Festa della Repubblica ⛲ 🎶


Il compleanno del nostro paese non può passare in sordina, certo ci potrebbero essere piu’ motivi per festeggiare per gli italiani- uno in particolare sarebbe la ripresa economica del paese in cui ogni uomo possa lavorare per vivere con dignità senza essere schiavo come in questi tempi dei trattamenti economici, dei ricatti, e dell’impossibilità di pensare ad un futuro relativamente prossimo.

Ma nel contempo non dimentichiamo il nostro passato, le nostre vittorie  recenti – ad esempio che le donne In Italia  votarono per la prima volta nel corso delle elezioni amministrative del marzo e aprile 1946 e, successivamente, per il celebre referendum monarchia/repubblica (2 giugno 1946).

Ieri, in occasione della festa della Repubblica è stato possibile visitare alcuni palazzi della città con un’apertura straordinaria.

Non mi sono lasciata sfuggire l’occasione di ammirare il nostro palazzo della Regione, dove qui potrete leggere brevemente la sua storia.

Mi limito solo ad aggiungere che tra gli urbanisti del tempo si accese una lunga disputa su come inserire la nuova costruzione nella piazza piu’ importante della città, visto che il teatro Carlo Felice, il Palazzo della Borsa e Palazzo Ducale con lo stile neoclassico avrebbe dovuto creare un insieme armonico.

Una limitazione al progetto fu inserita dalla Curia genovese: in quanto decise che avrebbe permesso la costruzione del palazzo solo al patto che sarebbe rimasta ben visibile la cupola della Chiesa di Sant’Ambrogio o Chiesa del Gesù come si preferisce chiamarla. In effetti ogni città ha la sua piazza piu’ importante con una chiesa importante, noi a Genova abbiamo trovato un compromesso per far contenti Curia e Comune.

Vi allego qui le foto degli interni con alcune opere esposte, aggiungo solo che il tavolo del famoso G8  del 2001 che era a Palazzo Ducale ora si trova nella sala di rappresentanza del Palazzo della Regione adeguatamente modificato aggiungendo  od eliminando qualche “spicchio” per l’uso attuale.

https://www.youtube.com/watch?v=gZv99R76N24
https://www.youtube.com/watch?v=4b27SGGTB7I

Origini della Bandiera di Genova


se vi capita di visitare genova, soffermatevi a visitare la nostra cattedrale, potete trovare tutte le informazioni necessarie sulle guide e sul web: la cattedrale è dedicata a san lorenzo, e sul portale c’è un bassorilievo che lo ritrae sulla graticola… qui potete ritrovare un pò il filo del discorso…ma oggi la cosa che ho imparato sono le

 Origini da Bandea de Zena… che c’entra? c’entra se c’erano di mezzo le crociate 🙂

La bandiera di Genova è costituita da una croce rossa su campo bianco: è detta anche croce di San Giorgio e nell’antichità era simbolo dei pellegrini che si recavano presso i luoghi santi del Cristianesimo. – determinò nel medioevo, per i “pellegrinaggi armati”, l’appellativo di crociate cristiane.   I Genovesi, che intesero sempre costituire una nazione a sé stante anche rispetto agli altri italiani, nel loro determinante intervento alla conquista del S. Sepolcro (prima crociata, anno 1099) assunsero a loro insegna la croce rossa in campo bianco senza mai più abbandonarla. Quale segno della passione di Cristo e simbolo del Cristianesimo, essa significa Vittoria e Liberazione. L’uso della bandiera da parte dei Genovesi pare risalire ad epoche remote, quando l’esercito bizantino stanziava nella città ed il vessillo della guarnigione (una croce rossa in campo bianco) veniva portata in omaggio nella piccola chiesa di San Giorgio. Genova era chiamata anche “Repubblica di San Giorgio”, dal nome del Santo protettore della città e da quello datosi dal Banco (glorioso organo finanziario d’avanguardia del XIV secolo con sede nell’omonimo palazzo nel Porto Antico).   Genova da sempre sventola questo vessillo e, nel XIII secolo, lo esponeva a terra, sulle galere e sulle navi mercantili: in origine sul drappo era rappresentato lo stesso San Giorgio. Questo Gonfalone (con 4 code nei primi tempi) è disegnato negli Annali Genovesi fin dall’anno 1198 ma probabilmente esiste fin dai primi giorni della Repubblica, cioè prima dell’anno 1099 quando Genova partecipa alla Crociata con una propria insegna. La Repubblica Ligure la adottò ufficialmente alla fine del XVIII. Durante la dominazione francese e sotto il regno sardo la bandiera venne ammainata, ma oggi è tornata ad essere il vessillo ufficiale di Genova. La città ligure, all’epoca della Serenissima repubblica, aveva una sorta di bandiera di stato, detta “della signoria” che riproduceva la croce di San Giorgio su uno scudo sostenuto ai lati da due grifoni, forse a rimarcare l’indipendenza dal vassallaggio francese e sforzesco. Il grifone (leone alato dalla testa d’aquila) è un simbolo genovese antichissimo.

