L’origine della morte


La Luna una volta mandò un insetto agli uomini dicendo:

– Và dagli uomini e di loro: “Come io muoio, e morendo vivo; così anche voi morirete, e morendo vivrete”.

L’insetto partì con il messaggio, ma mentre era in cammino lo raggiunse la lepre, che gli chiese:

– Che incarico ti hanno dato?

L’insetto rispose:

– Mi manda la Luna dagli uomini a dir loro che come lei muore e morendo vive, così loro moriranno e morendo vivranno.

La lepre disse:

– Visto che come corridore tu vali poco, ci vado io.

Dette queste parole scappò via, e quando giunse dagli uomini disse loro:

– La Luna mi manda a dirvi: “Come io muoio e morendo perisco, allo stesso modo anche voi morirete e sarete finiti per sempre”.

Poi la lepre tornò dalla Luna e le disse quello che aveva detto agli uomini.  La Luna la rimproverò imbestialita, dicendo:

– Come ti permetti di dire alla gente una cosa che io non ho detto?

La Luna afferrò un pezzo di legno e colpì la lepre sul muso. Da quel giorno la lepre ha il muso spaccato,  ma gli uomini credono a ciò che la lepre ha detto loro. 

buona domenica 7924949001

 

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5 marzo 1998 – C’era una volta il ghiaccio…sulla Luna!



La sonda Clementine l’ha scoperto nel 1994, ma è solo il 5 marzo del 1998 che la sonda americana Lunar Prospector conferma ciò che la collega aveva scoperto ben quattro anni prima: la presenza di ghiaccio sulla Luna. Questa inimmaginabile scoperta ha fatto sorgere numerose domande, a cui gli scienziati di allora hanno cercato di dare risposte soddisfacenti.

Anzitutto com’è possibile che esista il ghiaccio sulla Luna? Sembrerebbe impossibile l’esistenza di una qualsiasi sostanza, considerando che il satellite è privo di atmosfera e che tutte le sostanze evaporano direttamente nello spazio. Inoltre, come sappiamo, la superficie lunare viene completamente illuminata dal Sole per un periodo di circa 28 giorni, provocando ovviamente l’evaporazione del ghiaccio.
E dunque dov’è il ghiaccio sulla Luna? Si trova all’interno di crateri lunari totalmente in ombra, situati alle calotte polari del satellite, dove i raggi del Sole non arrivano. Tali crateri raggiungono una profondità di 2500 km e temperature sufficientemente basse da garantire la conservazione del ghiaccio per milioni di anni. Meglio di un freezer!
Seconda domanda che sorge spontanea: come ci è arrivato il ghiaccio sulla Luna? Chi ce l’ha portato?
Da alcuni studi effettuati a seguito dei dati inviati dalla Prospector, è risultato che il ghiaccio sia ciò che resta di alcune comete e meteore che si schiantarono sulla superficie lunare migliaia di anni orsono. Stupefacente, non trovate?

La scoperta fatta dalla sonda Clementine, e confermata il 5 marzo del ‘98, è stata ed è tutt’ora di enorme importanza, perché fa emergere la possibilità di una futura colonizzazione del piccolo satellite. La presenza di ghiaccio permetterebbe infatti, secondo gli scienziati, di creare ossigeno e idrogeno che, come tutti sappiamo, sono elementi fondamentali per la vita.
Nel corso degli anni gli studi sono proseguiti portando a smentite e a nuove conferme. Nel 2009 sono stati lanciati il razzo Atlas V, la sonda LCROS e la LRO, con l’obiettivo di arrivare a risultati certi. Risultati arrivati nel 2010. La NASA ha infatti confermato, l’anno scorso, la presenza di circa 600 milioni di tonnellate di ghiaccio sul nostro satellite.

 

Chissà, magari non si potrà mai vivere, ma forse un giorno sarà possibile andare a fare la spesa sulla Luna. Ve lo immaginate? Centro commerciale “La città lunare” oppure “S.O.T.M. – Shopping on the Moon”. Anche se forse sarebbe meglio che tutto restasse così com’è e che la Luna non diventi un altro luogo sfruttato fino all’osso.

Per ora limitiamoci a fantasticare e restiamo con i piedi per terra e con il naso all’insù a guardare quella che magari un giorno diventerà un’altra colonia umana, ma che per ora si limita a illuminare la notte terrestre, a fare da sfondo ai baci degli amanti e ad essere protagonista di romantiche poesie…

Fonti:
http://nssdc.gsfc.nasa.gov/planetary/ice/ice_moon.html

I fratelli Sole e Luna e la bella ragazza


Una donna diede alla luce due figli di nome Luna e Sole. Nella boscaglia viveva un uomo che aveva una bella figlia.

