna che incarna la Sapienza –

Se notate l’autore li ha scritti in modo acrostico, 

infatti ogni lettera iniziale corrisponde all’alfabeto ebraico

 

Proverbi 31,10-31

 

Alef
10 Una donna perfetta chi potrà trovarla?
Ben superiore alle perle è il suo valore.

Bet
11 In lei confida il cuore del marito
e non verrà a mancargli il profitto.

Ghimel
12 Essa gli dà felicità e non dispiacere
per tutti i giorni della sua vita.

Dalet
13 Si procura lana e lino
e li lavora volentieri con le mani.

He
14 Ella è simile alle navi di un mercante,
fa venire da lontano le provviste.

Vau
15 Si alza quando ancora è notte
e prepara il cibo alla sua famiglia
e dà ordini alle sue domestiche.

Zain
16 Pensa ad un campo e lo compra
e con il frutto delle sue mani pianta una vigna.

Het
17 Si cinge con energia i fianchi
e spiega la forza delle sue braccia.

Tet
18 È soddisfatta, perché il suo traffico va bene,
neppure di notte si spegne la sua lucerna.

Iod
19 Stende la sua mano alla conocchia
e mena il fuso con le dita.

Caf
20 Apre le sue mani al misero,
stende la mano al povero.

Lamed
21 Non teme la neve per la sua famiglia,
perché tutti i suoi di casa hanno doppia veste.

Mem
22 Si fa delle coperte,
di lino e di porpora sono le sue vesti.

Nun
23 Suo marito è stimato alle porte della città
dove siede con gli anziani del paese.

Samech
24 Confeziona tele di lino e le vende
e fornisce cinture al mercante.

Ain
25 Forza e decoro sono il suo vestito
e se la ride dell’avvenire.

Pe
26 Apre la bocca con saggezza
e sulla sua lingua c’è dottrina di bontà.

Sade
27 Sorveglia l’andamento della casa;
il pane che mangia non è frutto di pigrizia.

Kof
28 I suoi figli sorgono a proclamarla beata
e suo marito a farne l’elogio:

Res
29 «Molte figlie hanno compiuto cose eccellenti,
ma tu le hai superate tutte!».

Sin
30 Fallace è la grazia e vana è la bellezza,
ma la donna che teme Dio è da lodare.

Tau
31 Datele del frutto delle sue mani
e le sue stesse opere la lodino alle porte della città.

barre13

La donna e la cipolla


C’era una volta una donna molto cattiva, che morì senza lasciarsi dietro nemmeno un’azione virtuosa. I diavoli l’afferrarono e la gettarono in un lago di fuoco. Ma il suo angelo custode era là e pensava: «Di quale sua azione virtuosa mi posso ricordare per dirla a Dio?». Alla fine gliene tornò in mente una e la riferì a Dio: «Ha sradicato una cipolla dal suo orto e l’ha data a una mendicante». Dio gli rispose: «Prendi dunque quella stessa cipolla e tendigliela nel lago, che vi si aggrappi e la tenga stretta: se riuscirai a tirarla fuori dal lago, vada in paradiso; se invece la cipolla si strapperà, la donna rimanga dove si trova». L’angelo corse dalla donna e le tese la cipolla: «Su, donna», le disse, «attaccati e tieniti stretta». E si mise a tirarla cauta mente; l’aveva già quasi tratta in salvo quando gli altri peccatori che erano nel lago cominciarono ad aggrapparsi tutti a lei, per essere anch’essi tirati fuori. Ma la donna era cattiva cattiva e si mise a spararcalci contro di loro, protestando: «È me che si tira e non voi, la cipolla è mia e non vostra». Appena ebbe detto queste parole, la cipolla si strappò. E la donna cadde nel lago dove brucia ancora. All’angelo non rimase che allontanarsi piangendo.

Da un racconto di F.M.Dostoevskij- web

la donna!!!