La croce di San Giorgio, veniva battuta dalle navi della Repubblica marinara di Genova (che era molto forte) e rappresentava una sorta di immunità per chi si imbatteva nelle navi musulmane che, per evitare il conflitto, giravano al largo. La notizia si diffuse subito nel mondo e così altre Nazioni trattarono con Genova l’uso della sua Bandiera Crociata. Nel 1190 Londra e l’Inghilterra chiesero e ottennero la possibilità di utilizzo della bandiera crociata per avere le loro navi protette dalla flotta genovese nel Mar Mediterraneo e in parte del Mar Nero dai numerosi attacchi di pirateria (si mosse in prima persona Riccardo Cuor di Leone alla partenza per la Terza Crociata); per questo privilegio il monarca inglese corrispondeva al Doge della Repubblica di Genova un tributo annuale. Secondo altre fonti, la bandiera crociata venne utilizzata ufficialmente dagli Inglesi per la prima volta nel 1249 e si trasformò nella bandiera dell’Inghilterra nel 1277. L’Inghilterra e la città di Londra issano tutt’oggi la bandiera di San Giorgio ed è la loro bandiera nazionale. Lo stemma di Londra è molto simile a quello di Genova, esso reca una croce rossa in campo bianco. Fra i dettagli, che lo differenziano dall’emblema della città di Genova, si nota la spada verticale in alto a sinistra, accanto alla grande croce recante il motto latino: “Domine dirige nos” (Signore guidaci).

Bandiera Inglese È costituita da 2 croci: quella di Sant’Andrea e quella di Cristo; sono rosse bordate di bianco e la base è blu. Perché è fatta così? Perché gli Inglesi hanno messo la loro e quella di Genova insieme. Le cose sarebbero andate così. Eravamo ai tempi in cui la flotta spagnola, più o meno intorno al 1500, era la più potente del mondo. Erano già alcuni anni che Colombo aveva scoperto l’America e gli Iberici avevano cominciato a sfruttare quelle terre e a portarsi a casa le ricchezze che trovavano, oro compreso. Anche gli Inglesi, a loro volta, erano impegnati ad arraffare quello che potevano dalle terre (America del Nord) che avevano occupato. Succedeva però che quando le navi spagnole e inglesi si incontravano, dato che storicamente erano nemiche, erano scontri che solitamente finivano a favore degli spagnoli che rapinavano i valori delle navi inglesi. Per questo gli Inglesi si erano rivolti a Genova che, sebbene non fosse più forte come in passato, era ancora temuta in mare; avevano chiesto di poter mettere in cima all’albero della nave, sopra alla loro bandiera, quella di Genova cosicché gli altri vedendo l’insegna genovese non l’attaccassero.

Ricordiamoci che la presenza di Genova nei confronti dell’Inghilterra non si limita alla bandiera, ma anche ad una grossa quantità di denaro che gli Inglesi si erano fatti prestare e che non hanno mai restituito, cosicché ancora oggi sono nostri debitori. A proposito di soldi, se guardiamo una sterlina d’oro, vediamo che su una faccia c’è il profilo della Regina, mentre dall’altro c’è San Giorgio a cavallo contro il drago. Questo fatto della bandiera è stato ricordato dal Console d’Inghilterra, intervenuto all’inaugurazione dell’Acquario di Genova nel 1992 alle Colombiadi, nel suo discorso parlando proprio degli antichi rapporti fra la sua Nazione e Genova.

CONGRESSO EUCARISTICO


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L’EUCARISTIA SORGENTE DELLA MISSIONE:
«NELLA TUA MISERICORDIA A TUTTI SEI VENUTO INCONTRO»

Ieri sera c’è stata la Santa Messa di apertura del 26mo congresso eucaristico, ecco alcuni link per approfondire ed alcune mie foto.

http://www.ilsecoloxix.it/p/multimedia/genova/2016/09/15/ASAI1hJE-matteotti_congresso_eucaristico.shtmlhttp://www.focolaritalia.it/wp-content/uploads/2016/07/CONGRESSO_EUCARISTICO-storia.pdf

http://www.chiesadigenova.it/home_page/00004891_Home_Page.html

La possibilità di pregare in comune e di adorare il Santissimo Sacramento nella nostra città è un grande dono per noi cristiani, e sarà sicuramente fonte di grazie per tutta l’umanità.
Non dimentichiamo mai che il cuore del nostro credo, della nostra chiesa è

Gesù Eucarestia.