Sole e Luna divennero grandi, e un giorno passeggiando nella boscaglia incontrarono la bella ragazza e le chiesero:

– Dov’è la tua casa? Noi viviamo in quella boscaglia, facci vedere dove abiti.

Lei rispose:

– Noi viviamo in quella boscaglia. E ci sono molte bestie feroci. Luna, il più grande dei due fratelli, disse alla ragazza:

– Ci trovi simpatici? Dobbiamo chiederti in moglie?
Lei rispose:
– Sì, io posso trovarvi simpatici, ma non me lo permetteranno.
Allora Sole le chiese:
– Chi è che non ci trova simpatici?
La ragazza rispose:
– Mio padre.
Luna disse alla fanciulla:
– Va bene, allora, noi aspetteremo due giorni, e il terzo giorno verremo al tuo villaggio. Manderemo i figli di nostro padre.
Aspettarono due giorni, e il terzo mandarono i figli, poi s’incamminarono verso la boscaglia. E quando furono vicini, videro la ragazza all’altro capo della giungla. Le andarono incontro e le domandarono:
– Dov’è il tuo villaggio?
Lei rispose:
– Il nostro villaggio è qui nella boscaglia, non abbiamo nessuna capanna. Seguitemi vi mostrerò dove vivo.
La fanciulla s’incamminò per fare strada e all’improvviso comparve un grosso serpente.
Sole e Luna non ebbero paura e continuarono per la loro strada. Cammina, cammina, giunsero ai piedi di un albero e si trovarono davanti una gran massa di serpenti. Passarono oltre e arrivarono in un luogo pieno di peli, sembravano crini di cavallo. Tutto intorno non si vedevano sentieri.
Sole disse alla ragazza:
– Tu! Ci hai portati qui per farci morire nella tua terra?
– No, ma non siamo ancora arrivati al nostro villaggio. – lei rispose.
I due fratelli si consultarono e dissero alla fanciulla:
– Dicci se ti siamo simpatici, e se dobbiamo chiederti in moglie. Ora vogliamo tornare a casa.
La ragazza disse:
– Andate, e tornate dopodomani!
I due fratelli tornarono a casa. Luna era molto innamorato della ragazza, più di Sole. La mattina dopo, Sole portò il bestiame del padre al pascolo e Luna di nascosto dal fratello andò da solo nella boscaglia per cercare la ragazza e sposarla.
Quando giunse, qualcuno gli chiese:
– Chi sei?
– Sono io. – rispose Luna
– Chi sei tu? – chiese la voce
Lui rispose:
– Sono io, Luna.
La voce nuovamente chiese:
– Dove vai?
– Vengo qui e tu cosa fai, qui?
– Io non faccio nulla di speciale – rispose lo sconosciuto.
– Anch’io non faccio nulla di speciale, vado a passeggio – rispose Luna.
L’altro gli chiese di nuovo:
– Perché sei venuto qui?
– Per niente di speciale, sono venuto qui senza nessun scopo.
Lo sconosciuto disse:
– Perché vuoi sapere da me che cosa cerco, ma nascondi e rifiuti di rivelare gli affari tuoi?
Allora Luna ebbe paura e si disse: “Io non conosco questa gente, e loro non conoscono me. Ora torno a casa!”.
Tornò a casa e disse a Sole:
– Fratello, quando ti ho lasciato ho visto molte cose strane.
– Bene, un giorno ci andremo insieme e mi farai vedere queste cose; ora ho da badare al bestiame – rispose Sole.
La loro madre disse:
– Andate a trovare la ragazza, bado io al bestiame.
I due fratelli s’incamminarono e quando arrivarono nella boscaglia, videro apparire delle spade. Combatterono contro le spade, ma non videro nessun essere umano. Le spade scomparvero, e loro continuarono a camminare, e si trovarono innanzi a degli alberi piantati così fitti che non c’era modo di passare. Sole sguainò la spada ed abbatté qualche albero. Allora gli alberi sparirono tutti, e non li rividero più.
Continuarono a camminare e giunsero ad uno stagno da dove videro uscire dei denti.  Si avvicinarono e due denti passarono in mezzo a loro. Luna si nascose dietro Sole; era spaventato.
Sole gli disse:
– Luna! Hai paura? Tu sei il più grande, cammina avanti, proseguiamo!
– Sì, proseguiamo, siamo coraggiosi.