Quando il Signore fece la donna era il suo sesto giorno di lavoro, facendo straordinari. Apparve un angelo e disse: “Perché usi tanto tempo nel fare questo?” ed il Signore rispose “Hai visto il formulario delle specifiche che possiede? Deve essere completamente lavabile ma non di plastica, ha 200 parti mobili tutte sostituibili, funziona a caffè e resti di pranzo, ha un grembo nel quale stanno due bambini allo stesso tempo, possiede un bacio che può curare qualsiasi cosa, da un ginocchio sbucciato ad un cuore rotto, ed ha 6 paia di mani”. L’angelo era sorpreso da tutti i requisiti che la donna possedeva.
“Sei paia di mani! Non è possibile!” “Il problema non sono le mani, sono i 3 paia di
occhi che le madri devono avere” rispose il Signore. “Tutto questo nel modello standard?” chiese l’Angelo. Il Signore assentì con il capo. “Sì, un paio di occhi servono affinché possa vedere attraverso una porta chiusa chiedendo ai figli cosa stanno facendo, nonostante lo sappia. Un altro paio sono nella parte posteriore della testa per vedere cose che ha bisogno di conoscere nonostante nessuno pensi che sia necessario. Il terzo paio sono nella parte anteriore della testa. Questi cercano i figli smarriti e dice loro che li capisce e li ama comunque senza bisogno di dire una parola.”
L’Angelo cercò di fermare il Signore “Questo è un carico di lavoro troppo grande per la donna!”
Ascolta il resto delle specifiche!”, protestò il Signore. “Si cura da sola quando è ammalata, può alimentare una famiglia con qualsiasi cosa e può far sì che un bambino di 9 anni resti sotto la doccia”. L’Angelo si avvicinò e toccò la donna “Però l’hai fatta tanto morbida,Signore”. “Lei è morbida e dolce, disse il Signore, però allo stesso tempo l’ho fatta forte. Non hai alcuna idea di quanto possa essere resistente e di quanto possa sopportare”. “Potrà pensare?” chiese l’Angelo.
Il Signore rispose “non solo sarà capace di pensare ma anche di ragionare e di negoziare”.
L’Angelo notò qualcosa, si stirò e toccò la guancia della donna. “Oh,sembra che questo modello abbia una perdita. Glielo ho detto che stava cercando di metterci troppe cose!” “Questa non è una perdita, obiettò il Signore, questa è una lacrima!” “E a cosa servono le lacrime?” chiese l’Angelo. Il Signore disse “Le lacrime sono la forma nella quale esprime la sua allegria, il suo dolore, il disincanto, la solarità, il suo orgoglio”.
L’angelo era impressionato. “Sei un genio Signore. Hai davvero pensato a tutto, visto che le donne sono veramente meravigliose!”
Ed aggiunse: “Le donne hanno una forza che meraviglia gli uomini. Crescono i figli, sopportano le difficoltà, portano carichi pesanti, tacciono quando vorrebbero gridare. Cantano quando vorrebbero piangere. Piangono quando sono felici e ridono quando sono nervose. Litigano per ciò in cui credono. Si sollevano contro le ingiustizie. Non accettano un NO come risposta quando credono che esista una soluzione migliore. Se sono in ristrettezze comprano le scarpe nuove per i figli e non per sé stesse. Accompagnano dal medico un amico spaventato. Sanno che un abbraccio ed un bacio possono aggiustare un cuore rotto. Le donne sono fatte di tutte le misure, le forme ed i colori. Amministrano, volano, camminano o ti mandano e-mail per dirti quanto ti amano. Le donne fanno più che trasmettere luce, portano allegria e speranza, compassione ed ideali. Si, il cuore delle donne è meraviglioso”.

dal web

 

Grazie a te, donna


(Papa Giovanni Paolo II, Lettera di Giovanni Paolo II alle donne del 1995)

Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell’essere umano nella gioia e nel travaglio di un’esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita.

Grazie a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita.

Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità, della tua intuizione, della tua generosità e della tua costanza.

Grazie a te, donna-lavoratrice, impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, culturale, artistica, politica, per l’indispensabile contributo che dai all’elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, ad una concezione della vita sempre aperta al senso del «mistero», alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità.

Grazie a te, donna-consacrata, che sull’esempio della più grande delle donne, la Madre di Cristo, Verbo incarnato, ti apri con docilità e fedeltà all’amore di Dio, aiutando la Chiesa e l’intera umanità a vivere nei confronti di Dio una risposta «sponsale», che esprime meravigliosamente la comunione che Egli vuole stabilire con la sua creatura.

Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani.

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Il monaco e la donna


(Anthony de Mello)

Due monaci buddisti, in cammino verso il monastero, incontrarono sulla riva del fiume una donna molto bella. Come loro, ella desiderava attraversare il fiume, ma l’acqua era troppo alta. Così uno dei due monaci se la pose sulle spalle e la portò all’altra sponda.

Il monaco che era con lui era scandalizzato. Per due ore intere lo rimproverò per la sua negligenza nel rispettare la santa regola: aveva dimenticato che era un monaco? Come aveva osato toccare una donna? E peggio, trasportarla attraverso il fiume? E cosa avrebbe detto la gente? Non aveva screditato la loro santa religione? E così via.

Il monaco rimproverato ascoltò pazientemente l’interminabile predica. Alla fine lo interruppe dicendo: «Fratello, io ho lasciato quella donna al fiume. Non sarà che tu te la stai ancora portando dietro?».

 

 

la prima donna sacerdote in italia


Giorno 11 Maggio 2010, nella chiesa anglicana di All Saints in via Babuino, nel cuore della Città del Vaticano, Maria Vittoria Longhitano, un’insegnate siciliana di 35 anni, è stata ordinata sacerdote. Maria è a tutti gli effetti la prima donna ad essere ordinata sacerdote in Italia.
La cerimonia è stata aperta al pubblico e l’evento è unico per il nostro paese, visto anche la portata sociale e storica. Maria Vittoria ha ricevuto la nomina dal Vescovo Fritz-Rene Muller appartenente alla Chiesa Vetero-cattolica. La Chiesa Vetero-cattolica di Utrecht nasce nel 1853 quando nei Paesi Bassi molti olandesi erano contro alla nomina papale per la carica di Vescovo; si costituì quindi la chiesa dei vetero-cattolici, chiamata anche dei “vecchi cattolici”, in opposizione ai nuovi e mantiene gli antichi dogmi della religione cattolica.

E’ una Chiesa aperta che non fa distinzione di razza, sesso, etnia, dal 1931 è in perfetta comunione con la Chiesa Anglicana ed è quindi fuori dalla giurisdizione papale. Nella Chiesa Vetero-cattolica le donne possono accedere a tutti gli ordini sacri, dal diaconato all’episcopato, così come avviene anche nella Chiesa Anglicana.

Come ha dichiarato Maria Vittoria, la sua ordinazione significa molto anche per la Chiesa Cattolica stessa, in un momento storico non facile per questa: dare la possibilità anche alle donne di seguire la propria vocazione come fanno gli uomini, eliminare i pregiudizi che ci sono nei loro confronti e soprattutto incentivare una riflessione riguardo alla mancanza di figure femminili all’interno del ministero ordinato.

E prosegue: “Finché il sacerdozio femminile resterà una tematica astratta, il pensiero comune sarà condizionato da pesanti barriere di pregiudizi. Quando la gente, invece, entra in contatto con una donna sacerdote, le barriere cadono automaticamente e si spogliano di tutte le connotazioni negative. Questo almeno mi ha insegnato la mia esperienza di diacona.”

donna….un passo avanti


… vi volevo parlare di catia bastioli.

è una ricercatrice che ha avuto un successo mondiale inventando le borse della spesa biodegradabili che si ditruggono in pochi mesi al contrario di quelle di plastica che ci impiegano 2 secoli.

si è impegnata inoltre allo studio dei pneumatici, ottenendo gomme con grande elasticità piu’ resistenti, in modo che l’auto consumi meno e inquini meno di conseguenza…

insomma,  una manager, una ricercatrice, di fama mondiale

donna ed italiana!!!!!!

riconoscete questa donna?


Si chiama Youcef Nabi. È nato in Algeria, vive a Parigi. Ha un’età indefinita tra i 30 e i 50 anni (così, vagamente, lui definisce la sua età), a vederlo non sembra ne un uomo ne una donna – forse le due cose insieme o forse una terza identità – e di mestiere fa il direttore generale internazionale di L’Oréal Paris. Cioè il grande capo di uno dei più grandi, se non il più grande, gruppo di prodotti di bellezza che esiste al mondo (è proprietario anche di Lancòme, Vichy, Kérastase, Biotherm, profumi Giorgio Armani, Helena Rubinstein, Kiehl’s, eccetera).