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Il settimo Congresso si tenne a Genova nel 1923

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Arcidiocesi di Genova

Congresso Eucaristico Nazionale, 15.9.2016

OMELIA D’ INIZIO

L’Eucaristia, sorgente della missione”

Cari Confratelli nell’Episcopato, nel Sacerdozio e nel Diaconato

Distinte Autorità, cari Fratelli e Sorelle nel Signore

Nell’ora in cui si spegne il giorno, in tutte le nostre Diocesi ha inizio il XXVI Congresso Eucaristico Nazionale. Ora solenne questa, gravida di commozione e di grazia: stretti nel vincolo dell’unica fede, Pastori e Comunità elevano a Gesù-Eucaristia una sinfonia di cuori, una corale preghiera di lode. Vorremmo che l’Italia si accorgesse che sta accadendo qualcosa nel suo grembo, qualcosa di vero e di bello che la riguarda da vicino. Il nostro pensiero corre al Santo Padre Francesco: Egli è con noi con quell’affetto caldo e paterno che tutto il mondo conosce e ricambia. Lo ringrazio per aver voluto nominare me come suo Inviato Speciale per questo momento tanto significativo. A Lui rinnoviamo il nostro affetto filiale e la nostra pronta comunione.

La luce di Cristo

In quest’ora benedetta e attesa, il nostro servizio di credenti ci rende messaggeri, animati dall’umile e l’appassionato ardore di annunciare a tutti e a ciascuno che “Gesù Cristo ti ama, ha dato la sua vita per salvarti, e adesso è vivo al tuo fianco ogni giorno per illuminarti, per rafforzarti, per liberarti” (Francesco, EG 164). Intendiamo annunciare che Dio non è lontano, che nessuno è orfano in questo angosciato tempo, che non siamo vagabondi senza meta, che la solitudine non è il nostro destino, che l’ingiustizia non è l’ultima parola… perché tutti abbiamo una casa che ci aspetta. Questa casa, più che un luogo, è un cuore, il cuore di Cristo. L’Eucaristia è il sacramento di questo cuore umano e divino, il volto di quella misericordia di Dio che il Papa ci fa vivere in quest’anno di grazia; è il “nascondiglio” – l’Eucaristia – della sua reale presenza: lasciarsi afferrare dal mistero eucaristico vuol dire, ogni volta di nuovo, consegnarsi “per Lui, con Lui e in Lui” all’eterna Luce della Trinità.

Proprio questa Luce, che alimenta la lampada della fede, vorremmo offrire ai fratelli e alle sorelle di questo amato Paese. Sappiamo che – nonostante segni contrari – un anelito, un’attesa, un desiderio di senso plenario batte anche nel cuore del nostro tempo. Non dobbiamo aver paura dell’apparente sordità, ma lasciare che questo battito salga lentamente dall’anima dell’uomo fino a farsi ricerca e scoperta. Portare la luce; non è forse questa la missione della Chiesa? Sì, è questa, come ci sollecita costantemente il Santo Padre: “Tutti siamo chiamati a questa nuova uscita missionaria (…) La gioia del Vangelo (…) è una gioia missionaria” (id 20, 21).

Ma uscire da dove? E come? E perché?

Una Chiesa missionaria

Riconosciamolo: siamo tutti esposti al pericolo di rallentare il passo e di assestarci in uno schema che frena l’impegno: può succedere nella vita personale come nella comunità cristiana e nella stessa società. È, dunque, una tensione interiore che deve abitarci; una tensione richiamata dall’Apostolo Paolo: “Guai a me se non predicassi il Vangelo!”. Come credenti, siamo qui per ritrovare una serena ansia apostolica, così da dire ovunque che Gesù è il Signore, senza preferenza di persone e senza equilibrismi di inutile prudenza. Possa dimorare in noi l’ardore del seminatore del Vangelo che sparge a larghe mani senza calcoli: lo fa – potremmo dire – perfino senza criterio, rischiando di perdere la semente sulla strada, tra le pietre e tra i rovi.

Proprio perché la Chiesa non è un’organizzazione, ma il Corpo di Cristo – lo spazio d’incontro con Lui, la comunità dei discepoli, sacramento di luce, mistero di salvezza e di grazia – il nostro compito non è quello di scegliere i terreni, i luoghi, le persone, le categorie: dobbiamo, piuttosto, avere il tratto largo e abbondante del braccio, e soprattutto del cuore! I criteri della missionarietà, come di ogni pastorale, sono infatti quelli delle persone.