I denti tornarono nello stagno, e Sole e Luna proseguirono. Non erano molto lontani, quando dallo stagno videro uscire delle ossa.
Luna disse:
– Oh! Sto morendo.
Per lo spavento fuggì. Sole rimase dov’era, seduto sull’albero. L’acqua straripò e fluì tutt’intorno a lui. Dopo un poco l’acqua rientrò nello stagno e si levò del fumo. Sole si disse: “Io non intendo morire qui, anche mio fratello si è spaventato ed è scappato. Io resto, così potrò vedere quella ragazza!”.
Il fumo cessò, e l’acqua divampò come fuoco. Ma anche il fuoco si spense presto. Allora uscì dall’acqua un essere umano: era la ragazza. Si avvicinò e prese il giovanotto per la mano, e gli disse:
– Ora andremo a casa nostra, e ti darò da mangiare.
La ragazza disse allo stagno:
– Vattene e lascia passare quest’uomo! Gli preparerò da mangiare.
L’acqua si ritirò da un lato. La ragazza andò a cuocere del cibo che poi il giovanotto mangiò.
La ragazza disse:
– Sei tu che devi sposarmi, perché sei un uomo che non ha avuto paura di tutte le cose che ti sono state mostrate, mentre tuo fratello più grande è scappato via.
Allora il padre della ragazza disse a Sole:
– Prenditi la ragazza. Quando sarai a casa tua, devi fermarti là con lei per cinque giorni, e poi tu e tuo padre dovete riportare qui la ragazza!
Partirono. Luna era tornato e stava seduto nella fattoria.  
Aveva una spada e disse:
– Quando Sole arriverà con quella ragazza, lo ucciderò.
I due ragazzi giunsero alla fattoria e vedendo Luna gli chiesero:
– Luna, c’è qualcuno a casa nel nostro villaggio?
– Sole, vieni qui! – disse Luna
Sole aveva una spada, venne avanti e si sedette. La madre uscì e Sole le disse:
– Madre, vai a prendere quella ragazza e accompagnala nel villaggio!
– Questa ragazza, chi l’ha sposata, tu o Luna? – chiese la madre.
– E’ mia moglie, Luna è fuggito via – rispose Sole.
Luna afferrò la spada e ferì Sole. La madre pianse moltissimo. Prese il miglio e altre provviste e le gettò nel fuoco, dicendo:
– Tu, Luna, hai ferito Sole in questo modo. Che tu sia distrutto nello stesso modo!  
La madre prese un po’ di latte, e col marito lo versò in una tazza e lo mescolò con il miglio e la birra. Fatto questo benedirono Sole, affinché splendesse vivido per il genere umano. La ragazza restò nel villaggio come moglie di Sole, ma Luna non prese moglie, e lui che prima era più luminoso di Sole, da quel momento non lo fu più.
Ancora oggi, Luna evita Sole; non accetteranno mai di avvicinarsi allo stesso fuoco, né mangiare insieme. Quando Sole va giù, Luna va su; quando Sole esce dal villaggio, Luna scappa in fretta. Luna è diventato piccolo, Sole è diventato grosso.
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Vuoi vedere la luna?


Oggi Genova si è resa protagonista di un’esposizione unica ed eccezionale, presso il museo di storia naturale:

per la prima volta è stato possibile vedere da vicino un frammento di luna a distanza molto molto ravvicinata.

 la roccia, del peso di più di 100 grammi e delle dimensioni di circa 12 centimetri,  è stata ottenuta in prestito dalla Nasa da Luigi Pizzimenti, 

Luigi Pizzimenti, accompagnato da Paolo Attivissimo giornalista scientifico e collaboratore della Radiotelevisione svizzera, ha ottenuto il permesso di esporla al pubblico italiano e di raccontare la storia del campione lunare, vecchio di più di tre miliardi e mezzo di anni, raccolto sulla Luna dall’astronauta e geologo statunitense Harrison “Jack” Schmitt a 60 metri dal luogo di allunaggio della missione Apollo 17 del 1972-

si è tenuta poi, una conferenza proiettando immagini e filmati dedicati all’esplorazione della Luna ed hanno raccontato la loro esperienza ad Huston e le mille peripezie per portare la luna in italia da Houston, Texas. 

bella oppurtunità per la città di divulgazione culturale per bambini ed appassionati