Di giorno è brutto perchè manca il verde, la sera è spento perchè siamo al verde.


Vivo a Genova, in un quartiere di periferia della Valpocevera.

Se dico Bolzaneto lo ricorderete tristemente per i fatti avvenuti presso la caserma del reparto mobile della polizia di stato per i fatti del G8 del 2001, e poi recentemente per la caduta del Ponte Morandi del 14 agosto 2018.

Bolzaneto sarebbe un bel quartiere circondato da colline, con bei forti militari e da sempre via di comunicazione dalla costa verso la pianura padana, Bolzaneto ha visto il progressivo sviluppo industriale con la siderurgia.

Fino agli anni 90 era ricco di negozi ed artigiani. Non ci mancava nulla dal punto di vista commerciale e nemmeno per quanto riguardava i servizi al cittadino.

Purtroppo in questi anni di crisi dopo l’entrata nell’euro, e la screanzata gestione economica e politica della città anche il nostro quartiere ha risentito parecchio del declino, ed così iniziata la continua ed avanzante chiusura dei negozi di quartieri: causando inevitabilmente anche il degrado urbano con  l’aumento dell’inciviltà umana  arrivata a livelli davvero bestiali.

Sul piano politico sono state fatte delle scelte che dovevano essere provvisorie ma che ormai sembrano definitive: la nostra anagrafe qui non esiste più, ed è un disagio grande per tutti noi cittadini.

L’inps è stata spostata e ridimensionata, ed è assai probabile siano spostati in un prossimo futuro pure i Vigili del Fuoco, insomma ci viene tolto ogni servizio sul territorio-

Io voglio urlare tutto il mio disappunto per tutto ciò che vedo ogni giorno.

Sembra che a nessuno importi più delle nostre strade: gente incivile e zozzona rilascia i propri rifiuti meglio se ingombranti sui marciapiedi.

Ma dove è finito il tempo che ognuno teneva pulito davanti casa propria per vivere tutti in un paese decoroso? Ora, non solo non si pulisce, ma si imbratta il suolo pubblico senza la minima vergogna.

Certamente i negozianti devono chiudere! Non è solo colpa dell’ecommerce, io penso che il degrado urbano la faccia da padrone.

Per me degrado urbano sono pure tutti questi negozietti orientali con ogni tipo e genere di merce che declassano la zona.

Vorrei un quartiere illuminato a sufficienza, dove poter camminare in sicurezza, vorrei strade senza voragini in cui ogni giorno qualcuno ci possa cadere.Risultati immagini per luci led città

Non credo che le mie richieste siano sproporzionate alle tasse pagate –  e sentirsi sempre rispondere dal politico di turno che non ci sono i soldi per queste priorità è davvero demoralizzante.

Il mio sogno sarebbe quello di veder rivalutato il quartiere e dove non arrivano le risorse comunali io penso che ci fosse un comitato di quartiere potrebbe essere di sostegno anche con piccole cose, che poi goccia a goccia impreziosirebbero l’abitato.

So per certo, che molti Bolzanetesi hanno tanto  a cuore il loro paese, e che si presterebbero  per valorizzarlo.

Ad esempio nel centro pedonale, nelle vie interne mi piacerebbe che ogni civico abbellisse la propria facciata vicino al portone con delle fioriere appese (piuttosto anche con fiori finti cementati- visto che si rubano tutto), ma il tutto andrebbe organizzato con garbo e gusto per non fare un eccesso sgradevole.

Non ho idea se serva un permesso comunale, ma  credo fermamente che facendo una raccolta molte famiglie aderirebbero, e poi qualche uomo di buona volontà lo si troverebbe per fissarle, no? …

Lo so, vivo in mondo tutto mio, e questa non è certo una priorità, ma tutto fa-  e vedere il bello attorno a sè fa bene all’anima…

Qualcuno non diceva che la bellezza salverà il mondo?

 

 

🌷Il fiore dell’onestà.🌷


Quando l’imperatore morì, il giovane principe si preparò, con un po’ di apprensione, a prenderne il posto.

Il precettore saggio e anziano gli disse:

“Hai bisogno di un aiuto, subito.

Prima di salire sul trono scegli la futura imperatrice, ma fa’ attenzione: deve essere una fanciulla di cui puoi fidarti ciecamente.

Invita tutte le fanciulle che desiderano diventare imperatrice, poi ti spiegherò io come trovare la più degna”.

 

La più giovane delle sguattere della cucina reale, segretamente innamorata del principe, decise di partecipare.

“So che non verrò mai scelta, tuttavia è la mia unica opportunità di stare accanto al principe almeno per alcuni istanti, e già questo mi rende felice”, pensava.

 

La sera dell’udienza, c’erano tutte le più belle fanciulle della regione, con gli abiti più sfarzosi, i gioielli più ricchi.

Circondato dalla corte, il principe annunciò i termini della competizione:

“Darò un seme a ciascuna di voi.

Colei che mi porterà il fiore più bello, entro sei mesi, sarà la futura imperatrice”.

 

Quando venne il suo turno, la fanciulla prese il seme, un minuscolo granello scuro e lo portò a casa avvolto nel fazzoletto.

Lo interrò con cura in un vaso pieno di ottima terra soffice e umida.

Non era particolarmente versata nell’arte del giardinaggio, ma riservava alla sua piccola coltivazione un’enorme pazienza e un’infinita tenerezza.

Ogni mattina spiava con ansia la terra scura, in cui sperava di veder spuntare lo sperato germoglio.

 

I sei mesi trascorsero, ma nel suo vaso non sbocciò nulla.

 

Arrivò il giorno dell’udienza.

Quando raggiunse il palazzo con il suo vasetto pieno solo di terra e senza pianta, la fanciulla vide che tutte le altre pretendenti avevano ottenuto buoni risultati.

 

Il principe entrò e osservò ogni ragazza con grande meticolosità e attenzione.

Passò davanti ad ognuna. I fiori erano davvero splendidi.

Guardò anche la sguattera che non osava alzare gli occhi e quasi nascondeva il suo vasetto mestamente vuoto.

 

Dopo averle esaminate tutte, il principe si fermò al centro del salone e annunciò il risultato della gara:

“La nuova imperatrice, mia sposa, è questa fanciulla”.

 

Quasi si sentiva, nel silenzio profondo, il battito all’unisono di tutti i cuori.

Senza esitazione il principe prese per mano la giovane sguattera.

 

Poi chiarì la ragione di quella scelta.

Questa fanciulla è stata l’unica ad aver coltivato il fiore che l’ha resa degna di diventare un’imperatrice: il fiore dell’onestà.

Tutti i semi che vi ho consegnato erano solo granelli di legno dipinto, e da essi non sarebbe mai potuto nascere nulla”.

dal web

 

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