Il gesto instancabile del seminatore, però, non è solo generoso: è anche sereno e pieno di fiducia. Sappiamo, infatti, che il frutto del seme non dipende da noi, ma dal seme stesso. Sappiamo che la semente è buona e feconda in se stessa, e questo ci rassicura. Sappiamo, cari Amici, che questo seme è la parola di Cristo: noi siamo i piccoli operai del Vangelo, gli umili braccianti della vigna, mentre Lui è il Seme e il Seminatore, colui grazie al quale il raccolto matura, quindi non secondo i nostri tempi, ma con quelli del Signore. Questa fiducia ci consente, dopo aver faticato tutto il giorno, di poter anche andare a riposare sereni: domattina usciremo di nuovo da casa, dalle nostre sicurezze, e di nuovo andremo incontro alla novità dei terreni, ad imprevisti lieti o dolorosi. Ma il nostro cuore starà nella pace, sapendo che il Signore è fedele.

Una Chiesa eucaristica

Annunciare il Vangelo è vivere Cristo, e partecipare alla missione è vivere la Chiesa. E quando si vive l’incontro con Gesù – così come si vive un rapporto d’amore – l’orizzonte cambia, il cielo è diverso, la vita prende spessore. In Lui tutto è diventato luce, anche le croci. E se la missione è attrazione, ogni cristiano dovrebbe vivere in modo tale da fare “invidia” – santa invidia! – ad altri che, sorpresi, si chiederanno il segreto di questo singolare modo di stare nel mondo, di vivere le cose di tutti, gioie e affanni. Il nostro segreto non è nostro, ma di tutti, poiché Dio abita là dove lo si fa entrare: come Gesù ad Emmaus, che sembra precipitarsi nella locanda con i due discepoli che l’hanno invitato a fermarsi!

La Chiesa nasce dal Crocifisso, dal suo sangue versato e dal suo corpo dato. Nasce dal suo abbandono tra le braccia del Padre. E l’Eucaristia ci porta, a nostra volta, tra le braccia di Dio, rinnovando la gioia di essere figli di Colui che “ha tanto amato gli uomini da mandare il suo Figlio per noi”: essere figli e fratelli è la Chiesa. Celebrare i divini misteri è dunque per la Chiesa tornare alla fonte della grazia, al grembo della vita secondo lo Spirito. Lontani da questa fonte, la buona volontà si prosciuga, la perseveranza si allenta, l’entusiasmo degli inizi perde smalto, le delusioni e la stanchezza hanno il sopravvento: anche l’amore ha le sue fatiche! Cari Amici, se vivere l’Eucaristia è per noi un tornare alla sorgente della bellezza cristiana, allora l’Eucaristia è l’acqua sorgiva che suscita l’annuncio del Vangelo, perché il mondo sia redento e si sveli a tutti il segreto della gioia. Negarci alla missione e alla carità significherebbe negarci all’Eucaristia; sarebbe un tradire l’Eucaristia stessa.

Affidarci al Sacramento ci fa creature nuove, capaci non solo di fare cose grandi, ma di vivere in modo grande le piccole cose di ogni giorno; di fare del poco che siamo un dono per gli altri. La carità non ha muscoli da esibire, ma piccole anfore da portare, anfore comunque capaci di dissetare la sete dei poveri nel corpo e nello spirito. Va in questa direzione la colletta che domenica prossima viene fatta in tutte le nostre Diocesi: un segno di solidale condivisione che si aggiunge alla preghiera per quanti sono stati duramente colpiti dal terremoto nel centro Italia.

La Santa Vergine, la Grande Madre di Dio Regina di Genova, vegli su di noi con la sua maternità: consegniamo a Lei questi giorni. Nessuno meglio di lei può parlarci di Gesù e a Lui condurci per rinnovare lo slancio della fede, che si fa missione e misericordia.

Angelo Card. Bagnasco

Inviato Speciale del Santo Padre Francesco

Arcivescovo di Genova e Presidente della C.E.I.

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★´´¯`•.¸¸. ★• ★★ IL PRESEPE


buongiorno amici, mi permetto di consigliarvi di non perdervi la mostra dei presepi presso il museo culturale dei cappuccini di genova– a mio avviso mai come quest’anno il presepe assume un significato forte e particolare…

ed in la difesa delle nostre   sane tradizioni.

  i bambini ne rimarranno stupiti e meravigliati 

qui tutte le info

 http://www.bccgenova.it/

e altro meraviglioso presepe che ha una magia tutta sua da nonperdere è il presepe di certosa

qui le info: http://www.presepecertosa.it/0_da740_fd46e2b1_orig

Marco manga giapponese


chi mi conosce sa che guardo poca tv

e che da piccola non amavo i cartoni animati

ma le serie tv come orzowei, furia, happy days, la casa nella prateria…

comunque per farvela breve stamattina con il caffè in mano alle 7 accendo la tv per sentire le ultime su parigi e la tv si accende sul canale visto ieri

sera dal marito… italia uno!

c’era un cartone,  ma di quelli belli…stile heidi che si intotola

<<Marco , dagli Appenini alle Ande>>

e subito ho riconosciuto che è ambientato a genova, facile riconoscere palazzo san giorgio e il centro storico…

fatto sta che ve lo consiglio per i vostri bimbi, mi è sembrato in pochi minuti un cartone tenerissimo che vale la pena tenere in considerazione rispetto ad altri programmi…ed allora buona visione ♥

 

sito

Indignata, incazzata e sconvolta.


