Luoghi comuni


Un Siciliano, parlando con un amico: – Sai, ieri sono stato a Milano:
Incontro un Milanese, parliamo del più e del meno, alla fine mi chiede:
“Di dove sei?”
E io: “Sicilia” E lui: “Sicilia dove?” E io: “Palermo” E lui: “A Palermo siete tutt…i mafiosi!”
Allora gli dico: “No, mi spiace, guardi che è un luogo comune del tutto infondato”.
E lui mi ripete:
“A Palermo siete tutti mafiosi!” “No” gli dico io “le assicuro di no, si tratta del luogo comune per antonomasia. I mafiosi sono un’esigua minoranza, le assicuro che la maggior parte dei palermitani sono tutti brave persone”
Lui insisteva: “Glielo dico io, a Palermo siete tutti mafiosi!!” Non ne potevo più: “Guardi, se ha intenzione di chiudere così la nostra discussione, faccia pure; ma le assicuro che lei è vittima di una visione parziale della realtà, e se vuole… “
E lui: “No, glielo dico io, a Palermo siete tutti mafiosi!”…
Continuava!!
MINCHIA! L’HO DOVUTO FARE AMMAZZARE!!

con tutta la mia simpatia per la sicilia e  tutto il sud ♥

Annunci

8 gennaio


dal web

venerdì 8 gennaio 1993

 Poco prima delle 22,30 tre spari e il rombo di un motore che accelera a vuoto squarciano la quiete di via Marconi, strada provinciale di Barcellona Pozzo di Gotto, a due minuti dal centro storico. Dentro una Renault di colore rosso le forze dell’ordine trovano il corpo senza vita di Beppe Alfano, 48enne cronista locale. E’ la prima vittima di mafia del 1993, che allunga la catena di morte dell’anno precedente, segnato dalle stragi di Capaci e via DAmelio.Il disegno criminoso si consuma un venerdì notte. Rincasando con la moglie, davanti al portone d’ingresso nota qualcosa di strano e, raccomandando alla donna di chiudersi in casa, si mette alla guida della sua Renault rossa. Pochi metri dopo, lungo via Marconi, viene freddato da tre colpi di pistola al petto, alla testa e in bocca. 

 

 

stato-mafia e trattative


Cari amici,

Alcuni coraggiosi magistrati stanno facendo luce sulla
trattativa fra lo stato e la mafia al tempo delle stragi. Il lavoro di questi
magistrati è ora sotto attacco e hanno bisogno del nostro aiuto: se convinceremo
il governo a costituirsi parte civile nel processo prima di lunedì, potremo
aiutarli e mettere fine ai rapporti fra politici e mafiosi.

Questi
coraggiosi magistrati hanno messo sotto accusa diversi politici per aver stretto
patti segreti con la mafia dopo l’uccisione dei giudici Falcone e Borsellino.
Ora quei politici rischiano grosso, e diversi media e partiti vogliono
insabbiare tutto ostacolando il processo. Alcuni deputati chiederanno al governo
con un voto in parlamento di isolare la mafia costituendosi parte civile nel
processo, e hanno bisogno del nostro aiuto per convincere Monti a
farlo.

Ci rimangono solo 3 giorni! Chiedi a Monti e a tutto il governo di
dire da che parte stanno – se con lo stato o con la mafia. Clicca sotto per
firmare la petizione che sarà letta da Antonio Di Pietro in parlamento prima del
voto di lunedì e dillo a tutti:

http://www.avaaz.org/it/italia_contro_la_mafia/?tKmbwbb

Sta
per cominciare uno dei processi più importanti contro la mafia che vedrà sul
banco degli imputati i boss Riina, Provenzano e Bagarella, parlamentari, ex
ministri ed ex ufficiali dei carabinieri.

Il processo potrebbe
confermare che i politici hanno stretto patti con i mafiosi, minando così la
lotta dello stato contro la criminalità organizzata. Ma poteri forti stanno
cercando di nascondere la verità, e c’è un solo modo per spazzare via la cortina
di omertà: che il governo partecipi al processo sulla trattativa stato-mafia
costituendosi parte civile.

La pressione in Parlamento sta aumentando e
un’ondata di sostegno popolare potrebbe fare la differenza. Uniamoci
urgentemente e chiediamo a Monti e a tutto il governo di mettere fine al
sodalizio infame fra stato e mafia una volta per tutte:

http://www.avaaz.org/it/italia_contro_la_mafia/?tKmbwbb

Negli
anni i membri di Avaaz in Italia hanno portato avanti ! sfide contro la
corruzione, contro gli attacchi alla libertà di espressione e molto altro. Ora
possiamo prendere esempio dai coraggiosi cittadini che hanno aiutato ad
allentare la morsa della mafia in Sicilia dopo l’uccisione di Falcone e
Borsellino, e far parte della generazione che potrà dire di aver archiviato la
mafia nella storia.