La protesta di piazza Tienanme


Dal 15 al aprile al 4 giugno  1989, ci fu la rivolta di piazza Tien An Men, in Cina.
A provocare il primo accenno di protesta fu il funerale di Hu Yaobang.
Era un uomo liberale, 
Hu, ex delfino di Mao, voleva dare linfa vitale alla crescita economica, culturale e politica della Cina.
La sera stessa della sua morte, si radunarono tutte le persone che stimavano le idee d Hu, in Piazza Tien an men, a Pechino.
I manifestanti chiedevano al Partito di riabilitare la figura di Hu,dando spiegazioni ufficiali sulla situazione politica reale.

Tra il 18 e il 21 aprile, la folla gremì le strade di Pechino.
Ma il 22 aprile, giorno dei funerali di Hu….
In piazza Tien an men, nonostante le autorità avessero giurato severe punizioni, la protesta pacifista continuò e si divulgò.

Venne indetto uno sciopero generale all’Università di Pechino.
All’interno della leadership comunista cinese, non vi furono vedute univoche.
Il segretario generale del Partito, Zhao Ziyang, sembrò disponibile ad ascoltare con gli studenti.
Li Peng si convinse che la protesta fosse creata ad hoc, da agenti stranieri.
Per questo, la reazione fu dura.
Li Peng portò dalla sua parte Deng Xiaoping.

Una nuova manifestazione fu convocata per il 4 maggio.
Gli studenti non si fecero etichettare come marionette, al servizio di potenze straniere.
La data scelta coincise con l’anniversario del Movimento del 4 Maggio 1919, con il quale settanta anni prima gli studenti cinesi avevano lanciato il loro manifesto anti-imperialista.
Si organizzò la più vasta manifestazione di protesta, mai vista in Cina.
Zhao Ziyang era convinto che la protesta sarebbe morta con il passare dei giorni.

A Pechino, il 15 maggio fu attesa la visita del presidente sovietico Michail Gorbachev,  per cessare le ostilità politico-diplomatiche tra Mosca e Pechino.
IL MASSACRO DI PIAZZA TIEN AN MEN (PECHINO) Gorbachev venne considerato sinonimo di apertura e rinnovamento, 2 capisaldi che mancavano nella politica cinese.
Due giorni prima dell’arrivo del presidente sovietico, il 13 maggio, vari studenti, in Piazza Tien an men, fecero lo sciopero della fame.
La notte del 19 maggio, venne promulgata la legge marziale.
Le truppe militari cominciarono a muoversi verso il centro di Pechino.
Il 2 giugno, il Partito comunista decise di placare, con le armi, la manifestazione pacifista.
Il 3 giugno, i militari avanzarono verso Piazza Tienanmen.
È cominciò il massacro….

 Dopo una prima stima di 271 morti, inclusi i militari, e di circa 7.000 feriri, il governo cinese, infatti, non ha mai reso pubblico alcun documento in merito ai fatti di Tienanmen. Inizialmente la Croce Rossa cinese parlò addirittura di 2.600 morti e 30.000 feriti, ma fu subito costretta a ritirare le proprie stime.

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