Sono indignata, arrabbiata incazzata e sconvolta
non mi piace questo mondo
e per cambiare le cose posso fare ben poco.
Intanto posso gridare a gran voce il mio risentimento
e il mio disprezzo per quanto accaduto nella mia città
il mese scorso: potete leggerlo qui

non riporto nulla, perchè  per una volta i mass media hanno riportato la notizia senza distorsioni.

solo un commento:
<< mio nonno, mi ha insegnato che nella vita è meglio farsi i fatti propri>>
ma questo nonno quella volta non poteva tacere e non dare queste perle di stupidità al nipote???

7 anni fa, ricordo


Ho passato una notte tremenda tra sogni brutti  brutti,

ora spero di “calmarmi” ed affrontare la giornata,

ma mettendo i piedi per terra mi sono ricordata che 7 anni fa come oggi a Genova 

c’era il Santo Padre Bendetto XVI, ed io c’ero anche se da ero reduce dalla mia olimpiade.

Per chi mi segue da poco e non mi conosce bene, riassumo solo dicendo che  nell’aprile del 2008 ho rischiato di morire con 

un punteggio di 9 su 10 a causa di diverse embolie polmonari e il mio soggiorno in terapia intensiva è stato

abbastanza lungo, ma ne sono uscita, e quel giorno ero a casa, con poco fiato e zero forze, ma il Signore mi ha dato la forza 

di assistere alla Santa Messa, qui c’è il mio post di allora.

buon martedi amici miei ♥

M’ILLUMINO DI MENO


http://www.greenme.it/informarsi/eventi-e-iniziative/15630-millumino-di-meno-2015
cornice (1)

 Lampadine ed elettrodomestici spenti ovunque!
 ECCO IL DECALOGO DI M’ILLUMINO DI MENO
Buone abitudini per la giornata di M’illumino di Meno (e anche dopo!)
1. spegnere le luci quando non servono
2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici
3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria
4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola
5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre
6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria
7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne
8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni
9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni
10. utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.
 
 

alluvioni genova


letto qui : 

http://scuoleria.blogspot.com/2010/10/meteorologia-alluvioni-ieri-e-oggi-in.html

 

20 Luglio 1966 : il nubifragio si scatena sul Ponente genovese dalla mattinata fino al primo pomeriggio: straripamenti e allagamenti in molte zone del ponente: 250 mm in 4 ore a Voltri, solo 24 mm ad Albaro.

24 Febbraio 1968: 138,2 mm su Sestri in tutta la giornata

10-11 Gennaio 1970: 211 mm su Sestri in tutta la giornata.

7-8 Ottobre 1970 : la sera del 7 il nubifragio travolge Voltri e poi procede verso ponente; nella notte va sott’acqua tutto il ponente e, nel primo pomeriggio, il bacino del Bisagno. Nubifragio la mattina del 7, poi ripresa in serata e procede ininterrotta fino alle 8 del mattino; poi nuovo nubifragio dalle 9 alle 10; successivo nubifragio dalle 11:30 alle 13 e il definitivo nubifragio dalle 15:30 alle 17. 948 mm a Bolzaneto, 550 in centro, 800 nel bacino di Voltri, 700 a Sestri.

17-18-19 Marzo 1971: grandi nubifragi sul ponente genovese

13 Ottobre 1971: dal tardo pomeriggio diluvio sul ponente. Allagamenti importanti.

Per tutto il 1972: nubifragi continui sulla città.

15-16 Luglio 1973: Un’intensissima sciroccata porta violenti nubifragi su tutta la città.

Dal 19 dicembre 1973 a fine anno: continue piogge torrenziali su Genova.

Dal 24 Aprile 1974 a fine mese: il 24 Aprile sera una delle più violente grandinate della storia meteo di Genova. Poi nubifragi a ripetizione.

11 Agosto 1975: La peggiore grandinata di tutti i tempi su Genova, specie ad Est di Cornigliano (A Sestri solo un violento temporale, con 60 mm). Dal pomeriggio, una serie di violentissimi temporali grandinigeni a ripetizione si scatena sulla città, specie in centro e in Val Bisagno. Grandine costantemente grossa come uova, con chicchi che sembrano quasi blocchi di ghiaccio, specie a Molassana.

