insalata italiana


 dal web

Un fantasma si aggira per l’Europa: è il mistero dell’insalata russa. Come per molti altri piatti (dal pan di spagna e alla zuppa inglese) che hanno nel nome un’origine geografica, questa sarebbe farlocca. Secondo una scuola di pensiero l’insalata russa sarebbe in realtà nata in Italia. C’è chi dice infatti l’abbia inventata, a metà ‘800, un anonimo cuoco dei Savoia in occasione della visita di una delegazione moscovita a Torino. Ma chi sostiene l’origine russa ribatte che il padre avrebbe nome e cognome: Lucien Olivier, cuoco di origine belga che lavorava nell’800 al ristorante Hermitage di Mosca. Questi avrebbe creato un piatto sontuoso (la cui ricetta si sarebbe portato nella tomba) in cui non mancavano l’astice, il caviale e il tartufo.

Un piatto da ricchi, che si è trasformato via via in Italia in un piatto povero. Perché prima si preparava per i principi russi che venivano a svernare in Liguria e in Costa Azzurra, poi per quegli stessi russi ma un po’ più poveri che tra Bordighera e Mentone trovarono rifugio dopo la Rivoluzione d’Ottobre. Fatto sta che d’insalata russa parla già l’Artusi nel 1881 come di una preparazione «ora di moda nei pranzi», e sottolinea che «conservatone il carattere fondamentale, i cuochi la intrugliano a loro piacere». In nessuna ricetta dell’insalata russa (ricca di ortaggi e verdure, oltre che di maionese) compaiono però i pomodori. Il che ha forse una spiegazione, diffusa tra gli studenti delle scuole elementari di tutta Italia: se l’insalata russa, i pomodori non riescono a dormire.

🙂   🙂  🙂 …. buon appetito 🙂

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