Sotto la sua responsabilità, ci sono decisioni più coraggiose che inusuali per il mercato e la comunicazione della bellezza, alle quali più di un prodotto, più di una casa di bellezza si sono dovuti adeguare e con le quali hanno dovuto fare i conti. E stato lui, per esempio, a ingaggiare due anni fa Jane Fonda (che aveva 68 anni) per farne una icona di bellezza valida per tutto il mondo, lui a scegliere più recentemente Penelope Cruz, una spagnola, come sintesi delle bellezze diverse che si trovano sul pianeta, ancora lui a fare di Matthew Fox, l’uomo con la barba di tre giorni, il simbolo della mascolinità vulnerabile.

Per anni, non si è mai parlato di lui: quel ragazzo spesso vestito da ragazza, quell’uomo spesso vestito da donna, alla L’Oréal ha fatto tutti i passi necessari per arrivare alla dg (la gavetta, insomma), spinto dalla volontà e dall’intuizione, un po’ guardato con sospetto un po’ anche quasi deriso, un po’ ammirato da chi invece su di lui ha puntato per far evolvere lo stesso slogan inventato da lui anni fa ("Perché io valgo") in un qualcosa di più sostanzioso, più internazionale, più serio, più consapevole e più moderno.

Per anni – eppure sedeva nelle alte sfere del gruppo – la stampa di moda non se ne è occupata, anzi non ne conosceva l’esistenza; poi si è cominciato, come al solito, a banalizzare dicendo che uno dei capi di L’Oréal a Parigi fosse un ‘travestito’ e infine, davanti a tanti successi, i più hanno cominciato a non parlarne. Si sa, nella moda come nella bellezza, le diversità si accettano solo se si tratta di stilisti, di parrucchieri, di truccatori e di commessi. Ma non di manager, soprattutto se guadagnano milioni e milioni. Che anche lì, in un settore così ‘diverso’, li si preferisce ‘normali’, come se fossero banchieri o manager del pallone, vestiti in abiti grigi e con la cravatta. Nabi, invece, si presenta in ufficio con jeans stretti, giacche indossate a pelle senza camicia, sopracciglia disegnate, trucco leggero ma ben definito, pettinature studiate.

E sul numero appena uscito in edicola di Very Elle – un numero ‘hors série’ di Elle Francia dice la sua sulla bellezza: "La bellezza non ha niente a che vedere con il desiderio, tranne in quelli che non hanno immaginazione", "Nascere belli è come nascere ricchi: può far addormentare la capacità di svilupparsi"; e sulla vita: "Il lusso assoluto è poter essere se stessi".

Lui questo lusso se lo concede ogni giorno: sarà per questo che il suo aspetto da transgender non fa l’effetto di una mascherata. E probabilmente sarà anche per questo che una realtà così importante del business mondiale come L’Oréal non ha esitato un attimo quando è venuto il momento (che ci pensino tante altre aziende della moda e della bellezza per cui i manager ad alto livello devono essere almeno sposati e non importa, poi, con chi vadano a letto, esattamente come i calciatori) di dare a questo visionario – il cui motto è: "La convinzione attraverso l’intuizione" – la chiave di molte delle trasfigurazioni femminili contemporanee.

8 marzo 08


 (da pensieri in volo)

Buon 8 marzo, a tutte le donne
A quelle che non hanno il dono di un sorriso
A quelle che non hanno una carezza sulla pelle
A quelle che non conoscono la dolcezza
A quelle che in silenzio subiscono la violenza.
A quelle che non possono sciogliersi i capelli al vento
Buon 8 marzo, a tutte le donne
A quelle che abbracciano con amore
A quelle che illuminano l’anima
A quelle che parlano dentro oltre lo sguardo
A quelle che sorridono con i colori dell’arcobaleno
A tutte quelle che danno energia alla libertà della vita

un pensiero speciale va a tutte le donne dei paesi  dell’africa, dell’asia, del medio oriente,

dove l’uomo “bestiale” predomina e calpesta su ogni loro diritto umano,

e noi nell’attesa  aspettiamo che il buon Dio li illumini!!