22-23-24 Agosto 1975: forti nubifragi sulla città con tornado il 23.

22 Luglio 1976: due nubifragi violentissimi. Nella notte 10 trombe d’aria si abbattono sulla città, con alberi sradicati a Brignole e danni enormi all’Ospedale psichiatrico di Quarto. Il secondo nubifragio, nella tarda mattinata del 22, causa la piena del torrente Cantarena a Sestri e rischio straripamento.

Agosto 1976: nubifragi continui dal 10 del mese.

28-29 Agosto 1976: tremendo nubifragio per tutto il giorno sull’intera città.

13 Settembre 1976: tremendo nubifragio in mattinata sul ponente: allagamenti generalizzati.

Dal 1 Ottobre al 15 Novembre 1976: nubifragi continui.

Per tutto il 1977: nubifragi continui.

27-28-29-30 Agosto 1977: tre giorni e mezza di diluvio con tuoni e fulmini. Allagamenti generalizzati.

6-7-8 Ottobre 1977: inizia nella tarda serata del 5 e prosegue per tutta la notte. Violento nubifragio la mattina del 6 mette zotto 1 m d’acqua Cornigliano e il centro storico. Dalla sera del 6 al mattino del 7 si scatena in Valle Stura e sommerge Campoligure e Rossiglione; dalla sera del 7 riprende su Genova e prosegue fino alle 12 dell’8. 500 mm caduti in tutta la città.

8 Dicembre 1977: Tempesta su Genova: allagato completamente l’ospedale di S. Martino e tutta la zona levante.

Da fine aprile al 25 luglio 1978: continui nubifragi

12-13-14-15 Ottobre 1979: In quattro giorni cadono 500 mm di pioggia su tutta la città. Danni enormi.

16 Agosto 1980: nella notte si scatena un nubifragio di eccezionale intensità: allagamenti diffusi.

11 Agosto 1981: in mattinata tre nubifragi consecutivi su tutta la città mettono in ginocchio la Val Polcevera.

2-3-4 Ottobre 1981: Nella notte dal 2 al 3 cadono quasi 400 mm di pioggia, ma per fortuna in 12 ore e non in 4 come Lunedì 4 Ottobre 2010. Altro tremendo nubifragio la sera di sabato 3.

26 Novembre 1982: un diluvio si scatena nel tardo pomeriggio su tutta la città. Voltri allagata.

Da inizio marzo a fine giugno 1983: nubifragi continui

28 Giugno 1983: dalle 20 alle 21:30 un nubifragio di spaventosa violenza da Cornigliano verso Ponente. Pra e Voltri allagate.

Dal 16 dicrembre 1983 a fine anno: piogge torrenziali sulla città.

23-24 Agosto 1984: colpita tutta la Liguria, con epicentri ad Albenga, Alassio, Genova e Deiva Marina. La sera del 23 terribile nubifragio su Genova, con ripresa in modo spaventoso dalle 10:30 alle 13 del giorno successivo. Pra e Voltri allagate dai torrenti straripati. 500 mm a Voltri, 300 a Sestri e 250 in centro.

Ottobre 1984: nubifragi continui.

30 Luglio 1987: il nubifragio si scatena dalle 14 alle 16, con 350 mm caduti a Sampierdarena, che subisce una tragica alluvione; 190 mm in centro, meno a ponente.

27 Agosto 1989: nubifragio su tutta la città dalle 9 alle 13, con alcuni straripamenti e molte zone allagate. In serata tromba d’aria alla Foce e diluvio su tutto il ponente. Circa 300 mm.

17 Novembre 1989: l’alluvione si accanisce su Nervi e fino a Recco, risparmiando totalmente il resto di Genova.

3-4 Ottobre 1990: dalla sera del 3 fino a tutto il pomeriggio del 4 cadono circa 300 mm di pioggia, specie a levante. Il Bisagno non straripa perché prima dell’evento era completamente in secca.

Da Ottobre a Dicembre 1990: nubifragi continui

11-12-13 Settembre 1991: tre nubifragi distinti: uno nella tarda mattinata dell’11, il successivo per tutta la notte tra l’11 e il 12, e l’ultimo la mattina del 13. Circa 400 mm caduti in tutta la città.

29 Settembre 1991: nubifragio su tutta la città con alluvione a Nervi.

Ottobre 1991: nubifragi continui.

27 Settembre 1992: disastrosa alluvione sulla città. Inizia il diluvio alle 11 di questa domenica e prosegue fino alle 6; meno forte in serata. Colpito soprattutto il centro e Sturla. 800 mm nel bacino del Bisagno, 450 in centro.

Ottobre 1992: nubifragi continui.

23 Settembre 1993: disastrosa alluvione nel ponente. San Carlo di Cese devastata dal Varenna. Pegli particolarmente colpita, Voltri allegata da Leiro e Cerusa. Diluvio dalle 4 alle 15. 800 mm a San Carlo, 600 nel ponente e 400 a Sestri. Circa 300 in centro.

Autunno 1993: nubifragi continui.

26 Giugno 1994: Alluvione a Voltri. Nubifragio violentissimo in serata da Cornigliano a Savona. Circa 400 mm d’acqua caduti nel bacino del Leiro, a Voltri.

Dal 31 agosto 1994 a tutto Settembre 1994: tornado il 31 agosto: si registra una raffica a 170 km/h, pioggia torrenziale ma di breve durata, danni enormi con alberi sradicati ovunque, specie in piazza Corvetto. Dopo, per tutto Settembre, nubifragi continui.

Inizio Ottobre 1994: nubifragi a ripetizione

4 Novembre 1994: disastroso nubifragio nel primo pomeriggio, dopo 4 giorni di pioggia ininterrotta. Un fulmine spegne la lanterna. Colpita soprattutto Sestri con devastazione dell’Esaote. I giorni successivi l’alluvione devasta il Piemonte.

Settembre 1995: nubifragi continui.

12-13-14 Novembre 1995: pioggia torrenziale per tre giorni sulla città.

4-5-6 Ottobre 1995: mentre in tutt’Italia splende il sole, un intenso scirocco porta piogge torrenziali su Genova (circa 400 mm). Colpite in primo tempo le delegazioni del ponente; verso fine evento il centro. Il 6 Ottobre nel pomeriggio grande devastazione a santa Margherita e Rapallo.

6-7 Ottobre 1997: violento nubifragio, a più riprese, dal tardo pomeriggio del 6 fino al primo pomeriggio del 7. Straripamenti ed allagamenti sparsi in città.

7-8-9 Novembre 1997: nubifragi violenti a ripetizione su Genova, specie la mattina di domenica 9 novembre, quando si allaga Sampierdarena, ed io rimango due ore bloccato con la macchina all’imbocco della sopraelevata da Lungomare Canepa.

27 Maggio 1998: violento nubifragio in mattinata sulla città.

14 Luglio 1998: colpito il Voltrese, in particolare la Val Cerusa. Crolla un ponte sul Cerusa. Diluvio nella tarda mattinata.

Fine Settembre/Ottobre 1998/Fino a metà novembre 1998: nubifragi continui, con straripamenti in zona Quezzi.

12 Agosto 1999: in mattinata violentissimo nubifragio con proseguimento nel pomeriggio. Devastato il mercato coperto di Via XX Settembre.

Dal 20 settembre a tutto ottobre 1999: nubifragi continui

6 Novembre 1999: nel primo pomeriggio si scatena l’inferno su tutta la Liguria. Pioggia torrenziale, fulmini a ripetizione e vento ciclonico con punte di 150 km/h. Non straripa nessun torrente, ma la devastazione è grande e memorabile.

25 Marzo 2000: in serata violentissimo nubifragio su tutta Genova, con eccezionale grandinata nella zone est (specie Marassi e Staglieno)

Ottobre/Novembre 2000: nubifragi continui sulla città.

23 Novembre 2000: mentre l’Imperiese subisce una delle sue peggiori alluvioni, su Genova cadono circa 300 mm di pioggia, con Polcevera al limite e allerta 3 dal tardo pomeriggio. Diverse esondazioni.

Per tutto il 2002: nubifragi continui, specie a inizio maggio, inizio giugno, 6 luglio (tromba d’aria), e soprattutto l’intero mese di agosto, con terribile temporale la notte tra l’8 e il 9 Agosto. QA Settembre cadono circa 300 mm e ugualmente ad Ottobre. Novembre totalizza 750 mm e dicembre 250 (nubifragi continui).

26 Novembre 2002: Diluvio per tutta la notte. Colpito il centro e il levante. Varie esondazione. Il Bisagno è al limite.

Dal 30 ottobre a tutto dicembre 2003: nubifragi continui e stati d’allerta, specie il 31 ottobre, e il 30 novembre/1 dicembre.

11 Agosto 2005: tremendo nubifragio sulla città, con massimi nel voltrese.

Agosto 2006: nubifragi continui.

13 Agosto 2006: La grandinata più spaventosa degli ultimi vent’anni su Genova, con vento violentissimo ed intensissima attività elettrica. Si scatena nella serata. In un’ora cadono in alcune zone 200 mm di pioggia. Allagamenti diffusi.

16-17 Agosto 2006: nella notte cadono 360 mm nel Voltrese; la notte successiva violentissimo nubifragio nel ponente e, in mattinata, disastroso nubifragio in centro, con varie esondazione e numerosissimi allagamenti.

14-15 Settembre 2006: cadono complessivamente 250 mm di pioggia in 12 ore sulla città. Nel pomeriggio del 15 un vero e proprio tifone si scatena su Genova, con epicentro nel voltrese.

4 Ottobre 2006: violento nubifragio nel primo pomeriggio sul ponente, con epicentro a Sestri.

1 Giugno 2007: spaventoso nubifragio sulla città con epicentro nella zona di Levante. Esonda il Nervi e crollano tratti della relativa passeggiata a mare

Dal 10 maggio al 17 giugno 2008: nuibifragi continui, con vento violentissimo in diverse occasioni: sera del 30 maggio e intorno a mezzogiorno dell’8 giugno, accompagnato da violente scariche elettriche.

Fine ottobre/Novembre 2008: nubifragi continui

Ottobre/Novembre 2009: nubifragi continui

19 Giugno 2010: nubifragio di due ore nel tardo pomeriggio su centro e ponente. In zona Voltri caduti oltre 200 mm. allagamenti ovunque.

13 Agosto 2010: tremendo nubifragio nella notte: 220 mm nella zona di Castelletto e dai 100 ai 300 mm su tutta la città.

7 Settembre 2010: nubifragio di enormi proporzioni su tutta la città. Cadono in 2 ore 220 mm di pioggia, con allagamenti ovunque. Eccezionali scariche elettriche. Pegli allagata.

4 Ottobre 2010: A Sestri, in sole 4 ore, cadono 419 mm d’acqua. Meno nelle altre zone. Sestri devastata e molto colpita anche la Val Polcevera. . .”

 4 novembre 2011

09 ottobre 2014

15 novembre 2014

Pz dell’amor perfetto


Questa piazzetta ha una storia romantica e dolorosa che sinteticamente vi voglio raccontare:
Siamo nel 1502 e in una di queste case, una nobile donna si strugge d’amore sino a morirne.
Tempo addietro aveva ballato, per una notte intera, col re di Francia, LUIGI XXII, in visita nella nostra città.
Lei, Tommasina, sposata al nobile Luca Battista SPINOLA, s’innamora perdutamente del sovrano di un amore casto e puro.
Partito il re, dopo un po’ di tempo,arriva una notizia terribile: il re di Francia è morto!
Dal dolore e dalla disperazione, Tommasina muore:
La notizia, purtroppo era falsa tanto è vero che LUIGI , un giorno ritornato a Genova,volle vedere il luogo ove Tommasina morì e la leggenda narra
che disse: avrebbe potuto essere UN AMORE PERFETTO.
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Come ogni anno, l’ultimo sabato prima di Natale scatta l’appuntamento con il Confeugo, la tradizionale cerimonia di scambio di auguri fra il Sindaco e la città.

 

La cerimonia del Confeugo riprende un’antica tradizione della Repubblica di Genova, documentata dal secolo XIV, ma probabilmente più antica.

In occasione del Natale, e dell’imminente inizio di un nuovo anno, il popolo rendeva un omaggio beneaugurante alle massime autorità della Repubblica, presentando un tronco d’alloro decorato con nastri bianchi e rossi. In rappresentanza della popolazione, il dono era recato dall’Abate del Popolo (tradizionalmente il rappresentante della Val Bisagno) al Doge. Il tronco veniva poi bruciato, sempre per buon auspicio, e i presenti cercavano di portarne a casa un tizzone, come amuleto.

La cerimonia conobbe interruzioni e riprese, fino ad essere cancellata alla fine del Settecento.

La tradizione fu poi ripresa nel 1923 da “A Compagna”, associazione nata in quell’anno per la tutela e la conservazione della cultura e delle tradizioni genovesi. Da allora è il presidente della Compagna che impersona l’Abate del Popolo, portando il tradizionale tronco d’alloro al Sindaco.

Le due personalità si incontrano davanti al Palazzo Ducale, dopo che un corteo di figuranti in costume e sbandieratori che ha accompagnato l’Abate da via San Vincenzo fino a Piazza Matteotti. L’Abate saluta il Sindaco con la storica formula “Ben trovòu messe ro Duxe” (Ben ritrovato Messer Doge), ricevendone come risposta “Benvegnou messe l’Abbou” (Benvenuto Messer Abate); gli offre il tradizionale “Confeugo” che subito viene acceso, e mentre rintocca dall’alto il “Campanon do Paxo” (la campana del Palazzo Ducale, collocata sulla Torre Grimaldina) l’alloro brucia in un suggestivo contesto coreografico.

La cerimonia è anche l’occasione, per il Sindaco e per l’Abate, di esprimere una riflessione sullo “stato della nazione”, sulla situazione e la prospettive per la città.